Italia-Libia, business anti-crisi con qualche insidia…
Intendiamoci: la Casa Bianca da sempre tenta di favorire le società americane e utilizza i rapporti diplomatici privilegiati per ottenere commesse vantaggiose, anche in Paesi non propriamente democratici, come l’Arabia Saudita. La Francia da sempre è maestra in quest’arte e la Germania sa il fatto il suo. L’Italia per anni, invece, è risultata debole o inefficace. Berlusconi, come peraltro aveva cercato di fare Prodi, tenta di correggere la rotta. L’apertura a Gheddafi rientra in questa logica; ma è rischiosa per l’imprevidibilità del Colonnello, come abbiamo visto in queste ore, e come può confermare Sarkozy, il primo capo di Stato ad accogliere lo sdoganato leader libico e che subì a Parigi le sue bizze.
Sul piatto ci sono investimenti per 55 miliardi di dollari: 5 previsti dall’accordo di risarcimento per i danni coloniali (finanziati dall’Italia) e 50 che Gheddafi intende investire in un piano di rilancio industriale. Cifre molto allettanti, ma Tripoli intende approfittare del recente calo di Borsa per ampliare la propria partecipazione azionaria all’estero in un’ottica di lungo periodo. E il 90% degli investimenti finirà in Italia. Ad esempio in società come Eni, Enel, Telecom, e forse Impregilo, Generali, Mediobanca, Pirelli, la Roma calcio.
Il giro è chiaro: l’Italia acquista ogni anno gas e petrolio libici per oltre 15 miliardi di dollari, Gheddafi ha bisogno di diversificare gli investimenti finanziari e compra quote di società italiane, ma vuole modernizzare il Paese e si affida, prioritariamente alle nostre aziende, tra cui anche quelle di cui è azionista
La nostra industria si arricchisce e in tempi di crisi queste opportunità sono provvidenziali. Per coglierle bisogna, però, digerire gli show di Muhammar, che parallelamente aumenta la sua influenza nel nostro Paese. E l’Italia è già dipendente da Gheddafi: per il gas, per il petrolio e, ovviamente, per i clandestini africani che si ammassano in Libia nella speranza di attraversare il Mediterraneo. Da qui il dubbio: i vantaggi economici della ritrovata intesa con Tripoli sono evidenti, ma nel lungo periodo compensano i rischi indotti da un abbraccio troppo stretto (anche azionario) con un personaggio imprevedibile come Gheddafi?

Per Roberto,
Io non sarei cosi facilone nel parlare di Centrali Atomiche di terza generazione in Italia.
1) Discorso economico
Il Treno nucleare l’Italia lo ha perso da un pezzo, parole del Prof. Carlo Rubbia, fare centrali adesso sarebbe costoso ,anacronistico e coprirebbe solo il 5-8% del fabbisogno Italiano a fronte di spese folli (4 centrali 16 Miliardi di Euro)
2) Discorso Ambientale
Per tutta la durata del suo funzionamento una centrale atomica rilascia nell’ambiente quantità di Radiazioni nell’acqua, nell’aria e nel terreno che devono essere inferiori ad una certa soglia stabilita dalla legge.
Questo accade a Tricastin per citare un esempio.
Chi fissa il limite legale ? Quanto questo limite viene rispettato ? Hanno problemi in Francia, figuriamoci nella repubblica delle Banane.
3) Discorso occupazionale
Le ricadute economiche derivanti da un massiccio uso delle rinnovabili sopratutto in termini occuopazionali sono sotto gli occhi di Tutti.
Perché l’ Italia è il paese del sole e la Germania è il paese del solare ?
4) Accordi europei
L’Europa ci chiede il famoso 20%, 20% 20%
Prevedo l’ennesima procedura da parte della UE a carico dell’Italia.
Salve.
Marina non cominciare a far di nuovo confusione, nessuno ha mai bombardato ‘da sopra’ paesi produttori di petrolio.
I prezzi del greggio il detta il Mercato cosi come inteso dalla Opec.
Penso sia il caso di smetterla con il rivangare del passato quando fa comodo, che cosa diamine vuoi con questi ricatti psicologici.
Il colonialismo he una brutta cosa, fu un capitolo scuro della Storia Italiana che pero non ha portato solo morte e distruzzionen, nel coeno africano e in Libia, non ti pare?
Non mettere per favore la buffonata della Storia coloniale italina alla pari con quella sanguinosa inglese, francese e belga, noi non abbiamo derubato e sacheggiato altre nazioni.
All’ Italia le cosidette colonie hanno costato solo morti un sacco di soldi e tanti ricatti politici.
Percio’ non ricattare pure tu come Gehdaffi ora. Ciao
Salutonen
PS, sono fuori sede questa e’ una tastiera america senza accenti, tanto il dimentico quasi sempre.
Ciao Franco,io non credo che la colpa dei prezzi troppo alti sia solo dei produttori arabi,è vero che guadagnano tanto,ma le compagnie petrolifere (che sono proprietarie anche loro dei giacimenti petroliferi)non guagagnano anche loro tanto? Io sono convinta che guadagnano molto di più loro che gli arabi,altrimenti non si spiegherebbe il perchè delle guerre e delle dittature in quei paesi.
Vedi, se il popolo che vive dove c’è il petrolio fosse libero e non vivesse nel terrore,comincerebbe a farsi tante domande e a chiedersi perchè,magari vorrebbero che quei soldi venissero investiti per creare benessere nel loro paese,non credi???
Invece questo non va bene(mi sembra di avere capito)solo alle multinazionali,che si vedrebbero ridotti i loro utili.Non è vero???
Trovare un dittatore complice non è difficile per chi ha tanti soldi,in tutte le società c’è sempre chi per amore del potere e dei soldi si fa corrompere,e chi non ci stà viene fatto fuori,non è così??
Per quanto riguarda le libertà tolte ai popoli,ti ricordo(visto che siamo nel blog di Gheffafi)la guerra alla Libia con conseguente bombardamento e fucilazioni di massa dei “ribelli”che non volevano piegarsi alla civiltà italica e occidentale in genere(visto che dalla Libia siamo stati scacciati non da Gheddafi e dai suoi antenati)
ma dagli inglesi(che erano alleati degli USA),mi sembra.Poi c’è la Francia,anche lei ha negato i diritti umani ai popoli che ha “civilizzato”.
Come la chiami tu questa occupazione di nazioni che non avevano nessun interesse a islamizzare l’occidente,nè intendevano attuare il ricatto energetico nei nostri confronti?
Eravamo noi che avevano le industrie (anche armifere),eravamo noi che avevamo bisogno di petrolio e di gas,non loro.Eppure li abbiamo bombardati anche dall’alto,sapendo benissimo che non avevano contraerea per fermare aerei ne tanto meno carriarmati e cannoni.Questo io la chiamo sopraffazione condita da molta dose di vigliaccheria! Le guerre ,se si ha intenzione di combatterle,bisogna che si facciano ad armi pari,non è così???
Ciao
Marina
Salve.
Marina sei veramente forte, e ovvio che quando si acquista qualche cosa si deve pagare, per sudditanza, intendevo la nostra vulnerabilità al ricatto politico,
La vulnerabilità del Mondo occidentale verso pressioni politiche fatte brandendo l’arma dell’embargo energetico come già successe nel 1973 ad esempio e troppo forte, e non mi va giù per niente.
Il nostro guaio e proprio questo, se questa dipendenza (sudditanza energetica) non ci fosse, sta sicura che molti problemi politici non esisterebbero proprio.
