Obama in Cina, resa su tutta la linea
Più che una novità, è una conferma purtroppo. L’America oggi è succube della Cina e la visita di questi giorni di Obama a Pechino, lo dimostra in modo nemmeno onorevole . Dopo essersi rifiutato di incontrare a Washington il Dalai Lama, il presidente americano ha parlato di diritti umani, peraltro blandamente ma solo in un incontro con selezionatissimo gruppo di studenti di cui i media cinesi non hanno dato notizia. Ha messo la sordina alla guerra commerciale e proprio lui, l’ecologista Obama, d’accordo con Pechino,ha affossato il vertice sull’ecologia di Copenaghen. Si è premurato di assicurare che l’America non intende esportare il proprio modello di democrazia e messo la sordina a qualunque polòemica, perché ”le relazioni fra Stati Uniti e Cina non sono mai stati così importanti per il nostro
avvenire comune“.
E tutto questo perché l’America è così indebitata da non poter far a meno dei risparmi dei cinesi, che finora hanno acquistato montagne di Titoli di Stato, diventando il primo finanziatore straniero del governo americano.
Insomma, Obama ha le mani legate.
Siamo proprio certi che il momento in cui la Cina supererà gli Usa sia così lontano come credono gli esperti?

roberto Scrive: November 20th, 2009 at 8:03 am
“Salve Dante:
(……)
L’errore di Kerry e di tanti altri, non solo Democratici, fu di credere a gente come Bush e Cheney, i quali sono da considerarsi dei complici nell’uccisione di decine di migliaia di cittadini Irakeni, la distruzione di un paese,la destabilizzazione dell’intero pianeta, che ancora si trascina adesso ad anni di distanza.”
Perche’, quando i tuoi amici democratici (Pelosi, Dean, Kennedy, Clinton, etc etc, forse per ordine di partito o forse per interesse personale), hanno votato a favore dell’intervento in Iraq, credevano forse di votare per una passeggiata nel parco…???
xRoberto
Quote:
“L’errore di Kerry e di tanti altri, non solo Democratici, fu di credere a gente come Bush e Cheney, i quali sono da considerarsi dei complici nell’uccisione di decine di migliaia di cittadini Irakeni, la distruzione di un paese,la destabilizzazione dell’intero pianeta, che ancora si trascina adesso ad anni di distanza.”
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Veramente Il Presidente Clinton accuso’ L’Iraq nel suo discorso del 1998, il video non funziona piu’, ma il discorso e’ questo:
http://www.pbs.org/newshour/bb/middle_east/july-dec98/clinton_12-16.html
Grazie.
Caro roberto, credo che abbiamo tutti un debito di riconoscenza nei confronti del mio valoroso concittadino R. Goretti che ha enunciato in maniera chiara e sintetica uno dei principi fondamentali della cyber-politica:
“Ognuno sente quel che vuol sentire e vede quel che vuol vedere”, che sottoscrivo pienamente.
Se, per esempio, si volesse dimostrare che i democratici erano a favore dell’intervento, basterebbe citare i risultati della votazione il giorno in cui hanno votato “Si”.
Se invece si volesse dimostrare che erano contrari, basterebbe citare i risultati del giorno in cui hanno votato “No”.
Senza contare quelli che ripetutamente votano “Ni”
(Sai a chi mi riferisco, vero?)
La realta’ (oops, scusa – la MIA realta’) e’ che certi politici di carriera venderebbero l’anima al diavolo pur di stare dalla parte dove tira il vento.
Quando e’ di moda essere a favore (visto anche lo skyrocketing dei ratings) si vota si, quando i ratings scemano, si vota no.
Semplice ed efficace. Ed anche un po’ vigliacco.
Per passare alla cosiddetta “riforma sanitaria” (che ormai e’ chiaro e’ il mio “pallino”), hai notato che il CBO (Congressional Budget Office, bicamerale) ha calcolato che la proposta riforma coprirebbe il 94% ?
Ma, dico io, se il motivo propulsore di questa riforma e’ quello di coprire i 30 milioni attualmente scoperti (cifra da te validamente dimostrata), pari al 10%, e’ proprio necessario indebitarsi di altri 1 – 2.5 trillions (bilioni in italiano) per alzare la copertura dal 90% al 94% ???
E gli altri 18 milioni? Tutti figli della Lupa???
Senza contare i “razionamenti” che gia’ cominciano ad apparire all’orizzonte, tipo mammogrammi da 40 a 50 anni, colonoscopie, prostate biopsy etc.
Mi piacerebbe avere la tua opinione (ma anche quella di Goretti) al proposito, se ti avanza tempo fra una ricerca Internet e l’altra.
Thanks a bunch.
Davide K Scrive: November 19th, 2009 at 6:47 pm
Scusate se intervengo solo ora, in ritardo, ma questa affermazione non corrisponde al vero:
R. Goretti Scrive: November 17th, 2009 at 9:53 pm
Le leggi e leggine sulla cui paternità discutete sono aspetti del tutto secondari.
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Salve Davide K:
secondo me la situazione attuale dell’economia USA, e dei paesi occidentali e non che la seguono, e’ dovuta in larga parte ai 300 milioni di dollari (in media, secondo alcune stime) che vengono sborsati ogni santo giorno da anni per tenere in piedi la macchina bellica USA in Afganistan, Iraq, e tutte le basi in giro per il mondo.
E’ una cifra spaventosa, non puo’ non avere che un effetto devastante, anche sull’economia piu’ grande del pianeta.
Saluti,
Roberto
Dante Scrive: November 19th, 2009 at 7:02 pm
Non voglio intromettermi nella diatriba personale, ma…
roberto Scrive: November 19th, 2009 at 1:22 pm:
“Certo… si possono sempre avere priorita’ diverse dal sesso orale nel tempo libero, e optare per i le invasioni e bombardamenti di paesi basandosi su false accuse… son sicuro che la frase “weapons of mass destruction, Iraq” dice qualcosa ad una persona cosi’ ben informata quale lei e’… o anche George W era “maledettamente Democratico”?”
Certo che no, ma forse lo erano quei democratici che votarono a favore dell’intervento in Iraq…?
Io mi ricordo solo di tal John Kerry (”ho votato a favore prima di votare contro” – sic!) ma forse tu sei a conoscenza di altri…?
Ti dispiacerebbe postare qualcuno dei tuoi “indiscutibili” link su qualche altro “benedetto democratico” che ha “votato a favore prima di votare contro”?
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Salve Dante:
cerchiamo di ricordare i fatti come sono accaduti e non come pensiamo che siano accaduti.
Il Congresso USA a larga maggioranza diede il suo consenso all’invasione dell’Iraq dopo che la Casa Bianca fece vedere le “prove” dell’esistenza delle armi di distruzione di massa di Saddam. I servizi di intelligence USA, che tali “prove” raccolsero, sapevano benissimo che esse erano false… ricordi la faccenda del yellow cake?… e i camion con i laboratori batteriologici sopra?…
L’errore di Kerry e di tanti altri, non solo Democratici, fu di credere a gente come Bush e Cheney, i quali sono da considerarsi dei complici nell’uccisione di decine di migliaia di cittadini Irakeni, la distruzione di un paese,la destabilizzazione dell’intero pianeta, che ancora si trascina adesso ad anni di distanza.
Saluti,
Roberto
Non voglio intromettermi nella diatriba personale, ma…
roberto Scrive: November 19th, 2009 at 1:22 pm:
“Certo… si possono sempre avere priorita’ diverse dal sesso orale nel tempo libero, e optare per i le invasioni e bombardamenti di paesi basandosi su false accuse… son sicuro che la frase “weapons of mass destruction, Iraq” dice qualcosa ad una persona cosi’ ben informata quale lei e’… o anche George W era “maledettamente Democratico”?”
Certo che no, ma forse lo erano quei democratici che votarono a favore dell’intervento in Iraq…?
Io mi ricordo solo di tal John Kerry (“ho votato a favore prima di votare contro” – sic!) ma forse tu sei a conoscenza di altri…?
Ti dispiacerebbe postare qualcuno dei tuoi “indiscutibili” link su qualche altro “benedetto democratico” che ha “votato a favore prima di votare contro”?
Caro Roberto, mentre scrivevo l’ultima risposta è arrivato l’ultimo suo post che leggo solo ora. Sui contenuti della vostra polemica, molto interessante, non mi esprimo: dovrei fare delle ricerche e purtroppo in questi giorni non ho tempo… comunque grazie per il suo messaggio, ha capito lo spirito…. dissentire senza insultare. E’ così semplice…
Salve.
Secondo me il compito di un Ministro degli Esteri e quello che ha qualsiasi rappresentante d’azienda, e qualsivoglia commesso viaggiatore, e quando la posta in palio è troppo alta, allora si mette in viaggio l’amministratore delegato.
In parole povere, dietro la politica estera d’Obama, c’è l’industria che vuole vendere e guadagnare soldi anche per i pendolari e le comari di Voghera d’America, e le briciole che cadono dalla mensa americana, servono per la ripresa economica europea.
Tutto li, non c’è altro, non C’è niente di occulto o di macchiavellico, nel viaggi dio Obama in Cina, viole vendere, semplice no?
Quando invece poi la concorrenza con le altre nazioni e troppo forte, allora si fa una Guerra e si ricomincia tutto da capo, è sempre stato cosi, da che Mondo è Mondo c’è questa Altalena di comportamento, e finche ci sarà il cosiddetto Homo sapiens, sapiens, sulla terra, non cambierà, mai.
Se domani poi la Cina alza la voce, l’America farà ciò che sta aspettando il nostro caro Montanaro, svaluterà il dollaro e se per caso qui ci fosse qualcuno che non sapesse cosa farà poi l’Europa e il Mondo intero,gli consiglio caldamente di cercare sulla Divina Commedia del Conte Ugolino e leggersi a memoria cosa faceva quello per poter respirare, e si prepari a fare altrettanto.
Moh dimmi un po’ Emanuel, era l’Ugolino, quello che standoci dentro fino al collo saltellava per poter respirare e non mangiarla, o mi sto sbagliando un’altra volta?
Almeno qualche cosa di buono per l’Europa questa sera ci sarà, D’Alema rimane all’Italia, almeno cosi dicono gli esperti, difatti di lui, da questa parte del Brennero, non se ne parlano proprio.
E poi vi lamentate, difatti non fate altro che lamentarvi e dipingere quadri apocalittici da far spavento ai quattro dell’apocalisse e sostenete che in Europa e nel Mondo non ci sia niente di positivo, roba da matt.
D’Alema non lo vuole nessuno, (almeno dicono) più positivo di così
Salutönen.
