Nella primavera del 2008 l’arcivescovo di Canterburry si espresse per l’introduzione della shaaria, nel settembre dell’anno scorso il governo britannico decise di tollerare le Corte islamiche sul proprio territorio, ora una delle università britanniche più prestigiose, quella di Cambridge ha deciso di permettere alle studentesse islamiche di indossare il burqa sotto la feluca durante le cerimonie di laurea.

 La revisione del rigido regolamento sull’abbigliamento dell’ ateneo nelle occasioni formali, di cui parla la stampa britannica online, è stata ufficializzata da un portavoce della  Oxford University, che sul Daily Express dichiara: «Diamo il permesso di indossare il burkha integrale se la studentessa l’ha  indossato quotidianamente» durante il suo corso di studi.
  

Una settimana fa, invece, il Burnley College nel Lancashire, aveva chiesto a una studentessa di rimuovere il burqua se voleva iscriversi. Meno male, aggiungo io. Non ho nulla contro il velo islamico, che peraltro non è dissimile da quello indossato per decenni dalle donne cristiane, ma non accetto il burqa, che non è un simbolo religioso, ma un simbolo di oppressione della donna.

Mi chiedo: che succede in Gran Bretagna? E perchè un’istituzione prestigiosa come Cambridge, che fino a pochi mesi fa, era inflessibile nel pretendere il rispetto dell’etichetta, cede improvvisamente ai fondamentalisti islamici?

Perchè di questo si tratta. Decisioni come queste avviliscono i musulmani moderati (ce ne sono e anche più di quanto si creda) mentre rafforzano gli estremisti che, ogni giorno, violano le nostre leggi e i nostri valori, non rispettando, ad esempio, la parità tra uomo e donna.

E’ una concessione che scoraggia il dialogo e l’integrazione, creando un precedente pericoloso. Con l’Islam integralista, invece, bisognerebbe percorrere la strada opposta: fermezza a oltranza. O sbaglio?