Penso anche che ci sarebbero meno Guerre, anzi sono convinto che non esisterebbe nemmeno il terrorismo islamico.
Per quanto sono convinto che Putin ad esempio non intenda ricattare l’occidente, l’idea di essere in sostanza, alla mercè degli altri, non mi piace.
Infine non vedo dove noi abbiamo tolto la libertà ai popoli rifornitori de idrocarburi, per accaparrarsi delle loro risorse energetiche, quando essi stessi dettano i prezzi in un modo a volte irresponsabile, come e quando vogliono loro. Ciao.
Francesco_P grazie del rinfrescamento sulle proprietà del Carbone, Lei ha perfettamente ragione, il guaio è che per liquefare un Gas, stando alle leggi fisiche di Boyle e di Charles,lo devo prima anche raffreddare,
Da qui scaturisce la paura di molti esperti che vedono in un progetto simile, non solo un grande spreco d’energia, ma anche un pericolo incombente che si materializzerebbe qual ora a causa di movimenti tellurici quelle bolle di Gas velenoso altamente concentrato, fuoriuscissero in luoghi abitati, prima di disperdersi nel atmosfera.
I residui di combustione fossile sono sempre nocivi, non importa come li possiamo pulire o filtrare, sono e rimangono scorie velenose.
Sulle petroliere poi usavamo/usano il Gas di scarico dei Motori e Caldaie, debitamente lavato e depurato che veniva poi immesso delle Cisterne di carico, per eliminare il pericolo d’esplosione delle stesse.
Ben vengano le Centrali Nucleari, costruite bene però.
Cosi dicendo, riprendo lo spunto per spiegare di nuovo a Marina il mio concetto di sudditanza energetica, con questo piccolo esempio.
I Verdi non vogliono le Centrali nucleari, la configurazione politica attuale costringe i grandi partiti che vogliono andare al Governo a compromessi politici, che io senza mezzi termini chiamo appunto,sudditanza, dove i piccoli partiti, come la Lega del sanatur, rispetto al pdl ad esempio, costringe quasi con il ricatto politico il Governo di Berlusconi, a prendere decisioni che altrimenti non avrebbe mai preso.
Questa è a mio avviso pure una forma di sudditanza, non ti pare?
A proposito, cerca di votare con il Si a quel referendum, io ad ogni modo lo farò,ciao di nuovo.
Salutönen.
PS. D’accordo sulla Birra e sul Vino, e a ramengo con i Medici caro Francesco_P
L’affascinante in tutta questa Storia e che stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione energetica, per la corsa a nuove fonti di energia pulita, dove alla fine la tecnica applicata la spunterà definitivamente, e non certo quattro “politicuzzoli” da strapazzo.
Pensi che non molto tempo in Baviera fecero un Buco di 2000 metri perchè credevano di trovare un grande giacimento di Gas, spesero circa 20 milioni di € nel 2003/4, (75.000 € al giorno) trovarono solo tracce di Gas, però continuano a forare, sembra veramente che in Baviera ci siano dei giacimenti di Gas Metano.
E con questo vi saluto, perchè vado a nanna.
Nel mio post precedente mi sono dimenticato di fornire un paio di link interessanti.
1) Pubblicazione del world coal institute : http://www.worldcoal.org/assets_cm/files/PDF/thecoalresource.pdf
E’ sufficientemente discorsiva, scientificamente valida, ma la fonte ovviamente non mette in evidenza i lati negativi dell’uso del carbone. Inoltre la pubblicazione è un po’ datata e quindi non tiene conto di alcuni sviluppi e delle nuove scoperte di giacimenti artici ed in acque oceaniche profonde che modifica i grafici a pag. 5 sulle riserve mondiali di gas e petrolio. Si tratta però di riserve probabili ed ad alto costo di estrazione.
2) Altra fonte di dati interessante disponibile in rete è il “Statistical Review of World Enegry 2009” pubblicato dalla BP ( http://www.bp.com/productlanding.do?categoryId=6929&contentId=7044622 ). Anche se si tratta di una fonte “interessata”, il quadro risulta sufficientemente oggettivo e completo perché BP è attiva in tutti i settori energetici a differenza di altri produttori. Attualmente si sta interessando limitatamente anche alle energie rinnovabili. Interessante scaricare sia l’Excel che il PDF. Interessantissimo “cliccare” su Enery Charting Tool. Per le riserve di petrolio e di gas si fa riferimento alle riserve provate mentre non sono disponibili grafici per quelle probabili. Per quest’ultime occorre andare a spasso per la rete cercando informazioni (difficoltoso ed incompleto).
Buona notte per i volonterosi del web e saluti vivissimi
Solite fiabe ,false , sul riscaldamento globale.Intanto si dovra’ pagare la carbon tax ,tassa ingiusta e senza senso,per le emissioni di co2 .L’ ignoranza scientifica della stragrande maggioranza della della popolazione provoca piu’ danni di qualsiasi emissione di co2.
Il sole è una centrale termonuclere ed ogni minuto secondo sprigiona l’ energia di 100 miliardi di bombe atomiche. Ve l’ immaginate un sole che manda calore bruciando petrolio, o meglio con l’ energia prodotta dalle pale dell’eolico? Siamo al delirio; si usa la falsa scienza per ingannare i popoli.Il fatto che la germania abbandoni il nucleare mi provoca un profondo dolore. Gottinga era ,senza ombra di dubbio, la migliore universita’ del mondo . Hitler ha rovinato la scienza tedesca facendo emigrare le migliori intelligenze ,i fisici e matematici ebrei tedeschi. Un danno per la germania incalcolabile. .
Ho gia scritto che un grammo di uranio produce l’ energia di 2 tonnelate di carbone. Ma la gente non ragiona vive solo di paure e supestizioni. Il polo nord ha perso un po’ di ghiaccio? Perchè nessuno parla e spiega che il polo sud,antartide non è mai stato così vasto e ampio con inverni in assoluto i piu’ rigidi da migliaia di anni?
La Cina va a costruire in futuro 400 centrali nucleari. Come mai la moneta cinese non viene svalutata dagli economisti, nochè premi nobel americani?
ciao Franco,cosa intendi per sudditanza? Perchè se noi abbiamo bisogno del gas e del petrolio per le nostre industrie,è giusto pagarlo,non trovi? Non è giusto che chi c’è l’ha ce lo faccia pagare a peso d’oro,però non possiamo e non dovremmo neanche appropriarcene con la forza,non credi??
Per quanto riguarda gli ideali penso che ti riferisci a quelli della libertà e della democrazia che anch’io condivido,ma non dovremmo toglierla anche ad altri popoli solo perchè hanno quello di cui noi abbiamo bisogno.
Ciao
Marina
Egregio Franco Parpaiola, non sia così preoccupato dell’anidride carbonica. La CO2 vene emessa da miliardi di anni da vulcani e biomassa in quantità enormemente superiori a quelle delle industrie di tutto il mondo e viene riciclata continuamente dal mare e dalle piante. Il vero problema é che tramite la pessima gestione dei rifiuti e lo scarso interesse a mantenere in equilibrio le foreste stiamo incidendo molto di più sui processi naturali che determinano l’assorbimento della CO2. Ma questo é un problema complesso che richiederebbe enormi investimenti. Quindi tanto vale demonizzare qualcosa di semplice, immediatamente identificabile.