Scusate se intervengo solo ora, in ritardo, ma questa affermazione non corrisponde al vero:
R. Goretti Scrive: November 17th, 2009 at 9:53 pm
Negli anni ‘80 gli USA divennero dipendenti dei capitali giapponesi, adesso di quelli della Cina, che fra l’altro ha quasi raggiunto il Giappone in GDP, e quindi si appresta a divenire la seconda potenza economica del mondo. L’unico che fece qualcosa per liberarsi dall’incipiente subordinazione dell’America ai capitali esteri (soprattutto di provenienza asiatica) fu Clinton. Fu lui l’unico presidente negli ultimi 40 anni che, con successo, rovescio’ il trend del debito pubblico.
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Se parliamo di capitali esteri, parliamo di deficit commerciale.
E se è vero che ad inizio anni ’80, sotto Reagan, questo aumentò, è anche vero che dopo pochi anni il trend si invertì, fino a tornare a livelli del tutto accettabili.
E gli Usa furono “consegnati” in tale situazione a Clinton.
E’ proprio sotto Clinton (che ha governato sino a tutto il 2000), al contrario, che è nato questo “modello” economico basato su di un deficit commerciale mostruoso e crescente, specie nei confronti dell’Asia. Inclusi tutti i negoziati per far entrare la Cina nel WTO. Bush jr ha poi continuato in modo deciso su questa strada.
Questo grafico è molto chiaro:
http://static.seekingalpha.com/uploads/2009/3/6/saupload_trade_def_to_gdp.jpg
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Il contenimento del rapporto debito/pil sotto Clinton è dovuto più che altro al contenimento delle spese militari (senza Urss) e soprattutto all’inizio dell’inflazionomia spinta, a spanne dal ’95 in poi. Faccenda legata anche a questo squilibrio della bilancia commerciale.
Quindi non ne farei un eroe: con l’inflazione ha “scontato” i debiti dello stato in rapporto al Pil per fare bella figura sugli annuari ma ha provocato bolle e disastri, a cominciare dal casino del 1998 e dalla bolla “tecnologica” nel ’99-’00.
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Le leggi e leggine sulla cui paternità discutete sono aspetti del tutto secondari.
Roberto,
ma perchè continua a non rispondere sul perchè i Democratici non vollero le limitazioni
alla Legge firmata dal democratico Clinton?
Mi ha solo risposto che la causa fu la bocca della Levinsky. Sono questi i fatti precisi a cui le fa riferimento?
Non riesce a trovare il sito Internet che le dia una risposta?
Cordialmente.
gli USA sono entrati in una fase di decadenza già da un bel po’e noi ce ne siamo accorti solo adesso . Obama non può che giocare in difesa.Quello che non riesco a capire è se questa amministrazione se ne rende conto.A mio parere si osserva solo un grande immobilismo:non una decision di una qualche rilevanza a livello internazionale e per di più in nessun campo:nè per quel che rguarda l’economia(più di 110 banche fallite ad ora dall’insediamento negli Stati Uniti),nessuna regolamentazione de mercati finanziari, nessuna azione per la difesa dei diritti umani e via dicendo.Solo parole altisonanti e vuote se confrontate con le azioni che ne dovrebbero seguire.Adesso pongo una domanda e spero in una risposta ma la Cina fino a quando comprerà il debito USA?Nessuna banca ora come ora consiglierebbe un investimento un dollari;che i dirigenti cinesi siano tutti dei terribili giocatori d’azzardo? o si preparano ulteriori brutte sorprese per gli USA e il presidente Obama?
Nessun cartellino, caro paolo… solo un po’ di saggia prevenzione…
Paolo Da Lama Scrive: November 19th, 2009 at 4:03 pm
Egr Foa,
per quel che mi riguarda prendo atto del cartellino giallo e rientro nei ranghi.
Per Roberto, ultima annotazione:
ha visto, cosa le dicevo? Mi ha ulteriormante confermato che secondo lei tutte le fonti da me citate sono di parte e faziose (es. WSJ) mentre tutto ciò che cita lei è la verità assoluta (ma per un professorino di sinistra è la normalità).
Inoltre, fin dal primo mio intervento ho fatto riferimento al 2005 (al 2005, Duemilacinque, Roberto) e alla famosa lettera del Sen. Obama al Senate Banking Committee.
Lei ha sempre astutamente sorvolato.
Adesso però io mi femo qui altrimenti Foa mi mostra il cartellino rosso.
Cordialmente.
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Vede, Da Lama, il problema non e’ chi ha cominciato a dire cosa e quando, e mi sono consapevole che la discussione sta diventando una diatriba fra di noi… ma e’ gia’ da un po’ che va avanti cosi’ su questo blog.
Se devo passar del tempo partecipando, vorrei che si discutesse basandosi su dei fatti precisi.
I fatti sono come riportato dal sito web del Congresso USA, non come vorrebbe il WSJ.
A seguire, lei non puo’ dire che la legge era “maldettamente Democratica”, perche’ i fatti dimostrano il contrario.
Il problema non sono io che dico che le sue fonti sono inaccurate o faziose (mai detto, ho detto che il WSJ e’ di parte e ha degli interessi in proposito), il problema e’ che e’ lei che dimostra di essere fazioso continuando a affermare cose non vere, anche quando le si dimostra, dati oggettivi alla mano, che cosi’ non e’.
Nel primo messaggio da lei postato, la frase incriminata che le ho fatto notare essere errata era la seguente:
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In conclusione per Obama può valere il detto : chi è causa del suo mal pianga se stesso. Gli USA non si sarebbero trovati in questa pietosa situazione di difesa se nel 1999 non fosse passata la legge sulla Deregulation (voluta da Clinton e di cui Obama fu fiero sottoscrittore).
————————————-
Da nessuna parte, in quel messaggio, lei cita il WSJ. E’ solo dopo, nei messaggi successivi, che ha cercato di arrampicarsi sugli specchi e ha corretto il tiro parlando del 2005 e del WSJ. Ammesso e non concesso che cio’ sia corretto (e non mi interessa minimamente, a dirle il vero), resta il fatto, incontestabile, che nel 1999 Obama non era al Congresso e non diede il suo supporto a Clinton.
Punto e a capo.
Fermiamo pure la discussione su questo argomento, sperando che non ripartira’ con un’altro messaggio.
Le dico la verita’: io, mi dispiace, non riesco a stare zitto quando vedo qualcuno che le spara grosse, tutto li.
Saluti,
Roberto
Egr Foa,
per quel che mi riguarda prendo atto del cartellino giallo e rientro nei ranghi.
Per Roberto, ultima annotazione:
ha visto, cosa le dicevo? Mi ha ulteriormante confermato che secondo lei tutte le fonti da me citate sono di parte e faziose (es. WSJ) mentre tutto ciò che cita lei è la verità assoluta (ma per un professorino di sinistra è la normalità).
Inoltre, fin dal primo mio intervento ho fatto riferimento al 2005 (al 2005, Duemilacinque, Roberto) e alla famosa lettera del Sen. Obama al Senate Banking Committee.
Lei ha sempre astutamente sorvolato.
Adesso però io mi femo qui altrimenti Foa mi mostra il cartellino rosso.
Cordialmente.
Paolo Da Lama Scrive: November 19th, 2009 at 3:31 pm
Roberto,
gli ho già citato più volte la fonte del Wall Street Journal.
Cordialmente.
——————
Il WSJ, essendo parte in causa, conta come il due di coppe quando in tavola c’e’ bastoni.
E comunque, se anche fosse, in questo caso sarebbe il WSJ ad averla sparata grossa: Obama non diede nessun supporto alla legge sulla deregulation dei mercati finanziari del 1999, per il semplice fatto che in quel momento non era un membro del Congresso.
Chiaro?
Saluti,
Roberto
Grazie a tutti, dibattito vivacissimo e originale, anche se devo dissentire sia da Roberto che da Paolo da Lama: nessuno di voi due scrive sciocchezze, avete semplicemente opinioni diverse… Cerchiamo di manetenre il confronto nel consueto spirito ….
. Mi sembra ci sia un certo consenso sugli errori commessi dagli Usa, rilancio che due spunti che mi sono sembrati interessanti. Uno di Colzani che si chiede, giustamente, quali siano gli interessi e le spinte delle multinazionali Usa dietro la politica estera Usa. ottima pertinente osservazione: è uno dei fattori da tenere sempre in considerazione, anche se non l’unico. Cosimo Quarta, invece, accende un faro sull’Europa. Già che facciamo noi europei? Contiamo qualcosa? Stasera decideranno il presidente e il min degli esteri, vedremo dal profilo degli eletti se l’Europa ha qualche chance di far sentire la propria voce….
Roberto,
gli ho già citato più volte la fonte del Wall Street Journal.
Cordialmente.
Paolo Da Lama Scrive: November 19th, 2009 at 12:58 pm
Caro prof. Roberto,
mi creda, in quanto a sciocchezze su questo blog non la batte nessuno.
Lei ha i suoi siti e le sue fonti che dicono la verità, mentre io ho le mie che dicono evidentemente bugie.
…
Cordialmente.
——————————–
Dimenticavo: mi faccia sapere su quale fonte ha trovato la notizia secondo la quale Obama sottoscrisse la legge sulla Deregulation…
—– Paolo Da Lama ha scritto il 18/11/2009 ———
In conclusione per Obama può valere il detto : chi è causa del suo mal pianga se stesso. Gli USA non si sarebbero trovati in questa pietosa situazione di difesa se nel 1999 non fosse passata la legge sulla Deregulation (voluta da Clinton e di cui Obama fu fiero sottoscrittore).
—————————–
Attendo con impazienza.
Grazie, e alla prossima.
Roberto
Paolo Da Lama Scrive: November 19th, 2009 at 12:58 pm
Caro prof. Roberto,
mi creda, in quanto a sciocchezze su questo blog non la batte nessuno.
Lei ha i suoi siti e le sue fonti che dicono la verità, mentre io ho le mie che dicono evidentemente bugie. Stabilito ciò, che abbia ragione io o lei non è importante.
…
Che poi le motivazioni della resistenza dei deputati democratici a variare la Legge fossero da ricercare nel sesso orale della Sig.ra Levinsky, direi quanto meno che è un bell’esempio di come in casa clintoniana vennero gestite le priorità.
Cordialmente.
————————
Certo… si possono sempre avere priorita’ diverse dal sesso orale nel tempo libero, e optare per i le invasioni e bombardamenti di paesi basandosi su false accuse… son sicuro che la frase “weapons of mass destruction, Iraq” dice qualcosa ad una persona cosi’ ben informata quale lei e’… o anche George W era “maledettamente Democratico”?
