Afghanistan, basta piagnistei: andarsene o combattere
Non sopporto la litania dell’opinione pubblica italiana ogni volta che un soldato italiano viene ferito o, purtroppo, ucciso in Afghanistan. Ogni volta è come se i giornali scoprissero che in quella terra c’è da combattere; perchè, piaccia o no, questa è la realtà: la nostra non è più una missione solo di peacekeeping, ma di guerra coordinata con le truppe alleate, in risposta agli attacchi dei talebani.
Ci si può chiedere se sia accettabile che il conflitto sia ancora in corso quasi otto anni dopo la prima offensiva contro Al Qaida e i talebani. E’ una domanda legittima, che chiama in causa le responsabilità degli Stati Uniti. Fu l’Amministrazione Bush a non voler concludere l’offensiva, dirottando, all’inizio del 2003, le forze migliori dall’Afghanistan all’Irak, permettendo così ai talebani di riorganizzarsi e di conquistare numerose regioni.
C’è chi, come Bossi, pensa che gli italiani siano stati fin troppo pazienti: “Io li porterei a casa tutti, visiti i risultati e i costi“, ha dichiarato ieri sera. Come dire: sono stati gli americani ad aver provocato questa situazione per mancanza di saggezza, è giusto che ora se le cavino da soli.
E c’è chi pensa, invece, che sia doveroso restare per fedeltà nei confronti dell’alleato americano e per impedire che un Paese di grande importanza strategica come l’Afghanistan torni ad essere la base operativa del terrorismo islamico di sunnita; dunque anche un po’ per interesse.
Se ha ragione Bossi, si parta, anche a costo di irritare la Casa Bianca, sapendo però che un gesto del genere incrinerebbe la credibilità internazionale del nostro Paese, che un tempo era considerato ondivago e che invece da qualche anno è giudicato solido e affidabile, sia con Prodi che con Berlusconi.
Se invece si decide di restare, cessino i piagnistei a ogni incidente. La guerra è sporca, fa male, dà e provoca dolore, anche se a combatterla sono dei bravi ragazzi italiani. O sbaglio?

[...] parte importante dell’opinione pubblica a sinistra, ma anche a destra (vedi le polemiche di luglio della Lega), ritiene che la guerra in Afghanistan sia stata condotta male e che né la strategia [...]
Certo Marco : SIC ET SEMPLICITER !
Ho letto solo oggi – 14 agosto – questo articolo. Sono stato uno tra i migliaia di ragazzi che parteciparono all’operazione “Restore hope” in Somalia nei primi anni novanta.
Dico slolo questo: se vai in un posto fai quello che va fatto, senza tentennamenti.
Grazie
Sull’Afghanistan vale una citazione da Helvetius: La follia del passato(Iraq) non giustifica la follia del presente.
A conferma del mio commento No.41 di questo blog, desidero tradurre un articolo del Mail Online del 03/08/09.Non desidero di fare un’altra dissertazione ma propongo una serie di scritti ormai legati ad un passato di quasi 6 anni. Essi mi procurarono l’ostracismo delle sinistre e delle destre ma oggi gia’ s’incomincia a percepisce il languore di questi ostracismi anche in Italia. La Russa pero’ non molla e Berlusconi con Obama sentono gia’il caldo insoppostabile dell’Afganistan. Oggi il Ministro della Difesa Inglese ammette che la determinazione dei Talibani fu sottovalutata, Bill Rammell dice che la sfida/ guerriglia dei ribelli nella provincia di Helmand si profila piu’ dura di quanto si pensava. I commenti di Bill Rammell arrivano dopo che il diplomatico, tra i piu’ stimati ha ravvisato che le truppe inglesi (se dovessero attendere la fine della guerriglia)potrebbero rimanere anche un ventenniuo e piu’ (in Afganistan). Sir Nigel Sheinwald, l’Ambasciatore inglese a Washington, ha avvisato L’inghilterra che deve essere preparata ad un coinvolgimneto di lungo termine. Il commento di Sir Nigel giunge dopo che un sanguinoso scontro costo’ alle truppe inglesi 22 soldati.Si parla di potenziare le truppe ma ci sono due freni che hanno un valore simbolico come pure un valore direttamente legato alla morale delle truppe e dell’anima della missione (discutibile)che con risultato zero hanno lasciato, fino ad oggi, sul terreno 191 militari morti. Ed Ora la mia informazione sulle capacita’di resistere all’oltranza dei popoli aborigeni del Medio Oriente.
Se volete farvi un’idea di come le forze tremende della determinazione e della volonta’ di vivere secondo i propri costumi agiscono e si propagano, seguitemi tra’ i missili guidati israeliani, i kamikaze palestinesi e quelli dell’Asia. Li’, incisa profondamente nel cuore di quei cittadini troverete quella stessa fede e quella stessa determinazione che umiglio’gli eserciti piu’ potenti del mondo.
Questi miei pensieri scritti avrebbero lo scopo, tra l’altro, d’informare quella parte della società che, i valori culturali non sono materia plasmabile a volontà o addirittura imponibile con le armi. Per avviare un’altra cultura, diciamo, verso quel sistema che noi consideriamo migliore, ma che se siamo onesti, non sappiamo ancora se sarà veramente il migliore, si dovrà intervenire con azioni progressive nel tempo. Se sia poi giusto o no di intervenire, la questione dipende da come noi misuriamo la nostra competenza come pure il senso e la validità dei nostri giudizi, i quali comunque, dovrebbero essere inseriti nel campo delle necessità biologiche e delle tradizioni di quella comunità cui si vorrebbe assogettare al cambiamento. Se volete il mio parere, un’azione esterna che mira a cambiare i costumi di un’altra comunità umana è arrogante e villana. L’evoluzione di una cultura deve essere iniziata dentro la stessa unità etnica. Non e’ compito, né nostro dovere, quello d’intervenire con la presunzione di essere nel giusto. Il tempo, e le circostanze che si profilano dentro le unità etniche, come pure nei gruppi, sono le sole forze che possono modificare i costumi, riducendo al minimo i conflitti interni e consolidando le mete raggiunte. Non è vero che la nostra cultura sia di carattere universale e neppure è vero che quello che noi pensiamo sia giusto in senso lato. Cio’ non significa che noi occidentali si debba prendere la via del Corano o delle Regole Sacre dei giudei ortodossi, ma significa che quelle etnie, che oggi seguono i costumi della poligamia e della restrizione dei movimenti e del comportamento della donna, considerano quelle regole, nel contesto attuale, necessarie.
Dobbiamo perciò riconoscere che queste etnie non sono pronte a ricevere d’impatto i nostri costumi. Loro infatti, non meravigliatevi, sono in quella posizione che eravamo noi solo 200 anni fa’ e per certe nazioni, solamente 70 anni fa. Quindi, diamo tempo al tempo.
Stimato signor Foa la guerra in Afghanistan non si puo vincere perché é un paese senza infrastrutture, senza capacitá di produzione, e civilmente quasi all’etá della pietra. L’Afghanistan ha resistito all’Inghilterra imperiale del 1800 e ha fatto fuggire gli Inglesi da Kabul ben due volte, e non parliamo della Russia sovietica.
Quí é opportuno ricordare ció che fecero gli inglesi in Abissinia: una spedizione punitiva che terminó con la distruzione dell’esercito dell’imperatore Teodoro e colla sua morte, lasciando gli abissini al loro destino.
Quello che si fa oggi fa ridere, é un inutile esercizio in difesa di un errore inziale.
Egregio sig. Foa,
fino a poco tempo fa ero contraria al ritiro delle nostre truppe dall’Afghanistan ed anche contraria all’invio delle stesse in Libano a guardia di gente che da quando è venuta al mondo non sanno fare altro che la guerra con il vicino. Ultimamente riflettendo ho cominciato a cambiare opinione.
Io non ho mai creduto nelle guerre chirurgiche poichè sono uno stillicidio per la popolazione e non risolvono quasi mai il vero problema, quindi a mio avviso, non si tratta di un problema di amministrazione politica, bensì della modalità di praticare la “guerra” che riguarda quasi tutte le Nazioni. Credo inoltre, che il nostro intervento armato sia necessario solo in caso di attacco diretto ed in difesa di un Paese amico. L’Afghanistan, non ha mai dichiarato guerra a nessuno, anzi è stato invaso dai russi e bin Laden, verosimilmente è stato solo un suo ospite, ed in ogni caso,credo che si dovrebbe rispettare la sovranità degli stati anche quando ci sono delle evidenti violazioni dei diritti umani per esempio come in Afghanistan, Cossovo,e Iraq; per il principio per cui dovremmo intervenire ogni qualvolta ne veniamo a conoscenza. In poche parole dovremmo intervenire in più di mezzo mondo e diventare un popolo di guardiani guerrieri. Purtroppo il tempo dell’Impero Romano è lontano, ma senza dubbio i romani al nostro posto non avrebbero praticato missioni di
peacekeeping o guerre chirurgiche per risparmiare la vita dei soldati e rendere un inferno la vita dei civili.
Colzani davvero trovo impressionante il tabellone, diciamo, che mostra il suo link.Io da persona semplice, comincio a chiedermi se in questo mondo non stiamo un po’ tutti perdendo il contatto, stavo per scrivere “con la realtà”, ma non significherebbe niente, chè la realtà è la follia che stiamo vivendo, quindi se mai stiamo perdendo il contatto con il “buon vivere”
cordialmente
Gentile Francesco_P, è vero, il debito è ricchezza e io sono tra gli uomini più ricchi della città. Scherzi a parte, dice bene Lei quando ricorda che la schiavitù è la perpetuazione del debito. Mi sembra però uno scenario decisamente famigliare delle moderne società (la insostenibilità del debito) e comunque preoccupante è la voce che ogni contribuente deve coprire riferita agli interessi bancari. Una piccola nota: l’unico presidente che fu in grado di azzerare il debito pubblico fu Andrew Jackson. Come? togliendo alle banche internazionali il diritto di stampare banconote dal nulla e chiedere interessi sull’operazione.
DIVAGAZIONE SUL TEMA DEL DEBITO
Egregio colzani, ho visto il link da lei segnalato nel suo intervento delle 2:28 pm.
La progressione delle cifre è notevole e fa impressione, ma se dovessi scegliere un key performace idicator che rappresenti la vera anomalia, sceglierei il rapporto fra debito pubblico + quello privato ed PIL, espresso come numero di anni necessari per ripagare l’intero ammontare del debito.
Non é un appunto, bensì uno spunto per una riflessione. Il debito é ricchezza. La moneta é debito, il capitale é debito. Il fatto stesso stesso che uno disponga di un capitale significa che ha accumulato debito di altri, debito che trasferisce acquistando beni o servizi oppure investendo per ottenere un ritorno. Se non esistesse il debito e quest’ultimo non fosse trasferibile, saremmo rimasti al baratto, come nella preistoria.
Quando il debito diventa schiavitù, come lei afferma? Quando si dilata il numero di anni necessario per ripagarlo. Ed è questo il momento in cui diventa oppressione e condizionamento della vita. Inoltre l’eccesso di debito é la causa prima dell’inflazione ed é l’inniesco principale del meccanismo distruttivo delle crisi.
Se io contraggo un debito che posso ripagare in un anno, e poi ancora un’altro e così via, ecco che continuerò ad aumentare il tempo necessario per ripagarlo, finedo per divetare schiavo delle mie stesse azioni. I meccanismi di valutazione del rating si basano primariamente sul rapporto fra indebitaento e flussi di cassa (entrate – uscite). Se c’é equilibrio il rating é buono, se l’equilibrio viene meno ecco il downgrading. Solo che le banche non lo dicono ai loro clienti.
Peggio ancora si comportano le finanziarie che sostengono l’acquisto di beni dei privati. Per loro aumentare i volumi significa spingere la gente ad indebitarsi sempre di più. Si cade nel circolo vizioso. Più t’indebiti più alti sono gli interessi per via del minor merito creditizio e quidi più alti gli utili, finché il giocattolo si rompe.
L’impacchettamento dei debiti in strutturati serviva a sostenere questa crescente debito dei privati e ricavi sempre maggiori per banche e finanziarie. Finché il giocattolo si è rotto. Ma la gente indebitata é rimasta tale, con tutto il peso futuro.
Scusate la divagazione rispetto al tema del dibattito, ma l’orologio del debito é troppo tentatore per rinunciare a questa precisazione sul concetto di sostenibilità del debito. Spero solo di essere riuscito nel tentativo di descrivere in modo estremamente semplice una questione complessa, senza perdere troppo in precisione.
Ancora le mie scuse e saluti
Stalin è stato solo una marionetta,un gioppino,manovrato da altri.Come lo zio Adolf,altro gioppino.
Il genocidio non lo hanno programmato loro 2.Sono stati altri ,ben più potenti dello stesso Marx,altro burattino.Hanno fatto tutto quel macello perchè:
1)erano matti
2)se non erano matti poco ci mancava
3)sete di potere
4)appropriarsi delle ricchezze altrui,sterminando chi le aveva e chi si opponeva.
Stalin è stato educato dai gesuiti con la violenza e l’odio,non è stato amato,da quì la sua malattia mentale e il disprezzo verso gli altri(disprezzo che a sua volta ha ricevuto).
Marx ha ricevuto una cultura talmudica.
Lenin pure ed era pure pieno di odio nei confronti di tutti,basta guardargli gli occhi per capire.
Ma erano tutti burattini,altri sono i veri responsabili.
Visto come ho fatto presto?
Ciao
PS.quando voglio capire capisco benissimo,sei tu che tante volte scrivi cose incomprensibili,difficili da capire,devo andare ad intuito tante volte.
Gentile Signor Ambrogio,
Riguardo all’uso del napalm in effetti è una mia idea di cui mi assumo volentieri la paternità.
Lei invece preferirebbe comperare quella robaccia non solo premiando chi finora ci ha avvelenato ma soprattutto dando loro un eccellente ragione per non rinunciare alla produzione di oppio, per quale ragione infatti dovrebbero un domani passare che so io alle pannocchie di mais visto che qualcuno oggi gli comprerebbe l’oppio perdipiù ad prezzo maggiorato sia pure per distruggerlo?
Di gran lunga meglio il napalm.
Mi par di capire con piacere che neanche Lei apprezzerebbe i barbuti in casa propria forse perché non è del tutto sicuro che nel frattempo si sarebbero ammorbiditi. Stando così le cose non sarebbe molto meglio fermarli il più lontano possibile piuttosto che combatterli poi casa per casa nelle nostre strade?
Sarà perché vivo in Sicilia, potremmo definire questo un mio “interesse”, ma personalmente preferirei fermarli molto prima che arrivino sul canale.
Meglio per noi ma, a medio termine, anche per gli afgani o i somali.
Distinti Saluti,
Salve.
Predermela per quello che non vuoi capire?
Stai scherzando?