L’uso del carbone produce solo un po’ più di CO2 per Kw prodotto rispetto al gas naturale a causa della minore efficienza nella combustione. Gli impianti più moderni raggiungono un rendimento massimo del 45% in condizioni ottimali, utilizzando la tecnica della polverizzazione.
L’impatto più serio dell’uso del carbone é rappresentato dalla grande quantità di SO2 e di ossidi di azoto (NOx) responsabili delle piogge acide, e di altri gas e polveri che, immessi nell’ambiente, risultano fortemente inquinanti. All’inquinamento contribuiscono anche i cicli di estrazione, trasporto e gestione delle ceneri.
Si può ovviare in larga misura agli effetti inquinanti del carbone sull’atmosfera adottando alcune tecniche di lavaggio e di filtraggio elettrostatico e catalitico; l’efficienza è piuttosto buona: fino al 99% delle ceneri, al 97% della SO2 ed al 70% degli ossidi di azoto, combinando diversi tipi di filtraggio. La tecnica della liquefazione della CO2 mediante compressione ed iniezione nel terreno permette di rimuovere quantità elevate di anidride carbonica. I problemi sono i costi degli impianti, l’assorbimento di energia che riducono l’efficienza dell’impianto e la qualità del carbone. I massimi rendimenti sono raggiungibili solo con carboni di alta qualità, che non sono poi così diffusi sul pianeta. Man mano che il carbone presenta maggiori impurità cresce il costo di gestione degli impianti di filtraggio, aumenta il requisito energetico e diminuisce l’efficienza.
Peccato che la maggioranza delle riserve di carbone conosciute presentino un elevata quantità di impurità.
Per avere un’idea delle riserve mondiali di carbone è utile il seguente link : http://www.eia.doe.gov/fuelcoal.html . Da questa pagina è possibile scaricare le riserve stimate al 2003 su foglio Excel (in basso a sinistra c’è l’icona). Purtroppo la colonna “Recoverable Anthracite and Bituminous” non è ulteriormente suddivisa per qualità.
La tecnologia IGCC (Integrated Gasification Combined Cycle) é ancora immatua per il carbone e presenta costi di costruzione decisamente elevati, non troppo distanti da quella dei reattori nucleari.
Attualmente il carbone soddisfa circa il 23% della domanda energetica complessiva mondiale,con il 39% dell’elettricità ed il 70% delle acciaierie.
Saluti
Egregio Franco Parpaiola, “e pertanto penso proprio che per il momento dovremmo bere meno Caffé,”.
Crudele l’idea di togliere lavoro ai contadini sudamericani per privarci del caffè! Così come sarebbe crudele togliere lavoro ai viticoltori ed ai maestri birrai per privarci di queste grandi soddisfazioni che fanno arrabbiare i medici!
Saluti vivissimi
Io stesso ho appena scritto…
80$*80 milioni=4,6 miliardi di dollari al giorno
Intendevo 6,4 non 4,6… errore di battitura, chiedo scusa.
Roberto
jacktheleopard Scrive: June 14th, 2009 at 1:00 pm
Il nucleare non è l’unico modo per affrancarsi da paesi come Russia e Libia. Ricordo che la Germania sta lavorando per avere, nel 2030, il 45% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, di gran lunga più affidabili del nucleare.
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Salve:
allo stato attuale della tecnologia, e’ impossibile, dico impossibile, pensare di produrre anche il 15% usando fonti rinnovabili, soprattutto alla latitudine della Germania.
Il resto sono solo balle buone per vendere pale eoliche e pannelli fotovoltaici ai gonzi.
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A me, la decisione dell’attuale governo di puntare sul nucleare sembra una follia. I costi saranno ammortizzati dopo cinquanta, forse cento anni.
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Non diciamo scemenze. Una centrale nucleare ha un costo dai 2 ai 3 miliardi di euro a GW elettrico di potenza prodotta. Il costo del combustibile e’ praticamente irrisorio, 5 tonnellate di uranio arricchito al 4% all’anno (per la potenza succitata). Non so chi ti ha detto una cosa del genere, probabilmente un “ambientalista” (molto) male informato o, peggio ancora, in malafede (la specie peggiore e piu’ diffusa, purtroppo).
Sono tanto, diciamo, esageriamo… 5 miliardi di euro? Basta pensare a quanto tutti noi abbiamo sborsato nei mesi scorsi quando il barile di petrolio era salito a 140$… a 80 milioni di barili al giorno fanno 80$*80 milioni=4,6 miliardi di dollari al giorno… parlo del consumo del pianeta intero, ma anche di un solo giorno!
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Sono debiti e scorie nucleari che graveranno sulle nostre spalle e quelle dei nostri figli e nipoti. E mi auguro che on sceglieranno una zona sismica per costruirla… conoscendo come funzionano le cose in Italia, dove si vuole costruire un ponte sullo stretto di Messina…
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Le scorie nucleari assumendo che tutta l’energia di cui ha bisogno una persona in tutta la sua vita sia prodotta dal nucleare corrisponde al volume di una lattina di soda, meno di mezzo litro. In un volume corrispondente alla superficie di un campo di calcio, e l’altezza di 30 metri (un capannone industriale neanche tanto grande, insomma) si possono stoccare le scorie nucleari di un paese come l’Italia che produce tutta la sua energia col nucleare, per un secolo.
non e’ ancora ripartito, ma non ci sono state fughe, ne’ incidenti nucleari di alcun tipo.
Per quel che riguarda le centrali ed i terremoti, basta pensare che la piu’ grande centrale al mondo, Kawashima, in Giappone, e’ stata colpita da un terremoto piu’ forte del massimo che era stato previsto al momento della sua costruzione: e’ ancora li, un reattore (su
Tutto il resto sono solo pregiudizi, fobie senza senso, o balle.
Saluti,
Roberto
Pensavo di essere fuori tema per l’energia ma visto che ha inziato Parpa continuo io. Qualsiasi nazione deve fare progetti veri e non fantasie. Leopard accennava al nucleare e, non avendo tutti i torti, si dimentica che tra vent’anni la domanda di energia sarà coperta? Non dobbiamo fare cose adesso che poi sconteranno amaramente i ns nipoti. Una nazione che non è autosufficiente bisogna che il qualche modo ponga rimedio. Se non esiste di meglio nei prossimi dieci anni diamo via al nucleare e intanto ci prepariamo per il post. Il tutto va programmato e chi parla adesso, per motivi ideologici, ci porterà tra un pò a girare con le candele. In Germania centrali a carbone? si stà raschiando il barile per il futuro. L’Italia è un paese sismico? non è un grande scoperta. Bisogna scegliere il male minore e fare l’energia con centrali atomiche di IV generazione. Un appunto sul ponte dello stretto. Una società che non riesce a fare un ponte di indubbia utilità si può dichiarare sconfitta in partenza. Il problema è che lo fà il PDL? La paura che rimanga nella storia di questo paese? Ci sono dei pro e dei contro ma che non siamo capaci di fare un ponte mi fà quasi ridere.
Marina sempre lapidaria, più burro, te l’ho detto.
Un saluto.
Salve.
Trovo le riflessioni di Francesco_P sulle future fonti energetiche fossili e non, molto interessanti, nemmeno io credo che ci sia un programma ben definito, che ci potrebbe portare ad un’energia di massa, anche più pulita.
Per ora un piano del genere non può esistere, per il semplice fatto che non abbiamo un elemento portatore d’energia capace di sostituire in breve tempo gli idrocarburi.
