Il Nobel a Obama, un bel discorso ma quanto coerente?
In queste occasioni Obama dà il meglio di sè: a Oslo ha pronunciato un discorso alto, bello, coinvolgente. Ma mi chiedo: quanto coerente?
Obama ha invitato a non perdere la fiducia nel pacifismo che guidò grandi
figure come Mahatma Gandhi e Martin Luther King: «La non violenza praticata da uomini come Gandhi e King potrebbe non essere stata possibile in ogni circostanza, ma l’amore che predicarono – la loro fede nel progresso umano – deve essere
sempre la stella che ci guida nel nostro viaggio. Perché se perdiamo questa fede, se la respingiamo come sciocca o naif, se divorziamo dalle decisioni che prendiamo sulla guerra e sulla pace – allora perdiamo il meglio dell’umanità. Perdiamo il nostro senso della possibilità. Perdiamo la nostra bussola morale». «Mi rifiuto di accettare la disperazione come la risposta finale alle ambiguità della storia», ha dichiarato Obama, incitando a non rinunciare a cercare «la scintilla divina che ancora è accesa in ognuna delle nostre anime».
Stupenda frase. Obama ha anche dichiarato che «nessuna guerra santa può mai
essere una guerra giusta». Condivido. Però alla fine ha difeso la sua guerra in Afghanistan. “Quando la forza è necessaria, abbiamo un interesse morale e strategico a impegnarci a certe regole di condotta. E anche quando affrontiamo un avversario maligno, non possiamo farlo senza regole. Credo che gli Stati Uniti d’America debbano rimanere portabandiera nella condotta di guerra“.
Un pronunciamento quasi inevitabile per un grande Paese come gli Usa. Ma tutt’altro che cogruente. Un leader che si arroga il diritto di stabilire quali guerre siano giuste e quali no potrà diventare, forse, un grande statista, ma non può essere certo considerato, a inizio mandato, un Nobel per la Pace. L’ho già scritto e ora ne sono ancor più convinto: era meglio non darglielo.

Ma si… possiamo darglielo quel premio per la pace….tanto a quel premio non ci crede più nessuno. Se lo hanno dato ad Arafat lo possiamo dare tutti
In un certo senso per me lo merita: a) Obama è un bell’uomo ( la cosa più importante), b) ultimamente ha detto che non è stato eletto per garantire i privilegi delle grandi banche….(10 e lode per le buone intenzioni)
Questa cosa mi fa immediatamente pensare alle grandi banche svizzere. Ah quale servizio offrono ai loro clienti!! Quale accoglienza…lusso e che servizio! Per esempio, un piccolo gruzzolo di 10.000 fr è talmente al sicuro nelle loro mani che se non investito in meno di 10 anni è destinato a scomparire in ogni caso visto che le spese di mantenimento del conto sono di circa 1500 euro per anno. Mi viene da ridere nel pensare a questo mondo e tutti quanti hanno pianto dopo aver visto svanire tutti i loro risparmi.
Si, la guerra, quella contro le grandi banche mondiali e necessaria. E’ questa la guerra giusta, ma Obama in quell’occasione ha sbagliato mira!
Visto che questo thread riguarda bHo e il suo Nobel…
Qualcuno ha visto Cindy Sheehan di recente…? (Su qualsiasi canale)
Cheers.
Francesco_P Scrive: December 12th, 2009 at 10:49 pm
…
P.S. Il problema del ridurre la petrolio dipendenza mondiale é fondamentale. Ma non sono certo iniziative fumose e demagogiche come quelle del vertice di Copenaghen che possono risolverla.
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Salve:
la petrolio-dipendenza, come la chiama lei, non ha soluzioni tecnologiche immediate allo stato attuale.
Ci resta solo la diminuzione volontaria dei consumi, ma anche quello sarebbe solo un palliativo che non farebbe altro che spostare nel tempo il problema.
Da qui al 2050 serviranno, al pianeta, circa 17 terawatt di potenza elettrica installata (secondo certe stime abbastanza ragionevoli). Se dovessimo partire da zero oggi, significa una centrale da 1 GW elettrico al giorno, ogni giorno, fino al 2050. Notare che, da parte sua, e’ proprio quello che la Cina sta facendo da un po’ di tempo, dato che hanno messo in funzione quasi una centrale da 1 GW alla settimana. Peccato che la stragrande maggioranza della nuova potenza elettrica cinese utilizzi il carbone… cioe’ l’ultima cosa da fare per cercare di risolvere il problema del riscaldamento del pianeta.
Saluti,
Roberto
Egregio Roberto, dell’import giornaliero degli USA solo il 10% viene dall’area del Golfo su una media giornaliera di 9,765 milioni di barili del 2008 (9,045 nel 2009). Di contro la media della produzione domestica statunitense é stata di 4,942 nel 2008 ed é di 5,294 quest’anno (fonte EIA).
Faccio comunque ammenda di non aver fatto la lista, ma avrei dovuto farla anche per l’Europa, la Cina, l’India, il Giappone, ecc. La ringrazio per la precisazione.
Saluti vivissimi
P.S. Il problema del ridurre la petrolio dipendenza mondiale é fondamentale. Ma non sono certo iniziative fumose e demagogiche come quelle del vertice di Copenaghen che possono risolverla.
perdoni francesco_p, ma la mia preoccupazione non era l’austerity ma il disastro umano. in ogni caso le garantisco che il BDI alle tariffe attuali ha pe
Francesco_P Scrive: December 12th, 2009 at 3:28 pm
Egregio Colzani,…
…
Gli USA, invece importano prevalentemente dal Centro e Sud America, Venezuela in testa, dalla Nigeria, dalla stessa Russia e solo in piccola parte dall’rea del Golfo, pur essendo cointeressati nella gestione del commercio mondiale.
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Salve: una piccola precisazione alla vostra interessante discussione… nel 2008, alla voce “crude and oil products” gli USA hanno importato, in ordine decrescente… 1) Canada; 2) Saudi Arabia; 3) Mexico; 4) Venezuela; 5) Nigeria.
Se dovessero venire a mancare anche solo i >900 mila barili dei paesi OPEC del Golfo, per gli USA sarebbero sugarless cocks a non finire (e noi a seguire).
Saluti,
Roberto
Saluti,
Roberto
Davide K Scrive: December 11th, 2009 at 10:09 pm
…
Nell’articolo, ad esempio, si dice che È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera, che è una cosa un tantino assurda.
.
Le teorie “signoraggiste” e concetti come questi sono sbagliati. Portano a rimedi peggiori dei mali che intendono curare, e sono pronto a dimostrarlo a chiunque.
Fate scrivere a Carlo Lottieri di queste cose, che è meglio
——————————–
Ben detto, Davide K:
queste sono le teorie economiche della banda Tvemonti+Lega… uno pensava di risolvere i problemi del paese stampando la banconota da 1 Euro, gli altri volevano il ritorno alla vecchia lira… si puo’ essere piu’ sprovveduti di cosi’?
Saluti,
Roberto
Egregio Colzani, l’eventuale scoppio di un grave conflitto in MO sarebbe molto diverso dalla prima e seconda guerra del Golfo e dalle operazioni in Afghanistan, che non dispone di riserve petrolifere. Nei conflitti del Golfo, l’Arabia Saudita ha sempre mantenuto alta la produzione e non si é mai verificato un blocco dello Stretto di Ormuz. E’ bastata l’invasione del Kuwait (2,7% della produzione mondiale), per creare una carenza a livello mondiale in un periodo in cui c’era una certa sovracapacità produttiva, a differenza di oggi. Nella guerra fra Iran ed Iraq, invece, il transito dallo stretto di Ormuz fu rallenatato, anche se non si arrivò mai ad vero e proprio blocco.
Le stime della produzione di petrolio per il 2008 dei paesi potenzilmente interessati da un grande conflitto nell’area sono, espresse in milioni di barili al giorno:
Arabia Saudita 10,780
Emirati Arabi Uniti 3,046
Iran 4,174
Iraq 2,385
Kuwait 2,741
Oman 0,761
Qatar 1,208
Yemen 0,300
cioé 25,395 milioni di barili al giorno, circa il 29,18% della produzione mondiale.
La maggior parte di questo petrolio passa per lo Stretto di Ormuz passa, principalmente con destinazione India, Cina, Giappone, ecc., ed in minor misura l’EU, essendo la Russia il maggior fornitore. Gli USA, invece importano prevalentemente dal Centro e Sud America, Venezuela in testa, dalla Nigeria, dalla stessa Russia e solo in piccola parte dall’rea del Golfo, pur essendo cointeressati nella gestione del commercio mondiale. L’Iran e lo Yemen sono i soli Paesi che dispongono di porti attrezzati sull’Oceano Indiano, fuori dallo Stretto di Ormuz. La capacità degi oleodotti nell’area per bypassare lo stretto é limitatissima, ma non dispongo di cifre ufficiali.
Il problema di non far sorgere un grande conflitto in MO rappresenta dunque una priorità a livello planetario; vista la dipendenza della Cina dal petrolio del Golfo e quella della Russia (9,790 milioni di barili al giorno) dal buon andamento dell’economia europea.
I numeri sono tali da far sorgere brutte preoccupazioni, anche se si spera che la situazione sia “raddrizzata” prima che sia troppo tardi. Se poi venissero coinvolti anche l’area caucasica ed i Paesi dell’asia centrale, i guai sarebbero terribili.
Saluti vivissimi
Per Onkobo
Da notare l’accostamento Hitler/al Qaeda. E la frase “il male esiste nel mondo” sottintende “tranne che negli USA”.
–
Infatti,i creatori di al Qaeda sono gli stessi di Hitler,e anche del comunismo.Peccato che gli USA pur sapendo che il male esiste nel mondo,non fanno nulla per eliminarlo,anzi lo creano e lo finanziano.Condannano solo chi si ribella al loro potere economico e alle loro banche.
Hitler e al Qaeida sono criminali e come tali vanno condannati e gli si deve far la guerra.Lenin e Stalin no.
