E’ molto difficile giudicare da qui quel che è avvenuto al largo di Gaza. L’evento è molto drammatico con un alto prezzo in vite umane: la morte di quasi una ventina di pacifisti è difficilmente accettabile dalla comunità internazionale. E  come ogni evento drammatico sta scatenando reazioni opposte.

 C’è chi accusa Israele di aver superato il limite attaccando dei pacifisti inermi; c’è chi difende Israele sostenendo che in passato troppe volte finti pacifisti hanno introdotto armi in Palestina e ricorda che le navi non hanno rispettato l’alt, tentando di forzare il blocco.

 Che così successo davvero? Non lo sapremo presto, forse solo tra qualche mese, forse mai. Ma l’esperienza  mi induce a credere che incidenti di questo tipo non sono casuali. Qualcuno lo ha provocato ad arte.O Israele per stringere ancor di più la morsa o i palestinesi per mettere in forte imbarazzo lo stato ebraico.

Non è difficile infiltrare qualche guerrigliero tra i pacifisti che al momento giusto provoca gli israeliani. D’altro canto è possibile che gli israeliani abbiano volutamente calcato la mano, reagendo in modo sproporzionato. In questi casi, tuttavia, molto spesso le cose non vanno come previsto e l’incidente assume proporzioni inaspettate.

 Una sola certezza, anzi due. La prima: molte persone innocenti sono morte.

La seconda: lo scontro non è casuale.

Ma a vantaggio di chi?