Obama un anno dopo, promosso o bocciato in economia?
Domani, 4 novembre, cade il primo anniversario dell’elezione di Obama. In realtà il presidente americano ha iniziato a governare solo il 20 gennaio 2009, ma la data è simbolica e permette un primo bilancio del suo operato. Recentemente abbiamo parlato della sua politica estera, ora è il caso di tentare un consuntivo sulla sua gestione dell’economia.
Un anno fa la sua sembrava una missione impossibile: il sistema finanziario mondiale era sull’orlo del fallimento, mentre l’economia mondiale, trascinata da quella americana, galoppava verso la recessione più pesante degli ultimi 70 anni. Oggi la situazione appare decisamente migliore: il «credit crunch» è stato evitato e la crisi, benché pesante, non è paragonabile a quella del ’29. «Il peggio è passato», proclamano gli economisti. Bravo Obama, dunque. ma è davvero così?
Il presidente degli Stati Uniti ha sì salvato il paziente da morte quasi certa, ma ricorrendo a cure pesantissime e senza riuscire a estirpare il male che, come un tumore, rischia di riemergere in futuro. Vediamo perché.
1) il salvataggio dell’economia Usa è avvenuto a un costo esorbitante, tutto a carico dello Stato. Il deficit pubblico galoppa a due cifre, mentre il debito, che nel 2008 era pari al 70% del Pil, è salito al 90,4%, pari a un aumento di venti punti percentuali in dodici mesi e con la prospettiva di salire al 101% nel 2011. Sono livelli non lontani da quelli italiani. Non mi sembra un gran risultato, tanto più che l’esiguo risparmio degli americani non consente di finanziare l’acquisto di una massa immensa di Treasury bonds. Dunque l’America è ancora più dipendente dall’estero e in particolare dalla Cina.
2) Il dollaro. Come può la moneta di un Paese in rosso per 13mila miliardi di dollari rimanere la valuta di riferimento mondiale? La risposta è semplice: non può. Questo 2009 rischia di essere ricordato come il primo di un ridimensionamento strutturale del dollaro, che in un futuro non lontano appare destinato a perdere il proprio ruolo di moneta di scambio e di riserva, come accaduto alla sterlina nel dopoguerra.
3) La recessione. Nell’ultimo trimestre il Pil americano è salito a sorpresa del 3,5%, ma grazie soprattutto ai colossi incentivi pubblici varati da Obama, che stanno finendo. Una bella iniezione di cortisone, e poi? Il paziente resta piuttosto debole. La disoccupazione ha toccato il 9,8% e potrebbe arrivare al 12%, il mercato immobiliare è asfittico, l’economia privata (quella vera, non drogata dallo Stato) resta anemica.
4) C’è un solo settore che va benissimo: quello finanziario. Obama aveva promesso il cambiamento e la fine dello strapotere delle lobby soprattutto bancarie. È accaduto esattamente il contrario. Il presidente capisce poco di finanza, per sua stessa ammissione, e ha nominato Timothy Geithner ministro del Tesoro, a Larry Summers superconsigliere economico, confermando Ben Bernanke alla guida della Federal Reserve, ovvero si è affidato a tre economisti espressione del mondo che Obama voleva combattere e che infatti hanno fatto gli interessi di Wall Street. La Borsa è salita, ma dopo che le autorità hanno cambiato i criteri contabili delle società, permettendo di nascondere i debiti inesibigili.
Le banche Usa hanno incassato 700 miliardi di dollari in sovvenzioni statali, oggi sono più forti e potenti di prima. Nonostante le polemiche sui bonus, i banchieri incasseranno nel 2009 premi per 140 miliardi di dollari, dieci in più rispetto al 2007, mentre le annunciate riforme sono rimaste sulla carta. Finanza creativa, derivati, esposizione al rischio, trasparenza: tutto è rimasto come prima.
5) Del suo programma originario Obama ha mantenuto l’impegno a incentivare forme di energia più pulite e un’economia più verde. Troppo poco e con modalità ancora vaghe. La tanto decantata Obamanomics non si vede. E il presidente più che innovare, per ora conserva. Con un rischio sempre più evidente: quello di una nuova bolla di Borsa che forse proprio in questi giorni sta esplodendo.
Non riesco proprio a festeggiare e resto molto cauto sulla salute dell’economia americana e dunque di quella mondiale. A torto o a ragione?

Luca, I stand corrected for the 60 votes. Thanks.
Dearest Luca – no need to translate, I’m bilingual.
I’m also in agreement with most of the points you make, except:
1. Sono ancora dell’opinione che la quota parte pagata dal datore di lavoro per l’assicurazione sanitaria di un suo dipendente sia un vantaggio per entrambi.
Faccio un esempio: supponiamo che la mia assicurazione costi $1000, di cui $300 a carico mio e $700 a carico del mio datore di lavoro.
Sui $700 pagati on my behalf dal datore di lavoro direttamente all’assicurazione, non pago tasse. Questa esenzione e’ il mio “guadagno”.
D’altro canto, il mio datore di lavoro si scala $700 dal suo income, e questo e’ il suo “guadagno”.
In sostanza, forse in misura disuguale, ma ci “guadagniamo” entrambi.
2. Per i 60 voti, non sono piu’ cosi’ sicuro, adesso ho dei dubbi.
Dovrei fare una ricerchina ma adesso non ho tempo, forse questo fine settimana.
Da quanto mi ricordo “a memoria”, pero’, mi sembrava che 60 voti fossero necessari per l’approvazione senza discussione (eliminando pertanto il pericolo della filibusta da parte dell’opposizione).
Con meno di 60 voti, si deve aprire la discussione, aprendo cosi’ la porta alla filibusta dell’opposizione (che in pratica consiste in una serie infinita di emendamenti, col quasi certo risultato di uccidere la proposta).
(Questo sarebbe molto probabilmente il caso con l’attuale riforma sanitaria)
Se, tuttavia, la filibusta non si verifica, ma solo una “normale” discussione, allora per l’approvazione a discussione finita sono sufficienti 51 voti (o 50 + quello del vicepresidente).
That’s what I remember quoting from memory.
Thanks for your time.
Carissimo Dante,
Capisco la sua impressione che sia anche il dipendente a guadagnarci sia giustificata ma di fatto non e’ corretta. Di base il costo dell’assicurazione medica e’ condiviso tra il dipendente e la compagnia. Io pago le tasse sulla mia parte mentre la compagnia e’ detassata. Ora, di fatto la compagnia ci guadagna in maniera spropositata in quanto lo stipendio non e’ detraibile mentre le spese mediche (Caso unico) lo sono senza neppure avere un tetto sopra cui le tasse vengono applicate.
Il risultato e’ che il costo delle polizze aumenta in maniera artificiale visto che il datore di lavoro ha interesse ad aumentarlo per evitare le tasse e ovviamente la compagnia assicuratrice non ha problemi a prendere piu’ soldi. Il risultato e’ che i datori di lavoro scivolano su aliquote fiscali piu’ basse, io mi vedo lo stipendio che non aumenta in maniera significative e, beffa finale, ottengo lo stesso servizio pagandolo assai di piu’ del dovuto.
Se per uscire da questo sistema perverso richiedessi i soldi dell’assicurazione versati sulla mia busta e decidessi di arragiarmi con un assicurazione privata pagherei le tasse su quei soldi e finirei dalla padella nella brace…. come a dire che il sistema e’ completamente scassato. Il che non dovrebbe essere una sorpresa. Fu inventato da quel sant’uomo di FDR e a suo tempo aveva il significato di incentivare i datori di lavoro a fornire un’assicurazione medica ai dipendenti. Sfortunatamente quello che funzionava 60 anni fa e’ oggi un disastro.
Riguardo ai 60 voti al senato mi spiace fare una correzzione. I 60 voti sono indispensabili per discutere la legge. Se non ci sono la legge viene cestinata direttamente senza essere mai discussa o votata. E’ quello che viene definito diritto di filibusta. La ragione per cui esiste e’ che gli Stati Uniti sono una repubblica Federale. Abbiamo 100 senatori, 2 per ogni stato. Non importa quanto grande o piccolo sia sono sempre 2. Per evitare che una maggioranza risicata di 51 senatori che non e’ necesariamente rappresentativa della maggioranza degli Americani (Visto che puo’ includere tutti gli stati piu’ piccoli o con minor popolazione) possa martellare una legge nel gozzo della maggioranza del popolo Americano sono richiesti 60 voti per discutere una legge (In caso che un gruppo parlamentare invochi il diritto di Filibusta).
Questo fu fatto per favorire un compromesso che accontentasse tutti. Ovviamente al tempo dei Padri fondatori non si viveva in un clima politico cosi’ acceso.
Se Lieberman non vota la legge non passa. Di fatto la versione votata alla camera non sara’ votata al senato perche’ non si raggiunge il magico 60. Di conseguenza e’ gia’ decaduta. Tutti questi sono solo giochi politici di Ms Pelosi che sta cercando di ricattare i senatori democratici senza, tuttavia, riuscirci.
Tanto per concludere… nessuna riforma passera’ e visto il proditto del congresso non dovrebbe dispiacere. Una riforma e’ necessaria, questa riforma e’ un disastro. Se non mi crede puo’ leggere il seguente articolo tratto dal wall street journal. Altro organo di Murdoch, tuttavia l’articolo e’ del decano della scuola medica di Harvard riconusciuta come una delle universita’ piu’ liberali d’America (e la migliore del mondo). Mi scuso ma non ho il tempo di tradurlo dall’Inglese.
Carissimo Dante,
Capisco la sua impressione che sia anche il dipendente a guadagnarci sia giustificata ma di fatto non e’ corretta. Di base il costo dell’assicurazione medica e’ condiviso tra il dipendente e la compagnia. Io pago le tasse sulla mia parte mentre la compagnia e’ detassata. Ora, di fatto la compagnia ci guadagna in maniera spropositata in quanto lo stipendio non e’ detraibile mentre le spese mediche (Caso unico) lo sono senza neppure avere un tetto sopra cui le tasse vengono applicate.
Il risultato e’ che il costo delle polizze aumenta in maniera artificiale visto che il datore di lavoro ha interesse ad aumentarlo per evitare le tasse e ovviamente la compagnia assicuratrice non ha problemi a prendere piu’ soldi. Il risultato e’ che i datori di lavoro scivolano su aliquote fiscali piu’ basse, io mi vedo lo stipendio che non aumenta in maniera significative e, beffa finale, ottengo lo stesso servizio pagandolo assai di piu’ del dovuto.
Se per uscire da questo sistema perverso richiedessi i soldi dell’assicurazione versati sulla mia busta e decidessi di arragiarmi con un assicurazione privata pagherei le tasse su quei soldi e finirei dalla padella nella brace…. come a dire che il sistema e’ completamente scassato. Il che non dovrebbe essere una sorpresa. Fu inventato da quel sant’uomo di FDR e a suo tempo aveva il significato di incentivare i datori di lavoro a fornire un’assicurazione medica ai dipendenti. Sfortunatamente quello che funzionava 60 anni fa e’ oggi un disastro.
Riguardo ai 60 voti al senato mi spiace fare una correzzione. I 60 voti sono indispensabili per discutere la legge. Se non ci sono la legge viene cestinata direttamente senza essere mai discussa o votata. E’ quello che viene definito diritto di filibusta. La ragione per cui esiste e’ che gli Stati Uniti sono una repubblica Federale. Abbiamo 100 senatori, 2 per ogni stato. Non importa quanto grande o piccolo sia sono sempre 2. Per evitare che una maggioranza risicata di 51 senatori che non e’ necesariamente rappresentativa della maggioranza degli Americani (Visto che puo’ includere tutti gli stati piu’ piccoli o con minor popolazione) possa martellare una legge nel gozzo della maggioranza del popolo Americano sono richiesti 60 voti per discutere una legge (In caso che un gruppo parlamentare invochi il diritto di Filibusta).
Questo fu fatto per favorire un compromesso che accontentasse tutti. Ovviamente al tempo dei Padri fondatori non si viveva in un clima politico cosi’ acceso.
Se Lieberman non vota la legge non passa. Di fatto la versione votata alla camera non sara’ votata al senato perche’ non si raggiunge il magico 60. Di conseguenza e’ gia’ decaduta. Tutti questi sono solo giochi politici di Ms Pelosi che sta cercando di ricattare i senatori democratici senza, tuttavia, riuscirci.
Tanto per concludere… nessuna riforma passera’ e visto il proditto del congresso non dovrebbe dispiacere. Una riforma e’ necessaria, questa riforma e’ un disastro. Se non mi crede puo’ leggere il seguente articolo tratto dal wall street journal. Altro organo di Murdoch, tuttavia l’articolo e’ del decano della scuola medica di Harvard riconusciuta come una delle universita’ piu’ liberali d’America (e la migliore del mondo). Mi scuso ma non ho il tempo di tradurlo dall’Inglese.
By JEFFREY S. FLIER
As the dean of Harvard Medical School I am frequently asked to comment on the health-reform debate. I’d give it a failing grade.
Instead of forthrightly dealing with the fundamental problems, discussion is dominated by rival factions struggling to enact or defeat President Barack Obama’s agenda. The rhetoric on both sides is exaggerated and often deceptive. Those of us for whom the central issue is health—not politics—have been left in the lurch. And as controversy heads toward a conclusion in Washington, it appears that the people who favor the legislation are engaged in collective denial.
Our health-care system suffers from problems of cost, access and quality, and needs major reform. Tax policy drives employment-based insurance; this begets overinsurance and drives costs upward while creating inequities for the unemployed and self-employed. A regulatory morass limits innovation. And deep flaws in Medicare and Medicaid drive spending without optimizing care.
Speeches and news reports can lead you to believe that proposed congressional legislation would tackle the problems of cost, access and quality. But that’s not true. The various bills do deal with access by expanding Medicaid and mandating subsidized insurance at substantial cost—and thus addresses an important social goal. However, there are no provisions to substantively control the growth of costs or raise the quality of care. So the overall effort will fail to qualify as reform.
In discussions with dozens of health-care leaders and economists, I find near unanimity of opinion that, whatever its shape, the final legislation that will emerge from Congress will markedly accelerate national health-care spending rather than restrain it. Likewise, nearly all agree that the legislation would do little or nothing to improve quality or change health-care’s dysfunctional delivery system. The system we have now promotes fragmented care and makes it more difficult than it should be to assess outcomes and patient satisfaction. The true costs of health care are disguised, competition based on price and quality are almost impossible, and patients lose their ability to be the ultimate judges of value.
Worse, currently proposed federal legislation would undermine any potential for real innovation in insurance and the provision of care. It would do so by overregulating the health-care system in the service of special interests such as insurance companies, hospitals, professional organizations and pharmaceutical companies, rather than the patients who should be our primary concern.
In effect, while the legislation would enhance access to insurance, the trade-off would be an accelerated crisis of health-care costs and perpetuation of the current dysfunctional system—now with many more participants. This will make an eventual solution even more difficult. Ultimately, our capacity to innovate and develop new therapies would suffer most of all.
There are important lessons to be learned from recent experience with reform in Massachusetts. Here, insurance mandates similar to those proposed in the federal legislation succeeded in expanding coverage but—despite initial predictions—increased total spending.
A “Special Commission on the Health Care Payment System” recently declared that the Massachusetts health-care payment system must be changed over the next five years, most likely to one involving “capitated” payments instead of the traditional fee-for-service system. Capitation means that newly created organizations of physicians and other health-care providers will be given limited dollars per patient for all of their care, allowing for shared savings if spending is below the targets. Unfortunately, the details of this massive change—necessitated by skyrocketing costs and a desire to improve quality—are completely unspecified by the commission, although a new Massachusetts state bureaucracy clearly will be required.
Yet it’s entirely unclear how such unspecified changes would impact physician practices and compensation, hospital organizations and their capacity to invest, and the ability of patients to receive the kind and quality of care they desire. Similar challenges would eventually confront the entire country on a more explosive scale if the current legislation becomes law.
Selling an uncertain and potentially unwelcome outcome such as this to the public would be a challenging task. It is easier to assert, confidently but disingenuously, that decreased costs and enhanced quality would result from the current legislation.
So the majority of our representatives may congratulate themselves on reducing the number of uninsured, while quietly understanding this can only be the first step of a multiyear process to more drastically change the organization and funding of health care in America. I have met many people for whom this strategy is conscious and explicit.
We should not be making public policy in such a crucial area by keeping the electorate ignorant of the actual road ahead.
P.S. 2
“Peggio ancora Lieberman ha promesso di votare contro la riforma sanitaria al senato e il suo voto sarebbe sufficiente a decretare la morte della legge (Servono 60 voti su cento per approvare la discussione di una legge al senato… Lieberman e’ il magico numero 60).”
60 sono i voti necessari per approvare una legge SENZA DIBATTITO.
Per l’approvazione sono sufficienti 51 voti (o 50 + quello del vicepresidente)
P.S. Anche Sanders e’ indipendente.
58 dems, 40 repubs, 2 indep.
Luca Scrive: November 13th, 2009 at 7:47 pm:
Concordo su quasi tutti i punti, eccetto che questo:
“…i soldi spesi dal datore di lavoro per provvedere ai dipendenti un’assicurazione medica sono detratti dalla compagnia dalla loro dichiarazione dei redditi conseguentemente appaiono su tale dichiarazione: nella colonna delle detrazioni. Questo significa che chi attualmente guadagna dalla detrazione non sono i dipendenti ma la compagnia.”
Il datore di lavoro guadagna la detrazione, il dipendente guadagna l’esenzione.
Entrambi ci “guadagnano”.
Tu mi dai $100 che ti scali dalle tasse (il tuo “guadagno”), io incasso $100 su cui non pago tasse (il mio “guadagno”)
You make some very good points…
All right… let’s try again.
Io capisco che l’ignoranza Italica riguardo all’America e’ grande quanto quella Americana nei confronti dell’Italia ma ci sono pure dei limiti.
Primo: ho letto l’articolo del NYT che criticava Obama per non aver fatto abbastanza… per promuovere le politiche liberal. Presentare un chiaro esempio di partigianeria come prova di equilibratezza e’ veramente eccessivo. FOXNEWS e’ di parte Conservative e il NYT Liberal: cerchiamo di convivere con questo fatto. Da notare che conservative non significa Repubblicano (E’ solo una corrente del partito) cosi’ come liberal non significa democrats, di nuovo e’ solo una corrente del partito.
Altra grave inesattezza: i soldi spesi dal datore di lavoro per provvedere ai dipendenti un’assicurazione medica sono detratti dalla compagnia dalla loro dichiarazione dei redditi conseguentemente appaiono su tale dichiarazione: nella colonna delle detrazioni. Questo significa che chi attualmente guadagna dalla detrazione non sono i dipendenti ma la compagnia. Ma ancora piu’ importante: questa legge (Che risale ai tempi di Roosevelt o Truman) e’ di fatto universalmente considerata ingiusta e lesiva. Ma dai repubblicani, non dai democratici. Guarda caso i maggiori beneficiari di questi loopholes sono infatti i sindacati che hanno avuto maggior facilita’ a strappare concessioni sui fringe benefits detassati (Come l’assicurazione medica) che sui salari. Il risultato e’ che gli US sono pieni di lavoratori sindacalizzati con polizze da nababbo i quali verrebbero duramente colpiti se tale reddito fosse tassato. Tanto per chiarire: sara’ pure una follia tutta nostrana ma temo che presentare questo dato come prova del terribile sistema sanitario Americano e’ magari giusto ma dimostra piu’ che altro l’inabilita’ del partito democratico di avanzare una proposta seria. McCain e i repubblicani volevano abolire queste detrazioni non i democratici che infatti non lo hanno fatto e hanno pure avuto problemi a tassare polizze da 23K (Il doppio della media nazionale).
Altro mito da sfatare una volta per tutte. Qui in America non esistono statistiche sanitarie serie. La ragione e’ che non esiste un sistema sanitario centrale cosi’ come non esiste un anagrafe centrale ne alcun sistema centralizzato relativamente a situazioni locali degli stati. Chiunque presenti statistiche sugli Stati Uniti lo fa presentando studi sponsorizzati da associazioni private con precise agende. Molto semplicemente il piu’ delle volte i numeri sono solo significativi del colore politico dello sponsor che di una realta’ fattuale. Purtroppo siccome l’America e’ la patria delle statistiche pochi se ne rendono conto e spesso viene semplicemente scelto il numero adeguato a dimostrare una tesi piuttosto che indicativo di una realta’. E’ facile dire, per esempio, che 14 mila persone perdono la copertura sanitaria ogni mese e dimenticarsi che e’ normale per chi cambia lavoro che la copertura sanitaria sia sospesa al momento del passaggio alla nuova azienda. La statistica e’ realistica ma siccome nessuno sa quante di queste 14mila persone perdono l’assicurazione e quante invece hanno solo cambiato lavoro non ha alcun sigificato ed e’ usata solo da estremisti liberal come fosse un martello. Cerchiamo di capirci: abbiamo diversi cerebrolesi in America sia a sinistra che a destra…. il fatto che parliono a vanvera in un senso o nell’altro non significa che abbiano ragione. Di solito e’ vero il contrario.
Ma in ogni caso il punto e’ ben diverso: tutte le statistiche danno i consensi dei Democratici in crollo. Quelle politiche sono alcune delle poche statistiche veramente serie qui da noi. La ragione? well se sono sbagliate i candidati perdono le elezioni quindi c’e’ grande interesse per renderele il piu’ accurate possibile (A differenza di statistiche piu’ sociali come quelle sulla disoccupazione o sulla sanita’ dove l’interesse e’ fare punti politici). Per la prima volta in 5 anni la statistica relativa ai candidati generici e’ girata a favore dei repubblicani. Gli indipendenti danno la preferenza ai repubblicani con 22 punti di vantaggio sui democratici, Dodds (uno dei piu’ importanti senatori Democratici) e’ indietro di 11 punti sul candidato repubblicano nel suo stato.
Peggio ancora Lieberman ha promesso di votare contro la riforma sanitaria al senato e il suo voto sarebbe sufficiente a decretare la morte della legge (Servono 60 voti su cento per approvare la discussione di una legge al senato… Lieberman e’ il magico numero 60).
l’intero senato e’ piuttosto indeciso e sembra intenzionato ad andare in vacanza senza votare la legge. La ragione e’ semplice: se questa riforma sanitaria passasse i democratici rischiano di perdere seggi chiave al senato (Incluso il seggio dell’attuale leader Democratico al Senato). Ovviamente, al contrario delle dichiarazioni pubbliche di fiducia, non sono pochi i senatori e rappresentanti democratici preoccupati piu’ per il loro posto di lavoro che per la disoccupazione sopra al 10% (Altra statistica strana visto che misura chi si considera disoccupato piuttosto che chi non ha un lavoro… ma questa discussione meriterebbe un capitolo a se).
Bottom line: la questione non e’ riguardo alla necessita’ della riforma sanitaria (Che e’ un fatto dovuto da 60 anni ma che questo congresso ha gia’ gravemente compromesso) quanto piuttosto al capitale politico di Obama e dei Democratici che diminuiscono a vista d’occhio. Cerchiamo di capirci: tutto puo’ cambiare e io sono il primo ad augurarmi che l’economia riprenda sul serio la disoccupazione possa scendere e’ Obama possa giustificare il suo premio Nobel diventando un grande presidente.
Purtroppo al momento non sembra possibile.
Infatti, lo scemo non e’ lui…
Scemi sono i Mickey Mouse che l’hanno votato!
(Si puo’ dire, si puo’ dire… yes WE can!)
Che cos’e’ lo spin…?
Ognuno puo’ avere la propria definizione, cosi’ come ognuno puo’ sentire e leggere quello che gli va di sentire e leggere.
