Vi invito a porre domande al braccio destro di Roubini
Giovedì prossimo uno dei più stretti collaboratori di Roubini, Arnab Das, responsabile delle Ricerche e delle analisi di mercato di Roubini Global Economics, sarà a Milano, invitato da Aberdeen Asset Management, nota società d’investimento patrimoniale.
Chi si occupa di economia e finanza sa che Nouriel Roubini è uno dei pochi economisti ad aver previsto la crisi finanziaria del 2008.
Ebbene ho ottenuto l’esclusiva per un’intervista con Arnab Das, che sarà affiancato da Kevin Daly, portfolio manager di Aberdeen per le obbligazioni dei Paesi emergenti. E, d’intesa con la redazione de ilgiornale.it, abbiamo deciso di tentare un esperimento innovativo, in sintonia con lo spirito della Rete, offrendo ai lettori la possibilità di porre domande a questi due prestigiosi ospiti sulle tematiche di loro competenza, dunque il problema del debito pubblico, la situazione dell’economia mondiale, le tendenze di mercato, le aspettative sui tassi di interesse.
Questo blog è letto e frequentato da economisti, consulenti finanziari, esperti di economia e le discussioni sono sempre di alto livello. Per cui se ritenete opportuno inviarmi le vostre domanda, le considererò con molto piacere. Le più interessanti saranno formulate a Das e Daly. Sul sito del Giornale.it troverete da giovedì pomeriggio o al più tardi venerdì mattina una sintesi video dell’intervista, che sarà pubblicata, in versione più ampia, anche in forma scritta.

Vorrei avanzare una domanda, se posso.
Posto lo scenario drammatico che cononosciamo e gli sviluppi prospettici ben evidenziati da Mr. Doom, è diplomaticamente e politicamente perseguibile la formazione di un Mercato comune del Mediterraneo che comprenda i paesi da esso bagnati, favorito dalla stessa Comunità Europea, con un paese che faccia da coordinatore diplomatico/commerciale tra la nuova entità del Mediterraneo e l’odierna Comunità Europea, ovviamente mi auguro che questo paese possa essere proprio il nostro.
Grazie per l’attenzione.
i media tutti sembran timorati di Dio, mason antonio.
penso al clamore sull’onda delle parole di Oba-mao il giorno dopo aver ricevuto indicazioni dal tavolo della Bis ed il consenso del FSboard allla manovra da loro imposta all’amm. Usa! Geniale!
egrgio Foa.Come si fa a parlare di economia, se la federal reserve non pubblica piu’ i dati sulla massa di carta moneta immessa in circolazine. Se paragoniamo l’ economista al prof di fisiologia ci si chiede subito come possa si possa parlare di fisiologia se non si conosce la quantita’,in litri di sangue, in circolo nell’uomo.
L’ estate scorsa sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Chiasso 135 miliardi di dollari che la guardia di finanza stima veri o perlomeno non distinguibili .
Silenzio assoluto .due individui trasportano l’ equivalente del prodotto interno lordo di un paese come il marocco miliardo di dollari piu’ miliardo di dollari in meno e si cala il silenzio piu’ fitto .grazie media.
Franco Parpaiola: può darsi che l’assenza del homo sapiens porti all’emancipazione, finalmente, di quello ignorans.
Può darsi che Dio non voglia sbagliare due volte, ma correggere il primo errore di impostazione.
Ricambio i salutonen.
Caro Marcello, ho provato a partorire una domanda non stupida, ma non ci sono riuscito.
?
La questione che in realtà mi assilla di più è questa: come può l’occidente reggere al mercato globale (meglio: a questo mercato globale) senza impoverirsi in questo modo.
Al di là delle solite questioni sul fatto che noi dovremmo buttare meno soldi dalla finestra ed essere “più competitivi”, e che i cinesi dovrebbero tenere conto di diritti umani, diritti sul lavoro, inquinamento, ecc.
La mia impressione è che non siano queste cose a fare la differenza, e che ci sia qualche dinamica che va oltre tutto questo, ma francamente continuo a fare fatica ad afferrarla per bene. La moneta cinese manipolata, ok è importante, ma basta per spiegare tutto?
