E Obama finalmente dichiara guerra alle banche
Improvvisamente il presidente si è risvegliato. E ha dichiarato guerra alle banche.
La svolta è figlia della sconfitta di martedì in Massachusetts, dove il partito democratico ha perso il seggio che fu di Ted Kennedy. E’ la terza sconfitta in tre elezioni e suggella il tracollo della popolarità del presidente americano che in un anno ha bruciato la straordinaria credibiligà di cui godeva. Quel voto segna soprattutto l’affossamento in Congresso della Riforma della Sanità, a cui Obama teneva moltissimo, e avviene in un momento in cui gli americani giustamente si indignano per i 140 miliardi di dollari incassati dalle grandi banche di Wall Street.
Obama ha capito improvvisamente che se avesse continuato ad assecondare le logiche delle lobby anziché mantenere le promesse elettorali, l’unico vero perdente sarebbe stato lui, già alle elezioni di Mid Term e che sarebbe passato alla storia non come un grande statista, ma come il presidente che ha tradito la straordinaria fiducia del suo popolo.
E ha osato l’inimmaginabile. Si è ribellato all’establishment. O almeno così pare.
Ieri si è consultato con Paul Volcker, l’unico dissenziente nella sua squadra economica, ma, significativamente, non con il suo ministro del Tesoro Summers, né con il superconsigliere Geithner, che sono notoriamente legati alle grandi banche di Wall Street. Poi ha pronunciato un discorso in cui ha promesso di:
- porre limiti alla crescita eccessiva delle banche
- vietare alle banche di possedere o operare come un fondo Hedge o un fondo di private equity
- abolire il principio “too big to fail”, troppo grandi per fallire
- limitare i bonus
- In genere sembra voler distinguere tra le attività bancarie tradizionali da quelle speculative, ripristinando i limiti aboliti da Clinton nel 1999, d’accordo con il partito repubblicano.
Regole di buon senso, regole giuste, perché «il sistema finanziario, nonostante la crisi, opera ancora con le stesse modalità che ci hanno portato vicini al collasso», ha dichiarato ieri. .
Non è detto che ci riesca, perchè le leggi dovranno essere approvate dal Congresso, dove l’influenza delle lobby è enorme e dovrà superare le resistenze dei vari Summers e Geithner. Anzi, è probabile che alla fine siano costoro a prevalere.
Ma almeno prova a limitate lo strapotere del settore finanziario, che condiziona governo e parlamento americani e che si riverbera nel mondo, come ben sappiamo. Finora non ci aveva nemmeno provato. E’ credibile? La sua riforma seria e concreta o si tratta dell’ennesimo bluff? Io spero nella prima ipotesi.
E allora, dopo averlo spesso criticato, questa volta dico: viva Obama!

Un proverbio recita: meglio avere a che fare con un ladro che con un ignorare. Il ladro sa che rubandoti ti fa del danno, l’ignorante ti fa del danno senza saperlo. Mi chiedo quanta gente sà il perchè dell’attale crisi? Sono certo che sono in pochissimi a sapere la vera ragione. La crisi è dovuta in modo principale all’attuale sistema monetario, se non si comincia a riequilibrare questa enorme obbrobrio che è il sistema più paralizzante e la truffa più ingegnosa per la manipolazione sociale che si sia mai messa in atto, a finire nel baratro saremo in molti. Io qualcosa la spiego nel mio sito http://www.lacrisi.org spero che saranno in tanti a voler capire e a voler cambiare. Ciao a tutti
E Berlusconi ha messa sua figlia ai vertici di Mediobanca. Alè!
l’FSB sorride dal grande palazzo dello stivale di Basilea, Francesco_P, e se la più grande associazione mafiosa , la BIS, chiede più chiarezza allora possiamo stare sicuri che la promessa si tramuterà in un labirinto di leggi, leggine, riferimenti e rimandi ad allegati e atti propedeutici, e considerato che la finanza creativa, proprio perchè slegata dall’economia reale, è dotata di capacità mutative e mimetizzanti, a breve avremo prodotti finanziari di ultima generazione taylor made sull’impronta di B2. E’ da un anno che i vari Gs invocano ad una regolamentazione della finanza, la sua centralizzazione, ed Obama mi sembra abbia detto quello che Blankfein piuttosto che il rimpianto Wasserstein adagiarono sulla scrivania di Palazzo. Anche Tremonti in quel di Shanghai accontentò Draghi mettendo altre “due gambe” sotto il Tavolo, ricorda?
Egregio Foa il teatrino della economia è gia scritto .
Paul Volcker ,gia’ presidente della Federal Reserve con Carter presidente, ha fatto abolire la convertibilità del dollaro in oro nel 1971,facendo così crollare il sistema di Bretton Woods. Poi ha portato negli anni 80 il tasso di interesse al 21,5 per cento, per fermare l’ inflazione creata dalla stessa federal reserve della quale era presidente.
Allora per Goretti ci sono altri problemi non solo l’ammonto del punitive dammage ma anche la quantità di cause in California c’è no sono cosi tanti di cause che i avvocati si inventano per fare soldi che ci sono dottori che non vogliono più esercitare perché tutto il loro guadagno va nel assicurarsi contro, i trial lawyer sono una potentissima lobby dei dem, sono diciamo il problema numero uno della società americana. Obama é un trial lawyer come sua moglie mi pare.
Davide K dice giusto Obama fa demagogia ma fa solo quello.
Roberto é meglio che non te lo dico cosa é il vecchio e sano buon pensiero repubblicano.
Roberto G:
“Ma Pape Satan Pape Satan Aleppe potrebbe venire dal francese:
Pas Paix, Satan! Pas Paix, Satan! Allez! Paix!”
Hmmm… non mi fido… non ne so abbastanza della langue d’oil e della langue d’oc per pronunciarmi…
E poi, sai, sono un po’ vecchio… non mi ricordo bene cosa si parlava oltralpe nel XIV secolo quando scrissi la Commedia…
Ma non abbastanza vecchio da non accorgermi del tuo aggirare le domande sulle lobbies
Dante:
Ma Pape Satan Pape Satan Aleppe potrebbe venire dal francese:
Pas Paix, Satan! Pas Paix, Satan! Allez! Paix!
Fornisco il link al comunicato del Financia Stability Board di questa sera: http://www.financialstabilityboard.org/press/pr_100122.pdf
Il comunicato, pur mostrando soddisfazione, è molto neutrale perchè al momento il piano é totalmente nebuloso. Una cattiva implentazione potrebbe anche mettere in difficoltà gli sforzi a livello internazionale per stabilire regole comuni a livello delle 20 maggiori economie mondiali. Sta di fatto che – magari anche solo per motivi di calante popolarità – finalmente si sono mosse le acque in USA.
Saluti vivissimi
Leggo che Mario Draghi, discepolo della Goldman, è favorevole alla mossa di Obama. Qualcosa bolle in pentola.
Roberto G:
“Facciamola anche noi una lobby, Dante. Una bella American Association of Florentines Abroad (AAFA) e vediamo se ci passano qualche leggina anche per noi.”
Con piacere… e per motto adottiamo “Pape Satan Pape Satan Aleppe”
)
(che tanto e’ sempre piu’ chiaro delle tue/vostre spiegazioni
“In realta’ tutti e due i partiti son fatti della stessa pasta. Chi fa’ e disfa’ son le lobbies, sia che ci sia l’uno che l’altro.”
Nel caso specifico del Massachusetts di martedi scorso, quale “lobby” in particolare ritieni maggiormente responsabile?
(Sii specifico per favore)
“Tra le lobbies ci sono anche i potenti sindacati, primo fra tutti quelli degli insegnanti, ma anche dei metalmeccanici della UAW.”
Che sorpresa!!! E i nostri connazionali che credono che “lobby” sia sinonimo di “sporco reazionario capitalista fascista”
E invece no… “lobby” (che in inglese significa “atrio”) sta ad indicare una qualunque associazione di categoria, sia essa di industriali, di spazzini, di insegnanti e perfino –udite udite– di socialistissimi sindacati!!!
Chi l’avrebbe mai detto…
Dante:
E’ ormai risaputo che tutti vogliono sempre dare le colpe alla compagine avversaria.
Per questo i Repubblicani dicono che le cose belle degli anni di Clinton son merito di Reagan e Bush Sr. e del congresso GOP. Mentre quelle che non andavano negli anni di Bush erano colpa di Clinton.
Allo stesso tempo i democratici dicono che le cose buone di Bush erano merito di Clinton, e quelle cattive erano colpa di Bush, o di Reagan o di Lincoln (whatever).
In realta’ tutti e due i partiti son fatti della stessa pasta. Chi fa’ e disfa’ son le lobbies, sia che ci sia l’uno che l’altro.
E si! Tra le lobbies ci sono anche i potenti sindacati, primo fra tutti quelli degli insegnanti, ma anche dei metalmeccanici della UAW. E perche’ no, anche le associazioni di categoria (American Medical Association, American Hospital Association, etc. etc.).
Facciamola anche noi una lobby, Dante. Una bella American Association of Florentines Abroad (AAFA) e vediamo se ci passano qualche leggina anche per noi.
Vede caro Franco, il mio è solamente un invito a cercare di capirci un po’ di più, per quanto possibile.
Gli “affari” tra Hypo e qualsiasi altro “cattivone”, in buona sostanza, se ne fregano di questi limiti al trading, degli hedge, del private equity e compagnia bella.
