Barack Obama è sempre più ondivago. Dopo aver attaccato la Cina per oltre un mese, ha ceduto alle pressioni di Pechino e ha ricevuto il Dalai Lama di nascosto alla Casa Bianca, facendolo passare dal retro, vicino ai sacchi della spazzatura…

Ora si profila un’altra clamorosa novità. Altro che ritiro dall’Irak, la maggior parte delle truppe rimarrà nel Paese e la guerra continuerà. Cambierà solo il nome, come spiego qui: non più Iraqi Freedom (libertà per l’Iraq), ma Operation New Dawn ovvero Operazione Nuova Alba.

Insomma, il presidente gioca con le parole. Si rifugia nel marketing politico, come sempre. Sa azzeccare gli slogan; su quest’arte, sapientemente consigliato, ha costruito la carriera fino a conquistare la Casa Bianca. Ma dov’è la sostanza?

Aveva promesso “change” e il cambiamento è innegabile; ma non sul cammino promesso. E’ multidirezionale. Obama va avanti a zig zag, spesso in retromarcia, come sulle riforme finanziarie. Annuncia e non mantiene.

C’è ancora qualcuno disposto a dargli credito?