Ma la Padania esiste davvero? In un certo senso sì…
Sgombriamo il campo da un equivoco. Fini, quando afferma che la Padania non è mai esistita, ha tecnicamente ragione. Le stesse pubblicazioni leghiste non riescono a dimostrare l’esistenza di un’istituzione padana consolidata nel corso dei secoli. Giancarlo Pagliarini e Gilberto Oneto, nel loro saggio del 1998, Le 50 ragioni della Padania, popolarissimo tra i simpatizzanti di Bossi, scrivono «che la Padania ha avuto lunghi periodi di unità, con i Longobardi, all’interno dell’Impero Romano-Germanico, con la Repubblica Cisalpina, e poi con il napoleonico Regno d’Italia che comprendeva solo la parte settentrionale della penisola».
Citazioni che risultano, peraltro, approssimative. La Repubblica Cisalpina, riunì la Lombardia, l’Emilia-Romagna e piccole parti di Toscana e Veneto, mentre il Regno d’Italia era limitato all’Italia centro-orientale. E anche andando indietro nel tempo l’alleanza di Pontida del 1167 accomunò sedici città lombarde, venete ed emiliane, ma non il Piemonte, né il Friuli. Ripercorrendo la storia appare evidente che le attuali regioni del Nord non sono mai state governate in modo unitario prima della nascita dell’Italia nel 1861.
Eppure, se anziché esaminare la storia delle istituzioni si considera quella dei popoli, il quadro cambia. Sentite cosa sostiene un intellettuale di rango, vicino alla Lega, come Stefano Bruno Galli, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Milano. «Se noi valutiamo virtù civiche, usi, costumi, mentalità collettive, culture, spinte economiche e produttive, attaccamento al territori appare evidente che le regioni del Nord per quanto variegate, convergono verso l’unità. Anche geografica, come scrisse Montesquieu addirittura nel 1728 nel suo Viaggio in Italia».
E a supporto della sua tesi cita pensatori al di sopra di ogni sospetto. Nel 1975, Guido Fanti, esponente del Pci e presidente della Regione Emilia-Romagna in un’intervista alla Stampa dichiarò che per battere la crisi economica sarebbe stato necessario creare una macroregione del Nord.
E ancora: la Fondazione Agnelli in uno studio del 1992 intitolato La Padania, una regione italiana; l’americano Robert Putnam con il suo studio sulla tradizione civica nelle regioni italiane, il professor Roberto Mainardi nel saggio Il nord e la Padania, , fino, naturalmente a Il Sacco del nord di Luca Ricolfi.
In conclusione: Fini tecnicamente ha ragione. La Padania istituzionalmente non è mai esistita e Bossi non può evocarne la restaurazione, ma come area omogenea, amalgamata da valori civici e identitari condivisi esiste. Dunque parlare di Padania si può. O sbaglio?

Gent.le Sig. MARINO molto suggestiva la sua spiegazione…..appunto, suggestiva !
Se ne deduce, mi smrntisca se non é esatto, che Garibaldi era un’avventuriero, privo di scrupoli e sostanzialmente non depositario di quelle doti patriottiche e militari che gli vengono attribuite…….Nonché Mazzini un sovversivo, terrorista ed assassino potenziale di monarchi….
Francamente le confesso che la nostra storia nazionale da tale punto di vista non l’avevo ancora esaminata……
Purtroppo sono fermo ancora ai racconti della mia bisnonna buonanima che accompagnava, lei bambina,suo nonno ( nonché mio avo) al Regio Ufficio Postale a ritirare la pensione da combattente ( ferito!)…….era un ex-garibaldino !
Mi perdoni Sig. MARINO ma in casa mia ( liberali e repubblicani) la cosa é sempre stata additata come motivo d’orgoglio !
GENTILE VALENTINO,mi accorgo solamente adesso del suo post,e le rispondo molto celermente.Ma veramente lei crede che 1000 uomini male armati come i garibaldini potessero,da soli, sconfiggere tutto l’esercito borbonico che contava circa 100.000 uomini?E che la regia marina non sparò neanche un colpo di cannone dalla sua super-flotta?Ovviamente la verità è altrove e nascosta e bisogna andare indietro nel tempo partendo dal 1840-50,cioè negli anni in cui in EUROPA si tennero i vari congressi di vienna e altro,in cui gli stati stringevano alleanze più o meno ufficiali,e in quegli anni la massoneria internazionale elaborava il suo piano di dominio globale,di cui IL GIUSEPPE MAZZINI ERA UNO DEI PIù ALTI ESPONENTI e non nascondeva il fatto che avesse assoldato vari killer professionisti per uccidere i sovrani del tempo riottosi a lasciargli via libera nel suo progetto cospirazionista(fonte:DISINFORMAZIONE.IT) globale:uno di QUESTI FU IL TENTATO OMICIDIO DEL RE DEL REGNO DELLEDUE SICILIE Ferdinando II,mentre passava in rassegna le sue truppe nel 1856,tentativo andato a vuoto nell’immediato e conseguente esecuzione a morte dell’attentatore,inviato da mazzini;ma da quelle ferite riportate il re non si riprese più,e nel 1859 morì lasciando il regno all’inesperiente e giovanissimo figlio francesco II,che non aveva assolutamente il carisma ,l’eperienza e la lungimiranza del padre.in quegli anni il CAVOUR E I SAVOIA,CUgINI DI PRIMO GRADO DEL RE FERDINANDO II per parte di moglie,avevano tessuto con francia e inghilterra una alleanza di ferro a causa della situazione debitoria del regno di sardegna e piemonte,con banche inglesi ,francesi e olandesi,e,quindi,la soluzione ragionata era l’unità d’italia,per spalmare il debito pubblico sui 25 milioni di nuovi sudditi,e far ripartire l’economia del nord ormai al collasso.Si organizzò la sistematica corruzione delle alte gerarchie militari BORBONICHE,DI QUELLE POLITICHE,e si privò il re del suo collaboratore più anziano,il primo ministro che custodiva i segreti del regno,e con la marina militare francese e inglese che inviò decine di navi al porto di palermo ,minacciando di bombardare la città se i borboni non si fossero arresi,ma di fatto non vi fu quasi nessuna resistenza perchè i generali erano stati preventivamente corrotti,consentirono a garibaldi di compiere l’occupazione del regno viaggiando comodamente in treno senza sparare tanti colpi.
Gent.le Sig. MARINO , molto apprezzabile la sua illustrazione dell’Unità d’Italia.
