Giovedì scorso mi è capitato di seguire uno spezzone di Annozero, durante il quale Travaglio biasimiava con i consueti toni, la personalizzazione della politica operata da Berlusconi, che a suo giudizio non ha paragoni in Europa. Travaglio è un giornalista, schierato, consapevolmente fazioso e di successo, ma non è un esperto di comunicazione, altrimenti non avrebbe mai fatto un’affermazione del genere.

Che ci piaccia o no, oggi la politica è personalizzazione, come spiega molto bene Gianpietro Mazzoleni, in questa intervista. “Oggi i criteri dominanti sono la celebrità, la seduzione, la visibilità. L’ideologia e il partito contano sempre meno, la personalità e il fascino del leader sempre di più. La politica si è adeguata al mondo dello spettacolo e allo star system, usa i suoi codici“, spiega Mazzoleni, che non è berlusconiano nè antiberlusconiano, ma  un docente di alla Statale di Milano.

Perché Obama ha trionfato alle ultime elezioni? Perché ha saputo usare al meglio gli strumenti della cultura popolare: la tv, il cinema, il teatro, gli spot, la musica, internet. Eppure Obama è piaciuto sia agli intellettuali che alla gente comune», aggiunge Mazzoleni. “Il leader vincente è quello che sa essere in sintonia con i codici di una società pop, che è sempre più spettacolarizzata. Come Obama, Reagan o Clinton e, in Italia, Berlusconi, che in quest’ottica, è tutt’altro che un’anomalia. Vince perché comunica meglio. E le reazioni di solidarietà della gente comune all’attentato di Milano, dimostrano che è davvero amato dai suoi elettori”.

Mazzoleni nell’intervista sostiene tra l’altro l’enorme consumo di programmi di intrattenimento in tv non provoca necessariamente una fuga dalla politica e dunque l’erosione dell’impegno civico.  Insomma: il vero leader deve avere una personalità di spicco e un’identità facilmente riconoscibile. Berlusconi è un esempio, Bossi anche: senza di lui la Lega sarebbe meno popolare. Persino l’Italia dei Valori, tanto cara a Travaglio, esiste solo grazie a Di Pietro.

 E allora gli opinionisti di sinistra anzichè demonizzare il Cav e Bossi con argomenti vecchi e di provata inefficacia, dovrebbero chiedersi come mai i progressisti del Pd siano incapaci di adeguarsi alle regole della moderna comunicazione . E rendersi conto che proponendo una persona perbene ma insipida come Bersani il Pd rischia di perdere ancora a lungo. O sbaglio?

Non a caso dopo l’attentato di Milano, la popolarità di Berlusconi è salita di altri cinque punti percentuali…

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