Una lezione dalla Germania (anche per l’Italia…)
Se ripercorriamo le ultime grandi elezioni nei Paesi europei individuiamo una costante: più che le idee vincono i leader, anche dove non c’è il presidenzialismo. Mi spiego: fino a pochi anni fa il voto cosiddetto di “bandiera” era predominante. La maggior parte degli elettori votava tendenzialmente per lo stesso partito -o lo stesso schieramento - e le differenze erano determinate da quello di opinione, anche di piccole dimensioni.
Ora invece l’elettore è più “liquido”, meno ancorato agli schemi classici, da un lato perchè è cambiata la struttura della società, dall’altro perchè le differenze ideolgiche tra i partiti moderati di centrodestra e quelli di centrosinistra ormai sono minime. In questo contesto il sucesso viene determinato sempre meno dai programmi, ma, sempre di più, dalla personalità del leader. Vince quello più affascinante, carismatico o quello in cui l’elettore medio può più facilmente identificarsi. Obama è l’esempio più evidente di queste tendenze, confermate anche da Sarkozy in Francia, Zapatero in Spagna, Blair in Gran Bretagna fino a quando è rimasto in sella.
Il voto in Germania va nella stessa direzione, sebbene con qualche variazione. La Merkel ha vinto, pur vedendo diminuire i consensi, perchè, pur non essendo magnetica, è rassicurante, stabile, solida; virtù apprezzate in periodi di crisi. L’Spd invece ha puntato su un leader incolore come Steinmeier e non solo ha perso, ma è precipitata ai minimi del dopoguerra. Il suo tracollo è stato aggravato dall’incapacità di formulare una risposta originale, articolata e convincente a una crisi economica che in teoria avrebbe dovuta avvantaggiarla, in quanto forza politica che difende la socialità e i ceti più disagiati. Gli elettori tedeschi non hanno trovato nulla di nuovo nei suoi programmi e hanno preso altre strade.
Quali? I veri vincitori delle elezioni sono i partiti che hanno una linea netta, chiariamente identificabile e un leader dalla forte personalità. I liberali con Westerwelle, Die Linke con Oskar Lafontaine e, in misura minore, i Verdi.
Quanto accaduto in Germania dovrebbe far riflettere tutti i partiti in Europa e il Pd in particolare: Franceschini e Bersani sono due politici grigi, prevedibili e da troppo tempo sulla scena proprio come Steinmeier. Appena li vede in tv, l’elettore sbadiglia. E in questo periodo di stagnazione economica, il Pd è stato incapace di proporre una sola idea convincente. C’è il vuoto tra i banchi dell’opposizione.
Avanti così e il Pd finirà come l’Spd, forse anche peggio. O sbaglio?

Caro Marcello,mi piace il tuo blob e trovo molto interessanti gli interventi dei tuoi lettori. Mi fermo solo un istante sul “fenomeno” Obama, che aveva fatto pensare ai comunisti nostrani, il cui cronico livore gli impedisce sempre di discernere la realtà, di avere finalmente un compagno “comunista” per di più nero (in verità non del tutto nero, visto il colore latteo della madre), alla guida degli Stati Uniti. Non tenevano presente, o forse non potevano, che Gli Stati Uniti, con o senza presidenti neri dalla promessa facile, è il regno della libertà democratica, di quella libertà che nemmeno può immaginare chi pervicacemente e nonostante i clamorosi e vergognosi crolli, si ostina ad ispirarsi ad un “regime” (il paradiso sovietico, oggi sostituito dai vari regimi dittatoriali non meno tirannici e sanguinari) che ha fatto tanti morti innocenti quanto quelli provocati dei nazisti.Passo alla Spagna, paese di cui ti ho scritto nel mio messaggio precedente, buttato giù in fretta, con molti errori di battitura,per dire al lettore che parla di un milione e mezzo di disoccupati italiani, la cui incazzatura collettiva, secondo l’amico scrivente,
potrebbe galvanizzare l’attenzione di qualcuno che conta, o quanto meno suscitare l’attenzione dell’opinione pubblica. Mi chiedo allora quale effetto devastante dovrevve avere un ipotetico - quanto improbabile - corte degli attuali 4.200.000 disoccupati spagnoli, il cui numero continua inesorabilmente ad aumentare mentre sto scrivendo. E se al corte si aggiungessero gli oltre 600 negozi che chiudono giornalmente, le migliaia di lavoratori autonomi (la spoina dorsale dell’economia) che abbandonano l’associazione perchè non sono in grado di pagare i circa 500 euro al mese che gli vengono richiesti per avere diritto a stare con le mani in mano,visto che il lavoro dipendente si sta riducendo a zero? Zapatero annaspa, sfoggia atteggiamenti trinfaluistici, ma non sa che pesci prendere. Finito il lauto margine economico e il patrimonio di valide relazioni internazionali, dopo aver consumetao in provvedimenti settari di pura conservazione elettorale, adesso che le casse spagnoe sono vuote, aumenta l’Iva. Ma la cosa più assurda è che per mandare avanti in certi momenti particolari la sua gestione (vedi per esempio quando gli Usa vennero da lui oltraggiati, quando durante la parata militare del 12 ottobre - festa nazionale spagnola - non si era alzato come il re e come tutti gli altri al passaggio della Bandiera USA inclinata in segno di lutto per l’attentato alle Torri Gemelle, anzi era rimasto provocatoriamente seduto in modo sprezzante con le gambe accavallate, isultando non Bush, ma tutto il popolo americano così duramente colpito dalla più grande tragedia della storia contenporanea), ebbene, ripeto, per mandare avanti la sua gestione fallimentare quando giustamente gli USA non lo vollero al G20, non esitò a piagnucolare per farsi accettare e poi - udite, udite!! - accettando il posto libero che, per pura pietà, ma anche per convenienza politica, gli ha ceduto il Governo di Destra di Sarkozy. Insomma, al G20, Zapatero sedeva, non so con quale coraggio, su uno scranno “fascista”. LO stesso governo che “gli” arresta i terroristi dell’ETA sul confine franco-spagnolo e gleli spedisce imballati e pronti per la galera. Analogamente sta accadendo adesso,con le varie fabbriche di automobili straniere ubicate in Spagna, che purtoppo e non per colpa loro, livenziano massicciamente gli operai. Ebbene,di frnte a diverse fabbriche che chiudono, una sola, quella della Renault di Valladolid, una fabbrica francese e quindi di destra, ha offerto a Zaoatero di mantenere in pianta le maestranze per produrre nel giro di DIECI ANNI (tanti quanti ce ne vogliono per assicurare qualche vantaggio per le prossime elezioni), una non ben definita macchina elettrica e un motori a basso consumo. Anche questa volta, sia pure in modo localizzato e basato sul futuro, il superbo Zapatero si salva - sia pure in picccola parte - grazie alla tanto deprecata destra. La destra di quello stesso Sarkozy che, al posto di Zapatero, si recò perconalmente nel Chad per salvare quatro hostess tenute inn ostaggio.Incongruenze, che potrebbero perfino essere capite, anche se non accettate, se il governo spagnolo avesse l’umiltà di ammetere che una cosa è stare all’opposizione, generando malesseri, alimentando invidie, riesumando vecchi rancori, e una cosa è Givernare, rispettare tutti, anche quelli che non la pensano come loro. Anche in Spagna, di fronte ad una resa dei conti come il fallimento della politica ecomnomica e della politica estera, si risponde con battaglie giudiziarie (come strumento politico), sicuramente legittime, ma puntualmente a cronometro, nei confronti del partito avversario. Nulla di nuovo sotto il sole. Anche quando lo strumento giudiziario, sistematicamente in mano alla sinistra, viene usato per spdestare il potere eletto legittimamente dalla maggioranza della gente. Le sinistre e le destre, vivono questa eterna situazione, dovunque avvenga il loro confronto. Un caro saluto. Quando hai un minuto mi piacerebbe salutarti a voce. +34 670030227
@ Francwsco P
Per risponderle, elencherò i maggiori problemi del paese, riconosciuti dal Pd: crisi economica, disoccupazione, costo della vita, costo delle case, istruzione, ricerca, sicurezza sul lavoro, pluralità di informazione.
Sui contenuti è ben messo. Il problema è nella forma con cui si presentano agli elettori e nel senso della decenza: ricordiamoci come è passata la norma sullo scudo fiscale.
L’attuale maggioranza disattende questi problemi. Non mi chieda di elencare come, per favore. E’ sotto gli occhi di tutti.
Caro Dekebalos
abbiamo le stesse vedute;
io stesso, deformazione professionale, sono un irriducibile ottimista. Ma quando vedo la truffa, come nel caso degli eurosauri di Bruxelles, mi limito alla stretta di mano ed evito i preliminari, un pò come con la suina.
L’idea dell’Europa unita è grandiosa come grandiosa è l’idea della globalizzazione. Sono i demiurghi che l’hanno confezionata che la resero demoniaca.
Penso all’obamificio post-Bush e alle falciate date alla democrazia USA, ai milioni di Obama supporters che piangevano il giorno della vittoria e che hanno ricominciato a piangere con l’obamageddon.
L’Europa ed i suoi imperatori hanno qualche secolo d’esperienza in più.
Varrà qualcosa?
Cordialmente
Gentile colzani,
E’ chiaro a questo punto che la discussione può andare avanti solo sulla base di interpretazioni che ognuno di noi, tenendo conto della propria esperienza personale, trova nel testo del trattato. Riflettendo al paragone con la fede, devo dire che sono tre le cause che mi porta ad essere un euro-ottimista:
1. la Romania si trova nell’Unione dal gennaio 2007, quindi non ha avuto il tempo materiale per sperimentare le delusioni che un Paese fondatore, come Italia, ha avuto (purtroppo) modo di affrontare.
2. storicamente parlando, i rumeni hanno visto nell’integrazione europea un obiettivo, su quale hanno lavorato molto e sodo. Questa integrazione rappresenta il mezzo per assicurare un grado di civiltà e di benessere economico visto e ambito nell’Occidente, negli anni della Guerra Fredda.
3. L’integrazione nella Unione europea rappresenta per noi una garanzia che non si torni più ad un regime non democratico e che riusciamo ad avere padronanza sul nostro destino.
Per questo che sono un euro-ottimista e, come me, ci sono milioni di cittadini dei Paesi dell’Est Europa.
Cordialmente,
Dekebalos
Caro Dekebals
Apprezzo davvero la sua fede, ai limiti del religioso, ma mi permetta di spiegare meglio rispondendo alle sue tracce:
i parlamenti nazionali potranno venir maggiormente COINVOLTI dal parlamento europeo, il quale attingerà dal grado di coinvolgimento dei parlamenti nazionali ma che non avrà FACOLTA’ di legiferare, bocciare o ratificare. Naturalmente queste libertà vengono concesse per “accrescere la legittimità dell’Unione”. Diabolico.
Che il parlamento europeo venga eletto direttamente a questo punto è ininfluente.
Davvero contraddittorio poi è il grado di trasparenza che durante gli atti propedeutici ed il processo di ratificazione era inesistente per poi apparire d’incanto il giorno in cui questa democratica unione comincerà a lavorare. Lei ci crede?
Sull’iniziativa dei cittadini ho già espresso i miei dubbi ma per meglio spiegare il peso che occuperà all’interno del trattato mi conceda il paragone con le ultime parole che vengono concesse al condannato a morte, inutili, volgari e disperate. più di ogni altra cosa inascoltate.