Solo il consumo energetico complessivo, inteso come, il quanto, dipende in gran parte da ognuno di noi, non cosa.
Proprio qui cominciano i guai, infatti, meno energia, sprechi a parte si consuma, e minore sarà la nostra produzione industriale, con tutti gli annessi e connessi del caso, tutto li.
Se non sbaglio il problema di molti Governi e proprio questo, non possono produrre perchè non hanno il capitale a disposizione per acquisire l’energia necessaria a farlo.
Per quanto riguarda le fonti energetiche alternative, penso che il tutto dipenda anche dai politici di turno, mi spiego: 14 nuove Centrali energetiche a Carbone sono ora in costruzione, in Germania.
La politica energetica dei Verdi non solo è contraria a nuove Centrali nucleari, (che tecnologicamente sarebbero molto più avanzate delle attuali e pertanto notevolmente più sicure) ma ci sono anche degli accordi commerciali presi a suo tempo con la Vatenfall svedese che prevede la sostituzione delle Centrali nucleari con quelle a Carbone.
Useranno il Carbone che si trova a poche decine di metri nel sottosuolo di cui la Germania ne è molto ricca, e produrranno una quantità enorme di CO2.
Per calmare gli animi degli ambientalisti, stanno ora esperimentando le possibilità di raffreddare e quindi liquefare il Gas per incamerarlo nel sottosuolo argilloso delle Paludi a centinaia di metri in profondità.
Nel caso di fughe di CO2 concentrato dal sottosuolo, quando la Gente comincerà a crepare per le Strade e nelle Case come le mosche, i sopravvissuti sapranno il perché, di tutti quei morti asfissiati in cosi pochi minuti.
Il tutto si chiama ragione di Stato, si potrebbe anche chiamare più appropriatamente compromesso politico, in quanto i Verdi da queste parti non ne vogliono proprio saperne di Centrali nucleari e preferiscono nascondere tutto sotto il tappeto.
In un primo tempo tutti giuravano sull’energia eolica, ora che gli ambientalisti hanno dimostrato che i volatili sbattono contro le eliche dei generatori, ci lasciano letteralmente le penne, si stanno formando comitati un po’ dappertutto per proibire la costruzione di nuove torri, anche perchè come dicono, deturpano il paesaggio.
Ci sarebbe l’energia geotermica, difatti stanno sforacchiando un po’ qua e un po’ là, alla ricerca di un posto adatto, per costruire una Centrale Elettrica, sembra però che non sia proprio così redditizia da come pensavano, anche perché a quanto dicono, il rischio di movimenti tellurici che ostruirebbero i pozzi, data la pressione del Vapore acqueo e molto elevato.
Dopo di che bisognerebbe sforacchiare ancora un po’ più in là, o la Centrale si fermerebbe per mancanza di Vapore per le turbine.
L’unica fonte sicura per ora e il Petrolio, senza il quale su questo Pianeta tutto si fermerebbe, l’ handicap nostro e che per ora non abbiamo nè energie alternative nè si possono fare piani di ristrutturazione, in quanto le energie alternative a disposizione sono ancora allo stato embrionale e altamente costose,
Non c’è dato nemmeno di parlare di una futura totale dipendenza dalla Gazprom ad esempio, in quanto lo siamo già, tanto quanto lo siamo dalle forniture di Petrolio dal medio oriente.
Molti indicano la rete di rifornimento austriaca come un gioiello di tecnologia e d’indipendenza, da terzi, da chi ancora non ho capito, anche perché i due terzi di quella Rete appartengono alla Gazprom.
Anche la linea Nabucco che nacque per rendere l’Europa indipendente dalla Russia finirà per trasportare prodotti Gazprom, credetemi, stanno già facendo gli allacciamenti.
La sete d’ energia e troppo grande, forse, o soprattutto perché nessuno di noi vuol fare il primo passo indietro, il Mondo continuerà ad andare avanti così come sta andando ora, cercando con tecnologie avanzate di diminuire il consumo energetico, senza però alterarne il traballante bilico economico.
Provo sempre un senso di rabbiosa incapacità a dover mordere il freno sui miei ideali e le mie aspettative, per non dover battere i denti dal freddo come i bulgari i rumeni e tutti gli altri l’inverno scorso, la sudditanza non è mai stato il mio forte.
Perfino i very british che fino a poco tempo fa credevano veramente, e da quanto si legge, credono ancora di aver civilizzato il Pianeta, poverini loro, dopo che hanno speso e sparso tutto quello che hanno derubato ad altri popoli nei secoli passati, sono quasi rimasti in braghe di tela.
Ora non è loro rimasta che la loro sciocca arroganza, che aumenterà in pari misura la loro povertà.
I very british hanno sperperato anche tutto quel bendiddio che avevano nella loro parte del Mare del Nord, senza nemmeno ammodernare i loro cessi, figuriamoci poi di pulirli, ed ora dipendono in gran parte dalle forniture di Gas norvegese.
Quando lavoravo, bruciavo con i miei Motori Navali, anche fino ad una sessantina di tonnellate di Nafta pesante il giorno, lasciandomi dietro una lunga linea di fumo grigio chiaro e anche a volte un po’ giallastro, il giallo era anidride solforosa …
Ora assieme a tanti miei colleghi trasportavamo di tutto, anche Caffé e Banane, ci sarebbe solo un modo per ridurre un poco quella lunga linea fumogena, che ci sta ammazzando, smetterla di bere tanto Caffé e mangiare meno Banane, chi se la sente di iniziare a farlo per primo?
Vogliamo aria pulita, ma nessuno di noi rinuncia alla Macchina per andare dal panettiere e dal giornalaio, all’angolo del caseggiato.
Con tutto questo caro Franceso_P intendo sostenere che per ora, non avendo niente di sicuro come energia alternativa in Mano, non ci può essere un programma energetico definitivo per il futuro.
Semmai al limite, dei programmi di sviluppo e ricerca esistono già, ma da come la vedo io, non hanno ancora presentato risultai alternativi di rilievo.
Speriamo nelle ricerche future, spero che questa situazione non solo sia di sprono per ognuno di noi a moderare il proprio consumo energetico, ma inciti anche i governi ad investire di più nella ricerca di vie fonti d’energia pulita e sicura.
Spero vivamente che un giorno non lontano che l’umanità riesca a liberarsi dai motori a scoppio, sarebbe un immane passo avanti verso un futuro e una Vita migliore.
Condanniamo chi abbatte gli alberi, ma ci dimentichiamo che siamo noi che usiamo il Legno pregiato delle Foreste tropicali, non gli indigeni o le scimmie.
Tutti noi non siamo altro che prigionieri della stessa nostra tecnologia e schiavi dell’economia, e pertanto penso proprio che per il momento dovremmo bere meno Caffé, …
Salutönen.
Cisotti,le mie belle balle di Arnaldo!
Abbiamo portato la civiltà,cultura e giustizia,ma è scemo??
Il nucleare non è l’unico modo per affrancarsi da paesi come Russia e Libia. Ricordo che la Germania sta lavorando per avere, nel 2030, il 45% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, di gran lunga più affidabili del nucleare.