Sic! Deus vult! Anco nobis volemus ire a la novella cruciata quia bellum de deus semper justum est! Et noster deus multo melio de li alteri falsi divi et buciardi est quia dico vobis imo omnes a la novella cruciata et nechiamoli quanti sunt, isti infedeli inimici de lo magno populo neomondano! Minus male quia magno duce neomondanus “pro pace nobel” havvi recipiuto et toto lo mondo justum bellum existere havvi dimontrato. Sed nosto bello multo melio de li altra est quia deus vult! Et si aliquno a dicere lo contrario se esperisce, subite lo neco quia in justo sum!
Ma in fondo ha ragione: siamo più di sette miliardi, le pestilenze ormai sono solo mediatici flop annunciati e la medicina (non i medici, badate bene) fa miracoli. Finirà che dovremo prenderci tutti a gomitate per mantenere un esiguo spazio vitale. La guerra giusta per la sopravvivenza. Torneranno di moda i vecchi motti romani (vuoi vedere che avevano ragione?) “si vis pacem para bellum” e “mors tua vita mea”. Ma nel mondo naturale la vita è anche questo.
Siamo alle solite: si deve dare “una morale” agli atti degli uomini ma, tanto per dire, antiche filosofie orientali la mettono almeno tre gradini sotto, con disprezzo, superiore solo allo sfacelo (che faremo: salire o scendere un gradino?)
PS: che avrebbe detto la nostra kultura se il premio nobel alla pace-da-guerra-giusta l’avessero dato a mr Bush jr?
…naturalmente scherzo su tutto…
Buongiorno a tutti,
pur non essendo un simpatizzante obamiano devo dire che il presidente U.S.A. si sta dimostrando un uomo di grande buon senso e credo che sarà premiato per questo suo comportamento. Per ciò che riguarda la politica economica non direi, è il più socialista dei socialisti e probabilmente potrebbe pagare uno scotto, anzi lo pagheranno in futuro gli americani se passasse l’infausta riforma della sanità.
Ma in quanto alla politica estera credo sarà premiato.
Tre esempi per tutti: l’aumento del contingente in Afghanistan, la politica di dialogo limitato con l’Iran e il ritardo della chiusura di Guantanamo.
A ruota, con perfetto tempismo, ti butta qua e là un discorso di alto profilo in qualche parte del mondo che ammortizza l’effetto di azioni impopolari e apparentemente di natura “guerrafondaia”, assolutamente necessarie ma in contrasto con i suoi retorici comizi pre-elettorali.
E il gioco è fatto.
Non voglio esagerare ma Obama può diventare, in politica estera, il miglior Presidente democratico USA degli ultimi decenni.
E forse, per tornare in tema, il premio Nobel alla fine è stato un disturbo alla sua linea di condotta ben pianificata.
E tutto sommato gli ha dato anche fastidio riceverlo.
Cordialmente.
R. Goretti Scrive: December 11th, 2009 at 10:07 pm
…
PS: Dante e Roberto! Sempre a beccarvi eh?! Ma quante volte devo dirvi che la politica e` come la religione: ci viene inculcata da piccoli, dopodiche`, ci dicano quel che ci dicano, continuiamo sempre a vedere quel che vogliamo vedere, a sentire quel che vogliamo sentire, e a pensarla come l’abbiamo sempre pensata. Di conversioni religiose infatti se ne vedono pochissime. Comincero` a credere in quelle politiche quando Dante si prende la tessera del partito Democratico (non importa se quello americano o italiano). O quando roberto diventa un fan di O’Reilly su FoxNews.
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Scherzi? Io, quando abitavo negli USA o ci vado per lavoro non mi perdo Faux News per nulla al mondo.
Qui in Francia mi consolo con le “news” bilanciate e obiettive (non di parte, come quei comunisti del TG3) di Emilio Fede.
Saluti,
Roberto
Teorie. Teorie in un universo economico diretto da banchieri. Tutto è dimostrabile ed il suo contrario. Ed il contrario è sbagliato e fuorviante, proprio come le infernali politiche economiche di Chavez o Ahmadinejiad, giusto?
Purtroppo il signoraggio non è un concetto economico ma una vera e propria truffa, è come voler dimostrare schemi elettrici alla mano che siccome non è scattato l’allarme nessuno mi è entrato in casa! serenamente
“…lo scoppio di un grande conflitto regionale in MO, magari con lancio di testate nucleari, creerebbe una grave carenza di combustibili a livello mondiale”
e di cosa abbiamo paura? L’ultimo conflitto in Iraq ha testimoniato al più massiccio rilascio di arsenale bellico, multiplo delle due WW messe insieme. In Afghanistan si procede a ritmi offensivi maggiori del Vietnam.
Naturalmente Obama stava stuzzicando l’Iran nel suo pacifico discorso. Di cosa abbiamo paura allora, dell’Iran nucleare che in ogni caso verrà assaltato a breve? Degli arsenali nucleari di India, Pakistan ed Israele no di certo, sono nostri amici. Della Libia armata da HM the Queen? Ben venga la carenza poi se l’alternativa è quella di una cap ‘n’ trade estesa anche all’Europa. Ma siamo sicuri che l’Unicom non ha nulla a che fare? cordialmente
onkobo – L’ultimo periodo che lei cita é molto importante perché rappresenta la svolta verso un Obama più realista.
E’ giusto tendere la mano a tutti meno quelli che hanno come unico scopo la distruzione e l’oppressione.
Come non ho esistato a criticare Obama quando ha mostrato il lato debole del pacifismo, così vedo con favore la capacità di tenere la “barra dritta” fra gli errori dell’unilateralismo e quelli della complice rassegnazione pacifista al dominio dei peggiori.
Mi attendo che alle sagge parole seguano fatti concreti perché i rischi a cui il mondo sta andando incontro sono molto più gravi di quello che normalmente si é portati a pensare. Anch’io non vorrei credere a me stesso, ma poi qundo penso al quadro geostrategico ed alle implicazioni sull’approvvigionamento energetico mondiale, devo ammettere che i rischi sono pesantissimi.
Lo scoppio di un grande conflitto regionale in MO, magari con lancio di testate nucleari, creerebbe una grave carenza di combustibili a livello mondiale, tale da far collassare l’economia ben più di quanto non siano riusciti a farlo gli speculatori finanziari. Una crisi di tali proporzioni potrebbe portare ad acuire le tensioni economiche e politiche fra i diversi attori dello scacchiere mondiale, fino alle estreme conseguenze. La politica che accomuna i persiani sciiti di Ahmadinejad con gli arabi sunniti qaedisti è proprio quella di logorare l’occdente, per poi spingere le potenze mondiali in un vasto conflitto fra di loro, in modo di aumentare il proprio peso.
Quando ci si trova di fronte a rischi così gravi ed a situazioni che s’avvitano come un mulinello, la storia può prendere direzioni opposte: una é quella del precipizio, l’altra é quella dello sforzo comune per invertire la spinta ed uscire dal gorgo.
Saluti vivissimi
P.S. Comunque Obama non ha alcuna responsabilità nell’assegnazione di un premio kafkiano. Non sarebbe stato neppure diplomaticamente corretto rifiutarlo.
Passo testuale riguardante Martin Luther King nel discorso di Obama:
http://www.msnbc.msn.com/id/34360743/ns/politics-white_house/page/2/
Da notare l’accostamento Hitler/al Qaeda. E la frase “il male esiste nel mondo” sottintende “tranne che negli USA”
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There will be times when nations – acting individually or in concert – will find the use of force not only necessary but morally justified.
I make this statement mindful of what Martin Luther King said in this same ceremony years ago – “Violence never brings permanent peace. It solves no social problem: it merely creates new and more complicated ones.” As someone who stands here as a direct consequence of Dr. King’s life’s work, I am living testimony to the moral force of non-violence. I know there is nothing weak -nothing passive – nothing naïve – in the creed and lives of Gandhi and King.
But as a head of state sworn to protect and defend my nation, I cannot be guided by their examples alone. I face the world as it is, and cannot stand idle in the face of threats to the American people. For make no mistake: evil does exist in the world. A non-violent movement could not have halted Hitler’s armies. Negotiations cannot convince al Qaeda’s leaders to lay down their arms.
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P.S. A quanto pare e’ permesso un solo link per commento, vero?
onkobo Scrive: Il tuo commento e’ in attesa di moderazione. December 12th, 2009 at 12:14 am
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Sto forse violando qualche norma di netiquette?
Passo testuale riguardante Martin Luther King nel discorso di Obama:
http://www.msnbc.msn.com/id/34360743/ns/politics-white_house/page/2/
Da notare l’accostamento Hitler/al Qaeda. E la frase “il male esiste nel mondo” sottintende “tranne che negli USA”
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There will be times when nations – acting individually or in concert – will find the use of force not only necessary but morally justified.
I make this statement mindful of what Martin Luther King said in this same ceremony years ago – “Violence never brings permanent peace. It solves no social problem: it merely creates new and more complicated ones.” As someone who stands here as a direct consequence of Dr. King’s life’s work, I am living testimony to the moral force of non-violence. I know there is nothing weak -nothing passive – nothing naïve – in the creed and lives of Gandhi and King.
But as a head of state sworn to protect and defend my nation, I cannot be guided by their examples alone. I face the world as it is, and cannot stand idle in the face of threats to the American people. For make no mistake: evil does exist in the world. A non-violent movement could not have halted Hitler’s armies. Negotiations cannot convince al Qaeda’s leaders to lay down their arms.
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Sulle food banks in USA, ecco le ultimissime sulla situazione in California: numero di famiglie “clienti” triplicato rispetto al 2006, file lunghe fino a 200 m. Dati e video qui:
http://www.turnto23.com/news/21926224/detail.html
Salve.
Sul Nobel e sulla politica di Obama in Germania qui la pensano cos:
61% a favore
31% contro
9% indecisi.
Mi sa tanto peró che quì abbiano inciso molto i suoi discorsi, dal 45 in poi quì la speranza di Pace e l’ultima a morire i vari documentari che quasi ogni giorno si susseguono in tv dimodtrano cjhe la Gente qui vuol sapere come diavolo è a potuto succeder una casa simile, senza se e senza ma, ma sopratutto, senta scuse fasulle.
Sul operato di Big Mama Angelina.
37 % a favore
28% contrari
9% formato da FDP, sinistroidi vari e Verdi, decisamnete contri.