In ultimo, l’UE ha competenza ESCLUSIVA per emanare direttive e concludere accordi internazionali quando previsto in un atto legislativo dell’Unione. L’atto legislativo è competenza del consiglio europeo! penso alla Clausola di Solidarietà, che obbliga tutti i paesi dell’Unione, anche se in disaccordo, a partecipare ad azioni militari, alle guerre di aggressione ed alle missioni di pace in paesi terzi senza che esista diritto di veto per i paesi che non sono d’accordo. Senza alcun dibattito pubblico, senza dibattiti nei parlamenti nazionali, l’UE diventa una alleanza militare con chiamata alle armi coatta per interventi fuori dai propri confini
Leggevo in merito all’SLSG: Apre il Capo in esame l’art. 61 (che riporta per intero l’art. III-257 del Trattato costituzionale), secondo il quale l’Unione deve realizzare lo SLSG “nel rispetto dei diritti fondamentali” e “dei diversi ordinamenti e tradizioni giuridiche degli Stati membri”. Abbiamo, da un lato, il collegamento con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, non più integrata nella parte II del Trattato costituzionale, ma resa vincolante dalla Dich. n. 29, e il rispetto delle prerogative nazionali in settori strettamente connessi all’esercizio della sovranità nazionale.
L’art. 66 riproduce letteralmente la formula dell’attuale par. 1 dell’art. 64 del TCE. In particolare, gli Stati non hanno una competenza esclusiva, potendo anche le istituzioni emanare norme a salvaguardia della sicurezza e del mantenimento dell’ordine pubblico (espressioni che compaiono anche in altri articoli del TCE nonché nell’art. 33 TUE); agli Stati è tuttavia così consentito di adottare provvedimenti in deroga al regime comunitario.
Così come nel Trattato costituzionale, agli articoli 65 e 66 viene utilizzato il concetto di “sicurezza interna” in antitesi a quella di “sicurezza nazionale”, che all’ art. 66 bis, richiamata nell’art. 4 TUE riformato, riguardante le identità nazionali degli Stati membri (allegato 1 al mandato, punto 4), resta di competenza esclusiva degli Stati, quindi un limite GENERALE all’esercizio della competenza dell’Unione. L’art. 66 bis riconosce agli Stati membri la «facoltà» di organizzare «tra loro e sotto la loro responsabilità» forme di cooperazione e coordinamento, nel modo ritenuto più appropriato, tra i dipartimenti competenti delle rispettive amministrazioni responsabili per la salvaguardia della sicurezza nazionale, in sintesi intelligence fintantoché questa non si strutturerà a livello comunitario.
Grazie e buona serata
Per la politica estera un ultimo copy/paste
:
Domanda:
Il trattato di Lisbona riduce la capacità degli Stati membri di condurre una politica estera autonoma?
Risposta:
No, l’Unione europea è chiamata ad intervenire soltanto quanto serve un approccio coerente sulla scena internazionale. Alcune questioni di politica estera possono infatti essere affrontate meglio da un’azione comune degli Stati membri dell’UE.
La figura di alto rappresentante non crea nuovi poteri, ma ha la funzione di snellire l’azione esterna dell’UE per evitare doppioni e confusione. L’alto rappresentante opererà sulla base di decisioni prese all’unanimità dai 27 paesi europei. Ha il compito di completare e non di sostituirsi alla politica estera o agli sforzi diplomatici degli Stati membri.
Buona serata,
Dekebalos
Gentile colzani,
Che bello questo dialogo con lei, veramente costruttivo.
Ho dato un’occhiata sul sito ufficiale, che forse lei già conosce: http://europa.eu/lisbon_treaty/index_it.htm
Il passaggio che riguarda la morte, la pena di morte e le insurrezioni, difatti rappresenta un area grigia e, direi, in contraddizione con lo spirito del resto del trattato. Qui lei ha ragione.
Faccio anch’io copy/paste:
Un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali : i parlamenti nazionali potranno essere maggiormente coinvolti nell’attività dell’UE, in particolare grazie ad un nuovo meccanismo per verificare che l’Unione intervenga solo quando l’azione a livello europeo risulti più efficace (principio di sussidiarietà). Questa maggiore partecipazione, insieme al potenziamento del ruolo del Parlamento europeo, accrescerà la legittimità ed il funzionamento democratico dell’Unione.
Il Parlamento europeo invece viene eletto direttamente:
Il Parlamento europeo, i cui membri sono eletti a suffragio universale diretto ogni cinque anni, rappresenta i cittadini degli Stati membri.
Anche la trasparenza migliora:
Sia i parlamenti nazionali che i cittadini potranno, d’ora in poi, prendere direttamente conoscenza delle decisioni prese dai membri del Consiglio di ciascuno Stato membro, dal momento che saranno resi pubblici tutti i dibattiti e le deliberazioni del Consiglio in materia legislativa.
per non parlare della democrazia partecipativa:
I cittadini europei dispongono già oggi di una grande varietà di strumenti che permettono loro di informarsi e partecipare al processo politico comunitario. A questi si aggiungerà la cosiddetta iniziativa dei cittadini. Con questo nuovo diritto di iniziativa, un milione di cittadini europei, di un certo numero di Stati membri, potranno invitare la Commissione a presentare una proposta nei settori di competenza dell’UE
Cordialmente,
Dekebalos
potremmo regalare ai nostri figli il tanto agognato novo ordo seclorum.
Sempre ammesso che ai nostri figli piaccia il nuovo ordine mondiale.Praticamente da quel che ho capito io ,sarà una dittatura mondiale e si avvererà il famoso volere di Dio,il mondo in mano al suo popolo prediletto,e se questo mondo si opporrà al volere di Dio allora ci saranno vendette e genocidi spietati e terribili contro chi non vorrà inchinarsi e sottomettersi al dio della bibbia e del suo popolo eletto o del corano (che è la stessa cosa).
Un cordiale saluto
Gentile Dekebalos
Perdoni la mia ignoranza ma non vedo dove il Trattato abbia mirato ad eliminare queste anomalie considerando che stiamo ratificando ancora la prima ed unica risoluzione del Trattato di Lisbona. Inoltre non capisco dove, in quale parte del Trattato si evinca che i singoli parlamenti avranno più peso nel legiferare e che in politica estera godranno della medesima indipendenza.
inoltre:
Il presidente viene eletto a maggioranza qualificata senza approvazione del parlamento
Il consiglio europeo chiede consiglio al parlamento (non eletto direttamente) senza che questo sia vincolante
La bce diviene un ISTITUZIONE UFFICIALE
In francia e germania addirittura il trattato venne ratificato senza che questo fosse noto e molti stati ratificarono il trattato prima del 9 maggio 2008, data della sua consolidazione.
Ciò che più mi turba è un passo dell’art 49b(51) Tue (allegato all’art.): [copia & incolla]
a) articolo 2, paragrafo 2 della CEDU:
“La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario:
(…)
c) Per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione”;
b) articolo 2 del protocollo n. 6 della CEDU:
“Uno stato può prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra; tale pena sarà applicata solo nei casi previsti da tale legislazione e conformemente alle sue disposizioni …”.[fine]
ma più indago e più sono confuso
un lavoro ben eseguito da G. D’Estaing
cordiaità
Caro colzani,
Non per fare polemica, lei sa che non sono quel tipo, ma sono una serie di cose che non mi tornano.
Prima di tutto grazia per avermi riassunto la storia di questo trattato. Infatti non sembra per niente un processo trasparente. Il Parlamento che approva un legge senza essere a conoscenza del contenuto, anzi, marchiandolo come illeggibile … questo non è un comportamento di un Paese europeo.
Secondo me, il nuovo trattato punto proprio ad eliminare queste anomalie. Infatti, i Parlamenti nazionali avranno più peso nel legiferare le norme europee, sia come durata di tempo necessaria alla comprensione di un testo redatto a Bruxelles, sia come la novità introdotta che potranno essere loro stesse a promuovere una legge europea. Immagini Italia e Spania che obbligano la UE di prendere certe decisioni.
Anche il meccanismo della doppia maggioranza, con cui si impedisce ad alcuni stati (tipo Germania) di prendere il controllo dell’intera UE nasce per rendere più equo la spartizione del potere.
I crescente peso dei singoli Parlamenti nazionali sono un argomento contro la sua preoccupazione di uno stato sovra-nazionale. Anche l’attuale ministro degli esteri vede la sua posizione diminuita con il nuovo trattato. Ovviamente i singoli Paesi continueranno a godere piena indipendenza nella politica estera. E’ questo un bene ? Sinceramente non lo so: a volte il principio “più voci ci sono meglio è” sembra vincente.
Come ultima cosa le dico che l’imperatore, come lo chiama lei, ha comunque una vita politica breve: viene eletto ogni 2 anni e mezzo. Meno di qualsiasi governo europeo, dove la durata minima tra le elezioni è di 4 anni.
Riassumendo, devo ammettere che non so più se questo trattato è un passo avanti per la costruzione della casa comune europea. Vedremmo sul campo se funzionerà: a volte (vedi ad esempio l’attuale crisi finanziaria) la teoria sviluppata al tavolino non trova un riscontro positivo nella realtà. I prossimi anni ci diranno se questo trattato funziona e rende la vita politica europea più democratica (come promette) oppure no.
Un caro saluto,
Dekebalos
Caro Dekebalos,
quando in quel di Laeken nel ’01 venne buttata giù la prima parte della costituzione, venne commesso un grosso errore, e cioè quello della trasparenza. Ognuno poteva prendere il testo e interpretarlo. E’ con il 2005, quando francesi ed olandesi bocciarono con due referendum la nuova costituzione che finalmente la vera europa si sarebbe delineata. La tecnocrazia pensò bene di riunirsi segretamente in quel di Lisbona ad apportare modifiche alla costituzione e di fatto crearne una di estrema difficoltà interpretativa. Tale trattato avrebbe dovuto poi ricevere l’ok dei 27 paesi membri attraverso i rispettivi organi governativi. No referendum. Fu così per esempio che una tranquilla mattina del 8 agosto 2008 – l’inaugurazione delle olimpiadi – che venne ratificato dal parlamento italiano, e nessuno dei votanti era a conoscenza dei contenuti delle quasi 3000 pagine frutto del Teu del tfeu e del trattato di nizza, il tutto correlato da allegati e richiami a protocolli, concordati e commi che insieme rendevano la neonata costituzione impenetrabile anche ai migliori costituzionalisti. Forse ci siamo dimenticati delle parole di Amato il 12 luglio del 2007: “Fu deciso che il documento fosse illeggibile, poiché così non sarebbe stato costituzionale (…) Fosse invece stato comprensibile, vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum, perché avrebbe signifcato che c’era qualcosa di nuovo” (!!!)
Ora l’Irlanda, dopo la denuncia di Crotty, votò unanimemente contro ed oggi, grazie al ricatto economico e oltre 20 milioni di euro spesi dalla UE in campagna informativa (settimana scorsa ogni quotidiano irlandese aveva allegato un opuscolo per gentile concessione UE sull’armageddon che l’Irlanda avrebbe affrontato se fosse rimasta fuori dall’Europa – se fosse rimasta fuori e non se il progetto di centralizzazione dei poteri fosse stato bocciato!), si trova a dover votare ancora ciò che bocciò precedentemenmte. Democraticamente il referendum è stato vinto e questa volta però non verrà ripetuto!
Il Trattato crea le basi legali per un grande Stato unico con poteri sovranazionali a tutto campo, con leggi che saranno superiori a qualsiasi legge degli Stati membri (dichiarazioni 17 & 27) e i parlamentari dovranno fare gli interessi di questo superstato prima ancora di guardare quelli dei rispettivi (8c Teu) e dovranno interpretare la legge in accordo con questa costituzione. Vediamo invece chi legifera: la commissione europea, non direttamente eletta da noi ed il consiglio dei ministri anch’esso come sopra. Pensi che il parlamento europeo non potrà legiferare, approvare leggi o bocciarle e verrà totalmente escluso dal deliberare su 21 settori essenziali. Pensi solo che in un anno oltre 250 proposte di legge sono state bocciate da parlamenti nazionali e per oltre 250 volte la ue ha ignorato il volere “federale”.