Il rischio, al solito, è di applaudire come salvifico un intervento che non c’entra poco o niente con quanto è successo.
Per quanto possa anche essere ragionevole voler scindere alcune tipologie di attività. D’altronde non ce l’ha mica ordinato il dottore che bisogna avere la cd “banca universale”, cioè che fa tutto. Vuole una curiosità? In campo europeo è stata proprio la Germania ad imporre tale modello, diverso ad esempio da quello che avevamo in Italia, dove c’era maggiore separazione funzionale.
Salve.
@ Davide. K
Rispondo così a caldo, poi leggerò gli altri post.
Difatti Lei ha ragione quello che successe è lontano dalla mia comprensione, ma si dimentica di annoverare quella di milioni di altri semplici cittadini come me.
Difatti la Hipo RE tedesca alla quale erano affiliate molte banche altre banche a causa dei suoi incroci con la Lehman bros, difatti se non ci fosse stato un intervento con i NOSTRI soldi per salvare il salvabile avrebbe scassato tutto il sistema bancario tedesco che fu salvato solo con massicci interventi statali con i soldi dei contribuenti dopo che quattro figli di puttana si erano arricchiti senza ritegno.
Se mi ricordo bene una parte dei soldi “rubati” la Lehman bros li ha già restituiti al contribuente tedesco, quanti non mi ricordo.
Il brutto è che a questo Mondo ci sono ancora degli sprovveduti, a dir poco, in quanto per questa attributo, ci sono altri sinonimi che calzerebbero alla perfezione, come imbecilli ad esempio, che li difendono.
Ora come già dissi, le Banche tedesche vogliono creare una “Bad Bank” per oltre 200 miliardi di € e gestirla da soli, vedremo in seguito qui grazie a Dio e Berlino che ha una voce in capitolo e non solo quattro delinquenti dal Colletto bianco.
La Deutsche Bank oggi perse momentaneamente quattro punti, poi si riprese po’.
L’€ perde sul $ e i sapientoni dicono che è per l’effetto Grecia, (meno male che si sono dimenticati dell’effetto Italia, altrimenti ora l’€ con l’aria che tira nel Bel Paese sarebbe alla Fame) invece fu l’effetto delle intenzioni di Obama di ridimensionare certi aspetti del mercato, dove Gente senza scrupoli assieme ai loro vassalli ci sguazzava dentro, che diede di nuovo fiducia al $.
Difatti molti sapientoni con un arroganza da sprovveduti senza pare, si dimenticano che per far spuntare l’ insalata nell’orto europeo, bisogna prima annaffiare quello americano.
Io e milioni come me, con il nostro piccolo comprendonio questo lo sappiamo, gli sprovveduti ed arroganti sapientoni invece no.
Tutto li.
Salutönen.
PS.
E adesso con permesso, mi leggo gli altri post.
A Robe’, ma allora lo fai apposta…
Guarda, ti riassumo i punti principali:
Alla solita frase “…gli otto anni di Bush…” ho replicato: “ma il congresso non e’ dem dal 2006, quindi non sono i dem corresponsabili in qualche misura di parte di quegli otto anni?”
La risposta fu “No, perche’ il congresso conta poco, chi fa e disfa’ in realta’ e’ il presidente”
OK
Piu’ recentemente, parlando di Clinton e delle nefaste leggi passate durante la sua amministrazione, qualcuno (!) ha detto “ma che c’entra Clinton… il congresso era gop, ed e’ quello che passa le leggi”.
Allora, senza fare un’altra lecture sull’ordinamento giuridico/legale/esecutivo degli usa, me la vuoi spiegare questa incongruenza…?
Cos’e', una legge non scritta (dogma wink wink) che quando conviene e’ il presidente, e quando non conviene e’ il congresso?
Se il presidente e’ de noantri allora daje ar congresso gop, ma se il congresso e’ de noantri allora daje ar presidente gop…?
Un’altra cosa… fra le lobbies ci metti pure quelle sindacali…?
Sai, quelle “buone”, piccolette, con pochi iscritti…?
Quelle che non chiedono mai nulla e che mai si venderebbero in cambio di benefici dietro le quinte…
Ne conosci qualcuna…?
Dai, non ci vuole molto, un paio di righe bastano per una risposta onesta…
marista buonasera, anch’io di economia capisco poco ma ancora sono capace di contare. una cosa è certa, ed è che i sogni non sono mai grandi abbastanza e come insegna N. Hill si possono anche toccare. cordialmente
Dante dice:
“Presidente o congresso? Congresso o presidente?”
Il potere legislativo appartiene al Congresso, quindi se non c’e’ una maggioranza di membri che votano per una legge, la legge non passa.
Ma la maggioranza del 50% +1 puo’ non bastare al Senato. Perche’ se non ci sono almeno 60 senatori disposti a bloccare l’ostruzionismo con una mozione che porti al voto in aula, una minoranza di senatori puo’ bloccare una qualsiasi legge semplicemente alternandosi a parlare all’infinito ed impedire il voto.
Ma anche se c’e’ il concorso della maggioranza del congresso, e l’accordo di 60 senatori per fermare l’ostruzionismo, occorre ugualmente il consenso del presidente, perche’ il presidente puo’ rifiutarsi di firmare la legge ed imporre il veto, ed a quel punto occorrono il consenso di 2/3 dei membri per rovesciare il veto presidenziale.
MORALE DELLA FAVOLA.
In America si fan ben poche leggi se non c’e’ accordo fra presidente e congresso.
Ma.., l’accordo del congresso non si trova facilmente se la legge e’ contraria agli interessi economici dei grandi gruppi di potere (le lobbies) che tengono i congressisti per le ‘pelotas’ (per via dei finanziamenti alle campagne).
Ergo… scordatevi grandi riforme del sistema finanziario o del sistema assicurativo sanitario, se queste intaccano le potenzialita’ di profitto delle societa’ in quei settori.
E questo vale sia che ci sia Obama alla Casa Bianca, sia che, con l’aiuto di qualche medium, ci fate ritornare Reagan, Kennedy o FDR.
roberto Scrive: January 22nd, 2010 at 5:19 pm
“La realta’, caro Dante, non si riduce ad una tabella di valori booleani (Democratico o Repubblicano) e delle loro combinazioni… c’mon, abiti nel paese piu’ complesso al mondo e vuoi regolare il tutto con 2 formulette?”
Hehehe… questo e’ quello che fate voi…
M’ama non m’ama… blue=good, red=bad… Bush cattivo Clinton bravo…
Continuate cosi’ mi raccomando…!
Con “nemici” cosi’, chi ha bisogno di amici…?
Saluti, e ripijate!
Saluti anche a te, ma ripijamme de ghe???
Der massa-ciussette…??? hehehehehehe
Sogni d’oro…
Obama potrebbe avere un asso. Uno scambio da fare con “tutti” (rep e dem) che lo vogliono ostacolare sia sulla sanità che banche. Le camere sono un posto dove le lobbies agiscono, ma le lobbies non riescono ad agire sul Presidente come capo delle Forze Armate. Ora si configura che le stesse forze che ostacolano la sua attività su sanità e banche sono anche quelle che maggiormente sostengono Israele. Lo scambio potrebbe essere: “voi non mi approvate le riforme? bene. Io blocco o faccio fallire l’attacco israeliano sull’Iran (ormai inevitabile). Quindi sui politici del Congresso e della Camera si pongono dubbi amletici: Israele o la Sanità/Banche? Tutto non potranno avere. Dovranno scegliere.
Salve tutti!? Credo Obama vuol far credere al mondo ke dà addosso alle Banke,come gli aiuti ad Haiti.Obama credo stia facendo politica e gioki sporki! come solito a favore di lobby e democrazia non popolare.Gli aiuti ad Haiti? non sono ridicoli darli in mano ad impresa(Bill Clinton e Bush?)Visto questi sanno ke il presidente di Haiti è uno della Cia messo al potere dagli USA.Come Obama sa ke è andato al potere (e se anke egli dalla CIA?)oltre ke dalle lobby.Quindi ki c’è dietro il doppio sistema demagogico di Obama? La non più credibilità x non aver mantenuto ciò ke in campagna elettorale ha promesso alla democrazia popolare? A questo punto;devo credere ke Obama si serve di entrambe le democrazie:e cioè quella personam ke è soggetta ad accontentare le lobby x averlo finanziato,e quella popolare x avergli dato i voti.Credo,Obama ha scogitato questo sistema di gioccgiuè (sse scrive cosi?)anke con la falsa sanità ke vuole proporre..Sse vedemm gente.
@ Colzani mi sembra ci sia del vero, almeno per quel che posso capire, in quello che lei espone su cartolarizzazione e “bravura” si fa per dire, delle banche, che ,e qui sento davvero di potere essere d’accordoal 100%, si autopremiano perchè hanno fatto niente altro rispetto a quello che volevano fare, e si sono arricchite e programmano di arricchirsi di più.
Pure a me sembra, così ,facendo il conto della massaia di vattelapesca, che le banche stiano nella loro ottusa avidità, facendo i conti senza l’oste. E l’oste è l’economia reale.