Da questo si nota che Obama raccoglie più consensi in Europa tra gli anglosassoni che a Casa sua con la sua Gente negli SU.
Roba da matt.
Il prossimo politbarometer verra pubblicato il 15 gennaio 2010.
http://www.zdf.de
Salutönen
Egregio Roberto, il Caudillo fra tutti i suoi delitti fece almeno una cosa giusta: riuscì a tenere la Spagna fuori dalla II GM! Mussolini invece non riuscì a fare nemmeno quello. Per fortuna che ci sono i bignamini revisionisti: sennò l’unico testo storico sarebbe la “Storia del partito comunista bolscevico dell’URSS” di Iosif Vissarionovic Dzugasvili, detto Stalin! Quand’ero giovane lo si poteva comprare tradotto in italiano alla CUEM. Ma se ti vedevano i Trotzkisti erano guai …
Saluti
Ciao Goretti… piacere risentirti (ti ho scritto qualcosa nella stanza di Porro)
Per quanto mi riguarda, la mia brava tessera CGIL ce l’avevo qundo ero in Italia, cosi’ come ho fatto la mia quota parte di cortei e occupazioni… basta?
L’anno prossimo vengo in California a trovare un paio di parenti — ci possiamo incontrare?
Parlando di riconoscimenti, oggi il Giornale ha alzato la testa e forse forse il suo patron ha deciso di giocare a carte scoperte
http://www.ilgiornale.it/economia/provocazione_quella_sovranita_moneta_mani_private/11-12-2009/articolo-id=406009-page=1-comments=1
Possiamo criticare il Berlusca per il conflitto di interessi, per le sue esuberanze e per le sue scappatelle ma non ricordo un giornale di sinistra, ilsole o il giornale per eccellenza mostrare gli attributi e fare giornalismo vero.
complimenti alla redazione e scusi il fuori tema Foa, non ho saputo resistere.
Mi perdoni Marcello, ma neanch’io ho so resistere
.
Questo articolo mi ha lasciato molto perplesso.
Da un lato sono contento che, quantomeno, si parli un po’ di queste cose. Dall’altro sono dispiaciuto del fatto che si cominci a farlo dando credito ad interpretazioni della realtà del tutto sbagliate e completamente fuorvianti.
Nell’articolo, ad esempio, si dice che È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera, che è una cosa un tantino assurda.
Le teorie “signoraggiste” e concetti come questi sono sbagliati. Portano a rimedi peggiori dei mali che intendono curare, e sono pronto a dimostrarlo a chiunque.
Fate scrivere a Carlo Lottieri di queste cose, che è meglio
Il premio mica se l’e` dato da solo il povero Obama. Gliel’hanno dato i norvegesi. E che doveva fare? Rifiutarlo? Forse! Ma anche in quel caso son sicuro qualcuno avrebbe trovato la scusa per criticarlo. “Damn if you do! Damn if you don’t!” si dice da queste parti. E adesso che ha deciso di accettarlo che dovrebbe fare? Smettere di agire da presidente degli USA e fare il guru della non violenza, alla Gandhi? Ha fatto il suo bel discorso, visto che gode di grandi capacita` oratorie, e poi continua per la sua strada, porti dove porti, facendo gli interessi degli USA, anche se potrebbero essere in antitesi con l’immagine di un “pacifista”. Se i Norvegesi volevano dare il premio a un capo di governo che di sicuro i soldati in guerra non ce li mandava, dovevano dare il premio al primo ministro di San Marino o del Lichtenstein.
PS: Dante e Roberto! Sempre a beccarvi eh?! Ma quante volte devo dirvi che la politica e` come la religione: ci viene inculcata da piccoli, dopodiche`, ci dicano quel che ci dicano, continuiamo sempre a vedere quel che vogliamo vedere, a sentire quel che vogliamo sentire, e a pensarla come l’abbiamo sempre pensata. Di conversioni religiose infatti se ne vedono pochissime. Comincero` a credere in quelle politiche quando Dante si prende la tessera del partito Democratico (non importa se quello americano o italiano). O quando roberto diventa un fan di O’Reilly su FoxNews.
Salve
Eugenia, difatti è cosi, il premio Nobel per la Pace e una gran presa in giro.
Quei soldi dovrebbero appunto darli per la ricerca medica e biologica concreta, non a chi annuncia nobili presupposti e fa discorsi di Pace universale.
Sarebbe bello sentirti più spesso se hai tempo, e tanti auguri.
Ciao.
Salutönen
PS.
X Marina, mi sono accorto che qualche cosa non ha “funziato” nel mio post precedente, e non tutto è stato trasmesso, (nea culpa credo, boh?) intendevo dire:
Hai capito perchè non abbiamo vinto la Guerra?
Con i bambini d’asilo e con gl’impavidi fighetti da paraa o comparsa teartrale, tutti ben lustri ed impomatati non si vincono Guerre ne si mette si in piedi,una Nazione con le palle.
NOn lo so perchè ma devo pensare a loro ogni volta che alla Tv vedo le sflate dei pasdarasni o forze Armate marchiare per i Viali di Teheran, poi magagi bastano quattro ragazzini israeliani con la fionda per farli correre a gambe levate e piangendo a casa, da mamma loro.
Ciao.
Salutönen.
Salve.
Marina,lascia perdere le multinazionali, gl’illuminati i templari e piganatri vari, Obama di Guerre ne ha ereditate due, e quelle non sono polemiche di ragazzini d’asilo ma dannate realtà che nessuno cristiano voleva.
Da quando il pazzo di Teheran poi ha dichiarato apertamente che intende distruggere lo Stato D’Israele, e i Mullah fanatici lo sostengono, se il popolo iraniano non non li elimina prima e mette a tacere quei fanatici religiosi allora una terza Guerra e dietro l’angolo.
Tutti i bambini d’asilo del Mondo poi diranno che un Nobel per la Pace ha iniziato una Guerra, roda da matt.
A proposito, guarda che la seconda guerra Mondiale noi la perdemmo perchè le Truppe italiane erano comandate in gran parte, da troppi fighettini liceali ed universitari che ben lustri ed impomatati facevano bella figura a far parate e discorsi da guerrieri in pavidi nelle Piazze e nei viali, o nei palcoscenici di teatri di periferia a far da comparse, ma non al Fronte ed e per questo che sono successi tanti bagni di Sangue tra i Pendolari e le Comari di Voghera, tanto cari ai parlanti dell’italiano cadenzato e sognatori di Medaglie d’Oro e CVOCI DI FEVVO.
Hai finamlmente capito perch
Per cortesia, roberto, porta pazienza col sottoscritto vecchietto rimbambito…
Sai, alla mia eta’ la memoria fa dei brutti scherzi…
Per esempio, io mi ricordo che le WMD a Saddam gliele avevamo vendute noi (americani), pensa un po’ com’e’ sfasata la mia memoria…
Poi mi ricordo anche che le aveva persino usate (contro certi settori della sua popolazione, diciamo, ehm… riottosi?)
Or mi sovviene (scusa ma la memoria mi viene a sprazzi) — ma durante la prima guerra del golfo, Saddam non aveva trasferito la sua intera flotta aerea in Iran, for safe-keeping…?
Chissa’ perche’ non ha pensato di fare altrettanto con le WMD… tu lo sai?
“Torno a ripetere: gli USA (paese che ti ospita, giusto) sono diretti dal presidente, il Congresso e’ un piccolo dettaglio, che ratifica o al massimo ritarda un po’ le decisioni del commander in chief. Informati.”
Mi sono informato, non ti dico che cosa ho scoperto… hehehe
Qualcuno non è pratico di intelligense. Le armi di distruzione di massa non l’hanno trovate o non conveniva dirlo? Fare affermazioni in questo campo si rischia di essere smentiti dopo poco tempo. In queste cose è meglio sempre stare nel dubbio. Di sicuro ce l’hanno Pakistan e India, allegria. Un saluto.
Dante Scrive: December 11th, 2009 at 6:14 pm
Mi dispiace di controbattere i tuoi dogmi, roberto, che sembrano essere altrettanto (o forse piu’) radicati di quelli filosofico-religiosi di preti, rabbini, e imam.
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… oufff…. che palle ragazzi, con sta storia dei dogmi…
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L’intervento in Iraq fu approvato dal congresso a stragrande maggioranza, inclusi i democratici.
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… ai quali furono raccontate balle colossali: fin qui OK.
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Che poi questi ultimi in seguito si siano “pentiti” alla luce del mancato ritrovamento dei WMD (motivo “ufficiale”), o forse per via del declino dei ratings (motivo per me piu’ plausibile), la dice lunga sui medesimi.
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E dici che io ragiono per dogmi?
Ma non ti vergogni?
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Com’e’ che il duo Bush-Cheney (di cui uno mezzo scemo) e’ riuscito single-handedly ad ingannare tutto il mondo incluso l’ONU che ha emesso sanzioni e ispezioni, ma poi non e’ riuscito a “piantare” un paio di bidoni di chemicals o un paio di testate nucleari, a suggellare l’opera di dissimulazione?
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Il tuo problema, caro Dante, e’ che leggi troppi romanzi e/o guardi troppi film d’azione di Hollywood.
IL’orignie del paio di bidoni di chemicals sarebbe stata appurata con facilita’ dagli esperti della IAEA.
Per quel che riguarda le testate nucleari da portare in giro e “piazzare” con facilita’, non hai idea di cosa parli.
Il duo (di criminali, lo ripeto) Bush-Cheney ebbero vita facile a raccontar balle… infatti tutto quello che dovettero fare fu di convincere i soliti utili idioti, nella fattispecie tony blair o, nel caso italiano, lù allora ministro degli esteri frattini, il quale giuro’ di aver visto le prove che le WMD esistevano, ma non poteva “purtroppo” raccontarne i dettagli perche’ erano notizie segrete… i famosi (per chi e’ un po’ informato sull’argomento, probabilmente una novita’ per te) contratti d’acquisto del yellow cake in Africa.
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Machiavellici nella pianificazione, ma puerili nell’esecuzione…???
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Perche’, da degli imbecilli cosa ti aspettavi?
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Chiamami San Tommaso, ma i vostri dogmi non mi bastano…
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Quello che ti serve, credi a me, amico, e’ un bel reality check!