L’iniziativa dei cittadini è lo sportello aperto ai cittadini per lasciare una parvenza di democrazia a questo tirannico moloch, cioè mandateci i vostri commenti e suggerimenti e verranno interpretati in legge!
Detto questo le dirò che io sono favorevole a questo superstato dai poteri forti e centralizzati, dove vengono sfoltite le macchinose e estenuanti campagne democratiche, dove finalmente l’Europa guarderà al profitto ed al GDP e non si perderà dietro a reazionarie battaglie per i diritti, dove finalmente potremo anche noi appropriarci di una fetta di medio oriente ed africa, il g4 diverrà finalmente una realtà ed i tre blocchi si assomiglieranno a tal punto che, introdotta la moneta mondiale e centralizzata la finanza a basilea, potremmo regalare ai nostri figli il tanto agognato novo ordo seclorum.
Che poi l’imperatore si chiami Blair piuttosto che Verdi, poco influerà sulla sua vita.
cordialità
Gentile colzani,
Vediamo in concreto cosa porta di nuovo il Trattato di Lisbona:
1. la possibilità dei Paesi aderenti di uscire dall’Unione Europea. Finora si poteva solo aderire.
2. Aumenta il ruolo dei parlamenti nazionali, che avranno più tempo a disposizione per esaminare le direttive europee.
3. Il ministro degli esteri tornerà a chiamarsi “alto rappresentante della politica estera…” Presumo che anche il suo ruolo sarà diminuito.
Sinceramente non mi sembra un rafforzamento dell’Unione Europea. Apprezzo invece questo punto:
4. Una voce più forte per i cittadini: grazie alla cosiddetta “iniziativa dei cittadini”, un gruppo di almeno un milione di cittadini di un certo numero di Stati membri potrà invitare la Commissione a presentare nuove proposte.
… cosi i Paesi con difficoltà migratorie (Italia, Spania, Grecia, Malta, ma in un futuro anche quelle dell’Est Europeo) possono unirsi e obbligare la Commissione di prendere decisioni sull’immigrazione.
Il fatto che Tony Blair potrebbe diventare il primo presidente è risaputo che la Merkel non lo appoggia (giustamente, è ridicolo un presidente dell’Unione un rappresentante di un Paese che non aderisce completamente) Vedremmo se Sarkozy vincerà questa partita e convincerà la Germania di sostenere comunque la candidatura di Blair.
Cordialmente,
Dekebalos
Muore la democrazia.
Queste elezioni anticipano un silenzio assordante;
la vittoria della Merkel così splendente e roboante vista con la lente è davvero insipida:
forse è passato il Trattato di Lisbona.
In sordina.
Oggi potrebbero morire le democrazie europee come le conosciamo, Anthony Blair divenire governatore d’Europa e quella infinità di leggi e regolamenti che fino a ieri Bruxelles dettava si estenderanno a coprire ogni aspetto della nostra vita sociale ed economica.
Berlusconi oggi ha perso la sua battaglia con la sinistra. Prodi e la cricca dei tecnocrati dell’alta finanza sorridono così come Draghi, che naturalmente non interessato alla candidatura a premier italiano, rassicurato dal risultato scontato dopo tutte le risorse UE (quindi i nostri contributi fiscali) impiegate per propagandare e promuovere la vittoria del si, verrà solennemente incoronato imperatore del vecchio continente e consacrarerà il dominio della Banca su ogni altro aspetto della nostra vita.
Tutto ciò avviene tra il baccano della minaccia iraniana e i riflettori puntati sulla colazione da Tiffany di Hussein Obama.
Non un articoletto, un trafiletto.
Nessuno sa cos’è questo Trattato, questa nuova costituzione.
Anche volendo cercar di capire ci perderemmo nella elefantiaca pletora di documenti, testi e riferimenti ad altri protocolli inscrutabili ed indecifrabili.
Sono fuori tema e me ne scuso ma queste irlandesi sono le più importanti votazioni degli ultimi 60 anni e decideranno i successivi anni a venire, credo.
grazie
Egregio Alberto G, se i disoccupati ed i sottooccupati figli di questa crisi sono gente capacissima di lavorare, spesso con specializzazioni ed esperienza, talvolta solo colpevoli di essere meglio retribuiti perché più capaci ed esperti. Fra i disoccupati ed i sottooccupati ci sono capacissimi artigiani, piccoli imprenditori, tecnici, professionisti, ecc., tutte persone che sono piene di spirito pratico e vogia di lavorare e di riprendersi.
La crisi ha colpito più la forza lavoro qualificata che gli operai e gli impiegati d’ordine, ed é per questo che non sono stati consumati meno giorni di cassa integrazione di quanto stanziato dal governo.
Difficile che questo popolo di gente che vuole fortemente rioccuparsi ceda alla protesta sindcale od ancor di più alle strumentalizzazioni di partito, difficile che si lasci blandire da chi poi non sa dare soluzioni sostenibili. Chi invece opera nel pubblico od in posti ultragarantiti non ha subito nulla.
Io nel ‘68 ero già al liceo. Ne ho visti di cambiamenti sociali. Il cambiamento indotto da questa crisi é uno dei più drammatici e sicuramente il più rapido ed atipico.
Vivissimi saluti
“Quanto accaduto in Germania dovrebbe far riflettere tutti i partiti in Europa e il Pd in particolare: Franceschini e Bersani sono due politici grigi, prevedibili e da troppo tempo sulla scena ”
indi:
“Avanti così e il Pd finirà come l’Spd, forse anche peggio. O sbaglio?”
non so se sbaglia ma non sono d’accordo.
Troppo “prevedibili”.
Già, chi meglio di Berlusconi?
Che bello!
Sorprese? a gogò!
Veline, escort, sesso? a gogò!
Scandali? a gogò!
Leggi ad personam e corruzione in tutte le salse? a gogò!
No, preferisco LA SERIETA’.
Anzi la esigo da chi assume la guida del paese!
Anche se è grigio e prevedibile..
Tanti saluti.
Sulla presentabilità candidati del PD non mi pronuncio. Ma il punto di forza di quel partito è che catalizza e rappresenzta ogni nomenklatura, oligarchia, salotto e potentato finanziario politicamente corretto dell’universo globo. Con annesse corazzate mediatiche nazionali ed internazionali. Ovvio poi che chi non appartiene al quel giro venga visto come un intralcio più che come avversario legittimo.
non li ho letti tutti perché mi ci vorrebbe tutto il dey. comunque ho colto al volo un’allusione ironica verso Di pietro così, an passan. tutto di me si può dire tranne che io sia un IDV però,pienamemte d’accordo sul fatto che le nostre sinistre ecc.ec,ma,fateci caso, se uno cominciasse a dire che tutti i disoccupati si incazzassero veramente come dico io per marciare quel milione e mezzo che sono e occupassero per un po’ Roma, questo tizio verrebbe subito guardato con diffidenza tipo un brigatista rosso. Ora, è ovvio che Di Pietro avrà un modo di fare un po’ personale e che non viene da lontano come tanti altri partiti di sinistra, ma per questo nemmeno il SILVIOmenomalecheCé, eppure guardate un po’ col suo piffero magico quanti topi rognosi riesce a trascinarsi dietro. speriamo solo che si avviino verso il mare e scompaiano tutti. ecco, diciamo che il dipietro è un uomo di questi tempi e quindi manomalechedipietrocè. Almeno uno che rompa veramente i coglioni a questa specie di anomalia psicolesa che ora governa questa specie di nazione di cui mi vergogno per ora esiste
SAlUTI BACI in terra e gloria ecc ecc
Egregio JackTheLeopard, fortunatamente gli elettori non scelgono per un solo parametro. Scelgono per una pluralità di fattori parte razionali, parte legati all’abitudine culturale e parte emotivi.
In democrazia vince chi riesce a convincere la maggioranza degli elettori che la sua proposta é la più vicina ai loro interessi ed al loro modo di sentire e che lui é il più adatto a trovare soluzioni ai problemi reali. L’aspirante leader deve fare ricorso a diverse arti per richiamare su di se l’attenzione, ma non fa molta strada se si distacca da ciò che la gente sente o percepisce come problemi prioritari.
Concordo con lei quando afferma che “… il Pd è particolarmente grigio e noioso …”; però non é la scarsa capacità mediatica il tarlo che lo sta corrdendo. Il vero problema é la mancanza di linea politica e l’ostinazione a non volere dare risposte ai problemi reali del paese, o almeno a quella parte dei problemi che la maggioranza della gente sente come prioritari.
Sì, occorre essere mediatici, trasmettere entusiasmo, saper unire sul futuro, colpire i sentimenti, ma se non si é capaci di elaborare, e mettere in pratica poi, una linea d’azione realistica, non si viene riconosciuti come leader credibili.
Non essendo romanista, questa facevo ogni tanto zapping perché dopo il secondo goal la partita era diventata noiosina. Ho visto il faccione della signora degli scandali che faceva l’innocentina al Santoro show. Ho girato subito per noia, ed ho fatto una riflessione. Come fanno le persone a votare ancora a sinistra quando per loro il problema principale dell’Italia é una vicenda così marginale? Il premier avrebbe accettato di passare una notte di passione con una signora che gli si era offerta, ancorché pagata da qulcun altro? Sono i qui i problemi dell’Italia? Con il sospetto che sia stato tutto orchestrato per tentare di nascondere lo scandalo della sanità Pugliese?
Il PD e tutta la sinistra non sono credibili e non hanno rispetto per gli elettori. Avrebbero dovuto immediatamente radiare dal partito tutti coloro che hanno in qualche modo avuto a che fare con la vicenda pugliese; sicuramente ai tempi di Berlinguer lo avrebbero fatto. Chi ha qualche annetto sulle spalle riconosce subito la differenza!
Vivissimi saluti
E’ vero, il Pd è particolarmente grigio e noioso, oltre che autolesionista.
Ma dobbiamo convenire sul fatto che la tendenza a scegliere i candidati in base all’apparenza potrebbe condurre un paese a situazioni di serio rischio per la democrazia, nel caso in cui un politico spregiudicato si avvalesse del consenso ottenuto col proprio carisma per fini diversi dall’interesse nazionale. Parlo di rischi generici, nessun riferimento a fatti o persone esistenti, e chi ha orecchie per intendere intenda.
E sabato, tutti in piazza!
Egregio Marcello, purtroppo non riuscirò a leggere le sempre interessanti disamine dei partecipanti. Solo la mia idea personale che probabilmente qualcuno condividerà: come sempre contano le persone, ma è anche vero che una parte della politica di sinistra è uscita completamente fuori dal tempo rincorrendo concetti e schemi che ormai, nei nostri paesi, sono meno che ricordi. Qualche vagito di ribellione viene dall’estrema sinistra per “risonanze empatiche” ma nel governo pratico e quotidiano delle nostre ricche e grasse ed evolute nazioni europee le frasi che da sempre si odono provenire dalla sinistra moderata sono “depassè”, come un coma irreversibile. Fino a oggi la sinistra ha funzionato sul malcontento dello sfruttamento del lavoro, sulla fame, sulla miseria nera. Ora, per quanto i soldi non bastino mai, tutti abbiamo una capillare assistenza sanitaria, il diritto di mangiare e di dormire, la possibilità di lavorare (naturalmente per quella… minoranza… che ne ha voglia…) e le proposte di validi governatori (come la Merckel, Aznar, Berlusconi, tanto per citare i “centro-destri”) sono vincenti.
