Ho letto ieri questo articolo, molto interessante, di Enrico Marro su alcune anomali fiscali tipicamente italiane, secondo cui ad esempio, ben il 45% dei titolari di contratti di leasing di auto di lusso denuncia un reddito inferiore al canone annuo pagato per la vettura. Trattasi di evasori poco furbi, peraltro, perchè facilmente individuabili e infatti li stanno scovando uno a uno.

Ma proseguendo nella lettura ho scoperto quelli che vengono definiti casi esemplari di evasione, come quello “di un lavoratore autonomo che ha dichiarato 8 mila euro, con moglie a carico (redditi zero). A insospettire gli agenti del fisco sono stati alcuni acquisti in capo alla stessa donna: una Mercedes Slk, una Bmw 320 cabriolet e poi un villino per le vacanze, che si somma alla proprietà della casa di residenza. Insomma, un tenore di vita assolutamente incompatibile con un reddito familiare mensile di 666 euro. Di qui l’ accertamento che ha portato a calcolare in 36.500 euro il reddito minimo da dichiarare“.

Ma quali sono i parametri del fisco italiano? Se uno può permettersi una mercedes, un bmw cabriolet, una casa di residenza e una di vacanza, acquistati nell’arco di poco tempo, ha guadagnato senz’altro molto di più di 36’500 euro. Occhio e croce stimo un reddito reale di almeno 150mila euro spalmato su più anni.

L’Italia è davvero un Paese strano: i dipendenti continuano ad essere tartassati, gli autonomi onesti pagano, tra ritenute previdenziali e imposte, fino al 70% del reddito e vivono nel terrore di un controllo, magari per differenze di poche centinaia di euro. Chi invece evade alla grande ora sa, grazie a notizie come queste, che, se venisse scoperto, verrebbe tassato su un reddito presunto comunque di gran lunga inferiore a quello reale. Dunque, restando al caso concreto, nei panni di quell’ evasore dichiarerei 36500 euro, il minimo richiesto dal fisco, continuando a evadere sui restanti 113’500 (o forse più).

Negli altri Pesi non funziona così, ma l’Italia è un Paese a sè, che sembra prodigarsi per mortificare il senso civico dei suoi cittadini, premiando o comunque tollerando i furbi (tra l’altro con sanatorie e scudi a tassi ridicoli molto discutibili nella forma e nella sostanza) e punendo i cittadini corretti.

E poi ci si lamenta dell’inciviltà dilagante… O sbaglio?