Vi presento il mio nuovo libro, “il ragazzo del lago”…
[Come sapete non amo usare il blog per parlare di me stesso, ma in questo caso farò un'eccezione anche perché rappresenta una tappa del mio percorso professionale. Da pochi giorni è uscito il mio nuovo libro. S’intitola Il ragazzo del lago (edizioni piemme) e, contrariamente a Gli stregoni della notizia, non parla di spin e di manipolazione, ma di una storia vera e incredibile: quella di Aimone Canape, l’ultimo testimone della cattura di Mussolini a Dongo.
Me lo presentò un paio di anni fa un caro amico, Emilio Zuccoli, e all’inizio del 2009 Aimone, che oggi ha 87 anni, ha accettato di raccontarsi pubblicamente. Il taglio è quello del romanzo, ma i fatti sono veri e comprovati. E che fatti…
Prima di essere coprotagonista delle giornate dell’aprile del 1945 che hanno cambiato la storia d’Italia, Aimone ebbe una vita straordinaria. Nel 1938 umile sedicenne di Dongo, apprendista cameriere, sostituì per caso il figlio di un famoso albergatore di Como e si trovò a svolgere, in sua vece, uno stage in Germania, ospite in Turingia della famiglia Hannover. Qui accadde un episodio che trasformò la sua esperienza in Germania. L’apprendista cameriere venne accolto a Berlino nell’alta aristocrazia tedesca del Terzo Reich e trattato da tutti come il rampollo di una grande famiglia. Conobbe ministri, capi di Stato, industriali. Durante il primo bombardamento aereo di Berlino, nel 1940, si ritrovò nel bunker con Hitler.
Tornato in Italia divenne partigiano. Il 27 aprile 1945 era l’unico a Dongo a conoscere il tedesco e fu il primo a trattare con la colonna della Wehrmacht ferma all’uscita di Musso. Era lui il partigiano che interrogava i componenti della colonna per distinguere i tedeschi dagli italiani travesti da soldati nazisti. Aimone Canape narra le ultime ore di Mussolini svelando dettagli inediti.
Dal suo racconto emergono le incredibili coincidenze del destino che portarono alla fine del Duce e in particolare il ruolo svolto dai bambini di Dongo e dallo stesso Aimone nell’indurre alla resa il comando tedesco.
A Il ragazzo del lago ho dedicato anche un sito, in cui, tra l’altro, potete leggere il primo capitolo.
Aimone Canape ha deciso di svelare solo ora il proprio ruolo, confermato da Wilma Conti, presidente dell’Associazione partigiani di Dongo e allora giovane staffetta partigiana di Dongo.
Del libro hanno già parlato alcuni media, tra cui il Giornale (con una recensione di Domizia Carafoli) , Panorama, la Provincia di Como, RadioRai, RadioMarconi.
E’ una storia che mi ha appassionato e, come potete immaginare mi ha impegnato non poco per un anno. A chi fosse interessato auguro buona lettura! E, come sempre, attendo con piacere i vostri commenti…

E’ con gran piacere e onore che mi permetto di scrivere. Il suo libro è stupendo e davvero toccante soprattuto per una mamma come me che ha un figlio quasi coetaneo del Sig. Canape di allora….Quante volte mi sono commossa leggendo le “avventure” di questo ragazzo gentile e speciale pensando al mio bambino tranquillamente addormentato nella stanza accanto. Come ho ammirato la tenacia e la buona volontà del Sig. Canape che hanno fatto di un ragazzo in gamba un adulto esemplare per tutti i giovani di oggi. Grazie di cuore per tutte le belle serate trascorse leggendo questa bellissima testimonianza di vita.
Ho letto lentamente il libro perchè volevo entrare piano piano in questa storia che ha dell’incredibile se si pensa a che età comincia l’avventura di chi l’ha vissuta.
Un libro che dovrebbe essere proposto alle scuole, ai giovani che oggi hanno tutto e in modo gratuito.
Sono convinta che se il protagonista si fosse chiamato Mario o Giuseppe probabilmente non avrebbe avuto lo stesso destino, il nome che portiamo in qualche modo influenza il nostro vivere.