Però mi sorge un dubbio che le chiedo eventualmente di chiarirmi esprimendo la sua idea in merito.
Se il Regno Borbonico delle Due Sicilie era ( almeno come lo ha descritto) una specie di “Eldorado” ed ” Isola Felice” mi risulta molto difficile spiegare come si sia “sciolto” , ” disgregato” sotto “l’urto” ( si fa per dire!!!) di un migliaio di persone raccolte più o meno clandestinamente, male equipaggiate, male armate con vecchi catenacci, con una sussistenza pressoché inesistente ed assimilabile (come organizzazione) più ad una compagnia di ventura che ad un esercito ?
#Francesco_P. Premesso che non vedo l’ora che la Padania, quali ne siano territorio e confini, diventi uno stato indipendente, ti consiglio di dare uno sguardo intorno e vedrai che non è solo la Padania ma l’intero mondo occidentale ed il suo modello economico ad essere entrato in crisi. Più di tutti? Gli USA, lo stato simbolo e guida di questo modello economico. Poi, di Sud economicamente depressi,che coesistono con Nord progrediti, tutta l’Europa e l’universo mondo è pieno. Questi Sud non possono/devono decollarre, cioè elevarsi al livello produttivo delle eccellenze nazionali, proprio perchè, nella logica della competizione economica, ci sono queste eccellenze che producono per me, per te, per tutti. L’attuale è una crisi di sovrapproduzione; il problema non è produrre il problema è trovare acquirenti che hanno la possibilità di comprare. Se tutti i Nord, si separassero dai rispettivi Sud, non passerebbe molto tempo e, come sta avvenendo con l’entrata nell’agone competitivo dei cosiddetti BRIC, sarebbero loro a soccombere. Forse è vero quello che disse la Guidi al meeting dei giovani confindustriali. Senza risanamento, siamo un paese spacciato, senza investimenti siamo un paese morto. Per me, la speranza è che, al G20, in Canadà, trovino un accordo per tosare pesantemente la finanza globale, per te liberarsi di un Sud depresso. Nè io, nè te, prendiamo decisioni, non ci resta che aspettare. Per quanto riguarda l’Iran, io penso che le vere e proprie allucinazioni che portano certo Occidente a vedere l’Iran nel ruolo del terzo Reich, smanioso di affermare un ruolo egemone nel Medio Oriente, nascono proprio dal ruolo egemonico e prevaricatore cui detto Occidente era abituato e dava per acquisito. Che cos’era il PNAC( Project for the New American Century) dell’amministrazione Bush, se non il ridisegno di un Grande Medioriente, inserito nel Nuovo Ordine Mondiale? Che, naturalmente, aveva da corrispondere ai famosi interessi americani, ci mancherebbe. Chi perseguiva e persegue progetti egemonici? Dal tempo dei regni alessandrini, l’Iran è stato sempre vittima di aggressioni non ne ha mai perpetrata alcuna. Ultima in ordine di tempo, quella di S.Hussein, quando ancora era culo&camicia con gli sponsors americani. Il fatto che il presidente pasdaran stia firmando accordi con molti paesi non allineati, significa che sta perseguendo una politica egemonica? Nei confronti di chi? Della Turchia? Del Pakistan? Tu dici che la guerra si avvicina a grandi passi. Può essere, sono anch’io convinto che sia molto probabile. Il primo colpo, sono sicuro, non lo sparerà Ahmadi Nejad ma Israele. Che, prerogativa divina, è il solo paese del vicino oriente ad avere negli arsenali, l’arma nucleare. Chi è egemone e chi tale vuol restare? saluti.
Alcune riflessioni sull’intervento proposto da Orientalia4All (June 25th, 2010 at 9:56 am)
La negazione della Padania è solo una scusa avallata da chi vorrebbe continuare all’infinito il sistema clientelare sostenuto dai soldi delle tasse prelevati al nord e dal debito pubblico. A questa gente va benissimo che il Sud continui ad essere gestito malissimo e che rimanga povero: tanto chi partecipa al sistema clientelare può diventare ricco senza doversi impegnare in nulla di produttivo.
Questo sistema è giunto al capolinea. La pressine fiscale è ormai arrivata al limite oltre il quale l’economia collassa di colpo ed il debito pubblico non è più espandibile a piacere. Nessuno stato europeo sarebbe in grado di salvare l’Italia dal default, come avvenuto per la Grecia, e, poiché l’Italia é anche esportatrice di tecnologie di nicchia e di design, tutti gli altri Stati europei vedrebero con piacere l’IMPLOSIONE della nostra nazione.
Bossi ha avuto il “fiuto” di sollevare una questione reale accuratamente ignorata dai fautori del politically correct. Poi anche lui adotta a volte metodi da prima repubblica, che non condivido affatto, ma almeno ha avuto il merito di rompere quella catena di omertà che portava a tacere strumentalmente delle popolazioni che vivono al nord.
Quanto al tema del post sul gasdotto iraniano ci sarebbero tantissime considerazioni da fare. L’Iran gode di una posizione strategica importantissima ed il suo regime neonazista sta giocando sporco.
L’Iran potrebbe essere al centro del medio oriente anche in un contesto diverso, più normale. Anzi, potrebbe ricevere tanto aiuti russi quanto Occidentali operando in un contesto pacifico. Un Iran pacifico assicurerebbe vantaggi a se stesso, ai Paesi confinanti, alla Russia ed all’Occidente. Neppure la Cina ne soffrirebbe, ma non sarebbe l’unica a godere i vantaggi.
Ma il suo regime persegue una politica di minaccia nei confronti dei Paesi limitrofi, aspirando al ruolo di potenza unica della regione, come la Germania alla vigilia della guerra.
La guerra mi sembra avvicinarsi a grandi passi. Quello che temo è che gli Stati Uniti non siano in grado di implementare in tempi stretti un pacchetto militare adeguato. Inoltre, sapendo che la potenza di fuoco americana è stata ridotta, non posso escludere che la Nord Corea tenti di approfittare dell’impegno bellico USA in M.O. in caso di grave conflitto.
Il rischio è che la situazione degeneri al punto in cui debba contrapporre “a male estremo, estremo rimedio”.
Un Iran come quello attuale serve solo alla Cina (finché non passa la misura), un Iran pacifico serve a tutti, un Iran annichilito non serve a nessuno.
