Non è necessario attendere l’esito dell’inchiesta ufficiale per convincersi che l’attentato di stamane a Milano di fronte a una caserma, è dovuto al colpo di testa di un singolo, un ciitadino libico a quanto pare, e non del progetto di un gruppo strutturato. Quando Al Qaida e associazioni affini vogliono far male sul serio pianificano tutto con estrema meticolosità. L’organizzazione è il loro vero asset strategico. Usano esplosivi rudimentali e kamikaze improvvisati, ma usati seguendo schemi sempre terribilmente efficaci e per averne conferma basta ricordare le modalità delle azioni a Bali, New York-Washington e, soprattutto, Londra, Madrid, che sono le più facili da imitare.

Insomma, si è trattato dell’azione di un “cane sciolto” e tale va considerata, senza inutili allarmismi. Piuttosto bisognerebbe chiedersi se l’opera di prevenzione dei nostri servizi segreti e delle forze dell’ordine sia affidabile e la risposta, finora, è sì. Negli anni recenti hanno sventato attentati ben più seri, di cui l’opinione pubblica non sempre è stata consapevole, e anche all’estero beneficiano di un’ottima reputazione proprio per la qualità delle informazioni che trasmettono.

Nessuno può prevedere che cosa accadrà nei prossimi giorni, ma ritengo che l’episodio di oggi non indichi una recrudescenza del terrorismo islamico; semmai è un monito a non abbassare la guardia e a continuare a combattere il terrorismo nell’unico modo davvero efficace: con l’intelligence e l’infiltrazione di agenti mascherati. Un informatore valido e qualche microfono nascosto nei luoghi giusti servono molto più di certe misure coercitive che provocano disagi a tutti nella speranza di colpire (forse) pochi. E penso in particolare a provvedimenti assurdi, come quelli americani che impongono di registrarsi on line alcuni giorni prima di prendere l’aereo.

Accentuiamo i controlli preventivi, ma mantenendo la stessa direzione e dunque senza isteria. Non serve a niente perdere le testa. O sbaglio? 

AGGIORNAMENTO Qualche lettore mi rimprovera di essere stato precipitoso nel commentare l’attentato di ieri a Milano, perchè nel frattempo sono stati scoperti due complici e 100 kg di esplosivo. Accetto volentieri la critica, com’è nello spirito di questo blog, però rilevo qualche dettaglio supplementare, emerso durante l’odierna conferenza stampa. Trattasi non di 100 kg di esplosivo ma di 40 kg di fertilizzante e i complici risultano essere dei guerriglieri alquanto imbranati, uno dei quali talmente sprovveduto da recarsi di fronte alla casa del libico e attirare l’attenzione su di sè rilasciando interviste ai giornalisti. Ribadisco pertanto la mia analisi. L’azione è stata compiuta non da uno ma da tre cani sciolti, tre dilettanti allo sbaraglio che non avevano alcun legame con Al Qaida. Se fosse stato terrorismo vero, l’esito dell’attentato sarebbe stato molto diverso. Premesso che è molto difficile intercettare cellule improvvisate e formate da amici di strada come queste, ritengo che fino ad oggi l’opera di prevenzione sia stata efficace e che questo episodio debba servire da monito alle forze di sicurezza a non abbassare la guardia, senza per questo perdere le testa. Fermezza e senso delle proporzioni, tutto qui.