Quando sono all’estero (come in questi giorni) riesco a seguire le vicende italiane con il dovuto distacco; non più al centro dell’arena, ma da lontano,  come un osservatore. Un distacco salutare, che però non mi induce all’ottimismo sul futuro del Paese. Ho letto dello scandalo Fastweb-Telecom- ‘ndrangheta- Di Girolamo, ho seguito il seguito della vicenda Bertolaso e degli appalti della protezione civile, ho ripensato agli scandali degli ultimi mesi, da Marrazzo ai vari episodi di corruzione che hanno toccato sia la destra che la sinistra, mi ha infastidito molto l’ipocrisia di Montezemolo e di certi leader di Confindustria che giudicano la politica come se fossero dei marziani appena sbarcati in Italia, vergini per di più.

Qualcuno parla di una nuova Tangentopoli. Non sono d’accordo. All’ìnizio degli anni Novanta, l’opinione pubblica italiana, senza distinzioni politiche, era mossa da un nuovo slancio morale, non sempre coerente peraltro, perché molti di quelli che applaudivano il pool di Mani Pulite, continuavano, nella quotidianità a concedersi qualche libertà o ad alimentare la cultura della microcorruzione, che appariva molto meno grave se in gioco c’erano poche decine di migliaia di lire. Ma si percepiva il desiderio ardente per quanto confuso, di migliorare le cose.

Ora invece percepisco nella gente comune indifferenza e una certa stanchezza, quasi una rassegnazione. Non ci si indigna più, si scrolla le spalle, pensando: così va il mondo. Anzi, così va l’Italia.

Diffido dei moralisti, ma questa apatia mi preoccupa. Ho l’impressione che la maggior parte degli italiani abbia riununciato all’ambizione di rendere migliore il Paese e si rifugino sempre più nel privato. Creano un muro di affetti e amicizie. Un muro altissimo,come quello degli antichi borghi medievali nell’illusione di proteggersi dai mali del mondo. L’importante è che all’interno di quella cinta e dunque tra i propri familiari e i propri amici, vada tutto bene, mentre quel che accade fuori importa poco; perché fuori ci si arrangia e i vincoli etici e morali spariscono o perlomeno si affievoliscono. Questo spiega il malcostume e la corruzione, in aumento.

Vedo, insomma, un’Italia che perpetua i propri difetti, anziché migliorarsi. A torto o a ragione?