Libertà di stampa? Sì, ma non per i blog
Attenti, amici bloggisti, la Cassazione ha deciso che “per i blog e i forum on-line non valgono le regole che tutelano la libertà di stampa“. La ragione? Eccola: siccome “si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum“, spesso in forma anonima,.”Blog, forum eccetera non possono essere considerati come una testata giornalistica, ma sono equiparabili ai messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una bacheca“. Dunque i blog hanno l’obbligo di rispettare il “buon custome” e il giudice può ordinare il sequestro di alcune pagine web.
La controversia era nata in seguito alla decisione del Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione sulla religione cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti “avevano travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il ‘sacro seme del Cattolicesimo’“.
Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie sono indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e che costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos’è il buon costume? E chi ci garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni scomode?

Guardi Fedenrico cosa le regalo,gratis.
E ci sono pure le parole del papa.
http://massimilianofrassi.splinder.com/tag/chiesa+e+pedofilia
per Fedenrico
QUOTIDIANO NAZIONALE
L’abate confessa: ’Violentai 30 ragazzini’
Il sacerdote, già sospeso ’a divinis’ ammette le sue colpe. Abusi dai primi degli anni ’90, quando era ancora un laico
Arezzo, 26 novembre 2005 – Rischia di configurarsi come il più grave scandalo di pedofilia che abbia mai colpito la Chiesa italiana quello che vede coinvolto don Pierangelo Bertagna, il sacerdote dell’abbazia di Farneta (Arezzo) già sotto inchiesta per un caso di pedofilia e che ieri ha confessato agli inquirenti di aver abusato di 30 bambini, come riferito oggi dai nostri quotidiani ’Quotidiano nazionale, ’Il Resto del Carlino’ ’La Nazione’ e ’Il Giorno’.
La vicenda giudiziaria di don Bertagna (nella foto) è iniziata lo scorso 11 luglio, quando il sacerdote venne accusato di abusi sessuali da un ragazzino di 13 anni. Scattano le intercettazioni telefoniche, arrivano le prime conferme e l’abate di Farneta viene messo agli arresti domiciliari.
Don Bertagna ammette parte delle colpe attribuitegli.
Nel frattempo l’indagine della Procura di Arezzo va avanti e, due settimane fa, il vescovo decide di sospendere ’a divinis’ il parroco, che viene mandato a scontare i domiciliari in un eremo della Valdichiana aretina.
Preso dai rimorsi, in una sola giornata don Pierangelo avrebbe confidato agli inquirenti la lunga serie di abusi sessuali da lui commessi a partire dagli anni ’90, quando era ancora un laico, su una trentina di ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 15 anni. Le violenze sarebbero state compiute dapprima nella sua zona d’origine, la Lombardia e il Bresciano, dove faceva parte della congregazione dei «Costruttori nella preghiera», e poi proseguite al seminario di Arezzo (dove venne ordinato sacerdote nel 2000, a 39 anni) e infine all’abbazia di Farneta, vicino Cortona, dove nel frattempo era stato nominato parroco.
Gli inquirenti hanno già iniziato un giro di verifiche in varie parti d’Italia, trovando dolorose conferme ai racconti del parroco. Le indagini sono alla fase preliminare, ma la conclusione non dovrebbe essere lontana. Per don Bertagna, dopo la sospensione ’a divinis’, potrebbe arrivare presto il procedimento canonico di riduzione allo stato laicale.
Vuole sapere una cosa? Siamo nel 2009 ed è ancora libero.
A cosa servono le dichiarazioni del papa.Una copertura facciale per far vedere che intende risolvere il problema.
Cara Marina, credo di aver capito il tuo pensiero. Un prete accusato di pedofilia è comunque colpevole, sia che il tribunale accerti la sua colpevolezza, sia che il tribunale accerti la sua innocenza.
Complimenti.
Per Rodolfo de Trent.
La lettera a cui tu alludi (De delictis gravioribus) firmata da Joseph Ratzinger, costituisce il regolamento di esecuzione delle norme fissate da Giovanni Paolo II, “poiché l’istruzione Crimen sollicitationis finora in vigore”, scrive Ratzinger, “doveva essere riveduta dopo la promulgazione dei nuovi codici canonici”.
Le norme riguardano i processi canonici. Nulla hanno a che vedere con il diritto civile o con con il principio generale secondo cui (fatto salvo il solo segreto della confessione) chi nella Chiesa venga a conoscenza di un reato ha il dovere di denunciarlo alle autorità competenti (principio sempre ribadito da Ratzinger sia cardinale sia Papa).
Quella lettera affrontava i seguenti delitti:
- delitti contro l’eucarestia;
- delitti contro la penitenza;
- delitti contro la morale.
“Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età”.
Da notare che il cardinale Ratzinger ha reso perseguibile quest’ultimo delitto fino a dieci anni dopo i diciotto di chi dichiara di avere subito abusi.
La diocesi di Brescia ha fatto pressione sulla magistratura per far assolvere ,caro Fedenrico.
Prassi comune della chiesa .Le parole del papa dette nel 2008 non valgono un fico secco,quando poi interviene puntualmente presso i magistrati per far assolvere.
Ci sono fior di avvocati pagati profumatamente non dai singoli sacerdoti ma dal vaticano e dalle diocesi,specializzati nella difesa dei pedofili.
il mio post precedente è indirizzato al beato Fedenrico!
perché non scava un pò nella divina vita di Rattzinger e non va a vedere quando, da vescovo, aveva disposto e protocollato la posizione che la chiesa in relazione alle decine di denuncie di pedofilia!
Non lo indico io, perché solo a linkarlo mi fa schifo!
Cara Marina,
la ricerca del vero richiede la messa in discussione delle nostre opinioni. Diversamente andremmo a scovare ogni appiglio capace di fare sembrare vere le stesse. Ma questo ultimo atteggiamento non è bello.
Pedofilia nel clero.
“Questi misfatti, che costituiscono un così grave tradimento della fiducia, devono essere condannati in modo inequivocabile. Essi (i chierici pedofili) hanno causato grande dolore e hanno danneggiato la testimonianza della Chiesa. Chiedo a tutti voi di assistere i vostri vescovi e di collaborare con loro per combattere questo male. Le vittime devono ricevere compassione e cura, e i responsabili di questi misfatti devono essere portati davanti alla giustizia”. (Benedetto XVI – Sydney, luglio 2008).
Questa è la posizione della Chiesa, ovvero dell’intera comunità cristiana.
Qualche chierico non la pensa così? La responsabilità è soltanto sua.
Ho sbagliato sezione volevo metterlo quì
Per Fedenrico
Il sacerdote che c’è nel video,durante una trasmissione radiofonica ha detto anche che quei bambini avevano accusato quelle “brave” persone perchè erano indemoniati,avevano il diavolo dentro di loro .Nonostante la denuncia al vescovo la diocesi non ha fatto un bel nulla,non ha richiamato quel degno sacerdote e tutt’ora è parroco.
per Fedenrico
Gesù condanna i pedofili,la chiesa fà assolvere.
http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=studioaperto&data=2007/05/09&id=29616&from=studioaperto
Cara Marina, apprezzo lo scrupolo con il quale tu abitualmente affronti i temi proposti nei vari blog. Ami documentarti, prima di parlare, e ciò ti fa onore. Quando, però, c’è di mezzo religione cristiana e Chiesa il tuo equilibrio mi pare vacilli, perché ricevo l’impressione che tu ti arrenda ai pregiudizi.
Il pedofilo, afferma Gesù, può compiere soltanto un utile gesto: “Appendersi una macina d’asino al collo e gettarsi negli abissi del mare”.
La Chiesa (comunità dei credenti) si fonda sulla Parola di Gesù. La Chiesa condanna chiunque sia di scandalo ai bambini.
“Il sacro seme del cattolicesimo” è la Parola di Gesù.
Dare a questa proposizione il significato scurrile concepito da quell’individuo, non altro significato assume se non quello di contumelia, ingiuria e scherno nonché di manifesto disprezzo verso tutti credenti.
La magistratura è intervenuta per stigmatizzare e reprimere tali comportamenti.
Sono d’accordo con Lei Sig.Quixote, il messaggio rimane,al di là di tutto, perchè è troppo forte,vero.
Meno essenziale una Santa gerarchia? Sono d’accordo anche su questo. Il vero problema in Italia e che fa stracciare le vesti alle persone quando c’è da portare avanti le proprie posizioni è la presenza dello Stato Vaticano sul suolo Italiano. E’ troppo ingombrante come presenza per non essere sempre tenuto a debito conto.
Anche il testo iniziale di questo Blog ne è la conferma.
Sulla mercificazione o meno dei luoghi santi, non avendo la certezza della situazione, potrei solo pensare che Gesù alla fine non cacciò nessun mercante dal Tempio, sono ancora tutti lì.