A me, la decisione dell’attuale governo di puntare sul nucleare sembra una follia. I costi saranno ammortizzati dopo cinquanta, forse cento anni. Sono debiti e scorie nucleari che graveranno sulle nostre spalle e quelle dei nostri figli e nipoti. E mi auguro che on sceglieranno una zona sismica per costruirla… conoscendo come funzionano le cose in Italia, dove si vuole costruire un ponte sullo stretto di Messina…
Marina non dice cose inesatte perchè non abbiamo portato, o non era il primo scopo, la civiltà in giro per il mondo. Ci siamo arricchiti a spese di altri. Ce li vedi gli inglesi che fanno gli interessi degli altri? Una cosa storica e dibattuta e guardando i risultati, ad ora, mi pare che Marina abbia ragione. Non esiste uno stato ex colonizzato che sia affidabile. Tornando a Gheddafi, non voleva incontrare Fini e non l’ha fatto. Certo che uno che si presenta, in un altro stato, con tono di sfida lascia supporre che ci considera poco o niente. Marista parla del Mediterraneo, culla di tutte le civiltà, dove ci dovrebbe essere pace e concordia. Storicamente non c’è mai stata ma la speranza è l’ultima a morire. Quando ci sono di mezzo interessi economici e religiosi…. Un saluto.
#6 ua precisazione per il Sig Cisotti, il padre della scienza è tal Galileo e non mi risulta fosse anglosassone….
E’ iniziata la contro-colonizzazzione …
Saluti a tutti
Francesco C.
No cara Signora Marina, Lei e’ antistorica, nel senso, se ho ben capito cosa Lei va dicendo, che in sostanza il colonialismo , ovvero la civilta’ che noi abbiamo portato e’ stata negativa, E’ un concetto molto discutibile, ma ormai considerato inesatto. Abbiamo portato civilta’ cultura e giustizia, tant’e’ che vi sono correnti di pensiero che sostengono per l’Africa , che una soluzione sarebbe il ritorno di una colonizzazione, ma qui stiamo uscendo dal seminato e mi scuso per questo col nostro ospite. Ritornando a noi, ritengo che il buon Qaddafy abbia fatto uno show folkloristico ad uso interno, ovvero arabo. Credo che se capiamo bene il suo pensiero possiamo con levantina abilita’ che non dovrebbe mancare in Italia approfittare della sua strategia di conquista o almeno supremazia nell’Africa islamica. L’unico problema e’ che l’uomo non e’ piu’ molto giovane e non so se avra’ il tempo materiale per realizzare il suo sogno. Se comunque questo suo sogno egemonico passa attraverso l’industrializzazione della Libya, ben venga e buon per l’Italia se sapra’ approfittarne come sembra. Solo un “caveat”, e’ arabo, potrebbe cambiare idea, o passare al godimento delle 80 Uri e lasciare un successore che potrebbe avere differenti obiettivi o preferenze.
Costruita con i soldi degli altri!
Schiavizzando interi popoli e negando a loro l’opportunità di evolversi,caro Cisotti!
Non dando la giusta istruzione a molti!
Anche io se avessi avuto la possibilità di studiare qualcosa di bello sarei riuscita a fare,ma senza soldi e senza conoscenze ,caro mio,non si fa avanti!
Neanche uncane ti da una mano ,se sei povero!
Non vedo Gheddafi aver valore solo in quanto ha petrolio, o solo in quanto colui che investe ed investirà in futuro, io davvero ci spero alla riunione dei popoli del mediterraneo. origini, storia culture, possiamo trovare dei legami culturali e di tradizioni anche se affondano lontano nel tempo, oltre che vantaggi economici. Se Gheddafi riuscirà a riunire anche parte del mondo Arabo, non ne verrà che del bene spero.
La reazione della sinistra in genere, non mi meraviglia affatto, per loro la sudditanza a Francia e Germania credo appaia più nobile che la collaborazione con Gheddafi, visto come poco chic. Diceva la mia nonna : il bue che dice cornuto all’asino, di chiccoso o appena civile ed educato la nostra sinistra nulla ha, non basta un abito blu ed un po’ di affettazione nei modi per fare un signore, neanche in questi tempi grami.
In realtà temo che la gran cagnara dei sinistri sia come il solito sotto sotto dettata solo da interessi ben consolidati che non si voglion abbandonare: son morti e non lo sanno, o almeno , troppi di loro non lo sanno e chi invece sa, quatto quatto, aspetta il momento giusto.
Egregio dottor Foa, nel suo intervento delle 5:44 pm lei ci solletica con un argomento tanto complesso quanto stimolante a proposito delle politiche energetiche: “Ma esiste una regia di lungo periodo? L’impressione è che le decisioni siano prevalentemente tattiche, come peraltro nell’indole del Paese che prevede poco e pianifica nulla”.
Sicuramente mi sento di affermare che dal secondo dopoguerra ad ad oggi in Italia l’unica politica energetica é stata fatta da ENI. Tutto il resto é sempre stato episodico. D’ora in avanti non lo so. So solo che il nuovo governo ha riportato al centro dell’attenzione la costruzione di centrali nucleari sul territorio nazionale, cosa a cui personalmente sono sempre stato favorevole. Di contro devo constatare che il governo non ha ancora elaborato una visione strategica dell’energia che veda alternative realistiche alle risorse fossili, per di più acquisite dai soliti fornitori. Bisogna anche osservare che ci sono troppe resistenze, troppo ostruzionismo localistico, troppi freni ideologici che a volte rasentano la superstizione; questi ostacoli rendono la questione degli apporvvigionamenti energetici impopolare e difficile affrontare in Italia.
Anche i condizionamenti politici impongono prudenza, perché percorrere strade alternative, o semplicemente dichiarare intenzioni di lungo periodo, potrebbe incrinare proficue realzioni industriali con i nostri fornitori tradizionali e causare ritorsioni nel breve.
Anche nel resto del mondo si affronta il tema energetico senza una chiara visione strategica, oscillando fra il conservatorismo assoluto nell’impiego di combustibili fossili e sogni di fonti non ancora disponibili come il nucleare di IV generazione o la fusione oppure ancora spacciando come soluzione fonti che possono solo complementare la produzione massiva di elettricità. Ma in un insieme complessivamente “grigio scuro” vi sono alcune aree “grigio chiare”.
Quello dell’energia é un tema che mi appassiona, perché é difficile riuscire ad affrontare in Italia con razionalità. Spero che presto si presenterà l’occasione di discuterne.
Grazie e saluti
Sig.ra Marina, perche’ dice cose inesatte? Allora, gli USA non hanno grande cultura, ma noi britannici abbiamo la piu’ antica democrazia del mondo, abbiamo colonizzato nel bene e nel male il mondo, abbiamo inventato l’industrializzazione, e le scienze, abbiamo il miglior teatro di prosa del mondo e i migliori romanzieri, una pittura considerevole e mobili di gran gusto(Queen Anne ed altri) ceramiche di pregio ed una societa’ tutto sommato civile, La germania ha avuto grandissima musica e letteratura e filosofia, la Francia musica, pittura, filosofia escienze, Questa e’ l’Europa Signora, le dittature , purtroppo Germania, Russia e le altre che Lei ha citato, ma in Angola non c’e’ piu’ il marxismo, c’e’ invece un capitalismo piuttosto spregiudicato. Parlo per esperienza diretta. Quindi si ricreda, Ad majora!!!
Quando ho scritto questo post, temevo che avrebbe suscitato tante reazioni “di pancia” e invece leggo tanti post ricchi di considerazioni pacate e intelligenti. Grazie di cuore. Posso aggiungere solo due considerazioni.
La prima: anche quando tratta con interlucutori difficili, come Gheddafi, un Paese dovrebbe salvaguardare la propria credibilità. Fini ha fatto benissimo a cancellare l’incontro alla Camera, così come lodevoli sono stati Alemanno, di Pietro e, se non erro, persino Casini, a lanciare segnali di dissenso.