Grazie ad Aimone e a Marcello per queste pagine colme di commozione e sensibilità.
Gentile Marcello,
grazie per averci raccontato la storia del Sig.Canapè e grazie perchè lo ha fatto con una scrittura che mi “incollato” alle pagine di questa vicenda unica.
La sua scrittura narrativa rende questo libro ancora piu’ prezioso.
Sono un lettore di libri,e per 10 anni sono stato presidente della biblioteca del mio paese,un paese che guarda caso è sul lago d’Iseo quindi non molto lontano dalla storia di Aimone.Mi è piaciuto ,molto,e solo per pudore mi trattengo.Credo che non sia semplice svelare come ha fatto lei l’umanità di un protagonista ,un ritratto limpido come limpida appare la statura di Aimone ,mi permetto di chiamarlo per nome perchè man mano che scorrevo le pagine del libro ,aimè troppo poche ,entravo in intimità con il personaggio.Quello che a mio parere emerge è il fatto che troppe voci ci narrano di un italietta arruffona e furbetta sempre pronta a salire sul carro del vincitore soprattutto in quel contesto storico.Non ho vissuto per mia fortuna quelle situazioni ,ma dalla mia ho una grande curiosità e credo che la sua storia,ma soprattutto la storia di Aimone,mi abbiano consegnato un tassello fondamentale per la mia conoscienza.Che dire io non la conoscevo quindi non avevo ,e non ho idee preconcette ,ottimo lavoro ,lo stò facendo leggere anche a mia moglie
sono estremamente combattuta da quando mi sono immersa e poi riemersa (non del tutto, ancora) dalla lettura del suo libro. L’ho trovato estremamente arricchente, perchè le vite di alcune persone sono arricchenti in sè e laddove ci sono persone in grado di ascoltarle e COM-prenderle, non appena le incroci nella vita. Penso da giorni al signor Canapè con una costanza quasi patologica, ho voglia di andare a trovarlo, di ascoltarlo parlare, così come credo abbia fatto Lei nel periodo della scrittura del Suo libro… Libro al quale, per me, è mancato forse un po’ di “pathos”, di emozioni, di percorso intimo e personale del protagonista…non ho avvertito i moti della sua anima al momento dei grandi cambiamenti per lui fondamentali (da elegante albergatore a partigiano per esempio)…e mi sono un po’ mancati. E devo ammettere anche un certo fastidio per la Sua insistenza sull’immagine pietosa di Mussolini, sui suoi occhi stanchi, sulle sue occhiaie. Anche in questo frangente, poche pagine dopo la Sua descrizione terribile della tortuira (ho dovuto fermarmi perchè stavo per svenire), mi sono detta…d’accordo con l’umanità, massima comprensione per la compassione umana, della quale tra l’altro il signor Canapé è dotato in misura straordinaria, ma quel signore (il duce) aveva un po’ di responsabilità da affrontare per il male arrecato fino a quel momento, il minimo che potesse avere erano le occhiaie!!! Mi scusi. La ringrazio ENORMEMENTE per il dono di una conoscenza in piu’.
Un libro stupendo, che sto terminando. Per me ancora più significativo, perchè vivo vicino a Dongo e perchè al storia di quel periodo m’interessa tantissimo. Una domanda : esiste una edizione in tedesco del libro?? Per cortesia, fatemelo sapere!! Grazie mille e complimenti ancora a Marcello Foa, tra l’altro professore di mio figlio Giuliano all’UNI di Lugano.
IL RAGAZZO DEL LAGO: una vicenda ed un racconto appassionante che rivela la superba italianità del suo protagonista.
Leggerò senz’altro il Suo libro e Le auguro grande successo; ho avuto l’onore di conoscere personalmente il sig. Canape – così lo chiamavamo in famiglia – negli anni sereni della mia gioventù, tramite mio padre che è stato in contatto con lui per motivi di lavoro;non dimenticherò mai la sua eleganza e la sua signorilità. Il Suo raccontare eventi lontani, ma sempre vivi nel cuore, mi ha fatto molto piacere. Complimenti sig. Canape, complimenti sig. Foa per l’ottima scelta del protagonista del Suo libro.