Cordialmente,Ambrogio
a dirla tutta, gentile signor Foa, anche lei è un blogghista!;)
Alcune delle frasi incriminate”, recita la sentenza, “avevano travalicato i limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il ’sacro seme del cattolicesimo’”. Ciò non ha nulla a che vedere “né con la discussione su temi religiosi, così a livello scientifico come a livello divulgativo, né con la critica e la confutazione pur se vivacemente polemica; né con l’espressione di radicale dissenso da ogni concezione richiamantesi a valori religiosi trascendenti”. “La contumelia, lo scherno, l’offesa, per dir così, fine a sé stessa, che costituisce ad un tempo ingiuria al credente (e perciò lesione della sua personalità) e oltraggio ai valori etici di cui si sostanzia ed alimenta il fenomeno religioso… Sono invece vilipendio”.
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E bravo Fedenrico,ma come èbrava la magistratura ,come interviene alla svelta per far tacere le voci scomode alla chiesa.Vilipendio della religione,non si può,minacciare di morte un bambino dopo averlo violentato invece si si può.Questo lo fanno i sacri sacerdoti e anche non.
Ma la Santa chiesa che fà?? Impedisce ai magistrati di processare questi santi sacerdoti.Pur in presenza di prove schiaccianti come neò caso degli asili di Brescia e bergamo fa assolvere tutti anche i sacerdoti.
Non si è mai chiesto che forse se la chiesa la piantasse di impicciarsi dei fatti degli altri e lasciasse fare alla magistratura il suo dovere,nessuno prenderebbe in giro la religione?
Il compito della chiesa è quello di insegnare i 10 comandamenti,e basta lei per prima li DEVE rispettare,non lo fà è giusto questo,non si merita altro.Un popolo che si dice cristiano dovrebbe prima che offendersi per le derisioni rivolte alla religione,chiedersi:come mai noi permettiamo che la chiesa difenda questi porci? Perchè chi non rispetta i bambini ,porci sono.
Il popolo cristiano dovrebbe a mio avviso difendere le sue creature,lo fanno anche gli animali(pure i maiali,provi a toccare un cucciolo alla scrofa e vedrà che fine fà).Il popolo cristiano invece che fà?Difende la religione e stà dalla parte della chiesa ,INAUDITO,e vergognoso.
C’è stato vilipendio? Ovvero, si è additato al pubblico disprezzo o dileggio una religione? Sì.
“Alcune delle frasi incriminate”, recita la sentenza, “avevano travalicato i limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il ‘sacro seme del cattolicesimo’”. Ciò non ha nulla a che vedere “né con la discussione su temi religiosi, così a livello scientifico come a livello divulgativo, né con la critica e la confutazione pur se vivacemente polemica; né con l’espressione di radicale dissenso da ogni concezione richiamantesi a valori religiosi trascendenti”. “La contumelia, lo scherno, l’offesa, per dir così, fine a sé stessa, che costituisce ad un tempo ingiuria al credente (e perciò lesione della sua personalità) e oltraggio ai valori etici di cui si sostanzia ed alimenta il fenomeno religioso… Sono invece vilipendio”.
“Va preliminarmente osservato”, continua la sentenza, “che il tribunale del riesame ha revocato il sequestro del forum esistente nell’ambito del sito appartenente all’associazione ricorrente, lasciandolo esclusivamente sui singoli messaggi inviati da alcuni partecipanti al forum in questione, contenenti le frasi oggetto dei reati contestati”.
“D’altra parte, nel caso in esame, neppure si tratta di un forum strutturalmente inserito in una testata giornalistica diffusa per via telematica, di cui costituisca un elemento e su cui il direttore responsabile abbia la possibilità di esercitare il controllo”.
Per quanto mi riguarda, aggiungo che, a tale proposito, il cristianesimo è questo: “Chi scandalizzi uno di questi parvoli credenti in me, è spediente a costui che appendasi una macina d’asino al collo di lui, e affondasi nel pelago del mare… Guai a quell’uomo per cui lo scandalo viene”.
Ma forse, attaccare il cristianesimo va di moda.
Immaginiamo, allora, un altro caso. Immaginiamo che un carabiniere avvicini un bambino e, presa la pistola d’ordinanza, gli spari. Immaginiamo ora che un partecipante a un forum dichiari: “con quell’azione, l’agente ha dimostrato l’efficienza dell’arma dei carabinieri”. Quale la reazione di ogni persona in grado di intendere e di volere?
Sig. Ambrogio forse mi sono espresso male o semplicemente ho voluto utilizzare un paradosso per dire che gli uomini, con le loro debolezze, nulla possono contro il Messaggio, ciò non toglie che, per la mia Fede, ritengo essenziale il Vangelo e auspicabile ma meno essenziale la disponibilità di una santa gerarchia. Certo nel caso non mancherebbero i problemi (diffusione, educazione, amministrazione dei sacramenti, ecc.) ma sono convinto che il Messaggio non andrebbe comunque disperso. In proposito ha mai riflettuto sul sibillino passaggio del Vangelo di Luca (18-8) che recita:” Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”, che aprirebbe addirittura alla possibilità che la fede in Cristo possa scomparire. Anche se conviene contrapporgli la promessa fatta a Pietro in Matteo (16-18):” Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.”.
A quanto mi dice anche i luoghi santi sono toccati da uno spirito commerciale che male si addice loro, anche se, continuando nello spirito di magnanimità che immeritatamente mi attribuisce, voglio pensare che i quattrini raccolti vengano utilizzati per coprire le inevitabili spese determinate dalla gestione di un sito sia pure evangelico. Con simpatia e un pochino d’invidia per il viaggio, come vede anche io sono solo un peccatore.
Sig.Quixote,
è così sicuro che il messaggio di Cristo rimarrebbe anche se l’intera Chiesa abbracciasse l’errore?
Suvvia Lei è troppo magnanimo e buonista.
Lo chieda ai bambini che debbono apprendere da qualcuno il senso del messaggio…troveranno qualcuno che lo sappia trasmettere?
Bene hanno fatto i genitori del Giornale che hanno portato i loro bambini in Terra Santa.
Quei luoghi non possono che restare incisi nella loro memoria, e valgono molto di più di 100 Sermoni fatti perchè è ora di dire Messa.
Anche se magari per scendere al Sepolcro o per vedere la grotta della natività, bisogna pagare un biglietto, ma a questa mia curiosità(semplice, semplice…)il sempre cortese Marcello, non ha dato risposta.
Ambrogio
Ambrogio
Gentile dott. Foa qui si parla di libertà d’espressione praticandola al cento per cento. Ciascuno dice quello che pensa e la censura interviene solo se il moderatore riscontra delle violazioni della legge o del buon gusto. Mi pare che le cose così gestite funzionino ottimamente, senza consentire che la libertà sconfini nella licenza. Se si vuole legiferare questa mi sembra una buona base, un compromesso accettabile tra libertà e decenza.
La pedofilia è una piaga che accompagna l’umanità da tempi immemorabili e, come tutte le perversioni, viene esercitata utilizzando tutti i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia, internet compreso, anche se si moltiplicano le strategie di repressione. Credo che la pedofilia interessi trasversalmente tutta la società e che quindi non debba stupire più di tanto se anche rappresentanti del clero ne sono affetti. Certo chi predica la purezza determina uno scandalo maggiore se assume comportamenti così in contraddizione con quanto va declamando. Da un altro punto di vista però, capisco anche che un voto di castità intiepidito e mal sopportato col passare degli anni inclini più facilmente alle pratiche di cui stiamo parlando. Occorre vegliare e punire, anche se sarebbe di gran lunga meglio riuscire a prevenire. La Chiesa, intesa come organizzazione, ha tutto l’interesse ad attenuare, per quanto possibile, gli scandali che si verificano al suo interno. Esattamente come accade per tutte le altre organizzazioni esistenti, il lavaggio interno dei panni sporchi è preferito al pubblico ludibrio. Questo comportamento può configurarsi come una colpa? Sicuramente si quando, così facendo, ci si esponga alla possibile reiterazione dei fatti censurati. Forse no quando, avendo preso gli opportuni provvedimenti, si cerchi di evitare un discredito generalizzato di tutta l’organizzazione, anche e soprattutto per le finalità dell’organizzazione stessa.
Cattivi sacerdoti non fanno una cattiva Fede? Mi sembra persino superfluo rispondere ad una simile domanda, anche se è tra le più proposte negli ambienti che avversano, più o meno dichiaratamente, la Chiesa. A mio modo di vedere il messaggio di Cristo non perderebbe nulla anche se l’intera Chiesa abbracciasse l’errore. Ci sono stati pessimi papi e altri dignitari che hanno tenuto comportamenti vergognosi, non sono mancate eresie e scismi, anche il popolo cristiano abbonda inevitabilmente di peccatori, ma il messaggio rimane incorrotto in quel libriccino che tutti abbiamo a disposizione, anche a dispetto di chi, forse, vorrebbe farsene l’esclusivo depositario. Meglio per tutti, e per la Fede in generale, se i sacerdoti sono irreprensibilmente santi (valido aiuto per chi santo non riesce ad esserlo) ma mai confondere Cristo e la sua Novella con gli uomini che, più o meno degnamente, più o meno efficacemente, se ne fanno portatori.
