Da tempo diffido delle statistiche. Basta poco per cambiare il senso di un dato o manipolare la realtà, come abbiamo visto dopo l’introduzione dell’euro: ufficialmente l’inflazionme è rimasta sotto controllo, in realtà il costo della vita è esploso. Ieri altro esempio eloquente: secondo uno studio dell’Associazione di Fondazione e di Casse di risparmio italiane (Acri) le famiglie che riescono a risparmiare sono in aumento, ma secondo l’Istat sono in diminuzione. A chi credere? Mistero.

Più in generale è molto difficile fotografare la realtà economica italiana. Di solito si calcolano il Pil (che nel 2009 cala) e il debito pubblico (che nel 2009 cresce), con i risultati ben noti a tutti. Quache settimana fa, mi è capitato di leggere un articolo molto interessante dell’economista Marco Fortis, secondo cui la situazione è più rosea di quanto si creda. In Italia la disoccupazione è aumentata ma molto meno rispetto a Gran Bretagna, Stati Uniti, e Spagna, i consumi sono saliti nel secondo trimestre, mentre altrove sono scesi, Inoltre, per ricchezza netta pro capite, l’Italia è addirittura seconda nel G20 dopo il Giappone e il patrimonio delle famiglie è stato intaccato solo marginalmente dalla crisi finanziaria dell’ottobre 2008.

 Insomma: la crisi ha colpito anche da noi e certa aziende in modo drammatico, ma, se Fortis ha ragione, gli italiani complessivamente non sarebbero più poveri.  E questo spigherebbe perchè,  a dispetto di quanto si scrive e si dice, l’Italia tutto sommato regge meglio del previsto. O no?