Trovo che la forza del libro, per altro ben scritto, stia nell’equilibrio di quanto narrato e nei sentimenti espressi dai principali protagonisti. Per questo mi sembrano del tutto fuori luogo i ripetuti interventi da “protagonista” di alcuni degli scriventi, “cubani” o meno che siano.
Paolo da Lama…sssst! non si dicono queste cose! E’ ufficialmente “scorrect”!che sia vero non ha importanza.
[...] intitola Il ragazzo del lago e racconta la storia di Aimone Canape, un ragazzo semplice che, senza volerlo, guidato dal destino [...]
mi unisco al meritato cordo delle congratulazioni!
JackTheLeopard Scrive: March 2nd, 2010 at 8:57 pm:
“Il comunismo porta ideali per la costruzione di una società più equa. Chi li ha usati per ingannare dei popoli che ha assoggettato è in realtà un fascista.”
URSS fascista…???
Cuba fascista…???
Mi indichi un paese del “socialismo reale” che NON “li ha usati per ingannare dei popoli che ha assoggettato”
Il bagno puo’ sempre andare a farlo a Little Havana, Miami, Florida, USA, insieme a quei poveri stupidi che hanno scelto la “traversata” alle delizie castriste.
Ahhh, come mi mancano le dotte interminabili discussioni alle assemblee d’ateneo sui problemi del “socialismo reale” di quarant’anni fa e passa…
Guarda caso, “certi” paesi costruiscono mura (fisiche, legali,…) per tenere DENTRO i propri cittadini, altri per tenere FUORI gli indesiderati…
La direzionalita’ e’ una questione di qualita’ o quantita’…? hmmm…
Per i miei [nuovi] connazionali:
244 days and counting…
JackTheLeopard,
ovvio, differenza qualitativa, ha perfettamente ragione.
E’ proprio per questo che dicevo di vedere come vivono i cileni e gli spagnoli dopo Pinochet e Franco e come vivono i cubani dopo mezzo secolo del criminale comunista Castro.
Proprio per la qualità, Jack.
Saluti.
Grazie gentile Cosimo Quarta, il suo giudizio, come sempre raffinato, mi fa molto piacere…
Paolo Da Lama
non ci capiamo, no. La differenza non è quantitativa, ma qualitativa. Il fascismo è soltanto distruzione. Il comunismo porta ideali per la costruzione di una società più equa. Chi li ha usati per ingannare dei popoli che ha assoggettato è in realtà un fascista.
Riguardo alla Costituzione, va benissimo così com’è. Se non ci fossero dei filibustieri al governo, ma delle persone per bene in grado di leggere e comprendere la Costituzione, le cose andrebbero molto meglio.
Ora vado a fare un bagno, sulle spiagge dell’Habana ha smesso di soffiare la brezza e fa un po’ caldo.
Ho letto con interesse l’estratto della sua ultima fatica.
Mi propongo di leggerla per intero prima possibile.
Dalle righe lette queste le impressioni:
Con poche pennellate la capacità di far vivere e caratterizzare personaggi e paesaggi.
Quando lo sguardo diviene penetrante e si volge a scrutare l’animo, affascinanti acuti in cui la prosa incontra la lirica (mi riferisco in particolare al rapporto madre figlio inserito nel contesto nella tipica famiglia d’epoca).
Riguardo alla storia è la storia di un uomo e attraverso lui di una generazione, una storia al limite in un’epoca dove tutto l’umano (bassezze e grandezze) è stato spinto sino ai peggiori abissi, ma di contro anche verso le più alte vette.
Sicuramente una storia da leggere con attenzione cercando quegli aspetti universali che trascendono il quotidiano e la singolarità, per divenire patrimonio comune, aiutandoci in tal modo a comprendere e a crescere.
Complimenti. Cosimo Quarta
Caro DamyEku, fatico a seguirla. Lei pensa che io sia a libro paga della Cia?!?! Eppure lei lo legge il blog… Mah…
Salve tutti!? Foa,per il momento le faccio i miei più sentiti auguri! saranno sinceri,se il libro non è scritto da un “GIORNALISTASCRITTORE” facente parte, tra centinaia, sul libro paga della CIA.Foa,comunque lo leggerò! La curiosità è anke per capire come si fa a scrivere un libro in poko più di un mese,stamparlo e commerciarlo.Ci vediamo gente.(BAT)
Jack The Leopard,
no, non ci capiamo.
