Dunque, il cantante Morgan, idolo di milioni di giovani che guardano  la trasmissione X Factor, ammette di farsi ogni giorno di cocaina “per combattere la depressione“. Poi ritratta, ma è troppo tardi. Il festival di Sanremo decide di escluderlo. Mi auguro che anche X Factor lo allontani, per ragioni che mi sembrano assai ovvie.

Temo, però, conoscendo le regole della comunicazione che questa intervista abbia già fatto danni immensi, visto lo spazio che le hanno dedicato i media.

Il meccanismo che viene indotto è il seguente: Morgan è un figo, drogarsi non fa male perchè in tv lo vedo in gran forma, simpatico e brillante. E poi guarda quanta visibilità…. E se lui lo fa per combattere il mal di vivere, perchè non dovrei farlo io? Un meccanismo che fa leva non sulla razionalità del fan, (nessuno ammette di essere manipolabile) bensì sullo spirito di emulazione, è subliminale, emotivo. Nessun ragazzo ammetterà di drogarsi perché lo fa Morgan, anzi lo negherà con forza. Ma poi aumentano quelli che si lasciano tentare. Le tecniche di condizionamento psicologico delle masse sono molto più potenti e infidi di quanto si pensi. E la gente non ne è consapevole.

Nei miei studi di comunicazione ho trovato molti casi analoghi. E tutti, purtroppo, con lo stesso finale. Spacciatori e trafficanti di droga sentitamente ringraziano.

PS Riccardo Gatti è il massimo esperto di droga italiano e autore del sito  droga.net . Ecco il suo commento sulla vicenda Morgan: Il vero problema non è Morgan, ma la comunicazione. Indipendentemente dal fatto che faccia uso di droga o no, si sta facendo un grande spot per l’uso di cocaina“.

Lo sottoscrivo.