Prova allora così: Formulare un pensiero come Marx ad esempio, e programmare un genocidio per sete di potere e paura di perdelo, come fece Stalin, nel Nome di un pensiero filosofico che lui personalmente non poteva nemmeno capire, sono secondo te le stesse cose?
D’altro canto: Formulare un idea come lo zio Adolfo e quasi programmarla nel “Mein Kampf” per poi attuarla con determinazine disumana, ti pare la stessa cosa?
Scommetto cheper capire questo ci metti una Settimana, se….
Ciao.
Salutönen
Restare in afghanistan è un DOVERE!
Perchè abbiamo iniziato questa guerra nel 2001? Allora li conoscevamo gli obiettivi! Perchè mai dovremmo cambiare opinione?
Ora io mi chiedo: se non ho mutato idea io, che ho un parente strettissimo in afghanistan, che per un caso fortunato non è saltato per aria insieme all’altro blindato, e l’altro ieri si è ritrovato in un’imboscata talebana costretto a combattere per 5 ore, e Dio solo sa in questo momento cosa starà facendo… se non ho cambiato idea io che mio malgrado mi ritrovo in questa situazione, perchè mai dovrebbe farlo il resto d’Italia?
Posso comprendere chi è stato in disaccordo fin dall’inizio(dopo l’11 settembre praticamente erano solo i pacifisti), ma tutti gli altri? Marcello ha ragione! Basta piagnistei, siate COERENTI!
E comunque c’è da essere fiduciosi: con l’aumento di truppe previste dalla nuova strategia di Obama, i talebani potranno essere stanati…anche se, lo ammetto, ci sono diverse incognite provenienti dai paesi vicini (iran,pakistan).
Dobbiamo essere responsabili, fino in fondo!
Buona serata a tutti!
Egregio sig Foa,
i miei complimenti sul come ha organizzato lo spazio e la tacnologia grafica del blog come pure sia riuscito a tenere alto il grado di tolleranza nella stesura dei post. Trovo nelle pubblicazioni di questo blog una buona dose di rispetto e determinazione nell’esporre come nel bastonare, che a dir poco e’ quasi incommensurabile nel suo sviluppo informativo sia delle opinioni che nelle contestazioni. Grazie per aver creato un blog cosi valido. Un cordiale saluto
Giuseppe Bonaccorsi
Caro Morabito, innanzitutto scusi per simpatico, ho sbagliato, era sfortunato.
Stamane ho scritto di fretta, non ho controllato.
Così come non ho dato l’orario di quel servizio su Rai edu1 di Domenica 2 Agosto. Le 23.00.
Niente Napal, non ne ho parlato.
Si compra l’oppio Afgano, lasciandolo coltivare ai contadini, poi si cerca in seguito di riconvertire le colture.
Si paga un prezzo alla base superiore, di poco, ma superiore
all’offerta del primo anello della filiera.
E lo si distrugge tutto, non si ipotizza come fece Arlacchi ai tempi(nominato dall’ONU per la guerra all’oppio in Afghanistan)una sovraabbondanza per le case farmaceutiche per cui non si poteva fare.
Lo si compra e lo si distrugge.
Costa, tutto ha un prezzo, ma alla fine bruciamo il prodotto finito negli inceneritori nei vari paesi industriali, quando la droga sequestrata è ormai solo deposito e i processi a carico di questo o quello si sono svolti. Economicamente costa anche di meno di come siamo ridotti a fare adesso.
Lasciamo stare le vite umane di gente uccisa dalla droga, quelle secondo cultura odierna le poche volte che se ne parla, sono coglioni che si assumono la responsabilità della scelta.
E poi non se ne parla perchè è un fenomeno trasversale, meglio tacere.
A tal proposito, rapporto UNODC di oggi.
United Nation Office for Drugs: l’Italia è l’unico paese industrializzato dove non si segnalano miglioramenti numerici nel consumo di stupefacenti.
La Droga è diventata solo un bene di consumo nella cultura contemporanea.
Da qui le mie perplessità sull’aumento della produzione annuale con la nostra presenza in Afghanistan(al di là di variazioni annue della produzione dovute al clima).
Un bene che rende moltissimo, con pochissimi sforzi(tranne che di organizzazione).
Un cliente finale che è comunque rinnovabile, morte dopo morte, un quadagno costante che non conosce fine.
Comunque grazie, ma di Napal parla Lei.
Non auspico nessun barbuto a casa mia, questo lo dice Lei.
Un mese fa, è passato un assicuratore che voleva che accendessi un ass. per la casa.
Mi ha prospettato tutti i motivi per cui dovevo farla, ultimo la sicurezza contro qualcuno che volesse entrarmi in casa. Non pensa al suo bambino? Lui c’era, è semptre con me.
Ho risposto all’assicuratore accompagnandolo vicino alla porta d’ingresso, dove tengo un bastone ginnico per rinforzarmi i muscoli delle braccia.
Molla centrale molto dura e impugnature dure ancora di più.
Una volta ci tenevo a fare esercizio, ora è solo un cimelio che tengo a portata di mano.
Non si preoccupi ho risposto, lasci che vengano.
Ma non vado a fare il guerriero in casa degli altri.
E poi Lei Morabito ha letto di fretta quanto ho scritto e perchè non temo l’espandersi di un Fantomatico Califfato.
Io non ho paura, Lei forse ha degli interessi?
Cordialmente,Ambrogio
Gentile Signor Ambrogio,
D’accordo con Lei sull’oppio che sarebbe da sradicare col napalm unitamente all’intera filiera, .
Riguardo ai barbuti impiegati contro i sovietici, come ho già avuto modo di scrivere, vista l’esigenza assoluta di impedire ai rossi di raggiungere l’Oceano Indiano via Afghanistan e quindi via Pakistan si impiegò tutto ciò che era disponibile inclusi Bin Laden e compagni.
Riguardo invece al califfato, sembrerebbe quasi che Lei lo auspichi nella speranza che i qaedisti dopo averci colonizzati diventino degli agnellini, spero di aver capito male perché se fosse come sembrerebbe la cosa più carina a cui mi verrebbe da pensare sarebbe invitarLa caldamente a trasferirsi, beninteso in compagnia di sua moglie o delle sue figlie se ne avesse, senza ulteriori indugi a godersi i barbuti ed i loro metodi nel Bay somalo piuttosto che nel Waziristan nella prospettiva beninteso che nel tempo i loro metodi e la loro natura si ingentiliscano.
Gentile Signora Marina,
Si goda il momento poiché, per la prima e forse l’ultima volta, il suo rimpianto sul perché negli anni successivi alla seconda guerra mondiale non si sia usata l’arma nucleare o anche solo la minaccia di un suo uso per stroncare il comunismo evitandoci fra l’altro decenni di guerra “fredda” mi vede assolutamente d’accordo con Lei.
Gentile Signor Francesco_P,
D’accordo con Lei sull’opportunità di favorire la ricostruzione del Paese salvo non dimenticare che quando all’indomani dell’11 settembre si riuscì quasi a sradicare il fenomeno talebani non lo si fece con le moine ma con i B52, il guaio fu che illudendosi un po’ come in Iraq nel 2003 di aver già vinto non si andò fino in fondo continuando a dar loro la caccia nelle aree tribali pakistane dando così modo ai surperstiti di riorganizzarsi per poi tornare a costituire un problema dal 2005. Adesso che i pakistani pare si siano finalmente decisi a collaborare il problema è costituito proprio da Karzai e dagli altri politicanti locali che in nome di un malinteso senso della democrazia non perdono occasione di mettere i bastoni fra le ruote delle nostre truppe.
Fosse per me tornerei a bombardare in stile 2001 badando bene stavolta di andare fino in fondo a costo di infastidire i pakistani.
Distinti Saluti,
Salve tutti. Il vero uomo,è quello ke mantiene la parola. Caro Bossi; ne hai una? i militari Italiani sono in Afghanistan, xkè è stada data la parola alla’America,tale dev’esser mantenuta! ritirarsi ora è da vili!. Parla proprio lui Bossi ke voleva difendere la sescessione a cannonate credo disse. Credo ormai è tardi;si va avanti x orgoglio di un’alleanza!nessuno vuole mandare i soldati a morire,credo è una loro scelta,visto son volontari credo.. sse vedemm gente.
Grazie del link Marista, non mi riferivo però al business della mediazione o del laudry ma a quello ben più profiquo del money lending.
Guardi, per ricambiarle la cortesia appiccico anch’io un link che, in mancanza di un ‘tabellone’ nostrano, mostra il grado di schiavismo a cui sono ridotti gli statunitensi (8/9 del globo soffrono in egual misura la gogna bancaria): c’è un debito COSTANTE e CRESCENTE che deve essere RIPAGATO con INTERESSE ai money changers, il resto è cronaca.
http://www.usdebtclock.org/
Cordialmente
Si resta in Afghanista per eliminare l’Oppio. Che poi la produzione prosegua in Messico,
Che poi la produzione rimanga in Messico….
Ma ..il Messico non è un paese molto cattolico? Che dicono le gerarchie,sempre pronte a puntare l’indice contro gli altri.Rovinare i giovani con la droga è contro il volere di DIO,o sbaglio?
è peccato solo usare il preservativo? è peccato solo avere il rapporto sessuale non aperto alla vita? è peccato solo la convivenza e il divorzio? è peccato solo non andare a confessarsi o non andare a messa? A mio figlio (8anni)avevano detto che era peccato mortale saltare qualche messa,quando non potevamo andare piangeva convinto di fare chissà quale peccato.
Ma che ci stanno a fare in vaticano? Una scelta di vita per comandare e vivere nel lusso senza piegare la schiena??
Ma non farmi ridere Franco..dai da bravo.
Nel 1917 era in corso la prima Guerra Mondiale, né Lenin né Marx e tanto meno la Rosa Luxenburg non potevano prevedere l’arrivo al potere di fanatici assassini al potere in Russia o in Cina
Non potevano prevedere…era già tutto programmato.Ma cosa credi che le rivoluzioni si decidono dalla sera al mattino?
Mi sa che quella sberla che ti ha dato il parroco ti ha un pò rimbecillito.Scusami,non offenderti,ma qualche volta mi sembri mica tanto normale sai?Qualche volta per capire quello che scrivi mi ci vogliono 3 giorni.Ciao
XX Colzani, non ho capito se il tono sel commento è ironico, lei scrive : “Mi domando allora perché questa GUERRA d’Afghanistan (così come tutte le guerre da Water – Loo in poi) è intieramente finanziata dalle banche con soldi che dovremo restituire con i dovuti interessi? Non è interesse anche delle banche eliminare il terrorismo?”
Provo a postare la tabella “ufficiale” delle operazioni bancarie per esportazione armi italiane, poi abbiamo il mercato clandestino che “ricicla” danari per armi e droga… cifre enormi, un clik, ed è fatto tutto.
E la crisi? Io me lo chiedo spesso che succede in realtà.
in formato .pdf (110 kb)
http://www.banchearmate.it/frame_home.htm
Gentilissima Enrica Garzilli. Sono andato a vedere l’articolo del Frontier Post citato nel suo blog. La cosa non mi meraviglia perché il confronto é tanto politico quanto militare.
Dall’articolo emerge la politica dei talebani rivolta a conquistare il consenso fra la popolazione, evitando eccessi e presentandosi come spinti da un’etica jhiadista del combattimento, che fa presa sullo spirito delle popolazioni musulmane. I talebani negli ultimi tempi hanno perso consensi con eccessi di violenza e punizioni sulla popolazione e pressioni feroci sui capi tribu; ora cercano di presentarsi in modo diverso, meno feroce.
La questione economica e politica é importante quanto la guerra guerreggiata e su questo fronte ho l’impressione che tanto il governo Karzai quanto noi occidentali siamo in difficoltà. Rafforzare il contingente, dotarlo di mezzi più adatti allo scenario diventato più duro, ecc., sono cose giustissime. Ma non servono se non sono accompagnate da una capacità politica e di sviluppo del misero tessuto economico di quella sfortunata nazione.
Quest’ultimo é il grande tema su cui troppo poco si sa e si discute. Eppure é quello decisivo.
Vivissimi saluti
P.S. Ho notato la vignetta del sommergibile indiano e del pakistano sulla barchetta. E’ un messaggio da corsa agli armamenti, cosa assai preoccupante perché un eventuale conflitto indo pakistano sarebbe una vera iattura e si propagherebbe rapidamente a tutto il sud dell’Asia e oltre.
Gentilissima Marina, Lei afferma “La supremazia del mondo voluta dall’URSS…eallora perchè non fermare l’URSS?”. Alla fine l’URSS é collassata per aver accumulato uno sproposito di testate nucleari (oltre 40 volte il massimo teorico impiegabile in un conflitto) e non essere riuscita più ad espandersi ad occidente. E’ la storia della Guerra Fredda, che non si tramutò mai in conflitto aperto per paura della “mutua distruzione assicurata”. Ciò non impedì guerre locali e tensioni d’ogni tipo, ma almeno siamo qui a discutere amabilmente, come pure sono ancora al mondo i russi.
La faccenda é diversa quando ci si trova di fronte a piccoli stati e dittatori che non hanno nulla da perdere. La proliferazione e la Nord Corea possono farci veramente male. Così pure nei confronti della deviazione islamico terrorista, che ha mire di conquista e di sottomissione, alla faccia della gente.
Forse Lei non si é assuefatta al mondo: per fare la gerra basta che uno la voglia, per fare la pace occorre che tutti la vogliano, per esaurimento o per convenienza.
E se qualcuno risuscisse a trovare un pianeta abitabile per costruire un mondo migliore? In breve sarebbe lo stesso, perché é la natura delle scimmie abili che le spinge al conflitto ed a semttere solo quando fa male. E vince solo chi riesce a fare più male all’avversario, indipendemente dal fatto che sia l’aggressore o l’aggredito, ammesso che si riesca a distingure.
Vivissimi saluti
P.S. Se fossi bravo a narrare ed avssi tempo sciverei il racconto di coloni del pianeta Thear, che partiti animati dalla voglia di creare la società perfetta finirono per ritrovarsi peggio di prima, con assassinii, genocidi e ricoperti d’immondizie.
Grazie a tutti per questo dibattito molto vivace e, come sempre, civilissimo. Nel frattempo la crisi politica è rientrata: la Lega ha corretto il tiro. Ciò detto, alcune delle sue obiezioni come molte di quelle avanzate da alcuni di voi su questo blog sono plausibili. Io per il momento sono contrario al ritiro, ma penso anche che la guerra non possa durare in eterno e che siano stati commessi troppi errori negli ultimi anni. Dunque: l’Italia rispetti come giusto i propri impegni, ma a condizione che ora venga elaborata una politica costruttiva, convincente, saggia, che finora è mancata. L’America ne è capace? Me lo auguro di cuore. Ma se tra qualche mese dovessimo renderci conto che poco è cambiato e che le prospettive restano quelle incerte di sempre, allora sarebbe giusto pensare ad altre soluzioni.