Faccio differenza tra Comunismo e Nazi-Fascismo solo per il numero di morti che hanno prodotto: il comunismo 5 volte tanto.
Per il resto sono due facce della stessa medaglia.
Hitler e Stalin sono stati la stessa cosa (il secondo ancor più criminale del primo se contiamo il numero di morti e l’intensità della ferocia verso il proprio popolo).
Per quanto riguarda Pinochet basta farsi un giretto in Cile e poi confrontarlo con Cuba.
Sull’occidentalizzazione post-bellica di Franco ho già detto. Ha posto le basi della moderna Spagna di adesso (disastri del socialista Zapatero a parte).
E questa non è idea mia.
Però mi ha affascinato la sua affermazione: i regimi comunisti sono durati di più perchè cullavano nel loro grembo speranze più grandi: un esercizio di contorsionismo notevole. Questa non l’avevo mai sentita.
Ammesso che sia vero, diciamo anche che sono stati un pò più lenti nel capire che erano sistemi falliti: mentre i regimi nazi-fascisti nel 1945 lo avevano già capito, per gli altri si è dovuto aspettare la caduta del Muro, a 70 anni dalla Rivoluzione di Lenin.
Almeno tre generazioni di uomini e donne che hanno atteso la realizzazione del grande sogno con la tesserina del pane in mano, beh niente male.
A Cuba invece sembra che ancora non l’abbiano capito, visto che la tesserina del pane esiste ancora e che i dissidenti li sequestrano e/o li uccidono ancora.
E siamo nel 2010. Sarà la brezza dei Caraibi che rallenta il lavoro dei neuroni nel cervello?
Però anche in Cina hanno ancora le idee un pò confuse.
Sarà forse che stanno intravedendo la realizzazione della grande speranza a breve e non mollano?
Sarà così.
Cordialmente.
Foa,
mi rendo conto che questo non è un dibattito su revisionismi di vari colori, tuttavia mi sento in dovere di rispondere a certe affermazioni. Anche perchè, vista l’aria che tira, non vorrei che qualche viositatore straniero pensasse male del suo blog.
Paolo Da Lama
la cultura mono direzionale di questo paese irregimentato mi ha insegnato che non esiste ideale che possa giustificare non dico una strage di innocenti, ma la morte di un singolo individuo.
Fatta questa premessa, è stato lei a cominciare a fare distinzioni fra regimi comunisti o fascisti, riabilitando Pinochet e Franco. E questo non è carino.
C’è da chiedersi perchè nel mondo i regimi comunisti sono stati di gran lunga più duraturi, superiori e forti rispetto a quelli di destra. Il motivo è semplice: i primi danno speranze ai popoli, i secondi le tarpano. Poi, in troppi casi i leader della rivoluzione hanno tradito lo spirito originario, vuoi perchè sotto sotto erano dei fascisti, vuoi a causa di contingenze storiche, come nel caso di Fidel.
Io non riabilito un regime dittatoriale basato sulla violenza. Io riabilito l’ideale che vi era alla base.
Michael: prego argomentare. Le parole “Habanera” e “carpiata doppia con avvitamento triplo dal trampolino di 50 centimetri” non valgono come argomentazioni. Spero di non doverle spiegare il perchè.
Caro Parpaiola,
mi accodo al suo discorso ricordando che la nostra Costituzione è stata scritta proprio da “questi qua”.
Se leggiamo parecchi passi della nostra Carta ci si accorge di quanto allora fu calcata la mano per imprimere ad essa uno stampo socialista.
Adesso, per forza di cose, è pure diventata obsoleta e fuori dal tempo. E’ uno straccio.
Eppure c’è chi non la vuol toccare. Perchè?
Cordialmente.
Egr. Foa,
augurandole ogni successo per “Il ragazzo del lago”, perchè non scrive il prossimo libro prendendo spunto dalle carneficine dei paesi socialisti dell’ultimo secolo?
