Stati Uniti: quarto atto dell’attacco alla Cina
Questo è un post brevissimo che, per una volta, mira non tanto a suscitare un dibattito, ma semplicemente a tenervi aggiornati su una vicenda che abbiamo seguito sin dall’inizio: ovvero la guerra assimettrica avviata dagli Usa contro la Cina. Pechino ha minacciato di riconsiderare le relazioni con Washington se Obama incontra il Dalai Lama. Obama ha risposto subito annunciando che incontrerà il Dalai Lama.
La mia impressione è che la Cina non abbia ancora preso le misure a Washington. Concludo l’articolo con queste parole:
L’unica opzione esclusa è quella militare. Per il resto gli Stati Uniti stanno applicando le tecniche della guerra non convenzionale e asimmetrica, che furono delineate una decina d’anni fa proprio da due studiosi cinesi nel saggio «Guerra senza limiti». E dunque punteranno a esasperare le difficoltà latenti della società cinese, come l’oppressione delle minoranze, tibetane ma anche musulmane, degli uiguri; enfatizzeranno le violazioni dei diritti umani, su cui da tempo chiudono gli occhi; tenteranno di dare forza alle tante rivolte dei diseredati cinesi.
L’obiettivo finale è la crisi finanziaria. L’America è persuasa che l’economia cinese sia in piena bolla finanziaria ed economica, provocata dalle manipolazioni del cambio. E farà di tutto affinché lo scoppio della bolla provochi la caduta del regime comunista o la disgregazione della Cina. Come già avvenne con l’Urss.
AGGIORNAMENTO: Nella partita è entrata anche la questione iraniana. Washington sta trattando segretamente con Teheran in chiave anticinese. Le aperture di Ahmadinejiahd sull’arricchimento dell’uranio all’estero, rientrano in un gioco ben più ampio, come spiego in questo articolo.

Qualche considerazione ulteriore: Americo, gli usa devono agire perché più passa il tempo peggio è per loro. caro Gianni, non vedo nessuna contraddizione. Bisogna semplicemente considerare i due livelli: le trattative sono segrete, mente la posizione ufficiale non cambierà fino a quando non lo riterranno opportuno. Le trattaive con l’Iran sono in corso ma non ancora concluse. Berlusconi è semplicemente rimasto ancorato alla linea ufficiale. A modo suo: dunque con una certa espansività… Gentile Francesco Rada, anche lei ha la vista lunga…La novità è che gli Usa vogliono far esplodere le contraddizioni interne, mentre prima contribuivano a tenerle sopite…
Caro dott. Foa mi piacerebbe sapere se lei è d’accordo con Berlusconi circa le affermazioni fatte alla Knesset. Io sento puzza di giravolta sul medio-oriente (si, è vero, le parole sono sempre andate in un senso ma sui rapporti commerciali facevamo almeno orecchie da mercante). Se a quelle dichiarazioni seguiranno i fatti (a partire dall’interruzione dei rapporti commerciali con l’Iran+sanzioni)perderemo una grossa occasione di diventare ago della bilancia di ben altro ordine mondiale (ora in gestazione). Chissà cosa pensa Putin delle ultime affermazioni del Cavaliere…Anche partendo da quel che ha scritto Lei sui rapporti Cina-Usa in questi ultimi giorni pare che gli americani abbiamo cambiato strategia. Ma se trattano sottobanco con l’Iran perchè Berlusconi va a far fare quelle figure all’Italia?
Stimato signor Foa, quello che lei suggerisce é fantascienza.
In primo luogo gli Stati Uniti non potranno piú, fra pochissimo, pagare le pensioni perché l’introito per tasse sul lavoro non é sufficente a coprire le uscite e “dulcis in fundo” i soldi accumulatisi nel fondo di pnesioni é stato investito in Buoni del Tesoro americano, cioé sono soldi prestati a un governo che ha gia deficit fantastici e non puó pagare i suoi debiti con il fondo di pensioni.