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Oh, by the way… dal 2006 il congresso E’ in mano ai democratici, anche Barack ha smesso di menzionare gli “otto anni di Bush” da quando si e’ accorto (gli hanno fatto notare) che ormai non “tira” piu’, neanche fra gli aficionados…
—————————-
Torno a ripetere: gli USA (paese che ti ospita, giusto) sono diretti dal presidente, il Congresso e’ un piccolo dettaglio, che ratifica o al massimo ritarda un po’ le decisioni del commander in chief. Informati.
——————————
Percio’ non ti affannare ad aiutarlo, sta facendo un ottimo lavoro di auto-affossamento, tutto da solo…
Cheers.
——————————
Saluti dogmatici,
Roberto
Paolo Da Lama Scrive: December 11th, 2009 at 5:57 pm
Professor Roberto,
nervoso eh ? La capisco.
Se lei non mi c…, non dovrebbe rispondere alle mie “pirlate”. Invece lo fa sempre.
Chi è più pirla dei due? Chi lo è veramente (cioè io) o chi gli sta dietro?
Cordialmente.
—————————–
Raglia pure, asinello.
Cordialmente tuo,
Roberto
Colzani ha scritto:
…
Possiamo criticare il Berlusca per il conflitto di interessi, per le sue esuberanze e per le sue scappatelle ma non ricordo un giornale di sinistra, ilsole o il giornale per eccellenza mostrare gli attributi e fare giornalismo vero.
——————————–
Salve Colzani:
Con “Berlusca” immagino intenda Paolo Berlusconi, l’editore del Giornale, giusto?
Saluti,
Roberto
Mi dispiace di controbattere i tuoi dogmi, roberto, che sembrano essere altrettanto (o forse piu’) radicati di quelli filosofico-religiosi di preti, rabbini, e imam.
L’intervento in Iraq fu approvato dal congresso a stragrande maggioranza, inclusi i democratici.
Che poi questi ultimi in seguito si siano “pentiti” alla luce del mancato ritrovamento dei WMD (motivo “ufficiale”), o forse per via del declino dei ratings (motivo per me piu’ plausibile), la dice lunga sui medesimi.
Com’e’ che il duo Bush-Cheney (di cui uno mezzo scemo) e’ riuscito single-handedly ad ingannare tutto il mondo incluso l’ONU che ha emesso sanzioni e ispezioni, ma poi non e’ riuscito a “piantare” un paio di bidoni di chemicals o un paio di testate nucleari, a suggellare l’opera di dissimulazione?
Machiavellici nella pianificazione, ma puerili nell’esecuzione…???
Chiamami San Tommaso, ma i vostri dogmi non mi bastano…
Oh, by the way… dal 2006 il congresso E’ in mano ai democratici, anche Barack ha smesso di menzionare gli “otto anni di Bush” da quando si e’ accorto (gli hanno fatto notare) che ormai non “tira” piu’, neanche fra gli aficionados…
Percio’ non ti affannare ad aiutarlo, sta facendo un ottimo lavoro di auto-affossamento, tutto da solo…
Cheers.
Dante dice:”Dante Scrive: December 11th, 2009 at 4:11 pm roberto Scrive: December 11th, 2009 at 2:42 pm:
” Salve onkobo:
Sara’ anche come dicono i tuoi indici di approvazione (intendo, da te citati), cio’ non toglie che, senza ombra di dubbio, se la middle-class USA si trova con la merda fino al collo la colpa non e’ certo dei 10 mesi di presidenza Obama, ma degli OTTO ANNI di presidenza Bush (e vicepresidenza Cheney, non dimentichiamolo, altro soggetto buono per il tribunale dell’Aja).”
——
Se gli americani si trovano nella merda,la colpa è esclusivamente loro e solo loro.Perchè votano senza pensare,esattamente come facciamo in Europa.
Se cominciassimo tutti a pretendere l’applicazione di quello che ci promettono in campagna elettorale invece che accontentarsi di fare i pic nic,guardare i grandi fratelli in Tv e litigare per il campionato di calcio,forse le cose comincerebbero ad andare meglio.
Il politico deve dire esattamente quel che ha in mente di fare,ma non deve andare in Tv a spiegare soltanto,deve fare con gli elettori un contratto(come fanno le agenzie immobiliari),un contratto firmato:tu mi dai il voto e mi paghi con le tasse,io ti do questo e quello,se non lo mantieni,o te ne vai o mi lasci i soldi in tasca mia.Così decido io per il mio futuro senza lasciare decidere alle multinazionali il mio destino.
Un cordiale saluto
Professor Roberto,
nervoso eh ? La capisco.
Se lei non mi c…, non dovrebbe rispondere alle mie “pirlate”. Invece lo fa sempre.
Chi è più pirla dei due? Chi lo è veramente (cioè io) o chi gli sta dietro?
Cordialmente.
Parlando di riconoscimenti, oggi il Giornale ha alzato la testa e forse forse il suo patron ha deciso di giocare a carte scoperte
http://www.ilgiornale.it/economia/provocazione_quella_sovranita_moneta_mani_private/11-12-2009/articolo-id=406009-page=1-comments=1
Possiamo criticare il Berlusca per il conflitto di interessi, per le sue esuberanze e per le sue scappatelle ma non ricordo un giornale di sinistra, ilsole o il giornale per eccellenza mostrare gli attributi e fare giornalismo vero.
complimenti alla redazione e scusi il fuori tema Foa, non ho saputo resistere.
grazie
cosa avrebbero detto e scritto i media di tutto il mondo (a cominciare da questo blog, credo) nel caso Obama avesse declinato il Nobel?
“Obama: Il premio Nobel non e’ abbastanza per me”
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Quello che avrebbero scritto i media a me non me ne frega niente(tanto si sa che il 90per cento e forse più dei giornali e delle Tv sono in mano a chi ha dato il nobel a Obama e pure a Begin.
Obama ,se era un vero uomo,presidente della nazione più democratica(?)del mondo,avrebbe dovuto rifiutarlo e chiedersi:Perchè mi date il Nobel per la pace che non ho ancora fatto niente per far finire le guerre finanziate tutte dalle multinazionali che mi hanno dato i fondi per diventare presidente degli USA?
Perchè non lo ha fatto? Eppure mi sembra che non sia più un bambino,ma un adulto capace di intendere e di volere.
Secondo me ,chi decide di diventare capo di stato dovrebbe avere chiaro nella mente che il suo compito è quello di fare l’interesse del suo popolo senza calpestare i diritti degli altri popoli per fare gli interessi di poche famiglie che si sono messe in testa che i beni della terra sono di loro esclusiva proprietà perchè questo Dio glielo ha promesso.Ma io vorrei sapere:Dove sono questi documenti firmati da DIO?
Dove sono????
…mi son dimenticato: marina, lei è troppo forte. Vorrei vederlo anch’io quel documento.
Bravo Franco! Da quando Nobel per la pace fu asegnata a un certo fisico nucleare-padre della bomba idrogena equivalente 50 Hiroshima di potenza o a un certo sr. palestinese di nascita e terrorista di vocazione e professione non si deve sorprendere di nulla. Buon senso abbandonò questo mondo.
Ecco:
http://www.eutimes.net/2009/11/obama-orders-1-million-us-troops-to-prepare-for-civil-war/
Roberto,
non voglio prendere le difese di nessuno, ma non le sembra di far troppo schieramento? Non mi sembra che qualcuno abbia mai esaltato le “grandi qualità” di GW, si è solo fatta notare la continuità politica che Obama ha mantenuto con il predecessore, la incompiutezza delle promesse elettorali (ad eccezione dell’intervento in Afghanistan), la totale sudditanza a WallSt, la completa subordinazione alla lobby della guerra, la incondizionata resa alla ADL e l’ultima mano sulla grande opera neorealista della svendita alla Grande China dei gioielli di famiglia Usa è sua. E’ senza ombra di dubbio due spanne sopra Bush Jr., se non altro non arriva alle press conference ubriaco e si attiene strettamente alle indicazioni del telepromter! Ah, dimenticavo: il suo mentor è Mr Brzezinski e i finanziamenti arrivarono tutti grazie alle indeclinabili richieste di Mr Wasserstein su tutto l’entourage finanziario, e ciò fa davvero di Baruk Hussein il nuovo messia.
Pensi solo a come quest’uomo dei miracoli è riuscito a far rinvenire lo spettro di BinLadin sotto l’azione defibrillante dell’assegno incassato ad Oslo.
Se dovessi dargli un voto direi 10 con lode.
Se potessi scegliere, preferirei averlo come amico…
Paolo Da Lama Scrive: December 11th, 2009 at 4:52 pm
Eccolo di nuovo qui il professorino alternativo di sinistra.
Ma quale sfruttamento, Roberto!
Ma vada a farsi un bel corteo….
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Inutile che cerchi rogne, da Lama: non ti cago minimamente! (oooppsss… ho detto una parolaccia, scusatemi).
Comunque, oggi sono buono: vai a cercare sotto la voce “colonialismo”, pirla!
Eccolo di nuovo qui il professorino alternativo di sinistra.
Ma quale sfruttamento, Roberto!
Ma vada a farsi un bel corteo….
Paolo Da Lama Scrive: December 11th, 2009 at 4:32 pm
Egr. Foa,
…
Cosi come, tra molti anni, la storia premierà chi volle a suo tempo l’intervento in Iraq che assume sempre di più i connotati di una guerra determinante per gli equilibri in quella regione del mondo.
E non solo in quella regione.
Cordialmente.
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Salve:
la storia, fra qualche anno, ricordera’ solo che il giorno 11/12/2009 sono stati messi all’asta i diritti per lo sfruttamento (per decenni) dei campi petroliferi iracheni. Un (il solito) trasferimento di ricchezza da un paese in via di sviluppo verso paesi ricchi.
Saluti,
Roberto
Egr. Foa,
in quanto all’assegnazione del Nobel non c’è più gran che da dire. Non era il caso di darglielo e lui stesso ne è rimasto imbarazzato.
I suoi bei discorsi, invece, sempre di alto profilo ed accattivanti, fanno ormai parte del personaggio carismatico in cui fascino, retorica e convenzionalità la giocano da padroni.
Non andrei tutte le volte troppo a fondo su ciò che dice Obama.