Lei scrive: “l’alternativa è produrre ricchezza laddove si consuma ricchezza, scambiare il prodotto del lavoro con aree in cui il lavoro sia equipollente, globalizzare la ricchezza e non polarizzare la povertà.”
globalizzare la ricchezza io credo non si possa alla fine dei conti fare solo contando sulla enorme ricchezza accumulata da pochi, le Banche, le grandi Industrie, il Potere, immaginano di poter andare avanti indisturbate dopo aver rastrellato soldi dalla gente comuna: da decenni, diciamolo fuor dei denti, non fanno altro che arrafare soldi dalla economia reale per i loro scopi abbastanza imbecilli a mio avviso, ed arriveranno al punto di non ritorno: non possono immaginare di creare subito quei “consumatori” che occorrono al sitema predone per prosperare, sulla carta, nei libri, nelle relazioni dei superpagati professoroni , ma la realtà spesso ha una brutta abitudine: sfugge agli schemi, anche a quelli dei compotamentisti della economia. le furbe Banche e loro corte colta ed incolta io penso proprio faranno un grazioso e graditssimo botto grazie alla economia che fin ora ,misconosciuta e bistrattata, ha trainato la baracca, quella reale che non può essere sostituita in un giorno come costoro sembrano sperare, nel frattempo si troveranno un enorme peso morto sul groppone, oltre che forse una opinione pubblica finalmente meno rimbecillita.
Chi sa se sono illusa o da brava massaia faccio i giusti conti?
Bello sarebbe scoprire nel momento del botto finale, che delle banche , di troppe banche, possiamo benissimo fare a meno e che non è affatto vero che se loro vanno in malora noi si starà davvero tanto peggio di così.
Almeno con i sogni è bene largheggiare, no?
Dante Scrive: January 22nd, 2010 at 3:11 pm
Roberto e roberto:
…
Presidente o congresso? Congresso o presidente?
Fatevi un favore, chiaritevi (e chiariteCI) le vostre contraddizioni al prossimo post.
———————-
Sveglia! Te le abbiamo gia’ chiarite in un recente passato. La maggioranza in una delle due camere non conta molto, e dipende anche da quale periodo della presidenza.
All’epoca di Clinton, secondo mandato e scandalo Lewinski al massimo, Bill era in balia del congresso.
Durante la presidenza Bush, la camera in mano ai Dems aveva le mani legate dalla “lotta al terrorismo” (farcita da tutte le balle infami dette dai tui amici GWB & soci).
La realta’, caro Dante, non si riduce ad una tabella di valori booleani (Democratico o Repubblicano) e delle loro combinazioni… c’mon, abiti nel paese piu’ complesso al mondo e vuoi regolare il tutto con 2 formulette?
Saluti, e ripijate!
Roberto
E Obama finalmente dichiara guerra… ad Al-Quaida!
Ha provato anche questa… chissa’ se ha pagato il Copyright a Bush
Scusate ma sono bloccato indoor da pioggia ghiacciata
P.S. per roberto-minuscolo.
Guarda che sei tu a doverti svegliare.
Rispondi ad un commento dell’altro Roberto attribuendolo a me…???
Salve,
Secondo me è giusto impedire alle banche di assumere una duplice posizione ( banca di investimento e banca d’affari ) Subito dopo il crollo di Lehman abbiamo visto la corsa delle banche statunitense, che fino ad un giorno prima operavano in Borsa assumendo posizioni rischiose con i soldi altrui, di scrollarsi in furia e fretta il loro bruciante vestito cucito in Wall Street e di diventare tutte banche tradizionali.
Adesso cosa vediamo ? Le stesse politiche irresponsabili di assunzione del rischio con i soldi altrui (finché un altro Kervel o Maddoff non provochi un bucco da miliardi) mettendo in grave rischio sistemico intera economia per i forti legami che le Banche (la parte tradizionale) hanno con l’economia reale.
I mestieri di investire in Borsa ( giocare solo per speculare e non per coprirsi dai rischi ) è incompatibile, a mio avviso, con quello tradizionale di una Banca.
Cordialmente,
Dekebalos
Sono d”accordo con Franco e Marcello. Credo che Obama non ha nulla da perdere e puo tentare la manovra annunciata.
Non escludo come il prossimo passo la sbirciatina indiscreta alla Federal Reserve.
Scusate, ma da profano di economia, questa mi puzza di “caccia alle mosche” di mussoliniana memoria.
Sviare l’attenzione dalla recente sconfitta con sonori pugni sul tavolo.
Ammesso e non concesso che il ridimensionamento delle banche sia il nocciolo della questione (pertanto messo in dubbio da altri postanti certo piu’ esperti di me), che cosa significa abbandonare il concetto del too big to fail?
Che se rischi e ti va male, devi chiudere?
Ma non e’ questo un fondamentale concetto capitalistico?
A me andrebbe anche bene, ma mi meraviglia che lei, Foa, lo applauda per questo salto a pie’ pari da estrema sinistra a… dove? centro-destra? (dove sta di casa il capitalismo?)
Chissa’, forse ha capito che la distribuzioe elettorale e’ una curva a campana, e la mossa e’ volta a recuperare quei voti moderati/indipendenti di centro che l’hanno abbandonato in massa…?
Ma chi ci crede piu’ a quello che dice?
Nel suo resume’ alla voce “promesse mantenute” c’e’ un buco nero…
Mi sia consentita una piccola osservazione frutto di un’esperienza ultra-trentennale: all’americano puoi dar da bere tutto, ma non tradire la sua fiducia!
Se si accorge che l’hai preso per il naso, ti fa fuori all’istante!
Say what you mean, mean what you say!
Buongiorno roberto,
evidentemente non mi sono spiegato.
L’oggetto della mia non era l’oscenità della riforma sanitaria ma la grandezza politica dell’attuale amministrazione che è stata in grado di trasformare una sconfitta in una operazione di bonifica. Da oggi Obama è in grado di promettere mari e monti (ho volutamente riportato l’esempio di ieri di dodd e gregg) e, come osservava qualcuno dei lettori, quello che doveva esser fatto è stato fatto, e anche se la materia venisse regolamentata, in egual misura potrà essere de-regolamentata – forse ci siamo dimenticati delle minacce di Paulson e Geithner alla vigilia dei bailouts bush and Obama?
Gentile Ambrogio, buongiorno anche a lei. Potremmo pensare diversamente? Peccheremo di cinismo, ma quei contingenti sull’isola senz’altro non vanno giù a Chavez. Una cosa è certa: buona terra da acquistare e cancellazione del debito. Come dicono i contadini “del maiale non si butta via niente”
Non capisco invece perché ci si continui ad accanire sui sub prime considerandoli la causa dell’attuale crisi economica, quando in realtà si è visto che questi sono solo una piccola frazione dell’erogato (per modo di dire) delle banche, ben assicurato attraverso i notori meccanismi della cartolarizzazione, dei derivati. Mi domando con la prossima crisi dell’immobile commerciale, di prossima programmazione, se punteremo il dito anche sulle malls e le logistiche (vero è che l’esposizione globale è stata limata). Ci troviamo in un economia che ruota attorno al credito ed alla leva che produce attraverso gli hedge e ci scagliamo contro il mattone? Il mattone è cresciuto perché è cresciuta la domanda, il mattone oggi decresce perché la domanda non ha più i mezzi per acquistare, sbaglio? Io banca posso dare il credito anche all’homeless ed è un rischio che io banca mi accollo. Io banca poi questo rischio lo giro all’investitore il quale entra nel casinò della finanza ingegnosa e a sua volta gira il suo rischio ad un altro investitore. Alla fine qualche migliaio di delinquencies inceppano il meccanismo, da qualche decina di triliardi di $, e così la banca si rimpossessa della casa dell’homeless, si impossessa dei soldi dei contribuenti per deleverare l’impalcatura che aveva costruito per pararsi il fondoschiena, il gioco funziona e siccome sono stati bravi ricevono anche il bonus. Pendiamo dalle labbra di una manciata di economisti, nobel matematici, guru e veggenti della finanza che dai loro sotterranei alchemizzano e sballottolano i mercati, ieri obama dice che punirà le banche e giù i titoli, passa l’agenzia sul commento del ceo di una corporation e si impennano le commodities, aumentano i disoccupati e la borsa mette in fila i miglior rallies della storia. Non possiamo fare analisi su di un economia che non esiste, e la prossima ripresa sarà trainata in modo ancor più massiccio dalla Cina e per permetterlo dovremo ancora innestare lo stesso rapporto di marcia che ci ha portato quaggiù, checchè ne dica o prometta Obama, l’economia del credito avrà bisogno dei too big, i quali sono già ben collocati nei piani alti della finanza di Pechino, basta guardare l’influenza di Lazard sull’intero sistema bancario cinese. Avremo ancora bisogno di sub prime, di revolving, di “paghi tra dieci anni” cellulari e start-up bonus quando finanzierai la tua nuova fuoriserie assemblata ad oriente, non c’è scampo. L’alternativa è che con l’inflazione che aspetta a partire, i salari bloccati, la disoccupazione record, nessuno sarà in grado di strisciare un po’ di plastica. L’alternativa non sono le riforme, leggi ferree sugli istituti di credito o ingegnosi labirinti che solo pochi sanno percorrere, l’alternativa è produrre ricchezza laddove si consuma ricchezza, scambiare il prodotto del lavoro con aree in cui il lavoro sia equipollente, globalizzare la ricchezza e non polarizzare la povertà. Il sub prime, come si suol dire, è stata la goccia che ha fatto traboccare Pandora. Forse.
Ha aspettato fino all’ultimo, cioè fino ai calci nelle parti basse, l’ultimo dei quali con la perdita di un seggio
al senato, per fare qualcosina di quanto aveva promesso.
