Alcuni di voi mi hanno chiesto se ero favorevole o contrario allo sciopero dei blog, promosso da un collega, Alessandro Gilioli, che conosco bene e che stimo, sebbene non sia sempre sia d’accordo con lui.
Mi sono documentato, ho seguito alcune polemiche (ad esempio Orientalia 4all e Wolly ) e ho tratto questa conclusione:

– La norma è prevista nel decreto Alfano che mira a punire la pubblicazione illegittima delle intercettazioni. Ha dunque una finalità specifica.

– Tuttavia, interpretata alla lettera, permetterebbe un’estensione quasi illimitata del diritto di rettifica, dunque ben oltre gli scopi del Decreto.

– I blog per loro natura sono sbarazzini, polemici, isole di libertà, con alcuni difetti , come la tendenza allo sproloquio e all’insulto, specialmente da parte di chi si avvale dell’anonimato.

– Sebbene alcuni blog oggi siano molto letti, la maggior parte ha un’audience molto limitata. E i blog, essendo dei diari on-line, non possono essere paragonati agli articoli di grandi media come il Giornale, il Corriere della Sera o Repubblica.

Da liberale ritengo che la misura sia eccessiva: preferisco qualche insulto e qualche parolaccia in più piuttosto che correre il rischio di vedere annientata la vitalità dei blog da un abuso del diritto di rettifica.

– E allora ben vengano le modifiche che parlamentari sia di centrodestra sia di centrosinistra intendono apportare al decreto e che sono molto probabili, considerato che il ministro Alfano si è detto disposto a rivedere il decreto prima del sì definitivo.

– Tutto questo non sarebbe avvenuto senza la mobilitazione in Rete. Onore al merito, con un auspicio: che resti una forma di civile e costruttiva protesta.

Quanto allo sciopero: a questo punto secondo me è inutile. Il rischio, semmai, è che il problema venga dimenticato durante la pausa d’agosto e che pertanto la protesta del 14 sia fine a se stessa (tra l’altro trovo di cattivo gusto l’idea di imbavagliarsi su You tube). Non sarebbe stato più saggio organizzare un’iniziativa in settembre per risvegliare l’interesse?