Concludo ripetendo alcuni fatti:
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…the Senate had already passed its version of the bill on May 6th by a much-narrower 54–44 vote along basically-partisan lines (53 Republicans and one Democrat in favor; 44 Democrats opposed)
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Mi indichi quali sono le sue fonti, che dicono che non fu una “maledetta legge Repubblicana”, sponsorizzata da 3 pezzi grossi del Partito Repubblicano, mentre il Congresso, Camera e Senato, era a maggioranza Repubblicana. Dopo la sua approvazione finale, tutti i media conservatori USA, Wall Street Journal in testa, gioirono a lungo.
Le sue cazzate, mi permetta la franchezza, si infrangono contro il muro dei fatti, caro Da Lama.
I casi sono due: o lei ragiona per dogmi (che, in quanto tali, se ne sbattono dei fatti) oppure ha delle spesse fette di prosciutto posate in permanenza sugli occhi.
Cordialmente,
Suo Prof. Roberto
Caro prof. Roberto,
mi creda, in quanto a sciocchezze su questo blog non la batte nessuno.
Lei ha i suoi siti e le sue fonti che dicono la verità, mentre io ho le mie che dicono evidentemente bugie. Stabilito ciò, che abbia ragione io o lei non è importante.
Vorrei mi fosse data l’opportunità di ribadire che se dopo (dopo) l’approvazione della Legge Bancaria del 1999 nessun Democratico ebbe la forza, il coraggio e la volontà di dare seguito a quella famosa lettera di Obama al Tresaury Secretary e soprattutto il fatto che tutti i Democratici bocciarono in massa il decreto del 2005 del Senate Banking Committe volto a restringere considerevolmente le regole per Fannie e Freddie, inclusi i controlli sui loro capitali e sulla loro capacità di tenere in mano portafogli di mutui o titoli sostenuti da mutui, è un’aggravante e avvalora ancora di più la tesi secondo cui lo scempio finanziario di cui paghiamo le conseguenze oggi è in gran parte da attribuire ai Democratici, pertanto ripeto: “maledetta Legge Democratica” e non solo per la parte riguardante la sua approvazione.
Che poi le motivazioni della resistenza dei deputati democratici a variare la Legge fossero da ricercare nel sesso orale della Sig.ra Levinsky, direi quanto meno che è un bell’esempio di come in casa clintoniana vennero gestite le priorità.
Cordialmente.
bell’articolo..
peccato che non venga specificato quel debito e’ stato creato dal vaccaro texano.. senza quel debito niente guerra contro l’iraq..
detto questo
vi posto due simpatiche foto risalenti al 2003[credo] in cui si vede un primo ministro dagli occhi a mandorla che viene sliguazzato da uno strano individuo..
http://img472.imageshack.us/img472/756/200405080043155657uk.jpg
http://img385.imageshack.us/img385/8154/200405080043155673sb.jpg
quello e’ lo stesso periodo in cui il governo italiano diceva: bisogna togliere l’embargo delle armi alla cina
una buona giornata
Lancio un sassolino,
il rampollo di Gsax, Timothy Geithner intervistato sul WSJ in merito agli obiettivi della missione in Cina di Baruk H. Obama si esprimeva così: “(…) dobbiamo focalizzare su massimizzare il potenziale dell’economia globale. (…) per raggiungere crescita sostenibile, tutte le NOSTRE ECONOMIE devono avere un MERCATO DEL LAVORO FLESSIBILE”, più avanti nell’articolo richiamava l’impellenza per il labour nei paesi asiatici di “rafforzare la rete sanitaria attraverso programmi pensionistici sul modello proposto” recentemente e anche qui la chiara intenzione di divorare i risparmi della nuova classe produttiva a favore delle Banche.
Stephen Roach di Morgan Stanley sulla visita del presidente: “c’è un grosso business. Oltre il 60 % della crescita nell’export cinese è data dalle sussidiarie cinesi delle multinazionali occidentali, ed il problema che abbiamo è dato dai troppi americani, specialmente nel Congresso ma anche alla Casa Bianca, che focalizzano sullo sbilancio commerciale, e questo è un errore economico fondamentale”, perché allora, chiedo io, il RMB debole dovrebbe danneggiare Wall St?
Obama è davvero andato con l’intenzione di manipolare le valute?
I cinesi, come Washington, sanno che se smettono di acquistare il debito scoppia una rivoluzione il giorno seguente e negli ultimi 8 mesi hanno soppresso più rivolte dei lavoratori “non urbani” mobilitati che negli ultimi 30 anni insieme e quindi mi domando perché l’amm. Usa continua a mostrare che si muove in quella direzione quando la vendita dei Tbond a Beijing è l’ultimo dei suoi problemi?
Paradossalmente Obama è andato in Cina per convincere gli americani, non i cinesi; e l’affermazione di Roach mi sembra lapidaria, no?
In sintesi credo che il viaggio di Baruk Hussein Obama sia stato un successo e DenXiaoping ne sia altamente compiaciuto. Se non altro il premio nobel per la pace finalmente ha il visto comunista per minacciare Korea ed Iran.
grazie
Salve.
Al massimo Billy Boy avrà perso del pirla, sia dai suoi sostenitori sia dai suoi avversari, e quattro sonori ceffoni dalla sua Singora, per esseresi fatto fregare, pants down, da una povera illusa come la Levinsky, ma da che Mondo e Mondo,però,le pippe lassate non fumano più.
Salutönen
Paolo Da Lama Scrive: November 18th, 2009 at 5:14 pm
Ma come Roberto,
per una volta che non esprimo mie opinioni ma porto fatti mai smentiti da alcuno, nè destra nè sinistra, e lei gira e rigira la frittata con le solite fantasicherie per concludere che Clinton firmò la Deregulation del 1999 invaso dal terrore per le conseguenze sullo scandalo del sesso orale che faceva con la Levinsky nello studio ovale…???
Ma va là Roberto, anzi professore…
ma va là.
Cordialmente.
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Buongiorno Da Lama:
Io vado la… dove vuole lei, quando vuole lei… cio’ non toglie che lei ha detto delle sciocchezze belle e buone… “maledetta legge Democratica” … con il Congresso Camera E Senato in mano ai Repubblicani… guardi il post di Goretti… oppure dia un’occhiata al sito del Congresso USA.
Ha ragione Goretti quando dice che il passaggio finale alla Camera ebbe un’ampio appoggio dei Democratici, peccato che questo voto si riferisse a una versione ampiamente emendata, che conteneva sostanziali differenze rispetto a quella che era passata con il voto di solo UN democratico al Senato, dove era stata proposta. Non e’ una piccola differenza, o un particolare insignificante questo!
Quanto al fatto che Clinton a quell’epoca fosse una “lame duck” come dicono gli Americani non e’ certo una novita’… se vuole far finta che l’affare Levinski non lego’ le mani a Bill… beh… faccia pure, nel suo mondo fantasy le cose vanno al rovescio rispetto alla realta’, e’ chiaro…. quindi buon proseguimento!
,itulaS
otreboR
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The House passed its version of the Financial Services Act of 1999 on July 1st by a bipartisan vote of 343–86 (|Republicans 205–16; Democrats 138–69; Independent/Socialist 0–1),[3] [4] [5] two months after the Senate had already passed its version of the bill on May 6th by a much-narrower 54–44 vote along basically-partisan lines (53 Republicans and one Democrat in favor; 44 Democrats opposed).[6] [7] [8] [9]
When the two chambers could not agree on a joint version of the bill, the House voted on July 30th by a vote of 241–132 (R 58–131; D 182–1; Ind. 1–0) to instruct its negotiators to work for a law which ensured that consumers enjoyed medical and financial privacy as well as “robust competition and equal and non-discriminatory access to financial services and economic opportunities in their communities” (i.e., protection against exclusionary redlining).[10]
The bill then moved to a joint conference committee to work out the differences between the Senate and House versions. Democrats agreed to support the bill after Republicans agreed to strengthen provisions of the anti-redlining Community Reinvestment Act and address certain privacy concerns; the conference committee then finished its work by the beginning of November.[8] [11] On November 4th, the final bill resolving the differences was passed by the Senate 90–8,[12] [13] and by the House 362–57.[14] [15] This legislation (whose voting margins, if repeated, would easily have overcome any Presidential veto) was signed into law by Democratic President Bill Clinton on November 12, 1999.[16]
C’era una volta il muro di Berlino, la guerra fredda, un mondo diviso in due blocchi, da una parte tutto il male, dall’altra tutto il bene ( a seconda delle visioni cambiava solo la parte).
Poi il muro cadde, sotto le picconate della democrazia e del consumismo occidentale, ma soprattutto non riuscì a reggere il sistema di oppressione sovietico incapace di creare adeguata ricchezza.
Il mondo divenne di nuovo indiviso e la globalizzazione potè lambire tutti i territori di questo “nostro” pianeta. Gli USA Vittoriosi più degli altri si ersero ad unico gendarme del mondo, con bene-placido (piacevolmente sollevati) degli europei.
L’illusione durò poco, il sistema economico capitalistico (alimentato anche da una delle democrazie più stimate della storia dell’uomo)che più di ogni altra cosa aveva contribuito a rendere grande l’Occidente, ammaliato dall’opulenza immediata e senza fatica, iniziò ad involvere, degenerò , creando una serie di crisi sempre più profonde.
Nel contempo sul palcoscenico del teatrino globale si affacciavano nuovi attori, e tutti reclamavano il loro diritto a muovere le leve del comando.
Scopriamo oggi un mondo complesso, con una serie innumerevole di piccoli e grandi interessi, dove il disordine regna, dove i riferimenti sono molteplici, dove il male ed il bene, ma soprattutto il primo (come sempre ) è onnipresente. Non c’è più il nemico, non c’è più la cavalleria, anzi tanti sono i nemici che è anche difficile identificarli, è cambaita la nostra visione.
Gli USA continuando a vivere sopra le loro possibilità, hanno depaupaerato gran parte del vantaggio che gli derivava dai grandi spazi disponibili, dall’essere lontani dalle are più conflittuali, dall’aver vinto la II guerra mondiale e dall’aver ottenuto con questa vittoria la possibilità di far divenire la propria moneta, il dollaro moneta di riferimento mondiale. Insomma lo “spirito di frontiera” se ancora esiste, ha perso molto delle su essere stimolo a fare.
Oggi oltre il 26% dei titoli pubblici americani sono in mano ai cinesi, non solo, se gli americani vogliono riprendersi dalla crisi economica devono esportare (tecnologia soprattutto) e continuare ad importare (beni di consumo) e devono guardare obbligatoriamente verso l’Asia.
La dignità di tante persone e infine dello stesso popolo USA, ma un pò di tutti gli occidentali è calpestata, a causa dei debiti, proprio come un vecchio nobile decaduto che si fregia del titolo , ma non ha di che sfamarsi.