Franco, complimenti per gli aneddoti e per il numero di amici nel mondo. Su Di Pietro non ne so molto, tranne quello che dice wikipedia, come riporta Mason. Pensa che qui, parlando di dubbi, non abbiam ancora capito se BHO è nato in America o meno, tanto che qualche corte suprema si sta muovendo.
Per la prima volta credo, condivido quello che ha scritto Marina. Tolleranza zero, intercettazioni (Chi amministra la giustizia dovrebbe poter usufruire di questi mezzi, non credi? secondo me certuni invece impallidiscono al sol pensiero di esser stati intercettati), eliminazione di certe pagine web di pedofili, club mafiosi etc ben vengano. La proposta dell’autografo obbligatorio a me fa sorridere, i mezzi per risolvere questi casi secondo me ci sono eccome basta adoperarli, sarebbe così bello e giusto veder quanti preti e non si macchiano di ste porcherie.
Una normativa per blog non l’ho trovata neppure qui, c’è solo una sezione del US Code che ne parla (47 USC § 230). Non sembra materia tanto facile da legiferare dopotutto; come sempre noi italiani vogliam esser i primi della classe, anche a costo di esser ridicolizzati.
saluti
Tratto da un libro religioso
È giusto per una bambina di tre anni avere rapporti sessuali (Abodah Zarah, 37a; Kethuboth, 11b,39a; Sanhedrin, 55b,69a,b; Yebamoth, 12a,57b,58a,60b).
Quando un uomo ha rapporti omosessuali con un bambino al di sotto dei 9 anni d’età, non è da condannare (Sanhedrin, 54b,55a).
I rapporti sessuali con un bambino al di sotto degli 8 anni d’età sono leciti (Sanhedrin, 69b).
Se la liberta’ di espressione e basato solo ed esclusivante sul giornalismo e su qualche capoccia “BEN PENSANTE” allora lasciatemelo dire:”ho smesso di credirci”.
Togliere agli individui la facolta’ di esprimersi, equivale a una totale massificazione dell’individuo stesso, rendendolo ente, emacipato dalla propria autocoscienza;solo un individuo. pregasi omettere l’ a- mail poiche’ non e’ di mio dominio.
Gentile Marcello Foa,
credo sia molto difficile per chi è stato oggetto o coinvolto in attenzioni a scopo sessuale da parte di prelati entrare nel merito delle cose positive che può aver fatto la Chiesa! Lei dopo essere stato punto da una vipera che predica il bene e vende reliquie a caro prezzo, crede che sarebbe ancora disponibile a considerare l’aspetto positivo della vipera stessa. Io credo che lei, come tutti, quando dovesse vedere un’altra vipera, sarebbe propenso a prendere un’arma e mandarla direttamente dal padre che la vipera stessa commercializza!
Per Mason Padova
“Ho posto la stessa domanda a Ray Wyre, criminologo inglese tra i massimi esperti al mondo di serial-killer pedofili. Mi ricorda il caso di Robert Black, pedofilo reo di aver rapito ed ucciso circa 400 bambini. Da lui incontrato in carcere alla domanda “come facevi a sottrarre un bambino” Black rispose che “gli bastavano 30 secondi, solamente 30 secondi di disattenzione da parte degli adulti per rapire un piccolo”.”
http://www.associazioneprometeo.org/sh_hp.php?act=nw&id_n=7
Sono più di 50.000 i bambini che scompaiono nel nulla ogni anno.
Sacrifici umani durante le mese nere e pedofilia.
Per Mason Padova
Pedofilia,è un fenomeno molto raro ingigantito dai media. Meglio lasciare parlare i numeri:
In media in Italia, secondo le denuncie,un caso al giorno di pedofilia
Non è vero che il fenomeno è raro,é molto più vasto di quel che pensa,vada sul sito di Massimiliano Frassi ass.Prometeo,vedrà quante cose verrà a scoprire.
Le denunce sono rare è vero,si è mai chiesto perchè?
Le mamme hanno paura,vengono insultate e minacciate,interviene sempre il parroco per mettere a tacere e se non ci stai ti mette contro tutti.Ecco perchè tante mamme pur segnalando l’accaduto in caserma non fanno la denuncia vera e propria.La società ci è contro e anche tanti giornalisti.Un nome a caso Ferrara.
Per Marcello Foa
Non ho nulla contro la religione,ho educato i miei figli ai valori del cristianssimo,che sono quelli scritti nei 10 comandamenti.Non mi piace che la religione sia in mano a uomini che disprezzano le Donne,non mi piace che queste persone continuino a difendere i pedofili,non mi piace che la religione faccia pressioni sugli organi della magistratura,non mi piace la religionae collusa con i guerrafondai,non mi piacciono gli uomini religiosi che scomunicano una mamma e i medici che hanno fatto abortire una bambina di 9 anni stuprata dal patrigno,non scomunicato(in Brasile).
Tutto questo esula dagli insegnamenti e dai valori del cristianesimo.
Ho dovuto combattere da sola contro tutti,ho avuto vicino solo lo psicologo e il maresciallo dei carabinieri,(psicologi tra l’altro visti come il fumo negli occhi dai sacerdoti).La maggioranza della società o perchè male informata o perchè si fida di più della chiesa,è contro noi Mamme,non siamo ritenute credibili perchè troppo apprensive,si preferisce tutelare l’”onore”dei pedofili,queste”brave” persone tutte lavoro,casa e chiesa.
Questa è la società civile di oggi.Invece che chiedere informazione tanti preferiscono ignorare.Le istituzioni piuttosto che mettere in guardia,spiegare,
preferiscono che tutto rimanga nell’ombra.Di questo passo la pedofilia non verrà eliminata,ma aumenterà grazie alle coperture e all’ignoranza.
La ringrazio per l’attenzione e per la stima.
Con rispetto la saluto
Marina
Salve.
X antonio mason padova.
Grazie, dell’informazione, sarebbe stato veramente uno scoop madornale se Il Signor Antonio Di Pietro non avesse conseguito la laurea.
Certa Gente che mette cose così calunniose in giro, bisognerebbe denunciarla, questo non è lo spirito dei blog, non sono nati per degriganre il prossimo, anche se questi si chiama Antonio di Pietro.
Qui in Germania spuntarono nei mesi scorsi dei casi di Medici che praticavano negli Ospedali senza laurea, di giuristi/e che conseguirono una laurea a pagamento.
E da come già dicevo in un altro mio post proprio quest’anno la Stampa tedesca, quella seria, riportava un articolo riguardo ad un’organizzazione che vende lauree e titoli di Masters, emessi da Università bulgare, e pure rumene mi pare.
Francamente non vedo cosa c´entri il fumo con la pedofilia, i danni che le sigarette arrecano, i processi combattuti e vinti dai fumatori contro la lobby del Tabacco, cosa c’entrano con quello scempio di bambini? Chi fuma è maggiorenne, sa che il fumo fa male, quella è una scelta puramente personale.
Mandavo in fumo tre pacchetti di Camel ogni giorno, un bel dì di circa dieci anni fa, durante il solito tossire mattutino, mi chiesi chi diavolo me lo faceva fare, non potendo accusare e prendermela con nessun altro che me stesso, smisi seduta stante di fumare.
Il fumo è una decisione privata come quella di chi vuol spararsi in testa, io consiglio a quello di spararsi in Bocca con la canna dell’Arma rivolta verso l’alto, quel colpo è sicuro, e non lo sentirebbe nemmeno.
La violenza sessuale invece, specialmente quella pedofilia che è ancora più tremenda, abusa di minorenni, fa scempio della loro innocenza e identità, e una violenza a terzi e per di più indifesi e non ha niente a che vedere con il vizio del Fumo o dell’alcol.
Le dirò di più, quasi ogni mese, che passa, qui in Germania c’è un caso di pedofilia dove la vittima poi è soppressa.
L’ultima della serie per ora, fu la sorte di una bambina d’origini turche.
Il colpevole è stato arresto in Turchia poche settimane fa, dove ora gli sarà processato, appunto per violenza sessuale e omicidio.
Erano tutti bambini e bambine tra gli otto e i dodici anni, violentai e uccisi.
Questi sono fatti di pedofilia che non hanno niente a che vedere con un pacchetto di sigarette.
Salutönen
Buona giornata a tutti,
Mi sono letto un po’ i vari commenti.L’argomento , a mio avviso ,non è grave e nemmeno serio.Chi si occupa di proposte di legge per imbavaglaire la rete, come la gentile Signora Onorevole Gabriella Carlucci,la stessa che ha fracassato in diretta la telecamera e il microfono delle Iene,dovrebbe , forse ,dare il Suo contributo alla risoluzione di ben più gravi e seri problemi.
La mia opinione è che si parli a nuora perchè suocera intenda :I mezzi per contrastare la criminalità in internet sono già a disposizione degli organi competenti.