Per la scelta del Paese in cui ambientare la storia ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta.
Cordialmente.
Salve
Dal post di Paola Da lama di ieri alle 5:59 pm prendo a prestito una frase che veramente mi è rimasta impressa nella mente.
Paola da Lama scrive: Perché si ha così timore di parlare di questi regimi? Coda di paglia? E’ così? Rode il fegato sapere di aver creduto per anni in un’ideologia feroce e fallimentare?
Troppa indulgenza, rimanendo in Italia, alla Luce degli ultimi due lustri oppure se vogliamo dall’èvento Berlusconi in poi, non sono più disposto a tentar di dare un volto ideologico e umano, né ai comunisti né a tutto il centro sinistra italiano.
I comunisti italiani non hanno ideali, ai miei occhi non sono altri che dei piccoli criminali ruffiani che delle paure della Gente, delle barbarie e fanatismi del passato nazi/fascista ne fecero una propria Virtù, per poter. in un momento di caos politico e sociale in Italia, andare al potere.
Usando sapientemente la voglia di Pace della Gente dopo la Seconda Guerra Mondiale e la vergogna dei Crimini dei nazi/fascisti, il fulcro politico dei vari eroi italianuci partigiani rossi, si comportò ideologicamente, esattamente come gli aguzzini nazi/fascisti, e forse peggio.
La gerarchia rossa italiana, non ha fatto che parlare sempre come Rodovan Karadzic che ieri davanti al Tribunale dei Crimini contro l’Umanità a Den Haag, difese il massacro di Srbreniza e Sarajewo, definendoli un atto necessario all’unità Juogoslava e accusando la Germania di aver fomentato e voluto la Guerra nei Balcani per destabilizzare le Regioni Balcani.
È la stessa tattica dei sinistroidi italiani, non è vero, anche quì sul blog c’è Gente sinistroide, che abbaia cosi?
Lo stesso metro lo usano i sinistroidi italiani con i crimini dei vari regimi comunisti, definendoli appunto necessari alla liberazione delle Masse popolari.
Usando il terrore psicologico, i sinistroidi nostrani raggiunsero il poter occulto nel Bel Paese, e lo detengono in gran parte tuttora, giocando sapientemente con i loro servi e sciacalli nascosti tra le falde della burocrazia italiana, soffocando la Nazione.
Lo fecero con il terrore psicologico e con l’eterno, basta che se magni, tanto caro ai ruffianelli nostrani vari.
Anche dalla tv svizzera arriva aiuto e rinforzi ai sinistroidi italiani, ieri sera potei degustare in “Kultur”, che non significa altro che Cultura, delle vere e proprie delizie di malcostume giornalistico contra Berlusconi e tutto il Centrodestra Italiano.
Dunque, Berlusconi per quei svizzerotti la, non è altro che un ammiratore dello zio Benito,e vorrebbe reinstaurare il Fascismo in Italia,
Alemano, Sindaco di Roma secondo la tv svizzera non è altro che un teppista neo-fascista condannato per atti di tempismo appunto di stampo neo-fascista.
La signora Alemano è definita solamente come figlia di un neo-fascista, sembra veramente che per gli svizzerotti l’essere discendenti da eventuali neo-fascisti sia un crimine.
Insomma per gli svizzerotti, il Bel Paese è sulla Strada del Fascismo, caspita.
Sapete che cosa notai ieri sera? Non dissero una parola su Gianfranco Fini.
Salutönen.
PS.
In Germania si parla apertamente senza odi e rancori del passato cercando di capire come fu possibile arrivare fare e a farsi tanto male.
In Russia ne parlano pure, sia i superstiti sia gli aguzzini.
Tutto questo mentre allo stesso tempo nella “civilissma e colta” Italia i partigiani comunisti e sinistroidi vari, da veri vigliacchi, continuano a spargere odio per continuare a farsi gli affaracci loro.