Grazie signor Morabito, avevo frainteso sul simpatico.
Io non avrei troppo paura di un ritorno di un Califfato.
Veda cosa sta succedendo internamente all’Iran per esempio…
Parlando invece di Afghanistan.
La spinta iniziale di questa estremizzazione islamica sunnita(datata 1982), può seguire la stessa strada.
Poi è questione di opinioni, Lei la vede nera sotto questo aspetto, io meno.
Io motiverei la permanenza delle truppe in Afghanistan solo se facessero una seria guerra all’oppio.
Ma i dati forniti dicono che dopo l’anno minimo di produzione(1996)coincedente con la quasi presa totale del paese dei primi Talebani(avevano bisogno del riconoscimento internazionale e ci provarono), ha subito una crescita via via costante.
Ora l’Afghanistan produce circa il 90% della produzione mondiale.
Se a qualcuno interessa,Domenica 2 Agosto su Rai edu1 ci sarà : Arabia Saudita, Petrolio e Religione.
Così per capirci di più, visto che le informazioni che possono fare prudere il basso ventre delle persone le passano tutte, le altre non le reputano importanti.
L’Arabia Saudita, quando la C.I.A.(Casey 1986) iniziò ad arruolare quelli che poi vengono chiamati gli Arabo/Afgani(Bin Laden e i suoi) fù ben contenta di liberarsi di questi radicali e di promuore nel mondo il suo wahabbismo.
Poi i sovietici si ritirarono, i quasi 35000 radicali sunniti arrivati sino al 1992 per combattere con i mujaheddidin Afgani contro i sovietici, persero il motivo principe per rimanere lì.
Qualcuno rimase e riuscì a influenzare il nascente movimento Talebano.
Bin Laden spaccò con la famiglia reale Saudita(ne era comunque un componente, sia pure alla lontana) per il permesso dato dai Sauditi di rimanere sul suolo “sacro” della Mecca agli Americani, durante e dopo la prima guerra del golfo.
E fece quello che fece.
Perchè Le faccio questo discorso che comunque tutti(spero) conoscano?
Perchè i 35000 radicali iniziali arrivati in Afghanistan da 43 paesi islamici di Medio Oriente, Africa settentrionale e orientale, Asia centrale ed estremo oriente erano veramente RADICALI per muoversi dai rispettivi paesi per un idea.
Quella che venne definita “una joint venture tra i sauditi, i Fratelli musulmani e la Jamaat-e-Isalmi, sotto la supervisione dell’ ISI(servizi segreti Pachistani).
Metteteci pure ZIA(presidente del Pachistan dell’epoca dei fatti di cui narro)che aprì e incentivò la nascita delle Future scuole di Corano, centinaia di nuove masadre, appena dentro il confine Pachistano, il suo generale Gul dell’esercito, che dopo la morte di Zia andò avanti convinto su questa strada e capirete perchè il tutto ha potuto permettere un attacco alle Torri Gemelle e tante altre cose.
Ma ora Signor Morabito, di quella gente, quanta crede ne sia rimasta in giro?
Io avrei meno timori, se Karzai stesso comunque,sta cercando di aprire ai Talebani in qualche zona del Paese.
Peccato che non vedo Karzai come l’uomo buono per il paese.
Troppo compromesso. Andava bene Masud, morto come ricorda Francesco-P in coincidenza con l’attentato alle torri.
Io comunque sono abituato a pensare male, la morte di Masud(l’unico che poteva avere una possibilità di riunire tutte le Etnie dato il carisma che gli derivò dall’impegno contro i Sovietici)era comunque nel piano di tenere un Afghanistan destabilizzato.
Quanto conti il passaggio delle pip-line da questi territori per quanto riguarda la nostra presenza, può essere che non sia così prioritaria come lo era allora1996/98, gli U.S. a un passo dal òlegittimare i Talebani, fidandosi del giudizio dell’ISI, poi arrivò la Clinton, la storia sulle donne, etc.etc.
Ma c’era qualcuno che premeva nell’amministrazione per legittimarli.
Mi deve far capire caro Morabito se queste forze, non esistono più.
Forze che dopo tante parole potrebbero dire al futuro presidente, probabilmente lo stesso di adesso Karzai, che ha comunque il mandato scaduto da Giugno, queste parole:
va bene Karzai, accettiamo di trattare con i Talebani.
L’Inghilterra sembra già di questa idea, gli U.S. meno, ma ci arriveranno, in fondo sono gli interessi che comandano.
Per chiudere, altrimenti mi perdo su quello che volevo dirle:
Meno paura di un Califfato che coinvolga l’Europa, perchè sono forze radicali islamizzate all’inizio, ma come tutte le cose perdono incisività nel tempo se non sentite sulla propria pella.
Si resta in Afghanista per eliminare l’Oppio. Che poi la produzione prosegua in Messico, piuttosto che in Birmania non ha importanza.
Iniziamola a toglierla da dove siamo presenti e non diamo l’impressione che dove arriviamo, questi fenomeni stranamente vadano a gonfiarsi.
Perchè se le cose continuano così, non ha nessun senso secondo me restare in Afghanistan.
Cordialmente,Ambrogio
Anche io mi chiedo, ora che i talebani hanno cambiato strategia, cosa faranno le forze occidentali. Hai visto che hanno pubblicato un libretto in cui danno nuove direttive di immagine, se così si può dire? (Scusa l’involontaria pubblicità: l’ho scritto sul mio blog
E anche io concordo assolutamente con le tue frasi finali: la guerra è guerra, sia che sia fatta per la pace sia che sia fatta per la conquista: in fondo, anche l’Occidente vuole conquistare l’Afghanistan, anche se “a fin di bene”.
Salve.
Nel 1917 era in corso la prima Guerra Mondiale, né Lenin né Marx e tanto meno la Rosa Luxenburg non potevano prevedere l’arrivo al potere di fanatici assassini al potere in Russia o in Cina e tanto meno lèvento di una Banda di imbecilli comunisti in Italia che imperversa e soffoca la Società Italiana ancor’oggi, altro che Russia e Cina.
Tuuta L’Europa si e liberata dal comunismo, mentre in Italia ci sono ancora dei “rincoglionuten” che lo auspicano.
Ma questa Marina è tutta un altra Storia, non è vero?
Salutönen
Bravo Colzani
Ma scusem neh
E poi guarda, a quel tempo
questo avrebbe permesso alla Russia di prendersianche una fetta del Giappone, le due atomiche la fermarono.
Tu uccidi la popolazione giapponese per impedire alla Russia di prendersi una fetta del Giappone?(facevano prima a uccidere Stalin e company)
PS.ha fatto bene il parroco a darti una sberla,se ero io al suo posto te ne davo di più.
Ciao
Terrorismo?
Lo scorso dicembre Baxter distribuì vaccini antinfluenzali in 18 nazioni e solo grazie alla casuale esperimentazione su alcuni furetti nella Rep. Ceca che venne scoperto che i vaccini erano contaminati con il virus H5N1.
A Baxter, OGGI, ci si rivolge per il vaccino H1N1 ed è tra i maggiori produttori mondiali al pari di Glaxo e Aventis. Non vedo marines occupare le linee produttive o droni smembrare i loro laboratori!
In Afghanistan, così come in Iraq, siamo (è concesso il plurale ad un complottista, dietrologista, comunista filoalqaedista?) entrati a mani basse sulle confessioni video di chi? Su prove schiaccianti ed inconfutabili fornite da chi? Spendiamo in guerra più che in istruzione e salute sulla base di un passaporto ritrovato tra le ceneri vaporizzate di un volo di linea credendo ciecamente ai proclami dell’Economist o del NYTimes, ma quando questi attaccano il nostro PM si trasformano in serpi complottiste e falsificatori?
Mi domando allora perché questa GUERRA d’Afghanistan (così come tutte le guerre da Water – Loo in poi) è intieramente finanziata dalle banche con soldi che dovremo restituire con i dovuti interessi? Non è interesse anche delle banche eliminare il terrorismo? Allora perché non un atto di solidarietà NAZIONALE E PATRIOTTICO e farci acquistare le bombe a tasso zero?
Quando andremo a chiedere un mutuo nel 2054 sotto il dominio saraceno, quella banca dal nome coranico Vhoin-Kul-Haat non sarà controllata dai talebani o da Alqaeda, dead cert!
i guai in Russia cominciarono nel 1917,quando il comunismo prese il potere e non lo mollò più.Quindi molto prima del nazismo e del fascismo.Perchè non fu combattuto e fermato prima? Visto che poi l’ideologia comunista colpì anche la Cina,provocando milioni di morti?
Salve.
hops, sono oramai talmente abituato a storpiare le frasi e i numeri in tedesco che scrissi 1954, invece che 1945.
Salutönen.
PS. Gente saggia i giapponesi Dekebalos.
Salve.
Nel 1954 gli Stati Uniti e la Russia erano alleati nella lotta contro i nazisti ed i faschisti.
I guai con la Russia iniziarono quando Stalin con i suoi aguzzini anche italiani, (ti ricordi del Palmiro Togliatti)tentatrono di allargare il comunismo a tutta L’Europa occidentale.
Hai ancora presente le sagre paesane del PC italiano?
Ti ricordi di tutte le processioni che si facevano a quei tempi con le più svariate Madonne, fatte appunto per debellare il pericolo del comunismi in Italia?
Montanelli un giorno disse che se le Madonne avevano aiutato non lo si poteva dire con sicurezza, fatto stà che al Governo il PC non ci arrivò.
Mi ricordo che un giorno il parroco diede una sberla perche protestai dicendo che ben venga il comunismo almeno così la finiremmo di andare in processione, avevo sette o otto anni allora.
Volevi buttare le atoniche sul Europa allora?
Quelle sul Giappone invece scossero il Popolo giapponese, facendo cadere il velo del fanatismo nipponco che avevano davanti agli occhi, altrimenti quella Guerra sarebbe durata ancora per anni, credimi.
E poi guarda, a quel tempo
questo avrebbe permesso alla Russia di prendersianche una fetta del Giappone, le due atomiche la fermarono.
Ciao.
Salutonen
Un caloroso saluto a tutti gli amici del forum.
Leggendo l’articolo proposto da Marcello mi è venuto in mente un haiku giapponese (breve poesia concentrata su una idea oppure su un sentimento): “Se vuoi andare avanti, vai avanti con decisione, se vuoi fermarti, fermati pure: importante è non esitare mai”
Cordialmente, Dekebalos
Scusi Francesco-P
evitare che il conflitto per la supremazia del mondo voluta dall’URSS diventasse guerra vera
La supremazia del mondo voluta dall’URSS…eallora perchè non fermare l’URSS?
Quando l’America sganciò le bombe atomiche sul Giappone,l’URSS non aveva ancora la bomba nucleare,e l’URSS era molto più pericoloso del Giappone,perchè non si è scelto di fermare il comunismo invece che i giapponesi??
Afganistan si…afganistan no…afganistan bho…..
Che sia il popolo a decidere se i nostri ragazzi debbano stare a morire laggiu oppure tornare a casa,
voi che dite
E allora anche i direttori delle banche (compreso il mio)sono terroristi.
Terrorista..fautore del terrorismo,chi in una lotta usa metodi di violenza e di terrore.
Fautore…chi sostiene e favorisce,favoreggiatore.
Ciao
Simone Careddu, uno dei tre militari feriti ieri in Afghanistan, ha riportato la frattura di alcune vertebre “con probabile sindrome paretica”.In pratica forse rimane paralizzato. Le bombe usate dai talebani sono le latte,o meglio, i barattoli, di pelati riempite di fertilizzane (nitrato di ammonio) e fatte esplodere a distanza.
Pure i 4 americani che sono morti sono stati vittime di bombe simili. Il nostro ministro Frattini vuole usare i supersonici tornado contro le bombe,dei pelati, dei talebani.
Io questo nemico, i Talebani, che attacca la mia democrazia non lo vedo .Vedo invece l’ Inghilterra che spronata dall’ America,(La dea della guerra) è andata in guerra conto la Germania per portare la democrazia, solito ritornello, e ha perso tutte le colonie, in pratica le ha consegnate all’ America e da “vincitore” ha perso quasi tutto. Egregi interventisti, posti vuoti in Afganistan, ce ne sono ,potete partire e colmarli. Vero Biagio Morabito ?. Non sono certo un vigliacco,anzi ho coraggio da vendere,ma fare una guerra senza senso, che senso ha?
Adesso capirete la riluttanza del popolo americano ad intraprendere altre avventure belliche in altre parti del mondo e la conseguente politica meno aggressiva dell’amministrazione Obama.
Quando si parla di politica estera forse i piu` grandi presidenti sono stati quelli che si sono esposti meno di tutti a questi confronti bellici di lunga durata.
Lo stesso Bush padre, forse uno dei piu` qualificati in assoluto in affari esteri, non si sarebbe fatto mai impantanare in queste avventure senza fine. Anche in Kuwait nel 1991, una volta raggiunto l’obbiettivo di liberare il piccolo stato del Golfo, se ne torno` subito a casa.
Purtroppo suo figlio ha ereditato la maggioranza dei geni dalla madre Barbara.
Gentile Signor Giuseppe Bonaccorsi,
Degli americani e delle ragioni per cui combattono in Asia non essendo io Americano me ne potrei anche fregare. Ma se anche me ne fregassi e non è cosi, visto che nelle intenzioni dichiarate dai qaedisti chiaramente almeno quanto lo furono quelle del Führer a mezzo del “Main Kampf” vi è l’assoggettamento alle loro balorde regole di vita o se preferisce alla shaaria ed ad una applicazione quantomeno arcaica del Corano di tutti i popoli i cui paesi dovessero essere conquistati nel ricostituire il Califfato, come già avvenne in Afghanistan o sta avvenendo oggi in Somalia e non avendo io alcuna intenzione di finire i miei giorni da barbuto il giorno che sulla scia anche delle sue dotte disquisizioni sul perché dovremmo calare le brache a partire dall’Afghanistan dovessero completare il loro disegno, francamente signor Bonaccorsi, foss’anche solo per questo di tutte le sue suddette disquisizioni su cosa sia o non sia il terrorismo non me ne potrebbe fregar di meno.
Detto questo, un paio di precisazioni:
Riguardo ad Hiroshima e Nagasaki Lei le descrive come delle pacifiche cittadine quasi di un paese aggredito dall’imperialismo americano. A tal riguardo Le consiglierei caldamente di informarsi meglio sulla politica imperiale giapponese fra la fine dell’ottocento ed il periodo delle sanzioni occidentali che portò all’ attacco di Pearl Harbor.
Per farsene un idea più realistica forse la cosa migliore sarebbe chiedere numi ai coreani ai quali ancora oggi pare rizzino i capelli al ricordo dei tempi felici della dominazione giapponese.