Lo scopo di altre proposte bavaglio è solo quello di intimorire i blogger per arginare un fenomeno nuovo che sta travolgendo inesorabilmente il vecchio sistema di fare politica.
Non sarà la panacea a tutti i mali, ma la rete è la lavatrice del nuovo millenio.I panni sporchi,oggi, si lavano anche qui e non solo nelle segrete stanze del potere.
Danilo
Per Parpaiola. Antonio Di Pietro ha conseguito la laurea in legge il 19 luglio del 1978 all’ universita’ di Milano con la votazione di 108/110.
Pedofilia,è un fenomeno molto raro ingigantito dai media. Meglio lasciare parlare i numeri:
In media in Italia, secondo le denuncie,un caso al giorno di pedofilia. Morti di cancro polmonare dovuto al fumo di sigaretta, media in Italia, 120 morti al giorno.Un ingegnere chimico americano, alle dipendenze di una multinazinale del tabacco, ha confessato di avere introdotto nel tabacco di una nota marca di sigarette 156 sostanze chimiche che provocano la dipendenza dal fumo. Questa notizia,non colpisce la sfera delle emozioni, come la pedofilia,ma mostra come è l’essere umano. Sempre un criminale.
Salve
Ciao Alberto, non chiudere l’internet ai pedofili, è l’unica possibilità che gli investigatori hanno per scovarli.
Proprio l’evento internet a portato alla luce del sole questo turpe mercato, che prima era del tutto occulto.
Proprio internet permette agli investigatori di scovare sia gli offerenti, sia i compratori, più intricati e raffinati sono i link, e più facili sono da aprire,sembra.
Tempo fa il mio amico sbirro in pensione, ( pensa tu, un mese fa, fu mezzo investito da un giovane in Bici che poi si diede alla fuga, poco male, solo una botta al braccio, mi assicurava che era talmente incavolato che se avesse avuto ancora l’arma d’ordinanza, gli avrebbe spedito dietro un paio di salutini veloci, quella bestia scherzava, ma non troppo) mi spiegò, che quasi tutti gli spacciatori di materiale pedofilo erano giovani scapoli. Quasi sempre con un lavoro fisso, persone normali insomma.
Gli acquirenti invece erano quasi tutti Uomini di Cultura e altolocati nella Scala sociale, che si potevano permettere di sborsare certe cifre.
La moglie di un mio amico a Ginevra che a suo tempo era con quelli della protezione dei minori, mi spiegava un giorno, quando anni fa ero loro ospite a Ginevra, che la domanda sale vertiginosamente, quando ci sono i vari convegni ONU e via s´discorrendo.
Sembra proprio che il sistema usi muli da trasporto, (il giovane scapolo) per non imbrattare il proprio computer, nello sfogliare il catalogo delle varie offerte.
Ho usato di proposito la parola “catalogo” perché è proprio così, in effetti, si tratta di un inventario miserabile ed abbietto.
Solamente attraverso quelle pagine su internet, gli investigatori riescono a risalire ai vari spacciatori.
Proprio in questi giorni un politico tedesco, membro del Parlamento si è visto togliere l’immunità parlamentare perché sospettato di pedofilia.
Il suo numero di cellulare fu trovato nell’elenco di un “mulo” che da tempo ormai, era sotto osservazione da parte degli inquirenti.
Nell’appartamento del politico la polizia trovò materiale pedofilo, il tizio si difese assicurando che era materiale di studio per la sua attività politica nella lotta alla pedofilia. Il pm lo vuole incastrare per pedofilia, in quanto il materiale fu trovato nascosto nel suo appartamento, e non in ufficio, debitamente depositato in una cartella ufficiale d’inchiesta, del Bundestag.
Incomprensibile quella sentenza, di Catania, che come giustamente ci fece notare l’amico lino, fu emessa senza una Legge sulla quale si poteva avvallare.
Allora questa si può anche definire come sfrontatezza degli organi di giurisdizione, non ti pare?
Solo in Italia e possibile una cosa del genere.
Per quanto riguarda la libertà d’espressione nel blog, anche a volte con parole forti e grosse, non credo che nessuno in Itala abbia il coraggio di cercare di proibirli o di imbavagliarli.
Mezzo Mondo andrebbe sulle Barricate, non tanto, i nostri cari italianucci, cosi beati e variopinti, bensì noi da fuori, che italianucci e variopinti non lo siamo proprio, ma solo dannatamente incavolati verso gli imbrillantinati del Belpaese.
Rimani nell’AIRE Alberto, che così poi magari se rompono troppo, da fuori votiamo tutti per il bravo Tonino.
A proposito del Signor Antonio Di Pietro, leggevo che probabilmente non ha una laurea in giurisprudenza, ne sai niente tu?
Un amico del blog ne sa qualche cosa in merito?
Sarebbe grave se fosse vero, non ti pare?
Potrebbe anche essere roba da galera, almeno così, nel resto del Mondo e nel Burundi, poi in Italia sai…
Salutönen.
A voler pensar male, questa sentenza sembra fatta apposta per spianare la strada a quelle proposte volte ad assimilare blog e simili a testate giornalistiche. Proposte che sono sempre state accolte come si meritavano.
Ora la sentenza pone una specie di simpatico ricatto: attenzione, perchè se non stai alle mie regole che vogliono che tu sia una testata giornalistica (quindi subordinata all’osceno ordine dei giornalisti e quant’altro), la tua libertà di espressione va a farsi benedire, e ti metto a tacere come e quando voglio.
Immagino che arriverà il legislatore a salvarci tutti, dicendo che far diventare i blog delle testate giornalistiche serve proprio a tutelare la libertà di espressione, ecc. ecc.
Dibattito originale e di qualità, grazie a tutti. Qualche considerazione. Le osservazioni di Marista sono molto equilibrate e di buon senso, tuttavia, per vocazione liberale, seguo con sospetto le leggi che tendono a limitare la libertà personale e quella di opinione. Dopo aver letto tutti gli interventi, mi accorgo di essere in buona compagnia nel temere che questa sentenza possa servire per reprimere o intimidire il dibattito sui blog. Io preferisco qualche castroneria in più, piuttosto che scoprire che la gente ha paura di esprimersi. L’esperienza di questo blog rafforza la mia convinzione.
Infine, Marina, rispetto il suo stato d’animo e ha tutta la mia simpatia, tutta la mia solidarietà per quanto ha provato, se la mia intuizione è giusta. Io penso che la Chiesa abbia affrontato e gestito male tutto il problema della pedofilia; al contempo però trovo riduttivo e sbagliato pensare che tutta l’esperienza e l’eredità del cattolicesimo e della Chiesa debba essere condannata. Ci sono state anche pagine buie non solo riguardo la pedofilia: e Giovanni Paolo II ha avuto il coraggio, proprio dei grandi uomini, di ammettere gli errori storici della Chiesa; ma io credo che non ci siano state solo pagine buie e che il giudizio debba essere equilibrato e intellettualmente onesto, da parte sia di chi ha Fede, che di chi non ce l’ha.
quella sulla spagna mi sembra più che altro una storia alla giulietto chiesa. e non ha niente a che fare con l’argomento di cui si discute. qui si parla, nel caso specifico di un giudice che ha emesso una sentenza. questo giudice non ha emesso una sentenza basandosi su una legge appena approvata ma sulle leggi esistenti, magari esistenti già dai tempi della costituente. quindi finiamola con gli attentati alla libertà di parola.
Avevo inserito questo intervento in un altro post.
Sono d’accordo con chi sostiene che libertà di stampa non è dire quello che si vuole. Ma credo che qui il problema sia un altro e molto più serio. E’ innegabile che si vogliono fare leggi, per bloccare definitivamente la rete, perchè oltre a insulti, vilependi e cose varie in rete girano anche notizie che non piacciono ai politicanti, ai potenti e a chi già controlla l’informazione. Le legge Pisanu vuole imporre la richiesta di carta di identità per chi utilizza il WI-FI. Nel resto del mondo, il WI-FI è accessibile gratuitamente per tutti. Basta andare in un parco che ha la copertura e ti puoi connettere. Addirittura la Carlucci(ma chi è questa?!?) vuole impedire a chiunque di immettere in rete in maniera anonima qualsiasi contenuto. L’Italia sta andando in controtendenza. In alcuni nostri paesi non c’è ancora l’Adsl, i costi sono ancora superiori rispetto al resto d’Europa, le famiglie italiane che si collegano a internet nell’ultimo anno sono diminuite. Le vogliamo dire anche queste cose?! Come possiamo pretendere di essere un paese all’avanguardia, se cerca di boicottare l’unico strumento di informazione libera che ci è rimasto?! I giornali continuano a beneficiare di sovvenzioni statali, pagate coi nostri soldi, ma questo pare non interessi a nessuno…
Il futuro è sempre più nero…
Saluti
@Marina: i pedofili non meriterebbero pure di esser chiamati essere umani.I siti di pedofilia li tirerei giu a cannonate, ma qui mi sembra che si e fatto di tutta l’erba un fascio! Le pare che autografandoci si risolvano questi problemi? O vi devo dare pure il mio social security number per poter scrivere in questo blog? Siam presi bene.
