E ora trattare o no con l’Iran? Che guaio, presidente Obama

E ora che cosa si fa con l’Iran? Il quadro ormai è chiaro: il duo Khamenei-Ahmadinejahd ha vinto, gli studenti hanno perso. Ma sono chiare anche le ragioni del comportamento dell’America di Obama. Per giorni abbiamo pensato che la linea della prudenza fosse suggerita dal timore che un pronunciamento aperto avrebbe incoraggiato la repressione del regime. Ora sappiamo che il motivo principale era un altro: nel mese di maggio Obama ha inviato una lettera a Khamenei in cui non solo si limitava a formalizzare le proposte di dialogo, ma delineava una nuova era di pace e di collaborazione, inclusa una […]

  

Il coraggio di punire certe banche…

Le autorità di controllo giapponesi hanno deciso di punire Citigroup, sospendendo per un mese la sua licenza retail. Dunque il colosso bancario americano non può più offrire i propri servizi al consumatore comune. La ragione? Semplicissima: i controlli hanno dimostrato che le transazioni e certi prodotti Citigroup non sono trasparenti e che l’istituto non rispetta la legislazione contro il riciclaggio. La notizia non è affatto sorprendente. La rinascita del settore bancario americano, che sembra aver già archiviato la crisi, non è dovuta a un risanamento in profondità, ma da un lato al cambiamento delle regole contabili permesse dall’Amministrazione Obama che […]

  

Sarkozy vieta il burka. E in Italia?

Mi ha fatto molto piacere che diversi lettori islamici abbiano partecipato al dibattito del post sui giocatori egiziani: questo blog riesce a far dialogare liberisti e statalisti, gente di destra e di sinistra, ora anche cristiani e musulmani. Bene, ne sono orgoglioso. E vorrei continuare su questa strada. Ieri il presidente francese Nicolas Sarkozy si è espresso a favore di una legge che vieti il Burqa.  “Il problema non è di ordine religioso. Il burqa non è il simbolo di una fede, ma è il simbolo dell’asservimento della donna“, ha dichiarato.  Dunque “Il burka non è il benvenuto in Francia“. In […]

  

L’Iran brucia e Obama si sveglia. Troppo tardi, Mr President

L’Iran brucia e Obama arriva tardi. Come un anno fa quando esplose la crisi in Georgia. Si disse allora, che il candidato democratico scontava l’inesperienza in politica estera, ci assicurarono allora che una volta eletto il suo comportamento sarebbe stato diverso. Alla Casa Bianca è approdato e si è attorniato di consiglieri qualificati, a cominciare da Hillary Clinton, ex rivale e ora segretario di Stato. E un cambiamento c’è stato, innegabile, positivo. Obama ha teso la mano al mondo, ha iniziato a tratteggiare l’immagine di un’America responsabile e pronta all’ascolto. E quando deve appellarsi ai sentimenti, alle buone intenzioni, alle […]

  

Quell’esultanza dei giocatori egiziani…

Sono rimasto molto colpito dal modo da questa foto: Per festeggiare il gol all’Italia i giocatori dell’Egitto si sono inchinati verso la Mecca. Il loro gesto è stato visto da decine di milioni di arabi e, verrà riproposto incessantemente, nelle prossime 24 ore, considerata l’unicità dell’impresa: hanno battuto i campioni del mondo. L’Egitto non è l’Arabia Saudita ed è uno stato tendenzialmente laico. Ma se i giocatori provano l’impulso di inginocchiarsi e pregare per ringraziare Allah (anzichè Mubarak) significa che una certa concezione dell’Islam prevale sulla visione secolare della società e dell’individuo. Questa foto farà proseliti tra i ragazzini e […]

  

Quella catena di Sant’Antonio dei derivati…

Li chiamo sinking fund: letteralmente fondi che affondano. E sono diventati un’autentica catena di Sant’Antonio dei derivati, a carico di noi cittadini, come dimostra la bella inchiesta di Morya Longo  sul Sole 24 Ore di oggi. Purtroppo ho ritrovato solo un ritaglio in Pdf, che potete trovare qui, ma ne raccomando la lettura. L’articolo spiega come Ubs e Merril Lynch abbiano violato ampiamente le norme etiche e di trasparenza, “assistendo” la Regione Lombardia e altri enti italiani nella creazione di un debito che in teoria avrebbe dovuto tutelare la cittadinanza e le casse pubbliche. Il sistema, per sommi capi, funziona così: – L’ente locale […]

  

