Negli ultimi giorni su questo blog si è discusso molto di Islam e di immigrazione. Riprendo l’argomento per segnalare un’intervista uscita domenica sul Giornale, ma solo sull’edizione in edicola. Firmata da Francesco De Remigis ha una particolarità: a parlare non è un politico, ma un Imam italiano, Yahya Pallavicini,  vicepresidente della  Coreis (Comunità religiosa islamica), che conosce bene l’Ucoii e i Fratelli musulmani, a cui la stessa Ucoii è affiliata. Leggetela, nel vale la pena. Eccola: 

«Noi religiosi ci sentiamo offesi dalla strumentalizzazione della preghiera
in una manifestazione non autorizzata, coordinata e promossa dall’Ucoii.  Né
le autorità religiose, né l’arcivescovo Tettamanzi, devono prestarsi alla
loro subdola ricerca di legittimazione». dichiara Pallavicini.

Considera dunque illegittima quella preghiera?
«Non posso riconoscere i criteri di regolarità della preghiera soprattutto
quando viene fatta con un’occupazione e con un’ostentazione che non hanno
alcuna legittimità, né religiosa né civile.  Penso che, dopo l’arroganza
dimostrata, ora vogliano fare i lupi travestiti da agnelli incontrando
Tettamanzi, magari chiedendo scusa
».
L’incontro sarebbe un riconoscimento per l’islam politico.
«Esatto, perciò da imam di Milano e da religioso mi permetto di invitare
l’arcivescovo a non prestarsi a questo gioco di affermazione dei
simpatizzanti di Hamas.  Invece di scusarsi con l’arcivescovo, dovrebbero
scusarsi con la cittadinanza per la situazione che hanno creato.  La loro
azione è un’offesa alla preghiera nel senso più generale ed è una conferma
della loro volontà di strumentalizzare politicamente la religione, che è poi
la filosofia costituzionale di Hamas e dei Fratelli musulmani».

La Chiesa rischia di legittimare gruppi agli occhi dello Stato già
delegittimati?

«Mi auguro che l’islam politico non riemerga, perché la situazione a Gaza ha
rivitalizzato questa corrente a livello mondiale e ora vuol far sentire la
propria voce.  Esistono anche persone che fanno politica anche tra i
musulmani, ma con una maggiore etica.  Loro invece fanno parte di una
corrente radicale che ritiene che per solidarizzare con le vittime o con i
palestinesi significa creare disordine.  Così facendo hanno creato danno ai
musulmani e all’Occidente».

Parole sacrosante, quelle dell’Imam Pallavicini. Tettamanzi le ascolterà? Di solito non mi occupo di Chiesa, ma non riesco a capire le logiche di un certo cattolicesimo progressista, che anzichè incoraggiare i rappresentanti dell’Islam moderato, cerca l’abbraccio con gli Imam oltranzisti. Perchè?