Come molti di voi, mi interrogo sull’evoluzione delle Borse mondiali, che dai minimi di marzo hanno messo a segno dei rialzi record. Gli analisti spiegano che gli utili, sorprendenti, sono dovuti all’effetto scorte, al taglio delle spese, al fatto che il rallentamento avrebbe avuto effetti meno drammatici del previsto e, nel settore bancario, alle nuove norme contabili che consentono di mascherare le passività.

Ma c’è chi sostiene che il rialzo sia illusorio, perchè nei prossimi mesi l’economia sarà stagnante, con una disoccupazione record difficilmente assorbibile in tempi brevi e perchè il mercato ignora altri rischi sistemici, come quello della cartolarizzazioni legati ai mutui commerciali e alle carte di credito. Ma c’è un altro fattore che pochi considerano: i tassi a zero anzichè trainare la crescita reale dell’economia, stanno favorendo gli speculatori che possono indebitarsi senza costi. Come accadde esattamente dopo l’11 settembre 2001 e tutti sappiamo come andò a finire.

Da qui il mio dubbio: il rialzo di Borsa preannuncia un miglioramento dell’economia reale e siamo di fronte a una nuova bolla speculativa? E che ne è delle promesse di riforma dell’architettura finanziaria: è già tutto scordato? Intanto Golman Sachs e le altre banche d’affari accantonano bouns miliardari, come previsto su questo blog. Per loro la crisi è davvero passata. Ahimè.