Visto sotto questo aspetto , ossia con lo sguardo attento al presente, dove i due contendenti combattono ad armi pari (due potenze economiche), il vertice USA – Cina non è stato un disastro, anzi forse può essere letto come l’inizio di un confronto teso ad una collaborazione più fattiva.
Allora tutto bene, forse, se la collaborazione è mirata a calmierare alcuni fronti di guerra, a smussare alcuni spigoli specie se a favore dei popoli e dei diritti umani( quese ultime poco credibili), molto meno bene se la collaborazione è mirata ad escludere, dai grandi accordi internazionali economici e di potere, l’Europa.
Ma questo è un problema dell’Europa, ossia di quell’ammasso informe e burocratico, che fermo nel guado, senza bussola, non riesce ad avere una visione politica lungimirante, e si affanna a creare regole che stigmatizzino il presente e lascino vivacchiare nell’illusione di un passato che ormai non è più.
Un ambiente rarefatto, un altarino, dove al centro campeggia una grande foto del passato vanaglorioso e intorno tanti piccoli lumi, con una fiammella tremolante.
Cordialmente Cosimo Quarta
Ecco le fonti del sapere:
http://banking.senate.gov/conf/
http://clerk.house.gov/evs/1999/roll570.xml
http://www.senate.gov/legislative/LIS/roll_call_lists/roll_call_vote_cfm.cfm?congress=106&session=1&vote=00354
http://www.prospect.org/cs/articles?article=the_bubble_economy
http://delong.typepad.com/sdj/2008/09/toward-universa.html
http://www.marginalrevolution.com/marginalrevolution/2008/09/did-the-gramm-l.html
http://www.nytimes.com/2008/09/22/business/22bank.html?_r=1&em
http://www.businessweek.com/magazine/content/08_40/b4102000409948.htm
Roberto ha ragione, ma solo in parte, in quanto quella legge del 1999 fu decisamente bibartisan.
Il disegno di legge in questione è la legge Gramm-Leach-Bliley Act, che è stata approvata nel 1999 ed ha abrogato le parti del Glass-Steagall Act, una legislazione dell’epoca della Grande Depressione che ha imposto una serie di regolamenti in materia di istituzioni finanziarie. L’autore del disegno di legge fu Gramm, senatore repubblicano del Texas, tuttavia ciò che è diventata legge è stato ampiamente accettato dai membri di tutti e due i partiti in un compromesso bipartisan. Il provvedimento è passato alla Camera con una maggioranza di 362-57, con 155 voti Democratici a favore. Il Senato ha approvato il disegno di legge con un voto di 90 – 8. Tra i Democratici che votarono per il disegno di legge ci fu anche il vicepresidente di Obama, Joe Biden. Se questo disegno di legge aveva davvero “spogliato il sistema delle garanzie che ci hanno protetto”, allora entrambe le parti condividono la colpa.
La verità è, tuttavia, che la legge Gramm-Leach-Bliley aveva poco o nulla a che fare con la crisi attuale. In realtà, gli economisti da entrambi i lati dello spettro politico hanno suggerito che questo provvedimento legislativo ha probabilmente reso la crisi meno grave di quello che altrimenti sarebbero stata.
L’anno scorso lo scrittore di sinistra, Robert Kuttner, in un pezzo sul “The American Prospect”, ha sostenuto che “questo panico vecchio stile è figlio della deregolamentazione”. Ma anche lui non ha dato la colpa principalmente al Gramm-Leach-Bliley. Invece, ha posto la responsabilita` della crisi sugli “attacchi in serie sul sistema finanziario da parte della deregolamentazione finanziaria” che risalgono al 1970. E ha posto invece la colpa del disastro finanziario sulle politiche del Consiglio della Federal Reserve sotto Alan Greenspan, dicendo che “la Fed è diventato il principale fattore abilitante di un’economia pericolosamente speculativa”.
Cosa il Gramm-Leach-Bliley ha fatto è stato di consentire alle banche commerciali di entrare nel business delle banche d’affari (investiment banks). Le banche commerciali sono quelle che accettano depositi e concedono prestiti, come i mutui, le banche d’affari accettano denaro per investirli in azioni e commodities (merci). Ma gia’ nel 1998, prima del passaggio di questa legge, le autorità di regolamentazione finanziaria hanno consentito a Citicorp, una banca commerciale, di acquisire Traveler’s Group, una compagnia di assicurazioni che è stata in parte coinvolta nel settore dell’investment banking, per formare Citigroup. Quel episodio è stato visto come un segnale che il Glass-Steagall era di fatto gia` lettera morta dal punto di vista pratico, quindi il Gramm-Leach-Bliley Act ha solamente reso formale la sua abrogazione. Ma anche questo aveva poco o nulla a che fare con la crisi dei mutui.
In realtà, avere deregolamentato le banche con il Gramm-Leach-Bliley Act, non e` da considerare la principale causa del disastro attuale. Bank of America, Citigroup, Wells Fargo e JP Morgan Chase hanno resistito alla crisi finanziaria abbastanza bene, mentre Bear Stearns e Lehman Brothers sono crollate ed andate in fallimento, per citare solo due delle banche d’investimento rimaste indipendenti, nonostante l’abrogazione del Glass -Steagall.
Osservatori diversi come Clinton, l’ex funzionario del Tesoro e attuale economista all’Universita della California a Berkeley, Brad DeLong e il docente alla George Mason University, Tyler Cowen, un liberista, hanno elogiato la Gramm-Leach-Bliley che, a loro parere, ha invece ammorbidito la crisi. La deregolamentazione ha permesso alla Bank of America e JP Morgan Chase di acquistare Merrill Lynch e Bear Stearns. E Goldman Sachs e Morgan Stanley si sono ormai trasformate in “ banche unificate” per meglio superare la tempesta. Tale opinione è sostenuta anche dall’ex presidente Clinton stesso, che, in un’intervista a Maria Bartiromo pubblicato il 24 Settembre su «Business Week», ha detto di non avere rimpianti sulla abrogazione del Glass-Steagall. Lo quoto qui:
“infatti, una delle cose che ha contribuito a stabilizzare la situazione attuale, è stata l’acquisto di Merrill Lynch da parte di Bank of America, che e’ stata molto più agevole di quanto non lo sarebbe stato se io non avessi firmato quella legge. … Sai, Phil Gramm e io non eravamo d’accordo su un sacco di cose, ma non posso affermare che egli abbia sbagliato su tutto. Sul Glass-Steagall Act, come ho detto, se qualcuno potesse dimostrarmi che fu un errore abrogarla, sarei felice di vedere le prove. No! Io non posso biasimare [i repubblicani] per quella scelta. La Gramm-Leach-Bliley, che abrogo` la Glass Steagall, non fu una legge che mi costrinsero a firmare.”
Nel prossimo post vi daro` tutti i link delle mie fonti. Lo faccio separatamente altrimenti il blog mi blocca il commento.
Ma come Roberto,
per una volta che non esprimo mie opinioni ma porto fatti mai smentiti da alcuno, nè destra nè sinistra, e lei gira e rigira la frittata con le solite fantasicherie per concludere che Clinton firmò la Deregulation del 1999 invaso dal terrore per le conseguenze sullo scandalo del sesso orale che faceva con la Levinsky nello studio ovale…???
Ma va là Roberto, anzi professore…
ma va là.
Cordialmente.
Quello che mi piace sottolineare è che Obama deve parlare secondo la situazione in atto. Cosa poteva dire o fare? In tutti i consessi internazionali non si riesce ad avere una posizione comune, dal commerciale, all’atomico, alla fame nel mondo, ecc. Cerca di portare a casa quello che gli può servire. D’altronde USA cosa può offrire? debiti come tutti. Un ex grande paese che riesce, con la sua presenza militare, ad essere ancora sentito. I lavori sporchi lasciamoli fare a USA e Israele, che ipocriti. Già se riesce ad avere una partnership paritaria con la Cina ha avuto un gran successo. Finito l’effetto Obama? sembra di sì. Un saluto.
Paolo Da Lama Scrive: November 18th, 2009 at 4:34 pm
Per roberto:
Ogni Presidente USA ha il potere di veto, pertanto quella legge del 1999 Clinton poteva non firmarla facendola rimettere al Congresso richiedendo le dovute modifiche. Poi, come ben sa, la legge poteva essere riapprovata con una maggioranza di due terzi in ciascuna camera.
Ma Clinton non fece nulla di tutto ciò con l’aggravante della lettera dell’allora Sen. Obama al Tresaury Secretary a cui faccio riferimento del mio pezzo precedente.
Cordialmente.
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Sono in totale disaccordo, Da Lama. Neanche per idea.
Legga qui sotto come stavano le cose durante il 106-esimo Congresso USA, chi aveva il coltello dalla parte del manico e chi no:
….
When the two chambers could not agree on a joint version of the bill, the House voted on July 30th by a vote of 241–132 (R 58–131; D 182–1; Ind. 1–0) to instruct its negotiators to work for a law which ensured that consumers enjoyed medical and financial privacy as well as “robust competition and equal and non-discriminatory access to financial services and economic opportunities in their communities” (i.e., protection against exclusionary redlining).[10]
The bill then moved to a joint conference committee to work out the differences between the Senate and House versions. Democrats agreed to support the bill after Republicans agreed to strengthen provisions of the anti-redlining Community Reinvestment Act and address certain privacy concerns; the conference committee then finished its work by the beginning of November.[8] [11] On November 4th, the final bill resolving the differences was passed by the Senate 90–8,[12] [13] and by the House 362–57.[14] [15] This legislation (whose voting margins, if repeated, would easily have overcome any Presidential veto) was signed into law by Democratic President Bill Clinton on November 12, 1999.[16]
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Con lo scandalo Lewinski all’apogeo, e l’ipotesi di andare alle presidenziali del 2000 con Clinton impeached, i Democratici si sarebbero tenuti alla larga dall’appoggiare un suo veto.
Saluti.
Paolo Da Lama Scrive: November 18th, 2009 at 3:56 pm
per Roberto:
beh, che Obama sia stato uno dei firmatari della Deregulation 1999, madre di tutti i fallimenti finanziari USA da 10 anni a questa parte, è registrato dappertutto.
Ma lei, giustamente mi riprende sul termine “fiero”.
Ed ha ragione. Altro che fiero, piuttosto dovremmo parlare di lacrime di coccodrillo.
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Salve Da Lama:
no, no, non la riprendo sul “fiero”, ma sul “Democratico” nella frase “maledetta legge Democratica”.
La legge era interamente Repubblicana: i tre relatori erano repubblicani. Passo’ al senato e alla camera con maggioranze repubblicane (un solo democratico voto’ a favore… e non era Obama…). I Democratici, peraltro, furono all’origine degli emendamenti che proteggevano minoranze (redlining) e piccole imprese, se proprio vogliamo raccontarla giusta.
