Il Bilderberg è il club più esclusivo del mondo, a cui partecipano grandi leader politici e dell’economia americani ed europei. Quel che caratterizza questo club è l’assoluta segretezza. Esistono altri consessi di potenti, come il Forum di Davos; ma nessuno di questi agisce nel riserbo totale e a nessuno dei partecipanti è imposto di non svelare nulla degli argomenti discussi durante i lavori.

Al Bilderberg invece vige la regola del silenzio assoluto: non solo non si può riferire niente, ma non si può nemmeno ammettere di farne parte.

Da qualche anno,però, le liste dei partecipanti escono grazie a qualche talpa. Se volete sapere chi c’era al vertice che si è appena svolto in Spagna potete cliccare qui. Troverete l’élite  mondiali e  molti nomi italiani importanti:

– Franco Bernabé,amministratore delegato Telecom Italia, ex presidente Eni

– Fulvio Conti, numero uno dell’Enel

John Elkann, presidente della Fiat

Mario Monti, presidente della Bocconi ed commissario Ue

Tommaso Padoa Schioppa, ex ministro del Tesoro

Gianfelice Rocca, presidente di Techint

Paolo Scaroni, Ceo dell’Eni

Secondo i cospirazionisti il Bilderberg è il vero governo del mondo, composto di due organismi, lo Steering Commitee, formato da 33 persone, e l’assemblea plenaria.

Io penso invece che il Bilderberg sia il luogo dove le élite vengono selezionate e dove vengono trasmesse idee e programmi. Questa mia impressione è rafforzata dalla citazione più importante che ho trovato in questi giorni, sul Guardian, l’unico quotidiano di rilevanza internazionale che ha tentato di seguire il vertice.Impresa difficile, perché il summit era protetto da un dispositivo di sicrezza impressionante.

Come riferisce l’inviato Charlie Skelton , l’ex segretario della Nato, Willy Claes, membro del Bilderberg negli anni Novanta, si è scoperto, forse involontariamente. Parlando a una radio belga pochi giorni fa ha dichiarato che “ogni partecipante riceve un documento e si ritiene che i membri lo usino per determinare le politiche nelle rispettive aree di influenza”.

Ovvero: il Bilderberg stabilisce un’agenda e impartisce direttive ai suoi membri. Un segretario generale della Nato mi sembra una fonte credibile e l’ammissione è inquietante. Sorgono alcuni dubbi:

Quali indicazioni contiene il report distribuito quest’anno?

I membri sono obbligati ad applicarne le direttive o si tratta soltanto di un auspicio?

 E’ emersa una linea comune al vertice in Spagna?

A chi viene dato il documento oltre ai presenti?

Sono domande doverose per un giornalista, tanto più se riguardano personaggi importanti, come i numeri uno delle principali società italiane e il presidente della Banca d’Italia, Mario Draghi, da tempo membro del Bilderberg (anche se, a quanto pare, in Spagna era assente). Ma credo che nessuno risponderà e che nessuno dei giornalisti membri del club (della Washington Post, del Financial Times, dell’Economist, del New York Times), violerà le consegne.

Eppure l’opinione pubblica dovrebbe sapere. O sbaglio?

AGGIORNAMENTO In queste ore è emersa una novità importante. Il Bilderberg ha aperto un sito ufficiale. E’ minimalista, fatto in grande economia (hanno chiaramente adottato un template gratuito) e dice di fatto pochissimo. Probabilmente sono stati spaventati dal fatto che il Guardian si sia occupato per due anni di fila di loro e tentano di apparire meno chiusi e misteriosi.

Al contempo ho scoperto un altro dettaglio importante: la lista degli invitati non è esaustiva. A molti membri è consentito di non apparire in alcun modo, nemmeno nei documenti interni. Arrivano, partecipano ma della loro presenza non rimane traccia. Ad esempio, secondo fonti credibili nel 2008 sia Hillary Clinton che Barack Obama parteciparono al summit che si svolse a Chantily, in Virginia; ma negli elenchi i loro nomi non appare. Così è molto probabile che molti altri personaggi abbiano partecipato al vertice in Spagna. Secondo liste informali ci sarebbero stati anche Mario Draghi, Domenico Siniscalco e Romano Prodi o comunque sarebbero stati invitati.