Saluti vivissimi
Caro Jack; politicamente parlando, molti terroni, immigrati a Nord già sono più padani dei padani e, se vai a fare una cernita fra i coloured o gli extra regolari, ne troverai di più arrabbiati dei leghisti stessi. Da un punto di vista culturale, un immigrato non può non assorbire la cultura, gli usi, i costumi dei luoghi in cui si trasferisce e, naturalmente, non può non portare con sè la cultura del luogo d’origine. Dall’incontro più o meno pacifico o conflituale, nascono nuove culture. Adessso, la Padania? Storicamente i fiumi hanno avuto una grande importanza nello sviluppo umano, facilitavano le comunicazioni, fornivano cibo e risorse ma anche disastri e calamità cui far fronte. Per me, la Padania, culturalmente intesa, è più reale delle stesse regioni. I confini delle quali sono stati tracciati all’inizio dell’età repubblicana. Poichè, secondo me, i luoghi hanno un’ enorme importanza, bulturalmente, ben prima dell’unità, esistevano i padani piemontesi, i padani lombardi, i padani veneti, i padani liguri……. le differenze culturali, nel tempo, si sono ridotte ed appianate e non accentuate. Ora che, culturalmente, esistano i lombardi, i campani, i liguri, i romagnoli… cosa vuol dire? Che si deve prevedere un ordinamento politico istituzionale per ognuna di queste varianti? Basta volerlo, si può fare. Però, poi, non ci si lamenti dei costi. Dalla loro istituzione, quanto, questi veri e propri stati bonsai ci sono costati? E quanto ancora costerà mandarli a regime? E le risorse assorbite a quanti falsi invalidi, che stanno pure a Nord ed, in genere, sono disoccupati cronici, avrebbero dato un reddito? Nel mondo dell’economia globalizzata, secondo me, bisognerebbe guardarsi attorno, mirare al governo democratico sull’economia, e non rinserrarsi politicamente in un territorio dando per scontato che i nostri prodotti li venderemo al mondo intero meglio e più a buon mercato. Per finire, non sarebbe meglio concentrare gli sforzi per costruire un’Europa federale degna di tale nome piuttosto che una ventina di mini staterelli, costosi e litigiosi fra di loro e con quello che resterà del governo centrale? Secondo me, Nord o Sud, gli italiani vorrebbero vivere meglio. L’obiettivo lo si potebbe raggiungere eliminando sprechi, latrocini, grandi evasioni fiscali, lotta alla criminalità, privilegi e prebende varie ed assortite. Qualcuno gli ha detto che si può con il federalismo regionale. Per quello che ho visto finora, i risultati sono opposti a quelli auspicati. Eppure l’intero arco dei partiti è federalista. Ci credo; con tutti queinuovipostidilavoro che si sono creati! Cmq., tornando alle cose serie, le nostre speranze di rinverdire i fasti calcistici di un tempo, risiedono nella capacità di integrare i vari Mboumbou o Mbamba africani. Con queste “moll’è vrachetta” (elastici usati per chiudere la patta dei pantaloni, non si va da nessuna parte. saluti
[...] nella ricerca, nella sicurezza, nell’economia, nella gente, nelle risorse in genere – e si perda in beghe come quella sulla famosa “Padania”, entità non esistente e buona solo ad accattare consensi. E quando ci sveglieremo saremo fuori dal [...]
Chomsky5: in un’ipotetica secessione, gli immigrati dal meridione saranno padani? E in questo caso, che ne sarebbe dell’unita’ culturale di cui tanto si parla?
Pongo questa domanda non da “sfegatato meridionalista romanesco ciociaro”, ma da lombardo-veneto preoccupato per l’andazzo di questa Lega che spara e spara e non conclude niente se non creare odio e disinformazione.
Caro Francesco-P, che pena! Lippi avrà tutte le sue colpe ma nessuno schema o strategia ti darà mai la voglia di correre e di lottare Preparazione sbagliata? Me ne sono andato, incazzato nero, dopo il primo goal degli slovacchi. Che correvano come treni ed erano reattivi come le campane di un flipper. Può anche essere che Lippi, volendo sopperire alle deficienze tecniche con stratagemmi tattici, abbia finito per rimbambirli. Vagavano per il campo come chi non è ben sicuro del compito da assolvere. E questa, anche dal mio versante, può essere una metafora dello stato delle cose in Italia. Tanti generali con troppe riforme epocali che si accavallano quando basterebbero piccoli aggiustamenti e badare a far funzionare il sistema. Le africane, per me, sono state l’altra cocente delusione. Giocavano meglio, quando giocavano peggio. Cioè quando, senza il peso della responsabilità, senza l’obbligo di dover dimostrare niente a nessuno, entravano in campo con la sfrontatezza dei neofiti. Chi ricorda Bouderbala, quella mitica mezz’ala marocchina che, ai mondiali ’86, spuntava fuori in ogni punto del campo? Con il passar del tempo, le squadre africane hanno cominciato a ragionare in grande. Hanno perso in freschezza e perfino in tecnica acquisendo, a mala pena, un pò di senso tatico. Ingessate pure loro. Non ci resta che sperare nella Padania. Salvini ha detto che loro avrebbero vinto. Bene, la prossima volta, a fare figure del menga, ci vanno loro. saluti
E così è arrivata la tanto temuta figuraccia. La cosa drammatica è che la nazionale Italiana ha giocato bene dopo il 2-0, quando sono saltati i rigidi schemi lippiani.
Mai un’azione in velocità, mai un compagno in appoggio di chi sta portando la palla, niente di niente delle più elementari regole del gioco fino a quando è stato troppo tardi.
Certo che i giocatori scendevano in campo timorosi, ma non dell’avversario quanto di disobbedire ai ferrei diktat tattici del grande obsoleto. Come può un giocatore impegnarsi a metterci qualcosa di suo, ad inventare qualcosa se l’allenatore ha l’impudenza di dire dopo la scorsa partita di aver tolto Pepe (uno dei migliori) perché aveva disobbetito alle sue indicazioni tattiche?
Così andiamo a tenere compagnia ai presuntuosi francesi ed al loro spocchioso allenatore Domenech.
Che c’entra il calcio con questa discussione?
E’ semplicemente la metafora di come ingessando tutto si riesca a mandare in rovina tutto.
I burocrati arroganti ed ingessatori riescono a trascinare tutti nel baatro dietro alla loro incompetenza. C’è da riflettere sui destini paralleli delle nobiltà decadute e trarne degli insegnamenti che vanno bel al di la di una manifestazione sportiva.