Proprio su questo Giornale c’e’ un bell’esempio: la notizia del passaggio alla Camera della “Riforma” e’ stata riportata con “220-215″, … un repubblicano e “alcuni democratici” hanno votato contro…
Aho’… so’ 39 i democratici che hanno votato contro…
Che interesse ha Il Giornale ha spinnare…?
Un c’e’ piu’ religione…
stefano Scrive: November 9th, 2009 at 9:46 am
gli americani stanno aprendo gli occhi e capendo che Obama ha raccontato loro una bella favola: purtroppo la fata turchina ha la bacchetta magica ’scarica’ e tutte le belle promesse si stanno una ad una rivelando delle bufale. Anche sulla sanità tutto ’sto grande successo non sembra: 5 voti di scarto sono un po’ pochini. Per informazioni sul quorum risicato contattino Prodi, maestro giocoliere in materia.
——————————-
Non preoccuparti, Stefano, che Obama non e’ scemo… ha capito come si fa… la prossima volta, anche quando avra’ sulla carta una larghissima maggioranza chierera’ la fiducia, come fanno dalle nostre parti…
Saluti.
Salve.
Fino a questa mattina non sapevo che dall’altra parte dello Stagno esistesse una “Mission Readines.org”, questo l’ho appreso questa mattina dal Giornale.
Questo naturalmente dimostra grazie a Dio, che dall’altra parte, non tutti siano una Banda di rincoglionuten.
Quote
Today we are confronted by a sobering statistic from the U.S. Army:
75% of young Americans are ineligible to serve their country because they have either failed to graduate high school, engaged in criminal activity, or are physically or mentally unfit. Unquote
«Ready, willing and unable to serve,» (Pronti, volenterosi e inabili al servizio militare) – spiega il Washington Post –
Vedi anche il mio post November 6th 2009 @11:334 pm
Fischia merlo.
Salutönen
gli americani stanno aprendo gli occhi e capendo che Obama ha raccontato loro una bella favola: purtroppo la fata turchina ha la bacchetta magica ‘scarica’ e tutte le belle promesse si stanno una ad una rivelando delle bufale. Anche sulla sanità tutto ‘sto grande successo non sembra: 5 voti di scarto sono un po’ pochini. Per informazioni sul quorum risicato contattino Prodi, maestro giocoliere in materia.
“Quanti di questi 18 mila sono bambini?”
Sono tutti bambini, per evitare che col tempo diventino vecchi rompic….ni, secondo il detto toscano “I vecchi andrebbero ammazzati tutti da bambini”.
Smettila di menare il can per l’aia… QUANDO?
Quando “altre” news ne hanno cominciato a parlare…?
Quando registravano “Mickey Mouse” per i democratici…?
Un po’ scarsetti per il “miglior quotidiano al mondo”.
Salve
Novità da Euronews. de, di ieri.
Euronews tv dice che ogni giorno negli SU 14 mila persone perdono la copertura sanitaria.
Dice anche che la riforma sanitaria costera 800 miliardi di US$ e che procapite e due volte più costosa che quella tedesca.
E poi spiega anche che ogni anno negli SU, 18 mila persome muoiono pre mancanza di cure mediche adeguate.
In questi casi qui fioccherebbero le denuncie per omicido colposo, se necessario anche contro iul Ministero della Sanità.
Perfino nei Gulag sovietici (nel caso dei 18 mila, dico io9, i detenuti avevano cure mediche migliori.
Domanda ai sapienti dall’altra parte dello stagno: Quanti stenti, quanti dolori, quante agonie ci vogliono perche un essere Umano muoia per malattia senza medicine o operazione necessaria?
Quanti di questi 18 mila sono bambini?
Quante Via Cricis e quanti Golgota devono scalare questi poveri cristi prima che la Morte misericordiosa li liberi dal loro Calvario?
Salutönen
Dante Scrive: November 8th, 2009 at 3:07 am
Certo che se questi sono esempi di “critica” e “dissenso”, si capisce come quelli di Fox News siano visti come “feroci attacchi”
(Per esempio, le relazioni fra Casa Bianca e Acorn, Van Jones, Jennings, etc).
Quand’e’ che il NYT ne ha parlato…?
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Ciao Dante:
non ho capito a che gioco stai giocando… basta digitare “acorn white house” sul 3search” della pagina web del NYT e trovi una lista di pagine di links a articoli, blogs, discussioni, lettere e/o commenti di lettori… tutto questo sulle pagine del sito web del NYT.
Roberto
Certo che se questi sono esempi di “critica” e “dissenso”, si capisce come quelli di Fox News siano visti come “feroci attacchi”
(Per esempio, le relazioni fra Casa Bianca e Acorn, Van Jones, Jennings, etc).
Quand’e’ che il NYT ne ha parlato…?
Sonya Scrive: November 6th, 2009 at 6:50 pm
per Robrto
“Ciao Sonya:
il NYT e’ il miglior quotidiano al mondo. Punto.
E’ dichiaratamente liberal, come li chiamate voi i comunisti ( )… ma non lesina le critiche a nessuno, Obama incluso, al contrario di Faux News che non ha mai, dico mai, criticato Bush.”
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Ma va’ Roberto, il NYT, ha 9 opinionisti su 10 liberlali di sinistra.
Il NYT ha spazzato sotto il tappeto tutto il passato di Obama, lo ha osannato a iosa ed ha influenzate le elezioni in casa e in Europa.
FOX NEWS e’ bilanciato, parlo delle NEWS, quando dovuto sono stati contrari a G.W.Bush, perfino Bill O’Reilly era contrario alla guerra in Iraq.
Non credo che tu pretenda che tutti i Media siano di sinistra.
Bye……….
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Ciao Sonya:
guarda, leggo proprio ora sul sito web del NYT… pagina Op-Ed/Editorials:
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Editorial
Investors Beware
President Obama and his aides need to do a lot more to close the regulatory gaps that allowed the financial system to spin dangerously out of control.
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… e continua…
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CHARLES M. BLOW
Obama’s to Fix
The financial crisis may have begun on George W. Bush’s watch, but the lack of jobs is now President Obama’s problem, and he needs to act quickly to solve it.
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… a me sembrano tutti e due, l’editoriale e l’articolo, critici di Obama e/o del suo governo.
Ciao,
Roberto
Scusate se riassumo:” Obama è una sòla.” (e che resti tra noi, sennò Veltroni si suicida…)
Salve.
Da questa parte dello stagno risulta che la sicurezza Nazionale di uno Stato dipende anche dalle condizioni generali die Salute della sua popolazione, pertanto di importanza primordiale e vitale interesse per la Nazione.
È pazzesco lasciare questo rilevante aspetto nelle mani di quattro tirapiedi e venditori di biglietti della lotteria sanitaria.
Salutönen
LA RIFORMA GORETTI
PARTE PRIMA: Come l’assicurazione sanitaria USA (non) funziona oggi:
La sanita’ USA si basa su un sistema misto pubblico-privato. La maggioranza degli americani si assicurano tramite il loro datore di lavoro. Difatti il sistema e’ spesso chiamato un “employer based system” (sistema basato sul datore di lavoro). Il datore di lavoro in genere assicura i propri dipendenti con delle polizze di gruppo (Group Insurance) i cui premi sono stabiliti dalle compagnie d’assicurazione sulla base di certi parametri (numero, sesso, eta’ media, claim history, rischio infortuni ecc. della popolazione dei dipendenti). Il datore di lavoro sceglie la polizza che ritiene migliore per la propria azienda sulla base del prezzo, ma anche sulla base della qualita’ del prodotto assicurativo, in modo da consentirgli di attrarre talento nella sua azienda senza allo stesso tempo spendere troppo. A volte il datore compra la copertura con due livelli di polizza di diverso costo e parametri, che il lavoratore scelte. Quando questo accade, in genere le scelte sono un piano HMO (Health Maintenance Organization) ed un PPO (Preferred Provider Organization). Con il primo le scelte dei medici ed ospedali sono piu’ restrittive, ma il premio e’ minore perche’ l’assicurazione controlla i costi meglio (il medico di base deve approvare tutte le procedure specialistiche, simile al sistema italiano), con il secondo tipo il premio e’ maggiore ma offre piu’ scelta (puoi andare dallo specialista senza passare dal medico di base prima e hai piu’ ospedali che puoi usare). Il lavoratore poi sceglie quale dei due piani preferisce. Il datore di lavoro poi paga il premio, ma non l’intero ammontare. Mediamente il datore paga circa l’85% del premio per un dipendente single, e circa il 70% per una polizza familiare. Il residuo del premio non coperto dal datore di lavoro viene pagato dal dipendente con detrazioni che sono visibili ad ogni busta paga. Il costo medio di una group insurance (premio annuale) e’ di oltre $13000 per una polizza che copre la famiglia, e di oltre $4000 per una polizza per il singolo lavoratore. Le percentuali pagate dal datore che vi ho dato sopra sono medie, ma variano moltissimo da azienda ad azienda. Le piccole aziende spesso non offrono nessuna assicurazione. Solo circa la meta’ delle ditte sotto i 10 dipendenti lo fanno.
Da notare e’ che l’ammontare del premio pagato dal datore di lavoro, benche’ costituisca una forma di reddito, non appare da nessuna parte (ne’ nel resoconto della busta paga, ne’ nel modello tasse W-2, che e’ l’equivalente del Mod. 101 italiano). In altre parole e’ un reddito non tassato. E siccome non appare da nessuna parte, molte persone non hanno la minima idea di quanto il datore paghi di assicurazione per il proprio dipendente. Molti pero’ lo scoprono quando perdono il lavoro, quando, in quel caso, si devono pagare il 100% del premio da soli (se vogliono assicurarsi), invece di solo il 20-30%. Il sistema e’ quindi ingiusto gia’ in questo fatto. Coloro che hanno la fortuna di lavorare per un datore che offre questo fringe benefit, ricevono questa manna e non ci pagano neppure le tasse. Quelli che non hanno la stessa fortuna, o perche’ il loro datore non la offre, o perche non hanno lavoro, devono comprarsela per conto loro (il 100% del premio) con lo stipendio. E il premio non e’ neppure proprio deducibile dal reddito, infatti si possono dedurre spese mediche (inclusi premi assicurativi) ma solo per la porzione che eccede il 7,5% del reddito imponibile e neppure quello se scegli l’opzione della ‘deduzione standard’ nella tua dichiarazione. Quindi quelli che non lavorano o che lavorano per imprenditori che non assicurano il dipendente (e spesso per lavori meno retribuiti) si vedono anche negare la deduzione dalle tasse, mentre quelli che stanno meglio, ricevono questa compensazione, questo reddito, nella forma di premi pagati dal datore di lavoro, e non vengono neppure tassati. Insomma i primi sono proprio becchi e bastonati, come si dice a Firenze.
Chi non e’ coperto dal datore di lavoro puo’ comprare assicurazioni individuali (Individual Policy). Queste possono essere meno cari di quelle di gruppo (se non sei malato), ma hanno la particolarita’ di avere franchigie annuali alte e copagamenti elevati. Spesso i primi $2000 l’anno te li devi pagare da solo, e le prestazioni hanno un copagamento (ticket in italiano) del 20%-25% fino ad un Massimo cumulativo annuale di $4000-5000. Le individuali sono poi soggetti alle condizioni pre-esistenti (ti coprono tutto fuorche’ quello di cui soffri gia’ al momento della stipula o prima) ed anche alla rescissione della polizza (se ti ammali e scoprono che e’ il risultato di qualcosa che avevi prima).
Oltre a queste assicurazioni private, ci sono quelle pubbliche, quali Medicare (per i pensionati), Medicaid (per gli indigenti), SCHIP (per i minori di famiglie sotto un certo reddito), la VA o Veteran’s Administration (per i reduci di guerra). Abbiamo parlato a lungo delle pubbliche, quindi sorvoliamo. Da notare che la VA funziona molto similmente al SSN italiano. La VA infatti non solo e’ una assicurazione, ma anche gestisce i suoi ospedali, esattamente come fa il SSN italiano.
La parte seconda verra’ posta piu’ tardi quando trovo un po’ di tempo.
Risalve tutti!? vorrei capire,lo stato aiuta le banke in fallimento? e…ke…sse…frega delle banke ke non aiutano l’economia? ke possono anke fallire azz.Il senso è;ke lo stato non deve far investire le banke in mutui x case,ma nello sviluppo delle imprese! se tutte le famiglie avessero una casa cavolo.Ripeto,la famiglia x sviluppare l’economia,ha bisogno x priorità di avere una casa! solo allora l’inflazione andrà in positivo x tutti i settori.Berlusconi,credo ha nel suo programma una casa x tutti quelli ke non l’hanno,se manterrà tale promessa l’Italia si alzerà prima di ogni altro paese..Sse vedemm
A proposito di “statistiche” (scusate il fuori-tema)…
An interesting letter in the Australian Shooter Magazine this week:
If you consider there has been an average of 160,000 troops in the Iraq theater of operations during the past 22 months, and a total of 2,112 deaths, that gives a monthly firearm death rate of 60 per 100,000 soldiers.
The monthly firearm death rate in Washington, DC was 80.6 per 100,000 for the same period.
That means you are about 33% more likely to be shot & killed in the US capital, which has some of the strictest gun control laws in the US, than you are in Iraq.
Conclusion: The US should pull out of Washington!
Salve.
Il sistema da questa parte del Brennero funziona così: Esiste l’assicurazione obbligatoria per tutti i dipendenti, per i datori di lavoro, gelatai e pizzicagnoli inclusi e facoltativa,ma auspicabile.
I lavoratori dipendenti sono raggruppati in due principali blocchi assicurativi che sono l’AOK che raggruppa la gran parte dei lavoratori e la Knappschafft che assiste solamente i minatori i ferrovieri e i marittimi.
Inoltre è stata introdotta un’altra voce assicurativa, quella dell’invalidità per l’assistenza a domicilio o totale nelle apposite Case di riposo.
I lavoratori possono anche avere un’assicurazione privata extra, come naturalmente anche un fondo pensionistico privato, fatto s di assicurazioni sulla Vita oppure, (the big sting) investimenti bancari.
I contributi assicurativi che con quelli pensionistici e tasse statali sul imposta raggiungono per uno scapolo il 49,6% del lordo sono trattenuti alla Fonte e versati dal datore di lavoro ai vari enti statali.
Anche i datori di lavoro contribuiscono in parte a queste assicurazioni, il concetto e che chi con le sue fabbriche usa le infrastrutture Nazionali, (pagate dai contribuenti) deve anche contribuire alla manutenzione e alla salute degli stessi lavoratori che (ora anche ambieltali poi magari riversate sul mucchio) producono i suoi manufatti, anche rovinandosi la Salute e rischiando la Vita, altrimenti si comporterebbe come quei clandestini che pretendono senza mai dare.
I disoccupati versano i loro contributi in base alla soldo di disoccupazione percepito, che non supera mai il 15% della somma poiché l’indennizzo di disoccupazione li mettono nella fascia bassa delle trattenute fiscali.
Tutti gli altri, gli sbandati, i senzatetto, e parassiti vari, (parassiti in quanto se usufruissero dei programmi si assistenza statali potrebbero migliorare e di non poco la loro condizione sociale) vengono assistiti dall’assistenza sociale a spese del Comune.
Durante il periodo di massima occupazione le Assicurazioni erano viste (lo sono tuttora) come la Gallina dalle uova d’oro, difatti, se il governo federale oggi dovesse restituire (a noi assicurati) tutti i Soldi che gli abbiamo imprestato negli anni, dovrebbe vendere la Germania.
La bufala della libertà assoluta del singolo dall’altra parte dello Stagno impedisce a tutti i Governi di tessere un adeguata e meno vergognosa forma di assistenza medica e sociale, non solo, la stessa buffonata di libertà del singolo viene usata dalle Assicurazioni private per attizzare gli animi nella Terra dei liberi, “..the Land of the free” te capi, giocando sulla loro scellerata e scalmanata idea di libera scelta, per continuare i loro vergognosi bussines.
L’ostacolo principale lo si deve vedere nel sistema fiscale e contabile americano, gli Stati uniti non possiedono nemmeno le infrastrutture necessarie,ne tanto meno il personale specializzato per mettere su un sistema sociale simile a quello italiano o tedesco.
E le lobby assicurative americane cantano con la mano santa sulla tetta, … for the Land of the free… liberi si, ma di morire sotto i ponti.
Salutönen
x R. Goretti Scrive: November 6th, 2009 at 8:15 pm:
“…Ora sappiamo tutti che da Obama ci aspettiamo miracoli,…”
No, Goretti, una volta ancora: da Obama ci aspettiamo che MANTENGA le PROMESSE che ha fatto lui stesso, niente piu’ niente meno.
Nessuno lo ha obbligato a fare le promesse che ha fatto, e se oggi quelle promesse sembrano “miracoli” e’ perche’ (forse?) ha promesso un po’ troppo…???
(Forse al solo scopo di essere eletto?)
Peggio per quelli che gli hanno creduto e l’hanno votato!
Anzi, no… purtroppo e’ peggio per tutti, perche’ adesso purtroppo ce lo dobbiamo sorbire tutti quanti!
Non so se in Europa arriva MSNBC, ma quelli stanno ancora celebrando la “vittoria democratica” di martedi scorso (SIC!), dove circa 100.000 votanti hanno eletto un democratico nel distretto 23 di New York (grazie alla defezione di Scassafava), mentre circa 7 milioni di elettori (che in Virgina e New Jersey hanno cambiato il colore di quei due stati con swing fino a 20 punti percentuali) vengono totalmente ignorati!
(Tanto per parlare di biased media)
Questa gente e’ in denial, delusional… rabbrividisco all’idea che siano in controllo di alcunche’ piu’ complesso di un vespasiano…!
In caso il link sia caduto:
http://data.bls.gov/PDQ/servlet/SurveyOutputServlet?series_id=LNS14000000
Signori e signore:
Ma ce lo vogliamo ricordare che anche a Reagan (grande eroe della destra americana) ci volle un po’ di tempo prima che il tasso di disoccupazione cominciasse a scendere?
Ce lo vogliamo ricordare che il tasso di disoccupazione quando entro’ alla CAsa Bianca nel Gennaio 1981 era al 7,5% e due anni dopo, nel Dicembre 1983 raggiunse il picco del 10,8%, prima che cominciasse a scendere nel 1983?
Ora sappiamo tutti che da Obama ci aspettiamo miracoli, ma addirittura meglio di Reagan? Ma chi potrebbe mai superare il grande Gipper?
Salvatevi questo link tra i vostri ‘Favoriti’ come ho fatto io da tempo. Quando i fatti, le statistiche ufficiali sono a nostra disposizione si tende a ragionare piu’ sobri. Questo e’ dal Bureau of Labor Statistics, che e’ l’organo che raccoglie le statistiche sull’occupazione. Scegliete pure i periodi della serie che vi aggrada di piu’. Ma tanto per vedere la performance dei primi due anni del vostro eroe Ronaldo Da Santa Barbara, detto il Gipper, scegliete 1981 e 1982 nelle 2 search boxes.
Divertitevi e benvenuti nel blog degli economisti:
http://data.bls.gov/PDQ/servlet/SurveyOutputServlet
Ma non solo la Sanità come problema per Obama , Cè il problemone della disoccupazione ( e quello c’è anche da noi anche se non se ne parla), é di oggi questo brano da Repubblica :
Obama ha annunciato di aver firmato il progetto di legge che prevede l’estensione dei sussidi alla disoccupazione fino a 20 ulteriori settimane. Il presidente Usa ha firmato anche l’estensione del progetto di legge che allunga le agevolazioni per l’acquisto di case. Norme che, ha assicurato Obama, “aiuteranno la nostra economia a crescere, a salvare e creare nuovi posti di lavoro, e a dare sollievo alle famiglie e alle imprese in difficoltà”.
E per il futuro, ha concluso il presidente, “La mia squadra economica sta valutando varie idee come ulteriori investimenti su strade e ponti, incentivi per spingere famiglie e imprese a rendere più efficienti energeticamente le proprie abitazioni, ma anche ulteriori tagli alle imposte e ulteriori misure per facilitare il flusso di credito verso le piccole imprese”.
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/conti-pubblici-85/usa-lavoro/usa-lavoro.html
Ora io immagino che una forte disoccupazione porterà ad una forte diminuzione dei consumi e se davvero come leggevo nei giorni passati, ci si inorgoglisce per la aumentata produttività , indice che indica anche un certo aumento della produzione, io immagino che ancora una volta in America ,e credo anche in parte da noi, potremmo avere i magazzini pieni di invenduto. Mi sembra che temere una deflazione non sia tanto peregrino. sarà una analisi semplicistica, non lo nego, pure mi sembra che i sintomi ci siano tutti. Che poi Obama cerchi di fare indebitare ulteriormente gli americani spingendoli a comperare case, mi sembra una enormità, davvero preoccupante.
per Robrto
“Ciao Sonya:
il NYT e’ il miglior quotidiano al mondo. Punto.
E’ dichiaratamente liberal, come li chiamate voi i comunisti ( )… ma non lesina le critiche a nessuno, Obama incluso, al contrario di Faux News che non ha mai, dico mai, criticato Bush.”
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
Ma va’ Roberto, il NYT, ha 9 opinionisti su 10 liberlali di sinistra.
Il NYT ha spazzato sotto il tappeto tutto il passato di Obama, lo ha osannato a iosa ed ha influenzate le elezioni in casa e in Europa.
FOX NEWS e’ bilanciato, parlo delle NEWS, quando dovuto sono stati contrari a G.W.Bush, perfino Bill O’Reilly era contrario alla guerra in Iraq.
Non credo che tu pretenda che tutti i Media siano di sinistra.
Obama non ha mai criticato Bush? Ma in che mondo vivi?
Obama non ha fatto altro che criticare la precedente amministrazione, tanto che anche dal partito democratico si sono alzate voci che era ora che si prendesse responsabilita’.
Bye……….
per Robrto
“Ciao Sonya:
il NYT e’ il miglior quotidiano al mondo. Punto.
E’ dichiaratamente liberal, come li chiamate voi i comunisti ( )… ma non lesina le critiche a nessuno, Obama incluso, al contrario di Faux News che non ha mai, dico mai, criticato Bush.”
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Ma va’ Roberto, il NYT, ha 9 opinionisti su 10 liberlali di sinistra.
Il NYT ha spazzato sotto il tappeto tutto il passato di Obama, lo ha osannato a iosa ed ha influenzate le elezioni in casa e in Europa.
FOX NEWS e’ bilanciato, parlo delle NEWS, quando dovuto sono stati contrari a G.W.Bush, perfino Bill O’Reilly era contrario alla guerra in Iraq.
Non credo che tu pretenda che tutti i Media siano di sinistra.
Bye……….
Vi lascero’ il post sulla mia (per la verita’ non solo mia) idea di come avere la copertura completa per tutti, piu’ tardi, visto che oggi ho da lavora’. Forse all’ora di pranzo ora del Pacifico (- 9 h dall’Italia).
Nel frattempo rispondo velocemente a Davide K. che proponeva che nessuno dovrebbe essere obbligato a comprare una polizza. Cioe’ ognuno dev’esser libero delle proprie scelte ed assumersi la responsabilita’.
Sicuramente obbligare tutti a comprare l’assicurazione (un po’ come c’e’ obbligo di avere l’assicurazione auto) sarebbe di difficile attuazione. Prima di tutto perche’ anche persone di un certo reddito possono avere casi particolari che lo rende oneroso. E poi perche’ sarebbe difficile controllare. Se ci pensate, non so in Italia, ma in America ci sono milioni di persone che guidano senza assicurazione auto anche se e’ obbligatorio averla.
