merkelSe ripercorriamo le ultime grandi elezioni nei Paesi europei individuiamo una costante: più che le idee vincono i leader, anche dove non c’è il presidenzialismo. Mi spiego: fino a pochi anni fa il voto cosiddetto di “bandiera” era predominante. La maggior parte degli elettori votava tendenzialmente per lo stesso partito -o lo stesso schieramento - e le differenze erano determinate da quello di opinione, anche di piccole dimensioni.

Ora invece l’elettore è più “liquido”, meno ancorato agli schemi classici, da un lato perchè è cambiata la struttura della società, dall’altro perchè le differenze ideolgiche tra i partiti moderati di centrodestra e quelli di centrosinistra ormai sono minime. In questo contesto il sucesso viene determinato sempre meno dai programmi, ma, sempre di più, dalla personalità del leader. Vince quello più affascinante, carismatico o quello in cui l’elettore medio può più facilmente identificarsi. Obama è l’esempio più evidente di queste tendenze, confermate anche da Sarkozy in Francia, Zapatero in Spagna, Blair in Gran Bretagna fino a quando è rimasto in sella.

Il voto in Germania va nella stessa direzione, sebbene con qualche variazione. La Merkel ha vinto, pur vedendo diminuire i consensi, perchè, pur non essendo magnetica, è rassicurante, stabile, solida; virtù apprezzate in periodi di crisi. L’Spd invece ha puntato su un leader incolore come Steinmeier e non solo ha perso, ma è precipitata ai minimi del dopoguerra. Il suo tracollo è stato aggravato dall’incapacità di formulare una risposta originale, articolata e convincente a una crisi economica che in teoria avrebbe dovuta avvantaggiarla, in quanto forza politica che difende la socialità e i ceti più disagiati. Gli elettori tedeschi non hanno trovato nulla di nuovo nei suoi programmi e hanno preso altre strade.

Quali? I veri vincitori delle elezioni sono i partiti che hanno una linea netta, chiariamente identificabile e un leader dalla forte personalità. I liberali con Westerwelle, Die Linke con Oskar Lafontaine e, in misura minore, i Verdi.

Quanto accaduto in Germania dovrebbe far riflettere tutti i partiti in Europa e il Pd in particolare: Franceschini e Bersani sono due politici grigi, prevedibili e da troppo tempo sulla scena proprio come Steinmeier. Appena li  vede in tv, l’elettore sbadiglia. E in questo periodo di stagnazione economica, il Pd è stato incapace di proporre una sola idea convincente. C’è il vuoto tra i banchi dell’opposizione.

Avanti così e il Pd finirà come l’Spd, forse anche peggio. O sbaglio?