In secondo luogo tutte le nuove spese per i nuovi programmi di Obama porteranno il debito pubblico americano, fra dieci anni, al livello italiano.
Morale gli USA devono andare col cappello in mano a chiedere prestiti, per lo piú a Cina, e le azioni di Obama con il Dalai Lama e Taiwan non sono che capricci di un bambino maleducato.
La Cina gli dará corda fino a che non avrá sviluppato il suo immenso mercato interno, ma sará una corda ben tesa e con condizioni.
La storia con Iran, sembra una di quelle fantasie orientali di cui é piena la Bibbia e che per la sua improbabilitá é testimone della totale inattendibilitá delle “sacre scritture”.
Mi dispiace ma dopo aver passato gli ottant’anni e visto e appreso tanto sono un assoluto cinico e mi rimetto solo alla realtá.
Gent. Foa,
rispondendo al Suo quesito del 23-01 “Ecco perchè gli
USA attaccheranno la Cina” scrissi (24-01)che la Cina
era ormai accerchiata ed a rischio di “Implosione”.
Ora vedo che anche Lei si sta avvicinando alla mia
tesi, sia pure cautamente.
Una forte presa dell’UE contro le nefandezze compiute dai
cinesi nelle esportazioni, potrebbe accellerare questa
inevitale fine.
Francesco
non sono un esperto nè di economia né di politica però qualora scoppiasse la cina si può ritenere che se già ora da noi c’è più di un milione di cinesi, e dopo quanti ne arriverebbero? certo che fra cinesi e islamici noi che faremmo?
è dai tempi di Caino ed Abele che le cose stanno così, non è cambiato niente e mai cambierà, anche questo ci insegna il Medioevo.
È il nostro Creatore che a voluto che sia così, ancora non ho capito la ragione di tutto questa buffonata, della mela, di Eva, del Homo sapiens e via discorrendo, in giorno glielo chiederò direttamente e le garantisco sin d’ora che si sentirà tante di quelle “quatromadone” che la metà basta.
———
Niente di più sbagliato Franco.Il medioevo è stato scritto apposta per evitare che si rifacciano gli stessi errori.Se allora i popoli si armavano e partivano per “convertire” era colpa della troppa povertà e ignoranza imposte da alcuni o troppi uomini religiosi senza scrupoli per il loro arricchimento personale,ora si sà. I responsabili appartenevano a tutte e tre le religioni principali,quindi ora si possono evitare i macelli del passato,anche perchè non è stato il nostro creatore a volere tutto questo.
San Francesco dopo una crociata al grido di “Dio lo vuole” disgustato disse:”ero venuto per convertire gli infedeli e ho scoperto che i bisognosi di fede e senso della pietà non sono i guerrieri mussulmani,ma i combattenti di Cristo,primi fra tutti i vescovi che li conducono”.
Tra l’altro le armate di dio uccisero più cristiani che infedeli.
Dopo non ci si deve stupire se a questo pure i musulmani fecero altrettanto.Come ho sempre detto,l’odio genera odio.
Le quattromadone vagliele a dire ai fondamentalisti di tutte e tre le religioni.
Ps.per capire il presente,bisogna conoscere bene il passato,(2.000 anni)non per cercare vendette ma per cominciare a vivere finalmente in pace su questo mondo.Solo che per riuscire a far questo sono molti quelli che devono fare il Mea Culpa,dopo aver ammesso gli errori o gli orrori fatti,si può iniziare un cammino di rispetto reciproco.
Buona giornata
Grazie mille per le spiegazioni ai cari Foa e Cisotti. Già stampate e salvate per rirerimento futuro.
Avevo notato su Internet fin troppo materiale, e vi sono molto grato per aver indirizzato le mie future ricerche. Cordiali saluti
Salve.
Grazie degli auguri Rodolfo.
Caro Calogreco, è dai tempi di Caino ed Abele che le cose stanno così, non è cambiato niente e mai cambierà, anche questo ci insegna il Medioevo.