Il problema, come dice roberto, e’ che uno se sceglie di non assicurarsi poi finisce sempre per essere un onere per la societa’. Nei nostri ospedali in questo periodo vengono un sacco di persone che non sono assicurate. Molte di queste lo erano, ma con la crisi hanno perso il lavoro e quindi l’assicurazione.
Gli ospedali per legge non possono rifiutare assistenza d’urgenza a nessuno, ricco o povero, assicurato o no, legale o clandestino. Gli ospedali non-profit (come i nostri visto che siamo parte di una catena di ospedali cattolici) non possono mandare via nessuno, urgente o no, altrimenti perdono anche lo stato di non-profit, che ha conseguenze fiscali notevoli.
Il risultato e’ che queste cure date ai non assicurati ricadono sul resto dei pazienti (quelli assicurati) che evidentemente pagheranno conti piu’ salati. Questo e’ dovuto a quel trucco che usiamo negli ospedali che si chiama ‘cost-shifting’ (trasferimento costi), dove si fa’ pagare un po’ piu’ tutti per ricoprire le perdite che sosteniamo per aver cura di quelli che non possono pagare.
In aggiunta a questo c’e’ il problema della diffusione del rischio, che e’ costosa per le assicurazioni. Se non c’e’ obbligo di assicurarsi, coloro che sono sani e giovani probabilmente opteranno per non assicurarsi, perche’ molti faranno la scelta razionale che il costo di assicurarsi e’ superiore al rischio di averne bisogno. Mentre quelli che scelgono di assicurarsi saranno quelli piu’ a rischio (meno giovani e meno sani), o quei giovani e sani che inizialmente erano sani (e quindi non volevano partecipare al risk-pool), ma che una volta contratta una malattia, si precipitano a comprare una polizza. Chiaramente il sistema assicurativo funziona se tutti pagano, sia quelli a basso rischio che quelli ad alto rischio. Nel momento che si lasciano coloro che sono a basso richio fuori senza pagare, le assicurazione si ritrovano con sottoscrittori che portano un rischio enorme. Questo rischio e’ ancora piu’ alto se si impedisce la discriminazione per condizioni pre-esistenti, perche’ a quel punto i sani e belli non pagano per anni, e appena si ammalano allora vanno a comprarsi la polizza, magari il giorno prima di farsi ammettere in ospedale.
In altre parole obbligare tutti, anche i giovani sani e belli, ad assicurarsi diluirebbe il rischio per le assicurazioni, e quindi abbasserebbe i premi per tutti. Il problema e’ come applicare questo obbligo e avere i necessari controlli perche’ esso avvenga.
Salve tutti!? Foa,cadere è facile e veloce,alzarsi è troppo difficile,figuriamoci il RIALZARSI!. Non credo ad’una ripresa globale veloce! anke se aiutata da tanti soldi pubblici. I lavori,oggi si fanno in velocità con la tecnologia li circonda,ma resta il fatto ke si arrikkisce sempre la lobbi e mai l’operaio.Quindi se non l’operaio resta quello precoce la crisi globale non sarà mai positiva.Non sono gli incentivi ecc.ecc. ke salvano il posto! credo la miglior cosa da fare è; dare una casa a tutti quelli ke non l’anno,(priorità assoluta)il lavoro poi anke se precario se non si ha un affitto da pagare si può arrivare a fine mese con più tranquillità.E finiamola di addossare tutto a Obama,nessuno può far miracoli! ora serve intelligenza (alla Berlusconi) se si vuole uscire dal negativo,oltre, naturalmente a non far polititika ostruzionista x andare al potere facendo credere alla massa (ignorante) di salvare un paese,in questo caso l’Italia.Ripeto,sono x la priorità assoluta nel dare casa a tutti,e sospendere x un anno tutti i gratta e vinci.Sse vedemm gente.
x R. Goretti Scrive: November 6th, 2009 at 1:25 am:
“Domani vi scrivo un post su come sarebbe la soluzione migliore che coprirebbe il 100% della popolazione senza dover affidarsi totalmente ad un sistema governativo all’italiana, ma mantenendo il sistema di assicurazioni private esistenti in America………Coming soon on this blog!”
Mi cominci a diventare simpatico, anche se ce n’e’ voluta prima di convergere su 30m uninsured, 10m “da aiutare”, che e’ quanto ho sostenuto da sempre.
D’accordo, and looking forward to your post tomorrow.
P.S. Per qualche ignoto motivo, i post mi appaiono in ritardo di 30 min / 1 ora.
Scusa per la scarsa tempestivita’.
roberto, hai perfettamente ragione su tutta la linea.
Scusa tanto, ora vado a guardarmi MSNBC dove le celebrazioni per la vittoria democratica di martedi scorso continuano ininterrotte…
Viva Pelosi, viva Axelrod, viva Scassafava!
Con deferenza, un profondo inchino.
@Dante
Piccola correzione (a me stesso)… il discorso di Obama sull’health care e’ un altro… ecco qui un link:
http://www.huffingtonpost.com/2009/09/09/obama-health-care-speech_n_281265.html
ove, come si puo’ vedere, Obama ad un certo punto dice:
—————————–
There are also those who claim that our reform efforts would insure illegal immigrants. This, too, is false. The reforms — the reforms I’m proposing would not apply to those who are here illegally.
AUDIENCE MEMBER: You lie! (Boos.)
THE PRESIDENT: It’s not true. And one more misunderstanding I want to clear up — under our plan, no federal dollars will be used to fund abortions, and federal conscience laws will remain in place. (Applause.)
———————–
Al contrario di quel che dice certa stampa, e Dante, Obama ha parlato di “piu’ di 30 milioni senza assicurazione”, non 46 o altra cifra.
Saluti,
Roberto
buongiorno roberto, mi intrometto per dare il mio contributo (senza presunzione) ad un dibattito che mi sembra in stallo tra genuini dem e genuini rep;
le ripropongo un estratto di una dichiarazione di Ezekiel Emanuel (fratello del capo di gabinetto Obama) membro dell’HHS Cerc :
“…with trillions of dollars evaporating in this crisis, millions of Americans face the prospect of losing their homes and jobs, and witness a dramatic contraction of their retirement savings. In response, the public will desperately want financial security, and health care is a critical element of that…. Under the threat of losing everything, Americans may feel content with the guarantee of a decent plan that covers cost-effective treatments with some restrictions on choice and services to save money. The huge increase in the federal debt that these bailouts will entail intensifies the pressure to rein in healthcare costs. (…) the dean of health-care economists, Victor Fuchs of Stanford (un nazista eugenetico con chiara predisposizione alla T4 hitleriana), has long maintained that we will get health-care reform only when there is a war, a depression or some other major civil unrest. It’s beginning to look like we might just get all three.”
che si voglia riformare la sanità è evidente, che a farlo sia McCain (the real McCoy) o Obamanuel è ininfluente sia per gli assistiti che per i contribuenti, non trova?
Salve.
La libertà dei singoli, il diritto alla libera scelta di tutti, terminano in modo perentorio la dove iniziano le libertà e i diritti degli altri.
Pertanto, applicando questa semplice regola al tema odierno si deve per forza di cosa constatare che sì, ognuno si potrebbe assicurare o meno, però in questo caso subentra il fatto che in caso di malattia o di infortunio, del libero pensatore senza impegni sociali verso gli altri, la comunità lo curerebbe per un semplice comportamento di pietà umana,almeno da questa parte dello stagno e così e la gran parte di noi ne è d’accordo.
Se invece dobbiamo comportarci come gli animali migratori nella Savana che abbandonano chiunque sia ferito o ammalato agli sciacalli, allora questo sarebbe un altro discorso, che non ha niente a che vedere con il senso civico Umano.
Pertanto sia ben chiara una cosa, è dovere di ogni cittadino, secondo le sue possibilità, di contribuire ad una sua adeguata assicurazione contro malattie e infortuni; in parole povere senza tanti numeri del lotto, l’obbligo di assicurazione per tutti, come per gli automobilisti ad esempio.
Contemporaneamente e dovere della Società intera, garantire a chi, pur facendo diciamo, lavori umili e poco retribuiti, in quanto anche i lavori umili, contribuiscono al generale benessere Nazionale.
Tutto questo si chiama mutua assistenza e aiuto.
Un esempio: Nella mia Vita lavorativa non sono mai stato ammalato, non ho mai avuto un infortunio, ma pagavo i miei contributi ogni mese, quei Soldi hanno contribuito a salvare e aiutare altra Gente, come quel mio collega che solo dopo 4 mesi di contributi pagati qua in Germania(quattro mesi)prima era disoccupato in Spagna, fu operato in Germania al intestino due volte in 6 mesi ed ora è in una Clinica di riabilitazione per le prossime tre settimane, percependo inoltre il 65% del suo stipendio netto. (68,75 € al giorno, vale a dire sui 99UD$ a day)
Tutto questo si chiama mutua assistenza, ed è un alto segno di civiltà Umana acquisita. Punto.
Salutönen
Dante Scrive: November 5th, 2009 at 9:24 pm
Caro roberto-minuscolo (nick), mi ero riproposto di non disturbati piu’ con le mie pippe, ma visto che hai rotto la tregua tirandomi in ballo, ti rispondo subito, compatibilmente con altri impegni.
Tu dici (November 5th, 2009 at 1:45 pm):
“Bravo Dante, basta con l’ambiguita’… ma basta anche con le notizie false! Lavori mica per Faux News?
1) Obama non ha parlato di 46 milioni di uninsured, ma di 30.
2) Joe Wilson gli ha dato del bugiardo sul fatto che la proposta di cambiare la sanita’ non includera’ anche gli immigrati illegali.”
Qui siamo perfettamente d’accordo, e’ quanto ho riportato in un post precedente. E’ andata cosi’, durante un recente “address” ai due rami del Congress:
Obama: “…… 46 milioni di uninsured …… blah blah blah …… gli illegali NON saranno coperti dalla riforma …… ”
Joe Wilson: “Bugiardo!”
Il giorno dopo (letteralmente), durante un altro ennesimo discorso:
Obama: “…… 30 milioni di uninsured ……”
Mi ricordo di aver pensato “Ma che eroe, in 24 ore ha risolto il problema per 16 milioni di uninsured!”
————————-
Dante: tu puoi pensare quello che vuoi, sia chiaro, ma non puoi pensare che ti si creda sulla parola.
Il testo del discorso completo di Obama davanti al Congresso USA si trova facilmente su internet, per esempio sul sito del Guardian
http://www.guardian.co.uk/world/2009/feb/25/full-text-barack-obama-congress-address
Leggilo e mostrami DOVE esattamente Obama ha parlato di 46 milioni di uninsured… DOVE????
Quello che ha detto, e sfido te e chiunque altro conoscitore del sistema sanitario USA a dimostrare il contrario…
“For that same reason, we must also address the crushing cost of healthcare.
This is a cost that now causes a bankruptcy in America every 30 seconds. By the end of the year, it could cause 1.5 million Americans to lose their homes. In the last eight years, premiums have grown four times faster than wages. And in each of these years, one million more Americans have lost their health insurance. It is one of the major reasons why small businesses close their doors and corporations ship jobs overseas. And it’s one of the largest and fastest-growing parts of our budget.
Given these facts, we can no longer afford to put healthcare reform on hold.
Already, we have done more to advance the cause of healthcare reform in the last 30 days than we have in the last decade. When it was days old, this Congress passed a law to provide and protect health insurance for 11 million American children whose parents work full-time. Our recovery plan will invest in electronic health records and new technology that will reduce errors, bring down costs, ensure privacy and save lives. It will launch a new effort to conquer a disease that has touched the life of nearly every American by seeking a cure for cancer in our time. And it makes the largest investment ever in preventive care, because that is one of the best ways to keep our people healthy and our costs under control.”
———————
Roberto Goretti, sei in ascolto? Allora, sono 30 milioni, d’accordo?
Se non credi a me, puoi credere al tuo compagno d’armi, no?
Non vedo cosa ci sia di “Faux” in questo — forse associare “Faux” a “News” fa parte del “lingo” democratico obbligatorio adottato dai bravi discepoli ubbidienti?
—————————–
Lo vedi perche’ parlo di Faux News? Sei anche tu uno di loro?
Ciao,
R(r)oberto
————————–
Ma allora, ho pensato, se 30 milioni sono uninsured (10%), allora vuol dire che il 90% e’ insured…???
Per favore confermate, perche’ e’ un calcolo troppo complicato per un vecchio rimbambito semi-analfabeta come il sottoscritto.
———————-
Non disperare, Dante: come diceva il maestro Manzi… “non e’ mai troppo tardi” (per de-analfabetizzarsi…)… quello che devi chiederti e’ in quale modo molti, moltissimi di quelli che sono insured lo sono: per esempio, sono insured oggi che sono sani, domani il medico gli diagnostica una malattia grave, o anche non grave ma con cure costose, e di colpo diventano uninsured e/o ci rimettono la casa.
————————-
… mega SNIP!… (non ho tempo, scusa)
Qualcosa mi dice che ci risentiremo presto, percio’ per ora… CHEERS!
————————-
Cheerio,
Roberto
Davide K Scrive: November 6th, 2009 at 4:16 am
R. Goretti Scrive: November 6th, 2009 at 1:25 am
…
Non funzionano mai queste formule magiche fatte per legge.
Sul secondo punto, non vedo perchè non si debba lasciare un americano libero di vivere la sua vita come meglio crede, senza assicurazioni (magari gli stanno antipatiche, o pensa siano tutte dei ladri) e senza chiedere niente a nessuno. Non è come l’assicurazione auto, che serve per garantire da eventuali danni verso terzi. Se uno rimane scoperto, sono affari suoi, non miei nè tantomeno di Obama. E’ una sua libera scelta, che non spetta ad altri.
————————————–
No, Davide, non funziona cosi’, e mi stupisco che tu dica una cosa del genere. Non sono affari “di quello scoperto”… e’ facile essere senza assicurazione e poi, quando ti serve, farti pagare dalla collettivita’. Potrebbe funzionare solo nel caso se quelli scoperti firmassero un documento nel quale si impegnano e non chiedere cure neanche nel caso di incidenti o malattie gravi improvvise.
In questo caso “i soliti noti” (gruppo che coincide con quelli che sono contro la riforma) insorgerebbero contro l’eutanasia, ed per il “diritto alla vita”.l
Ciao,
Roberto
Sonya Scrive: November 6th, 2009 at 1:48 am
per Roberto
Salve Roberto,
lei mi cita Nicholas Kristof e l’articolo sul NY Times.
Il New York Times e’ piu’ inclinato a sinistra delle Torre di Pisa.
Nicholas Kristof e’ un braccio del NYT.
—————————————-
Ciao Sonya:
il NYT e’ il miglior quotidiano al mondo. Punto.
)… ma non lesina le critiche a nessuno, Obama incluso, al contrario di Faux News che non ha mai, dico mai, criticato Bush.
E’ dichiaratamente liberal, come li chiamate voi i comunisti (
——————————–
Non ha caso escono articoli che favoriscono la riforma sanitaria di Obama and Company.
La Signora Pelosi ci vuole mettere una pietra sopra questo sabato, ottenendo i voti per un take over del governo.
—————————–
Siiii…. il take over del governooooo….. buuuhhhh…. manderanno la National Guard casa per casa, e chi non avra’ la tessera di Medicare verra’ mandato a Guantanamoooo…. pauuuuuraaaa…
‘a Sonya… guarda che sta scare tactic che c’avete voi filo repubblicani comincia a stufare un po’… la guerra fredda e’ finita da un pezzo!
Fatevene una ragione: per i prossimi 3 anni vi dovrete sorbire un vero presidente, con le palle, che lavora per il bene della collettivita’ e non un pupazzo nelle mani di un piccolissimo numero di persone, multinazionali, e gruppi di lobbying… mi riferisco a George “dove ho lasciato il mio pick-up truck” W Bush…
Ciao,
Roberto
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Salve Sonya:
quello che dici fa a pugni con quanto dice Nicholas Kristof in un articolo di oggi sul NY Times (ho dato il link in un messaggio precedente). Riporto un piccolo estratto…:
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Davide K Scrive: November 5th, 2009 at 11:54 pm
@Roberto: non per fare il puntiglioso,
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Salve Davide: non faccio il puntiglioso, anzi.
Come cantava Caterina Caselli quando ero bambino… “la verita’ ti fa male, lo sooooo”… soprattutto ai vari pro-Reagan, pro-mercato-’libero’-che-si-regola-da-solo-se-solo-quel-socialista-di-Obama-lo-lasciasse-fare, pro-viva-le-assicurazioni-mediche-private, etc… che infestano questo blog (uso il termine “infestano” in maniera bonaria, sia chiaro, altrimenti non sarei qui a leggervi e a discutere con voi…).
….
Come dice giustamente Dante, sarebbe più che sufficiente un piccolo intervento al sistema già esistente.
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Un PICCOLO intervento? Ma dai, ma dove? Ma come? Ci vuole una cura radicale, dose da cavallo, altro che! E Obama ve la dara’, volenti o nolenti. Non potra’ mai essere peggio di come e’ attualmente.
Saluti,
Roberto
Luca Scrive: November 5th, 2009 at 7:02 pm
…
Quando abbiamo una legge di 1900 pagine con cosi’ tante spiegazioni e evidenti negazioni tutto cio’ che mi viene in mente e’ la famosa frase di Reagan: “Il governo non e’ mai la soluzione, di solito e’ il problema”.
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Hai ragione, Luca: di cazzate Reagan ne ha dette tante, e questa e’ una delle migliori.
Saluti,
Roberto
visto che si parla di sanità farà piacere sapere a sostenitori di Obama e non che prima ancora che il vaccino contro l’h1n1 venisse distribuito agli utenti prioritari era già nelle mani di Citigroup, Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Morgan Stanley e Time Warner per citarne alcune. Chiaramente questa potrebbe anche essere una mossa propagandistica atta a spaventare la gente, considerando la grande resistenza mostrata fino ad ora. D’altronde il CFR proprio pochi giorni fa suggeriva di limitare le consegne proprio per creare il panico da penuria! la sanità pubblica…
R. Goretti Scrive: November 6th, 2009 at 1:25 am
Il problema e’:
1.Impedire alle assicurazioni di abbandonare l’assicurato una volta che questo contrae una malattia grave o impedir loro la discriminazione sulla base delle condizioni pre esistenti
2.Applicare l’obbligo di acquisto della polizza a chi se lo puo’ permettere.
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Sul primo punto le do ragione, ci sono certamente margini di miglioramento.
Avevo sentito da qualche parte una proposta per cui le assicurazioni diventerebbero obbligate a risarcire, nel caso in cui “abbandonino” qualcuno, una cifra corrispondente al peggioramento della salute dello stesso.
Del tipo: mi assicuro sano come un pesce, li lascio che sono un soggetto più a rischio di prima, o magari proprio ammalato > loro devono risarcire la “differenza” tra le due situazioni. Però si continua a trascurare la responsabilità stessa delle persone nel cercare di mantenersi sani.
Il divieto di “discriminazione” sulla base delle condizioni pre-esistenti, invece, non credo funzioni.
Non funzionano mai queste formule magiche fatte per legge.
Sul secondo punto, non vedo perchè non si debba lasciare un americano libero di vivere la sua vita come meglio crede, senza assicurazioni (magari gli stanno antipatiche, o pensa siano tutte dei ladri) e senza chiedere niente a nessuno. Non è come l’assicurazione auto, che serve per garantire da eventuali danni verso terzi. Se uno rimane scoperto, sono affari suoi, non miei nè tantomeno di Obama. E’ una sua libera scelta, che non spetta ad altri.
Salve.
Lei ha ragione Egregio Francesco_P, quello che mi lascia perplesso è solamente il fatto che tutti parlano di Soldi, ma nessuno parla di quei poveri cristi che non possono permettersi nemmeno le cure sanitarie più elementari.
Ci sono anche milioni di italoamericani e non solo, che vivono nella parte buia della Strada senza una copertura sanitaria adeguata, ma quelli non possono nemmeno far sentire la loro voce, e crepano soffrendo in silenzio.
Noi sappiamo anche queste cose, auguronen.
Salutönen.
Oops, ho starnutito ed ho cliccato: Aggiungi Commento.
Sorry……
per Roberto
Salve Roberto,
lei mi cita Nicholas Kristof e l’articolo sul NY Times.
Il New York Times e’ piu’ inclinato a sinistra delle Torre di Pisa.
Nicholas Kristof e’ un braccio del NYT.
Non ha caso escono articoli che favoriscono la riforma sanitaria di Obama and Company.
La Signora Pelosi ci vuole mettere una pietra sopra questo sabato, ottenendo i voti per un take over del governo.
Salve Sonya:
quello che dici fa a pugni con quanto dice Nicholas Kristof in un articolo di oggi sul NY Times (ho dato il link in un messaggio precedente). Riporto un piccolo estratto…:
Davide K la tua analisi dell’articolo PBS e’ corretta. Quelle percentuali rappresentano i non coperti per fascia di reddito. Quindi assumendo che le famiglie con redditi oltre i $50000 si dovrebbero comprar l’assicurazione per conto loro visto che se lo potrebbero permettere (ma vallo a dire a loro e senti quel che ti dicono), abbiamo piu’ o meno una decina di milioni di americani che bisogna coprire con qualche programma pubblico.
L’idea di ampliare Medicaid e’ certamente un’ipotesi plausibile. Per coprire 10 milioni di persone ci vogliono qualcosa piu’ di 30 miliardi di $$. Visto che si spende quell’ammontare in Iraq in pochi mesi, una volta richiamati i soldati ce lo potremmo sicuramente permettere.
Il problema e’:
1.Impedire alle assicurazioni di abbandonare l’assicurato una volta che questo contrae una malattia grave o impedir loro la discriminazione sulla base delle condizioni pre esistenti
2.Applicare l’obbligo di acquisto della polizza a chi se lo puo’ permettere.
Il primo e’ fattibile ma politicamente difficile, in quanto le assicurazioni amano raccogliere i premi, ma quando c’e’ da pagare ti fanno dannare l’anima (e questo lo vedo tutti i giorni nei nostri ospedali).
Il secondo e’ di difficilissima attuazione. E’ un po’ come obbligare una popolazione ad andare al cinema tutte le domeniche. Come fai ad applicare una legge del genere.
Domani vi scrivo un post su come sarebbe la soluzione migliore che coprirebbe il 100% della popolazione senza dover affidarsi totalmente ad un sistema governativo all’italiana, ma mantenendo il sistema di assicurazioni private esistenti in America………Coming soon on this blog!
Egregio Franco Parpaiola, non si preoccupi se alcuni sostengono le loro convinzoni senza tentare una sintesi.
La sintesi sarà l’inflazione.
Se si dilata il debito pubblico per aiutare coloro che non possono pagarsi l’assicurazione privata, i poveri saranno i più colpiti dall’inflazione; diventeranno ancora più poveri, come sempre accade in questi casi. Se invece non si farà la riforma, saranno colpiti un po’ meno dall’inflazione, ma rimarranno senza alcuna copertura sanitaria. Cosa succederà ai ceti medi? Dovranno pagare più tasse, ma anche continuare a pagarsi l’assicurazione ed essere penalizzati dall’inflazione. Ed i ricchi, quelli veri intendo? Diventereanno ancora più ricchi grazie all’inflazione, recuperando con gli interessi la maggiore tassazione.
La soluzione più lineare per la copertura sanitaria é quella europea. Prestazioni a tutti pagata con le tasse e assicurazioni private per chi può e vuole godere di trattamenti extra.
Ma negli USA é inapplicabile per via delle assicurazioni che non rinunceranno mai ad un cent. Infatti la riforma proposta si rivolge ai non assicurati. L’aumento della tassazione é incompatibile con la contemporanea presenza dei costi assicurativi; drena le tasche dei cittadni due volte, riducendo la ricchezza a disposizione e generando stagnzione economica.