Secondo me la rete e’ sinonimo di liberta’ di parola, di pensiero, cose che li’ da voi, patria di toghe e politici che puzzano di marcio e di sangue ultimamente (20-30 anni?) scarseggiano!!
Ma davvero vogliamo andare a cercare e ad accertare che tutto quello che si dice in rete e’ VERO e dimostrabile?!? Quanti controlli servirebbero?? quanti blogs dovrebbero chiudere all’istante, solo perche’ Franco ne dice “quattro” a Marina e viceversa?!?! Secondo me c’e’ un limite a tutto, e questo e’dato dalla nostra educazione e civilta’. Poveri italianucci imbrillantinati, ed io che mi sono pure iscritto all’AIRE.. che delusione.
Non so perche’ ma ho come il presentimento (ditemi se sbaglio, fortunatamente al momento vivo all’estero) che certa magistratura e certa politica stiano affannosamente tentando di tappar la bocca a molti. Ci riusciranno? Io dico di no, leggasi anche Ambrogio @5.30pm.
Alberto la proposta riguarda il pedofilo che adesca il bambino in forma anonima o sotto falso nome.
Pedofilia: occorre combattere l’anonimato in retefeb
25 “Non possiamo continuare a permettere che orchi travestiti da agnellini, sfruttando l’anonimato assicurato dalla rete, utilizzino Internet per adescare giovani prede. Il caso del professionista di una cittadina vicino Napoli, arrestato ieri con l’accusa di aver adescato una minorenne offrendo false generalità e fingendosi suo coetaneo, lo dimostra drammaticamente. Dietro nickname fantasiosi spesso si nascondono terribili pericoli per i nostri figli. Per questo ho presentato una proposta di legge che, implicando l’obbligo della tracciabilità di chi pubblica e di cosa viene pubblicato su Internet, impedisca di fatto il ripetersi di casi analoghi. Davvero non comprendo il polverone di polemiche sollevato da questa mia proposta. Chi non ha nulla da nascondere non deve temere nulla dall’approvazione della mia legge. Del resto non possiamo più sopportare che uno strumento magnifico come la rete venga utilizzato da pericolosi criminali per i loro loschi traffici spesso purtroppo a sfondo sessuale.”
Buona sera
a proposito di blogs e LIBERTA’, date un occhio a questa proposta di legge:
PROPOSTA DI LEGGE PER “INTERNET TERRITORIO DELLA LIBERTA’, DEI DIRITTI E DEI DOVERI
Articolo 1
La presente legge si applica a tutte le attività di accesso alla rete internet effettuate a partire da – e per il tramite di – apparati informatici e infrastrutture fisicamente presenti nel territorio della Repubblica Italiana.
Articolo 2
1. E’ fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima.
2. I soggetti che, anche in concorso con altri operatori non presenti sul territorio italiano, ovvero non identificati o indentificabili, rendano possibili i comportamenti di cui al comma 1 sono da ritenersi responsabili – in solido con coloro che hanno effettuato le pubblicazioni anonime – di ogni e qualsiasi reato, danno o violazione amministrativa cagionati ai danni di terzi o dello Stato.
3. Per quanto riguarda i reati di diffamazione si applicano, senza alcuna eccezione, tutte le norme relative alla Stampa. Qualora insormontabili problemi tecnici rendano impossibile l’applicazione di determinate misure, in particolare relativamente al diritto di replica, il Comitato per la tutela della legalità nella rete Internet (di cui al successivo articolo 3 della presente legge) potrà essere incaricato dalla Magistratura competente di valutare caso per caso quali misure possano essere attuate per dare comunque attuazione a quanto previsto dalle norme vigenti.
Poi, nello stesso documento si legge, attenzione attenzione: “A tale organismo potranno essere inviate segnalazioni in forma RISERVATA o pubblica. E ad esso potranno essere sottoposti – per una valutazione tecnica e per la creazione di un repertorio casistico – gli atti giudiziari, ivi compresi gli esposti, le denunzie e le querele, relativi a tematiche di competenza.”
Trovato su:
http://www.gabriellacarlucci.it/2009/03/03/pedofilia-e-internet/proposta-di-legge/
Oggi è il quinto anniversario delle stragi di Madrid dell’11 marzo 2004 che causarono la morte di quasi 200 persone. Il governo di José María Aznar, in piena sinergia con i media mainstream, tentò di imporre un’insostenibile verità ufficiale. E’ un caso di scuola: usando Internet e gli SMS il popolo spagnolo insorse contro la menzogna dei media e del governo facendo informazione. Sul tema pubblico un frammento del mio saggio Giornalismo partecipativo. La storia del giornalismo e dei nuovi media come bene comune, in questo momento in corso di stampa.
di Gennaro Carotenuto
Dall’11 al 14 marzo 2004 l’intera Spagna fu percorsa da un’ondata di indignazione popolare che prese forma di microinformazione partecipativa[1]. Milioni di cittadini s’indignarono per la verità di Stato sulle stragi di Madrid dell’11 marzo, che il governo di José María Aznar pretendeva di imporre attribuendole all’ETA pensando di ricavarne un vantaggio politico nelle elezioni politiche del giorno 14. La televisione, soprattutto quella nazionale, e la stampa si allinearono alla menzogna imposta dal governo[2] che cercava di mascherare le proprie responsabilità nella guerra in Iraq considerando inopportuno riconoscere la matrice islamica degli atti terroristici che avevano causato la morte di 191 persone. Quella volta in tutta la Spagna la corda si spezzò.
Centinaia di migliaia di SMS[3] mobilitarono l’opinione pubblica esigendo la verità e ribaltarono l’esito di quelle elezioni politiche che i sondaggi consideravano già vinte dal partito di Aznar. Il sabato, giornata di riflessione, circa 300.000 persone si autoconvocarono via cellulare a manifestare alla sede centrale del Partido Popular nella Calle Génova, in pieno centro a Madrid, causando la disapprovazione anche dei media, come il quotidiano “El País”, che appoggiavano il PSOE. Quella disapprovazione voleva dire che i media (che avevano scelto di non informare) vedevano in quella sollevazione che li bypassava il superamento del loro ruolo di orientamento. Citando Gianni Riotta[4], autoconvocandosi esigendo la verità «gli uomini preferirono le tenebre alla luce» (Giovanni 3,19).
Nel frattempo in quelle ore il traffico in Internet cresceva di otto volte. Con pochissime eccezioni tra i media tradizionali, “Cadena SER”, “La Vanguardia”, il mainstream restò appiattito sulla versione del governo e il pubblico spagnolo dovette rivolgersi attraverso la Rete all’estero. Gli SMS rappresentavano in quel contesto un “non media” che in poche ore riuscì a raggiungere capillarmente altrettante persone di quante non potesse raggiungere un grande media mainstream. Per il sociologo Manuel Castells[5]:
se io mando un SMS a dieci persone e ognuno di loro lo gira a dieci amici, nel giro di pochi minuti potremmo avere lo stesso o addirittura più impatto di quanto ne può avere la televisione perché tali reti sono selettive, si dirigono a persone che si conoscono. [Quella dell’11-14 marzo 2004] è stata una specie di rivolta etica che ha sorpreso tutti, inclusi gli stessi media. Non è stata una rivolta contro un partito o a favore di un altro. È stata una rivolta per la verità e contro la menzogna.
Gli autoconvocati sostenevano che il loro sdegno non fosse diretto contro una parte politica ma contro la menzogna di Aznar veicolata supinamente dai media. Secondo un’inchiesta demoscopica studiata da José Ramón Montero Gibert e Ignacio Lago Peñas[6] il 6% degli spagnoli decise per chi votare dopo gli attentati e il 5%, che aveva deciso di astenersi prima di questi, scelse di votare. Due terzi di questo 11% votarono per il PSOE generando un decisivo aumento del 4% di voti al partito di centro-sinistra che candidava José Luís Rodríguez Zapatero alla presidenza del governo. Inoltre il 16% degli intervistati (corrispondenti a vari milioni di elettori) dichiarò che la manipolazione sugli autori degli attentati era stato il fattore più importante che aveva preso in considerazione al momento di votare.
Negli ultimi decenni, soprattutto nell’epoca neoliberale, e a partire dalla centralità della televisione commerciale, il core business dei media mainstream si è allontanato sempre di più dal diritto/dovere di informare come l’esempio spagnolo esplicita in maniera parossistica. La “fabbrica del consenso” della quale parla Chomsky si è orientata alla comunicazione e alla costruzione di una scala di valori e consumi stabilizzatrice del consenso dell’opinione pubblica verso il potere politico ed economico. Ciò ha un prezzo ed è evidente che lo spazio lasciato vuoto dal mainstream è stato occupato da altri agenti informativi. Se l’intelligenza tra media e potere è un consolidato processo storico, la discontinuità della nostra epoca è che è diventato straordinariamente facile avere alternative.