Piuttosto, essendo io un estimatore degli uomini del “fare” e non del “dire”, il fatto che più ho apprezzato è stato quello di vedere come il Presidente abbia intuito l’importanza dell’accelerazione delle operazioni in Afghanistan.
I consigli del Gen. McCrystal non sono passati inascoltati e Obama ha giustamente e prontamente agito di conseguenza con l’invio delle truppe di rinforzo.
Il suo buon senso e l’innegabile intelligenza lo premieranno.
Cosi come, tra molti anni, la storia premierà chi volle a suo tempo l’intervento in Iraq che assume sempre di più i connotati di una guerra determinante per gli equilibri in quella regione del mondo.
E non solo in quella regione.
Cordialmente.
Dante Scrive: December 11th, 2009 at 4:11 pm
roberto Scrive: December 11th, 2009 at 2:42 pm:
” Salve onkobo:
Sara’ anche come dicono i tuoi indici di approvazione (intendo, da te citati), cio’ non toglie che, senza ombra di dubbio, se la middle-class USA si trova con la merda fino al collo la colpa non e’ certo dei 10 mesi di presidenza Obama, ma degli OTTO ANNI di presidenza Bush (e vicepresidenza Cheney, non dimentichiamolo, altro soggetto buono per il tribunale dell’Aja).
Non dimentichiamolo.
Roberto”
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Non dimentichiamoci neanche dei TRE ANNI di congresso democratico.
Senza contare l’appoggio democratico all’intervento in Iraq, anche questo non dimentichiamolo!
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Nice try Dante!
“Dimentichi” che e’ il presidente che fa la politica negli USA, non il Congresso. Quello, al massimo, puo’ cercare di mettergli i bastoni fra le ruote (se e’ in mano all’opposizione e se non e’ connivente).
Prova di nuovo, questa giustificazione dell’operato criminale del duo Bush-Cheney ti e’ andata a buca.
Saluti,
Roberto
P.S.: l’appoggio democratico all’intervento in Iraq? Nice try #2, egregio Dante… peccato che il tuo si sia appoggiato a falsi documenti spacciati per veri… o hai dimenticato la faccenda delle “prove” delle armi di distruzione di massa di Saddam?
Francesco_P Scrive: December 11th, 2009 at 3:25 pm
Gentilissima Marina, l’Italia era riluttante ad entrare in guerra ed all’indomani dello scoppio delle ostilità nel 1939 si dichiarò non belligerante. Fu solo nel giugno 1940 che l’Italia entrò in guerra, sia per il suo isolamento internazionale che per le pressioni tedesche. Insomma fu tirata per i capelli, anche se nel caso del duce si trattava di capelli virtuali!
Vi furono errori da parte del fascismo nel legarsi alla Germania, ma anche degli altri altri paesi europei, Inghiltera in testa, che per ottusità spinsero la nostra nazione letteralmente nelle braccia di Hitler. Si tratta di errori che devono insegnarci molto.
Magari riapriamo il discorso più tardi, quando potrò dedicare un po’ di tempo.
Vivissimi saluti
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Interessante questo succinto estratto da un Bignami revisionista… delle “avventure” Mussolinian/fasciste nelle colonie africane, e dell’appoggio al rovesciamento del governo in Spagna (per aiutare un altro benefattore dell’umanita’, Francisco Franco) non e’ rimasta alcuna traccia.
La storia con la “s” minuscola.
Saluti,
Roberto
Quanto meritasse Obama il Nobel l’abbiamo discusso nell’altro post. Un premio, una volta prestigioso, non poteva cambiare la strategia già bella e pronta. La chiamano exit strategy e solo il tempo ci dirà quanto vera. Ci credo poco perchè il bubbone, Iran, è una minaccia per l’area e se ne dovrà tenere in conto. In quell’area i tre stati più forti ne dovrebbero avere il controllo. USA, Russia e Cina. Manca all’appello ONU, per colpa sua. Su questo pianeta non è possibile vivere in pace e le soluzioni ipocrite non fanno altro che peggiorare la situazione. Tanti anni con il problema palestinese e siamo ancora ai preaccordi di pace. Obama da solo non risolve niente e dopo l’inizio con i ramoscelli di ulivo ora è costretto ad azare la voce. Il premio Nobel per la pace dovrebbe tramutarsi in un merito, senza premi, per i tentativi di pace. Un saluto.
roberto Scrive: December 11th, 2009 at 2:42 pm:
” Salve onkobo:
Sara’ anche come dicono i tuoi indici di approvazione (intendo, da te citati), cio’ non toglie che, senza ombra di dubbio, se la middle-class USA si trova con la merda fino al collo la colpa non e’ certo dei 10 mesi di presidenza Obama, ma degli OTTO ANNI di presidenza Bush (e vicepresidenza Cheney, non dimentichiamolo, altro soggetto buono per il tribunale dell’Aja).
Non dimentichiamolo.
Roberto”
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Non dimentichiamoci neanche dei TRE ANNI di congresso democratico.
Senza contare l’appoggio democratico all’intervento in Iraq, anche questo non dimentichiamolo!
Gentilissima Marina, l’Italia era riluttante ad entrare in guerra ed all’indomani dello scoppio delle ostilità nel 1939 si dichiarò non belligerante. Fu solo nel giugno 1940 che l’Italia entrò in guerra, sia per il suo isolamento internazionale che per le pressioni tedesche. Insomma fu tirata per i capelli, anche se nel caso del duce si trattava di capelli virtuali!
Vi furono errori da parte del fascismo nel legarsi alla Germania, ma anche degli altri altri paesi europei, Inghiltera in testa, che per ottusità spinsero la nostra nazione letteralmente nelle braccia di Hitler. Si tratta di errori che devono insegnarci molto.
Magari riapriamo il discorso più tardi, quando potrò dedicare un po’ di tempo.
Vivissimi saluti
P.S. Il premio Nobel per la pace é una beffa. Nobel, valente scienziato ed autore di alcune centinaia di brevetti (non ricordo più quanti), é passato alla storia come inventore della dinamite. La dinamite é nata per scopi pacifici e per salvare vite umane, permettendo di aumentare la sicurezza nelle miniere. Infatti, all’epoca si usava l’instabile nitroglicerina, causa di tanti terribili e tragici incidenti. Ciò che nasce per il bene non sempre finisce per essere usato per il bene.
onkobo Scrive: December 11th, 2009 at 8:02 am
Lo stucchevole eccesso di correttezza politica che caratterizza oggi le nazioni europee e’ – gratta gratta – razzismo alla rovescia. Obama dalle vostre parti (io sono cittadino americano) e’ diventato l’”angioletto ne[g]ro” di donmarinbarretiana memoria: su ipocriti settimanali pretenziosi ma superficiali come L’Espresso, nei blog puoi bestemmiare e fare battute oscene sul papa, ma ti censurano se osi fare una battutina sul messia afroamericano. (Da questo punto di vista, perfino il Berlusca mi ha provocato una piccola momentanea reazione di simpatia).
Nel merito del discorso, particolarmente scostante e’ stata l’implicita critica a Martin Luther King (di cui Barack non e’ degno di spazzare la tomba) per l’ affermazione ” La violenza non conduce mai alla pace permanente. Non risolve problemi sociali, ma ne crea semplicemente dei nuovi e piu’ complicati”, fatta dal grande King nella sua accettazione del Nobel.
Il popolo americano – la cui middle class si sta riducendo in buona parte misura a far la fila nelle cosiddette food banks per portarsi a casa farina lattea e salamini come quelli che hanno sfamato tanti italiani nell’immediato dopoguerra – ha mangiato la foglia: oggi l’indice di approvazione di Obama e’ sceso al 46%, ma solo il 30% ritiene che il paese “sta andando nella giusta direzione”
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Salve onkobo:
Sara’ anche come dicono i tuoi indici di approvazione (intendo, da te citati), cio’ non toglie che, senza ombra di dubbio, se la middle-class USA si trova con la merda fino al collo la colpa non e’ certo dei 10 mesi di presidenza Obama, ma degli OTTO ANNI di presidenza Bush (e vicepresidenza Cheney, non dimentichiamolo, altro soggetto buono per il tribunale dell’Aja).
Non dimentichiamolo.
Roberto
Foa ha scritto:
“Quando la forza è necessaria, abbiamo un interesse morale e strategico a impegnarci a certe regole di condotta. E anche quando affrontiamo un avversario maligno, non possiamo farlo senza regole. Credo che gli Stati Uniti d’America debbano rimanere portabandiera nella condotta di guerra“.
Un pronunciamento quasi inevitabile per un grande Paese come gli Usa. Ma tutt’altro che cogruente. Un leader che si arroga il diritto di stabilire quali guerre siano giuste e quali no potrà diventare, forse, un grande statista, ma non può essere certo considerato, a inizio mandato, un Nobel per la Pace. L’ho già scritto e ora ne sono ancor più convinto: era meglio non darglielo.
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Mi faccia capire, Foa: la frase di Obama da lei citata, alla quale lei replica “un leader che si arroga il diritto di stabilire quali guerre siano giuste e quali no potrà diventare, forse, un grande statista, ma non può essere certo considerato, a inizio mandato, un Nobel per la Pace” non vuol certo dire che una guerra e’ giusta, ma solo che ci sono modi diversi di portare avanti quella guerra.
Chiaramente si riferiva al trattamento dei prigionieri, Abu Grahib e simili, non alla “giustezza” della guerra stessa.
Quella, NON DIMENTICHIAMOCELO, l’ha ereditata da uno dei vostri idoli, George “invadiamo l’Iraq per trovare le armi di distruzione di massa” W Bush.
Saluti, e buon tiro al piccione obama, vedo che le vecchie abitudini sono dure a morire.
Roberto
Marcello Foa Scrive: December 11th, 2009 at 12:48 pm
Molto bella la frase di Federico: sono sempre i non premiati a lasciare il meglio in questo mondo. Mi chiedo: Gandhi e King avrebbero accettato il Nobel prima di aver dimostrato quanto valgono? Credo proprio di no.
…
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Salve Foa:
supponiamo che abbia ragione lei… cosa avrebbero detto e scritto i media di tutto il mondo (a cominciare da questo blog, credo) nel caso Obama avesse declinato il Nobel?