È il nostro Creatore che a voluto che sia così, ancora non ho capito la ragione di tutto questa buffonata, della mela, di Eva, del Homo sapiens e via discorrendo, in giorno glielo chiederò direttamente e le garantisco sin d’ora che si sentirà tante di quelle “quatromadone” che la metà basta.
L’unica cosa che per ora tiene ancora il Mondo assieme è l’avidità di guadagno e la certezza che si arriverebbe alla distruzione totale dell’Umanità, se qualche malcapitato iniziasse un conflitto armato su scala mondiale, che per forza di cose finirebbe sul nucleare, su scala mondiale.
Ieri sera qui alla TV dicevano che l’apice dei decessi per radiazioni nucleari ci sarà tra una decina d’anni, o giù di lì, con una radicale riduzione della popolazione mondiale che si aggiungerà ad un’altro drastico ridimensionamento della popolazione specialmente in Europa per via del calo delle nascite.
Dicevano che ogni quarto decesso sia dovuto a tumori, in gran parte dovuti alle varie ragione di contaminazione, ma soprattutto radioattiva.
Ma come già abbiamo avuto modo di constatare più volte, l’homo sapiens, è sapiens, e farà sparire la mortalità dovuta a radiazioni nucleari semplicemente alzando di un altro po’, il tasso di Becquerelle che l’organismo umano può assorbire senza tirare le cuoia nel tempo, come ha già fatto più volte in passato, e buona notte.
L’unica incognita ora è il fenomeno dei fanatismo religioso islamico, che non teme la morte, anzi la invoca.
Fermo restando il fatto naturalmente che anche i capi religiosi islamici, pazzo di Teheran in testa, siano dello stesso parere e disposti al “martirio”, se le cose stanno così allora prima, meglio di poi, dovremo accontentarli, altrimenti saranno guai ancora più seri, per noi tutti.
Ma come già ebbi occasione di dire tempo fa, ho fiducia nel Popolo iraniano e penso che non ci vorrà ancora molto perche faccino piazza pulita di quei criminal.
Questo almeno stando a quanto si sente dai cittadini iraniani di Brema.
Incredibile come un Regime senza Dio come quello cinese intrecci alleanze con chi praticamente lo ritiene un infedele ed e pronto a sgozzarlo.
Veramente sembra che il diavolo stia facendo il bagno, o lo voglia fare nell’acqua santa.
Abbiamo veramente un strano padreterno ed ancora un essere umano ancora più strano, magari sa, con un padreterno così poi c’è poco da meravigliarsi, non Le pare?
Salutönen
Facendo un raffronto tra l’uomo odierno e l’uomo del medioevo l’unica differenza che riesco a trovare è che invece di avere spada scudo ed armatura abbiamo CDO debiti e cravatta. Tutto il resto è rimasto uguale.
Banalmente dico che odio l’operato americano più di quello cinese. Mi viene in mente lo smantellamento dell’Eni. Io non ne posso più di questi imperialisti schiavisti che vivono sulle spalle degli altri e vogliono dettar legge a casa altrui. Non dico di appoggiare la cina ma tanto questa è destinata a crollare da sola. Un paese troppo grande, cresciuto troppo velocemente che usa la forza e la manipolazione come mezzi di coesione sociale (ha preso proprio tutto dall’America).
Possibile che le uniche letture delle elite mondiali siano questo “guerra senza limiti”, “come fottere il prossimo con la finanza” o magari il principe di machiavelli? Nessuno legge cappuccetto rosso?
Franco,
felice secolo futuro!
Salve.
Roger Dante, grazie degi auguri.
L’importante e tirare alla stessa fune anche se con definizioni e sinomini diversi.
God bless.
Salutönen
Stiamo a vedere.
Penso anch’io, caro Marcello, che la Cina sia un po’ “sfuggita di mano” agli americani.
Posso chiederle da cosa deduce il seguente concetto, oltre all’intervista? Sono davvero “persuasi” di questo in America?