Innanzitutto, grazie di cuore a Lucia Valentini per il suo entusiastico commento che mi fa molto piacere. Quando un libro si legge “tutto di un fiato” vuol dire che non è noioso e questa è la prima trappola che uno scrittore deve evitare. E grazie a Franco Parpaiola, Maria Iannicello, Corrado, Paolo Da Lama, Michael per gli auguri e l’incoraggiamento. Cara Eeleonora41 (e Paolo da Lama e Jacktheleopard): questo non è un libro pro o anti, ma è la testimonianza di un ragazzino che, guidato dal fato, si trova a contatto con i grandi della Storia. Aimone Canape ancora oggi si occupa poco di politica e allora non ci capiva proprio nulla. Anche la sua decisione di diventare partigiano, dopo aver vissuto da re nella Germania nazista, non era dettata dal fervore ideologico ma dalle circostanze. Quella narrata nel libro è una testimonianza umana, disincantata e politicamente distaccata, ma avvincente proprio per le straordinarie coincidenze del destino, peccato che Eleonora41 intenda privarsi della facoltà di giudicare di persona…
Jack The Leopard,
io non assolvo gli assassini, nè Hitler, nè Stalin, nè Castro. Nessuno. Fascisti e comunisti stessa pasta, stessa testa.
Semmai è lei che li differenzia.
Ho detto completamente un’altra cosa: ci hanno
riempito le orecchie per decenni parlando solo degli assasssini nazi-fascisti… Invece, forse, di carnefici su cui porre l’attenzione nelle scuole ed in Tv, ve n’erano molti di più.
Come mai non se n’è mai parlato, o parlato poco?
Forse perchè i cinesi trucidati da Mao rispondono ad una giusta causa? I milioni di morti ammazzati da Stalin, altra giusta causa? I teschi dei bambini nelle gabbie di Pol Pot, altra giustissima causa? E’ così?
E’ lo stesso discorso per cui si è sempre parlato delle Fosse Ardeatine e mai, o poco, delle Foibe.
Perchè si ha così timore di parlare di questi regimi? Coda di paglia? E’ così? Rode il fegato sapere di aver creduto per anni in un’ideologia feroce e fallimentare?
Castro a capo di un moto di liberazione popolare e senza velleità di potere?
Fantastico !!! Si, forse; peccato però che il potere lo detiene dal 1961 grazie all’appoggio dell’allora URSS, che nel frattempo si sia distratto dimenticandosi di dare il pane ai compagni compatrioti, uccidendo i dissidenti, rendendo tante ragazze cubane prostitute per riempire le casse con i puzzolenti dollari americani dei turisti e sparando ai barconi che si allontavano dall’Avana.
Un gran bell’esempio di liberazione popolare. Da far invidia. Da quale professorino ha preso lezioni Jack?
E poi, Zorzi, Calabresi, ma di che cosa sta parlando? JackThe Leopard, su, non si avviti su se stesso.
Cordialmente.
..scusate, ma, nel post precedente ho dimenticyo di aggiungere che anch’io leggerò sicuramente il libro di Marcello Foa, anche perchè se sono qui a scrivere lo devo al coraggio di mia madre contro i Partigiani fasulli e ladri ed a mio padre, ufficiale della Wehrmacht, nelle zone di cui si parla che si è dato da fare per evitare morti inutili…..
JackTheLeopard Scrive: March 1st, 2010 at 2:35 pm
….”Calabresi stava per confessare…..”????? oh bella questa è nuova,…. poi l’ode a Fidel (ti) Castro,…. si vede che ha trovato qualche Habanera che gli ha inalzato la pressione.
Quando poi parla di bieco revisionismo,neofascistoide, beh,carpiata doppia con avvitamento triplo dal trampolino di 50 centimetri..
Quando la capacità critica è venduta alla causa… eh beh consideriamo l’evento come un esercizio di libertà di pensiero (naturalmente tipico dei paesi socialisti sovietici, come ho avuto modo di vivere personalmente….).
Ad Majora…….
Salve.
Insomma, come con piacere vedo che diversi auspicano avvenga, ci vorrebbe più senso di responsabilità da parte di tutti gli addetti ai Lavori.
Già altri, pochi, troppo pochi, hanno indicato la via della Verità, ora è il turno di Marcello, speriamo che del suo lavoro, ne facciano un Film.