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Legga un pò qua sotto, sono alcuni stralci di un pezzo da me conservato del Wall Street Journal durante la campagna elettorale del 2009.
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La ringrazio dell’estratto dal WSJ.
Mi dica solo una cosa: e’ lo stesso Wall Street Journal che all’epoca del passaggio della legge REPUBBLICANA sulla deregulation dei mercati finanziari titolo’ “Finally, 1929 Begins to Fade.”, riferendosi ai decenni di accuse alle banche per il tracollo del 1929?
E, a proposito di crisi finanziarie engli USA… degli scandali Savings&Loans dei tempi di Reagan (costo’ mezzo trilione di dollari di allora) non diciamo niente?
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Ovviamente lei dirà che è tutto inventato, però credo sia necessario almeno il beneficio del dubbio.
O no?
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Non vedo perche’ dovrei dire che e’ tutto inventato, a priori.
Lei scrive, io, se non so gia’, verifico… che lo WSJ non sia in mano a De Benedetti e’ noto… quindi deve essere affidabile e super-partes, giusto?
Comunque, mi fa piacere vedere che adesso corregge il tiro: da corresponsabile nel 1999 con Clinton, Obama (che manco siedeva al Congresso a quel tempo) e’ diventato responsabile di un altra cosa. Insomma, Da Lama, sta correggendo il tiro, fra un po’ ci azzecchera’ in pieno.
Saluti,
Roberto
P.S.: quanto a Clinton e alla sua firma in calce alla legge sulla deregulation… non poteva fare altro. I Repubblicani lo tenevano per le palle con la faccenda delle audizioni dello scandalo Lewinski. Aveva due scelte: o firmare oppure firmare.
Per roberto:
Ogni Presidente USA ha il potere di veto, pertanto quella legge del 1999 Clinton poteva non firmarla facendola rimettere al Congresso richiedendo le dovute modifiche. Poi, come ben sa, la legge poteva essere riapprovata con una maggioranza di due terzi in ciascuna camera.
Ma Clinton non fece nulla di tutto ciò con l’aggravante della lettera dell’allora Sen. Obama al Tresaury Secretary a cui faccio riferimento del mio pezzo precedente.
Cordialmente.
per Roberto:
beh, che Obama sia stato uno dei firmatari della Deregulation 1999, madre di tutti i fallimenti finanziari USA da 10 anni a questa parte, è registrato dappertutto.
Ma lei, giustamente mi riprende sul termine “fiero”.
Ed ha ragione. Altro che fiero, piuttosto dovremmo parlare di lacrime di coccodrillo.
Legga un pò qua sotto, sono alcuni stralci di un pezzo da me conservato del Wall Street Journal durante la campagna elettorale del 2009.
Ovviamente lei dirà che è tutto inventato, però credo sia necessario almeno il beneficio del dubbio.
O no?
Dal Wall Street Journal:
“Se il Senator Obama avesse davvero voluto puntare il dito contro un tipo di deregolamentazione che potrebbe aver causato l’attuale crisi finanziaria, allora avrebbe dovuto guardare indietro al 1998, quando l’amministrazione Clinton stabilì che Fannie Mae e Freddie Mac avrebbero potuto soddisfare le loro accessibili obbligazioni nel settore abitativo comprando mutui subprime. Il che, ha fatto si che Fannie e Freddie fossero in grado di mettere a bilancio trilioni di dollari in prestiti-spazzatura, cosa che, a sua volta, ha portato al loro stesso collasso e allo sviluppo di un mercato di questo tipo di mutui che a sua volta sta alla base della crisi contro la quale ci troviamo a combattere oggigiorno….
….riguardo alla deregolamentazione della crisi finanziaria, il Senator Obama dovrebbe considerare la sua stessa complicità nel fallimento che ha portato il Congresso Usa a non adottare una legge che avrebbe potuto impedire il crollo dei mutui subprime…
…Nell’estate del 2005, il Senate Banking Committe fece uscire un decreto legge mirato a restringere considerevolmente le regole per Fannie e Freddie, inclusi i controlli sui loro capitali e sulla loro capacità di tenere in mano portafogli di mutui o titoli sostenuti da mutui. Tutti Repubblicani votarono per l’approvazione di questo decreto, tutti i Democratici, invece, votarono contro. Per potere portare il decreto anche al Senato c’era bisogno soltanto di una manciata di voti da parte dei Democratici. Era questo il momento di dimostrare quella leadership che il Senator Obama dice di poter offrire agli Americani, ma né lui, né nessun altro democratico fece un passo avanti…
…Invece Obama scrisse una lettera, di sua propria iniziativa, al Treasury Secretary, a quanto pare facendo in modo di far sapere a tutti che secondo lui i mutui subprime erano un affare pericoloso contro il quale bisognava fare qualcosa. Il che è illuminante: perché se è vero, allora vuol dire che Obama era al corrente del fatto che c’era un problema con i mutui subprime, ma non aveva intenzione di confrontarsi con il proprio partito per fare in modo di far passare una legge che potesse controllare questi mutui. Come dimostrazione di carattere e di capacità di leadership, ricorda un po’ troppo da vicino un’altro vizio nel passato del Senator Obama: Votare presente. (Barack Obama detiene un record negativo: ha votato “presente” – senza decidere per il sì o no -129 volte quando era senatore dell’Illinois, ndt).
Cordialmente.
Paolo Da Lama ha scritto:
In conclusione per Obama può valere il detto : chi è causa del suo mal pianga se stesso. Gli USA non si sarebbero trovati in questa pietosa situazione di difesa se nel 1999 non fosse passata la legge sulla Deregulation (voluta da Clinton e di cui Obama fu fiero sottoscrittore).
Si fa sempre finta di dimenticare che fu quella la pietra miliare della discesa e dell’attuale crisi del potere economico degli States: creò eccessivo potere alle Banche; creò denaro fasullo in circolazione; fece sviluppare un’economia basata sul debito e meno sulla produzione; eliminò i controlli necessari ad un sistema finanziario; allettò milioni di persone delle classi medie e meno agiate con mutui ridicoli; creò disoccupazione e anche casi di disperazione.
Quindi quella maledetta legge Democratica ha prodotto anche implicazioni sociali notevoli.
—————————–
Chiedo scusa… ho gia’ rivolto una domanda su parte di questo commento di Da Lama… ma ho dimenticato un’altra cosa.
La deregulation dei mercati finanziari NON e’ stata una “maledetta legge Democratica”, per il semplice fatto che il Congresso, durante quegli anni di presidenza Clinton, era in mano ai Repubblicani… al massimo si puo’ parlare di “maledetta legge bipartisan”… e non lascerei proprio fuori per niente la Federal Reserve, Alan Greenspan, e accoliti, quelli si che hanno girato la testa dall’altra parte mentre il disastro avanzava.
Saluti,
Roberto
Beh, diamogli un’altro oscar ad Obama. Quello per la
bontà con gli avversari. Purtroppo poi ne seguirà d’ufficio
un’altro, quello sul peggior difensore della qualità di
vita americana.
colzani Scrive: November 18th, 2009 at 12:36 pm
Buongiorno roberto,
…
In ogni caso ad oggi quei preziosi metalli arrivano da li e nessuno è in grado di prevedere quando e dove si troveranno nuovi giacimenti (sconsiglio wiki per consultazioni affidabili).
—————————–
La ringrazio della risposta, Colzani.
Ad ogni modo, la citazione da Wikipedia era corretta, gli e lo assicuro (ho lavorato in un passato recente con alcune terre rare, nell’ambito dello sviluppo di magneti permanenti ad alta coercivita’ per applicazioni di fisica degli acceleratori)… non credo che se avessi citato un articolo da riviste specializzate “Acta Metallurgica”, “Advanced Powder Technology”, “Annales de Chimie Science des Materiaux”, o “Rare Metals” (saltando per brevita’ tutte le lettere fra la “a” e la “r”) sarebbe stato di grande aiuto… quanti lettori di questa rubrica ci hanno accesso?
Saluti,
Roberto
Paolo Da Lama Scrive: November 18th, 2009 at 1:23 pm
Egr. Foa,
…
In conclusione per Obama può valere il detto : chi è causa del suo mal pianga se stesso. Gli USA non si sarebbero trovati in questa pietosa situazione di difesa se nel 1999 non fosse passata la legge sulla Deregulation (voluta da Clinton e di cui Obama fu fiero sottoscrittore).
———————————–
Salve Da Lama:
Mi permetta una semplice domanda, una curiosita’:
in che modo Obama fu un fiero sottoscrittore della legge voluta da Clinton?
La ringrazio anticipatamente della risposta.
Saluti,
Roberto
Stimato signor Foa, la risposta alla sua domanda dipende dal grado di follia di indebitare il paese che hanno Obama ed il partito democratico. Piú spendono e piú rapidamente la China avrá il mestolo in mano per il manico, e gli Stati Uniti saranno automaticamente una potenza di secondo piano.
Secondo lo che uno vede succedere nel congresso americano questo momento arriverá nello scorcio del prossimo quinquennio.
Egr. Foa,
credo che Obama sia andato in Cina principalmente per chiedere due cose:
a) Rivalutazione dello Yuan in modo da cominciare anche ad importare, oltre ad esportare.
b) Continuazione ed incremento al sostegno del debito USA.
Per gli USA risulterà vitale trovare un accordo; la Cina, in posizione di forza, ne valuterà la convenienza economica: qualche GM in più a Pechino in cambio, ad esempio, di rivalutazioni di quel Dollaro troppo in discesa e presente in quantità industriali nelle casseforti cinesi.
I temi ecologici e di relazioni internazionali li vedo a contorno ed eventualmente da utilizzare come “merce di scambio” nell’ambito dei ben più imoportanti e delicati temi economici.
Inoltre, insistere sui diritti umani oltre ad essere pericoloso è anche inutile considerato che mai e poi mai la Cina cederà su questo tema.
La commistione tra il dispotico potere burocratico comunista e l’esponenziale crescita economica derivante dall’utilizzo delle più estreme e spietate leggi del mercato è stata e continuerà ad essere la condizione sine qua non dello sviluppo della grande nazione asiatica.
Quindi poche speranze, credo.
In conclusione per Obama può valere il detto : chi è causa del suo mal pianga se stesso. Gli USA non si sarebbero trovati in questa pietosa situazione di difesa se nel 1999 non fosse passata la legge sulla Deregulation (voluta da Clinton e di cui Obama fu fiero sottoscrittore).
Si fa sempre finta di dimenticare che fu quella la pietra miliare della discesa e dell’attuale crisi del potere economico degli States: creò eccessivo potere alle Banche; creò denaro fasullo in circolazione; fece sviluppare un’economia basata sul debito e meno sulla produzione; eliminò i controlli necessari ad un sistema finanziario; allettò milioni di persone delle classi medie e meno agiate con mutui ridicoli; creò disoccupazione e anche casi di disperazione.