Tanto più che nel Giappone di quei giorni, un paese nel quale persino i bambini terminata la scuola la mattina venivano spediti nel pomeriggio a costruire strumenti bellici per la cui costruzione era richiesta manodopera le cui mani fossero di ridotte dimensioni, semplicemente non vi erano civili.
Sempre riguardo al terrorismo Lei sembra inoltre sorvolare su un dettaglio:
Quando furono sganciate le bombe USA e Giappone Imperiale erano in guerra, circostanza questa che già da sola escluderebbe che si sia trattato di un atto di terrorismo, perdipiù su iniziativa dello stesso Giappone.
Riguardo all’Iraq vorrei solo sommessamente ricordare che quel governo è figlio di elezioni alle quali ha partecipato il 75% degli aventi diritto in condizioni estreme nelle quali il semplice recarsi al voto è probabilmente costato la vita ad un certo numero di loro ad opera dei qaedisti o dei nostalgici di Saddam, circostanza che non da il diritto ne a Lei ne ad altri abituati ad andare comodamente a votare senza che la cosa non comporti alcun rischio personale di aggiungere alcunché di biasimevole.
Distinti Saluti,
A estremo male estremo rimedio. Ma proprio quella devastazione, superiore alle aspettative perché non si conoscevano gli effetti del fallout, ebbe due effetti positivi: indurre il Giappone alla resa, salvando 10 volte più vite dei morti di quelle due sfortunate città, evitare che il conflitto per la supremazia del mondo voluta dall’URSS diventasse guerra vera. E se noi europei siamo ancora vivi lo dobbiamo anche alla paura dell’olocausto nucleare. Altrimenti altro che Ungheria o Cecoslovacchia! Invasione dell’Europa. Onore al generale Curtis LeMay e a tutti i suoi uomini, perche grazie a loro noi europei occidentali non abbiamo conosciuto distruzioni peggiori da quelle inflitteci dalla seconda guerra mondiale.
Come si vede non sono d’accordo con l’inervento di Giuseppe Bonaccorsi, ne su come liquida la questione del terrorismo, come fosse una nostra colpa. L’occidente ha avuto la colpa di sottovalutare la pericolosità dei nascenti movimenti estremisti islamici e la capacità di presa sulle masse arabe.
I vari movimenti, a cui la leadership qaedista ha tentato di dare una struttura ed una direzione unica, hanno una finalità espansionista che non si limita ad imporre il califfato attraverso l’ideologia fanatica e la violenza più crudele. L’dea originale é quella di indebolire e sovvertire i governi arabi, operare il ricatto petrolifero, creare occasioni di scontro fra le grandi potenze, ma anche fare dell’europa occidentale un loro retroterra in caso di scontro con la Cina o la Russia.
Bisogna dire le cose come stanno, senza falsi pudori, ed osservare come usano l’infiltrazione tramite immigrazione clandestina e l’indebolimento grazie anche a chi sottovaluta il pericolo e non impara dalla storia recente.
Quando cito il vigliacco assassinio del comandante Massud, avvenuto due giorni prima dell’attacco alle Torri gemelle non é per retorica. Intuendo che ci sarebbe stata una reazione (anche Bin Laden sapeva che non tutti sono pacifisti) vollero liberarsi di un uomo che avrebbe potuto guidare la lotta contro i talebani con forza e coraggio a fianco dell’intervento alleato. Per qusto motivo preferisco indicare la data del 9 settembre come inizio della guerra, anziché quella dell’11, perché é stato un atto propedeutico all’attuazione del piano.
Pacifisti e dubbiosi, riflettete sul perchè una persona normalmente mite diventa determinata senza mezzi termini quando percepisce una minaccia reale e grave.
Cordialissimi saluti
Salve.
X Marina.
Scrivo a pancia, se faccio ancor più sbagli del solito fregatenem, a parte la parte umanitaria del tuo pensiero che è giusta e lodevole, mi ha colpito la tua domanda.
Chi ostacola?
È anche la tua Banca che ostacola Marina.
Tutte le Banche ostacolano, ora ascolta la voce della sapienza perche succede cusì. (ci ho messo pure l’accento sul cusì)
Si parte da una goccia, dalle dieci € rubate da un tossicodipendete o andando anocora più nel piccolo, ai 50 centesimi di elemosina che uno magari da ad un povero cristo, per strada, poca roba non ti pare?
Ora prova moltiplicare quei dieci € rubati e quei 50 centesimi per diverse centinai di migliaia al giorno che finoiscono nelle mani di piccoli spacciatori di Droga, i quali con quei soldi si pagano i loro rifornitori e siamo gia arrivati ad una bella sommetta, Tremonti lo chiamerebbe un tesoretto.
La sommetta viene incanalata da Gente inecepibile in tanti piccoli conti correnti bancari che affluiscono alla fine in un paio di conti più consistenti, come i riganoli vanno nelle roggie, le quali vanno nei piccoli fiumi i quali affluiscono nei grandi fiumi che a lora volta vanno negli Oceani. Punto!
Marina sto parlando di Metri cubi si Soldi, che per le Banche, con l’aria che tira e un guadagno immenso.
Tutti lo sanno, nessuno agisce, neanche il tuo Dierttore di Banca.
Ciao.
Salutönen
Salve.
X Marista.
Se non vado errato ci sono 3500 soldati italiani in Afghanistan.
I tedeschi ne hanno altrettanti, di cifre precise per ora non né ho,
Inoltre le Forze tedesche hanno anche un paio di aerei Tornado da ricognizione e cartografia della regione, anche notturna e tra non molto, se non sono gia in volo, dovrebbero partire altri 350 Uomini quale personale di Terra e di Volo per uno o due aerei Radar, tipo AWAC pure della Luftwaffe.
I Russi si ritirarono grazie al Generale di Brigata della quinta Brigata Moldava, Generale Lebelt, che mise fine a quell’inutile macello.
A quel tempo i Talebani erano armati e logisticamente aiutati dall’allora politica estera americana e potevano sconfinare liberamente nel Pakistan come sicuro rifugio.
Oggi invece si comprano il rifugio in Pakistan anche con i Soldi della Droga.
Un immenso aiuto logistico lo potrebbe portare il Pakistan se si deciderà a chiuder i suoi confini orientali ai Talebani, ma non lo fa, preferendo invece “albergare “ terroristi che operando dal Pakistan, attuano stragi negli Alberghi in India, ad esempio.
Almeno le pianure afgane si prestano a grandi movimenti di mezzi corazzati, su quelle Montagne invece il discorso cambia, la si tratta di combattere Valle per Valle, caverna per caverna, Montagna per Montagna, sarebbe un vero macello, ma nel vero senso della parola, un Macello che farebbe cadere in Europa un Governo dopo l’altro come se fossero dei birilli, e i Talebani questo lo sanno benissimo e chi giocano sopra.
Inoltre, per quanto sia anche negli interessi della Lega Araba portare a ragione i Talebani, non vedo nessun soldato arabo in quel conflitto e tanto meno mi pare di aver sentito che ci furono dei contributi finanziari da parte loro.
Dopo i contingenti americano, inglese e canadese, (dove proprio questi ultimi stanno pagando un alto prezzo di vite umane) quello italiano e il più numeroso.
Questo a pressapoco è il quadro della situazione.
Salutönen
I nostri soldati debbono rimanere in Afganista per combattere il terrorismo? Ma allora dovremmo mandarli in giro per tutto il mondo o quasi. Tra l’altro non potranno rimanere fiche’finira’ la guerra contro il terrorismo , semplicemente perche’ quella guerra non finira’ finche’ ci saranno Americani, Inglesi Italiani, in poche parole, finche’ ci saranno gli occidentali a dettare le regole.
Non crediate che siano solo i Talibani che vogliono fuori gli alieni, anche chi combate contro i Talibani vuole risolvere i propri problemi interni, naturalmente sono esclusi quelli che si trovano nelle prime posizioni del governo fantoccio USA, come fu per l’Iraq. Ricordiamo che molte nazioni occidentali ed orientali, tra cui l’India, la Cina e la Francia hanno bisognio di una guerra a lungo metraggio, magari in posti che non siano troppo vicini, per alimentare la vendita di armi e tecnologia, il tutto per rivitalizzare l’economia in crisi. Un sistema valido certamente, ma anche grottesco e senza scrupoli. Il tempo comunque, non dara’ragione a Bush ne ad Obama il quale ormai e’ dentro questo garbuglio fino agli occhi.
Gli Stati uniti, oggi, si preoccupano tanto del terrorismo perché dicono che per raggiungere l’obiettivo propostosi, il terrorimo si dirige principalmente contro i civili. Giusto, veramente giusto, ne abbiamo avuto un primo esempio nell’apocalittica mass destruction diretta sui civili a Hyroshima e Nagasaky, sempre per raggiungere l’obiettivo prefissato. A quel tempo non c’era Bush e la Lega delle nazioni stava dormendo sogni di gloria invece di applicare le sanzioni. Mandare oggi, truppe, (incluse quelle italiane) a ripristinare l’Ordine e la Democrazia in quella casa che ieri Bush non aveva, ma che oggi sta diventando sua con tutto quello che c’è dentro, è arroganza che traspira di colonialismo. Scotta? Troppo forte? Ma la pensano così anche il 50% delle persone che abitano ad ovest dell’Atlantico. Volete vivere in pace? Allora dovete attenervi all’attitudine dei “Timidi silenti” che promette sempre una vita tranquilla e che è la filosofia del “il silenzio è d’oro!” Non ti esporre….. mi suggeriscono. Ma non mi preoccupo; e sapete perché? Semplice! A ottantaquattro anni le reazioni politiche non mi fanno sudare freddo. Fare il pensionato, il carcerato o la vittima dei misteri politico-finanziari e mafiosi tipo affari Ustica, Mattei, e forse anche di Majorana, di Piazzale Loreto, e di Che Guevara, non mi fanno neppure un baffo!
TERRORISMO?….. vediamo come stanno le cose.
L’atto terroristico dell’11 Settembre a New York, fu considerato disumano, inaccettabile, un inconcepibile atto di terrorismo, mentre per l’atto terroristico del 6 Agosto 1945 a Hyroshima dove furono assassinati all’istante circa 70 mila civili, seguito poco dopo da un secondo atto terroristico della stessa fattura, a Nagasaki fu considerato “una normale attivita’ bellica”. Per gli Americani, quei due atti terroristici che annichilirono all’istante forse piu’ di 100 000 civili ed un numero esiguo di militari, fu un’azione Macchiavellica necessaria, mentre l’11 Settembre fu invece un’incomprensibile azione terroristica per la quale, Machavelli fu dimenticato.
Che la distruzione e l’eccidio dei civili di Hyroshima e Nagasaky perpretata dagli USA fosse “un’azione terroristica” ne siamo certi malgrado le varie definizioni opportunistiche e spesso ambighe che si vogliono dare al “terrorismo”. È risaputo che le “vittime” (della popolazione civile) sono inevitabili nelle guerre, ma una cosa e’ certa, ed e’ che le vittime possono chiamarsi tali solo se manca la premeditazione……..Il resto va’ da se.
Se vogliamo districarci dal groviglio delle interpretazioni politico-opportunistiche e rimanere nella realta’ dei crimini di guerra, che sono quelli che si focalizzano sulle eferratezze dirette quasi esclusiovamente sui civili inermi, dobbiamo scartare i corollari e tirare fuori il nocciolo. Tra l’altro, pare che i processi tipo Norimberga ed Irak, vengono applicati solo ai perdenti, cosi’ come fu il ”Guai ai vinti” di Brennus nell’ antica Roma. Direi quindi che se per far quadrare il bilancio, sotto l’egida di una considerazione onesta, si fossero applicati, per le loro efferratezze contro l’umanita’, gli stessi termini dei processi tipo Norimberga e Iraq anche alle nazioni vincenti di ieri, aremmo avuto molto meno problemi con i perdenti.
UN ESTRATTO DI ALCUNE DEFINIZIONI DEL “TERRORISMO”
Dall’Enciclopedia Britannica 2004-Terrorism.
DEFINIZIONI ANGLO-AMERICANE (Nella lingua madre).
1).Terrorism proper is thus the systematic use of violence to generate fear, and thereby to achieve political goals, when direct military victory is not possible.
2).Some definitions treat all acts of terrorism, regardless of their political motivations, as simple criminal activity. For example, in the United States the standard definition used by the Federal Bureau of Investigation (FBI) describes terrorism as “the unlawful use of force and violence against persons or property to intimidate or coerce a government, the civilian population, or any segment thereof, in furtherance of political or social objectives.”
3).The degree to which it relies on fear distinguishes terrorism from both conventional and guerrilla warfare……… Although conventional military forces invariably engage in psychological warfare against the enemy, their principal means of victory is strength of arms. This has led some social scientists to refer to guerrilla warfare as the “weapon of the weak” and terrorism as the “weapon of the weakest.”
Traduzione libera dello scrivente:
1).Il terrorismo propriamente detto e’ l’uso sistematico della violenza con lo scopo di impaurire (o indurre panico) per reggiungere obiettivi politici, allorquando non sia possibile raggiungerli con azioni militari (azioni belliche normali). “Come furono definite dai trattati di Ginevra.” (Nota dello scrivente).
2).Alcune definizioni sul terrorismo considerano tutti gli atti terroristici (presi) al di fuori di ogni motivazione politica, e come tali essi vengono giudicati come semplici atti criminali. Per esempio, negli Stati Uniti, la definizione standard usata dal FBI (Dipartimento Federale per le Investigazioni), descrive il terrorismo come “l’uso, fuori legge della forza e della violenza contro le persone e le proprieta’ con il fine di intimidire e colpire senza scrupoli sia un governo che la popolazione civile allo scopo di raggiungere un obbiettivo.
3).La distinzione fra terrorismo perpretrato da azioni belliche tradizionali e quelle azioni perpretate dalle azioni di gueriglieri, (rivoluzionari o partigiani politici) viene fatta valutando il tenore del panico prodotto, e quantunque le forze armate convenzionali spesso usino anchesse metodi psicologici contro i nemici, il loro principale obiettivo rimane pero’ quello di vincere con la forza delle armi (convenzionali????). (Nota dello scrivente: “A tutt’oggi le bombe atomiche non sono cosiderate armi convenzionali)…….Tutto cio’ ha portato adefinire le azioni guerigliere, come “Le armi dei deboli”, mentre le azioni terroristiche vengono penalizzate, considerandole come “Le armi dei piu’deboli”.
Non ci vuole molto per capire che gli USA, non riuscendo a vincere, si sono lasciati andare ad Hyroshima e Nagasaky al terrorismo tipo 1) e 2). Ma cio’ che fa piu’ scalpore e’ che a tutt’oggi l’efferratezza compiuta l’undici Settebre rimane senza l’appoggio della filosofia Macchiavellica, applicata invece dagli USA, nel pieno del suo significato, ad Hyroshima e Nagasaky.