Saluti vivissimi
@Gielle. I posts li ho letti tutti ma di “meridionalisti sfegatati e irriducibili nella loro supponenza filosofale” non ne ho notati. Potresti riferirti a Marino che, però, è per l’unità, potresti riferirti a F. Parpaiola che, però, vive in Germania. Potresti riferirti a me che non amo il federalismo alla padana e, però, vedrei con favore una sana e consensuale secessione. A chi, o a quale post ti riferivi? Ora, a me, capita spesso di vedere l’irriducibilità, la sfegatatagine e, ultimo ma non ultimo, la supponenza proprio in chi attribuisce tali difetti agli interlocutori. Per evitare che l’impressione si tramuti in convinzione, perchè non cominci tu a spiegarci come mai 1084 camice rosse sconfissero un esercito di 40.000 unità? saluti
Patetico U.Cisotti, che non sa cosa vuol dire dominio perché dal dizionario dei british questa parola è stata cancellata. In braghe di tela tutti sono. Ma va là….
Mi sono accorto che il mio post precedente era un pò criptico, quindi lo integro con questo:
Io considero il successo del fenomeno Lega come dovuto più al demerito e allo snobismo dei competitor politici che ad eventuali meriti propri.
In definitiva è un partito antidemocratico con un nume tutelare alquanto ingombrante, non più lucidissimo ed interessato solo a fondare una propria “dinastia”.
L’unica differenza che vedo fra lega e altri partiti come l’MPA ad esempio è l’efficacia della comunicazione, il parlare alla gente di cose che impattano sulla loro vita e non del sesso degli angeli.
e fornire un nemico.
è rilassante avere un nemico, dire che tuti i problemi sono dovuti a “roma ladrona”.
Fa sentire i “tuoi” migliori.
Questo ha permesso al movimento di crescere rapidamente ma entrambi i fattori ( leader carismatico e radicamento territoriale ) limiteranno la durata temporale e l’estensione del movimento stesso.
Ve lo immaginate come sarebbe facilmente impallinabile il “Trota”?o come sarebbe massacrante una eventuale lotta per la successione del Leader?
Infine essendo un movimento nato con uno scopo il suo raggiungimento de facto porterà alla morte dello stesso.
L’unica opzione per la sopravvivenza futura del movimento è lavorare per un’europa di macroaree e quindi cancellare definitivamente gli stati-nazione.
Il che spiega la protezione dagli strali del “partito del times internazionale”.
Cordiali saluti
Francesco Colotti
Salve.
Se andate dal Dentisa e su quello, nel mio caso quella, è una Fanatica della Nazionale tedesca, non ditele che la Germania deve arriavre alla finale per poi perdere contro la Nazionale Italiana, e se lo dite non aprite Bocca poi la Bocca.
Meno male che era solo una visita di controllo….
Bravo “very British” ed è proprio per questo che non capisco il senso della discussione….
Salutönen.
PS,
SE la Nazionale oggi perde quì in Germania ne faranno un giorno di Festa Nazionale….
E Big Mama Angelina va ai G28 senza un soldo in tasca.
la Padania è una realtà sociale, culturale, economica e politica, il cui concetto si sposa con quello di macroregione conseguente alla realizzazione del concetto di europa unita.
la domanda vera è: esiste ancora l’Italia? io a volte penso che non avendo nemmeno una lingua comune ma tante parlate dialettali, esacerbate da un’accozzaglia di gentaglia che blatera alla televisione in romanesco meridionalciociaro, il collante unico è la Chiesa cattolica che con i suoi tantissimi difetti e le sue storielle tiene unito ciò che avrebbe potuto fare la fine della ex jugoslavia.
ai meridionalisti sfegatati e irriducibili nella loro supponenza filosofale pongo un quesito: come fecero 150 anni fà 1084 ragazzotti vestiti di rosso e male armati a sconfiggere l’esercito vostro, composto da 40000 soldati bene equipaguati e dotati di cavalleria e artiglieria?
non è che i vostri capetti di oggi sono uguali a quelli di allora? gli aggettivi giusti per descriverli li lascio naturalmente a voi.
E si puo’ fare molto altro se non si e’ ignoranti. Si puo’ avere un IP cinese e non essere mai andati in Cina.
How do I change my IP address?
“How do I change my IP address?” and “Can I change my IP address?” are probably the most commonly asked questions. Please attempt the following then, if that does not work, visit the Change IP Address forum.
Before trying any other methods to change your IP address, try turning off (or unplugging the power of) your Cable/DSL modem for five minutes. In many cases this will change your IP address. However, if that does not change your IP address, repeat the process for 8 hours (overnight works well) instead of 5 minutes. Hopefully this will result in an IP change.
If the above does not result in your IP address changing, please look through the below for the situation that best matches yours and attempt to change your IP address that way. Unfortunately you are not able to get your IP address to change in all cases, as it is ultimate determined by your ISP’s DHCP configuration (when you’ve got a dynamically assigned IP address, that is.)
Windows
- Computer connected directly to the modem
Get to a command prompt. (START, run, cmd).
Type “ipconfig /release” (without the quotes, on the command line by itself).
Type “ipconfig /renew” (without the quotes, on the command line by itself).
Windows (second option)
- Computer connected directly to the modem
Get to a command prompt. (START, run, cmd).
Type “ipconfig /release” (without the quotes).
Shut down computer.
Turn off computer.
Turn off all ethernet hubs/switches.
Turn off cable/DSL modem.
Leave off overnight.
Turn everything back on.
Network with Router
Log into the router’s admin console. (Often http://192.168.1.1/)
Release the IP address. (Method varies by router manufacturer)
Turn off router, ethernet hubs/switches, and the cable/DSL modem.
Leave off overnight.
Turn everything back on.
If you are using a cable/DSL modem and a router, you may wish to connect your computer directly to the cable/DSL modem. Please note that this could significantly impact your system security. This allows your ISP’s DHCP to issue you a new (hopefully changed) IP address based of the (hardware) MAC address of your computer’s ethernet card.
If all the above has not worked to change your IP address and you have a router, check and see if there is a “Clone MAC Address” option. Using it should change your IP address; however, you’ll only be able to do it once (in most cases).
These will not work in all cases. If all else fails contact your internet service provider (ISP) and ask them if they are able to change your IP address or how long your connection needs to be off for your IP address to change.
If you trying to change your IP address because you are just trying to access web based forums you may wish to attempt to configure your internet browser to use a proxy server.
If this does not answer your question, please visit the change IP address forum.
Related Articles
How do I Hide my IP Address?
What is a Proxy Server?
Can someone find me from my IP address?
What is an IP address?
What is a MAC address?
