Negli ultimi sette giorni le Borse sono partite al rialzo e c’è già chi sostiene che il peggio è passato. Non riesco ad essere così ottimista; anzi, ho l’impressione che in realtà, proprio in questi giorni ,stiamo vivendo un passaggio delicatissimo della crisi.

Il rally è stato innescato da Citigroup che ha annunciato profitti per i primi due mesi e gli operatori hanno iniziato a credere che il settore bancario sia sulla via del risanamento. Ma è davvero così? Che fine hanno fatto i debiti colossali accumulati dagli istituti? Si sono volatilizzati con un colpo di bacchetta magica?

Ovvio che  no. E infatti qualcuno ha rilevato che Citigroup ha annunciato gli utili ma si è rifiutata di rilevare l’incidenza dei debiti. Ma l’annuncio di una settimana fa è servito per innescare un’operazione colossale per propagare fiducia.  Il movimento di Borsa è stato ampliato da una raffica di annunci rassicuranti da altre banche, e, soprattutto, da uno spin iperottimistico da parte di Obama, del ministro del Tesoro Geithner del presidente della Fed Bernanke, secondo cui “il peggio è passato“.

Che i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma questa euforia è sospetta. E infatti serve a nascondere un problema ben più grande. Altro che ripresa, in queste ore l’America è in bilico come mai prima d’ora. La vera notizia non è Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro cinese che pubblicamente ha espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro americani. E Obama nel week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare il mondo “che gli Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli investimenti“. Ieri sono usciti i dati, ripresi dall’economista Roubini, sugli acquisti di Treasury ed è emersa un’altra verità scomoda. In gennaio gli stranieri hanno venduto Buoni del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi (mentre in dicembre ne avevano acquistati per 22 miliairdi), preferendo le scadenze brevi. In genere hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni americane, sia pubbliche  che private, con, complessivamente, un saldo negativo per 148 miliardi di dollari.

La Cina è inquieta e il mercato manda segnali negativi: il mondo inizia a perdere fiducia in un’America il cui deficit sta esplodendo? E’ l’incubo che agita le notti di Obama. Altro che euforia, il suo è spin da disperazione. E il mondo trattiene il fiato…

AGGIORNAMENTO: Sono a Parigi, dove ho intervistato Jacques Attali, uno dei pochi ad aver previsto per tempo la crisi. E’ convinto che la crisi potrà essere superata definitivamente solo se verranno cambiate le regole che hanno permesso la diffusione dell’anarchia finanziaria, altrimenti la ripresa sarà effimera. Il problema è che Washington e Londra vogliono continuare come prima. Attali è persuaso che l’Europa sia meglio attrezzata e potrebbe addirittura emergere come la nuova superpotenza. Potere leggere l’intervista qui