Salve Franco Parpaiola.
Per non farla troppo difficile, Obama, visti gli scricchiolii elettorali, parla di misure fatte per punire i “cattivi”, mentre quello che conta continua come prima.
L’ideale per recuperare voti da chi non cerca neanche di sforzarsi per capire come funzionino le cose, presi come sono a bandire torce e forconi e a cercare un capro espiatorio, anche del tutto inutile, su cui sfogare la propria rabbia per quanto successo.
Perchè la sostanza di queste parole vuole che si impediscano attività che non hanno creato alcun buco, mentre si continuino a permettere, anzi si incoraggino, tutte le attività che i buchi li hanno creati.
E lei dovrebbe saperlo bene, visto che le banche tedesche in quanto a buchi non sono messe niente male, ma non sono particolarmente dedite alle attività “very british” oggetto, appunto, dell’attenzione di torce e forconi.
Mentre chi “ruba” continua a farlo tanto quanto prima, se non più di prima. E la crisi l’avremmo avuta tale e quale senza trading, senza hedge fund, senza private equity.
Mi perdoni, ma direi che il “nocciolo della questione” è molto lontano dalla sua comprensione.
Roberto e roberto:
Io mi riferivo ai voti di Nebraska, Louisiana, Florida etc COMPRATI COI MIEI SOLDI a porte chiuse.
Se poi volete allargare il discorso anche ai Mickey Mouse di Acorn, o alle esenzioni accordate alle lobby-sindacati, accomodatevi.
Poi pero’ spiegatemi dove posso trovare anche un briciolo di hope and change.
Il congresso e’ in mano ai dems dal 2006. Volete dire che il congresso dem non ha responsabilita’ alcuna per gli eventi degli ultimi 4 anni…???
No, dice roberto-minuscolo, quello che conta e’ il presidente (cioe’ il “cattivo” Bush).
Ma allora, Clinton non ha responsabilita’ alcuna per le nefaste leggi passate dalla sua amministrazione?
No, perche’ in quel caso chi conta e’ il congresso (dato che il presidente era il “buon” Clinton).
Presidente o congresso? Congresso o presidente?
Fatevi un favore, chiaritevi (e chiariteCI) le vostre contraddizioni al prossimo post.
Salve.
Insomma senza tanto tir di difficile, Obama vuole, sulla scia di Big Mama Angelina, mettere uno stop agli Investimenti delle Banche e riportarle a quello che dovrebbero essere sempre state, amministratrici del Bene monetario di una Nazione, e non permettere loro più speculazioni bancarie con soldi degli altri, per poi, se tutto va male far pagare agli stessi proprietari defraudati dei soldi (vedi Islanda) il prezzo della loro criminalità.
Senza tante sigle e inglesismi vari credo di aver chiarito il nocciolo della questione.
Bene, era ora che Obama sposasse le idee di Big Mama Angelina, ora vedremo i very british cosa diranno, certo che andranno sulle barricate, con cosa le vogliono costruire poi ste barricate, non lo saprei veramente dirlo, ad ogni modo faranno la voce grossa, e magari si gonfieranno come il rospo, fino a scoppiare.
Boom! Pace.
Pensate per un momento, supponiamo che Obama riesca, cosa che potrebbe benissimo accadere a far passare la sua riforma, (nemmeno i suoi avversari sono cosi scemi da sfidare il proprio elettorato, per seguire le idee di qualche pezzo grosso dell’alta finanza criminale internazionale), e Londra rimanesse sola spoletta, sui suoi principi del Mercato libero che dice , ruba tu che rubo anch’io tanto gli altri alla fine pagano.
Se questo scenario si avverasse allora la City diventerebbe il centro mondiale della criminalità finanziaria internazionale, o non lo è forse già?
Tutti i ladroni finanziari americani allora per star lontani e al sicuro dalle grinfie della Legge americana, si sposterebbero a Londra.
Moh va a vedere che così quel fagotto insipido di Gordon Brown, si salva.
Gli appassionati degli investimenti bancari che vogliono continuare a rischiare, che vadano a giocare d’azzardo a Las Vegas, ma con i soldi loro e quando hanno perso tutto, dato che nessuno pagherà più per loro, che si accomodino in soffitta e si impicchino tutti, di Gente quei disgraziati ne hanno già imbrogliata e rovinata abbastanza.
E patetico leggere che c’è ancora chi crede che gli investimenti bancari aiutino le economie e che non siano la colpa della crisi, migliaia di affiliati di “attack” la pensano differente, molti di loro sonodei fior fiore di specialisti dei soldi Economi docenti di Economia e politici competenti, e tutti compatti sostengono in pieno l’iniziativa di Obama.
Salutönen.
Caro Dekebalos:
).
I private equity hanno contribuito alla bolla dei prezzi, che è a monte di tutti gli incrementi di prezzo, dalla camera d’albergo agli affitti (adesso siamo in due adesso a saper usare il corsivo
Per come la vedo io, i private equity hanno utilizzato le possibilità che venivano date loro dall’alto, cioè dai regolatori illuminati.
Dire che ciò causa gli aumenti di prezzo non mi pare una visione corretta. Potremmo dire le stesse cose anche di una coppia che fa un mutuo per comprarsi casa, a vederla in questo modo.
Gli aumenti di prezzo derivano da chi permette condizioni economiche irragionevoli per queste cose. E’ ovvio che poi c’è qualcuno che le sfrutta, dai fondi di private equity alle coppie che comprano casa. Anche se vietassimo tutto questo, vedremmo comunque nascere qualcos’altro per sfruttare tali opportunità.
Dante Scrive: January 22nd, 2010 at 12:38 am
Roberto… suvvia…
“Purtroppo il congresso e’ nelle mani delle “corporations” dei vari gruppi di potere, che non lesinano favori (io le chiamo tangenti legalizzate) ne’ ai repubblicani ne’ ai democratici.”
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Ma dai? Veramente? Ma come, non stiamo parlando della “piu’ grande democrazia del mondo”?
O forse ti stai riferendo ai recenti ricordi del periodo Craxiano in Italia?
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Almeno le corporations i favori li comprano coi soldi dei loro azionisti.
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????? Tu sei completamente fuori, amico!
Alla fine chi paga e’ sempre pantalone, gli azionisti non sborsano nulla, i soldi donati ai politici rendono sempre!
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Il tuo egregio bHo i voti li ha comprati coi MIEI soldi !!!
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Barack Obama ha rifiutato il finanziamento pubblico della sua campagna, ed ha raccolto una frazione considerevole dei sui fondi su internet. E’ storia nota… sveglia!
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5 Top Sources of Funding for Barack Obama’s Campaign
The securities and investment industry is ranked No. 4
Posted October 7, 2008
1. Lawyers/Law Firms ($27,689,330)
2. Retirees ($27,220,507)
3. Education ($12,222,365)
4. Securities and Investment ($10,847,652)
5. Business Services ($7,451,886)
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Fai la somma delle donazioni qui sopra e confrontalo con il miliardo e passa di dollari che il comitato elettorale di Obama ha raccolto in totale. Piu’ di 223 milioni di dollari sono state donazioni anonime di meno di 200$, cioe’ privati cittadini, io ne conosco piu’ di uno.
Saluti,
Roberto
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“Discussing the issue of campaign finance reform, Obama said, ‘The argument is not that I’m pristine, because I’m swimming in the same muddy water, … The argument is that I know it’s muddy and I want to clean it up,” Barack Obama said August 16, 2007, in Des Moines, Iowa.
No Marcello, Obama ha ragione quando critica il concetto “too big to fail”. Su questo però, visto che per ora stiamo parlando del nulla, aspetto di vedere qualche proposta concreta. Trovo che per sradicare questo concetto siano necessarie riforme davvero profonde e radicali, e non penso che Obama nè altri abbiano la minima intenzione di farle.
Distinguere tra attività “speculative” e bancarie può anche avere senso, non dico di no, ma continuo a non vedere il nesso con la crisi e con l’interdipendenza del sistema finanziario. Intendo dire: il sistema NON è andato in crisi per le attività di trading, degli hedge, e via dicendo, ma per attività molto più tradizionali.
Prova ne sono, ad esempio, le banche tedesche ancora piene di scheletri negli armadi.
E l’interdipendenza rimane, perchè, anche se diciamo che la banca X non può avere un centesimo di depositi, nel momento in cui ha relazioni con altre banche commerciali, di fatto dovranno sempre salvare la banca X per evitare che i depositanti delle banche commerciali ci rimettano le penne. Pensiamo al salvataggio di AIG, ad esempio, che non assomiglia neppure ad una banca, ma le cui connessioni con l’intero sistema bancario tradizionale erano molto forti. Questi provvedimenti toccano qualcosa al riguardo? No. Così anche se Merryl Lynch tornerà indipendente e non avrà neanche un centesimo di attività bancaria tradizionale, dovrà sempre essere salvata per evitare che i correntisti del banco popolare di Voghera perdano i propri depositi.
Infine, non credo che questi limiti e queste separazioni incidano in maniera apprezzabile sullo strapotere del sistema finanziario. Lo strapotere di esso deriva, come ho detto quando ho parlato dell’”albero dei soldi”, dall’essere il canale di trasmissione della politica monetaria (cioè l’intermediario tra la stampante ed il mondo, detta in termini più terra terra).
O la politica rinuncia a tale attività, o lo strapotere rimane, qualsivoglia limite venga messo. Anche perchè messo un limite troveranno di sicuro qualcos’altro di interessante da fare, ed i limiti saranno sempre in ritardo.