“Obama: Il premio Nobel non e’ abbastanza per me”
O mi sbaglio?
Roberto
P.S.: di tutto si puo’ tacciare Obama, ma non di non essere coerente (*).
P.S.2: (*) “Coerente” in quanto presidente degli USA.
Per il sig. Franco Parpaiola e per tutti quelli che difendono i guerrafondai.Se vuoi la pace prepara la guerra,questo è il motto degli illuminati e degli eletti da millenni,il tutto in nome e per conto di dio.Non ho ancora capito però a quale dio si riferiscono,quel DIO che dell’alto dei cieli dice:”non uccidere”,”non rubare”,”non dire falsa testimonianza”.O il dio denaro,petrolio,oro,diamanti,armi comprese le mine antiuomo che distruggono la vita di migliaia di bambini,mentre i bambini di chi fabbrica le mine hanno di tutto e di più? E pure il vaticano ha di tutto e di più,visto che con le armi le sue banche fanno affari?
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la Gente e propensa a dare ampio respiro ad Obama e ad attendere lo sviluppo della sua politica estera, basata si sul dialogo, ma anche sui cannoni puntati.
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sui cannoni puntati..tradotto:O fai quel che voglio io(le multinazionali)o ti bombardo.E la “carta atlantica”??
Che fine ha fatto???
Tutto sommato dopo la guerra preventiva questo è stato un Nobel per la Pace preventivo.
Obama mi è parso dignitoso anche in questo caso; invece come al solito il fanatismo degli obamisti ha dato ottima prova di se.
l’implicita critica a Martin Luther King
—
non sapevo questo,se è vero, il premio Nobel gli va tolto al sig. Obama,così come va tolto a Begin.E va pure tolto il titolo di beato e santo a tanti papi e monsignori vari criminali.Come il sig. Stepinac,beatificato da Woitjla.Ma ci stanno prendendo per il……quelli che si credono i padroni del mondo perchè glielo ha detto DIO?
Portino un documento firmato da DIO,se è vero che li ha scelti per rappresentarlo.
Un cordiale saluto
Russia Today e European Union Times. La notizia in italiano mi sembra si possa trovare sul giornale di Blondet
cerco i link quando ho un attimo e li giro.
Molto bella la frase di Federico: sono sempre i non premiati a lasciare il meglio in questo mondo. Mi chiedo: Gandhi e King avrebbero accettato il Nobel prima di aver dimostrato quanto valgono? Credo proprio di no. Certo, cari Corrado e Francesco P:ha pronunciato l’unico discorso possibile. Però è tutto il contesto che non mi convince: se sei presidente del degli Usa prenderari decisioni che… non sono da Nobel della Pace (sono in sintonia con Americo, Marista, Francesco rada, Franco Parpaiola, Adriano 1). E mi fa piacere che anche Enrica Garzilli, esperta di Asia e di filosofie orientali, colga l’incongruenza. Caro Francesco ringrazio per il complimento, ma in queste occasioni, arrossisco un po’… Gentile Dante, sulla popolarità di Obama il link proposto da Onkobo conferma il dato. infine gentile Colzani: la notizia sil milione di unità dove l’ha trovata?
Concordo. Sei uno dei pochi giornalisti italiani lucidi ed equilibrati.
Obama deve pur giustificare i nuovi contingenti in Afghanistan. Però citare i grandi della non-violenza doveva pur farlo, considerato che è Nobel per la Pace e che è nero (quindi tacciabile di violenza per partito preso, almeno in USA). E considerato che tutti i discorsi dei Nobel sono improntati a qualche “maestro”.
In più, difendere la pace tramite la guerra e gli eserciti è il nuovo trend degli analisti strategici.
Insomma, a me pare un discorso ovviamente incoerente, ma molto intelligente, o furbo, come si vuole. Non poteva fare diversamente per giustificarsi.
Salve.
E sempre molto interessante leggere le opinioni altrui, mi sono accorto che la loro soggettività cambia a seconda della provenienza di ciascuno.
La chiamo appunto: la soggettività del opinione in quanto appunto un opinione non potrà ma essere obiettiva.
Mentre in Italia , da parte dei liberali vedo una buona dose di calibrata perplessità verso la politica di Obama, altri gli sono, senza nemmeno conoscerlo, o mai averne sentito parlare, se non durante le elezioni americane un Anno fa, decisamente ostili.
Mentre in Inghilterra si stanno studiando le regioni che indussero Blair a imbarcarsi nella seconda Guerra in Irak, per vedere se veramente esistevano i propositi per un intervento militare, e sembra che ci siano prove sufficienti per provare che ci fu una specie di “cover up” da parte dei politi e certi vertici militari per agevolarne l’intervento, vedo che la Gente e propensa a dare ampio respiro ad Obama e ad attendere lo sviluppo della sua politica estera, basata si sul dialogo, ma anche sui cannoni puntati.
La stesso modo di pensare lo riscontro in Germania e in Francia, insomma la maggior parte delle popolazioni europee sostiene, chi più chi meno, le iniziative politiche del attuale inquilino della Casa Bianca.
In un Italia che vuole inventare un nuovo tipo di comunismo, di una maggioranza berlusconiana, dei lei non sa chi sono mio, credo sia difficile trovare opinioni libere di italici pensieri.
Ieri sera alla Tv tedesca, “sembra un ritornello” nel Talkshow di Sandra Maischberger, una giornalista con i denti pelosi e i cosiddetti quadrati, aveva come ospiti tra l’altro il liberale e formidabile oratore Egon Bahr, e l’attuale Ministro della Difesa zu Guttenberg, la moderatrice dichiarata critica micidiale della politica di Bush, si prese una lezione di analisi da Egon Bahr, quando questi tra i fiori le ricordo che la maggior parte delle ostilità verso la politica di Gorge W Bush erano da cercare nel fatto che lui da buon texano voleva sempre decidere da solo per il bene di tutti.
Parlando della politica di Obama, per quel che riguarda l’Afghanistan, Bahr disse che la vittoria non sarà sul piano militare, ma consisterà nel essere riusciti a fermare coloro i quali voglio portare quella popolazione all’età della pietra, sott’ inteso anche come un formidabile baluardo del terrorismo islamico e produttori di oppio.
Quella gran parte della popolazione americana che ora e ostile ad Obama probabilmente e succube della propaganda di quei signori che predicavano il sogno americano, tipo Hollywood, che ridendo e scherzando scodellarono al Mondo una crisi che certamente ancora non è finita i quali con la loro spudorata ingordigia, senza mezzi termini, stavano riportando l’America ed il Mondo intero, all’età della pietra.
Sembra che un’altra crisi si stia avvicinando, vi ricordo che nella sola Germani per il 2010 si prevedono 68 mila insolvenze imprenditoriali.
In altre parole, Paese che vai, usanze e uomini che trovi. Tutti anno torto e tutti anno ragione, come sempre, come nei secoli e millenni passati.
Chissà, forse il 2o12 ha una bella una bella sorpresa, per noi nel carniere, sai che ridere….. ma non ci credo proprio, Junior disse che arriverà come un ladro di Notte, pertanto, nix pentirsi al ultimo minuto, comportamento tipico…fregatura in vista.
Salutönen.
Obama ha detto:”La guerra serve se si vuole avere la pace.”
Al mio nonno in trincea sul Carso gli avevano detto:”Questa guerra porterà la pace nel mondo”.1915-1918
Milioni di morti,povertà e miseria e la seconda guerra mondiale.
Il conto delle guerre dopo il “45″ non l’ho ancora fatto.Ma mi sembra che ce ne siano state moltissime.
Bisogna andare a monte e risolvere lì il problema,togliendo di mezzo i finanziatori dei dittatori e dei terroristi,se questo non è possibile,allora bisogna eliminare chi si presta,per soldi,a schiavizzare il loro popolo,ma bisogna farlo all’inizio quando ancora si è in tempo per evitare ulteriori massacri inutili.
Anche i dittatori hanno paura di morire sapete.
Quando ero piccola andavo all’oratorio a vedere i film,c’erano sempre i cattivoni che facevano i prepotenti con il popolo.Allora intervenivano sempre i buoni,che però non uccidevano il popolo per condannare i capi.Andavano direttamente da loro a sistemare la questione,e quando i cattivoni vedevano che per loro si stava avvicinando la fine,si inginocchiavano e pregavano:”ti prego non mi uccidere,non voglio morire”,solo che però siccome i buoni avevano perso la pazienza e sapevano che se li avessero lasciti in vita avebbero continuato a fare i cattivi,li eliminavano.I cattivoni però non il popolo che era vittima dei prepotenti.
Scusi Francesco_P lei dice:
“Ci si può trovare perché attaccati, oppure perché non intervenire signifca rischiare di perdere gli alleati minacciati nella loro stssa sopavvivenza, come fu per gli USA nella prima e seconda Guerra mondiale, oppure ancora perché “tirati per i capelli” da alleati sbagliati, come fu per l’Italia di Mussolini.”
—-
Gli USA erano minacciati da chi? Da Mussolini,da Hitler,da Lenin e da Stalin?
Tirati per i capelli da alleati sbagliati.Mussolini era un alleato di USA? Non capisco.
Il Giappone,ho capito era lui il pericolo numero uno,valeva la pena di atomizzarlo.Perchè gli USA ce l’avevano a morte con il Giappone? Non era una dittatura spietata come quella Leninista.
Forse se gli USA intervenivano eliminando da subito Lenin e compagnia bella ,non crede che ci saremmo evitati due belle guerre mondiali?
Un cordiale saluto
Lo stucchevole eccesso di correttezza politica che caratterizza oggi le nazioni europee e’ – gratta gratta – razzismo alla rovescia. Obama dalle vostre parti (io sono cittadino americano) e’ diventato l’”angioletto ne[g]ro” di donmarinbarretiana memoria: su ipocriti settimanali pretenziosi ma superficiali come L’Espresso, nei blog puoi bestemmiare e fare battute oscene sul papa, ma ti censurano se osi fare una battutina sul messia afroamericano. (Da questo punto di vista, perfino il Berlusca mi ha provocato una piccola momentanea reazione di simpatia).