Ogni volta che i media mainstream scelgono di edulcorare l’informazione lasciano più spazio ad una nuova informazione, non di sicuro migliore ma sì alternativa. Quella di un’informazione non in sinergia con il potere è un’esigenza presente fin dal tempo dei primi Canard[7] da secoli prima della Rete. È l’informazione che fu dei Peppino Impastato e delle “Radio Aut”. Il caso spagnolo delle stragi dell’11 marzo 2004 e delle elezioni del 14, che ribaltarono il risultato elettorale in una grande democrazia occidentale, dimostrò che in maniera completamente decentralizzata, usando Internet e gli SMS, la cittadinanza può battere la disinformazione e la sinergia tra media e potere.
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[1] M. Martín Nuñez, A. Montero Sierra, La manipulación en los medios de comunicación. Tratamiento informativo del 11M, Castelló de la Plana, Universitat Jaume I, 2007; R.M. Artal, 11-M 14-M: onda expansiva, Madrid, Espejo de Tinta, 2004.
[2] http://www.youtube.com/watch?v=FL-IU6din_4.
[3] http://www.youtube.com/watch?v=qmuOocplXxM.
[4] G. Riotta, La Rete cancella l’opinione pubblica, “Il Corriere della Sera”, 19 gennaio 2009.
[5] M. Martín Nuñez, A. Montero Sierra, op. cit., p. 18.
[6] I. Lago Peñas, J.R. Montero Gibert, Los mecanismos del cambio electoral. Del 11-M al 14-M, in “Claves de la Razón Práctica”, 2005, n. 195, pp. 36-45.
[7] J.N. Jeanneney, Storia dei media, Roma, Editori Riuniti, 1996 (ed. or. Une histoire des médias, des origines à nos jours, Paris, Points, 1990).
Tratto da giornalismo partecipativo,Ambrogio
Le parole di Marista riportano equilibrio. E’ vero, noi siamo spesso troppo facili a prender fuoco, a usare la clava dove non è il caso. E’ perché, forse, siamo abituati a male avere. Impariamo a rendere i blog simpatici, divertenti, istruttivi, utili a noi e agli altri, piccole gradevoli scuole di pensiero.
Potrei sbagliare, ma mi sembra che molti qui stiano facendo un poco di confusione: il forum di cui si parla è stato sequestrato, non perchè si sia accennato alla cornaca sui preti pedofili, ma perchè in alcune frasi degli intervenuti si ravvisava il reato di vilipendio alla religione ( e vale per tutte le religioni, e, da non credente, credo sia giusto non offendere chi crede, qualsiasi sia la religione a cui sente di appartenere), quindi in attesa di accertare la natura delle frasi offensive, il forum veniva sequestrato grazie ad una denuncia precisa.
Che i forum e i blog non vengano assoggettati alla legge sulla stampa, a me pare cosa ottima, altrimenti sai che moria di blog! sarebbe un assurdo limite, chi si può permetere un direttore responsabile? resterebbero pochi grossi blogger, e gli altri?
Libertà: è bella, chi può dire di no? Ma davvero pensate che insultare, dire cose in libertà, magari non provate, magari solo sulla base di un link che riporta al parere di un blogger, sia una gran bella cosa o piuttosto non si rischi di creare una marmellata di notizie e contronotizie in una bolgia senza senso in cui non puoi distinguere il vero dal falso, l’insulto dalla notizia?
Questa non sarebbe libertà, ma barbarie, e ci stiamo spesso vicini.
Personalmente penso che per evitarlo basterà la applicazione del codice civile: se tu scrivi che io ho rubato, io che so non esser vero, ti denuncio e se ho ragione, tu rettifichi, e mi paghi i danni.
Responsabilità personale, giudizio rapido, pagamento dei danni , e vedi che non succede più, pian piano impareremo tutti e verificare le nostre affermazioni, prendendoci la responsabilità delle nostre parole, perchè a volte capita di dire o scrivere con leggerezza cose inesatte e di fare anche del male sia pure senza volere.
Si parla di buon costume, di educazione, di rispetto civile? Suonano le trombe, i giudici? Suoneremo le nostre campane! Scenderemo in campo, con vero spirito berlusconiano, faremo vedere più che mai, per nulla intimoriti dai Signori togati, che, se nel loro campo vigono costumanze tuttaffatto particolari, nel mondo CIVILE si usa dar di bischero ai bischeri, di ladro ai ladri, di bestia alle bestie, di assassino agli assassini, di vigliacco ai vigliacchi. Senza aspettare che a decidere in proposito sia un tribunale o un procurator della repubblica.
se io invito la gente ad uccidere qualcuno fa differenza se lo dico su un giornale, in pubblica piazza o su un blog? secondo me no. quindi se un giudice apre un inchiesta perchè io invito ad uccidere, in qualunque luogo lo faccia, fa solo il suo dovere.
qui non c’entra la libertà di stampa: c’entra che ci sono dei reati, che devono essere perseguiti. i blog sono diventati luoghi dove si dice di tutto e di più. anche qui, in questo blog, così sobrio c’è chi spesso usa parole forti, ma nessuno supera il limite della decenza. questo limite però se ricordate è stato superato quando si parlava di vasco rossi. sono arrivati messaggi di odio, minacce. e tutto questo per una opinione su un cantante.
molti blog esistono solo per incitare all’odio, sono visitati dalla feccia, ci sono anche siti e blog di pedofili, di nazisti, di estremisti isalmici. e noi in nome della libertà di stampa dobbiamo permettere questo? io non lo permetterei.
la libertà di stampa è un’altra cosa. ma qualcuno fa finta di non saperlo.
26 novembre 2005. Arezzo – Rischia di configurarsi come il più grave scandalo di pedofilia che abbia mai colpito la Chiesa italiana quello che vede coinvolto don Pierangelo Bertagna, il sacerdote dell’abbazia di Farneta (Arezzo) già sotto inchiesta per un caso di pedofilia e che ieri ha confessato agli inquirenti di aver abusato di 30 bambini… Preso dai rimorsi, in una sola giornata don Pierangelo avrebbe confidato agli inquirenti la lunga serie di abusi sessuali da lui commessi a partire dagli anni ’90, quando era ancora un laico, su una trentina di ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 15anni. (Adnkronos, 26 novembre 2005).
Nonpostante la confessione è ancora libero a Brescia suo luogo natale.
Avrà smesso di violentare? Non credo,il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Perchè è ancora libero??
Poi non vogliono insulti.
Il vaticano stà facendo pressioni sulla magistratura perchè non vuole ch si pubblichino notizie come questa?
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=109646
Sarà abbastanza vecchio penso questo segretario,quanti bambini ha violentato in tutti questi anni? Perchè solo ora viene fuori questa storia?
Quando la magistratura la smetterà di farsi intimidire?
Salve,
Inquietante l’articolo e l’argomento proposto dal dott. Foa. Veramente stiamo vivendo un periodo di cambiamenti. Il mondo come lo conosciamo noi sta cambiando (mi piacerebbe dire evolvendo ma non sono tanto sicuro) dal punto di vista sociale (le generazioni giovani sono più superficiali), politico (almeno in Italia inizia a rompersi l’equilibrio tra sinistra-destra), economico (gli eventi si commentano da soli) e culturale.
Collegandosi all’argomento proposto, porterei in discussione anche il nuovo film di Wajda: Katyn.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=241677
Uscito il 16 settembre 2008, sembra che il film fa fatica ad arrivare in Italia. Con il permesso di dott. Foa citerei un’articolo del Corriere:
http://www.corriere.it/spettacoli/09_marzo_11/storia_boicottata_cappelli_96f983f6-0e0c-11de-b3a4-00144f02aabc.shtml
Si tratta di una, diciamo limitazione, per non usare termini più duri. L’intervento sui blog/forum fa parte da un movimento più esteso ? Domande inquietante che, personalmente, pensavo fossero del dominio passato.
Cordialmente, Dekebalos
Per ora e’ solo una sentenza di una corte periferica, e probabilmente imbottita di mafiosi, visto il luogo. In Italia non c’e’ la civil law, quindi non costituisce un precedente vincolante, anzi al limite potrebbe solleticare l’uzzolo ad altra corte per emettere una sentenza esattamente opposta.
Detto cio’, credo sia abbastanza facile fare un ricorso alla corte di Strasbourg e fargli fare la figura di cioccolatai. Naturalmente, e’ un indirizzo pericoloso, ma ritengo limitato nel tempo e nel luogo. Non penso che simile sentenza, possa trovare albergo a Milano o Torino. Si dimostra ancora una volta la distanza tra nord e Sud in Italia. Vi suggerisco un libro , a questo proposito, un po’ datato, e’ del ’94, di Charles Richerds, “The New Italians”. Comunque, prendendo un IP americano si ovvia al problema. Gli USA, mai bloccheranno la liberta’ di Internet, e’ contro la loro costituzione e mentalita’, basta veder con quale neutralita’ hanno gestito e gestiscono Internet.