Mi chiedo se gli intervistati non possano dare qualche spunto o qualche indicazione in materia.
Fermo restando che un “l’impoverimento occidentale è inevitabile” (cioè una sorta di “convergenza” verso una ricchezza media tra noi ed i paesi poveri) non mi convince.
In primis perchè allora la risposta giusta (per noi) sarebbe protezionismo a tutto spiano, che invece non ha mai prodotto niente di buono; in secondo luogo perchè trovo del tutto illogico che avere una massa sterminata di persone che lavorano con grande impegno per venderci cose che a noi servono, si debba inevitabilmente tradurre in un impoverimento nostro.
Uno scambio libero, non imposto, dovrebbe portare a reciproco vantaggio, altrimenti non verrebbe effettuato: dov’è il nostro
La maggioranza delle crisi economiche è stata cuasata da crisi finanziarie, a loro volta generate da eccessi. L’attuale crisi è stata indubbiamente generata da un’eccessiva facilità nella concessione del credito e da un uso distorto di pratiche finanziarie atte a trasferire il rischio assunto dalle banche verso altri soggetti, sempre appartenenti al mondo finanziario.
Il risutato è stato un corto circuito a livello di sistema.
Pochi hanno avuto il coraggio di dire chiaramente che si era ormai prossimi al punto di rottura, mentre i più hanno preferito cavalcare l’onda pur consapevoli dell’enormità degli squilibri, probabilmente nella convinzione di poter “tirare avanti” ancora un po’.
Vedo un serio ostacolo nella capacità di dimostrare la gravità di una bolla non ancora “scoppiata” nella mancanza di dati certi, tempestivi ed a livello globale sui volumi e sulla qualità degli strumenti finanziari e contratti derivati in essere.
Mi piacerbbe conoscere il pensiero di Roubini circa la possibilità di imporre regole di trasparenza a livello globale e di porre sotto controllo l’enorme ammontare dei contratti OTC.
Mi rendo conto della complessità di una simile impresa (politica prima ancora che organizzativa e tecnologica), ma senza dati quantitativi certi a livello globale continua ad essere possibile ignorare il buonsenso, esattamente come un guidatore che prosegue dritto “a tavoletta” perchè non riconosce l’approssimarsi di una curva a gomito.
Mi piacerebbe anche conoscere il pensiero di Roubini sulla regolamentazione del sistema bancario / finanziario a livello globale.
Sluti vivissimi
Ho preso noto dei vostri quesiti, alcuni davvero brillanti. Non dubitavo del vostro slancio…. Grazie!
Salve tutti!? Stiamo subendo da 2e anni una crisi economica finanziaria ke,non credo ha avuto eguali e per dimensioni e per diffusioni fin d’ora.Tutti o la maggior parte sono convinti ke abbia avuto origine negli stati Uniti e dagli State poi giunta al resto del mondo.(lei Arnab-Das fa parte di tutti,della maggior parte o ke? Grazie) Ebbene tale disastro è nato in Gran Bretagna,nella City e,nello specifico, all’interno di numerose società di ingegneria finanziaria.Infatti,il 90% dei prodotti finanziari,buoni ma soprattutti non buoni,viene studiato e progettatto presso queste società finanziarie/bankarie. In questo caso,la causa dei principali mali del mondo è rappresentatadai cosidetti strumenti derivati,denominati CDO e CDS.Tali strumenti non sono altro ke mutui immobiliari”impakkettati” e trasformati in obligazioni.Quindi, grazie a questa operazione di “cartalorizzazione” (trasformare in carta un mutuo) tutte le principali Banke hanno potuto vendere a kiunque e all’esterno i debiti immobiliari dei loro clienti.Naturalmente tutto a vandaggio delle Banke,otenendo così ulteriori profitti da queste obbligazioni strutturate.Infatti,ki acquistava un’obbligazione garantita da un mutuo immobiliare prestava una certa quantitò di denaro per un certo periodo di tempo ricevendo un’interesse, garantito dai pagamenti rateali di ki aveva realmente sottoscritto il mutuo.Si parla anke di mutuo”subprime” per indicare ke questo è effetivamente un mutuo a riskio,detto in termini tecnici NINJA( No Income,No Job or Asset=Nessun Reddito,Nessun Lavoro stabile o Garanzia Finanziaria).Una domanda:può un onesto economista prevedere(senza condizionamento) il futuro se tutto è in mano ai “Sistemi di Potere”? Ne cito qualkuno:Il Cleb,il colosso di Ginevra(WTO)Organizzazione Mondiale del Commercio,I suggeritori,Think Tanks,i burocrati non eletti,Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali,Vogliamo metterci anke il Bilderberg? Concludendo; avremo un futuro Democratico ad Personam o popolare? Non insegna Democrazia in tutto il mondo l’America?.Sse vedemm gente.