Nell’ipotesi più radicale, ci troveremmo con un sistema finanziario fatto di burocrati statali, cioè con uno strapotere in mano ai politici in perfetto stile sovietico.
Non c’è via di uscita, se non quella di limitare la manipolazione monetaria sul mondo.
Caro Davide K,
Lei afferma: Si legge di limitazioni al prop trading, di limitazioni ad attività di hedge fund e private equity, e la domanda sorge spontanea: queste cose hanno contribuito in qualche modo alla crisi? La risposta è assolutamente no, al di là di ogni ragionevole dubbio
Non sono del tutto convinto della sua affermazione e, come argomentazione porterei una citazione di una persona che lavora dentro il mondo private equity:
A marzo 2009, Marco de Benedetti (managing partner di Carlyle Italia) dichiarava a Class Cnbc:
I private equity hanno contribuito alla bolla dei prezzi, che è a monte di tutti gli incrementi di prezzo, dalla camera d’albergo agli affitti
Sbaglia il partner di Carlyle ?
Cordialmente,
Dekebalos
Caro Ambrogio, a me sembra che Obama sia talmente arrabbiato per la sconfitta in massachusets da voler far di testa propria. La questione google rientra in un disegno più ampio, che non è certo in discussione. Le osservazioni di davide k sono molto pertinenti: la riforma tocca davvero le cause della crisi? Lo verificheremo quando la proposta prenderà forma in un progetto di legge. Ciò detto: a me sembra che l’intenzione sia quella di distinguere tra attività speculative e bancarie e in ultima analisi di arginare lo strapotere del mondo finanziario. E a questo io plaudo. Sbaglia Obama quando dice stop al concetto “too bog to fail”? Infine Gianmarco: mi hanno sempre accusato di smontare Obama,e ora lei mi accusa di accodarmi al coro? La rassicuro: io penso sempre con la mia testa.
Salve.
Il giornalista Dieter Kronzücker, (mi pare sia lo stesso giornalista al quale in Toscana mi sembra di ricordare, la mala Sarda aveva rapito, negl’anni 80 la figlia Susanna, ora anche lei giornalista) l’alto ieri alla tv tedesca parlando degli aiuti americani ad Haiti disse qzeste testuali parole:
Strana gente gli americani sono pronti a scardinare il Mondo per aiutare un Popolo in immediato bisogno d’aiuto, ma non pensano ai loro connazionali che anche lavorando non possono permettersi un’assicurazione per Malattia, o un Fondo Pensionistico che permetta loro di vivere con dignità.
Roberto (Goretti, tanto per non confondere) dice :
Il presidente forse no, o non tanto, ma sulla dipendenza dei membri del congresso dai lobbisti non ci piove.
I membri del congresso sono come i drogati schiavi dei loro pushers che gli forniscono la cocaina.
Sicuro, Roberto (G) questo è vero, ma nemmeno io ho torto, difatti i loro “pushers” non sono altro che i loro stessi elettori, ciò quelli che hanno il Winchester 30/30 sotto il letto e san tirare di Magnum 354, spero veramente che l’elettorato sia chi sia, ma pur sempre l’elettorato, riprenda le redini del Paese tramite il suo Presidente di nuovo in mano.
Tutto il resto si svolge poi sempre a livello ministeriale, o dai deputati oppure dai senatori, dipende tutto dallo spessore del caso.
Penso che nessun Senatore voglia inimicarsi i proprio elettorato.
In quanto alla “Legge McCain” chiamiamola così, credo che la Corte Suprema abbia agito saggiamente, anche in Europa le donazioni e finanziamenti ai Partiti e ai singoli candidati, sono illimitate, basta dichiararle.
Infine, se Ross Perot invece di spendere un occhio della testa per una Campagna presidenziale che non vincerà mai, devolvesse quei Capitali in Charity, e stesse una buona volta zitto, sarebbe meglio.
Salutönen.
Caro Marcello, io trovo questa sparata di Obama decisamente demagogica.
A parte il fatto che ha tutta l’aria di essere nient’altro che un’operazione di immagine e non di sostanza, dopo la sconfitta in Massachusets, il problema vero è che quanto prospettato va a punire solamente gli aspetti che, nel corso di questi mesi, sono stati demagogicamente, ma erroneamente, indicati come cause della crisi (ad esempio dal nostro ministro economico socialista), e non fa un bel niente per rimuovere le cause effettive della stessa.
Si legge di limitazioni al prop trading, di limitazioni ad attività di hedge fund e private equity, e la domanda sorge spontanea: queste cose hanno contribuito in qualche modo alla crisi? La risposta è assolutamente no, al di là di ogni ragionevole dubbio. Le banche non sono finite nei casini per queste cose. Ma proprio neanche un po’. Nè altri ci hanno rimesso.
Quindi che senso ha “punire” queste attività? Semplicemente il voler togliere un po’ di fonti di guadagno a chi ha ricevuto aiuti. Lasciando inalterate le cause che hanno portato le banche ad avere necessità di tali aiuti.
Non è demagogia da quattro soldi questa?
Tra l’altro demagogia ad impatto limitato, da un punto di vista economico, visto che guardando questa tabellina si capisce quanto queste attività incidano sul totale:
http://sg.wsj.net/public/resources/images/P1-AT440_BANKRE_NS_20100121190149.gif
L’unica cosa sensata riguarda il “too big to fail”, ma voglio proprio vedere come si tradurrà in pratica.
E francamente mi sono anche stufato di vedere questi illuminati regolatori che prima passano anni a “suggerire”, aiutare, invogliare in ogni modo aggregazioni di ogni genere nel settore finanziario, e poi a cambiare idea e fare il contrario. Aspettate qualche anno e cambieranno idea ancora, senza ammettere per neanche mezza volta di avere sbagliato.
NB: per chi avesse la memoria corta, vada un po’ a riguardarsi se le banche erano in crisi perchè facevano trading o perchè facevano mutui; se erano in crisi perchè perdevano soldi con gli hedge o perchè si svalutavano i cari, vecchi, solidi mattoni. E poi si chieda, se ancora non lo avesse capito, come mai i cari vecchi solidi mattoni hanno letteralmente volato per 15 anni per poi schiantarsi.
E rifletta sul moral hazard, da cosa viene, e cosa comporta.
Ma di tutto questo nella demagogia obamiana non v’è la minima traccia, se non proprio un accenno nella relazione tra moral hazard (che è però uscito di molto rafforzato dalla crisi) e l’essere too big to fail.
Francamente dubito molto che i nuovi limiti renderanno le banche abbastanza piccole da poter essere lasciate fallire.
Siamo arrivati al dunque. Chi comanda sente il solletico da qualcuno. Ora Obama che ha lanciato il sasso non deve nascondere la mano, vada fino in fondo. Lobby bancarie e assicurative stanno affilando i coltelli. JFK per molto meno è stato tolto dalla circolazione. Il finto mercato di Walt street ha dato un piccolo segnale. Certi interessi non si devono nemmeno sfiorare. Jes we cam Obama? provaci e vedremo quanto conta la politica in USA. Un saluto.
laurentinum Scrive: January 22nd, 2010 at 3:28 am
Si si puo aspettare che alcuni leader di destra storica in Italia che si erano dimenticati di essere a destra per seguire la cosi detta nuova era democratica di ritrovare rapidamente i valori del conservatorismo repubblicano.
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Valori del conservatorismo repubblicano USA?
“Bomb now, ask questions later”?
Saluti,
Roberto
Marcello Foa Scrive: January 22nd, 2010 at 11:14 am
…
Tanto più che arriva in un giorno nefasto: la Corte Suprema ha tolto i limiti al finanziamento dei candidati.
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Ma dai! Questa mi e’ sfuggita’. Vorra’ dire che vedremo di nuovo gente come Ross Perot, divertimento garantito.
Saluti,
Roberto
Questo segnale che Lei legge Marcello, va a braccetto con le frizioni USA/Cina per Google?
Lei immagina veramente che qualche cosa si stia muovendo?
Una volta commentando uno dei primi post sulla riforma sanitaria U.S. avevo commentato: possibile che cane cominci a mangiare cane?(riferendomi alle lobby…assicurative piuttosto che farmaceutiche che di banche di investimento).
Mah?
Colzani buongiorno.
Abbiamo visto sfilare 3 presidenti U.S. insieme per gli aiuti a Haiti.
Sentito anche un politico Haitiano dire che questo terremoto sarebbe stata “pubblicità” per l’isola.
Quanto serve all’immagine U.S. poter dimostrare che la spesa per l’esercito, va anche a buon fine(in questo caso).
Non le sembra il tutto un pò “peloso”?
Stia bene.
Ambrogio
R. Goretti Scrive: January 21st, 2010 at 11:32 pm
Dimenticavo.
Smettiamola di incolpare Clinton per la Gramm-Leach-Bliley Act del 1999.
Il principale sponsor fu il senatore repubblicano Phil Gramm, e il congresso era a maggioranza repubblicana in quegli anni. Quella legge fu ampliamente condivisa da tutti e due gli schieramenti e passo’ con una amplissima maggioranza. Al senato passo’ alla quasi unanimita’.
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Salve:
welcome to the club, Goretti. Io ho cercato, invano, almeno due volte di convincere alcuni frequentatori di questo blog di smetterla con la balla di Clinton e la liberalizzazione finanziaria. Non solo Graham, ma anche gli altri due, Leach e Bliley, erano Repubblicani.