Il distinguo che la Cassazione fa tra il “blog” e la “stampa”, per cui il primo non può essere assimilato alla seconda, con tutte le realtive conseguenze, dobrebbe trovare la sua definizione in una legge e non in una sentenza. Questo per rimarcare come debba essere un libero Parlamento a stabilire ciò che è lecito da ciò che non lo è e a definire differenze quali quella in esame.
Salve.
Mi sembra di intravedere nell’ambito di questa discussione una tenuta di distanza. Forse mi sbaglio, ma ho la netta sensazione che qui molti di voi si rattengono dal dire la loro opinione, fino in fondo.
Quello che sta facendo una parte dei magistrati italiani e roba da dittatura, ci manca solo la Gestapo e siamo in pieno nepotismo nazista.
Il tutto però con una piccola differenza, mentre la magistratura nazista, seguiva le direttive dello zio Adolfo e camerati vari, la magistratura italiana per quel che riguarda le sentenze civili, pur mantenendosi sulle direttive del codice civile, mi sembra che lo stia facendo in modo molto soggettivo e ambiguo. Si direbbe quasi, sfarzosamente e voluttuosamente indigeno, di uno spinn sublime e eclatante, per non dire raccapricciante e in netto contrasto con i principi che regolano il vivere civile dell’UE.
Allora posso benissimo sostenere che se questa benedetta magistratura si comporta in un modo così sfacciatamente antidemocratico, da far impallidire dalla rabbia chiunque, ma scusate una domanda, perchè la lasciate fare?
Stiamo ritornando al punto di partenza, la dove l’italiano è sostituito dall’italianuccio come inteso da Feltri, non è vero?
A prescindere dal fatto che quella sentenza la, lascia il tempo che trova, a mio parere apre solo la Porta ad eventuali processi per avvocati disoccupati e incrementa il consumo della Carta Bollata, per gli immancabili ricorsi fin su, alla Corte europea che immancabilmente salterebbero fuori, esiste ancora la Carta Bollata in Italia?
È ridicolo vedere come una cdc voglia proibire quello che è ancorato a doppia mandata nella Carta Europea, ciò è, la libertà d’espressione.
Le ripercussioni sulla liberta mediatica naturalmente rallegreranno tipi come Di Pietro, Leoluca Orlando che si sentiva così a suo agio tempo fa sul sofà dei pirla di turno da Sandra Maischberger, una giornalista TV tedesca di quelle con i Baffi, nonchè i D´Alema e sinistri vari, non vi pare?
Meschino, vero?
Il buon costume poi e il rispetto degli altri, unita di misura dello stesso e ben definito nel detto: non fare agli altri, quello che non vorresti fosse fatto a te.
Quella frase detta da quel povero cristo di Cristo, e l’unica unita di misura per definire bene il buon costume, che io conosco e accetto.
Altre unita di misura per il buon costume, a mio parere non n’esistono.
Penso che sia arrivata l’ora che la così detta Santa Madre Chiesa deve incominciare a cacciar via a calci, certi Sacerdoti.
Salutönen.
Viene riaffermato il potere della caste che dispongono della possibilità di condizionare ed inibire il pensiero del popolo sovrano ? Evidentemente ci sono dei limiti.
Va da sè che deve pur esistere un limite all’espressione di qualunque cittadino quando va a ledere la libertà e l’onore di altro consociato.La libertà di ciascuno finisce dove comincia quella del vicino.
Anche in Piazza Navona la libertà della Guzzanti e del Di Pietro doveva pur sempre rispettare le persone dei propri avversari politici senza attaccarli appunto sul piano personale,come pare sia avvenuto per il ministro Carfagna ,oggetto di contumelie,come testimonia il fatto che costei avrebbe sporto querele in relazione alle offese ricevute.
Salut,
da noi è la Magistratura, in America è lo stesso Presidente. Non solo sfrutta i blog e la libertà degli americani ad esprimere le loro opinioni e, cosa che gli ha fatto comodo, la loro volontà di cambiamento, ora, non troppo riconscente, li giudica “fuorvianti e semplicistici”. Fantastico come tutto il modo è paese. Se Franco, come l’ha fatto ne suo post, invece di prendersela con il frate in lenzuolo rosso su un blog italiano se l’avesse presa con il Messia nero con consorte vestita come la poltrona di mia nonna, qualcuno dello staff del Messia nero glielo avrebbe ripulito! L’opinione della gente, anche la più assurda e la più estrema va rispettata. Mettere la museruola ai blog o a internet in generale sarebbe far scoppiare una guerra, ideologica naturalmente, ma poi forse neanche tanto.
Il problema della libertà di stampa in Italia purtroppo esiste, ed è in costante pericolo. Secondo una classifica stilata da una società americana l’Italia si trovava nel fondo della classifica, dietro anche a stati come il Burundi o la Guadalupa…
Credo che i potenti dell’informazione hanno capito l’importanza della rete, hanno capito che tramite internet non c’è più il padrone e il giornalista servetto. So che è brutto da dire, ma non si può negare l’evidenza. E’ così putroppo, da una parte e dall’altra.
La rete è il popolo della libertà, quello vero… E’ il vero partito democratico. E come tale vogliono metterci un freno, perchè diciamocelo, in certi casi la verità fa male, molto male e adesso quello che è taciuto nei telegiornali lo puoi trovare in rete. E quindi non si scappa.
Una sentenza come questa renderebbe il nostro Bel Paese al pari della Dittatura Cinese.
Credo che in questo caso abbiamo tutti il dovere di opporci fortemente ad una sentenza del genere, altrimenti è inutile che stiamo qui a scrivere le nostre idee…
Saluti
Per Marcello Foa
“certe ingiurie sono indifendibili”
Il male che fanno i pedofili se lo è mai chiesto? Non si meritano ingiurie? E che cosa dobbiamo dargli,la medaglia d’oro? Cosa ha mai fatto il vaticano e anche la magistratura per eliminare il problema? Niente! Vengono sempre protetti e poi non vofliono ingiurie?
Ma sa quanti insulti ho ricevuti io per aver voluto difendere mio figlio? Il parroco mi ha messo contro la parrocchia,e poi non vogliono ingiurie,ma mi facciano il piacere!
Il vaticano è ora che cominci a maturaare e ad assumersi le sue resposabiltità,invece che fare pressioni sulla magistratura pwer metttere a tacere tutti compresi i blog.Io in qualità di Maamma offesa e insultata dai preti,non foglio la censura.
Se non vogliono essere insultati che rispettini i Bambini e le loro mamme ,e saranno rispettati.
Buona giornata
Datemi le regole e le seguirò. Viva il governo! Viva i magistrati! …ora il mio IP è a posto.
Il Tibet? V secolo BC un tizio di nome K’iang scorazza per le aride praterie cinesi e da llora si insidia quella grezza compagine di uomini col drappo rosso, con l’avvento del re Sron-tsan-gampo il Tibet diventa la minaccia per l’impero ( o gli imperi per gli studiosi )cinese e in seguito lo sarà anche per la dinastia mongola. Oggi gli Usa sono interessati al sottosuolo tibetano? alla sabbia del Darfur? al petrolio degli Uyguri? So what. Il mondo è trainato dal vil denaro non certo da un carro di buoi o altre velleità ormonali, ma ricordiamoci che in alcune parti dl mondo quel denaro costa più che in altre. Un esempio? 90 milioni di vite umane trucidate dalla rivoluzione culturale ad oggi. Non male per il miglior partner commerciale e politico statunitense.
Per tornare all’argomento del blog, dott. Foa suggerirei un censore per tutelare l’indennità dei suoi lettori. Ripensandoci veder spiegarsi la profezia orwelliana è molto più emozionante, lasciamoli fare. Cordialità
Questa sentenza la considero figlia di una magistratura che fà tutto meno che quello a cui è delegata. Non mi tocca perchè non offendo e se dico la mia è perchè mi baso su fatti. Il principio che si deve proibire e non educare è figlia della mentalità al di là del Tevere. Porta pia non è servita a molto. Caduto il muro sembrava che le cose si fossero appianate, manco a pensarci. Tutto come prima. Ce li vedi a spendere milioni di euro per controllare e poi manca la benzina ai mezzi della polizia e la carta per le fotocopie…. Un saluto.
Noi occidentali,abbiamo una ottima eredita’ : La cultura che ci hanno lasciato i greci ed i romani.
Anche allora, oltre 2000 anni fa, non avevano nessuna fiducia dei tribunali e dei magistrati.
“Il giudice,è un notaio che certifica,che il povero,ha sempre torto” Petronio Arbitro.
Per Parpaiola .Il Dalai Lama del Tibet.
Solito ritornello dei madss media Americani sulla violazione dei diritti umani che tradotto vuol dire:ci sono importanti riserve minerarie, interessi americani da tutelare.