L’America è persuasa che l’economia cinese sia in piena bolla finanziaria ed economica, provocata dalle manipolazioni del cambio
Gent. matteoc vedro’ di spiegarle quale e’ il problema di forzare all’ingiu’ il tasso di cambio. Allora, tutte le valute in genere ritornano all’origine, salvo quelle che sono valute di scambio , come il dollaro che viene tenuto dalle banche centrali come collaterali delle loro. Quindi, siccome la Cina continua ad incassare dollari che cambia contro Rembimbi, per soddisfare la richiesta di cambio deve stampare rembimbi da dare in cambio . es. per dare a me, cittadino cinese che ho venduto giocattoli in America, i rembimbi che necessito per pagare in miei fornitori locali, deve stampare moneta. Questo apparentemente aiuterebbe il cambio a stare basso, ma non e’ cosi’ perche’ la forza dei rembimbi e’ data dal continuo acquisto di questi ultimi contro dollari per necessita’ interne. La situazione puo’ ad un certo momento divenire esplosiva come quella di una pentola a pressione. Quindi se e quando scoppiera’ vi sara’ un rialzo magari anche eccessivo del rembimbi che danneggera’ il commercio estero e provochera’ una forte svalutazione interna con un aumento vertiginoso dei prezzi. E’ come essere grassi , non va bene. Ovvero e’ come avere crediti , ma non poterli esigere. L’ideale e’ sempre una questione di equilibrio.
Quarto atto di attacco alla Cina…
Rimango dell’idea(limitata, fissa che sia) che queste frizioni poco abbiano a che fare ai motivi economici citati dai più.
Quello che si vuole dalla Cina è che abbandoni l’Iran al suo destino.
Vedrà Marcello che se la Cina si “allineerà” al pensiero dominante tutto tornerà normale(cioè comunque male per noi).
Abbia fede.
Ambrogio
Caro Bo.Mario, infatti non si parla di guerra militare, ma di guerra asimmetrica… Gentile MatteoC, al riguardo è stato scritto parecchio, Arnab Das, da me intervistato pochi giorni fa, ha sintetizzato il problema così:
La Cina è un mistero: crede al rischio di una bolla?
«Sì, il problema è che la Cina non può far raffreddare l’economia. Il suo modello richiede alti tassi di crescita perché altrimenti emergerebbero forti problemi sociali, di disoccupazione, e in ultima analisi di stabilità politica. E dunque deve tenere il remimbi ancorato al dollaro. Ma questo perpetua le distorsioni. Per continuare a difendere il tasso di cambio deve incrementare di molto le riserve e in questo modo alimenta la corsa sia dell’immobiliare che borsistica. Se non lasci fluttuare il remimbi il rischio di bolla aumenterà. E’ già capitato negli Usa negli anni Venti e in Giappone negli anni Ottanta. Scenario: Bosa sale ancora alle stelle, poi crash e deflazione.Non è problema immediato, ma nemmeno lontanissimo»
Sig. Colzani, e’ quanto asserivo, e nel momento che la Cina dovesse crollare e non avere piu’ frontiere rigide, i nordcoreani scapperebbero a milioni. e cesserebbe la invasione strisciante dei cinesi in Siberia a Chita e dintorni.
Carissimo Foa,
Grazie per aggiornarci su quest’argomento fondamentale.
Potrebbe per favore spiegare (o qualcun altro nel blog) le ultime tre righe dell’articolo? In particolare, quale sarebbe al momento la crisi finanziaria cinese? Stanno tenendo bassi i tassi di cambio per favorire le esportazioni? Quid delle riserve di debito americano che tengono? Ahimè avevo anche studiato queste cose, ma il lavoro mi ha portato verso tutt’altra branca. Grazie infinite e arrivederci
Negli USA ce l’hanno nel DNA che l’ordine mondiale deve essere guidato da loro. Onnipotenti fino a che qualcuno glielo permette. La Cina deve essere ridimensionata e regolarizzata ma non combattuta. Si direbbe che aprendo più fronti si cerchi di mettere uno contro l’altro come il vecchio detto romano dividi et impera. Parpa, il Dalai Lama è una figura simbolica e aveva il suo stato. La Cina lo ha annesso, non per un capriccio, ma per le miniere e per l’acqua. Se diamo torto al Dalai Lama prepariamoci a trovare delle sorprese su Formosa. Quel tipo di politica và combattuta, quella sì. Il gesto di Obama, di riceverlo, penso che vada verso questa impostazione. Penso che si aspetti dai cinesi alcuni passi indietro e ne gioveremo tutti. Per ora piccoli “dispetti” per vedere la reazione.