La questione é istituzionale. Il conflitto Istituzionale al Sud si é risolto con il Tritolo,los lassen……
Caro Marcello a perdere la vita sono stati :Magistrati, Giornalisti e Civili senza colpevoli…..,o sbaglio?
Anarchia istituzionale é un dato di fatto,il conflitto istituzionale una coseguenza fisiologica.
INTANTO ———
“L’ACQUA ENTRA IN BORSA
Il titolo sarà gestito dalla multiutility Iride guidata da Ettore Gotti Tedeschi indagato, e poi prosciolto, durante il processo Parmalat.
L’accordo è fatto. L’acqua volerà in borsa e la gestione sarà affidata a Iride, una multiutility, nata dalla fusione di tre società. Gli azionisti principali sono i comuni di Genova e Torino, ma l’accordo porta anche la firma di F2i: una società italiana titolare del fondo per gli investimenti nel settore delle infrastrutture a cui patecipano istituti bancari, casse previdenzali, fondazioni, assicurazioni, istituzioni finanziarie dello Stato, sponsor e management.
Il presidente si chiama Ettore Gotti Tedeschi, vecchio banchiere ora a capo dello Ior, la Banca Vaticana, che è stato prosciolto dopo esser stato scritto tra 71 indagati del processo Parmalat. L’amministratore delegato di F2i è Vito Gamberale, una carriera tra Autostrade Italia, Eni, Banca Italia, Benetton, e un arresto durante Mani Pulite.”
Fonte: peace reporter
Saluti fausto
Salve.
Rodolfo non intendevo questo, non possiamo continuamente battere sul passato, e tanto meno prendere lo spunto da una frase detta da rinnegato politico come Fini, per iniziare un discorso che si basa in gran parte su cliché, tutto questo o è perfettamente inutile o è veramente una colossale presa in giro.
La realta soffocante del Regno delle due Sicilie,che si intravvede anche nella frase di un Montesquieu ppure diaristicratico arrogante e rozzo come Metternich al Congresso di Vienna, congiunte alle porcate fatte dagli austro ungarici in Casa nostra, non hanno niente a che vedere con il comportamento degli austriaci camuffati per ora da italiani in Italia.
Mentre l’Unione D’Itala era un fatto dovuto, i rimasugli in territorio italiano di un Impero di magnacci come i Kaiser che per i fattaci loro massacrarono mezza Europa, torturando e perseguitando mezza Italia, ha creato questa anomalia in territorio taliano e quelli dovranno in Campo federale vedersela da soli, magari poi cercheranno di fare come i Fiamminghi, vedrai che ci proveranno.
A cosa vuoi scommettere?
Tutte queste cose messe insieme negli Anni hanno forgiato l’allora mentalità di unificazione e a mio avviso è giusto che sia cosí.
Gli stessi problemi italiani si troviamo qui in Germania solo invertiti, dove la Baviera si è più industrializzata che il nord est ad esempio.
Le somme che si sborsano in Germania per il “Lastenausgleich” una specie di “pro Calabria” per le Länder più povere vantano cifre molto piú cospique di quelle italiane, solo che quì non fanno tutto stu casino.
Ho avete dimenticato la storia del Muro, anche per questo il tutto mi sa di una presa in giro, e ora cominciao anche a chiedermi del perchè.
Per una Frase detta da Fini o da un altro Politico,che senso ha detto?
Meglio lasciare perdere altrimenti qua ci prendiamo a sassate.
Sono gli spostamenti e le convenienze industriali signori miei a stabilire quale Regione o parte di Mondo si evolve più di un’altra, come da esempio l’Illinois versus e il Mississippi o l’Alabama, non è vero?
Pertanto non capisco il senso di questa discussione.
Mandi.
Salutönen.
PS. Frase di Uomo politico sentita questa mattina alla TV tedesca: Umberto Bossi sembra aver consigliato alla Nazzionale italiana di comperare la Partita se vogliono passare agli ottavi di finale.
Quì ne stanno facendo una malattia, e indicano Bossi come un populista corrotto, propongo pertanto di inziare una discussiobe non sul grdado di corruzzione della Nazionale di Calcio Italiana ma anche di Umberto Bossi e dato cj´he la padania è una sua cretaura, della Padania stessa.
Lo spin si fa così non è vero?
Le “regioni rosse” NON sono affatto un “modello” da seguire: infatti l’Emilia-Romagna e la Toscana hanno chiuso il bilancio in attivo solo grazie all’uso dei derivati… ma il PCI-PDS-DS-PD, che tiranneggia a Bologna e Firenze, non è lo stesso partito che osanna Obama, ovvero l’uomo che lotta contro i derivati?!?
Se TUTTE le Regioni italiane “copiassero” la Sanità lombarda di Formigoni, allora si risparmierebbero ben 20 miliardi di euro a livello nazionale e si potrebbe abolire l’IRAP sul costo del lavoro (ovvero circa 1/2 dell’IRAP): speriamo che almeno i Governatori del PDL e della Lega “copino” Formigoni…
Formigoni sostiene che se lo Stato italiano “imitasse” la Regione Lombardia nella “gestione”, allora si risparmierebbero 7 miliardi di euro all’anno. FACCIAMOLO SUBITO!!! E se Roma non è capace di farlo, allora facciamoci aiutare dal Pirellone…
Propongo di dare l’indipendenza alla Sicilia: già lo statuto speciale è piuttosto “ampio” a livello di competenze, quindi manca solo “poca roba” per fare da Stato indipendente.
Bisogna ricordare che lo Stato italiano ha dei “debiti” (ovvero soldi non versati nonostante lo statuto speciale) verso la Regione Sicilia (e viceversa) da quando esiste la Repubblica, quindi prima di criticare il Governatore Raffele Lombardo (che è pure il Leader del MpA) bisogna ricordare i suoi sforzi per cercare di risolvere questa questione: forse solo l’indipendenza potrà costringere le due parti (“il Palazzo romano” e la Sicilia) a firmare un accordo risolutivo?!? Davvero bisogna arrivare a tanto?!?
Voi che dite? Cosa proponete per risolvere la questione tra Roma e Palermo? Vi ricordo che una volta risolta questa questione, allora ci sarà in clima più sereno per discutere del futuro dell’Italia (Padania e Sicilia INCLUSE in essa).
Se esiste la “questione meridionale”, ovvero il Mezzogiorno d’Italia (detto Ausonia), allora esiste pure la Padania (ovvero il Nord Italia, ma anche le 4 “regioni rosse” in cui il PCI-PDS-DS-PD sta declinando a causa dei successi della Lega e pure del PDL).