Il Tibet è ricchissimo di rame, zinco, piombo, ferro,è la piu’ grande riserva di uranio del mondo,piu’ di australia,canada, e congo:Inoltre
è la sorgente di tutta l’acqua dolce della cina. IL TIBET è CINA.IL Dalai Lama solita marionetta in mano agli americani.
Se si digita su Google Tibet risultano 30.000.000 di voci. Se si digita Giappone,Messico, Brasile risutano la meta’ delle voci di Tibet Circa 15 ,17 milioni per paese .Tibet 6 milioni di abitanti,e 12 milioni di cinesi,giappone, messico, brasile, oltre 400 milioni di abitanti.
Per quanto riguarda la germania dopo che ha abbandonato,colpa dei verdi,l’energia nucleare, e di conseguenza lo studio della fisica atomica,non la vedo piu’ come leader nel campo scientifico. In ogni caso spero si ravvedi.
Salve.
Un tentativo come un altro per cercare di mettere il bavaglio alla gente, direi.
Questa sentenza è anticostituzzionale, impugnabile presso l´UE. Questo discorso è già stato fatto anche quì in Germania e altrove, nemmeno si sognaro di scomodare una cdc.
La magistratura italiana se vuole ripulire un pó la sua credibilità in Europa e nel Mondo, sbarazzandosi almeno in parte di quel onta di “magistratura delle banane” che sì è apiccicata addoso ormai da decenni, dovrebbe invece ripulire i propri ranghi.
Nessuno di quei Signori con la Toga deve credere di essere immune al lungo braccio del UE.
Nessun tribunale o cdc nel Mondo occidentale si fu mai intrommesso nella libertà di Stampa o di espressione dei Blog.
Almeno in questo, il Bel Paese è il primo della classe in occidente!
Quello che si deve regolare in Italia è la magistratura, non il modus operandi dei Blog, ma davvero stanno dando i numeri a Catania?
Who the f… and what the f… is Catania anyway?
Tutto il resto viene regolato dal Codice civile e penale italiano, dove si prevedono sanzioni per la difamazione ed eventuali falsità e offese alla dignità della persona.
Discutere su degli argomenti già di dominio pubblico, come la pedofilia di certi così detti “Sacerdoti” ad esempio o esprimere la propria oppinione su sentenze e processi, che offendono la dignita dei molti, come il pietoso caso del calvario della povera Eulana, parlare di suo padre, il cui comportamento sotto tanti punti di vista e semplicemente aobominevole e ai miei occhi detestabile.
Calvari che umanamente parlando però, anche lui poverino passò, passa, e passerà finche campa, giorno dopo giorno, non può essere condiderato un reato persegitabbile per calunnia.
Ragionare e ampliare i malaffari di taluni politici, approfondire argomenti di importanza comune, fà parte della nostra cultura e libertà occidentale ed è un nostro sacrosanto diritto, che nessun italianiccio camuffato da magistrato può toccare, ci mancherebbe anche questa adesso.
Ma davvero?
Non saranno certo “quattro figli di buona Donna” nei vari partiti e enti pubblici e privati italiani a impedirci tutto questoe a instaurare nuove Leggi in Europa, ma quando maie?
Volte un altro esempio?
Eccovelo.
Da sempre sostengo che per mé, il Dalai Lama non è altro che un raffinato terrorista psicologico vestito da frate. Un Master della spinn politico, con una padronanza quasi mistica dello spinn mediatico, inteso come Arma di offesa.
Molti quì in Germania sono del mio stesso parere, altri invece no.
Certi giornalisti vedono in lui, lo scoop ” a ragione” e pubblicano ogni flatulenza che quel dannato monaco mezzo nudo con un lenzulo rosso addosso, dalle cui flatulenze, inevitabilmente ci scappano i feriti e anche i morti, altri invece no.
Nssun giornale perÒ può permettersi per ovvie ragioni commerciale di ognorare il frate e lui lo sà.
Per molti e un “must” farsi forografare con un frate mezzo nudo e mezzo coperto da un lenzuolo rosso, altri invece lo schivano e lo detestano.
Specialmente certe Signore da salotto lo adorano, lo fanno perche e chick, perche e “in”, non certo perche intendono metter in pratica i suoi insegnamenti spirituali e religiosi o annusare, dato che circola sempre mezzo nudo, il suo sudore.
La “chantesa” che per il frate fece scoppiare adiritura un “incident” diplomatico tra la Francia e la Cina, va in brodo di giuggiole ogni volta che ne sente parlare.
La sua voce si fà velata, il suo sguardo diventa profondo e spazia lontano, io invece li prenderi a calci tutti e due.
Vi dico questo perche la vidi e la sentii parlaere del frate mezzo nudo alla TV tedesca un paio di settimane fà.
Scommette che anche se lei e la moglie del Kapo del governo francese, non lo farà mai più?
Rendiamo onore alla magistratura italiana, raccontiamo al Mondo come funzia quella casta autogenerativa come i vermi e le code delle lucertole, e cominciamo ad invocare martellare l´UE di ricorsi.
Ma chi si credonoo di essere quelli la?
Salutönen.
Questo é un classico esempio di ignoranza giuridica. Il concetto di “buon costume” non é basato su nessun’altra norma legale che l’autorizzi per cui non ha nessuna validitá giuridica. E si suppone che questi giudici abbiano letto Kelsen!!
Non mi sorprende troppo. Malgrado quello che dica la costituzione italiana, se mi ricordo bene, all’art. 21, nell’ordinamento giuridico italiano il concetto di ‘freedom of speech’ (o liberta’ d’espressione) non ha mai avuto lo stesso grado di protezione che gode nei paesi anglosassoni. Il fatto che esista ancora in Italia una norma contro il vilipendio del Presidente (e del Papa) ne e’ la prova piu’ concreta. Che questa sentenza derivi da un ‘affronto’ rivolto alla chiesa cattolica semplicemente rinforza la tesi che molti hanno nel mondo che in Italia si puo’ dire e far tutto, fuorche’ criticare la Sacra Romana Chiesa. Caro Foa, mi sa che dovra’ venire negli USA ad aprire un sito per il suo blog in italiano. Suggerirei di chiamarlo: “The world’s heart” a blog by Marcello Foa. Meglio dirlo in Inglese, per non suscitare troppi sospetti da parte di qualche censore in Italia. Non si sa mai, potrebbero decidere di addirittura vietare l’uso di qualsiasi congegno elettronico che si possa connettere a internet, come fanno in qualche regime totalitario.
Prove tecniche di Durban II! (Per chi ha letto TUTTA la bozza di risoluzione, non solo la parte che riguarda Israele). http://blog.unwatch.org/wp-content/uploads/2008/10/shattering-the-red-lines-the-durban-ii-draft-declaration.pdf (in inglese).
Io penso solo che se cominciamo a proibire anche la libertà d’espressione degli individui arriveremo proprio al capolinea.
Sono d’accordo sul fatto di mantenere sempre il buon custome nel pronunciarsi, senza cadere o sfociare in eccessi, offese o quant’altro, però non ha senso proibire in alcun modo la possibilità di esprimere i propri pareri e le proprie idee anche quando queste potrebbero essere scomode a chi sta più in alto di noi.
Come diceva Voltaire “Non condivido le tue idee, ma darei la vita perchè tu potessi liberamente professarle”.
Awesome!
Si potra’ quindi a censurare tutto cio’ che non si ritiene stampa diciamo, “classica”?!?
D’Alia ora ha strada spianata…
Il mondo di internet, dei blog, dei forum, è sotto attacco da tutte le parti. Perchè è un mondo libero: difatti è solo su internet che si trovano certe informazioni e certe teorie, anche estremamente importanti.
Ovviamente lo stato vuole mettere tutto sotto il suo controllo, in modo che non ci si possa più esprimere e scambiare informazioni liberamente.
Io in campo macroeconomico ho imparato più su internet che in anni di prestigiosa università, dove vige il pensiero unico che sta conducendo il mondo occidentale al fallimento.
Il controllo dell’informazione (col “ministero della Verità” di Orwell) è alla base del potere dello stato. Dopo aver trasformato la scuola in campo di indottrinamento votato alla statolatria (scuola che partorisce ogni anno tanti begli ignorantelli incapaci di fare 2+2, ma convinti che lo stato sia la soluzione ad ogni male, e che sono pronti, col cervello lobotomizzato, a passare una vita alle dipendenze dello stato, senza che passi loro per la testa neanche per un attimo che possono camminare con le proprie gambe), oggi tocca ad internet.
E tocca a tutti quanti difenderlo, anche quando qualcuno scrive fesserie su Facebook o da qualsiasi altra parte. La libertà di espressione comporta anche la libertà di scrivere fesserie. Ed anche di offendere, credo.
Non ho ancora deciso se questa sia una buona o una cattiva notizia: da un lato ci sono i lati negativi che hai detto, dall’altro cadrebbe l’obbligo di avere un direttore responsabile e minchiate del genere, oltre al fatto che non essendo “stampa”, non potrebbe essere neanche “stampa clandestina”.
Boh, sono indeciso…