Ciao Marcello,
grazie per l’opportunità, che dimostra, ancora una volta, l’elevato grado di interattività che hai coi Tuoi lettori. Mi piacerebbe porre questa domanda:
ci possono essere ripercussioni sull’economia e sulla politica USA, e se, si di che tipo, in considerazione del ruolo che sembra abbia avuto l’attuale segretario al Tesoro Timothy Geithner, nella pressione pare sia stata esercitata a suo tempo dalla Federal Reserve di NY, di cui Geithner era allora governatore, sulla SEC, affinché il salvataggio del colosso assicurativo AIG venisse da questa trattato come segreto di stato ?
Grazie e saluti
Giorgio
Parpa credo che hai ragione. Qualche collega utilizza messaggi quasi criptati. Noi dobbiamo andare sulla sostanza delle cose e non giocare perchè il problema è di preoccupazione mondiale. I filibustieri della finanza vinceranno ancora? temo di sì.
Nix messaggi dalla signora, speriamo stia bene perchè se lo meriterebbe. Ciao e buona giornata.
http://www.roubini.com/analysis/90913.php
CoCos: No Antidote to Go-Go Boom-Bust Cycles
By Jennifer Kapila and Arnab Das
>Sorry onkobo, is this joke?
>If so, where on Earth is it?
Where? Up U.S.!
Salve.
Sorry onkobo, is this joke?
If so, where on Earth is it?
So, a smart guy @ the fed says:
“how do you avoid the cyclicality of capital requirements, where banks tend to need more capital when it’s hardest to obtain it?”
Dunque se non sbaglio ciò vuol dire: come evitare l’immissione di Capitale nel ciclo economico, dove (quando) le Banche tendono ad avere bisogno di Capitale che è sempre più difficile trovare?
What?
How on Earth do they intend to avoid the cyclicality of capital requirements, where banks tend to need more capital, when it’s hardest to obtain, in the first place?
Come, ma soprattutto perché, dato che tutti i Governi vogliono che le Banche diano più crediti all’industria, gli eccelsi Cervelli della fed dovrebbero evitare l’emissione di capitale nel ciclo economico, (cyclicality if cash flow) quando quest’ultimo non si può trovare. (in the first place, as a matter of fact)
Dopo avermi letto l’interessante l’articolo da Lei propostoci, (con le mie piccole nozioni d’inglese e la mia assoluta ignoranza in fatto di economia, dove il nocciolo della faccenda sempre mi sfugge) mi sa tanto che qualche disgraziato qui stia cercando di convincere qualcun’altro con giri di frasi senza senso, e giochi di parole da capogiro che non dicono proprio nulla, e che anzi, mi sembrano più di una colossale presa in giro degli eccelsi cervelli dell’economia, a convertire in denaro contante titoli che dovrebbero essere bruciati o rinchiusi per sempre in una Bad Bank.
Come?
Stampando soldi per una gang di criminali dell’economia che in Cina sarebbero già stati amazzati da un bel pezzo, per caso?
Salutönen
1) Dato che lei ha dato prova di ottima capacità previsionale, le chiedo: quando avverrà la prossima crisi?
2) Secondo lei esiste una correlazione tra la crisi del 2008 e il picco della produzione petrolifera?
