Le Iene, il programma di Italia Uno, mi sono simpatiche: fanno una tv giovanile, fresca, talvolta volgare ed eccessiva, ma, a suo modo, coraggiosa. Mostra lo spaccato di un’Italia furbetta che, purtroppo, non cambia mai.

Su un tema, però, non sempre riesco a seguire le Iene: la droga. La trattano spesso, facendo campagna contro gli stupefacenti pesanti, talvolta con successo (vedi i servizi dell’ottimo Marco Berrì), ma talvolta no: ho l’impressione che i loro servizi, anziché scoraggiare il consumo, finiscano per produrre l’effetto opposto, rendendola desiderabile, facendo passare subliminalmente il messaggio che viene presa da tutti, soprattutto i più in o fighi, facendo sorgere l’impulso di provarla per capire l’effetto che fa o per trovare conferma alla propria convinzione che fa male e che è inutile.

Un esempio? Il servizio della settimana scorsa, che potete seguire cliccando qui.

Guardatelo e poi ditemi se la mia intuizione è fondata.

Quando poi le Iene trasmettono, come ieri sera, un servizio da Amsterdam, sul concorso della miglior marjuana dell’anno, vinto da un italiano, le perplessità aumentano: era un altisonante inno allo spinello. Le Iene sembrano favorevoli della depenalizzazione totale delle droghe leggere, il che è discutibile ma non scandaloso nè particolarmente originale.

Ma in questo modo rischiano di generare confusione: alcune droghe vanno bene, altre male, anzi malissimo, ma sono desiderate e usate da molti giovani, che peraltro costituiscono il pubblico di riferimento delle Iene. Da qui il paradosso e un dubbio atroce: la tv contro la droga … favorisce la droga, come peraltro la maggior parte dei film, che la banalizzano giustificandola?