Esistono due modi per affrontare la vicenda dei tre collaboratori di Emergency arrestati in Afghanistan. Il primo è quello manicheo: Strada è di sinistra dunque il lettore di destra propenderà per la sua colpevolezza. Viceversa, quello di sinistra non si chiede nemmeno se i tre possano essere colpevoli ma santifica Strada a prescindere. Il secondo analitico.

Le mie idee politiche non sono certo quelle di Strada, ma non ho il paraocchi. Ho conosciuto alcuni attivisti di Emergency, apprezzando la loro dedizione, seguo le attività dell’organizzazione da tempo e ritengo Emergency meritevole di stima per il suo impegno umanitario. Non credo assolutamente che tre italiani possano essere pericolosi fiancheggiatori di Al Qaida e dei talebani.

Ma come ogni organizzazione umanitaria che opera in queste zone ha avuto contatti anche con i talebani e quando arrivano feriti i medici non discrimina tra le diverse tribù afghane. Strada ha una personalità forte e in questi anni inevitabilmente si è fatto diversi nemici, come spiega Biloslavo in questo articolo

E la scoperta delle armi nel deposito della sede di Emergency appare molto sospetta. Che ci vuole a piazzare un paio di casse e poi a scoprirle di fronte alle telecamere? E’ un classico… e in quanto tale l’episodio denota scarsa fantasia da parte di chi lo ha ideato.

Insomma, sento puzza di montatura.