Chiederei a Mr. Das se aprire i Roubinetti del CoCa (contingent capital) non sia da intendere nel doppio senso dell’espressione
http://blogs.wsj.com/economics/2009/10/13/contingent-capital-idea-gaining-more-steam-within-fed/tab/article/
“Fed officials believe contingent capital could answer one of the most difficult questions of crisis regulation: how do you avoid the cyclicality of capital requirements, where banks tend to need more capital when it’s hardest to obtain it?”
Salve,
Come no Caputo Giuseppe, la Vita sul Pianeta poi andrebbe avanti eugualmente, ma grazie a Dio e alla sua misericordia, senza l’Homo sapiens sapien, per il semplice fatto che: “Dio non sbaglia due volte”
Questo si che mi sembra il titolo di una novella di Buttazi, altro che “Due Bottiglie di Amarone sotto il letto”.
Salutönen.
C’è voluto un terremoto del 7° della scala Richter per azzerare il debito di Haiti verso l’Italia.Così come il comunismo, anche le democrazie (queste democrazie) hanno fallito sul piano economico.Una terza guerra mondiale potrebbe essere risolutiva?
Dott. Foa grazie per l’opportunità. La mia domanda riguarda
in generale l’enorme debito pubblico degli stati occidentali ed in particolare quello degli Usa e dell’Italia. Cosa si potrebbe(o dovrebbe) fare secondo Das
e Daly per ridurre questo indebitamento? Grazie
Francesco
In Cina la valuta è il Renimbi , moneta da usare esclusivamente all’interno del Paese , dove tra l’altro è praticamente impossibile usare valute estere, insomma un controllo totale della moneta da parte del governo, il quale quindi incassa dall’estero valuta e stampa per l’interno carta … quanto ne vuole e come vuole.
Ora va tutto bene … stanno dominando il Mondo ( o sono le nostre multinazionali ..non so …)ma se dovesse calare la loro crescita estera non rischiano di fare la fine dei Paesi ex.sovietici ?? ed in questo caso cosa succederebbe a noi europei ??
Buongiorno.
Non sono cambiate le regole;
Non sono cambiati i poteri;
Non sono cambiati i rapporti commerciali e produttivi e di contro si è abbondantemente ingrassata la macchina che perpetua la crisi e lubrificati i suoi uomini-ingranaggi;
Europa e States sono meno competitivi ora di quando tutto è iniziato e non ci è dato di invertire questo trend;
sappiamo e ci aspettiamo la prossima ‘bailout bubble’ e l’inflazione;
QE ininterrotto, debito in crescita geometrica, disoccupazione e budget militari in rialzo progressivo:
Il TrendResearchInst vede inesorabilmente depressione e guerra (e purtroppo non ha mai sbagliato), Mr. Doom, che previde la crisi scoppiare nel 2004 causata dal disavanzo commerciale, poi nel 2005 per il debito pubblico, 2006 e 2007 per l’impennata del greggio (Banerji lo definì il pastorello che urlava ‘al lupo, al lupo’) e finalmente la dea bendata fece implodere il mercato delle case nel 2008 e diede all’oracolo la giusta gloria, punterebbe la sua giocata sul rosso o sul nero?
ps. polemico lo so, un pò di comprensione per i poveri cristiani che continuano a pagare a banche ed “economisti”
ho letto l’interessante fascicolo della rivista limes sull’india, e si parla di una quota di indiani (circa 80 milioni) che sono pienamente connessi con l’economia globale, cioè un’élite internazionale, che vive in un mondo diverso rispetto alle altre centinaia di migliaia di persone; premesso questo, un economista indiano, ha qualche connessione con tutta la cultura indiana, col mondo degli indiani “veri” oppure, invece, appartenendo ad una élite in fondo è un intellettuale cosmopolita? insomma c’è un approccio all’economia che sia “autonomamente indiano”, che prende valori dalla cultura indiana, oppure un economista, seppur indiano, deve abbracciare valori (o disvalori, anche) occidentali? spero la domanda sia chiara, se no chiedo venia
Comunque, caro Marcello, grazie per l’opportunità.
