Perché il ministro degli Esteri egiziano ha accusato ieri di razzismo in modo palesemente arbitrario l’Italia sui fatti di Rosarno? Da un alto, come spiego in questa analisi, per ragioni di politica interna. Mubarak deve tenere a bada i Fratelli Musulmani e un’opinione pubblica sempre più islamica dunque deve tentare di apparire meno filooccidentale e una polemica di questo tipo gli offre il pretesto per apparire come un leader uno dei pochi leader arabi che ha affermato a voce alta ciò che il popolo osa appena sussurrare ovvero che noi europei siamo cattivi, ingiusti e xenofobi. Peraltro con pochi rischi perché la tensioni diplomatiche con il nostro governo verranno, c’è da giurarlo, riassorbite rapidamente.

D’altro canto è ormai evidente che l’Egitto non ha alcuna intenzione di riprendersi né gli immigrati clandestini, né quelli condannati o socialmente pericolosi anche quando gli accordi internazionali lo obbligano a collaborare.

 Chiedere alle questure per conferma: le centinaia di fax e di lettere inviate  alle autorità consolari restano sistematicamente senza risposta. Ma in mancanza del via libera consolare è di fatto impossibile cacciare un egiziano irregolareì, che alla fine resta da noi.

E non è l’unica anomalia.  Poco prima di Natale, ho scoperto che il consolato di Milano assume da anni il personale locale in nero e se ne infischia di applicare il nostro diritto del lavoro.

 Se diamo un’occhiata ai rapporti di Amnisty sui diritti umani in Egitto c’è da rabbrividire… Però ci giudicano, lanciano avvertimenti, impartiscono lezioni.

Basta con questa ipocrisia. Le nostre autorità per troppo tempo hanno scandalosamente permesso che gli immigrati venissero sfruttati nei campi del Meridione (benché tutti sapessero… vedi le splendide inchieste di Fabrizio Gatti del 2006 sull’Espresso). Ora il governo promette tolleranza zero. Mi auguro sia di parola.

Ma anche l’atteggiamento verso le rappresentanze diplomatiche di Paesi come l’Egitto deve cambiare. Basta compiacenze nei confìronti di chi non collabora cone le nostre forze di sicurezza, basta chiudere gli occhi… I primi a dover rispettare le nostri leggi devono essere loro. Poi, semmai, potranno lamentarsi. O no?

,