Non ci sono solo squali in questo mondo in crisi. In questi tempi di crisi capita di scoprire belle storie. E sono italiane. Una la racconto in questo articolo. Leggetela, ne vale la pena. Narra di un’azienda, la Plastal, che ha deciso di reagire alla crisi e al fallimento della casa madre nel modo giusto. Per una volta si sono trovati tutti d’accordo: direzione, sindacati, salariati hanno deciso di combattere e di essere solidali. Uniti nella buona e nella cattiva sorte. L’azienda non ha licenziato nessuno e sta tentando di rinascere. La cassa integrazione è stata applicata a rotazione e riguarda solo funzionari e dirigenti. Gli operai no. E quando gli ordini sono ripresi, grazie agli incentivi statali al settore dell’auto, i colletti bianchi hanno accettato di indossare la tuta blu e di lavorare alla catena di montaggio.

E’ uno splendido esempio e denota uno spirito molto diverso da quello americano, dove il costo della crisi è stato scaricato sui più deboli. I licenziamenti nelle banche d’affari hanno colpito soprattutto piccoli dirigenti, impiegati, segretarie. E quando si è trattato di assumere, gli istituti hanno optato per l’outsourcing, anziché privilegiare il mercato del lavoro nazionale; nonostante siano state salvate dal contribuente americano. Bank of America ha ingaggiato 15mila persone in India, Bank of New York Mellon 1300, sempre in India, Citigroup 1000 nelle Filippine. Così, tanto per ribadire quali sono i loro valori. E Obama, ovviamente, non ha avuto nulla da ridire.

Viva il Nord-est, viva l’Italia; viva questo capitalismo.