Scommettiamo che questo “sbaglio” si ripetera’ ancora?
Saluti,
Roberto
Ma c’e’ ancora qualcuno che crede alla fanfaluche mediatiche di Mr. Obama?
E poi mi chiedo, come conterebbe di fare? puo’ il POTUS o il congresso decidere gli stipendi MASSIMI di una azienda privata? forse, ma prima dovrebbe sedere in consiglio di amministrazione, mi sa.
E poi Foa, sinceramente mi stupisce questo suo tifo sfegatato. Purtroppo continuo a vedere che la stampa soffre di una grave forma di sindrome dell’innamorato. Cosa ci vorra’ perche’ essa si renda conto di quanta poca sostanza ci sia dietro ai discorsi-teleprompter di BHO?
colzani Scrive: January 21st, 2010 at 8:32 pm
anch’io come beltrame credo sia demagogia e volcker non è la colomba che vuol far credere – senz’altro meno influente alla casa bianca di summers. ciò che era da fare è stato fatto, obama, ancora una volta, mostra come si picchiano i pugni sul tavolo e dopo la batosta ricevuta da scott brown credo che non riuscirà più a passare il senato. ha senso fare il duro coi prepotenti adesso, mentre gsax incassa i veri con$en$i.
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Salve:
Per quel che riguarda l’importante riforma della sanita’, Obama non ha bisogno di passare il Senato, perche’ l’ha gia’ fatto. Quel che voleva fare era di modificare, alla Camera, la legge gia’ passata al Senato e rimandarla al Senato per approvazione. Questo non potra’ piu’ farlo, e quindi dovra’ battersi per far passare alla Camera la versione del Senato. Non e’ quello che voleva ma e’ meglio di niente. C’e’ un interessante articolo sul NY Times di oggi scritto dal Nobel dell’economica Krugman proprio su questo argomento.
Saluti,
Roberto
noi tutti ci auguriamo che il brigante si ravveda e fermi anche i suoi complici, il ranocchio si trasformi in principe, la zucca in carrozza e forse prossimamente obama ci chiederà di piantare quattro soldini e aspettare che germoglino…qualcuno ricorda la “promessa” di audit alla federal reserve? sono passati oltre sei mesi…anche ieri, grazie a dodd e gregg, bernanke e soci (compresi quelli che vorrebbero regolare la Finanza) l’hanno fatta franca, gsax ha limato i bonus a 16 miliardi mentre clinton dà il ‘cicchetto’ alla potente e distratta macchina dell’opinione pubblica.
Perchè mi sembrano più reali le baggianate sul doomsday del 2012 dei sedativi maobamaniani?
E’ davvero un piacere dialogare con voi. E mi fa piacere che molti esprimano opinioni dissenzienti dalle mie. Questo mi costringe a riflettere e verificare il mio giudizio. Eventualmente a correggermi. Ho riflettuto, ma sono convinto del mio post. Obama ha capito che l’abbraccio delle banche sarebbe stato mortale soprattutto per lui e ha deciso di sfidare l’establishment. E’ molto significativo che ieri si sia presentato con Volcker, che fino a due giorni fa era tenuto ai margini. Summers e Geithner sono spariti. Ciò detto non mi faccio illusioni: conoscendo bene la politica americana e i meccanismi del potere a Washington credo che la riforma farà la stessa fine di quella della Sanità. Ma almeno Obama tenta di ribellarsi e questo è un segnale importantissimo.
Tanto più che arriva in un giorno nefasto: la Corte Suprema ha tolto i limiti al finanziamento dei candidati. Dunque le grandi società potranno donare tutti i soldi che vorranno ai politici a loro graditi. La legge era stata voluta da McCain, che ora è furioso. E Obama è d’accordo con lui.
franco Parpaiola, le grandi Banche britanniche hanno gia’ espresso il loro parere contrario , ieri sera a botta calda, ma merving King ha detto che la proposta e’ interessante. Se l’inetto Brown e lo stupido Drling faranno propria questa proposta di legge, avranno qualche possibilita’ nelle elezioni di maggio, altrimenti sono condannati a pena capitale politica.
Non si lamenti, qui in Lituania sono solo -20 e peggiorera’ durante il week end.
Ancora un po’ timida e molto difficile da realizzare da un punto di vista tecnico, inoltre, probabilmente il groppo delle G20 seguira’ , ma gli altri non G 7,8 Singapore, Svizzera ed altri cosa faranno? Gli USA hanno molti mezzi per convincere i riluttanti, ma non e’ facile. La vera riforma sarebbe stata , di ritornare alla separazione rigida fra banche d’affari e banche di credito ordinario. Ha anche accennato al credito facile a chi non poteva comperarsi una casa, praticamente sconfessando l’operato di ACORN, il vero originatore e responsabile della crisi del 2008.
Avra gli attributi per portare a casa la riforma? non lo so, so solo che se non lo fa , e’ politicamente finito.
Parlando d’altro , ho visto che avete un articolo anche sulle bufale dell’IPCC come avevo detto ieri sera. Ne verranno fuori delle belle con la carbon tax e rimborsi a chi ha gia’ pagato costi altissimi per Kyoto .
Siamo così sicuri che non sia una manovra per recuperare consensi in un momento in cui questi si sono ridotti notevolmente?
In fondo prendersela con le banche in questo periodo è la cosa migliore per accattivarsi la gente.
Ma le mie perplessità su Obama rimangono.
Quanto alle banche, fatta la legge, trovano subito l’inganno.
Vedremo.
Non ho ancora capito se Obama abbia un qualche spazio di manovra suo personale o la sua Politica sia solo dettata.
La speranza vuole che lui abbia un qualche spazio di manovra…
Pronto anche io a dire viva Obama.
Ma è troppo presto.
Cordialmente Ambrogio
non sarei così entusiasta. Attaccare le banche, mantenendo il mito del “libero mercato” (anche e soprattutto di Borsa) può provocare reazioni delle grandi concentrazioni (non semplicemente finanziarie, poiché lo sono anche di potere politico) con pesanti riflessi economici sull’apparato, che in ogni caso funziona sempre da collettore di risparmio e concessione di credito. Quando si è “dimostrato” che certi interventi bloccano dati circuiti, creano “rigidità di sisema”, ecc., non sarà tanto facile resistere alla possibile accusa di provocare una nuova crisi. E’ ovvio che non si possono prendere misure solo per rimediare ad una sconfitta elettorale. E’ indispensabile una vera progettazione politica, che comporti, se necessario, la sospensione (almeno degli effetti) di alcune misure e faccia capire al “pubblico” (una vera “rivoluzione”) che i mercati sono manovrati da chi ha potere, e che quindi bisogna optare per misure governative forti di regolazione del mercato finanziario e delle politiche creditizie (indirizzate allo sviluppo degli investimenti industriali, non semplicemente dei consumi); altrimenti decisioni più blande potrebbero tradursi in gravi scompaginamenti dell’apparato finanziario e dei mercati valutari. Il discorso sarebbe più lungo, ma spero basti questo accenno per mettere in guardia dal procedere senza un preciso programma e il varo di misure “di forza”, così contrarie alla mentalità individualista dell’ideologia liberista (e liberale).
Laurentium scrive: “Come sulla proposta di legge sulla salute si son ben guardati di ridurre il valore dei ammonti per danni punitive per cause contro medici”.
E’ vero che la proposta di limitare i danni a $250,000 nei casi di Malpractice non e’ passata al Senato.
Tuttavia il tentativo di dare tutte le colpe del problema assicurativo/sanitario americano, e dei suoi altissimi costi alle richieste di risarcimento stratosferiche, e’ fuorviante.
Tale limite, anche se non esiste a livello federale, esiste a livello statale in 24 Stati. Nella California tale limite esiste dall’entrata in vigore della legge MICRA del 1975 (Medical Injury Compensation Reform Act). Tale legge e’ spesso usata come campione da tutti coloro che vorrebbero che tale limite fosse imposto a livello federale per tutti gli stati.
E’ vero che i limiti ai risarcimenti danni per la malpractice hanno qualche effetto positivo sui costi, in quanto fanno abbassare i premi di assicurazione malpractice che i medici e gli ospedali devono sostenere, ma purtroppo essi costituiscono solo una minuscola punta di un iceberg. Se fosse cosi facile, i nostri costi sanitari in California dovrebbero essere molto piu’ bassi che nella gran parte del paese, visto che tale legge esiste da 35 anni. Purtroppo non e’ affatto cosi.
Si si puo aspettare che alcuni leader di destra storica in Italia che si erano dimenticati di essere a destra per seguire la cosi detta nuova era democratica di ritrovare rapidamente i valori del conservatorismo repubblicano.
Mason Antonio: Garantito da freddy Mac e fannie Mae.
Tutto il sistema finanziario si è poi
arrotolato intorno dato che il governo federale garantiva e c’era un buon return. Tuttavia Freddy e Fannie non sono walls street sono para statali con uno statuto ambiguo e la più potente lobby al congresso , pertanto Obama non ha menzionato quella potente lobby. Come sulla proposta di legge sulla salute si son ben guardati di ridurre il valore dei ammonti per danni punitive per cause contro medici causa maggiore del rincaro delle assicurazione che poi gravano su tutti , con i soldi risparmiati dalle cause punitive per danni c’è di che assicurare tutti e curare tutti. Non c’è dunque bisogno di nazionalizzare un sesto dell’economia americana.