Nel merito del discorso, particolarmente scostante e’ stata l’implicita critica a Martin Luther King (di cui Barack non e’ degno di spazzare la tomba) per l’ affermazione ” La violenza non conduce mai alla pace permanente. Non risolve problemi sociali, ma ne crea semplicemente dei nuovi e piu’ complicati”, fatta dal grande King nella sua accettazione del Nobel.
Il popolo americano – la cui middle class si sta riducendo in buona parte misura a far la fila nelle cosiddette food banks per portarsi a casa farina lattea e salamini come quelli che hanno sfamato tanti italiani nell’immediato dopoguerra – ha mangiato la foglia: oggi l’indice di approvazione di Obama e’ sceso al 46%, ma solo il 30% ritiene che il paese “sta andando nella giusta direzione”
http://www.rasmussenreports.com/public_content/politics/obama_administration/daily_presidential_tracking_poll
Ma oggi la societa’ dello spettacolo ha toccato la vetta, e il prez recita assai bene la sua parte: predica assai bene, per poter razzolare ancor piu’ male.
La questione del Nobel per la Pace ad Obama ripropone alcuni punti già sollevati nel passato ma aggravati ora dalla particolare ed eccezionale carica che costui ricopre.
Infatti, come già accaduto per il Presidente Woodrow Wilson nel 1919, il Nobel è stato assegnato ad un Presidente in carica .
Wilson, aveva portato gli Stati Uniti in guerra anche con forzature poco pulite sia verso gli isolazionisti che i cittadini di origine tedesca.
Tant’è che il suo Segretario di Stato William Bryan,neutralista convinto e assolutamente imparziale tra i belligeranti, quando si rese conto della direzione presa dalla politica di Wilson si dimise e venne sostituito da Robert Lansing .
Questi era un importante avvocato specializzato nel diritto internazionale e marittimo che aiutò Wilson a piegare l’opinione pubblica all’intervento contro la Germania , stigmatizzando la guerra sottomarina e passando però in secondo ordine la politica britannica di blocco navale che era assolutamente illegale secondo la Convenzione dell’Aja del 1907 e secondo la Conferenza di Londra del 1909 ; quest’ultima, pur promossa dalla Gran Bretagna, non venne mai da questa ratificata per delle pesanti ragioni di opportunità di difesa e approvvigionamento delle isole.
Gli americani di origine germanica venivano chiamati spregiativamente gli “ hyphenates” . L’ hyphen è il trattino tra due nomi : p.e. italo-americano e per l’appunto tedesco-americano . Ciò -benché la colonizzazione germanica avesse seguito a ruota quella britannica sia nel tempo che nella quantità- voleva fare intendere che quelli non fossero dei veri americani e pertanto la loro opposizione alla guerra contro la Germania si avvicinasse al tradimento interno.
Ma mentre con Wilson, il mondo assisteva ad una nazione che si stava imponendo sullo scenario globale ma era ancora bene controbilanciata da altre forze, con Obama, gli Stati Uniti sono oggi il Paese più importante ( e, piaccia o meno, è bene che sia così per tutta la koiné occidentale !) ed ogni loro atto ha riflessi importanti verso le altre Nazioni.
Il richiamo a Wilson per Obama è però utile per avvedersi di come possano svilupparsi situazioni che in prima battuta appaiono di poco conto.
Altra cosa è l’organo da cui emana la scelta del Nobel per la Pace e cioè il Parlamento Norvegese e la specifica Commissione a questo deputata.
Molte delle scelte fatti in quella sede appaiono molto discutibili soprattutto per quanto concerne alla premiazione di personaggi politici.
Il fatto che – secondo Clausewitz – la guerra non sia altro che la prosecuzione della politica con altri mezzi è indicativo del fatto che nella stragrande maggioranza dei casi la guerra e la pace attengono o a valutazioni politiche o all’annichilimento dell’avversario, cui, in ogni caso,segue una fase politica.
Non è quindi la bontà o la volontà di non iniziare o fare cessare il bagno di sangue che indirizza il politico, quanto – ovviamente – l’interesse del proprio Paese . Starà poi alla sensibilità del singolo, pur operando con queste strette direttive, di fare sì che l’interesse non diventi un viatico per la distruzione di massa ma lasci un barlume di speranza al futuro.
Nei tempi recenti, forse uno solo dei Grandi tentò di porre fine all’ “inutile strage” e fu l’Imperatore Carlo d’Absburgo – che per la sua santa vita e per la sua volontà pacificatrice venne fatto beato – ma anche lui non osò o non poté spingersi ai limiti estremi.
Anche il recente richiamo di Obama alla ‘guerra giusta’ ha l’aspetto del ‘dejà vu’.
Sono stati i Romani, con la loro scienza giuridica e la coscienza di se stessi a proporre per primi questo fondamentale – benché poco praticato- concetto . La ‘guerra giusta’ doveva essere confortata dalla procedura, dal diritto e innervarsi nella ‘Pax Deorum’ .
Allora, secondo Obama o altri che si trovino nelle sue condizioni e abbiano tali scrupoli , qual’è la ‘guerra giusta’ .
Quella contro il terrorismo ? : ma avremo sempre nazioni, gruppi , entità che per la loro debolezza militare cercheranno di avvalersi di possibilità assimetriche.
E se ci fossero delle minacce concrete al predominio di uno Stato da parte di un altro Stato che pur vantasse ragioni non trascurabili, quali sarebbero i criteri di ‘guerra giusta’ se non quelli autoreferenziali ?
Per queste ragioni, per non svilire del tutto principii che possono tornare utili in ben più valide occasioni, sarebbe bene che nessun politico venisse preso in considerazione per il Nobel per la Pace ; i Politici fanno solo il loro mestiere che è quello di perseguire nel senso più ampio l’interesse del proprio Paese e questo interesse nella maggioranza dei casi è proprio la pace.
Ma la cosa non è materia di premi !
Egregio Federico, la guerra piace a pochissimi, neppure alla strgrande maggioranza dei militari. Nella guerra é facile invece trovarsi coinvolti, anche se non lo si vuole.
Ci si può trovare perché attaccati, oppure perché non intervenire signifca rischiare di perdere gli alleati minacciati nella loro stssa sopavvivenza, come fu per gli USA nella prima e seconda Guerra mondiale, oppure ancora perché “tirati per i capelli” da alleati sbagliati, come fu per l’Italia di Mussolini.
Per evitare la guerra non serve essere pacifisti; anzi il pacifismo spesso finisce per incoraggiare proprio quei pochi che intendono scatenare la guerra. Serve perseguire un’accorta politica internazionale ed avere “argomenti forti, fisicamente parlando” per dissuadere i malintenzionati. Se l’unilateralismo, perseguito principalmente nei primi quattro anni della presidenza Bush jr., é stato un grave errore, altrettanto grave é stato l’errore commesso da Obama nel mostrare un volto imbelle.
Cordialissimi saluti
Obama non mi pare un cattivo presidente però dico che è singolare visto il preannunciato ulteriore impegno bellico. Se il criterio è quello a Bush ne dovevano dare tre di premi… Mi pare inoltre che l’amministrazione USA di recente non abbia ratificato il trattato sulle mine anti uomo. Poi il Nobel di suo sembra una di quelle liturgie per così dire da salotto globalizzato e standardizzato…
Questa volta mi sento in dovere di spezzare una lancia a favore di Obama. Infatti è vittima di un premio alquanto imbarazzante per un presidente alle prese con un mondo turbolento, in cui i conflitti sorgono scatenati da satrapi senza scrupoli, indipendemente dalla volontà pacifica degli altri.
Che discorso può fare il presidente che, per far smettere Iran e Nord Corea, rischia di essere costretto a fare quello che fece Truman per far smettere il Giappone? Sì, perché la volontà aggressiva di queste dittature é tale che prima o poi la situazione sfuggirà di mano, generando un conflitto tale da rischiare di compromettere i fragili equilibri mondiali. Sì, perché queste dittature avranno “il pelo sullo stomaco” di usare il loro arsenale, facendo leva sulla non reattività degli USA.
Non é il caso di scatenare guerre preventive, ma neppure di mostrarsi riluttanti ad usare la forza, condizionati dal pacifismo dello struzzo, che nasconde la testa per non vedere mentre mostra il bersaglio grosso al predatore.
Il grave errore é stato quello iniziale, quello di mostrarsi pecora di fronte ai lupi; intanto il danno é fatto, ed il premio Nobel per la pace aggiungere al danno la beffa.
Ora Obama si accorge che deve mandare rinforzi in Afghanistan, che il ritiro dall’Iraq non sarà così veloce come nei suo auspici, che la minaccia iraniana cresce incoraggiata dalle sue aperture, e che il “grande untore della proliferazione nucleare” minaccia proprio quel far east che é la terra privilegiata degli investimeti statunitensi e che sostiene il dollaro malconcio, anche se al solo scopo di esportare.
Alle parole di circostanza do il peso che meritano: nessuno!
Saluti vivissimi
Solamente persone come Madre Teresa di Calcutta meritano il Premio Nobel per la Pace .
E pure quì ti risponderò
Grazie capo.Però spiegami perchè devono morire i civili iracheni e afghani per una guerra non voluta da loro.
Ma dai signori della guerra e dai petrolieri e dai trafficanti di oppio.Non mi risulta e non è scritto da nessuna parte che gli afghani avessero mai avuto l’intenzione di invadere l’occidente e tanto meno gli Usa.Sono stati gli inglesi i primi a cominciare a rompere le scatole agli afghani,e da allora per loro non c’è più stata pace.
Irak..perchè deve pagare il popolo per accordi fatti da Saddam con USA e rottisi non sò perchè.Forse Colzani mi può aiutare.
Perchè deve essere sempre il popolo a pagare gli sbagli dei loro capi sempre collusi con le multinazionali.E adesso non venirmi a dire che gli stà bene (al popolo)così imparano a sostenerli.Quando chi prova a combatterli viene fatto fuori all’istante e nessun occidentale mai interviene per difendere chi si oppone alle dittature prima che sfocino in rivoluzioni o guerre.
Me lo spieghi?Te l’ho già detto un milione di volte che per evitare le guerre basta far fuori i dittatori e i loro finanziatori.Con questo metodo si avrà finalmente la pace.