La seconda: la dipendenza dell’Italia dalla Libia e dalla Russia è innegabile, che la mancanza di centrali nucleari accentua. Tuttavia sarebbe auspicabile che gli accordi energetici e industriali rientrassero in una strategia di lungo periodo per ridurre i rischi di un ricatto energetico, incrementando l’autonomia energetica (oggi di fatto quasi inesistente). Ma esiste una regia di lungo periodo? L’impressione è che le decisioni siano prevalentemente tattiche, come peraltro nell’indole del Paese che prevede poco e pianifica nulla.
Marina finalmente ti si rilegge. Il problema non è che noi siamo migliori di altri. Quì si discute se merita l’affidabilità di cui ci sarebbe bisogno. Tutto il resto è folclore. L’occasione esiste e non dobbiamo perderla. Gestirla è la cosa difficile e sembra non impossibile. Che Zeus ce la mandi buona. Ciao.
Francesco P
“Così ce lo dobbiamo tenere con tutto il suo folklore di cattivo gusto,”
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è bello solo il nostro di folclore?
è bella solo la nostra di cultura?
quella delle armi e della sopraffazione di altre culture?
è bella la cultura sionista e USA?
che cultura hanno gli USA e l’Inghilterra???????
e la Germania e la Francia???
Chi ha avuto le peggiori dittature nell’ultimo secolo?
Chi ha fatto le crociate e ha avuto la “santa inquisizione”?
Chi ha finanziato e sostenuto tutte le dittature (compresa quella comunista in URSS),in Cina,Vietnam,Angola,lo sa che in Angola (nazione cattolica)c’è un governo marxista???
E nell’America Latina altre nazioni fortemente cattoliche?
Il Texas,vogliamo parlare anche del Texas? Credono anche loro in Dio,ma non quello musulmano.
Che cosa abbiamo insegnato e stiamo insegnando al resto del mondo?
La democrazia? Ma fatemi il piacere!
Buon giorno,
Penso propio che siamo vicini , piu’ che alla frutta , al conto vero e propio.
Penso che i principali mezzi di informazione ,non ci stiano mettendo al corrente, della REALE (ALTRO CHE PSICOLOGICA!) situazione economica e prossimamente SOCIALE, che esiste nel nostro Paese.
Va bene!, andiamo pure avanti con i teatrini :fingiamo di essere negli anni 80,con il boom della tv commerciale e fingiamo che al Governo ci sia l’emulo di Bettino Craxi.Internet non esiste e in america c’è Ronald Regan.
Continuiamo a discutere di leggi contro le intercettazioni (vitali per l’ecomia) e di lodi alfano ,per passare poi a scoprire cosa fanno gli italiani sotto le coperte.Che scandalo!
Ecco, continuiamo pure cosi’.Foraggiamo con milioni di euro i giornali che ci raccontano di un mondo fatto di comunisti e fascisti nel 2009!!!,di trapianti miracolosi di capelli e di eterna gioventu’ grazie al viagra. Continuamo cosi’ e puo’ pure passare che Gheddaffi, in fondo, è buono e generoso , solo , alle volte , un monelleccio con cui fare buoni affari per il bene del Paese.
Avanti cosi’!! Verso la catastrofe .Ma con OTTIMISMO!!!
Egregio mason antonio, nel suo post afferma “Che importanza avrebbe Gheddafi senza petrolio’?”. La sua osservazione é piena di verità, ma c’é un altro punto di vista da considerare, perfettamente simmetrico: “Cosa farebbe Gheddafi senza investimenti industriali occidentali?”.
Potrebbe rinunciare a sfruttare il petrolio e il gas naturale (ed anche le riserve d’acqua sotto il deserto), oppure fare come gli sceicchi del Goflo, che investono nei fondi sovrani, spendono nel superlusso e magari finanziano gli stessi terroristi che vogliono solo portargli via il potere (oggi se ne stanno accorgendo con un po’ di ritardo). Dato il livello della popolazione del suo paese entrambi gli atteggiamenti finrebbero col minare alla base il suo potere, aprendo scenari piuttosto inquietanti.
Gheddafi é l’opposto di un santo, ma intende fare della Libia un paese economicamente attivo e rafforzare la sua influenza sui paesi vicini, tramite lo sviluppo indistriale, i commerci favoriti dall’autostrada costiera ed anche tramite le forniture di energia elettrica ai paesi dell’africa subsahariana.
Se non tratta con noi queste cose, ci sarà qualcun’altro pronto a trattare con lui. Questa é la realtà dei fatti.
Meno male che questa volta il nostro governo é stato svelto a farsi avanti prima di altri concorrenti. Lo stesso fatto che ci stia aiutando sull’immigrazione clandestina a costo di dispiacere alle potenti e vendicative cosche criminali che organizzano il traffico degli schiavi, é un segnale che lui ha altrettanto bisogno di noi, quanto noi abbiamo bisogno di lui.
Così ce lo dobbiamo tenere con tutto il suo folklore di cattivo gusto, ribadendo quanto affermato nel mio precedente post.
Saluti
Aggiungerei una cosa, che Qaddafi investa in Italia e’ solo positivo. Non puo’ portarsi via L’ENEL o l’AGIP o quelche volete. E’ tempo di smetterla con il nazionalismo industriale. In USA e in UK moltissime societa’ sono possedute , o meglio il socio principale e’ straniero, ma nessuno se ne preoccupa. Tutte le societa’ di pubbliche utilita’, gas e elettricita’ sono pubbliche, cioe’ quotate in borsa, e i soci piu’ importanti sono stranieri. Ma il management e’ britannico. Quindi, questo non e’ un problema. il problema e’ se chi ha una commessa in Libya non viene pagato, allora sono dolori. E’ gia’ successo con l’Iran. Ecco dove e’ il problema. Il resto e’ solo fuffa.
Salve,
Se parliamo di dipendenza del gas e del petrolio allora dobbiamo girare la testa di 180 gradi e guardare alla Russia. Per l’iniziativa della Germania e Italia, tutta l’Europa è diventata dipendente dal gas russo e non ha intenzione di ridurre questa dipendenza. Anzi, con la costruzione del South Stream (progetto sponsorizzato fortemente da ENI) l’Italia aumenta il suo stretto legame con i russi.
Sinceramente, non vedo in Libia un pericolo. Forse un’opportunità di diversificare gli approvvigionamenti. Per quanto riguarda la vita democratica di un Paese, non dobbiamo dimenticare che l’aumento delle ricchezza di un popolo favorisce la democratizzazione. Fenomeno che si nota in Cina, dove nascono generazioni che rivendicano sempre di più il diritto di cambiare la società.
Cordialmente, Dekebalos
Mason Antonio, perche’ queste inesattezze? L’Italia sapeva che vi era petrolio sin da prima della seconda guerra mondiale. Il Professor Ardito Desio, ordinario di geologia dell’Universita’ di Milano, l’aveva scoperto, ma tutto venne messo sotto silenzio. Il professor Desio ai piu’ e’ noto per aver organizzato la spedizione al K2 con successo e Compagnoni, uno dei due alpinisti che arrivarono in cima, l’altro era Lacedelli, e’ morto giorni fa. Prima inesattezza. Seconda , siete voi italiani che non avete voluto , con un referendum stupidissimo ed unico al mondo, fermato la ricerca, e lo sfruttamento dell’energia atomica. Vi siete dati le mazzate selle dita da soli. L’America stavolta , non c’entra proprio nulla. Si dice chi e’ causa del suo mal, pianga se’ stesso. Smettetela di dare la colpa agli altri per le vostre fesserie. Ad majora!!!