È ora di finirla con Anno Zero e pagliacciate varie. Esistono chilometri di filmati sugli eventi della Seconda Guerra Mondiale, sui prima, sui durante e sui dopo, che li facciano vedere e che si mandino a spasso i vari Morgan e stupidaggini Rai varie.
Servono i filmati non romanzati, non lavorati o scelti da spaventapasseri che facevano gli eroi con Gente già mezza morte, come facevano i rossi partigiani.
Queste cose si devono mostrare nude e crude com’erano, senza il veleno di parte di figuri comunisti.
Lo stanno facendo in Germania, parlano di Campi di Concentramento e ne fanno veder i filmati, anche dei Cadaveri ammucchiati nelle fosse comuni, anche dei Soldati della Wehrmacht in prigionia, mezzi morti dal freddo e dalla Fame.
Pochi hanno in Italia il coraggio civile di posare fatti scottanti sul Piatto della Bilancia e presentarsi davanti al Pubblico, per una discussione aperta e pacata, senza insulsi fanatismi di parte.
Marcello Foa è uno di questi pochi.
Salutönen
Paolo Da Lama:
lei fa del bieco revisionismo della peggio specie: quella neo-fascistoide.
Ma dimentica Salazar! E scommetto che molti fascitelli ignoranti non sanno neanche chi fu, Slazar, e quanto male portò al Portogallo. Certo, non tanto quanto Hitler o Mussolini, ma di certo al pari di Pinochet e Franco. Altro che modernità, altro che filo occidentali! E si dimentica di Zorzi e del terrorismo di destra e delle stragi di stato! E di Calabresi, che fu ucciso da una mano oscura quando stava per confessare!
Sui dittatori in estremo oriente, nulla da dire. Furono la stessa cosa di Pinochet in luoghi diversi. Ma Castro non rientra in questa categoria per un semplice motivo: la rivoluzione cubana fu un moto di liberazione popolare. Non c’era l’Unione Sovietica, dietro, e non c’era nemmeno la Cina. Per non lasciare che Cuba fosse stritolata dagli imperialismi sovietico e americano, fu costretto stritolarla lui stesso. I dittatori che lei assolve, invece, furono responsabili di stragi premeditate ed ebbero sempre come unico scopo il potere.
Caro Dottor Foa, avevo letto sul “il Giornale” l’articolo riguardante il Ragazzo del Lago. Quello che impressiona è il fatto che a distanza di oltre mezzo secolo appaiano ancora tante testimonianze di un evento tragico per storia d’Italia. Ben vengano queste testimonianze, soprattutto se analizzate da persone non di parte come ritengo sia Lei. Contribuiranno a far chiarezza, aggiungendo la necessaria, corretta “tessera” ad un “mosaico” che per molti versi è stato artamente deformato per motivi ideologici.Complimenti per il Suo lavoro
A me invece mi piacerebbe che si parlasse un pò di più della Polonia,da prima dell’occupazione nazista in poi,si sà così poco.
Cara Eleonora41 (e Foa, ovviamente):
io, a differenza sua, il libro di Foa lo leggerò sicuramente, perchè nella vita non si finisce mai di imparare e soprattutto perchè la Storia di quel periodo nasconde ancora troppe verità che una ben identificata propaganda ci ha insabbiato per anni.
Ad esempio, mi sono chiarito un pò le idee grazie ad un antifascista come Giampaolo Pansa e il suo “Sangue dei Vinti” o grazie alle opere dell’ex segretario di Togliatti, Massimo Caprara, che consiglio di leggere.
Però lei ha perfettamente ragione sull’unidirezionalità dell’informazione dell’ultimo mezzo secolo.
Sarebbe veramente ora di raccontare sui media e di insegnare nelle scuole, soprattutto, le prodezze dei macellai rossi, di coloro che con la scusa della fratellanza e della parità sociale hanno ucciso, e continuano ad uccidere, i loro connazionali anche in periodi di pace.
Raccontando le vicende passate e/o attuali di Cuba, Vietnam, Laos, Cambogia, Cina, regimi comunisti africani vari, ex-URSS, ex-regimi Europa dell’Est, direi che materiale ce ne sarebbe in abbondanza. O no?