Se non si fanno venire un po’ di idee nuove, e mica solo in Italia (dove si pascola satolli nelle sterminate praterie dell’antiberlusconismo, altrimenti vedremmo solo simbolici scheletri di politci), i rappresentanti della sinistra moderata europea sono destinati allo zoo per evitare una deplorevole estinzione.
Sinceramente non faccio il tifo per quelli come G. Lucas (il regista) che vuole vincere il male uccidendolo (saga Star Wars). La vita è fatta di stagioni e di giorni.
Grazie a Francesco_P per la precisazione. Quella sul “Triumvirato imperiale” era una constatazione senza paure. Concordo sulla sua osservazione su Banche, multinazionali e euroburocrati.
Davide K,
è vero, il termine “liberale” è fin troppo abusato, in particolar modo da chi vuol staccarsi da un passato politico sconveniente (anche i nostri ex-comunisti oggi si professano liberali) pertanto non mi preoccuperei più di tanto della sua giusta osservazione.
In ogni caso la politica di Verofhstad, a parte le comiche firme contro Berlusconi e l’odio personale contro il nostro Premier, si ispira ai principi liberaldemocratici con una spruzzata di ecologismo e il Partito Liberale Tedesco è da sempre stato attento alle politiche dei diritti civili e fautore del liberismo economico.
La vera anomalia dell’ADLE, semmai, è il mezzadro del Molise. In Europa, cosi come in Italia.
Cordialmente.
Scarthorse, i dati dell’affluenza alle urne a queste ultime elezioni sono di circa il 71%, ometto i decimali perchè cito a memoria. Si tratta del dato più basso della storia recente.
Questo non cambia la validità del’osservzione sulla disaffezione elettorale.
Non ritengo reale la paura che una minoranza di tedeschi abbia nominato la nuova imperatrice d’Europa. L’Europa é un’aggrgazione policefala ove alcuni contano più di altri, ma il potere reale é sempre nelle mani delle banche, delle grandi multinazionali e degli euroburocrati fuori dal mondo, tanto che non sembrano neppure marziani, bensì abitanti di uno sperduto pianeta sito a 2 milioni di anni luce da noi.
Nessuno di questi oligarchi é eletto, ma noi li paghiamo lo stesso. Per lo meno, se ci fosse un presidente europeo vero, eletto ed identificabile, sapremmo con chi prendercela!
Saluti vivissimi
Approfitto del blog per fare una domanda a chi ne sa di più:
come sono inquadrabili questi cosiddetti “liberali” tedeschi?
Considerando che all’europarlamento stanno insieme a Di Pietro e Verhofstad, mi viene più di qualche dubbio.
How yu doin, Al-Blow Yugoudh? How much did ya make today?
Delle elezioni tedesche mi ha colpito un dato (se è vero) : il 60% non è andato a votare. Consideriamo poi che la signora Merkel sarà anche la nostra imperatrice; per com’è congegnata la UE, di fatto, impera il triumvirato Francia, Germania, Regno Unito. Comunque è già un passo avanti: in passato invece che con le scartoffie avrebbero imperato con i cannoni e più di recente con i lager… Non sarei poi del tutto sicuro che in quel Paese, come in altri, i partiti principali, alternativi sulla carta, siano poi così nettamente distinguibili. Per esempio al Parlamento Europeo (anche lì eletto con percentuali di votanti infime) i due schieramenti, PSE e PPE sono perfettamente omologati e sovrapponibili al punto che se anche vince il PPE le cariche e la politica sono dettati dal PSE.
Trovo molto giusto quanto dice Umberto.
Aggiungo io:
Tutta questa demagogia sugli argomenti, fatta dalle parti, serve solo a farci schierare e a dividerci.
Prendiamo tutta questa storia sulo scudo fiscale per esempio(mi scusi Marcello,se insisto).
L’opposizione è insorta compatta.
Antimorale, possibilità di infiltrazioni mafiose, e via discorrendo.
Anche giusto se guardiamo al precedente condono fiscale introdotto dal decreto legge350/2001 che regolarizzò circa 73 MLD.
L’anonimato dell’operazione, permise il fluire nel circolo sano dell’economia di masse di denaro sino al giorno prima assenti.
Potendo disporre di denaro liquido in abbandonza i nuovi ricchi(invisibili e senza un nome)poterono facilmente acquistare beni immobili, pacchetti azionari, beni commerciali.
La disponibilità di liquidità in abbondanza li metteva in una posizione privilegiata rispetto alle normali transizioni standard del mercato.
Beni mafiosi o non mafiosi.
Ha poco importanza.
Con la disponibilità anonima di tali somme, si permise solo a nuove forze di entrare in un mercato fatto di sue regole e norme, ma che di fronte a denaro liquido non poteva dire di no. Deformandolo.
Tremonti, ma perchè salva l’anonimato?
Comunque l’opposizione ieri, aveva in Parlamento l’opportunità di bloccare questa norma sullo scudo fiscale proposto, visto che hanno votato la pregiudiziale di anticostituzionalità dell’iter(lo stesso che oggi Fini richiama)avanzata da Di Pietro e a cui tutta l’opposizione aveva dato appoggio.
Morale della favola:
il Pdl e la Lega avrebbero perso, visto l’assenza di loro parlamentari(70 su 329) se il Pd e l’Udc e l Idv fossero stati al completo.
59 assenti del PD su 216, 29 votanti su 37 per l’Udc, 24 votanti su 26 per Idv.
Questi sono i numeri. Non ci si gioca.
Piuttosto che parlare in T.V. o sui giornali, che i Politici facciano quello per cui sono stati votati se ci credono.
Ieri se volevano potevano legalmente e costituzionalmente bloccare questo scudo fiscale, usando uno strumento di cui si riempiono la bocca…Il Parlamento.
Ah, tra parentesi, tra gli assenti del Pd, svettano le assenze di Bersani, D’Alema e Franceschini.
Uso demagogico degli argomenti, ma nello sostanza…nisba.
Ma i politici, ci sono o ci fanno?
Ci fanno alla grande.
Tremonti, falli rientrare quei capitali, ma dagli un nome.
Ambrogio
Vi sembrerà strano,ma la realtà è che ci hanno spinti a schierarci,questo a forza di menzogne,ipocrisie e maldicenze e chi più ne ha più ne metta!
Ogni persona retta non tollera qualita e comportamenti che possano squalificare l’essere umano.Tanti,come me,se ne stavano tranquilli alla finestra fino a quando la TV non ha aperto gli occhi a tutti,mettendo a crudo la disgustosa realtà del teatrino politico attuale.Gli addetti ai lavori sono spesso tracotanti,prepotenti e non di rado palesemente falsi.Di conseguenza ecco che elettori di solito politicamente indifferenti,stanchi ed indignati dal martellamento continuo subito (non solo in TV),si sono trasformati in convinti uomini di parte e questo non tanto per spinta ideologica,quanto perchè presi dal terrore che certe persone possano essere disgraziatamente catapultate alla guida del paese.
Egregio dott. Foa, non a caso ho parlato della “paura”. E’ il più classico esempio di mix fra risposte emotive e razionali e si assiste quotidianamente a tentavi di cavalcarla in una direzione o nell’altra. Si può cercare di trarre vantaggio dalla rimozione fittizia del problema, oppure si può cavalcare la paura o si può cercare di dare risposte, magari incomplete, guadagnandosi il consenso della gente puntando tanto alla componente emotiva quanto alla parte razionale. In ogni caso la comunicazione gioca un ruolo chiave nel far giungere ed accettare il messaggio.
Non ho parlato della differenza fra minacce presenti o immediate e minacce a lungo termine. La minaccia é percepita come tale dalla sfera emotiva solo se imediata, mentre si tende a rimuovere emotivamente la minaccia a lungo termine, che viene percepita esclusivamente a livello razionale. La minaccia a lungo termine, non colpendo la sfera emotiva, non si presta a manipolazioni mediatiche. Tipici esempi sono la noncuranza nei confronti del rischio geologico e lo spin del secolo, quello sul riscaldamento gobale.
Se riesco, questa sera povo a esporre meglio la mia posizione proprio su minacce immediate ed a lungo termine.
Saluti vivissimi
Grazie a tutti e un ben ritrovato al mio amico e collega Giulio Rosi, mi ha fatto molto piacere il tuo intervento! Caro Francesco p, con la paura governano da tempo. L’ultimo esempio:la suina. E la paura avvilisce la ragione…. purtroppo.
Io credo, invece, che la Signora Merkel non abbia così tanto da festeggiare. La sua CDU ha tenuto, ma il tracollo del modello cristiano-sociale bavarese (CSU al 41% ed era un partito da 60% da quelle parti) ha portato una perdita di consensi all’alleanza. Credo pure che il vero ed unico vincitore sia Guido Westerwelle che ha costretto una riluttante Frau Angela a rimettere in pista un’allenza nero-gialla che avrà tinte gialle assai diverse da quelle dell’epoca Kohl (la FDP governò senza soluzione di continuità con la SPD e con la CDU). Penso che la “ragazza” dovrà ora decidere cosa fare(rifare il governo con un’agonizzante SPD sarebbe stato più rassicurante per lei), visto che i 4 anni di GK, gestiti bene ad onor del vero, le avevano consentito una politica senza picchi, una sorta di governo Rumor-Nenni. Ora l’arrembante Guido imporrà la sveglia alla sonnolenza dell’ultimo esecutivo e lì Angela si giocherà il futuro. Potrebbe trasformare il partito in un vero baluardo del conservatorismo (come forse voleva Wolfgang Schäuble) di successo, oppure balbettare come l’ultimo Kohl e riconsegnare la Germania ad una sinistra probabilmente ricompattata, perchè una Linke oltre il 10 porta lustro ai vecchi leoni, ma, oltre al governo di qualche regione, non riempie la cascina dell’ala rossa del Bundestag.
A me Facci, come quasi tutti i ribelli, sta simpatico.Mi piace chi riesce, comunque la pensi, a indicarmi un diverso e mai notato punto di vista, indipendentemente dal fatto che poi io mi trovi d’accordo o meno.. piccolo ma sentito OT di Marista
Lavora bene Bertolaso, e poi, cosa rara nei nostri tempi, preferisce non occupare il palcoscenico E’ quel tipo per quale fare è più importante che apparire
Scusate il fuori tema.
Dekebalos
Be Marcello, Lei è proprio un altruista.
Volere risolvere i proplemi del Pd(morto che cammina).
Restando al presente: meglio Bersani,Franceschini o Marino?
La maggioranza si lamenta che senza una vera opposizione non si lavora bene.
Non so quanto ci sia di vero in questa considerazione o quanto sia strumentale.
Per come sono messe le cose oggi, meglio che vinca Bersani.
Un ritorno netto al passato, ma Bersani è uno che sa spiegarsi e che di economia se ne intende.
La mia speranza(la meno peggio) è che trovino un accordo bipartsan nello spartirsi aree di influenza , abbassando il livello di scontro degli ultimi mesi che è stato semplicemente penoso e portino lo scontro sui fatti concreti.
Nel post sotto qualcuno dava degli idioti agli Italiani.
Io penso che gli Italiani siano stanchi, non idioti.
Trovo più vero, pensare che a qualcuno piace che siano idioti.
Forse le ideologie sono finite, ma la demagogia viene usata come il prezzemolo da noi. Da entrambi gli schieramenti.
A che pro?
P.S.
Se sente Facci, me lo saluti.
