Il debito delle banche irlandesi è pari al 250% del Prodotto interno lordo della stessa Irlanda, che potrebbe rischiare il default addirittura sui titoli di Stato

Molti Paesi dell’Europa dell’est stanno sprofondando in una crisi di tipo asiatico a causa delle banche che li hanno esposti a rischi insostenibili e sperano che l’Unione europea e il Fondo monetario internazionaler li salvi.

 In Svizzera il governo federale ha dovuto stanziare oltre 70 miliardi di franchi svizzeri per salvare Ubs e oggi ha addirittura violato lo stato di diritto e il segreto bancario, cedendo al ricatto di Obama, che aveva dato tempo fino a ieri  ancora una volta a Ubs per svelare i nomi di 250 contribuenti americani che hanno frodato il fisco con l’aiuto decisivo della banca elvetica. Il governo americano non ha rispettato gli accordi tra gli Usa e la Confederazione elvetica e anzichè aspettare la fine del normale iter giudiziario, come accade tra tutti i Paesi civili,  ha messo la Svizzera con le spalle al muro, minacciando di revocare la licenza bancaria all’Ubs, il che avrebbe provocato il fallimento dell’istituto bancario. E siccome Berna non può permettere di far fallire l’Ubs, perchè un evento del genere destabilizzerebbe la Confederazione, ha ceduto.

Ci sono tanti altri esempi, ma la morale è sempre la stessa. Negli ultimi 15 anni le banche sono diventate più potenti degli stessi governi; ma ora che sono in difficoltà sperano che lo Stato, da loro stesse a lungo depotenziato, le salvi, mantenendo intatto il sistema ovvero preservando la prerogativa di condizionare il mondo. Questa non è democrazia e neppure capitalismo, è un’aberrazione. E fino a quando non verrà estirpata, non c’è possibilità di salvezza. Ma non vedo segnali di svolta. Anzi, la crisi economica, generata dalla finanza, sembra entrata in una spirale.

Da qui il mio timore:  il peggio deve ancora venire?