Che importanza avrebbe Gheddafi senza petrolio’?
Nessuna .
Pertanto siamo noi petrolio e gas dipendenti che dobbiamo inchinarci al colonello.
Se l’ italia,che era una delle prime potenze mondiali, come studio e ricerca sull’energia nucleare, avesse un centinaio di centrali elettriche termonucleari non importerebbe un bel nulla nè di Ghedaffi nè del suo pertolio.
Poichè l’ amata America vuole possedere soltanto lei la bomba atomica, per comandare il mondo, in tutti i modi ha ostacolato l’impiego dell’ energia nucleare anche a scopo pacifico.
In queste condizioni di dipendenza , meglio usare la parola schiavitu’ si, siamo schiavi del petrolio non abbiamo alternative dobbiamo fare buon viso al beduino che è seduto su un mare di petrolio e gas. E….in 40 anni di colonialismo gli italiani non se ne sono accorti.
L’argomento è delicato e va affrontato con le pinze. In un rapporto di collaborazione ci devono essere reciproche sicurezze. L’aria del personaggio che viene da conquistatore non mi piace. Ci vuole tenere a guinzaglio? Se il personaggio, nel tempo, è cambiato ci sono alcune speranze. La politica deve essere attenta alle mosse per evitare che si diventi una colonia. In questo momento storico ci dobbiamo attaccare a tutto dal lato economico? non ci dobbiamo prostituire, questo è sicuro. I ns industriali devono fare le mosse giuste con un crescendo di interventi dopo aver avuto la sicurezza di una partnership affidabile. La prospettiva di crescita esiste e va ponderata con acume. Il rapporto deve essere paritetico e fruttuoso per entrambi. L’unica cosa positiva è che, almeno, abbiamo una occasione. Un saluto.
A me questo signore che si presenta con le foto attaccate sulla giacca non mi è simpatico, anzi sono fortemente convinta che l’unico uomo sulla scena internazionale che abbia saputo trattare con lui sia stato R. Reagan…ed il prossimo deve ancora nascere. Lo show praticato ai danni di Montecitorio ne è stata la conferma. Mi dispiace per Fini,ma molti dei nostri politici sono ben rappresentati dal colonnello. Quanti misteri…quanti aerei caduti…quanti interessi…quanti intrecci…
No signori,io non posso far finta di nulla poichè per noi italiani forse è ritornato il momento di andare a disboscare i boschi,sia per la prevenzione degli incendi, sia per usare la legna per riscaldarci ed i giornali per accendere il fuoco, così da risparmiare sulla bolletta del gas dato che lo stipendio medio ci permette appena di arrivare a fine mese. Certo,da quando la politica italiana è diventata cronaca rosa attraverso le maggiori fonti d’informazione non c’è più da stupirsi che sia stata data tanta rilevanza allo stravagante e provocatore Muhammar.
La sua tenda, per essere giusti nei confronti di tutti i cittadini doveva essere posta nello spazio riservato al circo e non nel luogo dove a nessun italiano è permesso campeggiare…
Chiaro che ci é vantaggioso, quello che conta in politica é come lei dice l’interesse, anche se per il momento bisogna storcere il naso. Peró Gheddafi non é eterno e i legami commerciali rimangono.
Gli Stati Uniti commerciano con chi vogliono e quando vogliono, se nel loro interesse. Lo stesso fanno la Francia e la Germania per tacere dell’Inghilterra: non vedo perchè l’Italia non possa fare altrettanto.Gheddafi è un personaggio difficile, ma Putin cos’è, un esempio di democrazia ? Lo stesso George W. Bush cos’era: uno che faceva le guerre a chi voleva e come voleva.Eppure con loro abbiamo trattato senza storcere il naso. In politica non esiste l’etica.Può essere triste dirlo, ma è cosi’. Concordo con Parpaiola: Gheddafi non è il problema. Saluti a tutti.
Ricordiamoci che il colonnello del colpo di stato del settembre 1969 salì al potere grazie ai sovietici ed alla sua propaganda anticolonialista, ispirandosi alla politica nasseriana. Arrivò a sostenere i movimenti terroristici concedendo ospitalità ed aiuti tecnici ed economici. Nel 1986 subì il famoso attacco aereo, che in realtà mirava a fargli “assaggiare” cosa avrebbe potuto subire in caso di scontro aperto. Andò avanti con la sua politica filosovietica fino alla caduta del muro di Berlino, quando compì una rapida svolta che gli permise di trarre profitto dalla nuova situazione venutasi a creare. Tanto che arrivò a condannare l’invasione del Kuwait e ad assumere una posizione di neutralità nei confronti della successiva azione della coalizione.
L’uomo delle svolte radicali in politica estera ed interna vuole invece mostrarsi coerente e vincitore con la sua popolazione che vive ancora la sindrome del peiodo coloniale e lo spavento per l’attacco del 1986 anche per gli effetti della sua propaganda. Oggi é uno dei leader musulmani più moderati ed interessati alla crescita economica del suo paese; vuole coltivare ottimi rapporti con i paesi europei ed in particolare con l’Italia, i vicini appena al di là di 150 Km di mare, per vendere il suo gas ed il suo petrolio, fare investimenti nelle imprese europee tramite i suoi fondi e per ottenere tecnologie e capacità imprenditoriali per sviluppare economicamente il paese, anche per assumere un sempre maggior peso nell’ambito degli stati nordafricani. Di vitale importanza il progetto di sfruttare le ampie riserve di acqua dolce del Sahara, che devono essere pompate da grande profondità e fatte affluire verso la costa tramite acquedotti che attraversano il deserto. Di contro le riserve d’acqua delle zone prossime alla costa, sebbene ancora maggiori per volume, hanno un’eccessiva salinità che non ne permette l’utilizzo, a meno di usare dei dissalatori di grandi dimensione (anche in questo caso tecnologie ed investimenti).
Non dimentichiamoci che data la natura desertica del territorio e la disponibilità di gas per coprire le ore notturne, la Libia appare un territorio ideale per impianti solari economicamente sostenibili. Il famoso progetto archimede del porfessor Rubbia aveva come obbiettivo proprio quello di collocare gli impianti in definitivi Libia, dopo la sperimentazione in Sicilia.
Ho brevemente ricordato questi fatti, peraltro ampiamente noti, perché aiutano a capire il folkloristico personaggio e che certe posizioni diplomaticaente “sorprendenti” hanno invece un significato interno molto importante: far apparire come una sua affermazione personale ed una vittoria della Libia il fatto di far rientrare gli imprenditori italiani, a suo tempo cacciati dalla sua nazione con esiti pesanti per la sua economia.
Tutta la sua visita in Italia ed i suoi discorsi sono stati improntati ad una scenografia adatta a far “digerire” ai libici la svolta utilitaristica. Solo il suo discorso sulla condizione femminile é stato un disocrso pubblico confezionato per noi occidentali.
Che sia un uomo dai rapidi voltafaccia non c’é dubbio, come pure che loro hanno bisogno di noi quanto noi abbiamo bisogno di loro. Questo potrà andare avanti per lungo tempo.