Comnque sarà interessante vedere cosa e come riuscranno a fare dall’altra parte dell’Atlantico.
Vivissimi saluti
@Roberto: non per fare il puntiglioso, ma nel calcolo delle percentuali dell’articolo PBS c’è qualcosa che non quadra.
Nella suddivisione dei non assicurati per reddito, sommando le percentuali si arriva solo a 65. Quando, andando da 0 ad infinito, dovrebbe per forza fare 100. Stesso dicasi per diverse altre “suddivisioni”.
Quelle percentuali sono quindi altro*, e ne abbiamo la conferma andando a vedere direttamente la fonte, ovvero il rapporto del Census Bureau, a pag.21:
http://www.census.gov/hhes/www/hlthins/hlthin08.html
Anche lì ci sono queste percentuali* che non sommano 100, ma andando a vedere il numero delle persone, quelle con un reddito familiare sopra i 50k$ sono senza dubbio circa 18 milioni, il che porta quasi a dimezzare la sua stima di 20 milioni di persone con oggettive difficoltà.
In Italia sono certo che 4/5 di queste dichiarerebbero meno di quanto guadagnano effettivamente, ma per gli Usa lasciamo perdere questo discorso.
* Si tratta, in realtà, della percentuale di non assicurati sul totale delle persone con quel reddito.
In altre parole, il 24.2% delle persone con reddito inferiore a 25k$ non è assicurato, e così via.
Mentre ha un reddito inferiore a 25k$ il il 29.5% dei non assicurati, ma questo non è un valore che si trovi già calcolato nell’articolo PBS nè nel rapporto Census.
Dei non assicurati, il 38.3% ha un reddito f. superiore a 50k$ (18M/46M circa).
Come dice giustamente Dante, sarebbe più che sufficiente un piccolo intervento al sistema già esistente.
A me il bicarbonato “gratis” al costo di 1/3 dello stipendio, il mal di stomaco me lo farebbe venire…
Contenti voi…
Salve.
Ad ogni modo e divertente vedere come si appassionano nel voler difendere le proprie idee su problemi di mutua assistenza sanitaria che qui furono risolti da Bismarck nel 1800 e rotti.
Sembra di essere a Teatro.
Il dibattito è anche interessante perchè così si capisce che in fondo, il sistema europeo, sia tedesco sia italiano, (con le USL, e la possibilità di scelta anche private) sono dopotutto i migliori, di gran lunga superiori a quelli scandinavi e inglesi
È sempre la solita solfa, “i guelfi e i ghibellini” prima delle elezioni discutono, dopo le elezioni si accusano a vicenda di essere la causa di tutte le bua del universo, e dopo un poco vanno tutti d’accordo (si ignorano) fino alle prossime elezioni e la giostra, o il came che vuole mordersi la coda ricomincia a girare all’impazzata,
Buon sangue non mente dire, su da bravi, prendetevi un poco di bicarbonato oppure due aspirine originali tedesche, le USL in Italia ve le danno pure gratis.
Meno male che la signora Clinton non è diventata presidente, per ben che andasse ora si prenderebbero a sassate.
Vedremo cosa succederà quanto Sahara Palin verrà eletta a grandi voti alla Casa Bianca…
Roba da Matt.
Salutönen.
PS
Bo.mario.
Eccoti le ultime sulla farsa GM/Opel, il Klaus Franz, quel sindacalista mezzo comunista, che credeva di poter mischiare nella Finanza internazionale andrà a Detroit a far valere le “sue” pretese.
Il “suo” sogno di una New Opel Europa, come la vorrebbe chiamare lui, sempre in seno alla GM, ma separata con un suo proprio Management indipendente dalla Casa Madre a Detroit. Quello è pazzo, gioca in modo schifoso sulle paure delle maestranze di perdere il posto di lavoro e cerca una via per poter lavorare ancora con la Manga e salvare la sua testa.
Quello le ancora più ambiguo di Epifani, presto però sparirà i politici sia a livello di Länder che Federale hanno capito che in fondo il piano GM e il migliore e si attendono i risultati.
Questo e’ un articolo interessante sulla composizione degli “uninsured” in America. Siccome viene dalla Public Television (PBS) pochi potranno metterne in dubbio l’obiettivita’. PBS e’ sicuramente piu’ equilibrata sia di FoxNews che di MSNBC o NYT.
http://www.pbs.org/newshour/indepth_coverage/health/uninsured/whoaretheuninsured.html
Quando si parla di circa 30 milioni di scoperti (invece di 46-47) e’ perche’ dai 47 milioni sono stati dedotti i 5 milioni di immigranti illegali (stimati) e i 12 milioni di quegli americani che in realta’ sono virtualmente gia’ coperti, in quanto qualificano gia’ per esser coperti da Medicaid/SCHIP ma non hanno fatto domanda perche’ non sanno di averne diritto. Dei 30 milioni rimanenti, che sono legalmente residenti e non sufficientemente poveri da qualifcare per Medicaid/SCHIP circa 10 milioni ha un reddito medio familiare di $50000/anno o piu’ (guardate le statistiche dell’articolo di cui sopra: il 7,7% del totale 46milioni fa piu’ di $75000/annui e il 13,3% dei 46 milioni fa piu’ di $50000).
Da questo direi che si deduce che coloro che sono scoperti, che sono legalmente nel paese, che non qualificano per nessun programma esistente, e che hanno un reddito familiare inferiore ai $50000 annui sono intorno ai 20 milioni di persone.
Si tratta per lo piu’ di famiglie con redditi dai $15000 ai $50000 annui che compongono questi 20 milioni di persone. Essi hanno probabilmente bisogno di sussidi statali per essere coperti. A $3500-$4000 annui a persona per un premio assicurativo medio ci vogliono $70-$80 miliardi di dollari all’anno.
Vorrei ricordare che per qualificare per Medicaid essere sotto la soglia di poverta’ federale ($10000 per singles o $20000 per fam. di 4 persone) non e’ sempre sufficiente (i criteri variano da stato a stato). Occorre la prole a carico. Senza la prole, ci si qualifica solo in presenza di certe gravi patologie (per esempio l’aids, in molti stati).
Caro roberto-minuscolo (nick), mi ero riproposto di non disturbati piu’ con le mie pippe, ma visto che hai rotto la tregua tirandomi in ballo, ti rispondo subito, compatibilmente con altri impegni.
Tu dici (November 5th, 2009 at 1:45 pm):
“Bravo Dante, basta con l’ambiguita’… ma basta anche con le notizie false! Lavori mica per Faux News?
1) Obama non ha parlato di 46 milioni di uninsured, ma di 30.
2) Joe Wilson gli ha dato del bugiardo sul fatto che la proposta di cambiare la sanita’ non includera’ anche gli immigrati illegali.”
Qui siamo perfettamente d’accordo, e’ quanto ho riportato in un post precedente. E’ andata cosi’, durante un recente “address” ai due rami del Congress:
Obama: “…… 46 milioni di uninsured …… blah blah blah …… gli illegali NON saranno coperti dalla riforma …… ”
Joe Wilson: “Bugiardo!”
Il giorno dopo (letteralmente), durante un altro ennesimo discorso:
Obama: “…… 30 milioni di uninsured ……”
Mi ricordo di aver pensato “Ma che eroe, in 24 ore ha risolto il problema per 16 milioni di uninsured!”
Roberto Goretti, sei in ascolto? Allora, sono 30 milioni, d’accordo?
Se non credi a me, puoi credere al tuo compagno d’armi, no?
Non vedo cosa ci sia di “Faux” in questo — forse associare “Faux” a “News” fa parte del “lingo” democratico obbligatorio adottato dai bravi discepoli ubbidienti?
Ma allora, ho pensato, se 30 milioni sono uninsured (10%), allora vuol dire che il 90% e’ insured…???
Per favore confermate, perche’ e’ un calcolo troppo complicato per un vecchio rimbambito semi-analfabeta come il sottoscritto.
Se poi da questi 30 milioni si tolgono quelli che proprio non VOGLIONO essere insured e quelli che sarebbero coperti da Medicaid ma non lo sanno (e non vengono informati), si arriva alla cifra di 5-10 milioni che, quelli si, vorrebbero copertura ma non se lo possono permettere.
Diciamo un 3%…?
Ora, sempre da vecchio rimbambito e sempliciotto, mi sembra che di soluzioni ce ne sarebbero parecchie, per esempio si potrebbe alzare la soglia di qualificazione per Medicaid, aprire alla concorrenza assicurativa inter-statale, e simili…
Perche’ rompere le balle a quei 97% che stanno bene cosi, con una legge di oltre 1900 pagine (leggonsi millenovecento pagine) che nessuno capisce, e che costera’ un occhio della testa…???
Io suggerirei di giocarli al lotto questi numeri, chissa’ che non vi portino fortuna…
Per quelli che si chiedono ma come possono esistere persone che non vogliono essere assicurate, e’ semplice… pensate a Michael Jackson che il dottore se lo teneva in casa (che poi non gli abbia fatto bene alla salute e’ un altro discorso, era comunque una sua scelta), o a tutti quei ricconi che se ne fregano della mutua… OK?
Altro che poveri proletari disoccupati…
Dici anche (November 5th, 2009 at 9:53 am):
“La “Obamanomics”, come la chiami tu, non ha avuto neanche un anno di tempo… come puoi pretendere che cambino le cose da un giorno all’altro?”
La risposta e’ semplice: ascoltando il Messia in persona!
Lo scorso marzo non ha forse detto che “la disoccupazione e’ al 7%, e se questo stimulus non viene approvato, arrivera’ all’8% e forse oltre” ???
Da fesso, io ho creduto di capire che se lo stimulus FOSSE stato approvato, la disoccupazione NON sarebbe andata oltre l’8%…
Beh, come tutti sanno, lo stimulus FU approvato, e la disoccupazione e’ arrivata all’8%, al 9%, ed e’ adesso intorno al 9.8%
In piu’ adesso abbiamo altri $800m di debito…
Oppure e’ tutta un’invenzione dei media cattivoni…?
Fammi sapere ti prego, che’ se Faux News mi ha ingannato, gli faccio causa, ok?
Nel tuo post (November 5th, 2009 at 3:21 pm) citi un articolo del NYT (un bell’esempio di testata unbiased, fair and balanced!) che tratta di statistiche sul confronto fra USA e altri paesi.
Non so di Vietnam e Honduras, comunque non vedo grandi code di pazienti ansiosi di recarsi in quei luoghi per farsi curare, ne’ a Cuba o in Cina, e neppure in Canada (del quale peraltro so qualcosa per esperienza di parentela).
Ma sorvolando su esperienze personali (che possono sempre essere tacciate di eccezioni che non confermano la regola), so di viaggi-cura negli SU, tutto compreso (viaggio, soggiorno e trattamento), per canadesi che non hanno accesso a trattamenti adeguati nel loro paese.
(O non hanno tempo di aspettare mesi o anche anni).
Orbene, questi casi sono poi ascritti al sistema sanitario canadese dal momento che parte delle spese sono assorbite da quel sistema pubblico.
Capito lo spin…? Adesso sai cosa ci puoi fare con le statistiche del NYT.
Ci fu poi il caso di un inglese, un giovane ventenne, di cui parlammo anche su questo blog mi sembra intorno a giugno (sorry, ma devi andare a guardarti l’archivio da solo, io non ho tempo).
Non mi ricordo i dettagli, ma mi sembra che fosse in attesa di trapianto.
L’organo c’era, tutto era a posto, ma non rientrava nelle “guidelines” del NHS inglese, per cui fu lasciato morire, appunto, “d’ufficio”.
Diglielo a quei tuoi colleghi inglesi che si informino almeno sul LORO paese prima di darci consigli.
Qualcosa mi dice che ci risentiremo presto, percio’ per ora… CHEERS!
@Goretti. Lasciamo perdere le cifre totali, perchè tanto abbiamo fatto i calcoli partendo dai 46 milioni, per cui mi sta bene partire da tale stima senza disquisire oltre.
Quello che voglio dire, in sostanza, è che 46 milioni è un numero che sovrastima fortemente il fenomeno di chi “vorrebbe ma non può”. Diciamo che questi sono in realtà 10 milioni, così ci troviamo abbastanza d’accordo?
Diciamo che sono 10 milioni. Ora, un fenomeno che riguarda 10 milioni di persone invece di 46 è un fenomeno di proporzioni molto diverse. Diciamo 5 volte più piccolo, e che per 2/3 riguarda persone sotto i 34 anni. Che credo troveranno, generalmente, prezzi più favorevoli rispetto alla media.
Quindi di che stiamo parlando? Stiamo parlando di gente che potrebbe essere assicurata con 20-30 miliardi, a stare larghi e prendendo per buone le sue “medie”, che continuo a considerare eccessive in quanto riferite a “buone” assicurazioni aziendali e non a servizi di base come quelli ottenibili in Europa dai servizi pubblici.
Non sto disdegnando questo problema, nè ignorando chi fa fatica.
Sto dicendo che Obama, parlando di 45 milioni di persone, di millemilamiliardi, di riforme che devono cambiare tutto (ovviamente in senso statalista e riducendo la libertà delle persone) e da ricordare nei secoli dei secoli, sta semplicemente parlando di qualcosa che non esiste e di riforme in senso socialista e coercitivo (Dio scampi gli americani dall’assicurazione obbligatoria) di cui non vi è assolutamente bisogno.
Sta ingigantendo il problema in maniera ridicola in modo da avere una scusa da un lato per farsi bello, e far vedere che lui “cambia” le cose, e dall’altro per iniettare un’ulteriore dose di socialismo e di potere in capo al pubblico di cui credo gli americani sentano il bisogno. Con l’inganno dei numeri, vuole far vedere che lui è buono, giusto e generoso (coi soldi altrui), e che solo lo stato può risolvere i problemi delle persone.
Le cose NON stanno così.
Davide: i non assicurati che erano scoperti per almeno 1 mese nel corso del 2005 erano 70 milioni, quelli che erano senza assicurazione per un anno intero 27 milioni. Ma per avere un’immagine fotografica di quante persone sono allo scoperto in un dato istante, per esempio in questo istante, uno si deve affidare al survey del Census, che ci da una cifra di circa 46 milioni.
Una volta tolti i 12 milioni che gia’ qualificano e i 6 milioni di clandestini rimangono solo 28 milioni.
Anche se fosse vero che 15-18 milioni di questi hanno un reddito suffiente da potersi permettere di comprarsi una polizza (il che e’ opinabile visti i costi di una polizza, soprattutto oltre i 40 anni o se uno e’ malato), rimangono oltre una decina che sicuramente non possono. $50000 annui di rettido familiare potranno sembrare tanti ma sono solo circa $2800/mese netti. Se la famiglia diciamo di 3 persone compra una polizza familiare paga minimo $1000/mese in premi (un mio conoscente con 3 in famiglia, lavoratore autonomo, paga $1400/mese in premi), rimangono forse $1800/mese per il resto. Un’appartamento di 2 camere in California costa minimo, $1300/mese d’affitto (senza acqua, luce, gas etc). Forse $900-1000 in altre zone del paese.
Rimangono 500$ al mese per tutto il resto, per il cibo, le utenze, costi auto (se puoi permettertela) ecc. E ti meravigli se molti non decidono di correre il rischio e fare a meno della spesa di $1000/mese in assicurazione sanitaria? Io no!
Ma anche chi puo’ permetterselo poi andrebbe costretto a comprare una polizza. E come si fa ad applicare questi obblighi? Non si riesce a far rispettare l’obbligo dell’assicurazione auto, come si fa a far rispettare l’obbligo di un’assicurazione sanitaria. Che obblighiamo tutti ad affiggersi il tagliando dell’assicurazione sulla fronte e diamo le multe a chi non ce l’ha?
R. Goretti Scrive: November 5th, 2009 at 7:31 pm
I costi medi di un’assicurazione sanitaria sono di circa $4825/anno per un single, e di circa $13375/anno per una polizza familiare. Queste cifre le potete trovare su qualsiasi fonte, goglate pure a piacere.
http://www.usatoday.com/money/industries/health/2009-09-15-insurance-costs_N.htm
—————————-
Questi, che in ogni caso assomigliano più ai miei 10k per famiglia che ai suoi 18k-40k, sono i costi relativi alle polizze offerte dai datori di lavoro (come accade quasi sempre).
La parte a carico dei dipendenti è di non più di 3-4k $ a famiglia. Il resto viene pagato dal datore di lavoro, e costituisce quindi una specie di benefit aziendale.
Quindi un dipendente non deve tirare fuori 13k $: se ha un lavoro di tal tipo, con 3-4k $ è a posto.
Ci interessano coloro che devono arrangiarsi da soli, cioè coloro che verosimilmente sono più scoperti?
Bene, i costi medi in tal caso sono più bassi, e glieli ho mostrati prima.
http://www.ahipresearch.org/pdfs/Individual_Market_Survey_December_2007.pdf
5799$ a famiglia, in media. Immagino siano protezioni un po’ più scarne, ma mi pare anche normale. Anche qui da noi, chi usufruisce delle assicurazioni sanitarie offerte da aziende americane o multinazionali sa che potrà ottenere dei servizi notevolmente migliori rispetto alla sanità pubblica.
@ Luca:
I rimborsi per le prestazioni ai beneficiari di Medicare (e anche Medicaid) sono basati su formule complicatissime stabilite dal Congresso e dall’agenzia preposta al controllo di tale programma (CMS=Centers for Medicare and Medicaid Services).
Non esiste obbligo per un provider (ospedali, cliniche o medici) a partecipare al programma Medicare o Medicaid. Tuttavia una volta che il provider firma la “Conditions of Participation to the Medicare Program” deve sottostare a quelle regole di rimborso. Ti dico subito che pochi ospedali sopravviverebbero senza partecipare a Medicare. Oltre il 50% del fatturato dei nostri ospedali dipende da Medicare o Medicaid.
Le assicurazioni private pure rimborsano secondo criteri prestabiliti (contracted rates) che sono stati contrattati con i providers. Spesso queste clausole di rimborso si basano su Medicare, che e’ un po’ la base dell’intero sistema di rimborso in America.
L’alto costo di Medicare e’ dovuto al fatto che la popolazione che usufruisce di Medicare e’ quella piu’ anziana. Oltre l’85% dei costi sanitari di una vita vengono sostenuti nell’ultimo anno di vita. Siccome la popolazione anziana e’ in crescita anche in America e’ logico che il programma grava sempre di piu’ sul budget federale. Medicare e’ finanziato da chi lavora, un po’ come le pensioni (2.90% dello stipendio lordo da pagare in parti uguali dal dipendente e dal datore di lavoro). Siccome il rapporto tra lavoratori/pensionati e’ in decrescita e le aliquote (2.90%) sono le stesse da sempre, e’ chiaro che i proventi non sono piu’ sufficienti per coprire il numero di anziani che aumenta sempre di piu’. A questo si aggiunge l’inflazione sanitaria, che per vari motivi, galoppa a ritmi piu’ sostenuti di quella generale.
Medicare per tutti sarebbe la forma piu’ facile e semplice per coprire tutti. Il programma e’ la copia esatta del sistema canadese (che copre tutti, non solo dopo i 65 anni), tant’e’ vero che ne fu copiato anche il nome quando fu creato nel 1966. Non e’ pero’ politicamente possibile perche’ verrebbe contrastato da tutti:
-dalle assicurazioni in primis, visto che scomparirebbero o diventerebbero marginali
-dai medici e dagli ospedali, perche’ hanno paura che il governo imporrebbe rimborsi non molto alti. Questo avviene gia’ oggi, ma adesso quello che facciamo e’ semplicemente far pagare di piu’ le assicurazioni private per rifarci dei rimborsi un po’ bassi di Medicare e soprattutto di Medicaid. Una volta che tutti fossero coperti da Medicare, non ci sarebbe piu’ la possibilita’ per noi di trasferire i costi ai privati (in gergo: cost shifting). Molti ospedali dovrebbero chiudere visto che la capacita’ in America e’ eccessiva (ci sono troppi posti letti per il numero di pazienti e gli ospedali sono vuoti al 40%-50% quando va bene, inclusi i nostri) e molti medici verrebbero pagati di meno, probabilmente non lontano dai livelli italiani (lo stipendio medio di un medico generico di base in USA e’ di $185000/annui, quello di un chirurgo o un radiologo di oltre $400000/annui, ma molto di piu’ da noi in California).
@Goretti: no, 45-46 milioni è il numero di coloro che si sono trovati scoperti in un dato momento durante l’anno. Non è una fotografia della situazione esistente in un dato momento. Semplicemente chiedono, a dicembre, se durante l’anno si sono trovati scoperti. Diciamo per almeno un mese, tanto per non fare troppo le pulci. Queste non sono tutte persone “strutturalmente” scoperte. Ritengo più affidabile il dato di 27 milioni, relativo alle persone scoperte per tutto l’anno, per individuare le carenze strutturali, e non chi rimane un mese senza lavoro perchè lo cambia. Ad ogni modo, ho fatto i conti sui 46 milioni, non sui 27, proprio per rendere l’analisi più robusta.
Perchè ho considerato i vari insiemi non overlapping (osservazione intelligente, in ogni caso)?
Perchè una famiglia che guadagna almeno 50.000$ l’anno non rientra tra gli aventi diritto all’assistenza federale. Perchè i clandestini non rientrano, parimenti, tra gli aventi diritto. L’unica possibile sovrapposizione riguarda immigrati clandestini e redditi di almeno 50.000$, ma francamente ritengo sia una sovrapposizione del tutto marginale, specie considerando che, anche qualora un clandestino guadagnasse 200.000$ l’anno, dubito lo dichiarerebbe al fisco e nei questionari ufficiali. Vuole ipotizzare che il 20% degli immigrati clandestini, cioè un milione di persone, guadagni più di 50.000$ a livello familiare e finisca misteriosamente nelle statistiche relative al reddito? Facciamolo pure, ma sul risultato finale ciò è quasi ininfluente. Anzi, lo ha già fatto stimando in 9 milioni invece che in 9.7 milioni le famiglie con un reddito di almeno 75k dollari.
Non ho proprio capito perchè ignora totalmente gli altri 8-9 milioni con un reddito tra i 50k ed i 75k $, che non sono di certo “poveri” non in grado di pagare anche 10k $ l’anno di assicurazione sanitaria.
Come vede, i conti tornano, e 45 milioni è un dato del tutto fuorviante, propagandistico. La realtà, fatta di coloro che non rientrano nei programmi di assistenza e non si possono permettere un’assicurazione, è estremamente più ridotta: 5-10 volte più piccola.
@Luca: ha senso parlare di Roosvelt perchè le politiche di deficit spending, di spesa pubblica a go go, di più stato e meno mercato, di mercato che fallisce per gli “animal spirits”, portate avanti oggi da Obama, negli ultimi 20 anni dal Giappone, e su ogni libro di testo universitario, sono esattamente le stesse.
Ed è ora di sfatare il mito per cui tali politiche, col new deal, abbiano “salvato” gli Usa. Li hanno, al contrario, rovinati. Così come hanno rovinato il Giappone, che non cresce da 20 anni.
Ha ragione: il governo è il problema, specie quando si sente onnipotente ed investito del compito di “fare qualcosa”, perchè in tali casi fa più danni che altro.
Ora, passiamo al medicaid. Non perche’ mi piaccia rigirare il coltello nella piaga ma il medicaid e’ un programma statale finanziato tramite fondi federali. Da dove venga la cifra 20000$ per una famiglia di 4 persone e’ materia di discussione. Infatti ogni stato ha differenti criteri per qualificarsi per il medicare. Di fatto abbiamo 50 criteri differenti, alcuni molto generosi, come in California, altri taccagni come in Texas.