FINALE:
Se volete farvi un’idea di come le forze tremende della determinazione e della volonta’ di vivere secondo i propri costumi agiscono e si propagano, seguitemi tra’ i missili guidati israeliani, i kamikaze palestinesi e quelli dell’Asia. Li’, incisa profondamente nel cuore di quei cittadini troverete quella stessa fede e quella stessa determinazione che umiglio’gli eserciti piu’ potenti del mondo.
Grazie se siete riusciti a leggere tutta la “catilinaria”, fara’ bene, agli Anarchici, ai Verdi, ai Rossi,ai Neri, al Pd, al Pdl, alla Bonino, a Di Pietro, ai proseliti italiani di Obama ed ai Laici, ma non fara’ molto bene a Bush.
Che l’oppio non lo consumavo io già lo sapevo.
Che sono i politici e i vip a consumarlo anche questo già sapevo.Che non riesco a capire è perchè si lascia correre e si permette che la droga arrivi ai giovani.Al di la delle responsabilità dei genitori che ci sono e tante,visto che sono i primi educatori.Non riesco a capire come fà un genitore che ama il proprio figlio a non vedere che crescendo cambia di espressione e gli occhi si spengono,come fa a non porsi domande su dove va ,che ambiente frequenta,che amici ha.Come può un genitore non essere capace di dire di no,tu quell’ambiente non lo frequenti.Al di la di questo non riesco a capire come può una società che pur avendo i mezzi per fermare la droga non lo fa.Chi ostacola?
è così difficile per un esercito armato come quello usa e nato distruggere con il fuoco le piantagioni di oppio e al suo posto mettere grano,frutta, allevamenti di bestiame? Se nessuno finanziava le scuole coraniche(e non sono stati solo gli arabi a farlo),nessun italiano sarebbe andato a combattere i talebani,perchè semplicemente non sarebbero esistiti.Tanti giovani anche americani vanno a combattere perchè credono veramente nella libertà e nella democrazia,a questi tutto il mio ONORE,però sono usati da gente senza scrupoli,li fanno morire per un ideale ,gli fanno credere che la libertà è in pericolo e loro vanno.In realtà il pericolo sono i senza scrupoli,sono questi da combattere con tutti i mezzi.Ho visto l’espressione di un soldatino USA di 21 anni in Irak,si era lasciato convincere dal reverendo della sua parrocchia,è facile influenzare i ragazzi quando sono così giovani.Diceva durante l’intervista che aveva visto morire il suo compagno durante un ‘ispezione,aveva lo aguardo spento,un ragazzo senza più gioia di vivere,ed era lo stesso sguardo che ho sempre visto nel mio nonno,ragazzo del “99″.
Basta guerre,distruggono e rovinano migliaia di persone giovani soprattutto.
Ciao e grazie per il saluto .Buona notte
Quando si parla di guerra in Afganistan, mi viene da pensare che esito infelice ebbe per i Russi, e proprio per le caratteristiche del territorio, ora non so quanti alpini e quanti bersaglieri Italiani sono laggiù, certo non quanti ne servirebbero. E considerando i su detti fatti e qualche altro dubbio, mi viene da preferire il rientro dei nostri uomini, sono anni che non si cava un ragno dal buco, e abbiamo perso degli uomini, non pedine su uno scacchiere, uomini, e se anche son soldati e tutta le tiritera.. sapevano, li pagano… io credo che si debba andare più che cauti con la vita altrui e in particolare se “l’altrui” è uno dei nostri, tanta leggerezza che mi sembra di cogliere in certe affermazioni, sinceramente: la trovo fastidiosa
Al Sig Morabito che mi schiede:
Di cosa farfuglia quando afferma che i soldati devono servire a difendere la nostra democrazia, la nostra libertà, i nostri costumi ed i nostri credo dalle italiche o dovremmo dire dalle lombarde caserme? Ripeto cio’ che ho detto, ma forse Lei non ha capito che quei soldati in Afganistan stanno rischiando la vita per una causa che non e’ quella che lei crede.
Comunque ringrazio per avermi letto. Lei almeno e’ rispettoso delle opinioni altrui anche se le opinioni divergono e si basano sull’interpretazione di avvenimenti che pur essendo tali potrebbero avere diverse origini e cause. Aggiungo che non sono ne Lombardo ne Pd ne Pdl. Ho sempre votato dal 1948 per “il buon senso”, avevo allora 23 anni ed una esperienza di guerra fratricida.
Salve.
Come al solito fai orecchie da mercante e capisci solo quello che vuoi tu, quando vuoi tu e poi ti lamenti se ti senti “qatromadone”.
Intanto l’oppio non lo consumiamo né tu né io e tanto meno lo usano Ambrogio o gli altri amici del blog.
Lo fanno i politici,lo hanno trovato perfino sui sedili dei Water al Parlamento tedesco e italiano, lo usano le “Stars” di Hollywood e di Cineciita, e quelli di San Remo, si usa come il borotalco nei salotti la dove si tira di filosofie e si parla di riformare l Umanità alla Umberto Eco, o il servizio sanitario americano, tracce se nei trovano anche nelle acque del Fiume Reno e nelle Banconote in circolazione, di sicuro non nelle nostre cucine.
E così che si riforniscono di Soldi i Talis, prima ci avvelenano pian piano e dopo cercano di sgozzarci. almeno lo fanno con quelli che rispettano, gli alltri vengono inpalati.
Con “nix buonismo” intendevo il non lasciarsi prendere in giro dagli arabi, non il senso umanitario della missione.
Che sia doveroso specialmente verso le Donne ed i bambini, che altrimenti verrebbero bestialmente usati e schiavizzati da una Banda di depravati e fanatici religiosi come i Talis, questo lo sanno anche i Sassi ormai.
Non capisco però come mai tutti s’infuocano tanto per l’Afghanistan, ma nessuno parla dello Zimbabwe,tanto per citare un esempio.
Non solo il verbo “restare” si presta a rime varie, ma anche quello “andare” non è da meno e senzàltro a rime anchor più colorate.
Più ci penso su e più mi convinco che c’è un sacco di perbenismo in tutto questo, che finche è gratuito e tocca sempre agli altri crepare, si deve sfoggiare con tanto di lacrimuccia patriottica ipocrita, e mettere in mostra, come i pavoni che fanno con le loro ruote, dannazione.
E il “modo” che comincia a non andarmi più a genio, a prescindere dal fatto che i nostri la stanno morendo, e il tutto ci costa una Barca di soldi, vengono anche insultati, derisi e umiliati, da uno che si sente very british, anche se sicuramente in Italia ha mangiato come dicevo prima per la miseria, verze e rape lesse fini al altro giorno, e nessuno dice una parola.
Anche questa è a mio avviso un’offesa non solo ai soldati italiani vivi, ma soprattutto a quelli morti in Afghanistan e non solo.
Pensaci su un momento e vedrai che non ho torto.
Ti mando pure un ciao guarda, ed è anche sincero.
Salutönen
Io qualche dubbio che sbaglia ce l’ho, caro dott. Foa.
Nulla da eccepire sul (sacrosanto?) principio che difendersi è legittimo,(lo dice anche S.M.Chiesa).
Si tratta però di capire:
1)difendersi da chi?
2)e perché?
1):
continuare questa guerra (8 anni+altri 10 quella dei russi che fa18),giustificandola col pretesto della la sicurezza contro il terrorismo islamico (dei talebani e altro), secondo me, è una colossale presa per il c.
Infatti, se in 18 i talebani non sono stati sconfitti quanti altri ce ne vorranno per farlo?
Perciò (delle 2 l’1)
2):
- o i taleb sono invincibili (in questo caso altri 18 anni di guerra non basteranno, salvo forse il ricorso alla bomba atomica…e non x scherzo…)
- o lo scopo di questa guerra non sono i talebani.
E’ proprio questa seconda ipotesi che a me sembra molto verosimile:
Che forse distrutti i talebani abbiamo distrutto definitivamente il terrorismo,(AlQueda o similari) che minaccia il pianeta? E dormiremo poi tranquilli?
I covi terroristici non si possono forse annidare in tutte le parti del mondo? (Se per es. ve ne fossero alle Maldive, bisognerebbe forse far la guerra alle Maldive?)
Io non so esattamente cosa ci sia dietro questa guerra, ma qualcosa mi dice che c’è tutto fuorché la “legittima difesa”.
O… sbaglio?
Traduco: “armiamoci e partite”
Per Paolo da Lama
Restare è strategico perchè quella è la parte di mondo più nevralgica ai fini della lotta al terrorismo
Forse la lotta al terrorismo sarebbe più efficace se si andasse a vedere dove vengono prelevati i soldi per darli ai terroristi, non trova?? Forse anche controllando i carichi di armi,che non sono mica granellini di sale facilmente nascondibili.
Non mi sembra poi così difficile la lotta al terrorismo da parte di chi è competente e sà molte più cose che noi normali cittadini.
Forse anche i giornalisti e le tv,dovrebbero farela loroparte e far ragionare le persone,cominciando con dibattiti pubblici(magari in prima serata) cominciando con una domanda:A chi giova il terrorismo? Di qualsiasi colore politico o religioso esso sia,a chi giova???
Nix buonismo neh..e allora continuate a bombardare i civili,vittime 2 volte ,dei talebani (chissà pagati da chi)e dei bombardamenti alleati(chissà mai da chi armati).E vittime pure dell’oppio,che rovina i nostri giovano oltre che i loro(chissà mai dove andranno a finire i soldi dell’oppio,mah).Forse Ambrogio(o anche Colzani) mi potrebbero aiutare,visto che io non lo posso dire.
PS.i corrotti pakis,da chi ricevono i soldi?? Così tanto per sapere..
Gentile Signor Ambrogio,
Vero, il link è vecchio di un anno e mezzo. Ma premesso che esso non si riferisce alle guerre Anglo – Afgane, l’analisi ed il genere di conclusioni a cui esso giunge, visto che da quelle parti non è cambiato granché se non in peggio ed anche se mi rendo conto che non è stato confezionato su misura per confermare gli struzzi nelle loro convinzioni, rimane anche se spiacevole assolutamente attuale.
Riguardo a Mussolini, nei riguardi del quale date le mie posizioni note posizioni su Hegel e derivati, non nutro alcunissima simpatia, il termine da me usato , sfortunato emule, era chiaramente inteso, come si può chiaramente dedurre dal contesto, “ D’altro canto è dai tempi della buonanima di Cavour o dal suo sfortunato emule dal saluto romano che pensava di spartirsi l’Europa con lo squalo nazista a fronte di qualche morto ammazzato che noi italiani cerchiamo con alterne fortune di guadagnarci a mezzo della nostra incommensurabile capacità di anticipare gli eventi un pezzo della torta sporcandoci il meno possibile le mani.”, in senso chiaramente dispregiativo.
Riguardo poi alle affermazioni dei comandanti della nostra missione, cose come quest’anno è l’anno di svolta, se né sono sentite e se né continueranno a sentire anche in futuro. Visto che fino a quando non cambierà la strategia non cambierà neanche l’andamento del conflitto e visto che ad oggi di cambiamenti se né sono visti assai pochi e sempre all’insegna del lasciare l’iniziativa al nemico, si tratta solo di vuote chiacchiere degne di aspiranti politicanti più che di un militari.
E per finire la questione fondamentale. NON SI TRATTA SOLO DI DECIDERE SE CONVENGA LASCIARE O NO LA COALIZIONE, all’insegna di quel tipico atteggiamento italico o europeo assai creativo che portò Cavour in Crimea, il Duce in Francia e che evidentemente è duro a morire.
Qui si tratta di decidere se la nostra civiltà debba essere consegnata ai barbuti consentendo loro di ricostituire il Califfato, obbiettivo pubblicamente e ripetutamente dichiarato da Bin Laden e dai suoi invasati, che al tempo della sua massima espansione includeva fra l’altro una discreta fetta d’Europa.
Distinti Saluti,
Dott. Foa, sono perfettamente d’accordo con Lei. Sottoscrivo ogni parola e sono contenta del Suo intervento.
Egr. Foa,
restare in Afghanistan è doveroso perchè prima di tutto gli impegni devono essere rispettati fino in fondo, comunque sia.
Restare è strategico perchè quella è la parte di mondo più nevralgica ai fini della lotta al terrorismo.
Restare è opportuno perchè l’affidabilità e l’immagine di una nazione passa anche attraverso questi pesanti carichi di responsabilità.
Restare è giusto perchè aiutare (anche) una popolazione a ritrovare serenità, pace e democrazia è sempre un atto irreprensibile.
Restare è sensato perchè non è detto che se tecnicamente gli USA hanno commesso all’epoca degli errori, il che è vero, si debba buttare al macero tutta la causa.
Non mi sembra che vi siano al momento troppi piagnistei. Ho assistito a reazioni molto composte dopo gli ultimi incidenti che hanno purtroppo visto protagonisti anche i nostri militari e se il riferimento va alle “uscite” degli esponenti del Carroccio, beh, fa parte dei loro funambolismi, ormai dovremmo essere abituati. Il tutto fa semplicemente parte del solito gioco leghista dei contrappesi all’interno dell’Esecutivo.
Se infine i piagnistei sono riferiti a qualche esponente della Sinistra, grillini e fascisti vari (Di Pietro) non è produttivo tenerne conto: sono i rantoli di un animale morente.
Cordialmente.
Salve.
Pensateci su bene, andarsene dal Afgahnistan vorebbe dire costringere gli Stati della Lega Araba ad agire o soccombere ai Talebani, questo vale anche per i corrotti Pakis.
Nix buonismo.
Protezione in canbio di petrolio e basta con i ricatti?
È una possibilità discutibile, però costa.
L’alternativa per loro in caso si ritiro delle Forze ONU é quella di venir sgozzati dai Talis, o pedggio ancora venir inpalati, dicono che faccia male, fischia merlo.
Salutönen
Da un lato restare per “cercare” di tenere sotto controllo la base dei Talebani e per quanto riguarda i militanti di Al Qaeda e per quanto riguarda l’oppio.E quindi cessino i piagnistei, come dice giustamente Lei Dott. Foa: chi si arruola lo fa volontariamente ora o per soldi o per amore della Patria, ma lo fa. Questo non vuol dire che a me personalmente non dispiaccia dal profondo del cuore per la morte dei soldati (italiani,americani,tedeschi ecc ecc indifferentemente).Sanno a cosa vanno incontro, sanno che non è una passeggiata e che il rischio c’è sempre e comunque. Dall’altro lato però mi viene anche da chiedermi se non fosse meglio andare via. E controllare il fondamentalismo islamico, le cellule di AlQaeda dall’interno, cioè nel nostro territorio. Non so quanto meno si spenderebbe: meno stando lì con armamenti vari o meno qui cercando di sviluppare una “intelligence” capace di scovarli fuori tutti!? Di sicuro il dubbio è lecito: e una volta andati via cosa accadrebbe in quelle lontane terre!?chi lo sa…Bin Laden e i suoi fedeli avrebbero più spazio e ancora più autonomia per accrescere il loro potere, per far ancora più danni…secondo me si dovrebbe valutare bene questa cosa e non solo in termini economici…quello è il meno…
Domandina facile facile..