Quindi quella maledetta legge Democratica ha prodotto anche implicazioni sociali notevoli.
Inoltre, se il Presidente americano si vanta anche di portare al traguardo una riforma sanitaria che darebbe il colpo di grazia finale alle casse statali e non prende neanche in considerazione, ad esempio, un abbassamento delle tasse per dar fiato all’economia, beh, a questo punto sono affari suoi, vada a chiedere l’elemosina a Pechino.
Male che vada l’economia mondiale si staccherà gradualmente dal motore USA per attaccarsi a quello asiatico. Tanto, noi europei in particolare, siamo sempre stati a rimorchio. Non a caso tanti imprenditori (specialmente italiani, notoriamente creativi e lungimiranti) si stanno spostando nel continenete giallo per i loro business.
Pertanto non credo neppure tanto al fatto che un cambio di locomotiva provocherebbe effetti collaterali rilevanti.
Cordialmente.
La Cina è sempre stata una civiltà con una sua economia,avrebbe potuto tenere testa agli USA ancora molti anni fa,se qualcuno non le avesse imposto il comunismo come in URSS.Il comunismo ha frenato la crescita e bloccato i cervelli.Perchè questo fa il terrore.
Se adesso vogliono anche loro avere il benessere che l’occ.ha sempre avuto ,che male fanno? Certo devono democratizzarsi,ma la democrazia vuol dire DIRITTI,stipendi equi per tutti e libertà di stampa.
Ma è questo che vogliono le multinazioneli che da sempre sfruttano il popolo cinese?
Compresi molti italiani che hanno portato le loro aziende là per risparmiare.
Magari molti politici cinesi vorrebbero la democrazia.E se fossero ricattati?
O fai come diciamo noi o leviamo le tende e ti lasciamo sul lastrico milioni di lavoratori,come sono abituate a fare le multinazionali.
Un cordiale saluto
Buongiorno roberto,
con ogni probabilità il nostro pianeta nasconde immense riserve di terbium, di cerium ecc. ma ad oggi il 95% cviene estratto in Cina. Consideri invece questo fatto, e cioè che la quasi integraleraccolta di prodotti del sottosuolo viene razziata da Billiton e Rio, si prprio quelli che inscenarono il mercatino poi girato a Cinalco. Quando lei compra una commodity da questi colossi non ingrassa le tasche dei pommies o degli australiani ma ingrassa le riserve delle Banche che possiedono questi imperi. In ogni caso ad oggi quei preziosi metalli arrivano da li e nessuno è in grado di prevedere quando e dove si troveranno nuovi giacimenti (sconsiglio wiki per consultazioni affidabili). Per il petrolio ricordo che tra le più grosse riserve conosciute negli anni 70 v’erano quelle nord americane, quelle venezuelane e dal mare del nord BP estraeva già il cosidetto brent e aggiungo che anche in quella occasione venne mostrato lo spauracchio della carestia da greggio per manipolare i mercati e legiferare direttive geopolitiche che tuttora ci influenzano (sono disponibili in libreria gli atti delle commissioni trilaterali degli anni a seguire l’austerity – la beffa del petrolio è lapalissiana). Ovvio è che se rimaniamo sul piano dei conflitti internazionali difficilmente riusciremo a vedere con la stessa chiarezza con cui vedono le grandi lobbies le quali interpretano il mondo come una grande regione compartimentata in aree produttive e guardi che queste non sono le parole di un paranoico complottista ma arrivano da autorevoli eminenze quali Strauss-Kahn, Camdessus, Mandelson e perfino stimate penne quali Ambrose Evan-Pritchard. Anche i nostri più accaniti liberali quali il cavaliere dovranno accettare (credo con suo grande piacere) la ineluttabile supremazia socialista.
Marista è interessante quanto scritto su quel blog e immediatamente ho pensato alla pietra in Elbert County Georgia. Peccato che sia stata posata da un certo RC Christian
grazie
Salve.
Quando Truman azzerò MacArthur per via del intenzione del Generale di dialogare con la Cina prima di passare eventualmente ai mezzi forti tipo nucleare, lo fece anche per non compromettere la situazione tra Russia ed Europa, il risultato di quella politica fu che la Corea venne divisa al 38° parallelo.
Il Messaggio nello Status quo di allora come oggi verso i Cinesi è semplice e conciso: Tu non mi mordi ed io non ti schiaccio la testa.
L’anno scorso ad Ottobre Obama non ricevette appunto per questo il frate mezzo nudo e vestito di rosso, che personalmente come ebbi già occasione di affermare, considero un terrorista psicologico internazionale.
Il frate sapeva della visita di Obama in Cina, sapeva della suscettibilità cinese nei confronti di chi lo riceve in modo ufficiale, se quel frate cercasse veramente il dialogo di espansione con la Cina, allora non dovrebbe cercare di buttare a livelli cosi alti, benzina sul fuoco della Diplomazia mondiale.
Il G2 esiste e presto diventerà un G3, con la Russia, e basta.
Probabilmente Obama, essendone ora il padrone di turno della GM, venderà una parte della Opel Deutschland alla Cina.
La GM la settimana scorsa, ha restituito altri 200 milioni di $ a Berlino e ne rimangono ancora solamente 400 da restituire.
Senz’altro la GM si terrà quel gioiello tecnico di Rüsselsheim, dato che il suo Quartiere generale in Europa passerà da Zurigo, appunto a Rüsselsheim,
Da quando poi ho sentito, che Öttinger, il Presidente del Baden Württenberg e stato tolto, da “Big Mama Angelina”, dalla linea di fuoco Opel Deutschland e mandato alle europee ad uccidere Martin Schülz, tutto mi quadra.
Difatti al congresso della SPd Martin Schülz non fu nemmeno nominato, quello è semplicemete Kaputt.
La nuova parola d’ordine in Europa ora sembra sia, eliminare la sinistra.
E cosi, mentre D’Alema non lo vuole proprio più nessuno tra i piedi, la politica Estera per l’Italia, per ora, anche se un vecchio ultra ottuagenario, crede veramente di poter dalla Turchia, dar lezioni di Politica estera all’ Europa e a “Big Mama Angelina”, che è contraria all’entrata della Turchia in Europa, per ovvie ragioni di sicurezza interna tedesca, e finche l’Europa non imparerà; al di fuori delle barriere che i sinistroidi erigono in continuazione, ad avere una politica estera comune, Obama si fa i fatti suoi, ed ha perfettamente ragione.
Una volta avevamo un cuoco cinese a Bordo, non parlava il tedesco e tanto meno l’inglese, ma cucinava divinamente, anche se divisi da barriere ideologiche e linguistiche, fu anche grazie al suo prezioso contributo in Cambusa, che noi mandammo avanti la Baracca senza tanti problemi di sorta.
Salutönen
Colzani ha scritto:
…
(la Cina) chiude i rubinetti su metalli rari (unica produttrice).
—————————-
Questo e’ un buon argomento di discussione: in realta’ cose simili furono dette per altre sostanze, il petrolio ce l’avevano solo in Medio Oriente, basto’ un blocco dell’export negli anni 70 e fu il collasso per l’economia mondiale… salvo poi trovarne molto in altri posti, Mare del Nord, coste del Brasile, etc…
I costi astronomici, o la penuria di metalli rari dalle fonti note, primariamente sotto controllo cinese, non fara’ altro che far aumentare la ricerca di giacimenti altrove. Le cosiddette “terre rare”, o lantanidi, non sono affatto “rare”… se non mi credete date un’occhiata a
http://en.wikipedia.org/wiki/File:Relative_abundance_of_elements.png
Di certo, paesi vasti come Brasile, Canada, USA, Russia, Australia troveranno giacimenti opportuni quando il mercato li richiedera’. Il tutto, ovviamente, dara’ corso a speculazioni, ma cio’ non ha niente a che fare con la presunta rarita’ di tali metalli.
Saluti,
Roberto
Obama è stato , almeno salvo sorprese, una cartina da tornasole: ora anche chi faceva finta di non capire è stato messo di fronte alla evidenza, è il mondo degli interessi, delle lobby, della Finanza che conduce le danze e tutta la festa elettorale è solo una tragica carnevalata. Obama ha dietro di sè gli stessi consiglieri di Bush, son loro alla fine che determinano le scelte essenziali, che appunto non son cambiate di una virgola, poi c’è il caravanserraglio comunicativo, il teatro della politica.. teatro, rappresentazione che serve solo a raccogliere consenso per le porcate dei potentissimi della finanza, quelli che hanno giocato a zecchinetta con i nostri soldi e continuano a farlo anche grazie alla stupidità del popolo bue che non vuole capire e si lascia trascinare da pessimi soggetti ovunque presenti negli Stati, come ha intuito ed espresso con dizione per me felice, un italiano molto odiato dai teatranti di mestiere , e che per primo ha assimilato la politica ad un teatro. Io però credo abbia sbagliato a non spiegare bene a cosa si riferiva a CHI si riferiva. Perchè io credo che pensasse a quelli che stanno dietro le quinte che ci soffocano e ci usano e i cui spettacoli pervasivi affascinano tanto e trovano tanti estimatori nel povero popolo della nostra morta sinistra molto ma molto più che nei residuati moderati nostrani, che meno si lasciano affascinare in genere dalle “ideologie sublimi” dei furbacchioni matricolati che in nome di certe belle ideuzze hanno costruito una rete , una pania per le persone comuni di modo che il frutto del loro lavoro vada tutto o quasi, nelle rapaci mani dei registi del teatrino di cui sopra.
Pensate che da poco in un blog ho letto questa affermazione a commento di un post che evidenziava molti danni delle multinazional e della cultura dai loro interessi indotta , una lettrice risponde:
“Senza agricoltura intensiva, industrializzazione e supermercati non si nutrono sei miliardi di persone.
Se dovessimo dipendere solo dal campo e dal fiume, in quanti potremmo farlo?”
Il ritorno al campo ed al fiume, inutile dire, non c’entravano niente, ma questa è stata la traduzione e da lì non schioda di certo.. come comunicare?
Marista ha scritto:
…
E questo mentre il su detto sistema annaspa economicamente grazie alle spese ed alle perdite portate dalla massa di diseredati che si vogliono imbarcare? davvero è credibile da una media intelligenza, che costoro,spesso nel loro complesso incolti, poveri, lavoratori in nero, gente da istruire, curare, possa arricchire altri che quel residuato di industria decotta che li paga meno del dovuto e che comunque è destinata ad esser svuotata dalle Banche e simili e buttata nel cestino della carta straccia?