In pratica per capire se uno si qualifica o no c’e’ bisogno di un avvocato. Il che e’ praticamente piuttosto interessante visto che per qualificarsi per il medicaid e’ necessario avere un reddito “Limitato” e di conseguenza difficilmente puoi permetterti un avvocato. Ovviamente questo spiega anche perche’ tanti aventi diritto non si iscrivno al medicaid.
Nonostante tutto questo e nonostante il fatto che il partito democratico abbia fatto dell’idea di assicurare tutti il proprio cavallo di battaglia la riforma proposta non prova neppure a ridurre il livello di complicazione a cui chi ha bisogno del medicaid e’ sottoposto.
Veniamo poi all’altro problema, quello che io trovo piu’ angosciante: i drogati. Mia moglie ha inquadrato un articolo che descriveva la situazione di Houston dove 3 persone (Dicharatesi nullatenenti) hanno, in 3 anni, totalizzato 1.5 milioni di bollette mediche a testa con un totale di 1700 visite a testa al pronto (Circa 3 al giorno in diversi ospedali) e ottenuto psicofarmaci. In pratica queste 3 persone sono da sole responsabili di piu’ di meta’ del deficit dell’intera citta’ di Huouston (Che conta quasi 5 milioni di abitabti suburbs inclusi).
Qui non abbiamo drogati per strada. Si servono al pronto o dal medico (Vedi la fine che ha fatto Michael Jackson o il nostro Rush Limbaugh che hanno pizzicato qualche anno fa). Ovviamente questo a spese della comunita’ con bollette milionarie.
Di nuovo questa riforma neppure accenna a risolvere il problema…. neanche lo riconosce come tale.
Poi ti chiedi perche’ gli Americani sono in media arrabbiati. Ora, capiamoci chiaramente: amo l’America e non vivrei in nessun altro posto. Ma non nego i problemi ne sono cosi’ stupido da pensare che questa riforma li risolva. Cosi’ pure, mi sembra, sono tanti altri Americani.
Volevamo un cambiamento e un taglio con le politiche fallite del passato e ci vengono riproposte politiche fallite in un passato remoto che non risolvono nulla.
Alla fine gli incombenti democratici perdono e la riforma muore…. nessuno ci guadagna. Ma Obama, purtroppo, sta alla finestra a guardare e nega il problema.
DIfendere FDR 65 anni dopo la morte non serve a spiegare il fenomeno dilagante (E sottovalutato) dei TEA parties ma probabilmebnte aiuta a sembrare eruditi.
I costi medi di un’assicurazione sanitaria sono di circa $4825/anno per un single, e di circa $13375/anno per una polizza familiare. Queste cifre le potete trovare su qualsiasi fonte, goglate pure a piacere.
http://www.usatoday.com/money/industries/health/2009-09-15-insurance-costs_N.htm
Come ho detto sotto le variazioni sono enormi a seconda dell’eta’, dello stato di salute ecc. Questo e’ vero sia per le polizze individuali sia per le group insurance acquistate dai datori di lavoro.
Le polizze group insurance variano moltissimo da azienda ad azienda. Quando un datore di lavoro vuole comprare una polizza group insurance per i propri dipendenti, la compagnia assicurativa chiede i seguenti dati al datore di lavoro sui dipendenti:
-numero dipendenti (piu’ sono meno paghi)
-stato coniugale (famiglie costano di piu’ dei single)
-eta’ (piu’ alta l’eta’ media piu’ alto il premio)
-sesso dei dipendenti (donne costano di piu’, vanno dal medico piu’ spesso)
-tipologia della produzione (occupazioni a rischio costano di piu’)
- altre varie ed eventuali
Su questa base la compagnia assicuratrice stabilisce le rate dei premi. Per esempio Google, a due passi da dove vi scrivo paga molto meno per la loro group insurance, molte altre aziende in altri settori. Questo perche’ la maggioranza dei dipendenti Google hanno meno di 35 anni, sono singoli, e sono maschi. Chissa’ se e’ anche per questo che Google sta conquistando il mondo.
OK, riproviamo a spiegare il problema sanita’. Ma prima di tutto una premessa: personalmente non ho alcun interesse nella riforma proposta. Se dovesse passare il risultato probabile e’ che i nostri poveracci locali saranno colpiti dalle multe federali perche’ non hanno alcuna assicurazione e quei soldi verranno usati per coprire la mia assicurazione. Al di la’ del fatto che e’ moralmente disgustoso economicamente non ho nulla in contrario.
Ma veniamo al nostro amico NY TIMES. Personalmente lo considero un organo ufficiale del partito democratico cosi’ come Obama considera FOX NEWS (a ragione a mio avviso) un organo ufficiale del partito repubblicano. Cio’ detto veniamo ai fatti: l’aspettativa di vita media non e’ un metodo accurato per definire la qualista’ di un sistema sanitario. Questo fatto e’ dimostrato da varie pubblicazione mediche. Possiamo avere la migliore sanita’ del mondo ma se gli Americani continuano a ingrassarsi a morte ovviamente la durata della vita media non sara’ mai neppure vicina a quella di paesi come l’Italia. Questo non significa che il sistema sanitario Italiano e’ migliore o peggiore semplicemente significa che gli Italiani, per scelte culturali e personali, conducono una vita piu’ sana. Per essere chiari: non si strafogano di grassi saturi da McDonald e non pesano 300Kg come fanno invece tanti Americani. Quando le statistiche prendono in considerazione la percentuale di pazienti che vengono salvati grazie a cure di emergenza negli Stati Uniti siamo i primi nel mondo. Il sistema difetta invece nel follow up, particolarmente per malattie croniche, che spiega la ragione di risultati scadenti in caso di dialisi.
Nessuno nega che il sistema sia da riformare. Il punto della discussione non e’ questo ma piuttosto se la riforma proposta sia il modo migliore per affrontare il problema.
Fino ad ora il giudizio degli Americani e’ negativo cosi’ come e’ negativo il giudizio dell’ufficio budget del congresso (Che e’ bipartisan tanto per capirci).
La ragione e’ semplice: la riforma non pone un freno alla crescita delle spese sanitarie ma anzi incrementa tale crescita. Questo e’ di base l’opposto di quello che Obama ha promesso a suo tempo.
Non solo questa riforma non estenderebbe il numero degli assicurati (Visto che se le spese non diminuiscono la maggior parte delle premesse di tale riforma vengono a cadere) ma oltretutto porrebbe sulle generazioni future un peso economico insostenibile. Queste sono le ragioni delle critiche e queste sono le ragioni per cui gli Americani hanno votato repubblicano nelle ultime elezioni.
Ora, i casi sono due: possiamo dibattere la bonta’ delle politiche di FDR (Morto 65 anni fa) o risolvere il problema della sanita’. Ignorare la volonta’ dell’elettorato tuttavia corrisponde semplicemente ad andare in denial. I repubblicani sono passati attraverso questo esercizio durante gli ultimi 4 anni e hanno perso camera, senato e casa bianca. Dubito che i democratici possano finire diversamente e gia’ si vedono i sintomi del male nell’affano a negare la rilevanza del risultato da parte del partito democratico.
Ora, per tornare, alla sanita’ qualche altra informazione frutto di vita vissuta ed esperienze personali. Primo: il medicare e’ al 75% controllato dal congresso al punto che i prezzi di ogni prestazione sono fissati per legge (Ragione per cui continuano ad aumentare i medici che rifiutano pazienti con il medicare). Nonostante questo il medicare da solo e’ responsabile della maggior parte del deficit federale. Se questo e’ un modello da imitare sarebbe un punto interessante di discussione ma viene evitato con cura visto che il 90% degli anziani vota e i partiti non e’ che intendono metterli inn agitazione. Ora, tanto per capirsi, se assumiamo che comunque il medicare e’ il modello da creare per tutti vorrei capire come mai i fondi medficare verrebbero tagliati dalla attuale riforma. Non solo: ci viene detto, nel giro di due frasi, che il medicare e’ il modello da adottare in parte a causa della ridotta burocrazia che comporta ma che i tagli non sono reali in quanto verrebbero pareggiati dalla riduzione di pratiche burocratiche coinvolte????? Ora, io saro’ anche un po’ stupido ma mi sembra che qui qualcuno vuole avere la moglie ubriaca e il la botte piena come diciamo in Italia.
Di nuovo, parliamo pure di FDR, e’ un argomento affascinante. Ma cosa diavolo centra con le politiche cretine che il congresso sta promuovendo??? Quando abbiamo una legge di 1900 pagine con cosi’ tante spiegazioni e evidenti negazioni tutto cio’ che mi viene in mente e’ la famosa frase di Reagan: “Il governo non e’ mai la soluzione, di solito e’ il problema”.
-45.2 milioni di “scoperti”. Questo e’ il numero che era scoperto il dicembre 2005 secondo il sondaggio del Census Bureau-Survey of Income and Program Participation. Questa e’ la fotografia in quel momento (Dic. 2005) ed e’ rappresentativo del numero di scoperti ad ogni dato momento. E’ vero che una porzione di queste persone non era scoperta per tutto l’anno, alcuni probabilmente si sono assicurati il mese successivo. Tuttavia il mese successivo altri sono diventati scoperti per cui il numero rimane piu’ o meno costante. Queste cifre sono un po’ come il bilancio di una azienda al 31 Dic. Fotografano una situazione in un determinato momento.
- Di questi 46 milioni, 12 milioni avrebbero diritto a qualche forma di programma di assistenza pubblica, ma non ne usufruiscono. Questo e’ vero. Non lo fanno apposta, e’ semplicemente dovuto ad ignoranza, perche’ la normativa e’ molto complicata ed e’ spesso incomprensibile anche per noi che ci lavoriamo.
-Altri 9 milioni hanno un reddito familiare di almeno 75.000$, e quindi potrebbero spendere, in molti casi, i soldi necessari per assicurare l’intera famiglia. Dico in molti casi perche’ dipende dalle zone del paese, dall’eta’ dei familiari, dal numero di familiari, dal tipo di occupazione dei familiari e lo stato di salute di ognuno o anche se sei fumatore o no. Le cifre dei premi variano anche del 500% o 600% a seconda delle situazioni. Per esempio una polizza media individuale per un single di 20 anni costa intorno ai $150-200/mese, ma la stessa polizza per un 55enne costerebbe 4 volte tanto, anche assumendo che non ci sono condizioni pre-esistenti. Considera anche che le polizze individuali, a differenza di quelle che ti vengono tramite il datore di lavoro (che si chiamano Group Insurance) hanno franchigie (deductible) molto alte, spesso oltre i $2000 l’anno, con un copagamento del 20%-25% delle prestazioni fino ad un tetto massimo di $4000-5000 l’anno.
Considera tuttavia che 2/3 degli scoperti (circa 30 milioni) hanno un reddito inferiore a 2 volte il livello di poverta’ federale (il livello di poverta’ varia secondo il numero di familiari: $10,000 lorde annue per un single, o circa $21000 lorde annue per una famiglia di 4). A questi livelli di reddito trovare quelle cifre in piu’ al mese per un’assicurazione e per i copagamenti diviene un problema.
-Si stima che circa il 20% dei non assicurati siano immigrati. Cioe’ poco piu’ di 9 milioni. Non si sa quanti di questi siano clandestini, le stime sono campate per aria ma si parla di circa 5-6 milioni.
Il numero degli scoperti che ha meno di 34 anni (cifre ufficiali del Census) e’ di circa 18 milioni (cioe’ il 40%).
Un errore che fai nel tuo conteggio e’ che ad ogni stadio elimini il gruppo senza considerare che questi gruppi sono overlapping.
Un conteggio piu’ esatto e’:
+46 milioni- scoperti
-12 milioni – qualificano per programmi esistenti ma non lo sanno.
-9 milioni – hanno un reddito oltre i 75000/annui. Ammettiamo che siano tutti sani e che si possano tutti permettere un’assicurazione se forzati
-6 milioni – immigrati clandestini, che quindi non dovrebbero aver diritto a nient’altro ma la copertura delle urgenze
Alla fine, quelli che dovrebbero usufruire di qualche aiuto pubblico sono quasi 20 milioni, cioe’ oltre il 6% della popolazione legalmente residente nel paese.
Non posso essere d’accordo che gli americani hanno una copertura simile a quella europea o italiana. Non mi risulta che gli italiani vanno in fallimento o perdono tutto quando hanno malattie gravi. Non ci dimentichiamo pure che le assicurazioni private hanno facolta’ di rescindere la polizza ad ogni momento. Per cui se ti viene qualcosa di molto grave sei del gatto. Perdi tutto quello che hai, e solo a quel punto Medicaid di prende sotto le sue cure.
roberto Scrive: November 5th, 2009 at 2:04 pm
I beg your pardon? Una famiglia di 3-4 persone puo’ pagare facilmente 1500$ al mese per la copertura sanitaria… tira via 18k ai 40k annuali e vediamo quanto “agevolmente” tale famiglia riuscira’ a vivere.
Con i 22k che restano sono sotto la soglia di poverta’, se arrivano a fine mese e’ grazie ai sussidi… altro che “qualche sacrificio”!
————
Forse non sa che il costo medio delle assicurazioni acquistate individualmente, ma relative alla copertura dell’intera famiglia, è di circa 5800$.
Oppure 2600$ mediante copertura del singolo. Che per 4 fa 10k circa.
Lo può vedere qui, nei primi “key findings”:
http://www.ahipresearch.org/pdfs/Individual_Market_Survey_December_2007.pdf
Per cui non raccontiamoci che come minimo ne devono spendere 20k, se non 40k. Anche se è evidente che più si vuole una buona copertura più si dovrà spendere. Però valori “medi” sono, appunto, medi, e non indicano la copertura sanitaria “morto di fame”.
Ad ogni modo, se su tutti i miei interventi (alcuni putroppo pubblicati in ritardo; spero non se li sia persi), sono tutte qui le obiezioni che ha da fare, mi ritengo già soddisfatto, visto che siamo a disquisire semplicemente se l’ultima fetta di 5-10 milioni di persone sia più o meno in grado di pagarsi l’assicurazione da sola.
Partendo dai 45 milioni di “scoperti” di Obama.
Per roberto: che c’entra Berlusconi? Non ha la minima rilevanza con il discorso.
Sorprendente come ci appassioniamo all’argomento.La politica economica di una potenza come gli USA è sicuramente una cosa da far tremare i polsi a chi deve gestirla ed è chiamato a risolvere una crisi grave e profondacome l’attuale. Obama ha vinto le elezioni sull’onda dell’entusiasmo che ha suscitato e della critica feroce all’amministrazione Bush. Ma una vera strategia su temi economici e strategico-militari non ne aveva e non ne ha.Le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti e soprattutto degli Americani che cominciano a dubitare fortemente delle sue capacità di governo.
Sonya Scrive: November 5th, 2009 at 2:50 pm
Per Luca 17 – 19
Grazie Luca, ho appena letto i suoi post.
Le cose stanno esattamente cosi’, lei scrive chiaramente e dice molto in poco spazio.
Io abito negli US da tutta la mia vita adulta, ma ho viaggiato parecchio ed e’ vero che molte nazioni civilizzate non si sognano nemmeno delle nostre facilita’ e cure mediche, dappertutto, non solo in cliniche specializzate.
…
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Salve Sonya:
quello che dici fa a pugni con quanto dice Nicholas Kristof in un articolo di oggi sul NY Times (ho dato il link in un messaggio precedente). Riporto un piccolo estratto…:
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Unhealthy America
By NICHOLAS D. KRISTOF
The moment of truth for health care is at hand, and the distortion that perhaps gets the most traction is this:
We have the greatest health care system in the world. Sure, it has flaws, but it saves lives in ways that other countries can only dream of. Abroad, people sit on waiting lists for months, so why should we squander billions of dollars to mess with a system that is the envy of the world? As Senator Richard Shelby of Alabama puts it, President Obama’s plans amount to “the first step in destroying the best health care system the world has ever known.”
That self-aggrandizing delusion may be the single greatest myth in the health care debate. In fact, America’s health care system is worse than Slov—er, oops, more on that later.
The United States ranks 31st in life expectancy (tied with Kuwait and Chile), according to the latest World Health Organization figures. We rank 37th in infant mortality (partly because of many premature births) and 34th in maternal mortality. A child in the United States is two-and-a-half times as likely to die by age 5 as in Singapore or Sweden, and an American woman is 11 times as likely to die in childbirth as a woman in Ireland.
Canadians live longer than Americans do after kidney transplants and after dialysis, and that may be typical of cross-border differences. One review examined 10 studies of how the American and Canadian systems dealt with various medical issues. The United States did better in two, Canada did better in five and in three they were similar or it was difficult to determine.
Yet another study, cited in a recent report by the Robert Wood Johnson Foundation and the Urban Institute, looked at how well 19 developed countries succeeded in avoiding “preventable deaths,” such as those where a disease could be cured or forestalled. What Senator Shelby called “the best health care system” ranked in last place.
The figures are even worse for members of minority groups. An African-American in New Orleans has a shorter life expectancy than the average person in Vietnam or Honduras.
…
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Vietnam e Honduras! (con tutto il rispetto per i due simpatici paesi, beninteso).
Saluti,
Roberto
Per Luca 17 – 19
Grazie Luca, ho appena letto i suoi post.
Le cose stanno esattamente cosi’, lei scrive chiaramente e dice molto in poco spazio.
Io abito negli US da tutta la mia vita adulta, ma ho viaggiato parecchio ed e’ vero che molte nazioni civilizzate non si sognano nemmeno delle nostre facilita’ e cure mediche, dappertutto, non solo in cliniche specializzate.
Il numero dei cittadini e illegali non assicurati non e’ altro che una palla politica.
Tutti vengono curati, anche gli illegali, come lei ben sapra’ alcuni hanno portato causa per trapianti e operazioni chirurgiche ricevute negli US dopo essere stati deportati nelle loro nazioni di provenienza, cause fasulle solo per remunerazione monetaria.
Poi si calcolano anche diversi milioni di persone che hanno diritti ma non si registrano, ne ho conosciuti diversi.
Mia nuora e’ infermiera, in carica di un reparto, ha il PHD in psicologia, puo’ attestare a tutto quello che ha scritto lei.
Buona giornata.
Luca Beltrame Scrive: November 5th, 2009 at 2:01 pm
Per roberto:
“Alberto, siete messi male a quanto pare. Per tirarti su, immagina come sareste messi se avesse vinto qualcun’altro, o peggio ancora, se fosse rimasto Bush!”
Ed e’ proprio questo il problema di molti sostenitori di Obama, per come lo vedo io. Hanno voluto appoggiarlo a tutti i costi perche’ non era repubblicano e soprattutto perche’ non Bush (e qualcuno lo pensa anche a livello internazionale: secondo me l’idiozia del Nobel per la pace va sulla stessa falsariga).
Ovvio poi che le delusioni arrivino…
————————————-
Ciao:
sono daccordo con te, su tutti i punti, Nobel incluso… pero’ per quel che riguarda le delusioni, mi dispiace, ma quelli che pensavano che Obama potesse fare miracoli si sono sbagliati, c’e’ solo un capo di governo occidentale che li fa, che si abbronza in Costa Smeralda…
Davide K Scrive: November 5th, 2009 at 1:55 am
@Goretti: dimenticavo che 45-46 milioni sono coloro che si sono trovati senza assistenza sanitaria in un limitato periodo dell’anno, non durante l’intero anno. Questi sono meno, circa 27 milioni. Per cui, in totale, alla fine sono ancora meno gli interessati.
Che, tendenzialmente, guardando meglio (prima ho detto una cosa sbagliata), rientrano in famiglie con un reddito di 40k $ o più. Quindi non gente che può pagare agevolmente, ma gente che, con qualche sacrificio, potrebbe. Non casi disperati.
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I beg your pardon? Una famiglia di 3-4 persone puo’ pagare facilmente 1500$ al mese per la copertura sanitaria… tira via 18k ai 40k annuali e vediamo quanto “agevolmente” tale famiglia riuscira’ a vivere.
Con i 22k che restano sono sotto la soglia di poverta’, se arrivano a fine mese e’ grazie ai sussidi… altro che “qualche sacrificio”!
Saluti,
Roberto
Per roberto:
“Alberto, siete messi male a quanto pare. Per tirarti su, immagina come sareste messi se avesse vinto qualcun’altro, o peggio ancora, se fosse rimasto Bush!”
Ed e’ proprio questo il problema di molti sostenitori di Obama, per come lo vedo io. Hanno voluto appoggiarlo a tutti i costi perche’ non era repubblicano e soprattutto perche’ non Bush (e qualcuno lo pensa anche a livello internazionale: secondo me l’idiozia del Nobel per la pace va sulla stessa falsariga).
Ovvio poi che le delusioni arrivino…
Dante Scrive: November 4th, 2009 at 7:38 pm
Goretti, o la smetti di parlare di 46 milioni, o ci dici chi sono.
Mr. O ha menzionato lo stesso numero, e gli e’ stato dato di bugiardo da Joe Wilson.
Il giorno dopo (letteralmente) quel numero e’ diventato 30 in un altro ennesimo discorso.
Basta con l’ambiguita’!
(e aggiusta l’ora del tuo computer
)
————————————
Bravo Dante, basta con l’ambiguita’… ma basta anche con le notizie false! Lavori mica per Faux News?
1) Obama non ha parlato di 46 milioni di uninsured, ma di 30.
2) Joe Wilson gli ha dato del bugiardo sul fatto che la proposta di cambiare la sanita’ non includera’ anche gli immigrati illegali.
Saluti,
Roberto
Alberto B. Scrive: November 3rd, 2009 at 7:04 pm
Vivo negli USA da molti anni.- Le Obamanomics, non si vedono, l’economia reale (non pompata da debito pubblico) stenta a decollare, anzi da chiari segni di recessione, la disoccupazione e`alle stelle, l’inflazione non e’ ancora arrivata ma l’aspettiamo a meta`/fine 2010.- Gli USA, come sempre, la esporteranno al resto del mondo, svalutando ancor piu’ il dollaro.- Promises, promises, promises caro Presidente Obama…null’altro.-
———————————–
… insomma, Alberto, siete messi male a quanto pare. Per tirarti su, immagina come sareste messi se avesse vinto qualcun’altro, o peggio ancora, se fosse rimasto Bush!
La “Obamanomics”, come la chiami tu, non ha avuto neanche un anno di tempo… come puoi pretendere che cambino le cose da un giorno all’altro?
Saluti,
Roberto
R. Goretti Scrive: November 4th, 2009 at 11:22 pm
In aggiunta al mio ultimo post. Se a qualcuno venisse la tentazione di dire che il governo amministra Medicare inefficientemente, e pertanto Medicare per tutti sarebbe un disastro, allora e’ giusto fare un’altra precisazione.
… interessanti spiegazioni snippate per brevita’…
Come si vede, in America, neanche i piani assicurativi federali sono gestiti dal governo. Quindi non parliamo di socialismo. Il socialismo ce l’avete voi in Italia con il servizio sanitario nazionale.
————————————
Salve a tutti, e grazie a R Goretti per il messaggio, molto interessante. Per pura coincidenza, c’e’ un bel articolo di Nicholas Kristof “Unhealthy America” sulla pagina “Opinion” del NY Times di oggi, che smitizza un po’ le balle raccontate dalla destra USA.
http://www.nytimes.com/2009/11/05/opinion/05kristof.html?ref=opinion
Buona lettura,
Roberto
“…la vera storia della crisi finanziaria non sia stata scritta.” Un macigno nell’acquitrino dei paparazzi dell’economia, e questo credo sia lo spirito giornalistico. grazie
Ho giocato un po’ con il grafico suggerito da R. Goretti.
Molto utile. Ci vuole un bel po’ di lavoro per mettere assieme tutti quei dati. Efficace come presentazione!
