Rieccomi a voi, come promesso e con molto piacere.  Da oggi  il Cuore del mondo riprende i ritmi normali.

Sebbene in vacanza, Barack Obama, ha sentito l’urgenza di confermare Bernanke alla guida della Federal reserve, salutandolo come colui che ha risolto la crisi, evitando una nuova Grande Depressione. Bernanke era un uomo di Bush, ma tradizionalmente nomine di questo tipo superano le barriere ideologiche, come già era avvenuto con Greenspan.

Il punto è un altro: Bernanke merita questi elogi? Sono perplesso. Più penso a quanto è avvenuto negli ultimi dodici mesi e più mi convinco che il suo ruolo meriterebbe ben altra disamina. Negli ultimi mesi sono uscite molte notizie che dimostrano come la sua vicinanza con gli ambienti bancari responsabili della crisi ha superato spesso i limiti della decenza. Fu lui ad accettare la falsificazione delle norme bancarie, lui a non opporsi alla frettolosa restituzione degli aiuti statali da parte delle grandi banche per sottrarsi ai limiti sui bonus, lui  a minimizzare la necessità di una riforma in profondità del sistema e ancora lui a opporsi strenuamente di fronte a un giudice alla richiesta, avanazata da Bloomberg di diffondere l’elenco delle banche che sono state soccorse negli ultimi mesi, con le annesse motivazioni. Sì perchè fino ad oggi nè il contribuente americano nè l’opinione pubblica sanno come come e perchè sono stati usati miliardi di dollari a sostegno del sistema bancario. Ha fatto tutto la Fed, d’accordo con il Tesoro, nel segreto più assoluto. Ma Bernanke ha perso: il Tribunale gli ha imposto di diffondere i dati, perchè una banca centrale ha il dovere della trasparenza.

Trasparenza, che parola magica. Obama aveva promesso il cambiamento, ma in materia finanziaria, l’impressione, nettissima, è che tutto sia rimasto come prima ovvero che il potere delle lobby finanziarie continui ad essere enorme, sovrastante e che molte decisioni cruciali vengano prese da un’élite ristretta, imperscrutabile, che viola le leggi della libera concorrenza, perchè chi ne è membro beneficia di informazioni privilegiate e forse addirittura, concertandosi con gli altri membri del club, di orientare i mercati, perlomeno in certe fasi; come si è visto recentemente. Con i derivati è possibile. Qualche tempo fa un trader è riuscito a far salire il prezo del petrolio di tre dollari, pensate un po’ che cosda può accadere se ad accordarsi sono una decina di colossi…

Peraltro come oracolo Bernanke si è dimostrato poco credibile. Raccomando la lettura di questo post sul sito economico Icebergfinanza: negli ultimi due anni Bernanke ha sempre cercato di abbellire la realtà non nell’interesse del cittadino, ma, come al solito, di un certo mondo finanziario. L’altro giorno ha pronosticato l’inizio della ripresa. E Obama pensa che l’economia Usa possa addirittura cresce del 2% nel 2010.

Io continuo a pensare che la crisi sia stata semplicemente tamponata, ma che le cause che le hanno provocata non siano state affatto rimosse. Stanno cercando di far tornare tutto come prima, con una sola significativa differenza: gli Stati si sono straindebitati per salvare le banche, che hanno ripreso a trastullarsi con l’ingegneria finanziaria, premiando una volta di più le logiche speculative, rispetto agli investimenti nell’economia reale.

E allora rilancio: siamo certi che non siano già state poste le premesse per una nuova crisi e che quella attuale sia stata davvero risolta? Ed è così assurdo pretendere che chi ha provocato la più grave recessione della storia debba pagare per gli errori commessi? Ma forse il sistema non è più riformabile, richiede solo dei comprimari compiacenti, come Bernanke, appunto…