Quello che mi meraviglia é l’atteggiamento della sinistra e di tanti commentatori, da cui non mi sarei mai aspettato una così grande superficialità. Se “Parigi val bene una messa”, “Tripoli val bene un po’ di cattivo gusto”.
Saluti
Buonasera,
Gheddafi inaffidabile?
Oggi il business partner per antonomasia ha dimostrato di essere il primo che appena può ti lascia a piedi, mi riferisco alla banca che abbiamo sotto casa a cui abbiamo sempre pagato denaro a caro prezzo per permetterci di lavorare.
E’ forse meglio il socio orientale, grande esperto del ricatto e principe della dittatura?
La finanza non guarda in faccia a nessuno e preoccupano meno gli abbracci intimi con Tripoli dei 3,77 trillioni di euro in aiuti all’economia approvati oggi a Bruxelles.
Quando i tempi si fan duri se non possiamo permetterci l’hotel dobbiamo accontentarci del …tendone!
Condivido pienamente. Mantenere buoni rapporti con la Libia è strategico per l’Italia, sia per quanto riguarda le forniture di petrolio e gas, sia perchè i soldi libici darebbero ossigeno alle nostre grandi imprese. E, come giustamente ricorda Foa, questo è un problema proprio dell’intero mondo occidentale, non soltanto del nostro Paese. Doppio problema: economico e morale. Allearsi con paesi che calpestano i diritti umani non è bella cosa. E’ un po’ come essere complici dell’ingiustizia. A chi importa? Il pegno del nostro benessere è l’azzeramento della nostra sensibiltà etica.
La visita di Gheddaffi va perciò colta come un segnale, da inserirsi in un contesto più ampio: deve ricordarci l’ingiustizia del sistema occidentale che toglie a molti per dare a pochi. E chi non è neanche sfiorato dal problema dei paesi più sfortunati del nostro, tenga a mente che un domani questi paesi potrebbero ricattarci e ribaltare la situazione. E saremmo ad un passo dalla guerra.
Forse non è il caso della Libia, che non ha i mezzi militari per farlo, anche se oggi ha i mezzi economici. Ma, in un catastrofico scenario fanta-futuristico, potrebbe costruire la bomba atomica. Scenario improbabile, non impossibile.
Forse, politiche mirate ad un progressivo ridursi delle lacune fra nord e sud del mondo potrebbero condurre a conseguenze meno catastrofiche.
Salve.
L’Italia come la Francia e la Germania avrebbe potuto, (almeno in apparenza, come tra l’altro la Francia e la Germania stesse), aver avuto qualcosa di più da dire in Campo internazionale.
Ma davvero quelle due c’è l’hanno, qualche cosa da dire?
In Campo internazionale intendo!
Sto patto d’amicizia, st’incontri tra baci e bacini, sto patetico tenersi per mano tra Francia e Germania, a cosa anno servito fin ora se non a mascherare tutta la diffidenza che ancora esiste tra i due popoli?
L’Italia in ogni caso, non può pretendere di far anche casino al di fuori delle proprie mura quando negli ultimi decenni cambiava in media un Governo quasi ogni Anno.
Sarà difficile per il momento, anche grazie alla politica autodistruttiva della sinistra nei confronti di se stessa e del Belpaese e del fango che continuamente è lanciato conto Berlusconi, riuscire, a farsi sentire dagli altri, per quale ragione poi?
Gheddafi non è il problema.
Tanto meno lo sono gli accordi industriali tra i due Paesi.
I problemi Dell’Italia sono interni, non vengono, e non verranno mai da fuori.
La struttura della Magistratura è uno di questi problemi.
I troppi partiti di sinistra con tutti i magnacci e ruffianucci politici del caso né è un altro.
I sindacati che formano assieme alla magistratura uno Stato dentro lo Stato, è un problema.
La precarietà dei Governi finche sussiste quanto sopra è un problema, non Gheddafi.
Quello a mio avviso, per quanto a volte bizzarro ed estroso, investendo in Italia e dando in mano alla tecnologia italiana il rinnovamento strutturale del proprio Paese, dimostra anche di fidarsi del Belpaese ma soptatutto delle sue capacità tecnologiche.
La Francia è piena di guai anche se sa ancora suonare bene la Fanfara e darla da intendere al resto del Mondo, ma molto di più del Italia in Campo tecnologico non sa fare, lo stesso dicasi per la Germania.
In Germania e guai purtroppo non sono ancora finiti e non si sa ancora, quando finiranno, aspettiamo Godot a Settembre e vedremo se arriverà, cosa ci porterà.
E dei fagotti inglesi, in Campo di politica estera, o industriale non ne parla più proprio nessuno.
Berlusconi pertanto ha ragione a concentrarsi sulla Libia poi magari in un secondo tempo può sempre mettersi a battere la Grancassa tra Sarkozy e Frau Merkel, e farsi sentire anche da quei quattro fagotti la, oltre la Manica che ultimamente si fanno pagare anche i filmini porno dai cittadini.
Tanto ormai quasi tutto è deciso al Parlamento Europeo oppure in seno alla Nato.
La politica estera dei singoli “europei” conta poco o niente ormai.
Salutönen
Intanto gettimao le basi. Magari buoni accordi potrebbero sopravvivergli. Non camperà mica in eterno no?
“Pecunia non olet” ricordava Vespasiano al figlio.
Aprire la porta e la mente ai rapporti internazionali è sicuramente una conquista.
Pensare al mediterraneo come al mare che unisce (e non che divide) culture sicuramente differenti, ma altrettanto spesso coincidenti (basti ricordare l’importanza per il nostro pensiero di pensatori come Agostino) è un’aspirazione degna di un illuso ottimista come me.
Ma solo attraverso questo stretto tratturo potremo realizzare un futuro di maggiore civiltà, solo investendo risorse, tempo e rispetto in quei luoghi, potremo con molta lungimiranza e tanta speranza pensare che i flussi migratori insostenibili, un giorno possano assottigliarsi.
Come paesi colonizzatori tanto abbiamo tolto a quel continente (anche qui noi italiani con le nostre debolezze) non sarebbe male restituire qualcosa in termini di progresso civile che non è solo economia , ma passa anche attraverso questa.
E chissà se in un prossimo futuro le bizze di un dittatore che si sente una star e cerca rivalse , non potranno essere incanalate in un alveo di maggiore civiltà, e poi come umani abbiamo sempre la fortuna di essere anche mortali.
Comunque siccome di economia si tratta, come per una qualunque impresa, se non desideriamo che l’abbraccio del colonnello diventi stretto al punto di stritolarci, sarà bene con lungimiranza , ma sin da ieri, attuare strategie alternative, sinergiche che guardino prima alle risorse (magari alternative) attivabili in casa nostra e poi rivolgano l’attenzione e la capacità di accordo e collaborazione a più paesi, in modo da sottrarsi definitivamente ai monopoli.
Ritengo che il nostro Paese, al pari di altri, ma non in modo inferiore, possieda eccellenze e know-how in grado di permettere accordi importanti, dobbiamo imparare ad utilizzare al meglio le leve del marketing.
Cordialmente Cosimo Quarta
Bella domanda. Francamente non ho una risposta, anche se so che sarebbe meglio riuscire ad evitare questi ricatti con questo tipo di gente.
Dover scendere a compromessi troppo grossi con personalità quantomeno discutibili, anche se al momento risulta essere utile, non mi pare mai una bella cosa. E’ come svendere i valori per convenienza. Un atteggiamento da prostitute, insomma. Con tutto il rispetto per le stesse.