Un saluto.
gentile Cisotti, dalla korea si fugge, pagando, ma si fugge. I metodi di pagamento si possono ammirare nella regione del Dongbei, e comunque questa emorragia non è così allarmante come quella messicana, dominicana o cubana.
penso inoltre che l’ipotetico crollo cinese non possa essere paragonato a quello9 della prematura scomparsa di un creditore quando questi è anche il tuo approvvigionatore (niente più debiti ma neanche più affari), forse se desse default la Fed gli americani si ritroverebbero better off, non crede? cordialmente
Dibattito molto interessante, con molti nuovi spunti grazie a tutti. Mario (benvenuto su questo blog!) e Francesco P sostengono che la guerra asimmetrica degli Usa è in corso già da anni. E’ possibile, ma ho l’impressione, piuttosto, che la conversione al capitalismo della Cina, incoraggiata dagli Stati Uniti, sia sfuggita loro di mano. E ora sono costretti a recuperare.
Cari Corrado, Dante e Dekebalos: Obama sta semplicemente interpretando un copione che altri hanno scritto. Non ha certo la statura, né l’esperienza per elaborare piani di questo tipo. da tempo sono convintio che lo staff conti più del presidente: e Obama, nonostante il suo carisma, non fa eccezione.
Non credo all’ipotesi di un’alleanza sino-americana prospettata da Colzani, perlomeno non con questa dirigenza cinese.
Caro Rodolfo, condivido le perplessità sull’Europa, quanto alla Russia non aiuterà gli Usa perché teme di fare la stessa fine della Cina, mentre non condivido il giudizio di Franco Parpaiola sul Dalai Lama. Quanto alle conseguenze finanziarie penso, con Umberto Cisotti,che gli Usa le abbiano preventivate…
P.S. Buon compleanno, Franco!
Beh, il credito va dato dove il credito e’ dovuto, e saro’ lietissimo di ricredermi nei confronti di Obama SE e solo SE alle belle parole ed intenzioni seguiranno fatti concreti e sopratutto congruenti.
Purtroppo al momento Barama soffre di mancanza di credibilita’, e di palese dicotomia fra pragmatismo e ideologia.
Il caso piu’ clamoroso, la cosiddetta riforma sanitaria, ne e’ un esempio palese.
Se nel braccio di ferro fra liberal-capitalismo e social-capitalismo sara’ la Cina a doversi “allineare”, ben venga.
Dekebalos: “Con altre parole dice: dobbiamo essere alla pari, quindi ti faccio abbassare perché io non sono capace di alzarmi.”
Sono convinto che milioni di cinesi sognererebbero di “abbassarsi” al livello USA, non crede?
272 days and counting…
Mario, no sono d’accordo col suo punto 4. Il crollo della Cina darebbe respiro all’economia ed alla finanza US. Mi spiego. Se la Cina crolla, tutta la cartaccia che ha comperato dagli USA viene divisa fra le regioni cinesi, ma per arrivare a questo punto passeranno degli anni. La concorrenza cinese si fermerebbe ed il pericolo giallo, sopratutto in Africa e Sud America scomparirebbe. L’Europa gioirebbe senza meritarselo e senza collaborare, e l’Iran e la Corea del Nord scomparirebbero d’incanto. Per fare crollare la Corea del Nord basterebbe che la Cina aprisse le sue frontiere alle migliaia di coreani che tentano con grave rischio di fuggire. La Corea verrebbe svuotata. l’Iran , da solo non avrebbe nessuna forza di fare o dire alcunche’. Seguirebbero anche il Vietnam , Burma e Laos. Non vedo pericolo per la finanza americana. Sarebbe come avere un creditore che sta fallendo. Ora che la procedura concorsuale si chiude, campa cavallo.