Suggerisco, oltre a provare le varie combinazioni, di confrontare la spesa per interessi rispetto al debito totale. Non vi sfuggirà che esiste un certo ritardo fra il rientro dal super debito e la spesa per interessi, che continua a crescere per un po’ di anni dopo la stretta sul bilancio dello stato.
Un super debito pubblico é sostenibile per brevi periodi ed a condizione di godere di tassi bassi. La condizione dei tassi prossimi a zero é vera oggi e, presumibilmente, rimarrà vera anche per il 2010.
Il Giappone, che ha il massimo rapporto fra debito pubblico e PIL del mondo, riesce a convivere benissimo con il suo “ultra debito” perché vive da una generazione il ristagno dell’economia accompagnato da deflazione (sovracapacità produttiva e consumi limitati). Lo yen si é mantenuto su rapporti di cambio bassissimi con le altre monete, diventando la più usata per il carry trade. Ma il Giappone gode anche di un basso livello di tassazione.
Le politiche espansionistiche non sempre risollevano l’economia e tassi bassissimi comportano squilibri sui cambi. Inoltre la vicenda giapponese rappresenta un’eccezione, perché, normalmente, l’aumneto del debito pubblico comporta effetti inflattvi prolungati, come avvenuto negli anni ’70 negli USA, da noi in Europa ed in special modo in Italia.
Oggi, ragionando sulle economie occidentali, appare assai più probabile l’aumento dell’inflazione piuttosto che un lungo periodo di deflazione o di bassa inflazione, sebbene questo rischio non si presenterà nell’immediato.
La capacità di direzone economica sarà messa a dura prova a partire da inizio 2010. Sarà infatti necessario ridurre gradualmete gli aiuti e contemporaneamente cessare l’espansione del debito pubblico al fine di evitare l’esplosione di fenomenti inflattivi. Per conseguire questo risultato diventa indispensabile operare sul fronte della spesa. Incrementare la tassazione non riuscirà a riequilibrare il deficit di bilancio e vanficherà l’effetto delle misure adottate per invertire il ciclo. Insomma, non sarà possibile copiare le politiche dei paesi Scandinavi, ove alta tassazione e buona economia convivono da decenni per l’efficienza del settore pubblico e per il miglior rapporto fra debito pubblico e PIL. Ma l’esperienza Scandinava non é riproponibile altrove e non certo nelle attuali condizioni sfavorevoli.
Anzi, la maggiore tassazione comporterà un incremento dei prezzi perché le tasse finiscono per essere incluse nei prezzi finali dei prodotti, un po’ come avviene per i prezzi energetici. Nella formazione dei prezzi, le imprese devono includere i costi fiscali, quelli energetici ed anche il costo del denaro. Costi, come le materie prime ed il lavoro, che l’impresa deve recuperare trasferendoli al clinete finale. Sono tutti elementi che fanno scattare la cosiddetta “stagflazione”, cioé il ristagno dell’economia (mancano i soldi per comprare) in presenza di elevata inflazione.
Sarà Obama in grado di governare i futuri problemi? Sarà capace di riportare sotto controllo il deficit di bilancio senza azioni commettere devastanti? Non ho molta fiducia, ma spero di sbagliarmi.
Saluti vivissimi
@Goretti: dimenticavo che 45-46 milioni sono coloro che si sono trovati senza assistenza sanitaria in un limitato periodo dell’anno, non durante l’intero anno. Questi sono meno, circa 27 milioni. Per cui, in totale, alla fine sono ancora meno gli interessati.
Che, tendenzialmente, guardando meglio (prima ho detto una cosa sbagliata), rientrano in famiglie con un reddito di 40k $ o più. Quindi non gente che può pagare agevolmente, ma gente che, con qualche sacrificio, potrebbe. Non casi disperati.
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Sulla spesa pubblica, il fantomatico “moltiplicatore” e simili, quello che non si vuol capire è che
a) il pil ad esso relativo, guerra o non guerra, è valutato sulla SPESA, non sui risultati. Quindi contarlo come quello privato non ha senso. Non è che gli americani sono più ricchi quando devono spendere miliardi su miliardi per andare in guerra. A parer mio sono più poveri, e trattasi di ricchezza consumata, non creata.
Come l’esempio delle buche scavate e riempite mostra abbastanza chiaramente. Keynes e Roosvelt sono stati più furbi, e si sono inventati per l’occasione anche una contabilità nazionale conforme alle loro errate teorie, ma concettualmente sbagliata.
b) il moltiplicatore della spesa pubblica è tutt’altro che un fatto assodato. Assomiglia più ad una leggenda, ormai. Nel 2008 gli Usa hanno avuto un deficit del 4% circa. Nel 2009 del 12%. 8% di pil di spesa pubblica in più. Non li vedo, neanche nel timido +3.5% del Pil (timido perchè è un dato annualizzato, cioè non ha fatto +3.5% ma molto meno) del terzo trimestre rispetto al fondo, decisamente profondo, che è stato toccato il trimestre precedente.
Otto punti di differenza rispetto ad un’ipotetica (e non verificabile: ergo il moltiplicatore non è nemmeno verificabile, non ammette prove nè controprove scientificamente sensate) situazione senza questo extra-deficit, francamente io non li vedo. Lei?
@Goretti: sono le informazioni che mi giungono dalle mie fonti locali, e mi paiono confermate dai fatti.
Bene o male, mi pare che la situazione sia questa:
-45/46 milioni di “scoperti”
-12 milioni che avrebbero diritto ai programmi di assistenza pubblica, ma non ne usufruiscono.
-17-18 milioni che hanno un reddito familiare di almeno 50.000$, e che quindi potrebbero spendere quei 3-4-5-6000$ l’anno per assicurare l’intera famiglia (le cifre medie mi pare siano cose del genere).
Ne rimangono fuori 15-16, di cui, a spanne, 5-6 sono immigrati clandestini.
Quindi siamo, circa, a 10 milioni.
Se consideriamo che, dei non assicurati, sono circa 15 milioni quelli con un reddito familiare tra i 25k ed i 50k $, immagino che questi 10 milioni siano famiglie con un reddito, ad occhio, tra i 25k ed i 40k $. Sicuramente gente che non naviga in acque meravigliose, ma una parte dei quali potrebbe sicuramente sostenere le spese sanitarie suddette.
Aggiungiamoci le solite cose: il 65% dei non assicurati ha meno di 34 anni, e mi pare anche normale che non pensi (magari a torto) ad una assicurazione sanitaria, contando sulla propria buona salute.
Alla fine, quelli con problemi obiettivi, degni di attenzione non sono più di 5-6 milioni, altro che 45.
Ed immagino non serva chissà quale fantasmagorica e trionfale riforma da ricordare nei secoli dei secoli per estendere, volendo, le coperture pubbliche esistenti anche a questi.
Diciamo che 5-6 milioni di persone sono 3 milioni di famiglie (sto largo), che coprire una famiglia costa in media 6k dollari l’anno (sto largo anche qui): 18 miliardi l’anno, che potrebbero tranquillamente anche essere la metà od un terzo. Altro che migliaia di miliardi e decine di milioni di scoperti come blatera in continuazione, lui e tutti quelli che gli vanno dietro.
PS: 5-6 milioni di persone sono l’1-2% della popolazione: scommettiamo che anche in Italia trova almeno un 1-2% della popolazione che non viene soddisfatta dal ssn (ripassi tra 6 mesi, 1 anno, non c’è posto, non abbiamo i macchinari, ecc.) e che non può permettersi alternative private?
Ecco, un’assistenza almeno tipo quella italiana, alla fine, ce l’hanno tutti.
Per i dati, questo articolo
http://www.factcheck.org/2009/06/the-real-uninsured/
spiega la maggior parte delle cose citando le relative fonti ufficiali. Ad esempio, ho spulciato un po’ questa:
http://www.census.gov/prod/2009pubs/p60-236.pdf
Salve.
Due esempi di servizio sanitario “socialista” in Germania.
Anzi tre esempi.
Un nostro collega venuto da Thailand dove viveva da 7 anni fu ricoverato e operato per tumori intestinali in Baviera, senza aver pagato mai una Lira all’assicurazione, alle Spese ci pensò senta mezzi termini il servizio di assistenza sociale statale.
Un collega spagnolo due anni fa ebbe dopo solo due mesi di Lavoro su una Nave tedesca una perforazione allo Stomaco, fu operato d’urgenza, ma ci lascio due settimane dopo, era pieno di metastasi.
Suo fratello gemello lo portai in Ospedale 5 mesi fa, lo operarono per fistole intestinali con perforazione alla vescica, lo rilasciarono dopo 15 Giorni di degenza, lo riportai allo ospedale 24 ore dopo per nuove fuoriuscite gassose urinando, non lo operarono di nuovo per rischio di Vita, lo fecero tre mesi dopo, e gli esportarono un altro pezzo do intestino., domani verrà prelevato per un periodo di convalescenza in una Casa di Cura.
A 57 anni e speriamo bene….
Durante tutto il periodo di malattia percepisce il 75% dello Stipendio e la Cura in una Clinica di riabilitazione non gli costerà un soldo, per questo abbiamo le nostre assicurazioni per le malattie uguali per tutti, le quali ci costano circa il 5 % del Lordo mensile, fondo Pensione extra, tasse imposta extra, tassa eclesiastica extra.
Mica male non vi pare?
Bo.mario, Opera Buffa Opel atto secondo.
Dopo i bollenti discorsi di questa mattina, la GM senza mezzi termini ha avvertito i bollenti politici tedeschi che potrebbe anche mandare la Opel- Germania in insolvenza.
Le Patenti e le tecnologie sono GM pertanto delle 4 Fabbriche potrebbero poi farne delle Moschee o dei mercati di Frutta e Verdura, allo stesso tempo GM, a breve termine a indetto a Berlino un Party, e ora mezza Berlino politica è là.
Da questa sera i politici sono pronti a considerare la risoluzione GM e vagliarne le proposte, e, se accettabili sono anche pronti ad incentivare il tutto se il parlamento europeo ne sarà d’accordo.
Lo sciopero domani (oggi) dicono che si farà ad ogni modo lo stesso, ora lo chiamano sciopero di avvertimento e non più di protesta.
Aiuto, mi sembra di essere in Italia.
Salutünen
Questo e’ il grafico del debito pubblico USA dal 1930 ad oggi.
Qualcuno dice che quello che ci tolse dalla depressione del ’29-33 fu la guerra. Come si puo’ vedere anche in quell’occasione fu dovuto all’enorme spesa pubblica che ebbe un effetto moltiplicatore sull’economia. Come ho detto piu’ sotto la guerra non e’ altro che un enorme programma di spesa pubblica. La differenza e’ che in guerra lo stimolo viene attuato da spese militari, in tempi di pace la si fa in altri settori (infrastrutture, sanita’, ecc.). Il debito di oggi e’ sempre piu’ basso di quello registrato durante il periodo bellico dove sorpasso’ il 107% del PIL (GDP in inglese).
Ronald Reagan ottenne la ripresa dopo il 1983 grazie alle stesse politiche espansive. Come vedete dal grafico si passo’ dal 33% al 52% del PIL. Un trend che non si arresto’ neanche con l’era Bush. E’ solo a meta’ del mandato Clinton che il debito pubblico ricomincio’ a calare in percentuale con il PIL, per poi riprendere a salire dopo il 2000. Non ne faccio colpa a nessuno di incrementare il deficit, e quindi il debito pubblico, durante periodi recessivi. In questo senso fu appropriata la politica espansiva di Roosevelt negli anni ’30, quella di Reagan nei primi anni ’80, o quella di GWBush nel 2001 e quella di Bush/Obama nel 2008/2009. La mia critica interviene quando un governo persevera nelle politiche espansive di deficit spending anche quando l’economia e’ in ripresa. Da qui la mia critica sia a Reagan che continuo’ tale politica espansiva e deficitaria anche dopo il 1984, quando l’economia aveva ricominciato a marciare, sia a Bush nei periodi successivi al 2003. La stessa critica se la meritera’ Obama se, a ripresa avvenuta, quando anche l’occupazione ricomincera’ a riprendersi, si continuera’ questo trend di spesa pubblica crescente. E’ a quel punto che si dovranno tirar le somme, non adesso in quanto e’ prematuro.
http://www.usgovernmentspending.com/downchart_gs.php?year=1930_2010&view=1&expand=&units=p&fy=fy10&chart=H0-fed&bar=0&stack=1&size=m&title=US%20Federal%20Deficit%20As%20Percent%20Of%20GDP&state=US&color=c&local=s
In aggiunta al mio ultimo post. Se a qualcuno venisse la tentazione di dire che il governo amministra Medicare inefficientemente, e pertanto Medicare per tutti sarebbe un disastro, allora e’ giusto fare un’altra precisazione. Medicare e’ un programma federale per gli anziani, ma e’ gestito da assicurazioni private, non solo per Part C e D, ma anche per part A e part B. L’agenzia federale preposta alla gestione di Medicare (CMS o Centers for Medicare and Medicaid Services) non gestisce un bel niente. Quello che CMS fa e’ semplicemente scrivere le regole di rimborso. Ma la gestione vera e propria dell’assicurazione MEdiare e’ affidata in appalto alle compagnie d’assicurazione private. I gestori appaltatori per la part A e B vengono adesso chiamati MAC (Medicare Administrative Contractor), fino ad adesso erano chiamati Fiscal Intermediaries (per part A) e Carriers (per part B). Questi Contractors sono le stesse assicurazioni private che gestiscono le altre assicurazioni. Per esempio, il contractor di Medicare per lo stato di New York e il Connecticut e’ Wellpoint Inc., che opera come MAC sotto il nome di National Government Services (una divisione di Wellpoint). Allo stesso tempo Wellpoint Inc. e’ anche la parent company di vari piani assicurativi privati Blue Cross Blue Shield, incluso Empire Blue Cross che opera a New York. Quindi se un beneficiario di Medicare (oltre 65 anni) va in ospedale a New York, l’ospedale verra’ rimborsato da Wellpoint Inc. in base alle regole di rimborso stabilite da Medicare, mentre se un giovane in possesso dell’assicurazione privata Empire Blue Cross va allo stesso ospedale, l’ospedale verra’ rimborsato lo stesso da Wellpoint inc. in base alle clausole di rimborso della polizza Empire Blue Cross. Come si vede, in America, neanche i piani assicurativi federali sono gestiti dal governo. Quindi non parliamo di socialismo. Il socialismo ce l’avete voi in Italia con il servizio sanitario nazionale.
Per Dante,
grazie Dante, la mia risposta era per Paolo Da Lama, il quale aveva confuso Medicare con Medicaid.
Appunto io scrissi:
“No, Medicare e’ per gli anziani, non e’ gratis, viene dedotta dalla pensione, secondo i vari livelli.
In aggiunta quasi tutti hanno un assicurazione privata.”
Ieri sera mi sono cavata gli occhi leggendo il nuovo libro-catalogo di Blue Cross Blue Shield per Medicare, per il 2010.
Quello che ho imparato e’ che il mio mensile dovuto, salira’ a $169,00 e molti benefici saranno ridotti o eliminati.
Non so ancora da medicare, lo sapro’ quando ricevero’ dalla SS. (Social Security)
Per mia fortuna, utilizzo ben poco, percio’ ho scelto quello che era Plan D, adesso leggo che e’ Advantage Plan.
Se non erro avevo letto che lei aveva lavorato nel campo.
Non sono una utente assidua e l’Italiano e’ per me faticoso.
Le tengo presente che ogni Stato ha le sue regole o non regole, per non dire altro.
Io mi posso permettere questi incrementi, ma molti non possono e finiranno in un Government Plan.
Molti dottori si sono gia’ ritirati dalla pratica individuale, non vengono ricompensati sufficientemente e con lunghe attese.
Altri non accettano Medicare e vanno in gruppi di “ricerca” nei vari ospedali.
Anni fa’ avevamo molte assicurazioni nel mio Stato, grazie ai Democratici hanno creata una monopoli, Blue Cross e CVS dominano lo Stato.
Il mio Stato e’ quasi totalmente Blue, eccetto il governatore ed il mio sindaco.
Buona sera…….
@ Davide K.: Sulla sanita’ USA forse dovreste informarvi un po’ di piu’. I programmi pubblici di Medicare e Medicaid coprono solo una porzione della popolazione. Medicare copre quelli che hanno compiuto i 65 anni. Medicaid copre alcuni (MA NON TUTTI) gli indigenti. Per potersi qualificare bisogna essere nullatenenti ed un reddito inferiore al livello di poverta’ federale (circa $20000/anno lordi per una famiglia di 4). Ma questo non e’ sempre sufficiente, perche’ in molti casi bisogna avere figli a carico. Se sei single e povero non sempre puoi avere Medicaid, a meno che soffri di certe patologie o in certe altre circostanze che peraltro variano da stato a stato, visto che MEdicaid e’ un programma amministrato dai singoli stati ma finanziato congiuntamente da Stati e Gov. Federale. Lo SCHIP, copre i minori (ma non i loro genitori) fino ad un livello di reddito familiare pari a 3 volte il livello di poverta’ federale), che e’ un livello abbastanza alto, ma che e’ cosi’ alto grazie ad un recente intervento dell’amministrazione Obama che lo ha portato a questi livelli.
Lei dice che l’assistenza sanitaria di stile europeo-italiano non la si nega a nessuno in America. Ma dove le legge queste notizie? Quello che e’ vero e’ solo che una legge federale il cui acronimo e’ EMTALA obbliga tutti gli ospedali che operano un pronto soccorso a prestare assistenza a chiunque lo richieda senza riguardo all’abilita’ di pagare. Ma questo non significa che un medico generico e’ obbligato ad accettare un paziente se non puo’ pagare. Questa legge si applica solo agli ospedali che operano un servizio di pronto soccorso (DESIGNATED EMERGENCY SERVICE). Tuttavia, una volta che le abbiamo fornito assistenza, come ci impone la legge di fare, non significa che lei dorme tranquillo. Se lei possiede un reddito, o un patrimonio o una casa, stia tranquillo che verremo da lei a rivalerci sul suo patrimonio. La stragrande maggioranza dei fallimenti individuali (permessi nella legislazione fallimentare USA) sono proprio dovuti all’inabilita’ di far fronte alle spese sanitarie. Le faccio presente che negli ospedali dove lavoro una degenza di un giorno in ospedale le costera’ almeno $8000 (e questo solo per la camera da letto, nient’altro). Non mi risulta che la situazione di cui sopra riflette la situazione italiana. Tutt’altro. Vorrei vedere come reagireste se il governo italiano decidesse di adottare il sistema presente attualmente negli USA. Sareste tutti in strada a protestare. Eppure se ci pensate il sistema italiano e’ molto piu’ socialista di quello che viene proposto in America. Infatti qualsiasi riforma venga fatta, prevedera’ nella piu’ estrema delle ipotesi (che e’ improbabilissima, anzi politicamente impossibile) che Medicare copra tutti i cittadini, invece che solo gli ultra65enni. Anche in quell’ipotesi, si avrebbe solo l’assicurazione in mano pubblica, ma gli ospedali e le cliniche rimarrebbero privati cosi come lo sono adesso (quelli pubblici sono pochissimi). In Italia non solo e’ pubblica l’assicurazione (chi paga il conto), ma gli ospedali stessi sono gestiti quasi tutti dallo stato. Se non e’ socialismo quello che avete in Italia con il SSN, non so cosa sia.
Davide K: Ho gia’ risposto a Dante sulla depressione 1929-33. Forse farebbe bene a guardare le statistiche di quel periodo nel link che ho fornito. La recessione inizio’ nel 1929 e l’ultimo anno in cui il GDP registro’ una contrazione fu il 1933. Come si fa ad addebitare a Roosevelt quella depressione se e’ iniziata 4 anni prima che divenisse presidente? Se la depressione o recessione, come la vuol chiamare fu nel periodo 1929-33, anni in cui alla casa bianca c’era Hoover, come fa lei ad incolpare FDR che fu inaugurato nel marzo del ’33? Sarebbe come incolpare Bush o Clinton della recessione del 1980-82. Ma per favore! L’economia si riprese a partire dal 1934 PROPRIO GRAZIE alle politiche fiscali espansive dell’amministrazione Roosevelt. Per favore non rovesciamo la storia. In quanto all’effetto positivo della seconda guerra mondiale nell’economia degli USA questo ancor piu’ conferma la validita’ delle politiche fiscali espansive. COSA E’ LA GUERRA SE NON UN IMMENSO PROGRAMMA DI SPESA PUBBLICA? Le ricordo che i deficit pubblici piu’ alti nella storia economica USA del XX secolo (sia in valori reali che in percentuali con il GDP) si ebbero proprio per far fronte all’impegno bellico. il deficit pubblico attuale negli USA fa sbellicare dalle risate al confronto di quello enorme registrato nel periodo 1941-45 dagli USA. Sulle politiche di Reagan vale lo stesso. L’economia USA si libero’ della grande recessione del periodo 1980-82 proprio grazie alla politica fiscale espansiva della sua amministrazione. Il fatto che la sua spesa si incentro’ maggiormente sulla difesa non cambia il discorso. La spesa pubblica e’ sempre spesa pubblica sia che si spendano i soldi in navi da guerra e missili, sia che si spendano in vespasiani. L’effetto del moltiplicatore funziona con tutti i tipi di spesa. Magari uno poi si deve domandare se davvero servono tutti quei missili, o se quei soldi troverebbero un migliore impiego nell’investimento in vespasiani. Quella e’ una scelta politica, dipende se uno ha piu’ paura dell’Unione Sovietica o di farsela addosso. In ogni caso anche a Reagan ci vollero 2 anni per far rimarciare l’economia. Il primo anno di espansione fu il 1983 (Reagan divenne presidente il gennaio 1981).
@R.Goretti: meglio giudicare gli anni ’30 con una visione un po’ più “ampia”.
La disoccupazione rimase per tutti gli anni ’30 a livelli indecenti, oltre il 15%. Livelli che non si videro mai, nè prima nè dopo. Alla faccia del successo.
Nonostante l’imponente aumento degli occupati pubblici: il che vuol dire che gli occupati nel settore privato rimasero a livelli infimi (forse peggiorarono addirittura; se vuole controllo).
http://wpcontent.answers.com/wikipedia/commons/5/58/US_Unemployment_1910-1960.gif
http://static.seekingalpha.com/uploads/2009/8/10/saupload_20090810_phn8ba36ihb41sr98cxr8ht2u.png
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Il Pil rimase anch’esso, per tutti gli anni ’30, inferiore ai livelli pre-crisi:
http://research.stlouisfed.org/fred2/graph/fredgraph.png?&chart_type=line&graph_id=0&category_id=&recession_bars=On&width=630&height=378&bgcolor=%23B3CDE7&graph_bgcolor=%23FFFFFF&txtcolor=%23000000&preserve_ratio=true&id=GDPA,&transformation=lin,&scale=Left,&range=Custom,&cosd=1929-01-01,&coed=1960-01-01,&line_color=%230000FF,&link_values=,&mark_type=NONE,&line_style=Solid,&vintage_date=2009-11-04,&revision_date=2009-11-04,&mma=0,&nd=,&ost=,&oet=,
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Un bel successone anche questo, non c’è che dire.
Soprattutto se si considera il fatto che il Pil, quando si tratta di spese pubbliche, viene calcolato in base alla spesa e non in base ai prezzi di mercato.
Quindi Roosvelt confiscò un mare di ricchezza agli americani (confisca dell’oro, tasse, ecc.), la spese per assumere uomini per scavare inutili buche ed altri uomini per richiuderle. Ci vuole un discreto coraggio a considerarla ricchezza prodotta, se permette.
Nonostante questi brillanti artifici contabili, il Pil non raggiunse i livelli pre crisi se non con la seconda guerra mondiale.
Un successone davvero, non c’è che dire.
