Questo è un post brevissimo che, per una volta, mira non tanto a suscitare un dibattito, ma semplicemente a tenervi aggiornati su una vicenda che abbiamo seguito sin dall’inizio: ovvero la guerra assimettrica avviata dagli Usa contro la Cina. Pechino ha minacciato di riconsiderare le relazioni con Washington se Obama incontra il Dalai Lama. Obama ha risposto subito annunciando che incontrerà il Dalai Lama.

La mia impressione è che la Cina non abbia ancora preso le misure a Washington. Concludo l’articolo con queste parole:

L’unica opzione esclusa è quella militare. Per il resto gli Stati Uniti stanno applicando le tecniche della guerra non convenzionale e asimmetrica, che furono delineate una decina d’anni fa proprio da due studiosi cinesi nel saggio «Guerra senza limiti». E dunque punteranno a esasperare le difficoltà latenti della società cinese, come l’oppressione delle minoranze, tibetane ma anche musulmane, degli uiguri; enfatizzeranno le violazioni dei diritti umani, su cui da tempo chiudono gli occhi; tenteranno di dare forza alle tante rivolte dei diseredati cinesi.
L’obiettivo finale è la crisi finanziaria. L’America è persuasa che l’economia cinese sia in piena bolla finanziaria ed economica, provocata dalle manipolazioni del cambio. E farà di tutto affinché lo scoppio della bolla provochi la caduta del regime comunista o la disgregazione della Cina. Come già avvenne con l’Urss.

AGGIORNAMENTO: Nella partita è entrata anche la questione iraniana. Washington sta trattando segretamente con Teheran in chiave anticinese. Le aperture di Ahmadinejiahd sull’arricchimento dell’uranio all’estero, rientrano in un gioco ben più ampio, come spiego in questo articolo.

VN:F [1.9.3_1094]
Rating: 5.0/5 (1 vote cast)
Stati Uniti: quarto atto dell'attacco alla Cina, 5.0 out of 5 based on 1 rating