Poi ti risponderò anche su questo”La Norvegia non ha il diritto di provocare problemi diplomatici dando un Nobel a questo o a quest’altro dissidente, “.
Ciao e buona notte
King e Ghandi
Il primo aveva un sogno, obama un incubo.
Il secondo suggeriva di essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, obama il mondo lo vuole solo cambiare.
Nel frattempo, prima di partire per Oslo, ordinava l’usnorthcom di tenere un milione di unità pronte per possibili insurrezioni e cambiamenti “you can believe in”. Pace in casa propria anzitutto.
Ineccepibile inganno degno della massima onorificenza, Berlusconi vide molto bene cosa si nascondeva dentro la confezione e gli effetti speciali…un “giovane, bello ed abbronzato”.
Oscar più che meritato.
Salve.
Certo, forse era meglio non darglielo, i reali norvegesi dicono che glielo diedero per quello che diceva di voler fare, non per quello che ancora non ha fatto e probabilmente il discorso del Cairo a pesato molto e inciso di non poco sulla decisione di assegnarli il Nobel.
Per quel che mi riguarda fu una decisine alquanto soggettiva e frettolosa.
Soggettiva perché presa nella scia dello “Yes we can” del Mondo in Obama mania dopo una Politica di Bush, junior, che non mi va proprio di condannare in quanto anch’egli vittima di una campagna sinistroide senza precedenti proprio come Berlusconi.
Se poi ci fosse chi mi vuol ricordare l’Irak bene, io allora ricordo a tutti il Kuwait e quei pasticcioni opportunisti al ONU che fermarono il Generale Schwartzkopf invece di lasciarlo andare la prima volta, direttamente a Bagdad.
L’attuale aumento delle truppe in Irak ora deciso è una necessità strategico militare, cui risultati dipendono anche dalla fermezza e integrità del Fronte pakistano, ma questa mano è ancora tutta da giocare.
Poi magari sarà la volta del pazzo di Teheran e su questo, per uno che dice apertamente che vuol distruggere Israele, non c’è niente da aggiungere.
Anche la Germania vuol mandare più truppe, parlano anche di oltre 300 istruttori di Polizia, al che, i Vertici della Polizia si chiedono dove diavolo li dovrebbero andare a trovare 300 istruttori senza destabilizzare la sicurezza interna, ammesso che qualcuno, ci voglia andare.
In questo caso bisogna ricordare che gli Istruttori non sono dei ventenni che sperano di farsi un po’ do Soldi, bensì Uomini sulla quarantina, Padri di Famiglia con una Carriera solida gia fatta e non dei giovanotti che vogliono guadagnarsi quattro Soldi.
L’unico guaio è che la gran parte dei poliziotti addestrati dai tedeschi poi si vendono ai vari Warlords (Signori della Guerra, Marina) o ai contrabbandieri di Oppio perchè quelli pagano di più del Governo Afgano, te capi?
Se però voglio essere sincero con me stesso, devo dire anch’ io considero il Nobel a Obama, fuori luogo, tra l’altro poi non lo darei mai ad un politico.
Nominare politici o scienziati anche Andrej Sacharow, il padre della Bomba al Idrogeno ad esempio, oppure un Araft, o un Begin, o al vietnamita Le Duc Tho (l’unico che ebbe il buon senso di rifiutare la nomina) e un insulto all’umanità.
I Premi Nobel per la Pace si devono dare a persone come Madre Teresa di Calcutta non ai Politici e tanto meno a scienziati che costruiscono ordigni di distruzione di massa, come la Bomba al Idrogeno.
La Norvegia non ha il diritto di provocare problemi diplomatici dando un Nobel a questo o a quest’altro dissidente, ad esempio.
Neanche a Nelson Madela lo avrei dato, l’Aparthied nell’ Africa del sud l’hanno distrutta i Bigotti del Mondo, e l’ottusità dei Boeri, non lui.
Lui era in carcere a coltivare l’orto e si trovò a far da simbolo grazie alla smania di potere di quella ninfomane di sua Moglie e basta, il resto poi venne da sé.
I risultati si vedono nella criminalità che aumenta in modo semplicemente indecente, e si contano sui 50 assassini che succedono all’ombra del Tafelberg, (Monte Tavola) ogni giorno, il prossimo Anno durante il Campionato mondiale di Calcio, ne parleremo un’altra volta.
Solamente persone come Madre Teresa di Calcutta meritano il Premio Nobel per la Pace e se un Anno non si trovano candidati idonei, allora che si devolvano quei soldi alla lotta contro la Poliomielite infantile.
Salutönen.
PS.
A proposito di Calcio, che botta ieri sera, 1 a 4, un umiliazione….povera Juve, datele la Nutella, come la prende la Squadra Nazionale tedesca, vogliamo vincere il Campionato Mondiale un’altra volta?
Bene, allora diciamo a Berlusconi di fermare l’esportazione della Nutella in Germania, altrimenti scordiamocelo, e se non lo farà, almeno cosi le toghe rosse potranno incolparlo di qualche cosa, di tangibile…..
Quello di oggi era l’unico discorso che il Presidente Obama poteva fare. D’altro canto, non gli mancano le parole. Passando ai fatti, però, le cose cambiano. E sono subito cambiate, dal momento che il Presidente Obama ha, suo malgrado, accettato di inviare in Afghanistan altri 30.000 soldati sui 40.000 richiesti dal Pentagono (gli altri 10.000 li metteranno altri Stati facenti parte della NATO, tra cui l’Italia). Ciò detto,è inevitabile che il Presidente di una potenza quale è l’America non può e non potrà mai ipotizzare il non coinvolgimento degli Stati Uniti d’America in un qualsiasi conflitto. Ergo, l’aver dato il premio Nobel per la pace ad Obama ha sorpreso prima di tutti il destinatario e quindi il resto del mondo. La domanda che ci si pone è, quindi, non se Obama meriti o meno tale riconoscimento, bensì quale siano i criteri di assegnazione , ammesso, comunque, che la loro conoscenza possa servire a qualcosa.
Come mai e’ sfuggito anche a Lei, Dr. Foa, che il gradimento di Obama fra gli americani va dal 47% (Gallup) al 43% (Quinnipiac)…?
Pare che sia il minimo storico per un presidente a questo punto della sua presidenza.
Qualcuno puo’ confermare?
Caro Foa, ho letto alcune battute del discorso di Obama che ritengo anche io di alto livello. E’ evidente che nell’ultimo passaggio si viene a perdere quella coerenza che sembrava contraddistinguere la figura di questo Presidente, che reputo ancora oggi una piccola finestra di speranza per un futuro migliore. Obama mi piace, come uomo, come statista, come condottiero, come politico. Credo però che intorno gravitino interessi nazionali e internazionali che spesso persino il Presidente della super potenza mondiale non può contrastare. Obama parla di sanità pubblica, un concetto direi assolutamente banale in una cultura come la nostra, ma parte del congresso e parte del popolo Americano lo critica. Obama parla di salvaguardia dell’ambiente, di diminuzione drastica delle emissioni di fumi inquinanti per la salvaguardia dell’ambiente, ma le grandi industrie si oppongono puntando il dito contro la sua politica.
Non so se un discorso simile possa valere anche per la questione dell’uso della forza militare. Io sono contro qualsiasi tipo di guerra, non esistono guerre utili è pura follia affermarlo. La storia credo che ci abbia insegnato abbastanza da questo punto di vista. Sebbene le frasi pronunciate da Obama sulla guerra non le condivido, credo a differenza sua, che forse un minimo di coerenza l’abbia avuta. Sarebbe stato un’ipocrita se avesse detto che le guerre sono da eliminare pur sapendo che ha migliaia di giovani in divisa sparsi in ogni angolo del Pianeta. La scelta di assegnarli il nobel è sicuramente bizzarra, come ho già sostenuto nel post precedente. Ma credo che alla fine si tratti di piccolo premio a confronto di quello che può fare una personalità come Obama nel corso della sua carriera. E’ un pò la stessa situazione che si verifica per il vincitore di Sanremo o del Pallone d’oro. Quante volte ha fatto scalpore la premiazione di uno piuttosto che di un altro. Ma si tratta solo di una decisione, la storia la fanno gli uomini. E sono sempre i non premiati, quelli che lasceranno il meglio a questo Mondo….
Saluti
Ammetto la mia ignoranza: ho scoperto solo ora dietro rapida ricerca sulla wikipedia , che il Nobel per la pace viene deciso da un comitato scelto dal parlamento Norvgese, ecco perchè Oslo, ci rimuginavo.. beh. se cè qualche altro “distratto come me..”
Si era meglio non dargli il Nobel, su questo non ci piove, il premio era già stato snaturato perdendo gran parte del suo smalto, ora averlo usato per una operazione di marketing abbastanza marchiana, lo ha del tutto svuotato di senso e valore.
Il discorso di Obama, mi sembra debole: gli hanno messo in bocca belle parole, non conosco gli Americani nel complesso, quei pochi che conosco non mi sembrano inclini alla superficialità. E si deve esser assai superficiali per accontentarsi di belle frasi ad effetto senza rapportarle ai fatti. Se la devo dire tutta: ho il sospetto che Obama abbia uno staff inadatto al suo ruolo, uno staff che fa marketing, ma non credo che un Presidente debba avere un esperto di marketing a consigliarlo. Un discorso il suo che potrei rappresentare con una mela bella e rossa dalla quale spunta un baco cicciuto, hai voglia a lucidare la mela!
Il baco.. si vede! Strani questi svedesi!
D’altronde i presidenti americani non giurano sulla bibbia? E la bibbia giustifica le guerre.
Buonasera,
sul fatto che non fosse il caso di dare il Nobel per la
pace al Presidente USA ormai è d’accordo mezzo mondo
Sul fatto che Obama “si arroga il diritto di stabilire
quali siano le guerre giuste e quali no” come Lei Foa
giustamente dice, nulla di nuovo sotto il sole USA, è
la politica usuale dei presidenti americani, Lincoln compreso.
Francesco
D’accordo! Fino adesso non ha fatto niente per la pace, e dove avrebbe potuto, ossia nel conflitto Palestino, si é astenuto dal prendere una posizione decisiva che sarebbe stata molto facile giá che Israele dipende dagli Stati Uniti.