Fra le problematiche strutturali, a monte della crisi e propedeutiche al perdurare della crisi, lo studioso Roubini ha evidenziato, l’alto tasso di sisoccupazione, l’eccesso di capacità produttiva, la saturazione del mercato dei beni, oltre ad una mancanza di equilibrio nel rapporto tra deficit-PIL, indicando fra le soluzioni la capacità degli Stati più orientati verso l’export a costruire una base di domanda interna più solida.
1. Come costruire il nuovo equilibrio di consolidamento della domanda interna(base di domanda interna più solida = maggiore occupazione = maggiori consumi)e nel contempo combinarlo con una politica fiscale espansiva?
2. Come evitare che la crisi di liquidità, dovuta in parte alla scarsa capitalizzazione bancaria ed in parte ai più allettanti (ma ad alto rischio)investimenti speculativi, “prosciughi la parte buona (sana) dell’economia”? Ossia come permettere che la liquidità arrivi alle imprese che la meritano? La garanzia pubblica può essere sufficiente?
3. A fronte delle discrasie, crisi occupazionale ad “L”, una crisi economica ad “U”, una crisi finanziari a “V” o come presunto dallo stesso Roubini a “VV”. Quanto il mercato tiene conto dei fondamentali dell’economia reale e come attutire le discrasie?
4. Quale politica dovrebbero seguire le banche mondiali e i diversi Stati, per combattere , la deflazione di oggi e contenere la prevedibile iper-inflazione di domani?
5. Come si dovrebbe comportare, quali soluzioni sarebbero auspicabili, la comunità Europea, che pure rappresenta insieme la prima economia mondiale, per permettere in un prossimo futuro, a fronte ad ulteriori possibili difficoltà, la possibilità di “decoupling”?.
6. L’attuale modello capitalistico e la tendenza sempre più marcata e più veloce verso le concentrazioni (energetiche, finanziarie, imprenditoriali) è sostenibile nel medio periodo e quali i possibili correttivi.
Cordialmente Cosimo Quarta
[...] Marcello Foa per Il Giornale ha ottenuto l’esclusiva per un’intervista con Arnab Das, che sarà affiancato da Kevin Daly, portfolio manager di Aberdeen per le obbligazioni dei Paesi emergenti. [...]
Nouriel Roubini, qualche tempo fa, ha espressamente detto che per risolvere questa crisi ci sono solo due soluzioni: nazionalizzare le banche o far finire i titoli tossici in una discarica finanziaria come una Bad Bank. Ai puristi liberisti americani l’idea non è piaciuta ma è probabile che l’aggravarsi della situazione possa convincerli dell’utilità di battere questa strada radicale. Tra i “duri” del libero scambio e i “soviettizzatori” alla Roubini, si collocano i soliti keynesiani, sempre prodighi di buoni consigli (come Krugman) e aggrappati all’idea che occorra ripercorrere le soluzioni del New Deal roosveltiano per voltare finalmente pagina, immemori che quei provvedimenti incontrarono una certa fortuna storica solo perché coincidenti (o quasi) con lo scoppio della II guerra mondiale. Qualunque sia la via che gli States decideranno di battere dovranno smentire la propria decennale imostazione liberomercatista. La domanda sarebbe allora questa, la svolta annunciata da Obama non dovrà necessariamente comportare oltre ad un riassestamento sistemico finanziario una vera e propria rivoluzione culturale per riorientare gli americani rispetto alle loro stesse convinzioni ideologiche del recente passato?
Arnab Das è indiano, con mia somma soddisfazione.
Tanto basti per chi dice ancora che non solo l’India è un paese in via di sviluppo, ma gli indiani tout court! E sono in tanti, anche colleghi giornalisti e studiosi (contrapposti a chi proclama la “shining India” a tutti i costi).
Complimenti per l’intervista Marcello.
Non ci voleva un guru per capire che l’economia basata su falsi valori sarebbe crollata. Quello che vorrei sapere è se si stanno facendo le mosse giuste per evitare il ripetersi della precedente situazione. Quali sono i passi da fare per ritornare ad una economia vera dove lo spazio per i giochi finanziari siano relegati a pochi fenomeni. Gli stessi giochi finanziari devono essere slegati dalla economia, quella vera, e possono diventare come il giocare al casinò. Se uno vuole buttare via soldi nessuno glielo nega. Un saluto.