Sto seguendo con una certa perplessità il caso Bertolaso. Non so se sia colpevole o innocente. L’uomo mi è sempre piaciuto e nel suo mestiere ha dimostrato di essere bravo e competente, sarebbe davvero triste se si fosse lasciato tentare. In cuor mio spero di no, comunque vedremo cosa stabilirà la Giustizia.

Quel che mi meraviglia, però, è l’oggetto del presunto baratto. Davvero Bertolaso si è fatto corrompere in cambio di una o più pretazioni sessuali, per quanto strepitose? Mi vien da dire: per così poco? Non può permettersi certe scappatelle da solo? Mah…

La vicenda non è certo isolata. Da circa un anno il sesso sembra dominare il dibattito politico nazionale. Abbiamo visto:

1) Un premier, Berlusconi, attaccato a lungo per le sue frequentazioni di belle donne ed escort

2) Il govenatore del Lazio, Marrazzo, ricattato perché andava a trans

3) Un direttore di giornale, Boffo, nella tormenta per una condanna per molestie sessuali

4) il direttore di un Tv, Carelli di Sky Tg24, che ammette di aver pagato per far sparire foto di una cena con una ragazza

5) Fotografi di gossip sotto processo per ricatti che coinvolgono imprenditori, politici, giornalisti, di destra, di centro e di sinistra, che sarebbero andati a prostitute o a trans.

Francamente non capisco più l’Italia. Fino a qualche anno fa le abitudini sessuali di poltici e Vip erano considerate private e rigorosamente ininfluenti. Nella Prima Repubblica, ad esempio, tutti sapevano delle amanti di certi notissimi personaggi, ma nessuno ne parlava e le allusioni dei comici strappavano qualche risata compiaciuta. Idem in Francia, dove era noto l’attivismo sesusale di presidenti come Giscard, Mitterrand, Chirac.

Solo nei Paesi anglosassoni gli scandali sessuali hanno, da sempre, un peso politico, ma siccome non mi risulta che il popolo italiano sia diventanto puritano, né che abbia adottato improvvisamente i codici etici-religiosi di un certo mondo protestante, mi chiedo:

Che sta succedendo all’Italia? Siamo in presenza di una degenerazione etica delle élite  o solo di una strumentalizzazione di comportamenti che esistono da sempre? E se invece tutto questo non fosse che  un riflesso da “Grande Fratello”, che induce a considerare pubblici  anche la privacy e l’intimità?