Il vero problema dell’Italia (= Padania + Ausonia) è sono i FAS e i vari fondi europei-statali-regionali-locali a fondo perduto: la Baronessa Margaret Thatcher ci ha insegnato che i sussidi alle imprese non servono a niente e a nulla (se non per raccattare voti… ma questo che lo ha insegnato la DC in Ausonia e il PCI nelle “regioni rosse”…) e che quei soldi vanno usati per ridurre le imposte alle imprese.
Ovvero, per ogni euro tolto ai “fondi” bisogna abbassare di un euro l’IRAP: ricordiamoci sempre che “There is no altenative!”, ovvero è lo Stato con la sua “azione” a creare disastri nel libero mercato e non viceversa!!!
Dimostro un’ignoranza di U. Cisotti; vale a dire la balla dell’anonimato, raccontata da chi non conosce le regole di internet . La regola principale di internet è il nickname – per tante ragioni di opportunità, di sicurezza personale e di furto d’identità –. In internet è però impossibile l’anonimato; ad esempio Marcello Foa conosce bene l’e-mail e l’indirizzo ip di chi invia i commenti. La polizia postale risalirebbe immediatamente al personaggio che ha commentato, attivando la procedura ip-Worpress/IP lookup/ query WHOIS/ecc. E’ solo una questione di privacy e di prudenza affidarsi al nickname.
Ciao Franco,
mi sa che il tuo testosterone non vuol saperne di aver ormai passato i trenta da un po’!
Non c’entra nulla il Trentino con il Mezzogiorno e neppure con la “Padania”; volevo solo mettere in evidenza che non si può volere un elefante per portarlo in braccio e dopo lamentarsi che pesa troppo per te! Che la Sicilia non fosse in padania i savoiardi lo sapevano, quello che non sapevano è che per montare in sella devi essere un cavaliere, non un asino!
Mandi!
Cara Caterina, penso che con “flemmatica arte del vivere”…, tu voglia eufemisticamente intendere la proverbiale e, per qlcn., naturale indolenza di quegli scansafatica del Sud. Ne approfitto per far notare che, secondo me, non è la “voglia di lavorare” che ti fa guadagnare soldi, ma la possibilità reale e concreta di guadagnare che ti fa venire la “voglia di lavorare”. Poi, se questa possibilità ti manca da troppo tempo, è chiaro che si scivoli nell’indolenza, nell’apatia e nel menefreghismo. Il mio carozziere, alle 7.00 di mattina è già al lavoro ed, alle 9 di sera, lo trovi che sta ancora sistemando l’officina. La Domenica, chiusa la serranda, eccetto il vigile, ognuno lo può trovare che dà gli ultimi ritocchi allle auto da consegnare il Lunedì mattina. Perchè, quei pelandroni che ciondolano davanti al bar non fanno come lui? Siamo circa tremila anime ed, a carrozzieri, siamo ampiamente coperti. saluti
LA REPUBBLICA DELLE BANCHE E LA QUESTIONE MERIDIONALE:
LA “PADANIA”NON è MAI ESISISTITA Nè MAI ESISTERà,E I LORO FANTOMATICI PROMOTORI SOPRAVVIVONO PERCHè FANNO UN FAVORE AGLI OLIGARCHI E BANCHIERI INTERNAZIONALI CHE SONO I MANDANTI MATERIALI ,PER TENERE CON UNA SPINA SUL FIANCO LO STATO ITALIANO,DI CUI LORO STESSI SONO SPERGIURI MINISTRI DI QUESTA REPUBBLICA ITALIANA CHE LI PAGA MOLTO PROFUMATAMENTE.
SBAGIlA,MARCELLO FOA,a continuare a riproporre il dualismo divisorio tra nord e sud Italia,asserendo lui stesso che si può iniziare a parlare della inesistente e fantomatica “padania”,come cultura di popoli vicini attorno a quell’area che si chiama pianura padana,dove insistono tantissimi allevamenti di maiali,anche molto vicini a certe città o paesi.la verità,amici miei,sta altrove ,e,in alcuni post precedenti l’ho scritta in tutte le salse,evidentemente non si vuole capire la realtà dei fatti,e si continua a lavorare per tentare di distruggere la sorta di “PROTETTORATO ANGLO-AMERICANO” CHE OGGI è LO STATO ITALIANO,ma questo è il migliore STATO INDIPENDENTE E SOVRANO OGGI POSSIBILE IN ITALIA,DOPO LA SCONFITTA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE,AD OPERA DI UN PAZZO FANATICO ALLA STREGUA DI BOSSI &CO.
LA VERA STORIA DELL’UNITà D’ITALIA è da riscrivere interamente sui libri di storia ,e dare finalmente al SUD E A TUTTO IL MERIDIONE IL RUOLO CHIAVE E GUIDA CHE HA CONTRIBUITO ALLA CRESCITA DELLA NAZIONE ITALIANA,E IN PARTICOLARE ALLA INDUSTRIALIZZAZIONE DEL NORD CON I DENARI PRELEVATI AL SUD.