è giusto massacrare popolazioni innocenti perchè a noi serve il gas per scaldare le nostre case e la benzina per poter spostarsi da un paese all’altro senza fare fatica?
Ha ragione Ambrogio,forse è meglio andare in bici o a dorso di mulo e con i carretti come fanno gli afghani.Loro (gli afghani,intesi come popolazione e non come fondamentalisti religiosi,che a quanto pare sono sul libro paga dei guerrafondai),non ci hanno mai fatto del male (a noi dell’occidente),e allora perchè devono morire sotto le bombe?
Perchè devono soffrire la fame e vivere in miseria?
Perchè qualche disgraziato con l’oppio coltivato in Afghanistan(invece che coltivare il grano e la frutta)fanno su un mucchio di miliardi rovinando al tempo stesso i nostri giovani??
Ma il cosiddetto mondo occidentale civile e civilizzato e pure democratico e cristiano è deficente??
Possibile che nessuno,ma proprio nessuno sia in grado di fermare questi gruppi o lobby varie che operano in totale disprezzo dell’uomo e di DIO??
Salve.
Difatti chiamavo il Lince, ridicolo per quel tipo di schermaglie.
Come mezzo di perlustrazione, niente da eccepire sul mezzo, che è ancora migliore per quanto un po’ differente ma più versatile del “Mader” tedesco.
Poi però ci vogliono i Panzer o gli elicotteri d’assalto che stando alle ferocie offensive critiche mosse da Ucisotti ai membri delle Forze Armate Italiane, cosi come da lui definiti, in ogni caso non servirebbero a niente.
Sempre stando a quello che dice il nostro “very British” che parla in terza persona anche di tutta la Storia britannica, come se fosse a suo tempo andato a cena con Nelson e sua Moglie in quel di Napoli o di aver combattuto al suo fianco a Trafalgar, e non di aver invece mangiato verze e rape lesse fino all’altro giorno, almeno stando al nome, nel Nordest italiano; sarebbe veramente meglio richiamare i nostri soldati a casa, che sempre stando al Ucisotti sono inefficienti, voltafaccia e opportunisti, prima che si faccio la bua o si prendano un raffreddore o magari diventino Talebani pure loro, sempre stando al pensioro di Ucisotti.
Non lo so se ci sono i presupposti, ma penso che qui siamo nell’ambito del vilipendio alle forze Armate Italiane, da Cavour ad oggi, con i Bersaglieri con tanto di Fanfara di Testa, cavolo.
Mi sa tanto che gli interessati non lasceranno questa cosa in sospeso, vedremo.
Nessuno di noi Emigranti e “dolce” con L’Italia quando si tratta, dato che non solo sappiamo, ma vediamo anche che le cose possono funzionare meglio, di dir “quatromadone” a tutta quella Banda di imboscati, di fannulloni e ruffiani vari, che corrono solo pericolo di schiacciarsi in dito con il timbro, se e quando sono in servizio,e se lo sonose lavorano veramente, avrei aggiunto io con rabbia ferocie.
Togliere però i bravi Abruzzesi dagli alpini, per citare solo loro quali rappresentanti dei militari del süd Italia e portare come esempio di sfacelo delle nostre moderne Forze Armate che mezzo Mondo c’invidia, quei quattro sergentini tutti lustri e imbrillantinati del Süd, negli anni 50/60, mi pare piuttosto, a dir poco malvagio e solo degno di un “very british” dalla faccia tosta.
Tengo inoltre a ricordare che proprio la gioventù tedesca e del parere che se la Wehermacht a suo tempo aveva avuto il buon senso di rivoltarsi contro i propri aguzzini, come fecero gli italiani allora, si sarebbero stati milioni di morti in meno anche nei Campi di sterminio nazisti, e centinaia di Città salvate, soprattutto in Germania.
Allo stesso tempo bisogna anche ricordare che Montgomery all’ombra del Generale Patton, si prense la giarrettiera reale da arrotolarsi sulla coscia destra proprio per il suo innato opportunismo e faccia tosta da very britsh.
Nix opportunismo,o voltafaccia, Onore al Popolo, che riconosce i propri sbagli e agisce di conseguenza, pagando nella Storia senza mezzi termini, di prima persona.
Il Comunismo ed il socialismo che segui è un’altra storia.
I rimasugli di quell dopoguerra nefasto sono quel mezzo gesuita dal collo tirato, i vari cinesi , Prodi e D’Alema e i Franceschini, ora cè pure un Bersani, bela roba.
Come diceva l’amico Corrado la chiamano peace-keeping, devono chiamarla così altrimenti, per lo meno per quel che riguarda le truppe tedesche che devono tornare a Casa qual ora si accorgessero che si trovano in un Conflitto vero e prprio senza laver le Armi adeguate, in quanto la Costituzione tedesca vieta operazioni belliche alla Bundesweher se non per Difesa, però anche qui in Germania le voci che avocano un armamento più consistente si fanno sempre più insistenti, come quelle (sempre più numerose) che vogliono farli riportara a casa, proprio come in Italia…ora qui è tempo di elezioni, campa cavallo.
Salutönen.
PS.
Volete fasrvi una risata? Mi sembra che tutto iil MOndo Arabo ci stia prendendo in giro, i Pakis inclusi che usano soldi ONU per combattere l`India e non i Talebani, e se i nostri, quelli da questa parte e dall’altra parte del Brennero intendo, tornassero veramnete a Casa che cavolo succederebbe? La lotta al terrorismo la facciamo meglio nelle nostre Città, quì li abbiamo sotto controllo, meglio che tra le Montage del Afghanistan.
E solo un pensiero che mi vien su ora, `ma veramente, c’e da pensarci su…ma chi se ne fraga poi dei very british?
Una domanda aleggia senza apparire. Cosa ci fà l’Italia con i suoi armati in Afghanistan? Una cosa che dovremo chiarire. Missioni di pacificazione sono accettabili. Quel tipo di missione deve essere difinita in ogni dettaglio, regole di ingaggio. Non si devono mandare allo sbaraglio vite umane. Abbiamo un esercito da sussistenza e non da battaglia. Brutte figure, non mi pare. Ognuno ha una sua caratteristica e sarebbe bene rispettarla. Lì c’è una guerra e i ns non sono in grado di farla e nemmeno glielo chiediamo. I vicini del Pakistan fanno finta di aiutarci. Togliamo le tende il più presto possibile perchè non rientra nei ns compiti fare guerre. Un saluto.
I talebani , che vuol dire studenti , in realtà sono analfabeti,imparano a memoria le preghiere coraniche. I talebani e Bin Laden stesso sono stati creati dalla Cia per lottare contro il comunismo e, se i russi sono stati vinti, è grazie agli armamenti forniti dagli Usa. Tale politica è stata realizzata da Brezinski , puparo di Obama, Graham Fuller con l’accordo del Senato usa. Ora gli usa e gli alleati combattono contro la loro creatura .. Foa sarebbe il caso di informare che la guerra per pochissimi è un affare colossale.
Un sodato veneto della grande guerra 15-18 ,marmista di vigorovea (Padova) , analfabeta , per avere pronunciato una frase simile,nel 1917 è stato fucilato.
Caro Ing. Prinzi, il mio “mercenario” non era in senso dispregiativo, ma esplicativo, mi spiego, I soldati moderni sono tutti mercenarii nel senso che lo fanno per una certa passione per l’avventura ed “altro” e per soldi(mercede) onde il termine. Per “altro” intendo qualcosa che non penso sia qui il caso di spiegare, ma a quattr’occhi o per via cibernetica le spieghero’ senz’altro. Ad majora!!!
Dando una rapida scorsa a questi commenti ho riportato l’impressione che le conoscenze in materia militare sono tra l’opinone pubblica, almeno dello stesso livello di quelle sulla problematica energetica. Nessuna meraviglia dal momento che l’informazione viene diffusa sulla stampa non specialistica in genere da incompetenti spesso nella più completa malafede.
I mezzi in dotazione ai nostri militari sono adeguati, tra i migliori al mondo. La blindo “Centauro” è stata acquistata proprio per l’impiego nel teatro afghano dallo stesso esercito degli Stati Uniti; la “ridicola Lince”, come viene definita da un commentaore in questo dibattito, è un capolavoro di ingegneria, tanto che è stata acquistata da altri eserciti, tra cui quello britannico, che, naturalmente, la impiega sotto un altro nome. Credo sia già in servizio una versione con arma remotizzata, che consente al mitragliere di brandire l’arma al riparo del veicolo, senza doversi esporre come prima avveniva. Sono mezzi in grado di operare nell’oscurità assoluta, quindi di ribaltare il vantaggio delle tenebre a favore di chi combatte la guerriglia.
Il “Lince”, a cui ho accennato nel precedente commento, ha un sistema di controllo della pressione dei pneumatici in funzione del terreno ed è in grado di mantenerla anche se la ruota è stata colpita da un proiettile calibro 12. Un piccolo particolare, significativo del grado di evoluzione di questi mezzi.
I sistemi optoelettronici al casco e all’arma individuale sono interconnessi in rete con un flusso biridezionale di informazioni. Il comandante in capo può vedere, se occorre, il bersaglio inquadrato nel mirino di un soldato lontano migliaia di chilometri e quel soldato, se occorre, può avere sul suo schermo, al casco o all’arma, l’aggiornamento generale della situazione come fosse lui il comandante in capo.
Questi sistemi consentono di fare fuoco senza esporre il tiratore; le armi robotizzate vanno all’attacco da sole guidate da un “assaltatore” che le guida e controlla a distanza tramite telecamere a bordo di radiomodelli (aerei o elicotteri) elettrici, magari gustando una bibita in condizioni di assoluta sicurezza.
Nonostante questo, in guerra si rimane feriti e si muore. Lo stesso avviene sulle strade, in particolare nei fine settimana. La differenza sta nel fatto che lo “sballo” non è una dura necessità, mentre l’uso della forza militare lo è in prospettiva della sicurezza, anche di chi muore per avere pigiato troppo sull’acceleratore dopo avere bevuto e fatto uso di “pastiglie, anche di quelle “anime candide” che aborriscono persino l’idea della forza militare.
Un appunto per l’amico Umberto Cisotti, con cui sono entrato in contatto attraverso il forum de “il Giornale”. I nostri militari sono professionisti con elevata professionalità, non mercenari. Il termine a mio avviso indica quei membri di organizzazioni paramilitari private disposti a combattere al soldo del miglior offerente. I nostri militari sono soldati altamente specializzati come solo dei professionisti possono esserlo. Anzi, per raggiungere questi livelli non possono che essere dei professionisti.
Oltre al tradizionale valore, oggi non mancano neppure i mezzi tra i più evoluti e d’avanguardia, L’aspetto su cui riflettere è invece come nel nostro Paese una tecnolgia militare di avanguardia non produca ricadute nell’ambito civile.
Al punto in cui siamo,farsi venire i dubbi sulla presenza italiana in Afghanistan richiama alla memoria mentalità e comportamenti propri di piccoli opportunisti di cui, purtroppo, l’Italia è zeppa. Bossi e compagni non sprecano occasione per riportare tutto a motivi di carattere economico, e con questo giustificare qualsiasi decisione anche in dispregio di patti e di alleanze.La verità è che da quelle parti c’è una guerra, vera e tosta, e che fino ad ora l’abbiamo combattuta con tutte le riserva mentali e materiali possibili,spacciandola da operazione di peace-keeping, trattandosi, invece, di un vero e proprio peace-enforcing. Di conseguenza, bisognerà utilizzare al meglio tutti i mezzi a disposizione, ivi compresi gli aerei, ridurre le limitazioni all’impiego delle unità (i famosi “caveat”) e, sopratutto, far sentire ai nostri Soldati impegnati in giro per il mondo la vicinanza della Nazione che ne apprezza il sacrificio e ne riconosce il valore.
Buongiorno,
piagnistei a destra e a sinistra, tra pacifisti e guerrafondai. La guerra diciamocelo, è una estensione dell’economia e non viene certo combattuta per esportare modelli democratici, la pace o per diserbare il terrorismo anzi, proprio l’Afghanistan dovrebbe insegnarci che la guerra in quelle terre fu generata dalla banda brzezinski ottenendo l’opposto, ed il crollo del muro. Un altro glorioso goal è stato quello di pauperizzare l’occidente e permettere la crescita della nuova superpotenza che già sta esportando nel mondo un modello non distante da nostro (?), ma la China è nostra amica e soprattutto partecipa ai giochi dei bank-ster internazionali.
Forse fra 30 anni Bin Laden troverà rifugio tra le popolazioni Uygur e fra 60 chissà quali altre diavolerie si inventerà ed anche allora saranno i nostri bravi ragazzi a sporcarsi le mani per garantire quella preziosissima pace chiamata Eurasia o global governance. Moriranno molti professionisti.
Caro Signor Morabito,
caro signor interventista,
non è passando un Link della difesa datato 2007 che può aiutare a comprendere.
Già il termine “sfortunato” all’emule di Cavour mi aveva fatto storcere il naso.
Se avesse usato il termine “imbecille e presuntuoso” saremmo stati più in sintonia.
Ma oggi non è necessario discutere di questi termini, ognuno usa quelli che preferisce.
Visto che è interessato agli ambienti militari, ieri ho sentito il comandante dell’area Afgana(Italiano) dire che il 2009 sarà l’anno di svolta nella lotta ai Talebani.
Visto che qui la discussione è solo se convenga all’Italia rimanere o no nella coalizione, rimandiamo le certezze sulla nesessità della nostra presenza a due o tre anni.
Ricordiamoci delle parole usate dagli strateghi dell’area oggi, perchè corriamo il rischio di risentire a periodi ciclici le stesse parole.
In Afghanistan, non è solo guerra ai fondamentalisti Talebani.
E’ guerra ad un mondo che noi non conosciamo ma che abbiamo la presunzione di riuscire un giorno a controllare.
Illusioni, solo illusioni.
Meglio accorgersene finchè il prezzo non è ancora esagerato.