————————-
Salve: concordo con alcune cose che ha detto, ma non con quanto scritto qui sopra. Gli immigrati, clandestini e non, in Italia mandano avanti il paese. Dati ufficiali alla mano, senza di loro i conti INPS sarebbero messi molto male, e con essi le pensioni future degli Italiani.
Saluti,
Roberto
EGR. DOTTOR FOA, PURTROPPO NON SONO PIU’ GIOVANE,DI MONDO NE HO VISTO PARECCHIO E QUELLO ODIERNO DECISAMENTE NON MI PIACE. DI COSE NEGATIVE DA DESCRIVERE VE NE SAREBBERO DELLE INFINITA’ E NON BASTEREBBE CERTO QUESTO SPAZIO.
SECONDO ME, IL MONDO E’ AFFETTO DA UN TUMORE MALIGNO CHE SI CHIAMA “BUONISMO” E PURTROPPO, GLI IMBECILLI CHE LO PREDICANO SONO QUELLI CHE A VOLTE COMANDANO — CERTAMENTE NE VEDREMO O NE STIAMO GIA’ VEDENDO LE CONSEGUENZE ATTRAVERSO LE VARIE “RESE INCONDIZIONATE” ALLE QUALI STIAMO GIORNALMENTE ASSISTENDO, PRIMA DI TUTTE QUELLA NEI RIGUARDI DELL’ISLAM (SANTA ORIANA FALLACI …….. QUANTO MI MANCHI !!!!!!!!).
DI ASSASSINII STRADALI – UBRIACHI E DROGATI – NE ABBIAMO ORMAI UNO AL GIORNO, LA MAGGIORANZA DEI QUALI PROCURATI DAI NOSTRI ACQUISITI E PEGGIORI COMUNITARI (PER LA CUI ANNESSIONE NON RICORDO CHE NESSUNO MI ABBIA CHIESTO PERALTRO DI VOTARE …..!!!! IN FONDO SONO DI NAZIONALITA’ ITALIANA !!!!!!!!!!!).
GLI ASSASSINI CONCLAMATI E CONDANNATI NON SONO POI PUNITI, BASTA CHE SE NE VADANO A PRENDERE IL SOLE SULLE SPIAGGE DI COPACABANA !!!!!!!!
MA E’ POSSIBILE TUTTO QUESTO !!!!!!!!!!!
LE NOSTRE FORZE DELL’ORDINE SONO ESEMPLARI E NON VEDO COME MEGLIO POTREBBERO SVOLGERE IL LORO PESANTE ED AMMIREVOLE LAVORO CHE VIENE POI MORTIFICATO DA INEFFABILI GIUDICI SUI QUALI NON EMETTO LA MIA OPINIONE DATO CHE PENSO SIAMO IN FASCIA ….. PROTETTA !!!!!!!
IO VIVO ALL’ESTERO (FORTUNATAMENTE) ED IN UN PICCOLO PAESE EUROPEO DOVE OGNI IMPORTANTE DECISIONE VIENE SOTTOMESSA E LEGATA AL VOTO DEI CITTADINI – FORSE, LA REGOLA GIUSTA DELLA DEMOCRAZIA NON E’ POI COSI’ DIFFICILE DA ATTUARE – NON LE PARE ????????????
FORSE, ATTUANDO UN SISTEMA SIMILE, AVREMMO UN PAESE CHE FUNZIONEREBBE UN PO’ MEGLIO E SOPRATTUTTO MOLTO PIU’ DIFESO !!!!!!
CON MOLTA STIMA.
Salve Foa:
lei dice che Obama avrebbe messo la sordina a qualunque polemica, dicendo che ”le relazioni fra Stati Uniti e Cina non sono mai stati così importanti per il nostro
avvenire comune“.
Al di la di quello che avrebbe potuto dire in occasione di una visita ufficiale in Cina (che essendo ufficiale deve rispettare un certo protocollo di forma e contenuti, almeno durante le sessioni pubbliche), accontentiamoci di leggere che cosa disse Bush un anno fa, in occasione di una sua visita (assieme al padre e a Kissinger)… secondo me chiarisce parecchie cose…
Dal sito del Washington Post, articolo dell’8/8/2008):
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…
Bush said the two countries have built a constructive, cooperative and candid relationship: “Candor is the most effective where nations have built a relationship of respect and trust.
…
The senior Chinese official attending the dedication, State Councilor Dai Bingguo, said the two presidents’ presence gave a “very special meaning” to the occasion, and the strong relations between China and the United States “would not have been possible” without the efforts of the two Bushes.
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Detto cio’, direi che se le mani di Obama sono legate, come dice lei Foa, lo sono anche grazie a Bush, anzi, ai Bush.
Quanto alla sua domanda finale, il sorpasso della Cina sugli USA, deve definirla meglio, secondo me: sorpasso sul PIL? Tenore di vita? Reddito pro-capite? Ricerca scientifica? Altro?
Saluti, e buon tiro al piccione Obama.
Roberto
Egregio Marcello, un miliardo di persone, un insieme di popoli di antichissima civiltà, una fantasia che spiazza anche un napoletano, una creatività spesso avanti a noi di decenni (la Storia lo dice). A chi sarebbero dietro? Certo, stanno adeguandosi alla nostra economia, più pratico e intelligente del forzare uno schema e, crescendo, si pascono della nostra cultura, della nostra tecnogia e quant’altro.
Il drago cinese spiega le ali.
Speriamo che tra le labbra porti un fiore… e che si tolga la sanguinaria nefanda vernice rossa della dittatura comunista.
Salve. Brava Marista. Salutönen
gentil Marista
concordo in toto.
sostanzialmente non v’è differenza (se non quantitativa – i poveri laggiù sono davvero poveri) e proprio in virtù di ciò che non vedo un modello nuovo che possa alimentare le speranze di rinascita. Torno però a ripetere: il mondo non può permettersi una rivoluzione cinese mentre tollera le nazionalizzazioni di Chavez.
cordialmente
Salve,
Secondo me la Cina ha tanta strada da fare per raggiungere la prima economia mondiale, quella degli Stati Uniti. La dottrina cinese nasce da una rivisitazione economica dei rapporti tra gli Stati Uniti e la Cina: oggi più legati che mai dalla montagna dei Treasury Notes in possesso del gigante asiatico. In virtù di questo legame però, Obama si permette di fare anche pressioni (e raggiungere dei risultati) sul rafforzamento dello yuan e sul quadro di azione tracciato dal G-20.
In modo pragmatico, la Cina subisce le influenze statunitensi: il rapporto di forza tra i due colossi rende deboli e interdipendenti tutti e due. Ad esempio la Cina auspica la conclusione delle pratiche protezionistiche statunitense, mentre Obama richiede un import maggiore cinese, per rilanciare la produzione interna (se l’Asia importa l’1% in più di prodotti “made in Usa”, si creano in America 250.000 posti di lavoro)
Ci indirizziamo sempre di più verso una collaborazione forzata, un G2 (USA-Cina) inserito in un governo mondiale (come giustamente osserva colzani) formato da G-20. Certo che America si vede il suo ruolo ridimensionato ma per niente non lascia lo scettro alla Cina, bensì al G-20.
La UE non deve dimenticare che, dal 1989, gli interessi statunitensi non coincidono più al 100% con quelli europei. Gli Stati Uniti sanno difendere ovunque nel mondo il loro interesse, facendoci credere, a volte, che difendono idee nobili come la democrazia e i diritti dell’uomo. La UE sta diventando matura e sta preparando una politica estera propria, a suo vantaggio.
Cordialmente,
Dekebalos
@ Colzani
Grazie a lei Colzani per la chiara e breve esposizione. Ma , abbia pazienza, lei riconosce che la Cina si muove per la speranza di “ricchezza sfrenata, quella che non conosce limiti e frontiere (intese come moralità), ricchezza edificata sullo sfruttamento e sulla speculazione, passa attraverso le collusioni politiche e per le sofisticazioni. In Cina il sogno di pochi è tradotto nella maggior miseria ed impotenza per la moltitudine senza speranze.” Bene e quale sarebbe invece il sogno dell’Occidente? , anche da noi il motore di quello che sta succedendo è la volontà di ricchezza sfrenata di una minoranza che ha rovinato milioni di famiglie e che si appresta a rovinarne sempre più,gente che ha programmato da decenni questo schifo, indifferente ad ogni sia pur minimo zefiro di moralità, pronta a moltiplicare una moltitudine di disperati da tenere in mano, sudditi amorfi: Non si illuda chi non è stato toccato, è inimmaginabile quello che lor signori unititi e compatti si apprestano a prepararci, che anzi già stanno realizzando.. ed allora, alla globalizzazione si vuole arrivare e probabilmente si arriverà, ma in Occidente dove abbiamo la illusione di esser più liberi, la illusione di godere di un certo benessere, i potenti avranno, come fin ora hanno avuto, mano libera per depredare e deprivare , mentre in Cina a me pare che siano molto meno liberi di deprivare, i Cinesi hanno tirato la carretta dietro ad un sogno, non possono toglierglielo, a noi li hanno già tolti i sogni , e non fanno che dirci che dobbiamo capire, che andrà peggio, perchè così vogliono quelli che possono per i loro interessi, mentre i cinesi se vogliono realizzare i loro scopi,debbono dare qualcosa anche alle masse dei poveri che dovranno essere meno poveri.. noi possiamo benissimo esser più poveri,ci adatteremo come da decenni avviene, tirati dall’anello al naso che portiamo da tempo, illuse vittime di un immenso gioco delle tre carte.. ognuno pensa che sarà l’altro a rimetterci.
Io credo che la presa di coscienza di gran parte degli italiani, quelli che ancora non sono stati toccati, o lo sono stati poco, sarà dolorosissima, ma avverrà troppo tardi.. alla fine noi saremo nel complesso come cittadini molto più poveri dei cinesi e degli Africani, abbasseranno il nostro tenore,mentre basterà che innalzino di poco quello delle masse di poveri nel mondo, pochi ricchissimi, e saranno quelli che si stanno aggiustando i giochi.
una breve considerazione fra le tante che ci sarebbe da fare: Come giudica , economicamente parlando, lei un sistema di governo che fa entrare migliaia di ignoranti e poco preparati immigrati nel suo paese, e lascia andare fuori altrettanti suoi cittadini preparati al lavoro, tanto che fuori dal sistema, vengono ben pagati ed apprezzati in quanto contribuiscono al progresso del Paese ospitante? E questo mentre il su detto sistema annaspa economicamente grazie alle spese ed alle perdite portate dalla massa di diseredati che si vogliono imbarcare? davvero è credibile da una media intelligenza, che costoro,spesso nel loro complesso incolti, poveri, lavoratori in nero, gente da istruire, curare, possa arricchire altri che quel residuato di industria decotta che li paga meno del dovuto e che comunque è destinata ad esser svuotata dalle Banche e simili e buttata nel cestino della carta straccia?