Vedendolo l’altra settimana nella trasmissione di Santoro mi ha fatto pena.
Si è lamentato persino che nessuno dei colleghi(ex-colleghi)lo chiami più(praticamente un coleroso).
Due galli nello stesso pollaio non possono stare.
E Facci rispetto a Feltri è un polletto.
Ambrogio
Salve
Dato che i fuori tema futili sembrano essere di moda, ora ve ne propongo uno io d’importanza nazionale, leggetevi sul Giornale,l’articolo di Redazione: Salvate il Soldato Berstolasso dall’invidia degli anti italiani.
Agite in conseguenza.
Questi sono i problemi italiani, non quella “rumpflellata” di scudo spaziale, nata e accolta da certi elementi europei, solo per seminare attrito e zizzania, tra la Gente.
Salutönen
io sogno una democrazia all’ americana, dove gli elettori si spostano votando non un’ ideologia, ma la proposta migliore. in italia questo ancora non esiste. ma forse, se il pd abbandona franceschini e bersani e sceglie marino forse ma dico forse incominciamo a camminare su questa strada.
Non sono per nulla d’accordo con l’intervento di Americo delle 6:10 pm del 29 in cui afferma che “la gente non vota con la ragione” e, successivamente, “che il voto non é un prodotto razionale ma bensì un risultato di stati animici e pregiudizi che sono altamente influenzati, come tutti sanno, dall’abilità di vendere un prodotto. In questo caso un politico”.
No, questa una visione parziale, che non corrisponde al modo in cui l’uomo compie le sue scelte. Le scelte umane sono condizionate tanto dalla componente emotiva quanto da quella razionale, sempre presenti anche se in diverse proporzioni. Far leva sulla sola componente emotiva porta a risultati instabili e rovesciabili e non riesce a spiegare il cambiamento di costume e di orientamento politico di questi anni.
Ragioniamo per assurdo. Se così per fosse dovremmo assistere in Europa ad una colossale crescita di consenso attorno alla socialdemocrazia old style, che propugna i buoni sentimenti e promette interventi nel sociale con lo stato mamma e gli elettori poppanti, oppure dovremmo assistere al successo travolgente dei movimenti di protesta, che invece si esauriscono riducendosi rapidamente da fenomeni esplosivi a piccole nicchie di scontenti cronici.
Invece no. Le decisioni umane non sono mai ne totalmente emotive, ne totalmente razionali; sono un misto delle due componenti. La proporzione fra emotività e razionalità è influenzato dalla tipo di problema, dalla situazione contingente, dalla cultura collettiva ed individuale, dall’interesse, ecc.
ESEMPIO: LA PAURA COME COMPONENTE EMOTIVA E RISPOSTA AL PROBLEMA
La paura è un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza; senza paura non si ha la sensazione del pericolo e non si prendono precauzioni, con gravi o drammatiche conseguenze autolesioniste. La paura ha cause oggettive e viene superata mediante risposte razionali (stare alla larga, prendere precauzioni, ecc.). La paura é un “meccanismo di difesa”. Quella sensazione sgradevole è necessaria ad allertare l’attenzione e stimolare la mente a trovare il modo di rimuovere le cause oggettive. Quando la paura non trova una risposta razionale si scatena la crisi di panico, che impedisce all’essere vivente di reagire alla condizione di pericolo.
Prendiamo ad esempio le spinose questione dell’ordine pubblico e della penetrazione islamista. I fatti sono sotto agli occhi di tutti e quello che capita ai nostri vicini, può capitare a noi, E’ un fatto oggettivo.
L’idea contorta della sinistra (chissà cosa capiscono di psiche umana con tutti gli psicologi che hanno) è quella di condzionare il volgo fatto di esseri inferiori inculcando loro il fatto che la paura è irrazionale perché il problema non esiste. Questo è un falso che viene percepito per quello che è: una presa per i fondelli. Il pensiero dei movimenti estremisti è quello di farsi giustizia da se, di esasperare il conflitto fino al razzismo, facendo unicamente leva sull’emotività della reazione. Entrambi questi modi di non affrontare il problema hanno un successo limitato nel seguito e nel tempo perché si rivolgono alla parte emotiva (buonismo opposto a razzismo) e non sanno fornire una risposta razionale al problema reale vissuto dalla maggioranza della popolazione.
La risposta che ha successo è invece quella che si rivolge ad entrambe le componenti del processo con cui la gente elabora le situazioni. La formula é : propugnare ed attuare un atteggiamento di fermezza e di repressione senza arrivare a provvedimenti estremi, discriminatori o razzisti. Il centrodestra ha seguito questa strada, elaborando una strategia di successo in termini di consenso perché è stato capace di fornire una risposta ad entrambe le componenti emotiva e razionale.
CONSIDERAZIONI
Per ottenere successo occorre capire i problemi sentiti dalla maggioranza della popolazione, una sorta di minimo comun denominatore dei problemi perché altrimenti si aumenterebbe il numero degli scontenti, e formulare delle proposte che possano essere condivise razionalmente dalla maggioranza della popolazione. Non basta a vincere lo scetticismo, occorre metterci la faccia. Serve cioè un impegno diretto, in prima persona, perché la gente è ormai diffidente dei partiti anonimi, in cui non sai chi comanda veramente. Serve anche dimostrare la coesione del movimento, perché la gente sa per esperienza che le divisioni e le lotte di palazzo portano ad immobilismo e sprechi, tutti danni che si devono subire e pagare.
Fin qui ci si rivolge alla parte razionale della mente, formulando risposte e linee di condotta sostenibili che possono migliorare la situazione generale.
A questo punto s’interviene sulla componente emotiva, che permette di far conoscere la proposta e di presentarla in modo convincente e sentito, accendendo l’entusiasmo attorno alla proposta.
LA COMUNICAZIONE
Il carisma del leader, la capacità di trovare parole che emozionino il pubblico fanno parte di quella arte comunicativa che permette di far giungere ed accettare il discorso razionale alla gente.
In democrazia la gente accetta un leader, che è costretto sempre a fare i conti con il sentimento e gli interessi generali. Nei sistemi dittatoriali invece lo si accetta passivamente, perché si é costretti dalla repressione e dalla unicità della proposta. L’uomo, animale sociale, ha bisogno di un punto di riferimento fermo ed identificabile a cui delegare il comando, ma non necessariamente di un “capobranco”. La figura del capobranco vive nei sistemi datoriali e tribali; s’impone solo attraverso al forza e la repressione, minacciando ed eliminando chi non si adegua alla cieca obbedienza ed al “pensiero unico”.
La crisi della sinistra sta proprio nella sua incapacità di vedere i problemi reali e formulare proposte alternative. Non da risposte, fa leva sulla sola emotività dell’antiberlusconismo, come se bastasse continuare ad attaccare il leader del partito avverso per condizionare la gente a votarli. Invece la gente percepisce “l’assenza di linea politica” e la “incapacità di formulare risposte ai problemi reali”, che fanno parte della componente razionale della scelta politica.
Saluti vivissimi
Foa scrive: “noi votiamo, ma poi il potere resta sempre nelle mani di certi personaggi che, nel difendere i propri interessi sono rigorosamente bipartisan. Vedi quel che è accaduto in America: l’Obama che predicava il cambiamento è finito ostaggio della casta dei banchieri” e io aggiungerei ‘gli assicuratori’. Anche in questo caso le mie previsioni sul fallimento (o perlomeno l’anacquamento) della riforma sanitaria si stanno avverando. Oggi la commissione finanze del Senato USA ha bocciato la proposta di un’assicurazione pubblica che facesse concorrenza a quella privata. In pratica si sarebbe trattato di dar la possibilita’ agli individui e ai datori di lavoro di comprare le polizze dal Medicare (l’assicurazione pubblica per i pensionati) anche per coprire coloro che hanno meno di 65 anni. Come potete immaginare questa ipotesi e’ stata osteggiata vementemente dalle assicurazioni private che non vogliono nessun tipo di concorrenza, soprattutto da un programma statale, che non abbandona nessuno anche se hai un condizione medica disastrosa (cosa che i privati fanno continuamente quando gli assicurati cominciano a costare troppo). Anche in questo caso e’ la riprova che quel che conta sono solo gli interessi economici delle ‘corporations’. Leader o non leader, la realta’ e’ che non viviamo in democrazie, ma in plutocrazie, dove il denaro fa da padrone. “Money talks” si dice in America.
Caro Marcello, non ci sentiamo da molto tempo, ma non ti ho perso di vista mentre insegui i fatti del mondo che scoppiettano quasi sempre imprevedibili nei punti opposti della terra. Come forse ricorderai, da 12 anni vivo in Spagna e seguo in modo veramente attivo quanto accade in questo Paese. La presa del potere 6 anni fa da parte di Zapatero - visto che ormai tutti siamo convinti che non si è trattato di una elezione serena,di una scelta politica o partitica ragionata, ma da un sussulto violentissimo di emozioni provocato da una strage di 200 innocenti e 1.000 feriti, perfettamente organizzata da qualcuno che voleva, fortemente voleva, il cambiamento di governo, che poi c’è stato. Un capovolgimento che senza la strage e nonostante alcuni errori d’immagine di Aznar - la la bilancia pendeva abbondantemente verso la sua politica seria e competente che aveva posto la Spagna in una posizione di grande prestigio in Europa - sono certo che non sarebbe avvenuto. Un strage, non possiamo dire voluta, ma di sicuro cavalcata in modo spregiudicato da chi poi è andato al potere, durante un giorno pre elettorale che in uno stato democratico e non “di bananas” doveva essere un di silenzio propgantistico e di riflessione. I socialisti, invece di affiancarsi al governo per esprimere biasimo verso chi aveva ammazzato 200 conterranei, si sono praticamente affiancati con gli assassini. La gente, il popolo, non ha cercato di capire a chi avrebbe giovato la strage, ed ha, sia pure con un margine esiguo che la dice lunga sul valore politico del voto, proprio per loro. E guarda caso. Quattro anni dopo, sempre alla vigilia delle nuove elezioni, che hanno riconfermato Zapatero, sempre con un margine esiguo,un altro morto. Tanto per solevare nuovamente l’indignazione degli elettori incerti. Quasta volta è bastato solo un povero ex consigliere comunale di colore socialista, per ricnfermare al potere chi aveva logorato, dilapidato in modo incompetente, astioso e settario il vasto margine economico lasciato dai popolari nelle casse spagnole. ê solo uns piccola parte ci come va la oggi la Spagna, dove la crisi finanziaria mondiale si è salmata su di una ben più grave crisi economica preesistente, provocando la chiusura du oltre 600 ativitpa commerciali al giono, con un umero di disoccupato che supera i 4 milioni e mezzo e continua acrescere, mentre Zapatero, propro in questi giorni, sta varabdo una legge per aumentare le tasse, ma non quelle dei ricchi, quelle indirette che colpiscono maggiormente le classi povere e quelle medie che hanno sempre tirato e tirano la carretta della sopravvivenza ecnomica di una nazione. La realtà spagnola, contrariamente a quanto si sa all’estero, è molto complessa. Il fatto, caro marcello, è che la stampa spagnola, tutta, non solo quella conservatrice, quando si tratta di lavare i panni sporchi lo fa in casa. Ogni giorno, mia moglie, che è la presendente dell’Associaizione Italiani In Spagna, riceve email e telkefonate di italiani che, ben catechizzati dai vari Santori e compagni, si lamentano di come si sta in Italia e chiedono come venire nel paradiso spagnolo. Non sanno che la Spagna, grazie agli errori di questo governo, sta vivendo una delle crisi più gravi d’Europa e qui, il lavoro, prima di darlo ad uno straniero se lo tengono stretto loro. Senza contare il flusso vermante imponente di immigrati illegale, poveri disgraziati che si sono lasciati entrare in Spagna e da qui in Europa, che adesso vanno ad ingrossare le file di chi vende inutili cianfriusaglie sui marciapiedi, o magari si arrangia in altri modi.Il discorso sarebbe molto lungo e ben articolato Se un giorno la tua professione ti porterà da queste parti, ne potremo parlare. Si ne potremo parlare. Con la stima di sempre. Giulio
Caro Foa, Le do ragione praticamente su tutto. Vorrei solo osservare che è molto importante anche la “patologia” che affligge un determinato Paese. Chi Le scrive è un vecchio e convinto liberale che odia l’idealismo hegeliano, gli universali e lo Stato etico, per sintetizzare all’ingrosso. Ed ama gli empiristi inglesi, come ricorda con affettuosa simpatia i Giolitti, gli Zanardelli, gli Einaudi ecc. Lei capirà quindi che per me Berlusconi non è lo statista ideale. Ma di fronte allo stato preagonico di questa nostra povera Italia, il Cav. appare l’unico uomo politico serio, preparato ed adatto. Che Dio ce lo conservi. Amen.
