Leggo con crescente sconcerto le rivelazioni sui maneggi di Balducci, Anemone, eccetera. Capiremo a breve se e quali accuse verranno confermate, anche se la posizione di Scajola appare gracile. Esistono riscontri sul versamento di 900 mila euro in assegni circolari alle due proprietarie della casa comprata dal ministro, il quale sostiene che il prezzo di mercato per un appartamento vista Colosseo di quasi 200 metri quadri potesse essere nel 2004 di circa 600mila euro, cifra che corrisponde al mutuo acceso da Scajola. A quanto pare, però, il prezzo di mercato in una delle zone più ambite di Roma era di almeno 1.500.000 euro. Delle due l’una: o si tratta di una gigantesca montatura contro il ministro o le accuse sono vere. Vedremo.

Ma a parte questo episodio, sono rimasto colpito dalla disinvoltura con cui i collaboratori di Anemone , Balducci & Co versavano, nelle banche somme cospicue in contanti.
Come, immagino, voi, ogni volta che mi reco nel mio istituto, vedo in bella mostra un cartello che ricorda le severissime norme antiriciclaggio, vedi anche qui, secondo le quali “in presenza trasferimenti di attività economiche realizzate in denaro o altri mezzi di pagamento per importi superiori a 12.500 euro“, scatta “l’obbligo di registrazione e di segnalazione all’Ufficio cambi“.

Insomma, le operazioni sospette sono schedate e, a rigor di logica, in un Paese impegnato nella lotta alla mafia, alla’ndrangheta, alla camorra, dovrebbero scattare i controlli. Invece..

Ve la immaginate la scena? Un uomo arriva allo sportello, apre la valigetta, tira fuori mazzette per 500mila euro e, come se fosse la cosa più naturale del mondo, chiede al funzionario: sarebbe così gentile da trasformarle in assegni circolari? Roba da tutti i giorni…

A quanto avrebbe confessato l’ex tuttofare di Anemone, questa prassi andava avanti dai primi anni Novanta. Com’è possibile? Forse le banche si sono scordate di segnalare i movimenti sospetti? E se invece le segnalazioni sono partite, dov’erano le autorità di controllo?

O forse dobbiamo constatare, ancora una volta, che in Italia le leggi non sono uguali per tutti? E se il giochino era così facile per Anemone e Balducci, chi ci assicura che non lo sia anche per le grandi organizzazioni criminali?

Sento un brivido scorrere lungo la schiena…