Tuttavia la lobby degli avvocati che fa i processi per danni è una fortissima lobby che paga profumatamente il partito democratico come lo fanno freddy e fannie.
Obama fa la sparata ideologica, ma la festa è finita, I Americani hanno gustato un po’ di sinistra e hanno capito,per lorro Obama è come Prodi per i Italiani.
Certo quelli che puntavano in Italia su la nuova era Obama per fare i politici coretti con l’abolizione
dei schieramenti si trovano adesso a passo falso. Si si puo aspetare che alcuni elader di destra
Franco dice: “se veramente credete che il Presidente degli Stati Uniti d’America, chiunque egli sia, sia veramente in mano a qualche lobby, e dipenda solamente da quattro lobbisti e non dai sui elettori, allora signori miei, non avete capito un bel niente del Popolo americano”
Il presidente forse no, o non tanto, ma sulla dipendenza dei membri del congresso dai lobbisti non ci piove.
I membri del congresso sono come i drogati schiavi dei loro pushers che gli forniscono la cocaina.
Lo sguardo del Presidente degli Stati Uniti è troppo intrigante per essere una delusione
Sono felice che il nostro padrone di casa gli abbia dato il benvenuto con un evviva Obama.
A parte gli scherzi, di solito il buongiorno si vede dal mattino dice un detto popolare. Il buongiorno di Obama malgrado molte e forti critiche, per me è sempre stato un bel buongiorno a cominciare dal suo discorso d’insediamento.
E’ giovane e forte,con i suoi discorsi riesce a far sognare il popolo ad occhi aperti. Spero che i sogni diventino realtà!
Hey Dante come va! Fate progressi, uh! One down nine to go, to reach 50/50 in the Senate.
Tu dici: “Almeno le corporations i favori li comprano coi soldi dei loro azionisti.”
Mi dispiace deluderti, ma le corporations i favori li comprano con i soldi anche tuoi.
Il costo delle loro “tangenti legalizzate” entrano a far parte del prezzo dei loro prodotti e servizi, che vengono comprati da te (o dal governo per te).
In altre parole, il costo dei loro contributi ai politici (le tangenti appunto) fanno parte del prezzo delle polizze assicurative, dei medicinali, delle tariffe bancarie, degli armamenti, ecc. che paghi anche tu.
Magari fossero solo i loro azionisti a pagare!
Le sconfitte hanno la conseguenza di cercarsi un avversario piú debole e proclamare un conflitto di sperata facile vittoria per nascondere il fallimento precedente. Lo provó a fare Gualtieri in un modo troppo evidemte di fronte alle sue enormi difficoltá economiche, e creó quella che oggi é conosciuta come la sindrome delle Malvine. Le banche sono le Malvine di Obama, spero che gli riesca, le probabilitá gli sono favorevoli ma la motivazione é uno sfscciato opportunismo politico.
Roberto… suvvia…
“Purtroppo il congresso e’ nelle mani delle “corporations” dei vari gruppi di potere, che non lesinano favori (io le chiamo tangenti legalizzate) ne’ ai repubblicani ne’ ai democratici.”
Almeno le corporations i favori li comprano coi soldi dei loro azionisti.
Il tuo egregio bHo i voti li ha comprati coi MIEI soldi !!!
Ueila’ Roberto Goretti, ben ritrovato…
Allora, e’ il Congresso che conta, non il presidente?
Se cosi’ fosse, allora i dems sarebbero responsabili per tutto cio’ che e’ accaduto dal 2006, non ti pare?
(Qualcuno lo dovrebbe dire a bHo, che la smetta di accusare Bush ogni volta che gli va storto il boccone rendendosi cosi’ penosamente monotono e ridicolo)
Ma se cosi’ non fosse, allora perche’ Clinton dovrebbe meritare l’assoluzione…?
Purtroppo (per lui), bHo sembra essere un narcisista mai contento di ascoltare la propria voce e vedere la propria immagine…
Sembra abbia capito poco dei segnali che gli giungono dal basso — non dei tea-parties, ne’ dei town hall meetings, ne’ dei dissenzienti all’interno del suo partito, ne’ di Virginia, ne’ di New Jersey, ne’ dei sondaggi in caduta libera, e adesso nemmeno dell’inaudito risultato del Massachusetts.
L’unica cosa che sembra desiderare piu’ dell’aria che respira e’ di lasciare un segno, un’impronta qualsiasi purche’ sia la sua su questa tentennante amministrazione.
Se health care non va, proviamo un altro stimulus, e senno’ il crap-n-tax, o Copenhagen, o qualunque altra idiozia, purche’ alla fine del mio [unico] mandato possa dire “visto che anch’io so fare qualcosa?”
Facile dire aboliamo il concetto too big to fail. Forse ha intenzione di abolire Freddy/Fannie, o CRA?
Forse. Lo vedremo alla prova dei fatti, non dei discorsi.
Intanto, da conservatore indipendente, posso solo ringraziarlo per l’ottimo lavoro svolto sin’ora.
Keep up with the good work, Mr. President!
P.S. Per quella cena con la Nancy, forse sara’ meglio aspettare a dopo novembre, quando avra’ molto piu’ tempo libero…?
laurentinum : Nessun banchiere non avrebbe mai prestato a un immigrato insolvente se non ci fosse stato dietro il governo…..ottimo, manca pero’ la seguente frase : governo che comunque avrebbe garantito GA-RAN-TI-TO il pagamento delle somme prestate all’ emigrato insolvente. Alle banche cio’ che interessa è il debito garantito.
Il debito della comunita’sottoscritto e firmato, dai politici, per conto della comunita’ è per le banche un ottimo affare.
Vengono pagati puntualmente gli interessi ed il debito non si estingue mai.
Ecco perchè vengono evitati e subito scartati dalla fauna politica i personaggi integri ed intelligenti.
Molto meglio dei politici, ignoranti, ingordi, pasticcioni, disonesti, corrotti, negati nell’ arte di conto, i quali creano sicuramente dei dannni colossali alla comunita’ ma sono gli artefici di grossi profitti per le banche diventandone la linfa vitale.
Salve.
E io vi dico che Obama fa sul serio, Il Presidente ha capito che la Gente e stufa di essere schiavizza dalle Banche, ed e pronta a tirar fuori il Wincherster 33/30 da sotto il letto.
Le Banche lo hanno capito, difatti si sono accorte che con chi brandisce un Winchester o spara dal fianco con una Magnum 354, non è salutare mangiare ciliegie.
Il nostro Marcello questo cambiamento lo ha capito al volo, e già dal post del 10 Gennaio, ora scriviamo il 21 e questo Post non ne che la logica conseguenza.
Penso che le Banche per riguadagnarsi la fiducia persa, difatti un paio di piani più giù, ol 10 Gennaio, si parlava proprio della migrazione in massa dei clienti da grandi Banche verso Banche più piccole, in pratica come dai grandi Magazzini ai pizzicagnoli degli Antichi sapori rionali, quando si va a far la spesa, si adattino a disposizioni e direttive atte a proteggere il Cliente e a creare quell’autostrada a più corsie e a differenti velocità “secondo la cilindrata” che indica il Marktwirtschaft modificato (mi pare) proprio da Big Mama Angelina, la quale viene dal Est.
L’Autostrada degli investimenti a più corsie secondo la potenza della Macchina credo sia un idea sua, non di Ludwig Erhard.
E di pochi giorni fa la notizia che le Banche tedesche vogliono creare da sole una loro Bad Bank, insomma si vogliono controllare a vicenda, forse cercano di evitare ficcanaso governativi e mettono così le mani avanti, possibile però che anche questa sia una soluzione, per riguadagnare la persa fiducia.
Poi un’altra cosa, se veramente credete che il Presidente degli Stati Uniti d’America, chiunque egli sia, sia veramente in mano a qualche lobby, e dipenda solamente da quattro lobbisti e non dai sui elettori, allora signori miei, non avete capito un bel niente del Popolo americano e della sua potenza, e del suo coraggio civile.
Sarà interessante ora ascoltare cosa hanno da dire quelli seduti sull’altra sponda dello stagno.
Salutönen.
Obama è uno showman, un’attore. Si troverebbe più a suo agio ad hoolywood che nella casa bianca. Questa è solo una farsa e gli americani sono degli sprovveduti. Sarebbe bello che Obama avesse una spina d’orsale ma non riesco a crederci e d’altronde agendo solo ora, lo farebbe per se stesso e non per il suo popolo.
Sono curioso di vedere se l’america andrà in default perchè fermeranno l’emissione di nuovi bonds necessari a coprire quelli attuali oppure se andranno in default per iperinflazione stile Zimbawe.
Dimenticavo.
Smettiamola di incolpare Clinton per la Gramm-Leach-Bliley Act del 1999.
Il principale sponsor fu il senatore repubblicano Phil Gramm, e il congresso era a maggioranza repubblicana in quegli anni. Quella legge fu ampliamente condivisa da tutti e due gli schieramenti e passo’ con una amplissima maggioranza. Al senato passo’ alla quasi unanimita’.
“E allora, dopo averlo spesso criticato, questa volta dico: viva Obama.!”
Lei lo osanna dopo averlo criticato, ed io invece lo critico dopo averlo osannato.
La probabile sconfitta della riforma sanitaria in Senato dove ha perso la maggioranza del 60%, e’ anche colpa sua.