Il leader deve dimostrare di essere affidabile e possibilmente non ricattabile altrimenti è sempre alla mercè di altri . Qualcuno definisce la politica l’arte del compromesso possibile, ma col compromesso non si va da nessuna parte perchè quando devi accontentare troppi rimani senza risorse. Allora devi diventare uno che non si fa spolpare quindi devi essere più forte di loro magari ricattandoli. “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. - Belzebù”
Stimato signor Foa, é un fatto che la gente non vota con la ragione, infatti la maggioranza non la usa. Diceva Helvetius che la gente é per natura pigra ed il pensare rappresenta una fatica ed a volte dolorosa, per cui preferisce non pensare. Segue como conseguenza che il voto non é un prodotto razionale ma bensí un risultato di stati animici e pregiudizi che sono altamente influenzati, come tutti sanno, dall’abilitá di vendere un prodotto. In questo caso un politico.
Grazie a tutti, commenti molto interessanti. Se io fossi nel Pd cercherei un leader sconosciuto, carismatico, rassicurante, non legato in alcun modo al vecchio Pci e lo butterei nella mischia. L’unica possibilità di salvezza è di spiazzare l’opinione pubblicare, suscitare un interesse positivo con una figura fuori dalla politica tradizionale. A condizione che il nuovo non sia rappresentato da personaggi folcloristici come il sindaco di Firenze Renzi (di cui abbiamo parlato tempo fa su questo blog). Una volta passate le elezioni si pone un altro problema: il leader eletto è in grado di mantenere quanto promesso? La risposta, finora, è no: quasi tutti tradiscono le aspettative, in parte indotti dalle circostanze, in parte dai compromessi con le lobby più forti. Io ho ho molta della stima della Merkel, ma quando apprendo che si è prodigata per festeggiare il compleanno del numero della Deutsche Bank, nonostante lei stessa avesse criticato pesantemente il sistema finanziario, il messaggio è chiarissimo e per nulla confortante: noi votiamo, ma poi il potere resta sempre nelle mani di certi personaggi che, nel difendere i propri interessi sono rigorosamente bipartisan. Vedi quel che è accaduto in America: l’Obama che predicava il cambiamento è finito ostaggio della casta dei banchieri (e non solo solo di quella). Purtroppo.
Egr. Foa,
sta già accadendo così anche in Italia, aspettiamo solo la conferma ufficiale alle prossime elezioni Regionali che sanciranno la fine del PD e delle velleità socialiste, con salsa cattolica, di questo paese.
Il socialismo nella sua globalità, e il “sociale”, è finito, è fallito, miseramente e definitivamente. Sono fallite le sue prospettive e visioni del mondo, in campo economico prima di tutto. Sono fallite le idee ancor prima degli uomini che le hanno sostenute. I poveri Bersani e Franceschini, ma prima di loro tanti altri, sono ormai vecchi politicanti fuori dal tempo aggrappati ad un’idea di società già morta. La stessa SDP ce lo ha confermato, e non credo sia solo questione di leadership, semmai è anche una questione di leadership. Lo stesso Obama avanza istanze che con l’idea del socialismo nulla hanno a che vedere (a parte la riforma sanitaria che credo finirà malamente, giustamente!).
In Germania i voti di sinistra si sono spostati alle frange estreme, da noi si sono spostati al mezzadro del Molise e si sposteranno nuovamente verso la Sinistra antagonista che prevedo rientrerà presto nel circuito parlamentare.
Il socialismo democratico è finito semplicemente perchè non esiste (lo ha confermato a suo tempo Blair ma anche lo stesso Zapatero, che astutamente nulla ha toccato delle riforme basilari di Aznar, cosi come all’epoca fece Clinton rispetto a quelle di Reagan).
Un paese, qualsiasi paese, va avanti solo se porta avanti riforme liberali e se è pienamente e convintamente inserito negli ingranaggi del capitalismo.
Gli stessi paesi nordici (vedi Svezia) hanno abbandonato da tempo le politiche socialiste che tra l’altro hanno retto per anni solo grazie alla scarsa densità della popolazione ma ben presto hanno lasciato spazio a politiche più liberali.
Il nome dei partiti al Governo ormai conta sempre meno, conta l’attuazione delle politiche liberali. E’ li che si vince, anche se ti chiami Blair e il tuo partito si chiama Laburista.
Il vero ed unico socialismo era quello estremo, quello comunista e finchè il muro ha retto, ha retto anch’esso.
Caduto quello, caduti tutti i socialismi, soprattutto in Italia. Soprattutto quelli moderati, che esistono per il nome affascinante che si portano dietro, ma non nei fatti.
La grande opportunità i vari Bersani & C. l’hanno avuta vent’anni fa ma si sono persi nella palude. Avrebbero potuto riciclarsi in movimenti liberali, invece nulla. Nessuna lungimiranza, nessuna proposta, sempre e solo la fissa dello Stato pigliatutto, dell’oppressione fiscale, delle porte aperte ai clandestini, del no al nucleare, dell’assunzione di personale per rispondere a logiche elettorali e non a logiche di mercato, della difesa delle grandi multinazionali, delle Banche amiche e delle Coop con privilegi fiscali ai danni del contribuente, della vessazione della piccola impresa, del commercio, del turismo e dell’artigianato, della difesa dei no global e la demonizzazione delle divise, della scuola alternativa mercificio elettorale e produttrice di asini e precari, delle bandiere della Pace sui balconi in luogo di un tricolore ecc. Ed ecco confezionati i risultati.
Per il futuro in Italia, ma anche in USA e nel resto d’Europa, vedo un grande bacino moderato-liberale dentro il quale si confronteranno le varie “ali” sui più svariati temi (un pò quello che già sta succedendo nel Pdl) e un bacino di contestazione che di volta in volta occuperà la scena politiche con manifestazioni di opposizione.
In una sola parola vedo spegnersi sempre più la fiamma della politica partitica ed elettorale e sempre di più accendersi quella dell’azione propositiva sui temi vitali all’interno di un unico catino organizzativo, pragmatico e rispondente ai criteri del liberismo.
A lungo periodo i socialismi democratici, assieme a centri e centrini, ai partitini e sotto partitini, non li vedo più: si sono alimentati per decenni alla fontana delle utopie e si sono avvalsi dei privilegi legati alla politica più stretta, dimenticando gli interessi concreti di una comunità.
E tutto ciò la gran parte della gente, anche la più distratta e lontana dalle logiche della politica, lo ha capito da tempo.
E forse sta proprio qui, in questa mia ultima considerazione, la vera sconfitta dei socialismi della nostra epoca e dei loro affini.
Cordialmente.
Ma dove lo vedete tutto questo carisma di Berlusconi? Con che coraggio lo paragonate a Reagan, Blair, Obama e tutti gli altri. Secondo voi un presidente del consiglio che ridicolizza se stesso e tutti gli italiani con le sue battute stantie sul colore della pelle degli Obama, che fra l’altro non sono neanche divertenti, e` uno statista carismatico? Nella vita privata uno fa quel che gli pare, ma secondo voi i suoi comportamenti, l’invitare tutte quelle vallette alle feste, le escort, sono comportamenti da statista carismatico? A me sembrano solo comportamenti da studente goliardico. Ed infatti, l’opinione pubblica mondiale lo considera un pagliaccio, un clown.
Le vittorie di Berlusconi non hanno nulla a che vedere con il suo carisma. Sono dovute alla pochezza dei suoi avversari e all’incontrastato controllo dei media in Italia.
Concedetemi una battuta: non vi sembra che il PD abbia sputato sull’unico possibile leader carismatico che si vedeva intorno, cioè Grillo?
Avevo già scritto che il ns PD non sa stare al governo e nemmeno all’oppozione. Una cosa a se. Per avere una leader schip bisogna che almeno ci sia un programma. In Germania sono stati bastonati perchè non sono ne carne ne pesce come in Italia. Presentarsi con Moretti, Fuska è il massimo per la comprenzione di chi sono. C’è Cacciari che quando parla, speriamo, che si capisca almeno da solo. Le toghe rosse hanno cominciato a capire anche loro che sono indifendibili. Santoro è un personaggio a se, ha una sua linea che ha fatto del bieco giornalismo tutto dedicato al camuffamento dei fatti. Di solito una bravo giornalista propone un dibattito e dovrebbe fare il moderatore. Cercare di riuscire a trovare la verità, quando mai! L’Italia ha bisogno dei Santoro o dell’ex magistrato? Il povero Veltroni provava a creare una cosa vera, tagliato subito. In una società ricca c’è posto per questi, ci sono margini per parlare. Nell’attuale ci vogliono persone che risolvono i problemi e non quelli che li creano. Lasciare che un sindacato mesti nel torbido la dice lunga sulla volontà di migliorare e cose. Un saluto.
Siamo figli del Novecento, un secolo , dove i “guardiani dei confini” hanno tentato con pervicacia, spesso riuscendo nel loro intento, di erigere barriere tra stati, popoli, razze, etnie, religioni, classi…, interpretate ancor più spesso con tale fanatismo da portare ad “epurazioni” di massa.
Nello stesso secolo si sono prodotte idee che che migrando dal ristretto ambito delle avanguardie, hanno attecchito in ambienti favorevoli al loro consolidamento sino a divenire sentire comune e permettere l’abbattimento di tante barriere.
Sono cadute le barriere, ma prima e con esse le ideologie che ne avevano permesso la loro edificazione.
Nell’attuale viviamo un modello complesso, dove le sfumature (fra bianco e nero) si sono moltiplicate, costantemente alla ricerca di riferimenti, costantemente mobili tanto che il nostro pensiero ed il nostro “essere” è paragonabile alla fluidità del liquido che prende forma solo in funzione del contenitore.
La caduta delle ideologie ( per il mio pensare una fortuna)ha portato e porta alla ricerca di valori (morali), illusoriamente universali e non contestualizzabili.
Il ruolo del leader è divenuto molto più pressante, perchè è lui ad incarnare il sentire intimo di ognuno.
Questo, se da un lato è positivo poichè permette di uscire fuori dai confini angusti degli “ismi”, purtroppo dall’altro ri-proopone in evidente risalto, il vizio umano di mantenersi in stato di “minorità” ossia di trovare molto più comodo non ragionare, pur avendone ormai in gran parte gli strumenti - cultura diffusa-, con la propia testa, poggiandosi supinamente sulle altrui idee.