E ancora, costerebbe molto meno che una guerra in Iraq o in Afghanistan. Un triliardo di dollari o giu’ di li’. A cose finite sarebbero tutti felici e piu’ di tutti i russi e gli europei, che ovviamente da par loro non ringrazierebbero nemmeno.
Condivido il suo pensiero gentile mario, anche se i collanti principali direi che sono l’identità Han ed il partito. Lo spirito liberale è un motore ben diverso da quello con cui siamo cresciuti noi occidentali. Per quanto riguarda le riserve monetarie, non credo che queste siano ciò che spaventa maggiormente gli states (la Cina detiene una piccola frazione del debito usa, il grosso è ripartito tra Fed e grosse corporazioni in testa quella del petrolio) bensì quei rapporti bilaterali di scambio che consentono il perpetuarsi della truffa finanziaria – senza l’economico motore cinese non si potrebbe parlare di ripresa globale e sottolineo globale (non cinese, non occidentale). Detto questo, la Ue e gli Usa sono ben consapevoli dell’estrema pericolosità di una (inaccettabile) svolta politica a Pechino: lo slancio a 2 cifre degli ultimi anni è potuto avvenire solo grazie a piani programmatici di investimento studiati nei salotti di Basilea e della City, la Cina rappresenta il futuro e la sopravvivenza dei grossi capitali mentre dietro la luccicante parvenza di accresciuto benessere, il popolo cinese si trova ancor più pauperizzato e distante alla partecipazione sociopolitica. Le Bentley parcheggiate per le vie dello shopping o le borse di LV a passeggio sui viali del trionfo del partito mostrano solo il grado di corruzione capillare che mezzo secolo di dittatura ha instillato nei suoi schiavi. Una rivoluzione in Cina si potyrebbe compiere gradualmente nei prossimi 50 anni, ma 1 e mezzo di uomini non si lasciano liberi senza disequilibrare il sistema mondiale, non piace a Pechino, non piace a Washington.
Non capisco quale potrebbe essere la logica dietro il tentativo di minare la granitica struttura partitica cinese, di certo assisteremmo alla tragica catastrofe economica globale (e potrebbe essere un buon punto di ripartenza ma non per i poteri forti/monopoli), assisteremmo ad una delle più violente e sanguinarie epoche mai testimoniate con ingerenze straniere e corporativiste e cosa più drammatica a carestie e milioni di morti per fame. Dimenticavo, un vacuum di tale portata rincula naturalmente in un conflitto bellico nell’area e, vista la natura globalista dell’economia, in una guerra estesa.
Ma questo è solo uno scenario.
Possibilistico o utopistico di certo spaventoso.
C’è dell’altro che a noi non è dato sapere.
C’è altro dietro l’ipocrisia di una stretta di mano al maestro DalaiLama così come (colgo l’occasione per provocare) la legittimazione di un attacco con fosforo bianco a Gaza da parte di un primo ministro europeo.
Io dico che il sospetto è la mamma di tutte le verità e il sospetto è che Pechino e Washington preparino la guerra a noialtri di sotto. Vorrei sbagliare.
Salve
Personalmente, dalle Olimpiadi di Pechino in poi considero il Dalai Lama un pericoloso terrorista psicologico e lo definisco senza mezzi termini, un piccolo frate mezzo nudo, semi vestito di rosso.
Fessi i cinesi a lasciarsi sempre andare a minacce e a guardar storto chiunque parli con il frate, e doppio fessi a minacciare ritorsioni diplomatiche verso gli SUo chiunque altro Governo occidentale.