PRIMA DELL’UNITà ,la penisola era composta da 8 stati o granducati indipendenti che elenco di seguito con i depositi in riserve auree contenuti nei forzieri delle banche centrali:
REGNO DELLE DUE SICILIE:445,2 MILIONI
LOMBARDO VENETO : 2,08 MILIONI
DUCATO DI MODENA : 0,4 MILIONI
DUCATO DI PARMA E PIACENZA:1,2MILIONI
STATO PONTIFICIO :35,3 MILIONI
ROMAGNA(MODENA E REGGIO) :55,3 MILIONI
REGNO DI SARDEGNA E PIEMONTE:27MILIONI
GRANDUCATO DI TOSCANA :85,2MILIONI
TOTALE 670,4 MILIONI
IL REGNO DELLE DUE SICILIE POSSEDEVA,QUINDI ,RISERVE AUREE DOPPIE RISPETTO A QUELLE DI TUTTI GLI ALTRI STATI MESSI ASSIEME.Infatti,la tanto decantata UNITà D’ITALIA,non fu altro che una pura e sempice operazione di restart aziendale,in questo caso di uno STATO,IL REGNO DI SARDEGNA E PIEMONTE DEI SAVOIA,CHE RISCHIAVA LA BANCAROTTA DA UN MOMENTO ALL’ALTRO,A CAUSA DEL LIBERISMO DI CAVOUR(PRIMO MINISTRO)E LE CONTINUE GUERRE FATTE DAI SAVOIA A QUEL TEMPO CHE RICHIEDEVANO INGENTI CAPITALI REPERITI A DEBITO SUL MERCATO,E PRESSO LE STORICHE BANCHE ROTSCHILD E AMRO BANK VERSO CUI ERA ULTRA INDEBITATO PER OLTRE 2 MILIARDI DI LIRE DEL 1850(RAPPORTO AD OGGI 1:6000)IL REGNO DI SARDEGNA,ECCO DA DOVE NAQUE IL BUCO NERO DEL DEBITO PUBBLICO ATTUALE.IL REGNO delle due sicilie era lo stato più florido d’EUROPA,PER NIENTE INDEBITATO FINANZIARIAMENTE,CON UNA LEGISLAZIONE DI ALTISSIMO LIVELLO RICONOSCIUTA DA MOLTISSIMI STORICI,CON LE MIGLIORI INDUSTRIE NAVALI,CON LA PRIMA FERROVIA D’EUROPA (LA NAPOLI -PORTICI),CON LA PRIMA FLOTTA NAVALE D’EUROPA,CON IL PRIMO TELEGRAFO D’EUROPA,CON IL PRIMO SISMOGRAFO AL MONDO,CON LA TERZA FLOTTA NAVALE MILITARE D’EUROPA,E SOPRATUTTO CON UN SISTEMA FISCALE COMPOSTO DA SOLE QUATTRO-CINQUE IMPOSTE,CONTRO LE OLTRE MILLE DELLA’ALLORA REGNO DI SARDEGNA E PIEMONTE ,DA CUI ABBIAMO EREDITATO L’ATTUALE REGIME FISCALE,CON OLTRE 1200 MILIONI DI MONETA D’ORO E D’ARGENTO CIRCOLANTE,E NON LA CARTA STRACCIA DELLE BANCONOTE EMESSE DAI PIEMONTESI CON IL CORSO FORZOSO PERCHè LA GENTE COMUNE NON LE ACCETTAVA.
DOPO L’UNITà ,FATTA CON UNA ANNESSIONE FORZATA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE E DI TUTTI GLI ALTRI STATI PREUNITARI,IL BANCO DEL REGNO DELLE DUE SICILIE FU DIVISO in banco di napoli e banco di sicilia,lasciandogli la proprietà di emissione monetaria;quasi tutto l’oro circolante fu rastrellato al sud e portato al nord,iniziò in tutto il regno d’ITALIA la circolazione forosa delle banconote carta straccia,e così i capitali rubati al sud servirono a finanziare tutte le industrie che nacquero al nord con immediata chiusura di tutte quelle del sud e spoliazione di tutte le risorse collegate,per far industrializzare l’agricolo e depresso nord come si evince dai depositi aurei nelle banche centrali.QUINDI,abbreviando,IL SUD è STATO SACCHEGGIATO CON L’ANNESSIONE AL NORD,SPOGLIATO PER OLTRE 150 ANNI DI TUTTE LE SUE RICCHEZZE,CON IL FENOMENO DEL “BRIGANTAGGIO”,CHE ERA LA RESISTENZA DEL RE FRANCESCO II ALL’INVASORE PIEMONTESE,PER OLTRE UN DECENNIO L’ESERCITO PIEMONTESE PRIMA E ITALIANO DOPO MASSACRò CIRCA 100MILA ABITANTI DEL SUD (1861-1870),E PERFINO LA PAROLA M.A.F.I.A. è STATA ESPORTATA DAL NORD AL SUD,INFATTI,L’ACRONIMO MAFIA FU USATO PER LA PRIMA VOLTA DAL MAESTRO MASSONE DEL 33°GRADO DEL RITO SCOZZESE ANTICO ACCETTATO GIUSEPPE MAZZINI ,E SIGNIFICA “MAZZINI AUTORIZZA FURTI INCENDI ATTENTATI”,IN RIFERIMENTO ALLE OPERAZIONI DELLA MALAVITA DI NEW ORLEANS ,PER CONTO DELLA MALA PALERMITANA,CHE FACEVANO CAPO A MAZZINI,DURANTE IL PERIODO AMERICANO DI QUEST’ULTIMO.PER FINIRE,la lega con il suo statuto che all’art.1 prevede il raggiungimento della indipendenza,della sovranità e del riconoscimento internazionale della “inesistente padania”,e di cui il 99,9% dei suoi elettori non sa nulla,in quanto la votano perchè è rimasto l’unico(fino a qualche tempo fa)partito o movimento che fa leva sui bisogni immediati della gente,e che si è già strutturato come il partito tradizionale con innumerevoli holdings finanziare e immobiliari,di cui ho già scritto nei miei precedenti post(goldman-sachs e altro)non ha nulla di diverso dagli altri,con i suoi vertici BOSSI condannato per vilipendio alla bandiera,maroni a quattro anni e due mesi per resistenza aggravata a pubblico ufficiale.la segretaria del gruppo parlamentare della LEGA SORPRESA L’ALTRO GIORNO ALL’AEROPORTO DI ZURIGO CON OTTO KG.DI COCAINA MENTRE ARRIVAVA DAL BRASILE.DEL RESTO,COSA CI SI PUò ASPETTARE DA UNO come bossi,che fu lasciato dalla prima moglie perchè,per anni ,usciva il mattino da casa con la valigetta da dottore per recarsi al lavoro in ospedale,e che aveva scordato di dire alla moglie che non era nè medico nè dottore,e che neanche andava in ospedale?non scordate poi che sua moglie è di orgini siciliane,e non farà mai passare la bufalata della fantomatica “padania”,e per concludere ,lo STATO ITALIANO oggi continua a d esistere perchè i meridionali hanno,a differenza dei nordisti,un altissimo senso dello stato,nonostante siano stati annessi,e la meridionalizzazione delle forze armate e della PA è lo specchio,per quanto riguarda le bufalate sui trasferimenti statali,se il sud ,da oggi,pretenderebbe dal NORD LA RESYTITUZIONE DEL SACCHEGGIO DELL’ORO E ARGENTO DI 150ANNI FA E DI TUTTE LE RUBERIE E GLI OMICIDI COMMESSI, CHE IL NORD PERPETRò PER SALVARSI DALLA BANCAROTTA ,NON BASTEREBBE TUTTO IL PATRIMONIO FISICO,MONETARIO,E UMANO DEL NORD PER RIPAGARE CIò,E LA STARDA DA SEGUIRE NON è QUELLA DELLA PAVENTATA SECESSIONE,MA DI PROSEGUIRE TUTTI INSIEME PE RSCONFIGGERE L’LIGARCHIA BANCARIA PRIVATA CHE CI METTE GLI UNI CONTRO GLI ALTRI PER DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DAI VERI PROBLEMI DELL’UMANITà,SIGNORAGGIO PRIMARIO E SECONDARIO,E ADOMINIO GLOBALE DEI POTERI MASSONICI-ILLUMINATI E ORGANIZZAZIONI GLOBALI PARASEGRETE.