Si impoveriscono le famiglie e si aggiungono nuovi poveri da accudire e sostenere, quanto può reggere un Paese? Pure lo si fa e certa sinistra felice e inconsapevole ( spero) è convinta che questa insensatezza li arricchirà,in realtà non vedono ad un palmo dal naso, presi dai loro miseri interessi, ma alla fine cadranno anche loro, e sarà troppo tardi per rimediare.
Rotola un sassolino, nessuno ci fa caso, poi la frana non si ferma.
Buonasera
La mia opinione è che la Cina non è importante per gli States.
è fondamentale per le banche.
Bush e Clinton prima di lui, non si discostano molto dalla politica di ObaMao. Sono solo cambiate le pressioni e gli equilibri contabili internazionali. La lista degli ammiratori del socialismo reale annovera nomi del calibro di Kissinger, Soros, Strauss-Kahn mentre tra i connazionali troviamo Prodi e Berlusconi i quali considerano il gigante giallo “nostro amico”, Frattini addirittura, al pari di Rockefeller, un modello da seguire! La Cina sta facendo incetta di paesi africani e di commodities e naturalmente le viene concesso, stringe accordi con Ahmadinejiad e Chavez e l’elite globalista lascia fare, apre le porte a tutti i grandi monopoli terrestri e si impossessa della migliore tecnologia, gestisce le migliori think tank e chiude i rubinetti su metalli rari (unica produttrice). Si sta compiendo il più colossale spostamento produttivo e non proviamo dolore. Qual è il sedativo? Reciprocità, il tutto funziona se c’è solidarietà, i cinesi compran cartaccia e gli americani la pagan per buona. Ora chi tiene per le palle chi?
Obama, e credo di pensarla come il Dante, è l’uomo che chiude il cerchio e da buon uomo del cambiamento perfeziona il trilateralismo, G2+1: UNA militare, UE finanziaria, UA produttiva. Visto in questa ottica mi sembra che le mosse pan atlantiche siano assolutamente in sintonia.
Per concludere sulla sua domanda, credo che siamo giunti ad uno stadio tale che non possiamo più parlare di competizione internazionale e che ci sia o meno il sorpasso sia oramai irrilevante.
Gentile Marista, mi perdoni ma è incorretto quanto auspicato nel suo intervento. In Cina il governo ha generato una speranza, è vero e si adopera per fornirla a chi si inchina alle logiche di partito. Questa speranza è la ricchezza sfrenata, quella che non conosce limiti e frontiere (intese come moralità), ricchezza edificata sullo sfruttamento e sulla speculazione, passa attraverso le collusioni politiche e per le sofisticazioni. In Cina il sogno di pochi è tradotto nella maggior miseria ed impotenza per la moltitudine senza speranze. Paradossalmente oggi in Cina il partito è più forte ed ha più consensi di quando governava Jang e ancor più grottescamente gli States hanno tutto l’interesse che lo status quo non si ossidi…questa crisi è figlia di scelte precise e ben oculate e, parafrasando Disraeli, non è capitata per sbaglio o inavvertitamente. Il risultato è un gran coro levarsi all’unisono da Tokio a LA: global governance.
grazie
Fintantoche’ gli USA non risolvono il problema dei loro squilibri di bilancio, diverranno sempre piu’ dipendenti dai capitali asiatici. Negli anni ’80 gli USA divennero dipendenti dei capitali giapponesi, adesso di quelli della Cina, che fra l’altro ha quasi raggiunto il Giappone in GDP, e quindi si appresta a divenire la seconda potenza economica del mondo. L’unico che fece qualcosa per liberarsi dall’incipiente subordinazione dell’America ai capitali esteri (soprattutto di provenienza asiatica) fu Clinton. Fu lui l’unico presidente negli ultimi 40 anni che, con successo, rovescio’ il trend del debito pubblico. E’ dal 2001 che siamo tornati sui vecchi sentieri. Vedremo che fara’ Obama quando l’economia si riprende. Se continuera’ con le politiche di debito di molti dei suoi predecessori, o se seguira’ le orme della lungimirante amministrazione Clinton. Speriamo di si’. Gli uomini nel suo circolo sono gli stessi. Vedremo.
il Presidente Obama credo sia stato nella storia degli Stati Uniti il primo ad essere censurato nei suoi discorsi senza peraltro aver minimamente protestato per l’accaduto, domandarsi pertanto se e quando averrà il sorpasso è ormai anacronistico, siamo ormai alla genuflessione.
la cina è vicina ma noi lontano molto lontano e al buio .
Già dopo il primo articolo del 23 ottobre 2009 che rivelava la storia della centrale elettrica di Sparanise in provincia di Caserta, sorta grazie a un accordo trasversale, il 3 novembre i senatori Felice Belisario (capogruppo dell’Idv) ed Elio Lannutti avevano presentato un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio e ai ministeri dello Sviluppo economico e della Salute per sapere quali iniziative intendesse adottare il Governo.
L’interrogazione ricordava la plusvalenza di 9,3 milioni di euro incassata dalla società SCR grazie alla vendita dei terreni sui quali è sorta la centrale da 800 megawatt contro la quale si opponeva la popolazione locale. I due parlamentari, dopo aver ipotizzato che dietro SCR ci sia la famiglia Cosentino, ricordano che la centrale di Sparanise “emette più di un milione di metri cubi l’ora di gas inquinanti, causa principale delle piogge acide, responsabili di ingenti danni all’ambiente e ai prodotti agricoli”. La società Hera Comm Mediterranea (50% di Hera e 50% della SCR, vicina ai Cosentino tanto che in consiglio siede il fratello dell’onorevole) è diventata più imbarazzante dopo la richiesta di arresto per il sottosegretario.
A Bologna, il capogruppo dell’Idv in provincia, Giuseppe De Biase, ha posto il problema. Anche il capogruppo dell’Idv nel comune di Modena (azionista di Hera) Eugenia Rossi, ha interpellato il Sindaco per sapere se era a conoscenza dell’affaire. E se sia in grado di dire chi sono i padroni della Scr. “Dopo l’interrogazione”, racconta Rossi, “nessun politico né del Pd né del Pdl ha detto una sola parola. Anche i media sono stati in silenzio. E’ un tabù.
dott. Foa,
avendo (purtroppo) molti più anni di Lei mi sono fatto
un’opinione del governo USA derivata da letture storiche e visione diretta degli avvenimenti succedutosi in questi
ultimi decenni attraverso i “media”.
Opinione chiaramente non è realtà dimostrata, ma un giudizio formatosi attraverso la raccolta di notizie e
fatti; quindi dico la mia opinione sperando di non
essere sommerso da insulti dagli altri frequentatori del
blog: ” I presidenti USA di estrazione democrarica sono
sempre stati quelli, a loro dire, tolleranti delle opinioni
degli altri Stati tranne poi trascinare il loro paese in
guerre od in allarmi mondiali. Kennedy che si prese un
fracco si sberloni dall’URSS e poi all’ultimo istante rischiò una guerra nucleare mondiale.La disavventura vietnamita fu voluta da Kennedy, Jhonson e compagnia
bella. Il tanto vituperato Nixon stipulò la pace. Reegan
colpì preventivamente………. Gli esempi sono tanti…..
Ricordiamoci anche di Truman con la guerra di Corea; quando
giunse il momento di vincerla non ebbe il coraggio e preferì una pace che stiamo pagando ancora oggi con la super Cina. Che dire poi del tanto esaltato Roosvelt? Vi ricordate che tenne gli USA in un isolamento quasi totale
per oltre dieci anni e che con misure vessatorie obbligò il Giappone ad attaccare Pearl Harbor; lui se ne fregò del Giappone tant’è vero che la guerra asiatica inizialmente languì. Gli interessava solo salvare la Gran Bretagna e tarpare le ali al nazionalsocialismo di Hiler e tenne in
vita con gli aiuti l’agonizzante comunismo di Stalin.
Obama farà lo stesso (se non lo cacceranno prima); sarà
succube della Cina, poi gli Usa decideranno di consolidare
il loro debito estero e cercheranno di spazzar via la Cina
come potenza mondiale. Ritengo Obama un Presidente
peggiore di Carter, il chè è tutto dire. Spero di
sbagliarmi ma questa è la mia opinione”
Ed adesso lapidatemi
Francesco
La Cina avanza , ma sospetto non si limiti ad avanzare economicamente, ho la sensazione , e posso sbagliare, che la grande differenza attualmente tra la Cina e l’occidente, è che quella che, pur non facendo sostanziali concessioni ai c.d diritti civili, stia invece concentrando notevoli forze per assicurare al maggior numero possibile dei suoi abitanti un migliore standard di vita. Insomma , non hanno tolto ai cinesi la speranza, non gli hanno tolto il futuro o segato le gambe per favorire quattro economisti che hanno giocato a zecchinetta con i soldi degli altri, questo gli potrebbe assicurare quel di più che, unito alla disinvoltura nelle questioni dell’inquinamento delle quali se ne infischiano apertamente senza le finzioni e le ipocrisie nostrane ed americane, farà la differenza e permetterà probabilmente alla Cina di porsi come grande potenza alla pari o anche sopra all’america, e questo in tempi manco troppo lunghi.
Penso che la lungimiranza Cinese, la politica di accumulo di materie prime, di nuove relazioni con il sud America, di infiltrazione in Africa, e a quanto pare di non scontro con la Russia, pagherà a tutto scapito della America e temo anche nostro.. per quanto nella mia ignoranza di queste cose , mi viene il sospetto, così a senso, che chi sa che a noi possa andare meglio una vicinanza con dei pragmatici piuttosto che con dei pasticcioni con la testa fra le nuvole, che sembrano vivere del ricordo del tempo che fu e che loro stessi hanno per primi distrutto. La crisi che viviamo è figlia a quanto pare delle scelte sbagliate di certo ambiente economico americano, ma anche europeo.. non è gente, nè quella americana, nè quella europea, che ha dato buona prova, non è gente che sembra aver ancora capito che pasticcio ha creato, non è gente che vuole assumersi responsabilità, almeno così pare per Obama, per i nostri superburocrati europei ed i loro sinistri accoliti… quasi quasi rispetto a costoro mi diventano simpatici i cinesi, è da un bel po’ che , diritti umani a parte, ci penso.. se sistemassero la questione Tibetana, potrei tifare per loro.. forse
Caro Foa, ormai e’ chiaro che non si tratta di “superamento” ma di “allineamento”.
Il “capital-socialismo” modello Pechino e’ ormai alla porte, like it or not, con qualche decennio d’anticipo sul previsto.
L’unico baluardo potrebbe essere lo spirito di frontiera del pioniere americano, se ce n’e’ rimasto ancora un po’.
Staremo a vedere nel 2010.