Premetto per chi non lo sa, che per passare le leggi al senato occorrono solo 51 senatori (cioe’ la maggioranza semplice), tuttavia 60 sono necessari per fermare l’ostruzionismo. Con il “filibustering”, come viene chiamato l’ostruzionismo in inglese, una piccola minoranza puo’ infatti impedire la votazione dei provvedimenti legislativi semplicemente parlando e parlando per ore e giorni (famoso l’intervento di un senatore anni fa che lesse l’intero elenco telefonico di Washington durante una di queste discussioni). Il regolamento del Senato prevede che 60 senatori possono votare una mozione per fermare la discussione e portare il provvedimento al voto in aula immediatamente. Senza quei 60, una piccola minoranza puo’ fare ostruzionismo all’infinito e virtualmente porre il veto su qualsiasi legislazione.
Tornando ad Obama, io lo critico per la sua scelta di delegare totalmente al Congresso la legge di riforma sanitaria, invece di presentare lui stesso un disegno di legge che poi avrebbe potuto cercare di far passare.
Facendo cosi’, Mr. Obama, ha di fatto delegato un disegno di legge alle potenti lobbies assicurative, che si sa, come tutte le lobbies, tiene tutti i membri del Congresso per i “cojones”.
Se avesse fatto come Reagan fece nella grande riforma del fisco del 1986, dove, invece di delegare la riforma al congresso, presento’ un disegno di legge (per lo piu’ condivisibile dalle due parti) per poi far pressione sul congresso per passarlo, forse anche Obama avrebbe ottenuto piu’ risultati in quel caso.
Purtroppo il congresso e’ nelle mani delle “corporations” dei vari gruppi di potere, che non lesinano favori (io le chiamo tangenti legalizzate) ne’ ai repubblicani ne’ ai democratici.
Un presidente deve avere polso per far valere gli interessi della nazione contro questi interessi privati rappresentati al congresso, altrimenti non si va da nessuna parte.
Io, normalmente scettico e critico su Obama, apprezzo questa mossa, un po’ tardiva, forse destinata ad essere stemperata dalle discussioni al Senato ed al Congresso nonché dal lobbismo, ma sicuramente positiva.
Bisogna vedere come sarà implemetata, per ora il discorso è generico, però rappresenta un passo importante, una svolta in una politica troppo spesso condizionata dal lobbismo di Wall Street.
Il sistema bancrio / finanziario ha bisogno di limiti. Limiti nell’assunzione dei rischi, limiti nella concetrazione, limiti nella emissione di strumenti poco trasparenti, limiti nella elargizione dei bonus, che dovrebbero essere parametrati su risultati pluriennali piuttosto che di breve periodo. Se sei diventato “too big to fail”, allora devi assumerti delle responsabilità di gestione per legge e non pesare più sulle casse pubbliche (cioè i cittadini) per riparare alla tua imprudenza.
Sono convinto che quello che poi sarà fatto sarà poca cosa; un ceto scetticismo è più che giustificato. Comunque ben venga una mossa nella giusta direzone, anche se alla fine sarà il solito topolino partorito dalla montagna. Meglio del nulla finora visto.
Considero positivo anche il ritracciamento degli indici borsistici e del prezzo del petrolio, che in questo momento tratta a 75,99, perché – a mio avviso – il rally dei mercati finanziari aveva incominciato a scollarsi troppo dalla realtà economica. Peraltro il cosiddetto “superindice” comunicato oggi (i leading indicators del Conference Borard) è cresciuto del 1,1%, indicando prospettive positive nei prossimi 6 mesi per l’economia reale.
Saluti vivissimi
Mi unisco volentieri al coro degli altri diffidenti… come non esserlo! Tra l’altro, si continua a non capire come il problema principale sia rappresentato dalla FED…
Ammetto una cosa: Obama è intelligente, molto intelligente, e dirigersi verso Paul Volcker (uno dei pochi banchieri centrali decenti della storia americana) è buona intuizione. Più in là di così, tuttavia, non si andrà. E Obama lo sa benissimo.
Saluti!
P.S. E’ Geithner il Ministro del Tesoro
Difficile fidarsi, certo che è nell’interesse delle lobby e dei gruppi di potere che lo hanno appoggiato che Obama non si indebolisca troppo.
io immagino sia possibile che Obama abbia parlato nel momento in cui è stato ragionevolmente sicuro che gli faranno incassare un qualche risultato, un onorevole compromesso: le banche guadagnano da una parte e dall’altra concedono qb perchè Obama riacquisti un po’ di smalto, gli servirà per tener buona le gente, pare tiri brutta aria a causa del malcontento contro le Banche in primis. Se fosse così, qualcosa, il meno possibile, ma qualcosa otterrà e potrà impersonare la figura dello sceriffo buono, evitando di perdere altri pezzi di consenso. Non riesco ad immaginare altro motivo di questa nuova uscita
Per la prima volta sono…. in minoranza su questo blog. Meno male che c’è Franco Parpaiola…
Scherzi a parte, capisco le ragioni del vostro scetticismo. Ma quello pronunciato da Obama non è uno dei tanti discorsi, ma l’annuncio di una riforma. Dunque impegnativo. Fumo negli occhi? E’ possibile, ma secondo me Obama si è reso conto che la linea (pavida) seguita finora non gli avrebbe portato alcun vantaggio. Anzi, alla fine l’unico a perdere sarebbe stato. E ha avuto uno scatto d’orgoglio: gioca il tutto per tutto per rinascere politicamente e se non servirà… meglio morire in piedi. Populistico era l’annuncio della ridicola tassa sulle banche, Questo invece è un attacco alle fondamenta del sistema lobbistico che da anni tiene in ostaggio la politica americana. Perlomeno un attacco alla lobby delle banche, purtroppo ce ne sono altre….
anch’io come beltrame credo sia demagogia e volcker non è la colomba che vuol far credere – senz’altro meno influente alla casa bianca di summers. ciò che era da fare è stato fatto, obama, ancora una volta, mostra come si picchiano i pugni sul tavolo e dopo la batosta ricevuta da scott brown credo che non riuscirà più a passare il senato. ha senso fare il duro coi prepotenti adesso, mentre gsax incassa i veri con$en$i.
Tutti dico tutti sanno che Obama non ha il potere che gli attribuiscono i media . Obama è stato eletto con il finanziamento delle grandi banche e la grandi banche ora fanno credere che Obama fara’ il cattivo appunto con chi l’ha finanziato.
Il tutto fa parte della grande commedia americana.
Solite pantomine per tenere buono il popolino gia’ ingannato e derubato appunto dalle grandi banche americane che con le frasi di Obama, ovviamente solo di facciata,
viene ingannato nuovamente.
Personalmente non credo che quanto promesso sarà realizzato, nè che in realtà sia un vero progetto politico ma solo un modo disperato per “rifarsi una faccia” dopo aver sperperato in maniera folle il capitale politico a disposizione.
Insomma da 100 e chiede indietro 10, approva il market to fantasy e invoca regole stringenti.
La realtà dell’amministrazione punta in una direzione, le parole in quella contraria.
Urge sganciarsi politicamente e finanziariamente il prima possibile ed il più possibile da una nazione in piena caduta o finiremo travolti dalle macerie del colosso…
C’era una volta l’America…
Francesco C
Penso che il discorso di Obama sia solo aria fritta.
A parole si può fare tutto, ma quando è ora di agire
trovi ostacoli insuperabili.Lei è troppo ottimista dott.Foa
pur essendo sempre stato critico nei confronti di Obama,
questa volta gli da fiducia. L’unica cosa che mi sento
di dire sul presidente Usa è che se continua di questo
passo supererà (in negativo) persino Carter.
Saluti
Francesco
Mi permetta di essere scettico Dott. Foa. A parole sono bravi tutti. E Obama e’ sempre stato bravo a parlare. Vedremo se ci riuscira’, anche se a mio avviso e’ troppo tardi, avrebbe dovuto muoversi prima, ora la faccenda e’ decisamente piu’ complicata per lui.
Da adesso Obama è diventato un lame duck perché se i democratici non vincono a Boston, non vincono da nessuna parte negli Stati Uniti, domani potrà fare parte della giuria del nobel.
I democratici degli Stati in bilico diventeranno ancora più conservatori che i repubblicani di conseguenza i democratici, democratici, non hanno più la maggioranza di fatto.
L’era Pelosi è chiusa.
Per quello che riguarda le banche, non bisogna dimenticare che il sub prime se lo sono inventati i democratici che l’hanno imposto alle banche, perché i democratici volevano nuovi immigrati da chi avere il voto dandoli la casa, l’amministrazione Clinton è responsabile della crisi , ma pero adesso la politica vuole fare pagare alle banche le sue colpe , troppo facile. Nessun banchiere non avrebbe mai prestato a un immigrato insolvente se non ci fosse stato dietro il governo con le due freddies. I democratici per avere i voti e i repubblicani per tenere buono la gente mentre c’era la guerra. Avere insieme il burro e il cannone come lyndon johnson aveva promesso durante il vietman (cioè che poi non è stato possibile). I banchieri hanno obbedito alla politica, I bonus c’entrano pocco tuttavia un minimo di regole di buon senso, di protezione e garanzie sono necessarie ma non troppe, impedirebbe la ripresa.
Salve.
E così Obama divotza dal Libero Maercato americano per sposare il Marktwirtschaft del liberale tedesco Ludwig Erhard e rispolverato da Big Mama Angelina.
Chissà cosa faranno ora i very British.
Salutönen