Sono in Turchia per un viaggio di studio organizzato dalla delegazione ad Ankara della Commissione europea e riservato a un ristretto pool di giornalisti europei. Uno dei ricercatori incontrati oggi, Can Paker, ha fornito una spiegazione originale del successo del partito islamico moderato Akp. A suo giudizio il premier Erdogan vince perchè è l’unico a rappresentare gli interessi della nascente classe media, che si sviluppa grazie alle riforme e al libero mercato. L’Islam, secondo Paker, sarebbe un elemento secondario. Il Partito kemalista di opposizione continua a declinare, non perchè la società rifiuta il secolarismo, ma perchè quel partito rappresenta la vecchia classe media, basata sull’establishmenti burocratico-militare, che tende a ridursi. Secondo me il quadro è più complesso, ma il metodo di analisi di Paker è comunque interessante  e in sintesi può essere riassunto così: i partiti si affermano non tanto per la loro ideologia, quanto per la loro capacità di rispecchiare le convinzioni e le aspirazioni di una classe sociale.

Applicando questo metodo all’Italia si capiscono le ragioni del successo e del fallimento di molti partiti. Vediamo:

Il Pdl e Berlusconi sono sempre più popolari perchè rappresentano la piccola e la media borghesia, sia dei grandi sia nei piccoli centri, che oggi è maggioritaria nel Paese. E non basta il clamore per il divorzio da Veronica per cambiare il giudizio sul leader, perchè nelle società moderne – dopo la vicenda Clinton – la valutazione della moralità privata è sempre meno importante politicamente.

La Lega Nord riflette la paura, il disagio, l’attaccamento identitario di ampie zone del nord, soprattutto in Provincia. E’ vista come il baluardo contro l’immigrazione clandestina e la vicenda della nave respinta farà salire i consensi.

L’Udc interpreta un certo mondo cattolico, comunque borghese, che, come accadeva ai tempi della Dc, è molto sensibile al messaggio della Chiesa e predilige una certa sobrietà; dunque non si riconosce in Berlusconi.

I problemi sorgono a sinistra.

Perchè il Pd non sfonda? Perchè rappresenta gran parte del mondo della scuola, una parte dei funzionari pubblici, il mondo intellettuale e perchè anzichè una a due identità: quella post comunista e quella cristianosociale. Troppo poco per vincere. E la mia impressione è che l’ultimo governo Prodi abbia contribuito a recidere il legame con la piccola e media borghesia produttiva, che non si fida più della sinistra. E non basta cambiare leader : finchè le facce continuano a essere quelle note (Veltroni, Franceschini…), gli elettori volteranno le spalle al Pd. o meglio: il partito è destintato a galleggiare attorno al 20%.  

E oltre il Pd? La galassia comunista ha perso il contatto sia con la base operaia che con i residenti delle periferie delle città, dove almeno il 50% degli elettori vota Lega. I Verdi vengono associati a personaggi come Pecoraro Scanio e dunque non hanno chance.

I progressisti sono così rigidi da non capire che le battaglie in difesa degli immigrati clandestini e dei rom (vedi polemiche sul pacchetto sicurezza e sui barconi rispediti a Tripoli) non fanno altro che rendere ancora più profonda la diffidenza della piccola e della media borghesia nei loro confronti. Insomma, fanno il gioco del centrodestra. O no?