Col risultato poco edificante, ma soprattutto conntroproducente e pregno di angustie, di passare dallo stato di sportivi (capaci di apprezzare e giudicare lo sport) a tifosi, obnubilati dai propri idoli sino ad adorarli e difenderli comunque e sempre, illusoriamente certi che la verità, il bene, l’utile, il meglio, possano concentrarsi in un illuminato (il leader) e non nel confronto e nella ricerca quotidiana di tutti.
Purtroppo, il tutto è espressione dell’attuale pensiero maggioritario, dove la forma , il contenitore, il carisma mediatico, vengono travisati a volte, a volte ritenuti molto più importanti, del contenuto, della sostanza.
L’immaginario collettivo, non augura certo a se stesso di vivere una vita onesta, magari fra stenti, in cui ricercare la felicità personale sia possibile , ma solo attraverso la dura fatica quotidiana, la conoscenza, la consapoevolezza. No, purtroppo spesso si augura di divenire ricco senza fatica, intendendo per ricco, non ricco di conoscenza ma di mezzi materiali e di potere.
Per carità un bel sogno se poi non fosse anche ricercato con ogni mezzo nella realtà, trasformando spesso la nostra e l’altrui persona da fine a mezzo.
Per giungere alla domanda, io sono convinto che una democrazia compiuta abbia bisogno di una maggioranza e di una opposizione entrambe forti, fattiva l’una e propositiva , ma anche attenta a denunciare l’altra. La stessa democrazia richiede che, prim i fra gli altri, i contendenti diano esempio di rispetto reciproco e unità negli intenti di fondo ( far crescere , migliorare il Paese) ovviamente con ricette diverse.
A proposito di ricette, a mio avviso sono proprio queste che mancano oggi alla sinistra italiana, che non riesce a proporre una nuova identità,una visione lungimirante, che poggi su valori condivisi (che non siano l’antiberlusconismo sicuramente, ormai dimostrato controproducente), naturalmente in in mondo mediatico, tutto questo dovrà essere poi incarnato da un leader carismatico ( in cui poter specchiare le proprie intime aspirazioni), capace di diventare contenitore di attrazione per quella fluidità che così facilmente ormai riesce a cambiare forma, magari rinengando quella precedente.
Cordialente Cosimo Quarta
Il socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier,voleva la chiusura delle centrali nucleari,meglio che sia stato sconfitto. Piaccia o non piacchia, alla faccia degli ambientalisti,pochi e seminianalfabeti in materia energetica, ma esaltati dai media per scopi commerciali,l’ energia nucleare sara’ l’energia del futuro.
Con le famose energie rinnovabili, eolico per esempio non si copre neppure l’ uno per cento del fabbisogno.Non usare l’ energia nucleare è demenziale.Viva De Gaulle per
le 52 centrali nucleari delle Francia.
Salve.
Il tutto si è svolto all’insegna del pragmatismo, qui in Germania non è successo che questo, a prescindere dall’effetto “Linke” nato appena due anni fa, che in fondo non è altro che la coppia della vecchia SPD, dei tempi dei Dinosauri (leoni come li chiama Marista) del immediato dopoguerra, queste elezioni si sono svolte in un modo quasi sommesso, dove la Gente cerca di capire cosa diavolo sia successo negli ultimi 30 anni e dove molti socialisti veraci non hanno votato per protesta, tirandosi appunto la famosa Zappa sui piedi.
Proprio per protesta, milioni di socialisti non hanno votato e tanti hanno dato il voto alla CDU, (il carisma di Frau Merkel qui non ha niente a che vedere) nessuno di loro però, chiede la Testa di Steimeier e di Müntefering, anzi li incoraggiano a rimanere, e convinti delle loro capacità li esortano ad andare avanti, mentre molti membri del direttivo della SPD, dalla Baviera ad Amburgo, tutti sostenitori dello scellerato “schröderismo”, hanno capito l’antifona e da questa sera stanno dando le dimissioni a valanga.
Anche Steimerier era un sostenitore di Schröder, anzi il suo braccio destro, ma su certi punti si è ravvisto e per questo è stato, nella disfatta, premiato dall’elettorato che lo vuole come Leader Maximo e vede in lui il futuro Kanceliere.
I non votanti a mio avviso (qui la meta dei miei amici tedeschi, ma è per ripicca credo, non è d’accordo con me) non votarono, non perché gli attuali leader socialisti non fossero all’altezza del loro lavoro, bensì perchè la politica di molti, e ancora impregnata dello “schöderismo”, che in cuor loro molti, politici e membri del partito, detestarono e, oggi ancor di più, per i danni fatti alla Nazione, sia in campo sociale che in Campo industriale e bancario è proprio in questa ottica che si devono analizzare la sfilza di dimissioni delle ultime sei ore.
Se ho contato bene in tutto fin ora sono già sei i membri della “Nomenklatura socialista” che fan fagotto.
Avete visto per caso lo Schröder ora che il “suo” partito e la Nazione guida dell’UE si trova a navigare in acque molto difficili fare un comizio a sostegno dei suoi ex compagni di Battaglia come lo furono Steimeier e Müntefering? Io no!
Dicono che fu Steimeier a non volerlo tra i Piedi.
In Europa e non solo ora ci sono tanti pellegrini che ridono di questa situazione, senza nemmeno accorgersi però, che se la Nave tedesca dovrebbe veramente affondare, loro, proprio loro, nel gorgo della Nave che affonda, sarebbero trascinati giù per primi.
La svendita della BRD fu iniziata da Helmut Kohl, quella dell’Italia da Prodi, furono loro che iniziarono il grande esodo e la svendita industriale, verso Paesi del tutto impreparati e senza le dovute infrastrutture sia industriali sia umane, non per un salto di qualità, ma per pura brama di guadagno di una banda di incoscienti chiamata banchieri e industriali.
In certi posti non esistevano nemmeno Strade e in altri come ad esempio in Romania, fu costruito perfino un nuovo Aeroporto a solo uso e consumo della Nokia.
L’esportazione di tecnologie (ma si può essere più scemi di cosi?) non ha fatto che creare disoccupazione e malcontento, la mancanza di entrate a fatto fare salti mortali ai politici che cominciarono a tagliare nei servizi anche sanitari riportando la Gente quasi nel Medioevo, e dove, partendo da questo punto, i lustri e ben pasciuti, (liberali) cominciarono, non appena la Gente cominciò a protestare, a parlare di libertà e di competizione, intendendo naturalmente il loro senso di evoluzione, sociale che si può tradurre solo con libertinaggio sociale, dove l’unico antidoto e cura efficace, sembra proprio che sia solamente la Clava, oppure la mannaia dei legionari francesi con il grembiulino di cuoio per non insudiciarsi, che si vedono sfilare a Paragi durante la Festa della Repubblica
In altre parole non si tratta d’altro che di terminare dell’evoluzione del Cuccolo che si annida in nidi gia fatti e la fa da padrone, definendo pure il suo opportunismo, evoluzione.
L’attuale crisi economica, checche ne dicano gli esperti del copia e incolla wikipendiani, inizio proprio con la distruzione del Marktwirtschaft di Ludwig Erhard (un liberale) da parte di scellerati come Helmut Kohl e Prodi dopo.
La vittoria dei “Linke” dei quali le giovani generazioni tedesche ancora non si fidano e per questo hanno votato FDP si deve proprio a questo fatto di concretezza e realtà dei fatti, senza Lavoro, e benessere non esiste tranquillità sociale e si lasciano le Porte delle nostre case aperte,e i nidi indifesi all’opportunismo dei cuccoli, che non si riconoscono finche non hanno raggiunto una certa consistenza.
Le demagogie che portano certi gruppi ad invocare l’assoluta liberta di mercato ad esempio può funzionare solamente la dove ogni singolo individuo è un galantuomo che agisce sì nel suo interesse, ma anche nel rispetto degli altri, e non da lestofante che pensa sola a se stesso, invocando per se ogni diritto e liberta anche a discapito della Società intera, chi agisce così, non si può definire un liberale, ma un libertino sociale.
La zia Angelina questa storia l’ha capita da un pezzo ormai, e cercherà di rimediarci, per ora lei si può fidare solo di Sarkozy e di Barroso, la situazione Italiana e ancora troppo confusa,´, la sinistra in mano a dei sinistrati senza traguardo tipo Francheschini e sinistroidi vari, (a proposito, ma il baffetto dove diavolo si è nascosto) che rappresentano l’incapacità totale, se non il caos assoluto, e la politica inglese troppo vicina a POTUS.
La Società Italia ancora è troppo contaminata da opportunisti, libertini sociali e cuccoli vari, per poter ispirare una stabile fiducia politica e sociale, pertanto ancora non completamente affidabile.
Salutönen.
PS.
Nix carisma, bisogna averli quadrati come Frau Merkel, anche se nella foto, riuscitissima nel senso sottinteso, guarda al cielo e sornipona ringrazia.
Le scelte politiche sono il frutto della nostra evoluzione biologica. Gli esseri umani sono primati, quindi animali che vivono in gruppo, che sono biologicamente programmati a riconoscere il leader, il maschio alfa, del gruppo, e a sottometterci ad esso. Le nostre scelte politiche sono influenzate da questi fattori biologici. La vittoria di questi politici con grandi doti carismatiche (Obama, Craxi, Berlusconi, Reagan, Sarkozy etc.) e’ dovuta anche a questo. In tutti quei casi si tratta di persone con grande carisma e comunicatori, in cui le masse si sentono attratte in quanto in questi le masse percepiscono il leader del gruppo, il maschio alfa. E’ sempre stato cosi. Anche nel passato piu’ o meno recente, le scelte politiche degli elettori sono state determinate nel loro subconscio dalla presenza di personalita’ carismatiche che hanno risvegliato gli istinti tribali della gente al di la’ delle idee o delle ideologie politiche. L’appiattimento di queste ideologie ha solamente evidenziato di piu’ quello che c’e’ sempre stato.
Se il PD vuole vincere le elezioni i programmi o la strategie politiche non contano molto. Contano gli uomini che le rappresentano, i maschi alfa, in grado di suscitare l’ammirazione subconscia delle masse. Il PDL vince perche’ ha in Berlusconi questo maschio alfa. Il PD non l’ha ancora trovato.
Non voglio fare il bastian contrario poiché sono un berlusconiano convinto , ma non credo assolutamente alle scelte del popolo. Il popolo è da sempre guidato,dalla classe dominante, ed è ubbidiente come un cane.
Vedi Obama e Mac Cain sono state imposte due figure, di basso profilo, dalla classe dominante ed il popolo non ha scelto proprio nulla, anzi si è illuso di avere scelto.Volete dirmi che in 300.000.000 di americani non c’ era nessuno meglio di questi due tipi?
Torniamo al popolo che è guidato da sempre dalla classe dominante,e non sceglie un bel niente. Romano Prodi che è infinitamente meno carismatico di Berlusconi ha battuto per ben 2 volte il cavaliere ,grazie all’ aiuto dei poteri forti, banche, e della finanza americana. Freedom House,la famosa associazione americana per la libera stampa volta a portare la libertà di stampa nel mondo,casualmente anche qualche guerra con relativi massacri, nella quale associazione hanno collaborato gli ultra conservatori di George W. Bush, come Donald Rumsfeld, Paul Wolfowitz, Jeane Kirkpatrick, Samuel Huntington, Zbigniew Brzezinski e Malcolm Forbes, ha promosso a pieni voti Romano Prodi,mettendo l’ Italia di Prodi tra i primi posti in classifica mondiale,mentre sempre la Freedom House ha retrocesso, nel maggio 2009,l’ Italia di Berlusconi al 73 posto assieme allo stato di Tonga.