Anche perchè, limitandoci ad un macabro calcolo matematico, ci accorgeremo che i morti prodotti dai regimi comunisti siano stati di gran lunga superiori a quelli usciti dai regimi nazi-fascisti, circoscritti tra l’altro a 25 anni circa di storia. Pertanto, studiando la storia di questi Stati-terrore, l’interesse suscitato dovrebbe essere ben maggiore e le domande da porsi veramente tante.
Proporrei quindi a giornalisti e scrittori, registri e professori, di cominciare a riservare la loro attenzione un pò meno ai Mussolini, agli Hitler e ai Pinochet o ai Francisco Franco.
Per inciso, questi ultimi due li nomino giusto per far contento qualche comunistello ignorante anche se non possono neppure lontanamente essere paragonati al Furher, essendo stati l’uno il principale fautore dell’ammodernamento dell’attuale Cile e l’altro dapprima neutrale in guerra e poi completamente filo occidentale dopo il 1945.
altresì, proporrei loro di buttare l’occhio con maggior veemenza verso quei regimi comunisti ed i loro tiranni feroci che hanno impoverito, umiliato, deriso e ovviamente ucciso milioni e milioni di persone più di qualsiasi altro sistema politico.
Un giorno, ad esempio, vorrei sentir parlare di Castro per quello che è stato e cioè un assassino comunista.
Altrimenti resteremo per sempre spiazzati da informazioni parziali ed incomplete.
Credo che per ora la mia è solo una speranza, almeno finchè le chiavi della cultura restano saldamente in mano alla sinistra sessantottina e ai suoi cattivi professorini.
Basta solo immaginare ai simili di Adriano Sofri o di Toni Negri insegnare Storia ai ventenni di oggi e di ieri.
Non bisogna mai scordarsi che la base del corpo docente italiano negli ultimi decenni è stato costituito essenzialmente da figuri come i due professorini citati innanzi.
Da brivido!
Cordialmente.
in bocca al lupo!
auguri per il suo libro. so che non lo leggerò , anche se credo che lei non sia di parte , ma francamente sono stanca di sentire le solite cose ormai da 60 anni, non c’è nulla altro da raccontare ,di vero , anche terribilmente vero ? forse no anche perchè la votra generazione ha avuto il cervello lavato dalla propaganda politica. come avviene ancora oggi . La pagliacciata del viola di ieri ha dimostrato a grandi passi che in italia c’è la democrazia solo quando comandano i sinistri e di conseguenza i giudici. quindi raccontiamo di dongo , della fine di una dittatura , ma nel contempo tacciamo su un’altra dittatura , più feroce ancora , quella di stalin , quella cubana , quella cinese.
Salve.
Auguronen, da quanto ho capito, quì c’è odore di un Film.
Sarebbe una buona idea vedere sullo schermo la Vita di quell’Uomo, dato che il destino, indipendentemente dal Bene o dal Male, dal Giusto o Sbagliato, lo ha voluto mettere in prima fila, come attore e partecipe a fatti ciclopici, non solo della Storia Italiana e Tedesca ma che anche ambiarono il corso della Storia Europea.
Lunedì lo ordino.
Di nuovo tanti sinceri auguri.
Salutönen
Innanzitutto le faccio i miei complimenti e un grande in bocca al lupo per il Suo libro, che non ho ancora letto, ma lo farò a breve perché la storia mi interessa molto.
se il signor Canape avesse previsto il seguito della vicenda avrebbe fatto le stesse cose?
Ho letto tutto d’un fiato il suo libro: “IL RAGAZZO DEL LAGO”. Mi è piaciuto molto, l’ho sentito vero, mai noioso, ricco di storia e di ideali che l’Italia ha perso. Sono insegnante e condivido con lei quanto scrive nel suo BLOG: l’etica, il vero substrato dello Stato, non esiste più e soprattutto i giovani si rifugiano nei loro castelli, spesso adornati di mura troppo alte da valicare.
Per la prima volta trovo nelle parole di un giornalista qualcosa che mi piace. Complimenti!