Sprovveduti, ciechi e avidi di momentaneo guadagno, gli europei a permettere che la Cina si comportasse sul piano industriale da pirata, rubando brevetti e Patenti e ricerche scientifiche, per poi rivendercele.
Sprovveduti e doppiamente fessi gli stessi europei ad acquistare prodotti cinesi prima e poi con far da saputelli argomentare e lamentare della loro stessa ottusità imprenditoriale.
Sarà interessante vedere quando i cinesi cloneranno i primi europei a loro piacere e uso e consumo.
Sprovveduto Obama a ricevere una persona cosi ambigua come il frate mezzo nudo semi vestito di rosso.
Il Presidente degli Stati Uniti d’America non ha bisogno di ricevere un frate mezzo nudo e per giunta semi vestito di rosso per dimostrare le capacità della politica estera americana,dopo i disastri fatti dai Clinton e tanto meno usare un piccolo frate seminudo e per giunta seminvestito di rosso come un frate seminudo e per giunta semivestito di rosso.
Avrebbe potuto semplicemete ordinare alla vecia Clinton di sedersi accanto al frate in una Cadilac scoperta e passare in rassegna una Confetti Parade con la visita di un Operetta da quattro soldi a Broadway.
Rimane solo da augurarsi che questa baggianata non implichi nuove proteste e disordini urbani nelle Città anche europee, da parte dei tibetani.
A chi si deve mandare il conto poi, al frate?
La Cina è in Tibet per restare, e il frate lo sa benissimo.
Chiedere più libertà religiosa, ma intendere l’ indipendenza del Tibet dalla Cina è ambiguo e pericoloso.
Il frate non vuole solo una maggior liberta religiosa, vuole uno Stato indipendente, allo stesso tempo egli sa che se parlasse apertamente d’indipendenza politica, troverebbe in Occidente, vuoi per l’attuale situazione politica in Asia, vuoi per l’attuale situazione economica mondiale, solo orecchi da mercante e porte chiuse dappertutto, anche a Berlino.
Per questo usa la solfa della religione.
Salutönen.
PS.
Magari Zappatero potrebbe invitarlo in Spagna durante la festa dei tori….uhm?
Il suo articolo è per molti versi condivisibile Ma debbo ricordarle che:
1) Detta strategia Americana è in atto già a partire dagli anni ‘90 (quando il tutto, per ovvie, ragioni sarebbe stato più facile e MOLTO, MOLTO meno doloroso), con la “rivolta” di Lhasa, prima delle Olimpiadi e quella Uigura prima del G8, che, peraltro, hanno avuto un effetto boomerang, nel senso che hanno ricompattato clamorosamente gli Han contro le “intrusioni” occidentali.
Un fallimento.
2) La Cina, superpotenza del Capitalismo, non è l’URSS, in quanto tenuta insieme dall’identità HAN e dal Capitalismo, piuttosto che da una ideologia fallimentare come il comunismo o da una oscenità fallimentare come l’economia pianificata (vedi differenza tra North Korea and South)
4) La caduta della Cina (ma non ci credo, perchè non converrebbe nemmeno agli Americani), con le più grandi riserve di dollari del mondo, comporterebbe la fine della potenza economico-finanziaria degli USA e del Dollaro, peraltro già colpiti dall’”infarto” del 2008.
I rapporto bilaterali sono molto, molto, più complicati.
Ai problemi dell’uno (Cina), non può corripondere l’affermazione economca dell’altro (USA), peraltro già gravemente “malato” di debiti e fallimenti, coem invece accadde nella sfida USA-URSS, dove l’URSS, una caracassa priva di vita, era assolutamente “altro” rispetto al sistema capitalista occidentale.
4) Il futuro politico Cinese probabilmente, sarà più simile a quello della Malaysia, di Singapore, o della Russia Putiniana ovvero una democrazia formale con caretteri unitari, garante dell’unità nazionale, che si inserisce appieno nella tradizioni politiche asiatiche.
Sarei grato se pubblicasse il mio commento. Grazie
D’altro canto, la guerra è poplitica che prosegue con altri mezzi… stiamo pronti!