Spero in un forte abbraccio economico tra Russia e Germania,così noi europei potremo bilanciare la forza in declino degli Stati Uniti.In Germania c’è stato un travaso di voti dalla social democrazia ai verdi e alla sinistra.La Merkel ha perso piu’ di un punto percentuale.
Tema interessantissimo. Credo che l’affermarsi di movimenti / partiti che uniscono la personalità del leader a proposte pragmatiche sia la risposta ad una profonda disaffezione e disillusione nei confronti della politica fatta dai tradizionali partiti ideologici della seconda metà del XX secolo.
Le ragioni della delusione sono evidenti: distanza dai problemi della gente comune, giochi di palazzo a livello centrale e locale, contrattazione esasperata, clientelismo, scarsa attenzione a PMI e small business, ecc. Sono mali non esclusivamente nostrani perché noi, sudditi dell’ex Regno d’Italia, non siamo gli unici campioni del bizantinismo, siamo solo primus inter pares.
Negli ultimi venti anni sono accaduti fatti che hanno profondamente modificato il modo di sentire e di pensare della gente. La caduta del Muro di Berlino, la globalizzazione, il terrorismo, l’ondata migratoria incontrollata, le due crisi economiche del decennio, nate esclusivamente da eccessi finanziari speculativi, hanno comportato una modifica del modo di porsi nei confronti della cosa pubblica. Non meno importante l’evoluzione della comunicazione via internet, che ha sottratto il monopolio dell’informare ai canali classici e facilmente “filtrabili” della carta stampata e della televisione di stato. Un ulteriore e fondamentale ragione del diffuso scetticismo rappresentato dalla ESTRANEITÀ DEL MODO IN CUI É STATA REALIZZATA L’EUROPA rispetto ai bisogni della gente. L’Europa tutti la vogliamo, ma allo stesso tempo non tolleriamo più il modo in cui sono state condotte le politiche europee, con tanta euro burocrazia ottusa e tanta attenzione alle esigenze della finanza e delle multinazionali a dispetto del più vasto mondo delle PMI, del lavoro e delle famiglie.
Il processo di disaffezione alla tradizionale politica si è sviluppati nell’arco di tempo di una generazione ed ha prodotto tanto la nascita di movimenti e partiti “di protesta” e nella diminuzione dell’affluenza alle urne.
La risposta del centrodestra è stata quella di promuovere programmi pragmatici e leader” forti”, che “mettono la faccia” in prima persona sui programmi e sulla gestione della cosa pubblica. Questo è ciò che la maggioranza della popolazione chiede alla politica. Pragmatismo, attenzione alle esigenze fondamentali dell’economia e dei cittadini, e soprattutto uomini (o donne come Frau Merkel) che si impegnino in prima persona nell’azione di governo, rispondendone direttamente ai cittadini. Non si tratta del desiderio di accettare indiscriminatamente il politico autocratico, bensì di dare credito al leader che sa proporsi ed esporsi in prima persona. Il caso tedesco è emblematico: la Merkel è il contrario del personaggio mediatico; è simpatica per questo, in barba ai guru del marketing. Ma la signora non si sottrae ai suoi doveri, e per questo viene apprezzata e le viene dato credito.
Il caso Obama è diverso. Obama è l’uomo mediatico per eccellenza, ma ha vinto conducendo una campagna ideologica, di cui ne è ancora in parte prigioniero. Negli USA la media della popolazione non è disillusa come noi europei. Obama ha vinto per aver colpito il sentimento della gente.
Tornando a noi, il leader è molto più evidente dell’apparato perché è il primo ad esporsi e perché rappresenta la figura capace di mantenere unito il partito. Infatti, una domanda molto diffusa che viene dal basso è la coesione del partito e della coalizione. Abbiamo tutti esperienza, non solo in Italia, degli effetti negativi della litigiosità fra partiti coalizzati e all’interno dei partiti stessi. Immobilismo, clientelismo, sottobosco politico, sono tutti termini che evocano spreco di risorse e favoritismi e che non piacciono alla maggioranza della popolazione.
Detto ciò, la prognosi per il PD è infausta. L’unica speranza risiede in una radicale operazione di trapianto di testa e di amputazione di arti che agiscono scollegati dal cervello. Sintomo della gravità della situazione è il fatto che oggi stiano seguendo docilmente e pedestremente la politica di Di Pietro, nonostante le continue bastonate che il maneggione di Montenero di Bisaccia gli tira quotidianamente. I lettori il cui sentimento è vicino a quell’area politica, non se ne abbiano a male di queste dure parole. Non ho alcuna intenzione di fare il gufaccio profeta di sventure, voglio solo dargli la sveglia presentando loro la cruda verità.
Saluti vivissimi
La stessa cosa succede in Italia, per la gente il PDL si identifica in Berlusconi e la Lega in Bossi, nel PD manca una figura di riferimento carismatica e lo pagheranno sempre finché non troveranno un leader (il più tardi possibile)
Salve,
Secondo me, l’umanità si trova in questi anni in una sorta di pausa di riflessione . La vittoria economica (in primis) e ideologica del capitalismo ha lasciato l’umanità “a bocca aperta”, per la rapidità degli eventi verificati negli anni 1989 (anche se la preparazione di questi eventi è durata decenni) L’aspetto economico moderno ha trasformato sia il capitalismo classico sia il rimanente potenziale avversario (Cina), facendogli incontrare “a metà strada”. E’ stato però un cambiamento forzato sia da una parte sia dell’altra.
Secondo me, nel Mondo Occidentale mancano dei pensatori, dei teorici, dei filosofi che, partendo dal sistema vincitore, possano immaginare un mondo migliore.
L’espansione del capitalismo non si fa più sul “verticale” (ricercando nuove idee, cercando di migliorare i concetti e le base teoriche, sognando un salto qualitativo) bensì orizzontalmente (globalizzando il sistema esistente, con i suoi difetti e pregi) inducendo anche dei terremoti globali non indifferenti.
Siamo in fase di accumulo quantitativo, che alla fine “esploderà” in un salto qualitativo. Dobbiamo fare però i conti con la scarsità delle idee e con partiti politici, purtroppo, molto assomiglianti tra di loro. Ovviamente, la differenza in questo caso la farà la figura del leader Pian, pianino emergeranno anche i pensatori … abbiate/abbiamo pazienza.
L’evoluzione continua.
Cordialmente,
Dekebalos
Gli elettori di tutti i paesi hanno capito che prima di consumarla, la ricchezza va prodotta.
Data poi l’omologazione dei partiti, ciò che fa premio sui programmi fatti in prevalenza di copia-incolla, è la capacità comunicativa dei leaders.
La Merkel nella precedente tornata elettorale ha avuto la chance di governare e, nonostante lo scetticismo dei più, l’ha giocata alla grande.
In Italia c’è chi perde ancora tempo con l’astrologia politica forse con la consapevolezza di avere una preparazione non più spendindibile in un contesto che cambia continuamente.
@Corrado. Anche il centrodx nostrano si sta legando all’idea di uno stato centrale possessivo. Per non parlare dello “stato sociale” mantenuto dalle tasse.
Un perfetto “stato-mamma”, che si vuole prendere cura di te, come un bambino, e che come un bambino ti tratta, privandoti della libertà propria delle persone adulte.
Naturalmente prendendoti a bastonate se, come un buon adolescente, reclami un po’ di libertà. Di ridurre le tasse non se ne parla. Si parla solo di aumentare la spesa pubblica, preferibilmente per aumentare ogni 2-3 mesi le retribuzioni dei dipendenti pubblici o regalare un po’ di miliardi al sud per perpetuare un assistenzialismo che è la rovina del sud stesso.
Come vede, effettivamente le differenze vanno attenuandosi parecchio. Anzi, su molti temi etici il cdx nostrano è più “statocentrico” persino dei sinistri.
Io non mi rallegro per questa presunta “scomparsa delle ideologie”. Dietro a questo fenomeno si nasconde semplicemente la scomparsa di idee differenti dal centralismo statale, sposato ormai da partiti sia di cdx che di csx praticamente in tutta Europa. Persino in Inghilterra, dove Cameron assomiglia molto più a Blair o a Brown che alla Thatcher. E’ quest’ultima che abbiamo perso, in realtà.
Il doversi rivolgere ad un presunto “carisma” da attorucolo di Hollywood per scegliere i politici riflette, in realtà, una drammatica pochezza di idee, di comprensione della realtà e dei fenomeni che governano il mondo, di una visione strategica che abbia qualche collegamento con la realtà e che non sia un delirio irrealizzabile (ogni riferimento alla “green economy” ed al perseguimento del “bene comune” è voluto).
Più guardiamo ai “temi concreti” (quali sarebbero i “temi concreti”? La “speculazione”?) ed allo charme dei politici, più ci stiamo consegnando in mano a degli imbonitori, a dei venditori di fumo. Imbonitori che si rifanno all’ideologia unica ormai dominante. Un po’ come dire che i politici sovietici non erano ideologizzati.
Equivale a dire che il pd è morto e non lo sa ( lo scrivo da anni qua e là appena posso). Ogni tanto salta fuori la Serracchiani, non so bene chi sia, ma nei titoli della stampa nostrana gli affibbiano affermazioni da brivido per un politico (se lo è e non mi sto confondendo io e non è una piddina), visto che sono deliziosamente evanescenti, mi chiedo perchè le riportano, è dannoso per il partito credo; quanto ai vecchi leoni, per il partito sarebbe meglio dimenticarli tutti. Tutti da quelle parti le hanno sparate grosse, fino a crederci essi stessi, e ormai sono come pugili suonati e rintronati in evidente incapacità di rapportarsi col mondo intorno,in breve si sono autoeliminati a suon di cazzottoni fra colleghi, una cosa divertentissima.. ma ora mentre i pochi residui continuano ad accopparsi tra loro, urge un capo per l’opposizione.. chi è rimasto politicamente vivo? io non lo so, conoscendoli riacchiapperanno un tecnico sbiadito e uomo di “potere” secondo i loro criteri , sarebbe la silenziosa fine definitiva, un problema, ma sarebbe quello che meritano.
Anch’io sono d’accordo! è già un po’ che dico (agli amici) che la cosa strana che la sinistra italiana non ha capito è che contro un leader carismatico non si può pensare di avere chanche presentando non solo Franceschini e Bersani, ma anche Fassino o altri personaggi tristemente attaccati al pianto sul destino dell’Italia.
E di più, io trovo che Berlusconi abbia una cosa in comune con Obama, ed è una cosa che nessun leader (o non leader)della nostra sinistra cossiddetta democratica ha: no, non è semplicemente la sicurezza di sé o il carisma oratorio, é il sorriso!!!
Concordo su tutta la linea. Il partito “classico” sta scemando di importanza. Contano i programmi che si propongono agli elettori e la personalità e credibilità del proponente, cioè del leader.Le ideologie stanno, fortunatamente, tramontando e si configurano schieramenti politici che si confrontano su temi concreti. Qualche dubbio ho sulla esiguità delle differenze tra lo schieramento di centro-sinistra e di centro-destra in Italia.A mio avviso, il centro-sinistra nostrano è ancora troppo legato ad un concetto di Stato centrale possessivo, invadente ed allo stesso tempo scarsamente efficiente. Inoltre, altro aspetto rilevante riguarda l’economia sulla quale, per il centro-sinistra, è sempre preminente lo stato iper-sociale mantenuto a suon di tasse.Infine, è bene sottolineare la figura del “leader” al quale bisogna attribuire poteri e facoltà che gli consentano di portare a termine il proprio programma senza condizionamenti palesemente opportunistici posti in essere da altri “competitori” che non hanno ricevuto il mandato popolare ad esercitare la funzione di governo.