Ma la crisi che impatto avrà sui flussi migratori? In Italia se n’è parlato poco, ma sulla stampa straniera sono stati pubblicati diversi reportage, da quali risultava che molti immigrati stavano abbandondando i Paesi ricchi (soprattutto negli Usa e in quelli del Golfo) per tornare a casa. Il motivo? Ovvio: la mancanza di lavoro. Anche in Italia è accaduto un fenomeno analogo, sebbene in misura molto minore e limitatamente ad alcune comunità, come quella brasiliana.

Ma ora il quadro potrebbe cambiare. Se la crisi finanziaria nei Paesi dell’Europa dell’est peggiorerà ulteriormente, provocando un forte aumento della disoccupazione, molti rumeni, bulgari, albanesi, slovacchi, eccetera potrebbero essere indotti, dalla disperazione, a tentare l’avventura a ovest, magari al solo scopo di vivere di espedienti.

L’incognita principale, tuttavia, riguarda l’Africa. L’altro giorno il segretario del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, ha lanciato l’allarme per gli effetti catastrofici della recessione sul Continente nero. «C’è in pratica la certezza  -ha detto il capo dell’Fmi -che molti milioni di persone sprofonderanno sempre più nella  miseria: se non si interviene con un forte piano d’emergenza ci sono forti rischi di guerre civili, se non di guerre estese».  E dunque di una nuova ondata migratoria verso l’Europa.

Secondo Strauss-Kahn tocca ai Paesi ricchi mettere mano al portafoglio. «Se la comunità internazionale ha trovato centinaia di  miliardi di dollari per affrontare la crisi globale, non è ammissibile che non possa trovare qualche  centinaio di milioni, meno di quanto ha investito per salvare singole aziende private, per i Paesi più  poveri».

E’ davvero questo il modo appropriato per aiutare l’Africa a superare la crisi?

Inoltre: siamo pronti a reggere, in piena crisi economica, una nuova ondata migratoria dall’Europa dell’Est e dall’Africa? Temo che un evento del genere provocherebbe tensioni sociali enormi, un razzismo diffuso e una guerra tra poveri nelle nostre città. Che foschi presagi…. sbaglio?