Egregio dr. Foa, io rovescerei l’apporccio: finalmente gli USA si sono accorti della guerra asimmetrica che la Cina sta portando all’Occidente.
Sul piatto ci sono questioni industriali, finanziarie e geostrategiche di grande portata. La crisi ha messo in crisi l’idillio durato a lungo (scusate il gioco di parole). Ora è necessario giungere ad un riequilibrio dei rapporti.
Saluti vivissimi
Salve,
Verissima la tendenza colta dal padrone di casa. Le conseguenza di questa nuova politica possono essere devastanti. E non parlo solo del fatto che attualmente la Cina sta trainando la ripresa economica mondiale ma anche del fatto che il mondo tenderà a dividersi ancora di più.
Le macro-regioni strategiche Russia-Europa, le Americhe, Asia-Australia inizieranno a scambiarsi colpi. Per non parlare che, seguendo questo strategia, si ridisegna una mappa che vedrà l’Europa molto vicina alla Russia (che ad oggi non è proprio cosi’) E per non parlare del fatto che anche gli Stati Uniti hanno dei punti molto deboli in Medio Oriente (sappiamo quali) che la Cina è pronta a sostenere.
Per non parlare di questa guerra senza fine in Irak e Afghanistan. Per non parlare di Pakistan …
Insomma, la politica delle tensioni significa adottare una via verso il stravolgimento dell’esistente (status quo) che non ha sempre un risultato scontato.
Anche le motivazioni di questo cambiamento di rotta mi sembrano superflue. Ho la sensazione che Obama vuole riprendere il primo posto sul palcoscenico mondiale non con un azione di propria crescita statunitense ma di abbassamento del ruolo cinese. Con altre parole dice: dobbiamo essere alla pari, quindi ti faccio abbassare perché io non sono capace di alzarmi.
Sembra proprio che siamo ad inizio di un nuovo periodo e la relativa tranquillità vissuta dopo 1989 sia solo un intermezzo verso un modello ancora non definito della situazione internazionale.
Cordialmente,
Dekebalos
La nuova amministrazione, quella del Presidente Obama, finalmente è giunta a comprendere che con le belle parole e con i gesti amichevoli non si risolvono i problemi di fondo che possono caratterizzare i rapporti tra “colossi” quali sono Cina ed USA.Come giustamente rilevato dal Dottor Foa,ora gli Stati Uniti metteranno in campo tutte quelle azioni di strategia diretta e, soprattutto, indiretta, quale per esempio quelli già citati dal nostro bravo giornalista, per ricondurre la Cina a più miti consigli. La partita, come fu in precedenza con l’Unione Sovietica, si preannuncia lunga e difficilile e presuppone da parte degli USA sia un impegno economico non di poco conto, impegno che, visti i tempi, non so se potranno sostenere, sia la disponibilità di una classe dirigente all’altezza della sfida come fu quella della presidenza Reagan
Nessuno, troppi interessi, ci perderebbero tutti……
È ragionevole credere che sia esattamente così!
Questa sarebbe, a parer mio, l’unico modo, se si riuscisse a raggiungere l’ipotetico obbiettivo di sgretolare la Ciana, per uscire dal ciclone che ha colpito l’economia occidentale, coreana e giapponese. Per riuscirci, però, è necessaria la collaborazione attiva dell’Europa e della Russia.
Non mi sembra che l’Europa abbia un fronte coerente contro le politiche sociali ed economiche assolutistiche della Cina. Sarebbe sufficiente pretendere il rispetto delle normative internazionali sulla proprietà e sull’etica industriale, bloccando l’importazione di beni prodotti da aziende non certificate in tal senso ed imporre alla Cina l’accettazione di commissioni di controllo europee.
Ma già, chi in Europa ha le … per una azione così forte?
Il punto è che l’ipotetico crollo della Cina, seguirebbe la fine economic-finanziaria degli USA, peraltro già gravemente malati