Ho apprezzato il discorso di ieri di Obama. Un presidente che dice: “quando il sistema fallisce la responsabilità è tutta mia“, anziché scaricare le colpe sugli altri si comporta con la dignità del grande capo.

Tuttavia mi ha colpito anche un’altra sua frase: “Non voglio cadere in una mentalità da paese assediato. E’ proprio quello che vogliono i terroristi“. Qui proprio non riesco a seguirlo. L‘America da oltre otto anni impone misure che limitano pesantemente i diritti costituzionali e lui stesso, reagendo al fallito attentato, ha deciso di incrementarli ulteriormente, introducendo addirittura il body scanner negli aeroporti.

L’America continua a vivere con la mentalità da Paese assediato. Era il Paese della libertà, sta diventando quello delle limitazioni e dei controlli. Provate a chiedere un visto: pretenderanno da voi anche il vostro estratto conto bancario e la vostra dichiarazione dei redditi. Perché bisogna iscriversi su un sito prima di partire? Serve a scoraggiare i terroristi? Perché ci impongono di non portare liquidi a bordo, pur sapendo che le misure furono introdotte in seguito a un episodio rivelatosi completamente falso? La lista della domanda è lunga e sentire un presidente che invita a non avere paura suona come una presa in giro.

E mi chiedo: dopo tutto questo tempo è normale che misure del genere vengano imposte indiscriminatamente a tutti i cittadini? La minaccia della piccola Al Qaida (a proposito: che fine ha fatto Osama Bin Laden?) è tale da tenere in scacco una superpotenza per quasi un decennio?

Ho molti dubbi in proposito…