Le agenzie di rating, come noto, danno i voti a chi emette titoli di Stato e obbligazioni. Un anno fa abbiamo scoperto che erano inaffidabili. Erano finanziate dalle stesse società che poi erano chiamate a giudicare,  per anni hanno commesso errori colossali, mantenendo doppie e «triple A» a compagnie come Enron e Lehman Brothers fino al giorno del fallimento, abbiamo scoperto intrecci finanziari sconcertanti, connivenze eclatanti. Insomma, dei carrozzoni.

Un anno fa le autorità americane avevano promesso che le avrebbero riformate. Standard & Poor, Moody’s, Fitch sono private e agiscono in regime di oligopolio sotto licenza degli stessi regolatori statunitensi. Nulla è stato fatto, le tre agenzie continuano ad essere inaffidabili, trasudano conflitti di interesse da ogni poro.

Eppure continuano ad avere un potere di condizionamento enorme.  Il tempismo di certi annunci è sospetto: la grandi turbolenze di questi giorni sono state scandite proprio dagli annunci delle agenzie di rating. Sono loro ad aver dato forza e pretesto alla speculazione e dunque a far precipitare la crisi in Grecia e ad accelerare drammaticamente quelle in Portogallo e Spagna.

Ma nessuno, o quasi, se ne scandalizza. La Bce tace, i governi europei bofonchiano ma lasciano fare. Strano, molto strano.

Mi chiedo:   perché un compito tanto delicato, come quella di giudicare la qualità del debito nel mondo continua ad essere affidato a tre società americane?

Che rapporti ci sono tra queste società e gli hedge funds?

Vista la loro inaffidabilità nel giudicare le società, che interessi perseguono davvero?

Sarò troppo diffidente, ma sento aria di manipolazione… O sbaglio?