Chissà come sarebbero contenti adesso gli americani di vedere la crisi “risolta” con cotanta creazione di ricchezza ed occupazione.
Riguardo alla sanita’. Mia moglie lavora come infermiera in ER (Esatto proprio come nel serial televisivo). Alcune precisazioni. 46 milioni non e’ la stima ufficiale ne mai lo e’ stata. Mi spiace dire che la cosa non proviene da FOXNEWS o MSNBC (Il corrispettivo ultra liberal di FOXNEWS).
L’America non e’ l’Italia e non esistone stime ufficiali per il semplice fatto che non esiste un anagrafe. Non abbiamo neppure un documento d’identita’ (Se si esclude il passaporto che non tutti hanno). Usiamo la patente per identificarci ma questo non e’ un documento ufficiale visto che e’ rilasciata dallo stato e non dallo stato federale. COme a dire che ho la patente del Texas non la patente Americana che non esiste.
46 milioni e’ una statistica del census che include anche gli immigrati clandestini. Questo significa che e’ sovrastimata di almeno 11 – 13 milioni di persone visto che chi e’ clandestino non ha diritto di assistenza. Puo’ non piacere ma il popolo Americano non intende sovvenzionare immigrati clandestini a spese del pubblico.
Se si rimuovono questi 13 milion (O 11 a seconda della stima) otteniamo circa 33 – 35 millioni. Anche questo numero non e’ ufficiale. La ragione e’ semplice: non sappiamo quanti siano in realta’ gli immigrati clandestini.
Aggiungiamo che la statistica include anche coloro che non hanno assicurazione perche’ al momento stanno cambiando lavoro. Costoro saranno di nuovo assicurati in meno di 30 giorni ma risultano privi di assicurazione al momento e rientrano nella statistica. Di nuovo: nessuno sa quanti siano. Obama ha riferito il numero di chi non e’ assicurato come “Piu’ di 30 milioni” durante il suo discorso al congresso. In realta’ nessuno sa realmente quanti siano e non ci sono numeri ufficialmente accettati da tutti.
In questi “Piu’ di 30 milioni” sono inclusi anche quelli che l’assicurazione non la vogliono. Sara’ pure cretino ma qui si considera che se uno non vuole assicurarsi sara’ pure un problema suo. Quanti siano in non assicurati e’ un interrogativo che va da meno di 15 milioni (FOX NEWS notoriamente conservatrice) a 46 milioni (MSNBC notoriamente ultra liberal) piu’ tutte le vie di mezzo possibili.
Passare qualsiasi cifra come assoluta e’ in realta’ una menzogna per definizione il che spiega la dicitura “Piu’ di 30 milioni” usata da Obama. Obama, non FOX NEWS per essere chiari.
L’altra assurdita’ che viene spacciata per verita’ e’ che se non hai l’assicurazione sei fregato. Sono balle. Per legge in caso di emergenza il pronto soccorso e’ obbligato a trattarti. Se non lo fa perde i fondi federali per cui stanno bene attenti a non sgarrare. Il problema e’ che qui in America la gente e’ abituata ad avere trattamenti che in Italia solo i super ricchi si possono permettere. Essere curati al pronto o in un ospedale per i poveri (Dove comunque ti mettono in sesto senza far pagare nulla) e’ considerato tremendo quando in realta’ ricevi quello che gli Italiani ricevono dalla loro mutua.
Ora, cerchiamo di capirci: non parlo per sentito dire. Mia moglie era infermiera in Italia e ora lavora come infermiera in America…. queste sono notizie di prima mano. Magari non piacciono ma sono vere (Almeno per quanto riguarda Dallas ed il Texas).
Abbiamo bisogno di una riforma??? Good Lord, sure we do.
I programmi di assistenza federale (MEDICARE, MEDICAIS, SCHIP e VA) stanno sprofondando sotto i debiti. E’la riforma Obama appropriata??? Good lord, of course, not. La ragione e’ che non fa nulla per ridurre le spese che sono il vero problema. Ne aggiunge solamente. Questa non e’ la mia opinione ma quella espressa dall’Ufficio Budget del congresso. Costo?? 1 triliardo in 10 anni, 100 miliardi su base annua. E’ deficit neutrale??? Chi lo sa. Quello che si sa e’ che di fatto chi resta fregato sono i poveracci che se le spese non scendono si ritrovano a non avere i soldi per assicurarsi (I sussidi federali non comprono nemmeno il 50%) e si ritrovano a pagare la multa, che e’ una beffa.
La riforma magari passa e in ogni caso bisogna vedere se la migliorano e potra’, forse, essere un successo. Cosi’ come e’ ora e’ solo un casino: 1900 pagine che nessuno capisce. Vedi te come la vuoi considerare. Di nuovo, questo non ha nulla a che fare con le politiche. Chiunque scriva 1900 pagini di riforma e’ un deficiente o ha qualche cosa da nascondere…. tra le righe ovviamente.
Poi vedremo ma per il momento cerchiamo di capirci. L’America non e’ l’Italia e capire quello che dicono e fanno qui richiede piu’ che una traduzione. La stessa frase sentita da un Italiano e da un Americano ha risulatit diversi. Un esempio??? Se una cosa e’ uin agenda per un meeting un Americano non aspetta che venga discussa (Altrimenti non va in agenda) mentre un Italiano si aspetta il contrario. Le incomprensioni proliferano sulle due sponde dell’Atlantico e lo vedo ogni giorno nella sfera privata e del business.
Dante, dimenticavo. La storia di FDR che ha prolungato la crisi del ’29 e’ una bufala perpetrata da qualche commentatore che approfitta dell’internet per diffondere notizie false allo scopo di strumentalizzazioni politiche.
L’economia si riprese a partire dal 1934 e continuo’ fino alla seconda guerra mondiale ad eccezione del 1938 dove per un anno ci fu un ritorno recessivo proprio perche’ anche allora, nel 1937, qualcuno penso’, ovviamente prematuramente, che era l’ora di sanare il deficit pubblico (ci furono sia tagli alla spesa che aumenti di tasse)
Guardati questo studio. E’ di una universita’ del Texas, non di Fox News o di MSNBC:
http://faculty.tcu.edu/jlovett/econ_data/Depression.pdf
Mettiamo subito in chiaro un fatto: scrivo da Dallas TX e non sono qui in vacanza. Vivo e lavoro in TX da 7 anni.
Ci sono alcune considerazioni riguardo a queste elezioni. La prima e’ che gli indipendenti decidono le elezioni e, in questo caso, hanno votato contro Obama e i democratici ribaltando il risultato di un anno fa. Questa non e’ teoria ma un fatto. Il secondo fatto e’ che la maggioranza democratica al congresso e’ garantita dalle vittorie dei blue dogs (Democratici moderati opposti ai principi liberali dell’estabilishment democratico). Tali elezioni sono avvenute nel 2006 e 2010 in collegi molto simili alla Virginia per cui di nuovo gli indipendenti giocano il ruolo principale.
Obama non perdera’ il Massachusetts o la California. Quelli sono democratici ad oltranza. Ma se perde l’Ohio o la Virginia e probabile che perda anche la Casa Bianca ed il congresso.
Ora, sara’ pure ridicolo giudicare la sua politica dopo appena un anno. Tuttavia questo e’ quello che gli elettori hanno appena fatto. E il giudizio e’ negativo. La Casa Bianca si e’ esposta in New Jersey (Feudo democratico) e hanno perso. Giralo come vuoi ma perdere rimane perdere. Tale giudizio si ripetera’ fra pochi mesi con le elezioni di Novembre. I democratici non perderanno il congresso (Non ci sono abbastanza seggi che vanno al ballottaggio) ma possono trovarsi posizionati per perderlo alle elezioni del 2012.
Tanto per essere chiari: Obama aveva il 65% di approvazione un anno fa quando ha avuto l’inaugurazione. Oggi ha solo il 48%. E’ un crollo con pochi precedenti nella storia Americana (Da quando esistono statistiche). Circa il 51% dei votanti disapprova Obama. Il 74% degli elettori considera Obama liberal e teme un incremento delle tasse. Solo il 33% ritiene che lo stimolo economico abbia funzionato. Tutto questo punta ad una situazione disastrosa per la Casa Bianca particolarmente in virtu’ del fatto che lo stimolo e’ l’unica legislazione prodotta in un anno nonostante forti maggioranze sia al senato che alla camera. Ancora peggio Obama comincia a essere visto come indeciso (Vedi il problema Afghanistan ancora in attesa di una decisione dope settimane di sollecitazioni da piu’ parti) ed inefficace nella leadership (vedi la chiusura di Guantanamo promessa ma mai finalizzata a causa dell’opposizione di molti democratici piu’ che di quella sconatata dei repubblicani). La sua approvazione nella gestione della cosidetta guerra al terrorismo e’ ai minimi storici.
Ora parlaimoci chiaro: non importa cosa pensiamo delle politiche di Obama. Possono piacerci oppure no. Quello che conta e’ che se non cambia la percezione della sua leadership e le politiche che ha finora proposto sia lui che il partito democratico paghera’ il prezzo.
Ora come ora sono le politiche di Obama che sempre piu’ sono percepite come vecchie e perdenti. Bush sta venendo dimenticato in fretta e gli slogan vincenti alle elezioni cominciano a puzzare di vecchio.
Alcuni analisti democratici hanno gia’ dichiarato che i candidati democratici per il congresso ora hanno il problema di allontanarsi dalle politiche di Obama.
Questa e’ la campana a morto per un presidente…. la stessa dichiarazione fu fatta riguardo a McCain e Bush e sappiamo come ando’. La questione a questo punto e’ se Obama puo’ allontanarsi dalle politiche di Obama e riguadagnare consensi.
x Dante: La cifra e’ di 46 milioni oggi come lo e’ da tempo. Sono stime ufficiali, non me le tiro fuori dal **** come fa la FoxNews con le sue notizie. Che poi tra di essi ci siano alcune persone che sono scoperte per scelta, anche se potrebbero permetterselo, sicuramente. Cosi come e’ vero che molti dei 12 milioni di clandestini facciano parte di quella cifra (ma non tutti).
PS: di stickers adesivi sull’auto non ne ho di nessun tipo, rovinano la vernice.
x Sonya: Medicare, il programma per i pensionati, non richiede necessariamente il pagamento di un premio. La maggior parte del programma di Medicare e’ finanziato da una tassa che tutti i lavoratori (e i datori di lavoro) pagano. La tassa e’ del 1,45% del salario lordo a carico del lavoratore, e del 1,45% del salario lordo a carico del datore di lavoro (quindi in totale il 2,90% del salario lordo). Il programma si divide in 4 parti:
Part A: copre le spese ospedaliere, non ci sono premi da pagare dedotti dalla pensione.
Part B: copre le visite mediche. C’e’ un premio mensile da pagare di $96.40 (che sale con il reddito oltre i $85000/anno). Tale premio viene dedotto dalla pensione.
Part C: Medicare Advantage Plan. E’ un piano opzionale per coloro che vogliono un piano amministrato da un’assicurazione privata invece del tradizionale Fee for Service (che e’ amministrato dal governo federale tramite l’agenzia di Medicare, chiamata CMS). I premi possono esserci ma dipende dal piano dell’assicurazione privata scelto.
Part D: Copre le ricette mediche (i medicinali). E’ amministrato da assicurazioni private, e, come il Part C, i premi possono o non possono esserci a secondo del piano assicurativo privato che uno sceglie.
Non ti va mai bene niente a te.Quando parlavo mi dicevi di stare zitta che ero scema.Ora che stò zitta mi dici che sono matta.Ma cosa devo fare?
Ciao
Rispondo a R.Goretti:
lei in linea di principio ha ragione, giudicare i risultati dei provvedimenti economici dopo neanche un anno è indubbiamente prematuro.
Con un però: le esperienze di Roosvelt e di Reagan ci insegnano proprio cosa funziona e cosa no. Le politiche stataliste e di deficit di Roosvelt furono condizione indispensabile per la grande depressione: difatti l’economia fece sostanzialmente schifo fino alla seconda guerra mondiale. Controlli pure.
Le politiche di Reagan, al contrario, ebbero successo abbastanza in fretta, anche se confermo la grave recessione che si ebbe all’inizio, anche come effetto delle stesse politiche attuate. Recessione però dovuta ad una “distruzione creatrice”, in grado di correggere, eliminare le storture accumulate nei decenni precedenti per far quindi ripartire il sistema economico su basi differenti, più sane e più solide.
Ora, quello che non si capisce è perchè mai le politiche di Obama in stile Roosvelt (simili anche a quelle dei politicanti nostrani anni ’80, capaci solo di spendere ed indebitarsi; ma anche a quelle del Giappone dell’ultimo ventennio) dovrebbero, magicamente, sortire effetti differenti. Di eliminazione delle storture non v’è traccia nè nelle politiche di Obama, nè in quelle di Roosvelt, nè in quelle giapponesi: in tutti questi casi si cerca solo di buttare la polvere sotto il tappeto, cercando di non pagare il conto che va INEVITABILMENTE pagato, rinviandolo a data da destinarsi. Si cerca solo di perpetuare situazioni inefficienti ed insostenibili. E’ per questo che Obama promette molto male, a differenza degli inizi di Reagan. Il Giappone è lì a dimostrarci che se non si permette al mercato di eliminare tali distorsioni, si rimane depressi all’infinito. Reagan, al contrario, ci dimostra che se si permette al mercato di compiere tali operazioni, tutto sommato ce la si può cavare anche abbastanza in fretta.
Per il resto, quella di Obama è solo aria fritta, inutile retorica da due soldi, e per fortuna sembrano capirlo in sempre più persone.
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Non sono d’accordo sulla visione della sanità Usa.
Che io sappia ci sono alcuni dati importanti:
-poveri ed anziani sono già coperti da Medicare e Medicaid: non entra proprio nella testa a nessuno che ci siano americani che, semplicemente, non vogliono coperture esterne, pur potendosele permettere, ma arrangiarsi da soli?
-negli Usa viene speso in sanità circa il 15% del Pil, contro l’8-9% della Ue (con un Pil pro-capite abbastanza più alto). E’ una differenza notevole, che merita di non essere ignorata.
-Com’è composta questa spesa? La spesa sanitaria Usa è quindi di circa 6400 dollari a testa, di cui 2900 di spesa pubblica. In italia siamo, sempre dati a spanne, a 2500 in totale di cui 2000 pubblici.
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Quindi?
A me risulta che un’assistenza sanitaria in stile europeo-italiano, anche negli Usa non si nega a nessuno. A meno che questi, di fatto, non la voglia.
I numeri sembrerebbero confermarlo: la spesa pubblica pro-capite Usa per la sanità è più alta di quella italiana/europea (sorpresa, nevvero?).
Parrebbe, anche, che molti americani non si accontentino di tali servizi (d’altronde, che i servizi pubblici spesso facciano schifo è un dato di fatto, a cominciare dalla nostra sanità), e che pertanto (potendoselo permettere) preferiscano spendere ulteriori risorse nella sanità privata. Per avere un servizio migliore e finanziando, di fatto, la ricerca medica e farmaceutica che fa andare avanti il sistema di tutto il mondo.
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Che riforma serve? Una riforma che faccia spendere ancora più soldi ad un sistema pubblico che, pur spendendo più del nostro (a testa), riesce a fare persino peggio del nostro? Una riforma che obblighi ad essere coperti anche coloro che vogliono solo farsi i fatti loro? Una riforma che tolga risorse ad un sistema privato che, sebbene costoso, rimane in piedi senza costrizioni, solo su base volontaria, e che produce eccellenza ed innovazioni?
Francamente non capisco, e temo che la risposta sia la prima: più soldi al pubblico, tanto bravo da riuscire a spendere i soldi peggio di noi. Non vedo perchè stupirsi del fatto che la riforma a molti, probabilmente la maggioranza degli americani, non sia gradita.
Non credendo per definizione nell’efficienza dei sistemi pubblici, non auspico una maggiore efficienza da parte della notevole spesa pubblica Usa, che in effetti ha ampi margini di miglioramento.
Per Dante
Caro Dante in molte cose ha ragione…
In riguardo alla sanita’, ci troviamo con un mucchio di gente irresponsabile, mi spiace di dire principalmente di etnie differenti, minoranze.
Le porto un esempio, nelle scuole dello Stato in cui vivo stanno incominciando a fare le iniezioni per l’influenza H1N1, ci vuole il permesso scritto dai genitori, e’ in TV, sui giornali, distribuito nelle scuole, su radio, etc….
Con tutto questo, molti genitori o guardiani non se ne curano.
Mandano i bambini a scuola, eppoi fanno clamore perche’ non hanno ricevuta la vaccinazione.
Un motivo per cui l’AIDS miete piu’ morti fra i neri e’ perche’ per loro e’ un tabu’ ammettere che hanno una malattia causata maggiormente da rapporti sessuali e senza le adeguate protezioni.
Quando si recano in cerca di cure, e’ troppo tardi.
E’ la vecchia storia:
You can bring a horse to water, but you can’t make it drink.
Un saluto…
Salve.
Bo.mario, quello che faranno i sindacati te lo posso dire subito, faran sciopero contro loro stessi, a sentire il nuovo ministro dell’Industria gli americani si sono macchiati di tradimento e Angelina “is not ammused” vale a dire incavolata nera.
Le elezioni sono finite e pertanto ora a Berlino parlano di tradimento e come al solito danno tutta la colpa All’America.
Insomma i tedeschi orapIncominciano a fare quello che stiamo facendo qui, quando si parla di economia, ognuno vuol prendere la Gallina per la coda a modo suo, ma tutti si dimenticano che nessuno ha il sale in mano per poterlo fare, credono di averlo in mano, invece quello che hanno in mano no è che fumo.
La GM ha cambiato politica, praticamente ora e Statale, ha tolto dalla produzione le Macchine che non andavano bene sul Mercato e si presenta con nuuovi MOdelli più economici,tenendo la Opel, terrà la sua presenza anche su Mercato Europeo, anche tagliano molti posti di lavoro specialmente qui in Germania.
In Inghilterra in Belgio e in Spagna la GM ha meno problemi che quì,piu tramquillità e meno sapientoni rompibale.
Domani quelli della Opel faranno i primi scioperi contro se stessi per poter continuare a fare gli stessi sbagli di sempre e i politicanti per salvar la Faccia, fan discorsi belligeranti contro i traditori americani, dimenticandosi che furono proprio loro (tornaconto elettorale)a rifiutare la proposta Marchionne, loro e quel imbecille di sindacalista Klaus Franz, che per domani, cercando di salvare la sua Testa, ha indetto scioperi di protesta negli Stabilimenti Opel.
La farsa prevista a suo tempo da Marchionne, non ha raggiunto ancora l’apice della sua grottesca ambiguità, ti terrò informato, se non fosse da piangere, questa sarebbe tutta da ridere.
Marina, sei forte, ma sei matta da legare.
Ciao Alberto, finalmente ti si sente, a mio avviso per quanto ora con qualche grado di febbre, gli SU saranno sempre un punto di riferimento, e sono anche sicuro che si riprenderanno, c’è l`hanno nel Sangue più di ogni altro Popolo ed e bene che sia così.
Se non lo fosserro nessuno ne parlerebbe, non ti pare?
La zia Angelina ica l`he andata in Groenlandia nella sua prima visita ufficiale, e i politici europei fan la coda per essere ricevuti alla Casa Bianca.
Il tutto non si ferma con questo POTUS, poi ne verrà un altro/a, magari la “nostra” tanto acclamata Sarah Palin, forse, dato che negli SU tutto e possibile, Obama verrà rieletto per un secondo termine, vedremo, non ti pare?
Spero che tu trovi un adeguato “Field of action” al più presto.
Salutönen.
Goretti, o la smetti di parlare di 46 milioni, o ci dici chi sono.
Mr. O ha menzionato lo stesso numero, e gli e’ stato dato di bugiardo da Joe Wilson.
Il giorno dopo (letteralmente) quel numero e’ diventato 30 in un altro ennesimo discorso.
Basta con l’ambiguita’!
(e aggiusta l’ora del tuo computer
)
Per Dante
“Obamma mia che botta ieri sera… chissa’ come gli rintrona i’ capo?
Una bella mazzata che ha rinvigorito il GOP………..
2010.here we come!
P.S. Inoltre, non ce lo scordiamo, il Congresso e’ in mano dei democratici dal 2006.
Cosa diavolo vuol dire la frase “failed policies of my predecessor”?
Questi traguardi irraggiungibili se li e’ imposti da solo, tanto per convincere gli ingenui a votarlo.
Per fortuna, la batosta di ieri rimette tutto in discussione.
yes, WE can !!!
Per Paolo Da Lama
Lei scrive:
“Piccola parentesi sul capitolo sanità: da quel che mi risulta, negli USA, molti cittadini non sono coperti da un’assicurazione sanitaria, parecchi dei quali sono giovani che si appoggiano alle famiglie. Esistono però le due strutture: Medicare (per i poveri) e Medicaid (per gli anziani) per le quali, tra l’altro, l’amministrazione Bush si preoccupò di aumentare l’estensione dei rimborsi.”
No, Medicare e’ per gli anziani, non e’ gratis, viene dedotta dalla pensione, secondo i vari livelli.
In aggiunta quasi tutti hanno un assicurazione privata.
Medicaid e’ per i poveri e disabili.
Non si illuda, queste nuove riforme sanitarie proposte sono una farsa, i burattinai tirano i fili di Obama.
La riforma della sanità e’ un business, ed e’ in mano agli stessi personaggi che gestiscono un altro enorme business, questa volta forse a livello globale.
La classe media e’ quella che verra’ schiacciata.
Gli anziani per primi, dato che la maggioranza vive con i redditi dei risparmi e con la pensione governativa.
Insomma hanno un introito fisso, e tutto e’ in aumento accelerato.
Good bye…..
Paolo Da Lama ha pienamente ragione.
Un solo punto da chiarire: i programmi governativi di assistenza sanitaria sono al momento 4 (quattro):
Medicare per gli anziani, Medicaid per i poveri, S-CHIP per i children, VA per i reduci.
Fra gli americani “scoperti” molti lo sono per scelta, altri per ignoranza, e altri ancora perche’ non aventi diritto (illegals).
Per coprire quelli che non se lo possono permettere (circa 10 milioni), basterebbe alzare la soglia di qualificazione per Medicaid, facilitare la concorrenza fra compagnie d’assicurazione, e limitare la malpractice, ma sarebbe una soluzione troppo semplice e non consona col disegno globale “piu’ controllo, piu’ governo, piu’ tasse, piu’ spese”.
(SIC!)
La matrice socialista viene propinata attraverso continui e ripetuti sotterfugi, ambiguita’ di linguaggio e bombardamento mediatico continuo tipo lavaggio di cervello.
Lo scopo ultimo e’ quello di affossare completamente l’economia di libero mercato a favore di una di stampo “capital-socialista” nell’ambito del piu’ ampio disegno del Nuovo Ordine Mondiale.
Goretti, io non ho busti in casa, ma scommetto che sul tuo bumper c’e’ uno sticker tipo “O in 08″ ?
Guarda che FDR ha tutt’altro che accelerato la ripresa dalla depressione degli anni 30, infatti l’ha rallentata, e notevolmente anche.
L’economia si e’ ripresa solo dopo la WW2. Cosi’, tanto per la cronaca.
