No ai minareti? Il mal d’Islam è profondo (non solo in Svizzera)

Ho letto con molto interesse i commenti sul referendum con cui gli svizzeri hanno detto no ai minareti. Emergono due correnti di pensiero: c’è chi lo considera alla stregua di una vittoria  che permette di riscoprire le radici cristiane e chi invece invece interpreta il risultato come una limitazione alla libertà religiosa. Non riesco a riconoscermi nè in un’interpretazione nè nell’altra. La Svizzera non intende in alcun modo limitare la libertà di culto e nemmeno può essere considerata oggi più cristiana di quanto non fosse sabato. Il voto segnala piuttosto la profondità di un problema che politici e intellettuali tendono ad […]

  

Libero Wi-Fi in Italia, io ci sto

Alessandro Gilioli e altri blogger hanno promosso una petizione per ottenere la rimozione delle norme che oggi impediscono il libero Wi-Fi nei luoghi pubblici. Si tratta di questo: nel 2005, dopo gli attentati di Londra, l’allora ministro Pisanu decise che fosse necessario identificare chiunque si connettesse a internet da una postazione pubblica; l’utente avrebbe dovuto esibire un documento d’indetità che sarebbe stato registrato dal gestore del locale. Questa procedura, confermata di anno in anno sia da Prodi che da Berlusconi, di fatto impedisce una libera fruizione del Wi-Fi. L’Italia è l’unico Paese nel mondo occidentale ad aver adottato una misura […]

  

Le aziende cinesi in Italia: così non va

I giornali ne parlano di tanto in tanto e solo sulla spinta di un fatto di cronaca, ma quello delle aziende cinesi in Italia è un problema sempre più serio. L’altro giorno ho intervistato sul Giornale Pino Polli, industriale e presidente dell’Associazione Tessili Vari di Confindustria, il quale, quando gli ho chiesto se fosse possibile battere la concorrenza cinese, ha risposto così: «Sì, purché la si affronti ad armi pari. Oggi noi subiamo una concorrenza sleale e i numerosi abusi delle aziende cinesi non vengono mai puniti in Europa. Inoltre sta esplodendo il problema delle ditte cinesi che lavorano direttamente in […]

  

La globalizzazione? E’ una fregatura…

Sul Giornale di oggi scrivo della rivolta dei piccoli e medi imprenditori in difesa del Made in Italy. Nata nel tessile si sta diffondendo ad altri settori industriali italiani e si sta trasformando in un vero e proprio movimento contro le grandi griffes della moda e ovviamente anche contro Confindustria. Sono già 400 gli imprenditori che hanno aderito. L’iniziativa è guidata da un imprenditore varesino Roberto Belloli, che ho intervistato nell’articolo. Mi ha colpito questo passaggio sulla globalizzazione. «Stiamo uccidendo la nostra ricchezza in nome di una globalizzazione che non ci ha portato alcun vantaggio e che sta favorendo solo l’Estremo […]

  

Nomine di basso profilo, l’Europa sceglie di restare piccola

Come moltio di voi non conosco a sufficienza il premier belga Herman Van Rumpoy, nominato ieri presidente europeo, esprimere un giudizio sulla sua statura politica: forse ci sorprenderà in futuro, ma l’uomo non trasmette alcun carisma e storicamente i leader di Paesi piccoli che assumono alte cariche a livello comunitario finiscono per essere succubi di quelli grandi. Non vedo Van Rompuyper dialogare alla pari con Medvedev, Obama, Hu… E anche la nomina di Catherine Ashton a ministro degli esteri è deludente: ricopriva finora  il ruolo di commissario Ue al commercio e, in quanto britannica, ho l’impressione che sarà più sensibile […]

  

Obama in Cina, resa su tutta la linea

 Più che una novità, è una conferma purtroppo. L’America oggi è succube della Cina e la visita di questi giorni di Obama a Pechino, lo dimostra in modo nemmeno onorevole . Dopo essersi rifiutato di incontrare a Washington il Dalai Lama, il presidente americano ha parlato di diritti umani, peraltro blandamente ma solo in un incontro con selezionatissimo gruppo di studenti di cui i media cinesi non hanno dato notizia. Ha messo la sordina alla guerra commerciale e proprio lui, l’ecologista Obama, d’accordo con Pechino,ha affossato il vertice sull’ecologia di Copenaghen. Si è premurato di assicurare che l’America non intende esportare il proprio modello di democrazia e messo […]

  

L’Italia che merita la nostra riconoscenza…

Approfitto del mio blog per riproporre un articolo uscito ieri sul Giornale, ma che, per problemi tecnici, non era visibile sul sito. E’ una riflessione che ho sviluppato conducendo l’inchiesta sull’Italia che va, di cui vi ho già parlato su questo blog. E’ più lungo del solito – e me ne scuso – ma ritengo meriti la lettura. I vostri commenti sono, come sempre, benvenuti…  C’è un’Italia di cui dovremmo essere orgogliosi, ma di cui si parla pochissimo, sebbene sia dappertutto; nel nord, nel centro in qualche caso anche nel Sud. E’ l’Italia delle aziende che è riuscita a battere la crisi senza chiedere […]

  

Influenza A, se anche il pneumologo perde la testa…

Chi legge questo blog, sa come la penso sull’Influenza A, meglio nota come suina. Sin dall’inizio, nell’aprile di quest’anno, l’ho denunciata come un’operazione di spin, assolutamente ingiustificata dal punto di vista medico. Gli ultimi dati dimostrano che l’allarme è a dir poco esagerato, con un tasso di mortalità infinitesimale, non solo in Italia ma nel mondo. Eppure la paura, anziché diminuire, aumenta – come tra l’altro ho spiegato in un’intervista alla trasmissione di  Rai Due Voyager, che andrà in onda lunedì sera alle 21 – e sta toccando punte di isteria collettiva, pari a quelle raggiunta in occasione dell’allarme per le […]

  

Obama un anno dopo, promosso o bocciato in economia?

Domani, 4 novembre, cade il primo anniversario dell’elezione di Obama. In realtà il presidente americano ha iniziato a governare solo il 20 gennaio 2009, ma la data è simbolica e permette un primo bilancio del suo operato. Recentemente abbiamo parlato della sua politica estera, ora è il caso di tentare un consuntivo sulla sua gestione dell’economia. Un anno fa la sua sembrava una missione impossibile: il sistema finanziario mondiale era sull’orlo del fallimento, mentre l’economia mondiale, trascinata da quella americana, galoppava verso la recessione più pesante degli ultimi 70 anni. Oggi la situazione appare decisamente migliore: il «credit crunch» è […]

  

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