Ambrogio
Secondo me, la questione è una sola. I nostri soldati non sono più di leva ma vengono arruolati su base volontaria. E si assumono in prima persona tutti i rischi connessi ad azioni di guerra in un teatro ostile. Assodato questo, però dobbiamo fare in modo che i nostri uomini, siano armati adeguatamente per respingere con perdite minori gli attacchi dei talebani. Probabilmente non siamo ancora usciti dal vecchio clichè del soldato italiano buono a combattere ma male armato e poco equipaggiato, vedi El Alamein. Abbiamo buone armi, e di produzione nazionale. Allora usiamole e vediamo di uscirne senza ossa rotte. Mandiamo carri armati, e anche aerei. L’ importante è che la politica si prenda le sue responsabilità. Altrimenti saremo ancora come nel 1940. Quando sarebbero bastate otto milioni di baionette……..
Certamente è dolorosa qualunque perdita di vite umane, ma non si può restare fuori da nessun conflitto che convolge i nostri alleati. A cosa servirebbero le alleanze se poi ci rimangiassimo le promesse alla prima difficoltà? G
Daccordo con l’omonimo Francesco. In Afghanistan gli idrocarburi non c’entrano. Ve li ricordate i due vecchi Buddha (quanti secoli avevano?) presi a cannonate dai Talebani… Forse non esiste solo lo strumento militare e aiutare gli Afghani a tornare quello che erano fino a pochi anni fa non è “imporre la democrazia”. Però tenere una posizione militare in quei luoghi è, nello stesso tempo, una follia. Non c’è mai riuscito nessuno, se la mia scarsa memoria storica non mi tradisce. Non serviranno armi più distruttive e corazze più spesse. Non credo che i Russi abbiano fatto una guerra con stuzzicadenti e fucili a piumini…
Non si può credere che la sola forza delle armi sia foriera di vittoria, non accade così quasi mai, paci durature sono frutto di diplomazie e mediazioni, non di devastazioni e lagrime.
Ci mancano troppe notizie da laggiù: le varie tribù, la popolazione, come vivono questa situazione? Mica son tutti coltivatori di oppio, la presenza degli eserciti stranieri consentirà a quella gente di avere un futuro diverso da dittature travestite da integralismo religioso?
Quando l’Italia fu “liberata” dagli Alleati, queste truppe furono considerate “di invasione” o “di liberazione”? Certo: la Storia la scrivono sempre e solo i vincitori, purtroppo.
Quando potremo trovare su una testata come “il Giornale” qualche inserto sulla cronaca e sulla storia di quelle regioni lontane ma così importanti per la nostra Umanità, crocevia e tramite di filosofiche conoscenze occidentali e orientali? Perché dopo gli anni Settanta paesi importanti del massiccio euroasiatico furono preclusi al resto del mondo (e non fu solo per evitare troppi viaggi culturali della droga)? Se così fosse, cosa vorrebbero difendere od occultare i governi islamici di quei paesi dal resto del mondo?
Gentile Signor Andrea,
Argomentazioni come le Sue si sentivano fino a qualche anno fa con riguardo all’Iraq, per fortuna non tutti fuggirono ed oggi le cose vanno decisamente meglio.
Ciò che va fatto in Afghanistan è anche li fare molto meglio non certo fuggire anche perché diversamente il paese tornerà ad essere ipso facto ciò che era prima che c’andassimo.
Distinti Saluti,
Resto perplesso di fronte all’affermazione che in Afghanistan ci si debba restare per non fare brutta figura nel mondo.
La questione fondamentale è invece se la strategia fin qui seguita sia utile a stabilizzare l’Afghanistan e trasformarlo in un paese democratico e civile. A me pare di no; non serve a nulla controllare le città principali e qualche strada, quando nel frattempo i clan dominano il contado e il contrabbando, così che l’Afghanistan produce una enorme quantità di oppio (leggasi, eroina) e ne inonda il mondo occidentale, avvelenandone la gioventù.
Se i nostri soldati (per favore, niente ipocrisie tipo l’uso del “noi”) debbono restare in Afghanistan per mantenere la situazione così com’è, non ne vale decisamente la pena. Forse bisognerebbe guardare la realtà in faccia: una guerra della durata di 8 anni, senza risultati durevoli, e che sta contribuendo alla destabilizzazione del Pakistan, è evidentemente già perduta.
Meglio risparmiare le risorse per altri scopi, ad esempio per arginare il traffico di oppio e per rinforzare i governi democratici della regione, che facciano argine.
Gentile Signor Ambrogio,
Il problema nel caso del petrolio e del gas non è il macchinone, in loro assenza per quanto oggi si dipenda da esso assai meno che negli anni ’70, dovremmo rinunciare a molto di più che a cose che oggi riteniamo un lusso, se Lei incoscientemente è dell’idea che ciò sia accettabile si accomodi pure ma non può certo pretendere che chiunque abbia un minimo di cervello la segua.
Riguardo alle alternative come nel caso dell’atto di prostituzione sottoscritto dal berlusca col predone libico con soldi e mandato elettorale disgraziatamente anche miei liberissimo di applaudire a simili scelte scellerate ma anche qui non s’aspetti alcuna condivisone.
Riguardo a dove sia avvenuto l’attacco ai nostri, esso non inficia quanto da me scritto sulla assoluta necessità di sradicare le basi talebane dalle aree tribali pakistane divenute ormai il serbatoio della rivolta tanto più che Herat anche se a nord è comunque area Pasthum e come tale costituisce un unicum con le sunnominate aree tribali, a ciò si aggiunga che da li l’infezione potrebbe allargarsi a buona parte del Pakistan con conseguenze drammatiche http://www.paginedidifesa.it/2007/termentini_071128.html .
Gentile Francesco_P,
So bene che dato l’obbiettivo strategico e dichiarato di quegli invasati ossia la ricostituzione del califfato è imperativo combattere l’estremismo islamico ovunque per non ritrovarcelo un giorno in casa e quindi per ragioni ben diverse dal petrolio.
Il problema è data dalla presenza di chi oggi al pari di Chamberlain ieri forse in nome di una malintesa capacità di anticipazione degli eventi, sembra manovrare perché ci si consegni loro mani e piedi.
Distinti Saluti,
L’incremento degli sforzi per conquistare la Somalia sono un sintomo delle difficoltà che i quaedisti stanno vivendo nelle aree dell’ovest del Pakistan e del sud est dell’Afghanistan.
S’apre un nuovo difficile fronte nel quadro della lotta contro il terrorismo. Sono alla ricerca di un stato in cui imporre la loro pazzesca dittatura teocratica ed impiantare strutture logistiche ed addestrative. E’ una situazione che mi sembra si stia sottovalutando.
Saluti
In Afghanistanci si deve stare. Questa volta sono in profondo disaccordo con Bossi, che contraddice se stesso facendo lo “struzzo” che nasconde la testa sotto la sabbia. Lasci fare queste cose alla sinistra, perché non basta cacciare tutti i musulmani dalla pianura padana. Serve combatttere la deviazione islamico terrorista, anche se ciò significa soffrire in parti del mondo lontane da noi ed accettare il dialogo con la parte non oltranzista dell’islam, tenendo presenti le loro radicate usanze così lontane dal nostro modo di pensare e ben sapendo che si tratta di un dialogo difficile, al limite della pazienza.
Afghanistan = basi logistiche del terrorismo. Quest’uguaglianza é verissima e lo abbiamo tristemente appreso il 9 settembre del 2001, due giorni prima delle Torri Gemelle, quando fu vigliaccamente assassinato il comandante Massud, il vero eroe della cacciata dei Russi.
Al Quaeda é potuta crescere, radicarsi e prepararsi all’offensiva terroristica mondiale proprio usando quella sfortunata terra come base logistica e l’oppio come una delle principali fonti di finanziamento, assieme alla speculazione finanziaria.
I talebani hanno potuto conquistare quel paese e farne la base operativa del terrore e della destabilizzazione mondiale anche per colpa nostra oltre che del governo del Pakistan. E’ storia risaputa. Colpa nostra per la presunzione di poter cavalcare un mostro ai tempi dell’occupazione russa, senza considerare la pericolosità di quell’ideologia fanatica e gli appoggi del governo pakistano, che oggi sta reagendo perché direttamente minacciato (attenti russi con l’IRAN e cinesi con la Nord Corea).
Attualmente é invece il momento di aumentare gli sforzi perchè occorre stringere la morsa sui talebani pressati da est dall’offensiva pakistana ed in vista delle elezioni. Non ci dobbiamo meravigliare della cresciuta aggressività dei talebani data l’importanza della posta in gioco. E così ben vengano mezzi più pesanti e protetti e l’appoggio aereo con possibilità di laciare attacchi su bersagli d’opportunità e su concentrazioni di guerriglieri.
Le questioni economiche e petrolifere passano in secondo piano. Egregio Biagio Morabito, 1,6 miliardi di barili sono 18 giorni di consumi mondiali, sono poco più delle modeste riserve della Basilicata e Parco del Ticino. Per di più l’area da raggiungere é impervia ed é una vera impresa far giungere e montare le apparecchiature per trivellazione ed estrazione e portare gas e petrolio alle aree di distribuzione. E neppure il gasdotto dall’area caspica all’Oceano Indiano è sufficiente per giustificare un’offensiva.
La realtà é che l’Afghanistan é troppo importante nel quadro della stabilizzazione dell’intera area per abbandonare la missione di imposizione della pace (smettiamoloa di chiamarla peace-keeping e chiamiamola peace-enforcing, com’é realmente), soprattutto da quando é partita l’offensiva pakistana nella valle dello Swat.
Saluti
Forse sono io disinformata,distratta, ma mi sembra che non si sappia molto della guerra in Afganistan, questo mi fa immaginare che non si abbiano grandi risultati eper quelpoco che percepisco , ho dubbi che abbiamo in italia da mandare molti uomini con le caratteristiche necessarie per combattere in un terreno come quello Afgano, mi son fatta l’idea che sia un terreno da guerriglia, più che da guerra, peggio dell’Iraq, ma forse è una idea solo dettata dal troppo poco che ci raccontano.
Prego Signor Morabito,
non ci siamo mai incontrati a discutere, ma io parlo di Afghanistan da quando ho iniziato a scrivere su questo Blog.
E la mia posizione è sempre stata chiara.
Fuori dall’Afghanistan.
Vero, non sono i giacimenti in sè dell’aerea Afgana ad interessare, ma il transito dalla zona Nord, Turkeministan in particolare, ma anche le altre ex-repubbliche sovietiche, che si troverebbero ad avere con l’Afghanistan “pacificato”, un corridoio aperto verso il Golfo di Oman nel Mare Arabico per la canalizzazione di Gas e Petrolio.
Questo chiaramente perchè dall’Iran non si passa e anche perchè un domani queste ex-Repubbliche sovietiche potrebbero avere uno sfogo non più solo verso la ex-madre patria.
Condisca il tutto con un pò di Oppio, il cui introito fa gola a tutti e seguendo il suo ragionamento, per non essere ipocriti accettiamo il tutto.
Areee di confine Afghano/Pachistano.
Ma Lei a presente dove sono avvenuti gli ultimi attentati agli Italiani?
Non lungo questa linea di confine ma sù a Herat e ancora più sù, quasi al confine con il Turkmenistan.
Comunque se Lei non è disposto a rinunciare al suo comodo macchinone o ad accendere la candela perchè le comodità sono irrinunciabili da parte sua, faccia come le pare.
Io di fare tre passi indietro sono capace se sono utili.
Lei per mantenere il suo tenore di vita, reputa guesta guerra necessaria.
Mi dia retta, se ci ritirassimo, si troverebbero altre formi di accordi come già in passato se ne sono trovati.
Gheddafi, l’ultimo, le dice niente?
Ma se a Lei piacciono discorsi tipo quelli di La Russa, prego si accomodi…in Afganistan ci ho mandato Bossi, La Russa, Lei sarebbe il terzo.
Nessuno deve sporcarsi le mani per me per cose in cui non credo e che credo fermamente abbiano altri obiettivi da quelli sbandierati.
Nessuno Signor Morabito può permettersi di dirmi che i nostri soldati sono giù per la pace, per noi e tutte le panzane annesse.
Nessuno Signor Morabito.
Se questa è l’Italia che vuole, è tutta sua.
Io ne sono già fuori.
Cordialmente,Ambrogio
Innanzitutto, non capisco i piagnistei dei giornali e degli italiani in genere. I soldati sono tutti volontarii e sono soldati di mestiere, un tempo chiamati mercenarii, e se non volevano correre rischi potevano andare a lavorare alle poste, dove,salvo rapine,il rischio e’ quello di schiacciarsi un dito con un timbro. In secondo luogo forse ha ragione Bossi, perche’ checche’ ne dica il Sig. Bonaccorsi, gli Italiani non sono fatti per le guerre. Storicamente hanno fatto un po’ i mercenarii, e basta, sempre inaffidabili, non finendo mai una guerra con chi l’avevano iniziata. A cio’ aggiungiamo, che con la meridionalizzazione dell’esercito, la qualita’ e’ scaduta sia a livello comandi che di forza combattente. Forse non sapete che dal 1916 in poi ai soldati meridionali non vennero piu’ date licenze perche’ disertavano. Quelli del nord, in particolare gli alpini, si sono sacrificati e sono morti per poi vedersi sputare in faccia dai socialisti a guerra finita, col risultato che tutti sapete. Quindi, parafrasando il sig. Bonaccorsi direi che in particolare l’homo italicus in divisa e’ inutile come inutili furono i partigiani ed anche i bersaglieri di Lamarmora, ma il buon Camillo Benso aveva un suo secondo fine. basta vedere quanto poco marziali appaiono i sergenti che dovrebbero essere il primo livello di comando in un esercito. Gli eserciti non si creano dal nulla, occorre tradizione di secoli e quindi e’ un problema genetico e di costume popolare, di disciplina ed organizzazione e in Italia questo manca totalmente. Gli eserciti rispecchiano il popolo e lo stato da cui provengono. Se la macchina di uno stato non funziona, non puo’ l’esercito funzionare, non e’ avulso dal contesto social organizzativo di un paese. Quindi per concludere , e’ meglio che tornino da mamma e si mettano la maglietta per evitare i raffreddori.
io credo che molti non abbiano capito o facciano finta di non capire il problema afgano. In Afghanistan si produce la quasi totalità dell’oppio importato in Europa, per cui la lotta non è solo contro i talebani ma è anche contro i signori della droga alleati ai talebani, distruggere la coltivazione di oppio è un interesse di tutti i paesi occidentali costi quel che costi. Ritengo che ci sia un costo da pagare a cui tutti vorremmo rinunciare come tutti vorremmo che non avvenissero più incidenti stradali, oppure che tutti i funzionari pubblici fossero onesti, etc. Questa è demagogia, tutto quello che si vuole ottenere si paga prima o poi, e difendere la nostra libertà dalla droga e dalla aggressività del terrorismo islamico ha un prezzo che paghiamo ogni giorno in Afghanistan e nelle varie missioni di pace nel mondo.