Obama tende la mano e il mondo ne approfitta…

In pochi giorni, un altro mondo. Molto diverso da quello auspicato da Barack Obama nei discorsi degli ultimi cinque mesi e culminato al Cairo con l’appello all’Islam. Il presidente americano era convinto che fosse sufficiente cambiare registro rispetto a Bush e desiderare ardentemente la pace per creare un nuovo clima internazionale. E invece scopre che: 1) In Iran ha vinto Ahmadinejahd e l’America non solo non vuole, ma nemmeo può far nulla per aiutare i giovani scesi nelle strade della capitale e di altre città. La prospettiva più realistica è che  Teheran non cambi rotta sull’atomica né verso Israle e i Paesi arabi sunniti. 2) La crisi con […]

  

Italia-Libia, business anti-crisi con qualche insidia…

Intendiamoci: la Casa Bianca da sempre tenta di favorire le società americane e utilizza i rapporti diplomatici privilegiati per ottenere commesse vantaggiose, anche in Paesi non propriamente democratici, come l’Arabia Saudita. La Francia da sempre è maestra in quest’arte e la Germania sa il fatto il suo. L’Italia per anni, invece, è risultata debole o inefficace. Berlusconi, come peraltro aveva cercato di fare Prodi, tenta di correggere la rotta. L’apertura a Gheddafi rientra in questa logica; ma è rischiosa per l’imprevidibilità del Colonnello, come abbiamo visto in queste ore, e come può confermare Sarkozy, il primo capo di Stato ad […]

  

E il Grande Fratello cinese censura i computer…

E ora chi difende i diritti umani in Cina? L’America no di certo. Bush aveva già abdicato la scorsa estate, in coincidenza con le Olimpiadi, Obama è terrorizzato all’idea che Pechino possa smettere di acquistare i Buoni del Tesoro americani e ha appena inviato Timothy Geithner in missione a Pechino, mentre Hillary Clinton si è limitata a un blandissimo appello alla trasparenza in occasione del ventennale della strage sulla piazza della Tien An Men. L’Europa è ben lieta di pensare ad altro. Così solo poche organizzazioni tengono alta le pressione sul fronte dei diritti umani, come Reporters sans frontières che, […]

  

Voto di protesta che punisce soprattutto (ma non solo) la sinistra

Dal voto di ieri nei Ventisette Paesi della Ue emergono chiaramente queste tendenze: 1) Una profonda disaffezione verso un’istituzione, l’Europarlamento, che i cittadini europei non sentono propria e soprattutto non sentono vera, consapevoli che le vere decisioni, a livello continentale, vengono prese altrove. Da qui l’astensione record al 40% 2) Una dura punizione per la sinistra, non tanto per le sue politiche europee, quanto per la sua incapacità di proporre soluzioni convincenti contro la crisi. Se l’economia va male, gli europei preferiscono affidarsi, paradossalmente, ai conservatori, che vengono considerati più credibili e affidabili, proprio perché i progressisti hanno smarrito la […]

  

Islam e Occidente, a cosa mira davvero Obama?

Tra un’America che minaccia e un’America che dialoga, io preferisco la seconda. Ben venga dunque la svolta di Obama. Il discorso al Cairo è stato davvero storico, anche se, politicamente povero di contenuti. Chi si aspettava l’annuncio di negoziati o accenni alla nuova strategia americana in Medio Oriente è rimasto deluso. Il presidente degli Stati Uniti voleva parlare al cuore del miliardo di musulmani sparsi per il mondo, anziché alla mente degli uomini politici. Voleva chiudere definitivamente l’era Bush per avviare una nuova epoca su basi completamente diverse. Missione compiuta. Tuttavia alcuni aspetti appaiono poco convincenti. 1) Obama tende la mano a tutti: alleati […]

  

I turchi naturalizzati decisivi alle urne in Germania. E in Italia…

In Italia la Turchia non è al centro di dibattito politico, perlomeno non in questo periodo, ma in Germania sì; soprattutto da quando la Merkel, d’intesa con Sarkozy, si è detta contraria all’adesione della Turchia all’Unione europea. Eppure in questi giorni anche in Germania il tema è sparito dal dibattito e su iniziativa proprio della Merkel, come spiega il New York Times in questa corrispondenza. La cancelliera si è accorta che ben 690 mila degli oltre due milioni di turchi residenti, sono naturalizzati tedeschi e che le loro preferenze vanno al partito socialdemocratico e per i verdi. Ma a settembre si vota per […]

  

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