Torno ancora sulla crisi economica, con due segnalazioni.

La prima. Come sa chi frequenta questo blog sono convinto che sia possibile manipolare le Borse in determinati frangenti. Il mio punto di vista  è che  ci siano alcuni attori privilegiati, che possiedono una forza di fuoco tale da riuscire a creare – insisto: in determinati frangenti – delle tendenze di mercato improvvise e violente, che talvolta si basano su dati oggettivi, talaltra sono pretestuose. Recentemente ho spiegato come funziona il meccanismo, portando l’esempio delle scommesse contro l’euro.

Questo blog è frequentato da economisti, gestori, esperti finanziari e non tutti sono d’accordo con me. Rispetto e, anzi, apprezzo il dissenso, perché mi costringe a verificare le mie convinzioni. Tuttavia più passo il tempo e più i miei sospetti aumentano.

Ieri ho letto l’intervista alla Stampa di Giorgio Cortiana, che è responsabile della ricerca azionaria di Ubs Wealth Management, dunque la sua è l’opinione un grande manager di una delle principali banche del mondo che i mercati li vive dall’interno. Sentite cosa dice Cortiana:

Da qualche anno gli investitori retail fanno da rimorchio. Il vero motore trainante delle Borse sono banche internazionali e fondi hedge. E ora chi vuole speculare al ribasso sta facendo due tipi di scommesse. La prima è contro la capacità della politica di raddrizzare i conti pubblici. La seconda è contro la ripresa dell’economia!”

Alcune osservazioni semplici semplici:

– Nel mercato degli hedge alcuni nomi pesano più di altri, tra le banche internazionali anche. Sappiamo che esistono riunioni riservate, scambi di telefonate e di email.  Quando si appartiene a un’élite si fa di tutto per preservare il potere acquisito. E il potere del mondo finanziario è enorme. E’ davvero così assurdo, conoscendo la natura umana, ipotizzare che in certi contesti i grandi players possano mettersi d’accordo? Leggete in filigraba quella frase di Cortiana. E’ inquietante, tanto più  che:

il 75% del mercati dei Cds è controllato da 5 banche, che agiscono in regime di oligopolio, dunque, molto verosimilmente, di cartello.

i mercati degli hedge e delle grandi banche d’affari sono caratterizzati dalla supremazia di alcuni attori 

la Federal reserve e il Tesoro sono di fatto controllate dagli stessi “big players”, i quali influenzano la Casa Bianca e il Congresso

i controlli della Sec sono ridicoli,

i rating sono attribuiti solo da tre società la cui credibilità è pari a zero,

la lobby di certe banche è ramificata e potentissima in gran parte dei Paesi occidentali (quella di Goldman Sachs è la più nota, ma non certo l’unica).

Insomma, non c’è luce, non c’è trasparenza, non c’è simmetria. Il mercato è davvero sempre libero?

La seconda segnalazione la devo a un caro amico, che lavora da tanti anni nella finanza, il quale mi ha segnalato l’ultima conferenza di Marc Faber, finanziere svizzero che in passato ha azzeccato più volte le analisi. E che ora vede nerissimo. Potete leggere qui le sue considerazioni (purtroppo solo in inglese). Secondo Faber i Paesi occidentali saranno costretti a stampare moneta in proporzioni colossali, ma l’entità del debito privato e pubblico è tale che alla fine saranno costretti a dichiarare bancarotta. Insomma, Europa e America corrono verso la catastrofe e il finanziere svizzero non esclude una guerra come soluzione finale.

Timori esagerati o sano, benchè scomodo, realismo?