Un capitolo a parte merita il discorso del 1% del Pil nelle spese militari, penso che molti di questi soldi siano stati buttati in armi pagate più del dovuto e in corrutela, ma mi viene anche da ridere a pensare che al nostro Sud Italia destiniamo risorse inferiori di quelle destinate alla difesa e che oltre tutto finiscono ad aziende settentrionali che sovrafatturano le loro prestazioni e per cui i soldi stanziati alla fine non vengano utilizzati per dimuire il divario tra Nord e Sud che molti nostri concittadini con capiscono che è fondamentale per essere più, forti economicamente e rispettati politicamenete, in Europa. Capitolo a parte meritano le spese sostenute dagli Stati Uniti, certo che spendere tanti soldi per il Pil fa spavento, ma lo hanno fatto con fredda lucidità, la stessa che contrassegna chi vuole dominare da chi vuole essere dominato, certamente essere la prima potenza mondiale ha un costo ma bilanciati dagli innumerevoli vantaggi qualche controllo del mercato mondiale del commercio, delle materie prime e perchè no un’ottima pubblicità per la vendita delle armi da loro prodotte. Gli americani sono furbissimi non lasciamo mai niente al caso, basta vedere come hanno truffato mezzo mondo e come continuino ad avere un tenore di vita più alto di quello che potrebbero permettersi. A noi italiano forse l’esperienza Afgana potrà servirci per migliore l’addestramento e l’armamento del nostro esercito, a livello politico credo che abbiamo guadagnato più credibilità di tanti altri paesi agli occhi dei nostri alleati americani, mi riferisco anche alla Spagna e alla Francia.
Salve.
Davvero, sembra veramente di andare da Scilla a Cariddi, eppure tutto combacia come in un gigantesco mosaico, ed è parte integrale dello stesso minestrone di vedute e di interessi umani.
Non vedo piagnistei in Italia caro Marcello, bensì lo scontro frontale d’ideologie e d’interessi politici provinciali diversi, su un thema come quello della sicurezza nazionale che a mioo avviso, niente a che a vedere con un piccolo demagogo opportunista come il “senatur” o i mentecatti di sinistra.
Se piagnistei fossero, allora sono gli stessi che si sentono quasi giornalmente alla TV tedesca dai verdi, dai gialli e dai rossi e per Bocca di cosiddette congregazioni umanitarie varie, che ci scodellano nelle discussioni parlamentari, alla Tv, via Radio e stampa che sia.
Due parà della Folgore, feriti leggeri, volevano tornare subito in prima linea per non doverla dar vinta a quelli la, (nix solamente i Talibani, ma il terrorismo islamico in generale) e quei due avevano ragione.
Le truppe italiane hanno bisogno di elicotteri Agusta e Panzer Leopard Due e non solo di quella ridicola “Lince”, lo stesso vale per le truppe tedesche, loro hanno l’elicottero “Puma” che, con i Panzer Leopard Due, sarebbero in congiunzione del “Mader” con il suo 20 mm la giusta risposta ai Talibani.
Sissignori a nuova offesa, nuova difesa, pertanto è ora di finirla, e di “consigliare ai “Pakis” di svegliarsi.
Bush in questo non aveva torto, qui in questo caso, è L’Europa che non solo è estremamente in ritardo ma anche alquanto opportunista, e nei confronti degli americani, nix blachbirds, degli inglesi, nix very british, e dei canadesi in gererale; che fin ora hanno pagato il prezzo più alto di tutti.
Gli onori ai Caduti si devono fare, questo è doveroso, com’è quello dello Stato di aiutare i famigliari di coloro, che sacrificarono la loro vita per noi tutti, specialmente se essi hanno lasciato indietro, una Moglie e dei figli.
Molto più interessante delle nostre opinioni dettate da partitocrazie e da convinzioni, siano esse perchwe no, pure religiose o umanitarie, di sapere cosa prevede lo Stato per i Famigliari dei caduti in queste circostanze.
Salutömen.
Gentile Signor Giuseppe Bonaccorsi,
Di cosa farfuglia quando afferma che i soldati devono servire a difendere la nostra democrazia, la nostra libertà, i nostri costumi ed i nostri credo dalle italiche o dovremmo dire dalle lombarde caserme?
In Italia abbiamo gia molti più agenti di pubblica sicurezza considerando il numero di carabinieri,poliziotti, finanzieri, vigili urbani e persino forestali che in qualunque altro paese d’Europa, se poi non funzionano è fondamentalmente perché al contrario di quanto avvenga altrove da buoni impiegati pubblici preferiscono le caserme e le annesse scrivanie alla strada. Quelle stesse caserme dalle quali Lei vorrebbe che i nostri prodi difendessero forse marciando in parata sulle italiche strade fra una libera uscita ed un altra la nostra democrazia, la nostra libertà, i nostri costumi ed i nostri credo.
Riguardo poi all’ homo americanus e all’ homo europensis quando afferma che le supposte doti del secondo in fatto di percezione, ragionamento, anticipazione degli eventi e creatività, sono a dir poco incommensurabili suppongo si riferisca ai svariati secoli di guerre fratricide conclusesi con l’arrivo della pax americana che comunque siamo, specie noi italiani, ancora una volta riusciti a mettere a frutto in modo creativo delegando la difesa della nostra democrazia, la nostra libertà, i nostri costumi ed i nostri credo agli USA, al punto che in soldoni mentre noi italiani durante la guerra fredda si spendeva neanche l’ 1% del PIL per la difesa i fessi a stelle e strisce arrivarono a spendere anche il 10% del proprio GDP in discreta misura per difendere la democrazia, la libertà, i costumi ed i credo di noi europei, circostanza per che per Lei sarà si espressione di “percezione, ragionamento, anticipazione degli eventi e su di una creatività, che a dir poco, e’ incommensurabile” ma che a mio modesto avviso fu solamente espressione del più stomachevole opportunismo. Lo stesso opportunismo che vediamo in azione peraltro in Afghanistan dove le nostre truppe unitamente a quelle spagnole e tedesche in modo assai creativo tengono il profilo più basso possibile lasciando che qualcun altro salvo imprevisti, segnatamente inglesi ed americani, si occupi del lavoro sporco e ci lasci la pelle.
D’altro canto è dai tempi della buonanima di Cavour o dal suo sfortunato emule dal saluto romano che pensava di spartirsi l’Europa con lo squalo nazista a fronte di qualche morto ammazzato che noi italiani cerchiamo con alterne fortune di guadagnarci a mezzo della nostra incommensurabile capacità di anticipare gli eventi un pezzo della torta sporcandoci il meno possibile le mani.
Gentile Signor Ambrogio,
Gas e petrolio in Afghanistan? Per quello che se sa http://www.miniwatt.it/mwarchivio/mwb2006/0603_Energ_Petrolio%20in%20Afghanistan.pdf
le quantità li presenti sono una frazione di quelle presenti in paesi come il Kuwait. E di certo non sono tali da giustificare la presenza di truppe occidentali da quelle parti.
Ma se anche fossimo li per il petrolio o il gas di cui suppongo sia anche anche Lei un consumatore è in grado di spiegarmi quale sarebbe il problema?
O Lei è di quelli che ipocritamente si scandalizzerebbero il giorno che pigiando sull’interruttore di casa non vedrebbero accendesi la lampadina salvo dirsi oggi altrettanto scandalizzati
per il modo in cui qualcun’altro si sporca le mani perché Lei possa continuare ad accendere le sue lampadine o mettere in moto la sua auto senza troppe preoccupazioni?
Distinti Saluti,
Tanto più che fino all’inizio del 2005 il problema, sulla base delle perdite a partire dalla seconda metà del 2002, sembrava in via di soluzione http://icasualties.org/oef/ .
L’errore commesso è strato invece di aver permesso che le aree tribali pachistane, aree da cui peraltro essi provenivano divenissero dei santuari dei talebani consentendo al governo pachistano di spendere i circa 10 miliardi dollari, dati in aiuti militari dagli USA negli scorsi anni, al fine di rafforzare i reparti lungo il confine indo-pachistano piuttosto che lungo il confine afgano-pachistano al quale per inciso erano destinati nelle intenzioni americane. E fino a quando queste aree non saranno state ripulite con qualunque mezzo il problema non potrà essere risolto.
Distinti Saluti,
Gentile Dott. Foa,
Non è corretto affermare che per l’invasione dell’Iraq, come Lei potrà facilmente verificare ad esempio su http://www.globalsecurity.org/military/ops/enduring-freedom_orbat-01.htm , siano state sottratte truppe dall’Afghanistan il cui numero è rimasto costante per quantità e qualità durante il periodo precedente e successivo l’inizio di Iraqui Freedom.
Continua…
Mi trova completamete in accordo con la sua opinone.
La guerra è sporca, si combatte, si muore.
Mi sono trovato più volte a commentare con articoli la Parata del 2 Giugno e la Festa dell’Esercito. Ho sempre scritto, anche in relazione alla più recente ricorrenza del 4 Maggio (Festa dell’Esercito), che lo scenario che che un attento analista recepiva era quello di una guerra a tutti gli effetti, che solo grazie alla disparità tecnologica tra i mezzi e gli armamenti in dotazione alle nostre truppe e i mezzi di offesa dispiegati dalla guerriglia islamica ci aveva consentito di non subire da tempo perdite di vite umane.
I “Lince”, che all’apparenza sembrano degli “spartani” Suv militari, sono un capolavoro di ingegneria applicata ai mezzi militari; il “Freccia” un blindato di recente dotazione realizzato su scafo della “Centauro” è una sorta di “disco volante su ruote”, che consente il controllo remoto di armi robot magari guidate dagli occhi lontani di telecamere diurne e notturne che scrutano da silenziosissimi aerei ed elicotteri con motore elettrico.
Una descrizione più esauriente si può trovare in un mio articolo pubblicato su Agenzia Radicale.
Ora non ho più l’età per indossare l’uniforme con i gradi da subalterno. Ho però servito in armi come Ufficiale di complemento e per sei anni sono stato Vicepresidente Nazionale dell’Associazione dell’Arma del Genio e delle Trasmissioni. All’epoca avevo l’età ed ero impegnato nel promuovere un volontariato disposto ad impegnarsi per la costituzione di reparti di riservisti, utilizzando gli strumenti allora a disposizione.
Con coerenza sarei ancora disposto ad indossare l’uniforme (sarebbe possibile con un reclutamento nella Riserva selezionata) ed operare in quelle situazioni, dalle quali non possiamo sottrarci. Se non riusciremo a dare un minimo di struttura “democratica” a quei Paesi, a fare evolvere la loro mentalità e la loro cultura in senso meno aggressivo, ci troveremo prima o dopo ad avere di fronte tanti “iran” o “coree del nord”, sempre meglio militarmente organizzati e preparati, sempre più aggressivi, magari con ambizioni di armamento nucleare che non sappiamo come fermare, perché un’azione di forza sarebbe molto più onerosa e difficile di quella contro gli attuali miliziani talebani, eredi di quel bin Laden che ha scatenato la reazione. Bush ha sbagliato? Doveva forse offrire l’altra guancia!
La guerra è una cosa bruttissima, come è noto anche a chi solo si è addestrato a farla, per non parlare di chi la sta veramente facendo.
Possiamo ritirarci? Tecnicamente è possibile. Sarebbe però solo rimandare il prezzo da pagare che aumenterebbe a dismisura. Pensiamo all’Iran e al pericolo che rappresenta anche per noi con un arsenale nucleare che prima o poi svilupperà, con vettori ormai prossimi a colpire al cuore l’Europa e la sua propaggine meno lontana, l’Italia.
La difesa oggi non è più quella dei confini da una eventuale invasione, è una nozione molto più complessa, che richiede anche elevatissime professionalità, quali quelle possedute oggi dai nostri soldati.
I mezzi ci sono e in parte anche la copertura aerea fornita dagli elicotteri “Mangusta”. Oltre i “Tornado” penserei ad aerei da appoggio tattico quali gli AMX.
Aggiungo nota politica interna.
Bossi ha ragione, ma ha sempre pensato al suo orticello.
A lui interessa il completamento del Federalismo, prima che si formi un vacheggiato partito del Sud.
Se usa questi discorsi per fini politici interni, mandatelo a combattere in Afghanistan con La Russa.
Ambrogio
La nostra credibilità non è a rischio. Anzi, si dovrebbe dire che, grazie a Berlusconi (e non sto facendo dell’ironia), qualcuno comincia ad avvertire il peso del nuovo corso della nostra politica estera. Peccato che quest’ultima ai nostri alleati non piaccia affatto…Dal pantano Afghano dovremmo venirne fuori il prima possibile e con l’aiuto dei nostri nuovi amici
Bravo Marcello. Bossi ha ragione.
La Russa può anche andare a mettere i blindati nuovi di zecca, ma le mine la prossima volte saranno due insieme.
I blindati non serviranno a niente. Solo soldi in più per gli armatori.
Bush allora aveva altre priorità in Iraq.
Ingordo, si arrangi.
E non preoccupiamoci troppo della credibilità Internazionale.
Obama stesso parla di una via d’uscita dall’Afghanistan.
Veniamone fuori per primi.
E non dimentichiamo i motivi per cui siamo giù, quelli che il nostro Premier definisce giustamente strategici, senza nominarli.
Controllo e sfruttamento Gas e Petrolio.
Torniamo ad andare in bicicletta e fuori dall’Afghanistan.
Ci può andare La Russa.
Sarebbe più credibile con il suo pizzetto a combattere piuttosto che a presenziare ai funerali, passati e futuri purtroppo.
Ambrogio
L’abbiamo sempre detto anche su questo giornale incluso La Gazzetta del Mezzogiorno dove si diceva che i nostri soldati sono li per difendersi! Tanto per tranquillizzare le mamme. A me questo exploit fece l’effeto di una sberla in faccia. Ma ripeto cio’ che gia’ dissi in altra pagina di questo giornale:Non e’ compito, né nostro dovere, quello d’intervenire con la presunzione di essere nel giusto; ma diciamo la verita’ qual e’ il giusto? Il tempo, e le circostanze che si profilano dentro le unità etniche, come pure nei gruppi, sono le sole forze che possono modificare i costumi, riducendo al minimo i conflitti interni e consolidando le mete raggiunte. Tutti a casa, viva Bossi,noi non vogliamo esportare ne democrazia ne etica, ne costumi e vogliamo i nostri soldati a casa affinche’ ci aiutino a difendere la nostra democrazia, la nostra liberta’i nostri costumi ed i nostri credo. La differenza che c’è tra la specie homo americanus e le altre specie, è che l’homo americanus si fonda maggiormente sulle capacità fisiche e l’esperienza acquisita, mentre le classi della specie homo europensis sono create e fondate sullo sfruttamento massimo delle capacità mentali di percezione, ragionamento, anticipazione degli eventi e su di una creativita’, che a dir poco, e’ incommensurabile. Usiamo queste qualita’per riportare a casa chi ci lascio’ per cio’ che non si sa’ perche’.