Obamma mia che botta ieri sera… chissa’ come gli rintrona i’ capo
Copri lo sticker, va… ti fara’ sembrare meno “chic”, ma anche meno naif
Foa, non si tratta di essere scettici o meno. Il fatto e` che giudicare la ricetta economica di Obama dopo solo nove mesi e dopo solo un’anno dalla piu’ grande crisi finanziaria del dopoguerra e’ semplicemente prematuro e ridicolo, esattamente come prematuro e ridicolo e’ stata la decisione di dare ad Obama il Nobel per la pace. Le ho dato due esempi piu’ sotto di gravi crisi economiche nel secolo scorso ed in tutti e due casi c’e’ voluto molto piu’ di un anno per risollevarsi. Non solo, in ambedue le circostanze gli USA si indebitarono enormemente per uscire dalla crisi. Quando nel 1937 ci fu un tentativo di tirar le redini con la spesa pubblica, l’economia ricadde in un’altra recessione nel 1938. Indebitarsi durante i periodi recessivi e’ quello che qualsiasi libro di economia raccomenda. Non vedo come l’amministrazione di Bush nel 2008 o quella di Obama nel 2009 avrebbero potuto far altrimenti. Tutt’e due hanno operato correttamente date le circostanze, tutt’al piu’ si puo’ discutere sull’opportunita’ di dare soldi alle banche senza stabilire regole certe per riceverli. Critiche si potranno anche fare se il Congresso non passera’ una regolamentazione adeguata del sistema finanziario cosi che queste crisi non accadranno di nuovo in futuro, ma assaltare Obama per l’indebitamento in un periodo di profonda recessione e’ assolutamente fuori luogo. Si e’ trattato di una scelta assolutamente necessaria.
Riguardo alla riforma sanitaria che qualcuno ha menzionato, forse non vi rendete conto che l’assenza di qualsiasi riforma rende questo sistama insostenibile. I 46 milioni d’americani senza assicurazione gravano sul sistema. Non e’ che questa gente viene fatta crepare nella strada. Essi gravano sul sistema in 2 modi. Prima di tutto non avendo una copertura sanitaria questi individui non vanno a farsi visite regolari dal medico, il risultato e’ che non esiste nessuna prevenzione per queste persone che alla fine, quando la loro condizione diventa gravissima, non hanno altra scelta ma rivolgersi al pronto soccorso. Ma le cure amministrate al pronto soccorso sono, oltre che troppo tardive in molti casi, anche estremamente dispendiose. E non e’ che gli ospedali possono rifiutare le cure a chi non ha mezzi per pagare, una legge federale chiamata EMTALA lo impedisce. Il risultato e’ che i costi (enormi) per curare queste persone che hanno aspettato fino all’ultimo per andare a farsi curare, ricadono su tutti gli altri. Gli ospedali non operano per beneficenza. Se alcuni non pagano, semplicemente noi facciamo pagare di piu’ gli altri che possono (le assicurazioni private e quelle pubbliche) con il conseguente aumento dei costi per tutti. Includere questi 47 milioni nella copertura sanitaria significa quindi far si che queste persone potranno usufruire di quelle cure preventive che impedira’ a loro la necessita’ di rivolgersi agli ospedali quando la loro condizione medica ha raggiunto stadi troppo avanzati per poter essere curati con poca spesa. I benefici saranno quindi per tutti, non solo per loro.
Non ci sono termini di giudizio. Tutte le mosse fatte hanno l’unico scopo di allontanare, o dimenticare, lo spettro della crisi che esiste ed esisterà ancora per molto. Le belle parole di Obama hanno una similitudine sinistroide con le nostre. Parole invece di fatti. Tutti gli stati hanno un debito pubblico spaventoso e come fai a pensare alla crescita, quella vera. Si naviga a vista.
Parpa la fine della Opel tedesca era inevitabile. La GM se la tiene in barba a preaccordi, ma cosa se ne fà? La crisi del mercato auto è perchè ce ne sono troppe. Un mercato che se andrà bene stagnerà su numeri bassi. Angelina ha preso uno smacco interno e internazionale. Fammi sapere la reazione dei sindacati tedeschi, ne sono curioso.
Un saluto e buona serata a tutti.
Caro Foa,
sarò un tonto, una persona che capisce poco, ma io
francamente della politica di Obama, sia estera, sia
in economia per gli USA,
NON SONO RIUSCITO A COMPRENDERE ALCUNA COSA.
Francesco
Egr. Foa,
sono d’accordo sul suo pezzo, però mi permetta di dire che
se non si avessero avuto gli occhi tappati dalle fette di salame dell’entusiasmo sfrenato per il nuovo che arrivava, non era difficile fin dall’inizio pronosticare l’arduo compito a cui sarebbe stato sottoposto Obama.
Non già per gli errori del suo predecessore, molti meno di quelli che ci raccontano, ma per la politica socialista di cui si nutre il suo programma.
E’ vero che chiunque al suo posto avrebbe dovuto necessariamente foraggiare le banche per fermare il ciclone di una crisi violenta, ma ricordiamoci che ciò si è reso necessario non tanto solo a causa delle politiche della Fed di Greenspan e Bernanke che hanno tenuto troppo bassi i tassi drogando il mercato di soldi e mutui facili, ma soprattutto per porre rimedio alla madre di tutti i fallimenti finanziari dell’ultimo decennio: la famigerata Deregulation bancaria di Clinton del 1999 di cui il giovane senatore democratico fu tra i primi convinti firmatari. Una classica legge di stammpo socialista priva dei necessari indirizzi di controllo.
In sintesi, non si condanna la persona di Obama, si condannano le politiche fallimentari a matrice socialista di cui il presidente è uno dei paladini.
Piccola parentesi sul capitolo sanità: da quel che mi risulta, negli USA, molti cittadini non sono coperti da un’assicurazione sanitaria, parecchi dei quali sono giovani che si appoggiano alle famiglie. Esistono però le due strutture: Medicare (per i poveri) e Medicaid (per gli anziani) per le quali, tra l’altro, l’amministrazione Bush si preoccupò di aumentare l’estensione dei rimborsi.
Allora mi chiedo: non sarebbe preferibile percorrere la strada dell’estensione graduale a più fasce sociali con il maggior concorso del Privato (attualmente 60% contro il 40% del Pubblico)invece di gravare ancor di più sul bilancio statale (la sanità USA pesa già adesso per il 15% del PIL) attraverso l’aumento delle tasse che frena o, nella peggiore delle ipotesi, distrugge qualsiasi economia nel suo complesso?
Ecco, anche in questo caso, politiche socialiste.
Non soffermiamoci sulla politica internazionale perchè il post è sull’economia, ma anche in questo caso è l’ipocrisia socialista che regna nel mondo obamiano: è quanto mai discutibile il fatto che un presidente “del dialogo e della tolleranza” divenga l’artefice della più grande elargizione di fondi per la guerra (vedi Afghanistan), o no? Se poi lo stesso presidente viene insignito del Nobel per la Pace il discutibile si trasforma in grottesco.
Intanto stanotte bella bastonata in Virginia e New Jersey.
Da adesso in poi vedremo la vera potenza di questo presidente.
Personalmente, però, il dubbio che covavo il 4 novembre di un anno fa si fa sempre più grande.
CVordialmente.
Grazie a tutti per questi interventi, molto interessanti. Mi sembra prevalga un certo scetticismo nei confronti di Obama, con la sola eccezione di R. Goretti. Ho trovato molto interessante il contrasto tra chi, come Francesco P “assolve” Barack per l’espansione del debito, e chi invece lo critica, come Alberto, Colzani, Umberto Cisotti. Vista com’è andata inizio a credere che la vera storia della crisi finanziaria non sia stata scritta, troppi elementi non tornano…. ne riparleremo.
Marcello, lei continua a colpire il bersaglio.
E fa centro ancora una volta.
Sta venendo fuori tutta l’ipocrisia ed il populismo di questi politicanti. La crisi c’è e le misure pre se non hanno fatto altro che aggravarla e perpetuarla.
Mi duole sentire gli amici dire cose del tipo “Credo che proprio che non ci fosse alternativa ad iniettare una spaventosa quantità di danaro pubblico nel sistema bancario / finanziario ed anche nell’industria. I guai accumunlati nei lunghi anni dell’era Greenspan erano scoppiati e l’intero sistema stava per crollare catastroficamente.”
se non crolla oggi crollerà domani. Rimane un sistema marcio.
oppure “Una cosa sola per ora è sicura, finche il Popolo USA sarà compatto, il Dollaro sarà sempre un punto di riferimento”. Purtroppo il $$$ è già stato ucciso caro Franco, e la compattezza del popolo americano serve a poco, almeno in questo contesto.
Un ristretto gruppo di oligarchi controlla le sorti di una moneta, modificandone a proprio piacimento la quantità per populismo -per far contenta la gente nel breve/brevissimo periodo-dando l’illusione che non facendo crollare qualcosa oggi, su quelle stesse fondamenta marce possa nascere qualcosa di virtuoso domani.
Copio e incollo un pezzo di Carlo Lottieri, col permesso di Marcello…
“Ogni volta che la borsa scende, a finire sul banco degli imputati è il mercato. La responsabilità è addebitata agli speculatori e a un’economia “fuori controllo” che non risponde alle decisioni dei politici. L’analisi però fa sorridere, perché quando si osservano più da vicino le cose è facile vedere come gli speculatori faranno anche la loro parte, ma molto superiore – per ragioni evidenti è il ruolo perturbatore dei governi. Una cosa riesce sempre più chiara: e cioè che gli stimoli di Stato hanno il fiato corto e che di “exit strategy”, per ora, non si parla.
Solo qualche giorno fa la stessa Casa Bianca ha ammessso che l’insieme delle iniziative predisposte dall’amministrazione ha creato solo 540 mila posti. Poiché il costo complessivo degli stimoli è di 787 miliardi di dollari, ciò significa che fino ad oggi ogni posto è costato un milione di dollari, che impiegati altrove avrebbero – con ogni probabilità – dato frutti migliori. Si può sperare che nei mesi a venire quella semina produca altro raccolto, che le aspettative più rosee (3,5 milioni di posti) non sembrano giustificare un investimento tanto massiccio.”
Ecco perchè non riesco in nessun modo a giustificare le azioni intraprese dai vari governi, USA e non.
E ve lo dice uno che sta cercando lavoro in questa tempesta.
saluti
Buongiorno
A distanza di un anno ci troviamo nella stessa situazione finanziaria, con un deficit moltiplicato ed una economia che finalmente mostra la sua incapacità produttiva. Una crisi voluta e generata a conclusione di una profonda setticemia nel settore industriale medicata per 15 anni con la terapia del debito.
Oggi le banche, e mi riferisco alle Banche, sono più forti di un anno fa quando con la pistola puntata alla tempia minacciavano di suicidarsi in cambio del nostro portafogli.
Il giorno prima l’arma era puntata verso di noi, curioso vero?
CIT è caduta senza sollevare polvere e FDIC è in dialisi perenne mentre i mercati continuano ad andare benissimo: borsa, petrolio, oro, materie prime, valute…siamo nell’era dell’ economia quantistica!
“Non c’è sistema per evitare il collasso totale di un boom causato da un’espansione del credito.
La dicotomia è se la crisi debba avvenire prima come risultato dell’abbandono volontario di un’ulteriore espansione del debito o più tardi con la totale catastrofe del sistema monetario coinvolto”
non amo i romantici postulati degli austriaci ma Von Mises non gira troppo attorno al problema e, considerando che la prima uscita non è stata imboccata…
In quanto alle promesse mantenute da Obama concordo con il sig. Cisotti sulla rapina ecologica: aveva promesso di derubarci e lo ha fatto ‘enviromentally friendly’. Cisotti (it’s the sky falling, not the acorn) ci ricorda anche come l’inflazione, inevitabile a questo punto, sia stata la causa delle maggiori manifestazioni popolari e come queste siano state poi pilotate, aggiungo io, dalla propaganda dei gruppi di potere. Simmetrie famigliari?
Obama, Casey (Reagan) o Truman non potrebbero mai risanare un economia drogata senza ‘rimboccarsi le maniche’ alla maniera di Pechino, in un anno gli States non hanno prodotto un ago da sarto in più, non hanno esportato nemmeno un chicco di grano in più rispetto al ’08 ma hanno comprato, in cambio di ulteriori bond, minor competitività e hanno riempito come un tacchino sotto Natale la macchina della guerra. Bush non avrebbe potuto fare di meglio. Noi produciamo denaro e con quel denaro HuJintao si compra materie prime, interi stati africani, e amicizie nostrane … Dio non gioca a dadi.
Chiudo con una frase celebre di John D. Rockefeller, uno dei più accaniti sostenitori del modello marxista-globalista: “la concorrenza è peccato”
grazie
Salve.
L’altro ieri il trionfale discorso della zia Angelina davanti al Congresso Usa con le due Camere riunite.
Ieri la doccia fredda a quegli ottusi al Governo di Berlino e nelle Länder che non vollero a suo tempo, riprendendosi la Opel per quattro soldi assieme alla Fiat.
Oggi la certezza che la GM snon vende la OPel a Magna.
Sfido io, solo degli imbecilli la venderebbero ora che la recessione e finita e tutte le economie tendono a migliorare, alla GM saranno stai miopi, ma non sono certo degli imbecilli.
Penso che a Detroit abbiano fatto bene i calcoli e per tanto c’è da credere che l’economia americana sia in ripresa, per poter giudicare ora è ancora troppo presto. Forse sarebbe per ora meglio giudicare con i tarocchi che far analisi micidiali, quelle verranno negli anni ha venire, solo la chiromanzia può rispondere ora con accuratezza con il 50% delle possibilità di azzeccarne la prognosi.
Vale a dire, un si positivo, oppure un no negativo.
Le economie sono in positivo solo quando ci sono posti di lavoro per tutti e lo scontro Mercato libero tipo USA/UK in mano agli strozzini, e il “Marktwirtschaft” del resto del Continente europeo,deve ancora venire.
Le due forme però concordano sul fatto che bisogna creare posti di Lavoro, e soprattutto far riprendere ai cittadini la fiducia nei rispettivi sistemi bancari, altrimenti non parte un bel niente.
La prima cosa da fare sarebbe quella di chiudere le Borse e mandare tutti a farsi benedire, o in Galera, in Cina magari, senza pietà alcuna, li metterebbero tutti in ginocchio di fronte al plotone di esecuzione.
Proprio le Ditte non quotate in Borsa sono quelle che hanno tenuto meglio, dico anche che se le dannate Banche le avessero agevolate con i crediti molte non sarebbero fallite e l’economia sarebbe ripartita gia da un pezzo.
Una cosa sola per ora è sicura, finche il Popolo USA sarà compatto, il Dollaro sarà sempre un punto di riferimento anche se valesse un solo cent di €, sono la tenacia e la compattezza di quel Popolo che rendono gli SU un punto di riferimento su questo Pianeta, “Safe Port” non certo i numeri del Lotto di quattro economisti o presunti tali le cui previsioni lasciano sempre il tempo che trovano e san di tarocco.
Salutönen
PS.
La dice lunga anche il fatto che le Patenti accreditate in Germania sono diminuite del 7% nel 2008, mentre negli USA sono in salita.
Bocciato, ma non per i risultati mancati ad oggi e i conseguenti disastri che verranno, ma perche’ il suo programma non era tale. Erano chiacchere alla Veltroni. Chi e’ l’epigone dei due? Non vi era un benche’ minimo programma al di la’ di belle dichiarazioni di principio che andavano bene per la classe piu’ povera della societa’ americana, negri, immigrati latini e poveri urbani. Naturalmente i marpioni capirono che avevano davanti un minus quam, e lo appoggiarono sapendo che piu’ cambia e piu’ e’ la medesima cosa.
Dopo 9 mesi: fine del dollaro ed anzi lotta della Fed e del Tesoro al dollaro, dato che davanti ad un impossibile fallimento (default) del debito, l’unica alternativa e’ la svalutazione dello stesso in termini numerari, quindi pagare interessi e debiti con dollaro ridotto a , forse , il 20% del suo valore pre crisi nello spazio di 2/3 anni.
Ha fatto investimenti finanziarii, improduttivi, invece di fare investimenti strutturali, quindi produttivi. La lotta fasulla al cambiamento del clima, che detta cosi e’, in effetti, una cosa ridicola, come se ci si potesse far qualcosa, costera’ all’americano medio una cifra insopportabile. Lotta ai mulini a vento. Ma cio’ che distruggera’ veramente l’economia americana e per conseguenza quella mondiale sara’ l’inflazione. Destabilizzante come tutte le inflazioni. Tutte le rivoluzioni mondiali, la francese, la russa, hitler sono state causate e precedute da grandi periodi inflattivi. Non si puo’ metter troppo violentemente la mano nelle tasche dei cittadini senza che questi si ribellino.
Il guaio poi e’ che, come dice il Sig. Foa, da’ ai ricchi togliendo ai poveri e non controllando dove e come vengono usate le migliaia di miliardi di dollari buttati al vento senza un programma organico.
ACORN, che a mio avviso e’ stata la causa principe di questo disastro e’ piu’ forte di prima. Il dollaro verra’ presto sostituito da una moneta di conto, SDR o quant’altro come riferimento nei pagamenti internazionali e cio’ lascera’ gli USA liberi di ulteriormente abbassare il livello del dollaro. Quando l’impatto di tutto cio’ arrivera’ sulle tavole dei poveri, che tradizionalmente spendono molto di piu’ dei ricchi nel cibo, allora il disastro sara’ completo.
Quindi il mio voto e’ 0 su 10.
Credo che proprio che non ci fosse alternativa ad iniettare una spaventosa quantità di danaro pubblico nel sistema bancario / finanziario ed anche nell’industria. I guai accumunlati nei lunghi anni dell’era Greenspan erano scoppiati e l’intero sistema stava per crollare catastroficamente.
Qualsiasi presidente ci fosse stato al posto di Obama non avrebbe potuto fare altro che espandere il debito pubblico per evitare il collasso prima del sistema finanziario poi di quello industriale.
Mentre in politica estera possiamo già criticare i segnali di debolezza di Obama, che hanno reso inefficace la sua politica, in economia non é ancora possibile emettere un giudizio.
Vi sono dei punti che non mi convincono appieno: mancata regolamentazione della finanza, lasciare fallire i piccoli per salvare i grandi, aiuti disomogenei ai vari settori industriali per favore quelli che stanno maggiormente a cuore ai democratici, ecc.
Nutro anche dubbi sulla riforma sanitaria, che rischia di esporre ulteriormente le finanze pubbliche offrendo servizi disomogenei alla popolazione, in cui sarebbe svantaggiato proprio il ceto medio, costretto a pagare più tasse senza essere liberato dai costi dell’assicurazione.
Adesso inizia il difficile, tasformare una ripresa economica stimolata dal doping del debito pubblico in una vera ripresa che possa autoalimentarsi, evitando al tempo stesso che si verifichino gravi squilibri fra i diversi settori dell’economia.
Sul futuro pende la spada di damocle dell’inflazione a causa dell’espansione smodata del debito pubblico e della svalutazione del dollaro.
Insomma, prima di poter affermare di essere usciti dalla crisi ci vorranno anni. Le scelte più delicate e difficili sono quelle ancora da compiere per trasformare questa “reazione” dell’economia in una ripresa stabile, riuscendo a governare i rischi e gli inevitabili periodi di difficoltà che ci aspettano.
Saluti vivissimi
Stimato signor Foa, non é una questione di bocciatura adesso, é il futuro che mi spaventa e che dovrebbe spaventare tutti gli americani. Con quel debito pubblico all’italiana e con i piani di futuri maggiori deficit per la riforma del Health Care gli Stati Uniti corrono il rischio, e noi tutti con loro, di cadere in un ristagno economico di grande proporzioni. Il peggio é che la politica economica senza freno del Partito Democratico e perció di Obama porterá la sua nazione in seconda linea e risulterá in una rivoluzione degli equilibri internazionali nella quale nessuna nazione potrá o vorrá imporre una direzione.
obama ? un bel dilemma !
mi vien da pensare che se non fosse nero e democratico non se lo filerebbe nessuno: in europa di certo.
in america sono diversi, è vero, ma per un dollaro di tasse in più ti possono bocciare una riforma sanitaria che forse è l’unica cosa buona di questi primi nove mesi.
per il resto è nebbia: ma di quella fitta.
perchè in politica estera non si sa dove vada l’america ed il mondo che necessariamente la segue. Iraq, Iran, Afganistan, Pakistan sono il centro del caos mondiale e non si intravvede da obama se si andrà con i falchi o con le colombe: se verranno aumentate le forze combattenti in loco o se faremo una uscita alla “somala”. Del problema di Israele è bene parlare sottovoce tanto la politica americana è evanescente.
sulla economia, cosa si può dire di un paese che si indebita a livello quasi italiano, senza risolvere i propri problemi e il cui debito principale è verso la cina ? i cinesi nella storia non sono mai stati stinchi di santo e non lo diventeranno ora perchè c’è obama a parlare in un prato verde di fronte ad un fabbricato di colore chiaro.
temo, e mi dispiace perchè un paese come l’america è comunque decisivo per qualsiasi cosa interessi la politica del mondo,che il nostro obama sarebbe appena all’altezza di un carter se non ci fosse a salvarlo l’orto biologicico di sua moglie
A dir la verita` un anno di presidenza Obama scadrebbe il 20 Gennaio, non oggi. Comunque, ritengo che una bocciatura dopo solo 9 mesi non la si puo’ dare a nessuno, visto che e’ un periodo insufficiente per giudicare le politiche economiche di un’amministrazione. Al massimo si puo’ rimandare a settembre. Forse sarebbe bene ricordare alcuni precedenti.
Durante la crisi del 1929-1933, il presidente Roosevelt si insedio’ a marzo (mi pare) del ’33. Il GDP comincio’ a risalire solo nel 1934, cioe’ oltre un anno dopo il suo arrivo. Piu’ recentemente durante la recessione economica del 1980-82 Reagan si insedio’ alla Casa Bianca nel gennaio 1981, l’economia continuo’ la discesa durante l’inizio della sua amministrazione non comincio’ a riprendersi fino al 1983, Il tasso di disoccupazione continuo’ a salire e raggiunse il massimo nel Dec. 1982 (10.8%), cioe’ quasi 2 anni dall’insediamento di Reagan, prima di ricominciare a scendere. Il debito pubblico si innalzo’ enormemente anche in quel periodo e passo’ dal 33% del PIL nel 1980 al 52% alla fine dell’amministrazione Reagan. Nei soli due anni dal 1981 al 1983 il debito pubblico sali’ dal 33% al 40% del PIL. Malgrado tutto questo, tuttavia, non mi risulta che molti commentatori critici di Obama critichino le politiche di Reagan con la stessa vemenza, anzi quasi tutti i conservatori lo considerano il loro eroe, scommetto che anche Dante ha un busto del Gipper nella sua camera da letto.
MOLTO INTERESSANTE L’ARTICOLO E GIUSTE LE OSSERVAZIONI DEL LETTORE .IL PROBLEMA E’ CHE SE GLI U.S.A ANDRANNO MALE STAREMO TUTTI MOLTO PEGGIO,PURTROPPO
Caro Foa, Lei dimentica la “Health Care Reform” che aggiungera’ (se approvata) altri 1.25 trillions (bilioni in italiano) di dollari al gia’ stratosferico debito.
BOCCIATO a pieni voti!
Aspettiamo comunque i risultati delle elezioni locali stasera, viste da molti come un test di approvazione delle sue politiche.
Non per niente anche lui sta aspettando a prendere decisioni importanti per vedere prima da che parte tira il vento.
Se, come previsto da molti, il tracollo sara’ a doppia cifra, dovra’ fare concessioni sostanziali alla sua base di centro.
Buona serata.
Vivo negli USA da molti anni.- Le Obamanomics, non si vedono, l’economia reale (non pompata da debito pubblico) stenta a decollare, anzi da chiari segni di recessione, la disoccupazione e`alle stelle, l’inflazione non e’ ancora arrivata ma l’aspettiamo a meta`/fine 2010.- Gli USA, come sempre, la esporteranno al resto del mondo, svalutando ancor piu’ il dollaro.- Promises, promises, promises caro Presidente Obama…null’altro.-