Incapace, vecchio trombone british con la puzza al naso sarà lei, Ucisotti.
Salve.
Mah, qua mi sa tanto di una colossale presa in giro.
Veramente il senso di questo post, non l’ho ancora capito e più leggo e rileggo i vari interventi e meno ci capisco?
Ma benedetti da Dio, al Sud esiste poca Industria, ed è logico, il meridione è fuori dai grandi centri industriali, tanto quanto lo è tutto il Bacino del Mare Nostrum.
Tanto quanto lo sono la Grecia e l’Albania e il Montenegro.
La criminalità la sud e quella spicciola di Strada che fa Notizia, i veri criminali sono al nord.
Chi è povero non può evadere il Fisco ad esempio se non i lustri e i ben pasciuti del Nord o fusse che d fusse che i mali del bel Paese siano dovuti al fatto che un imbianchino mezzo analfabeta del sud non fa la Fattura e a lavora in nero?
Chi non ha industrie non può lesinare nella sicurezza delle maestranze, nei sistemi di sicurezza ed essere corresponsabile assieme ai sindacati e ai vari enti nazionali per la sicurezza sul Lavoro, di tante morti bianche in Italia.
Tutto questo è dovuto al criminale irresponsabilità del nord, non alla povertà del sud.
Incolpare di tutto questo i Pastori abruzzesi o siciliani, non è giusto, ne convenite?
Esiste la Mafia? Certo che esiste, in Itala si chiama cosi, in giro pel Mondo si chiama Lobby, il problema dov’è?
Mesi fa scrissi che secondo il mio parere un buon 25% degli italiani lavora più o meno consapevolmente per Società con matrice mafiosa, e non parlavo solo di muratori, ma di liberi professionisti e Banchieri, non certo del sud retrogrado e ignorante, ma del nord intelligente ed evoluto,
Che discorso e dire come dice Marcello che chi emigra dal sud verso il nord riesce sempre ad aver successo?
Ma per aver successo bisogna o prima aver imparato un Mestiere o aver studiato, i nostri connazionali che emigrano al nord hanno studiato o imparato un Mestiere sicuramente al sud, ma allora questo significa che al sud qualche cosa come le Scuole ad esempio funzionano, ho mi sbaglio?
E come la mettiamo alloro con gli Italiani che dal nord emigrano fuori Italia, o con i tedeschi che emigrano oltre Oceano, o con gli esquimesi che emigrano in Scandinavia e gli islandesi che lo fanno andando in Canada?
Tutti questo singoli individui hanno qualche cosa in comune, sono emigrati e si sono fatti un futuro e una posizione migliore di quella che avevano nei loro rispettivi paesi, ma si può sapere di che diavolo state parlando?
Qual è il senso del Blog, discutere le doglie mentali di Putmann, che vada a ramnego quello e tutte le sue teorie, ma e mai possibile che ogni volta che si deve parlare di cose italiane si debba sempre indicare cosa dicono gli stranieri?
Perche?
Rodolfo parla di Garibaldi, cosa centra quello con i ruffiani austriaci che infestano il Trentino Alto Adige, che cambiano Passaporto e Nazionalità come fa loro comodo?
Cosa ha un fottuto Impero Austro-Ungarico con la realtà italiana del 2010, i Confini Europei si sono spostati di continuo, tra la Polonia e Germania tra la Russia e la Polonia tanto per citarne due.
Ma nessuno si è comportato in modo cosi ruffiano come gli austriaci e cosi da fessi come gli italiani.
Quelli son da buttare a calci dall’altra parte del Brennero, ma il fatto indelebile è che nemmeno l’Austria li vuole più, anzi non li vuole proprio per niente, molti südtirolesi in Austria hanno Società in comune con quelli del Trentino Alto Adige e i soliti fessi di italiani finanziano indirettamente pure diverse Ditte austriache.
E poi l’unità D’Italia, anche se quelli volevano sono liberarsi dai Borboni iniziò al sud, avete mai sentito parlare della sfida di Barletta?
Vi ricordate di Pisacane, del Maroncelli di Silvio Pellico di Enrico Toti, di Battisti di Oberdan di Sauro, ma si può sapere di che diavolo state parlando?
Ma sopra tutto, perche?
Veramente il senso di questa discussione non l’ho ancora capito, se no fosse per l’integrità giornalistica di Marcello mi sembrerebbe una colossale presa in giro a tutto ciò che c’ è di Sacro in Italia.
Salutönen
Fox , perche’ quel cittadino “Italiano” non parlava blaterava e offendeva senza motivo ed era fuori tema pure. Ecco perche’ e come umano mi permetto di dire essendo membro di una societa’ libera di dire cio’ che penso e di commentare ma non di venire insultato da un incapace che non formula nemmeno un pensiero decente. Ad majora!!!
Caro M.Foa, non penso minimamente di polemizzare con le tesi di un saggio che non ho neanche letto. Solo che, a me, l’idea che, dalle virtù civiche o dalla cultura, discenda il benessere economico non mi persuade per niente. Riferito al suo post, le chiederei come mai i lombardi subito dopo l’unità decollano mentre ai veneti non è bastato un secolo unitario per uno sviluppo analogo ed hanno dovuto attendere gli anni ’70 del secolo appena trascorso? E come mai i Liguri, per un secolo e mezzo al top per sviluppo economico, oggi, a ben guardare, sono più ” assistiti” di molte realtà meridionali? Poi, non è affatto vero che, al Sud, non ci siano imprenditori. Non ci sono i grandi, i grandissimi, le colonne dell’economia di una nazione che, d’altronde, stanno sparendo anche a Nord. Fra un mese, per esempio,sul raccordo autostradale Salerno Bari, non si potrà circolare a causa delle file di camions carichi di pomodori. Nell’edilizia, nelle riparazioni meccaniche, nel piccolo commercio, nel’impiantistica…. di piccole e piccolissime aziende, il Sud è pieno. Per non parlare di terzisti illusi dalle grandi firme che, dalla sera alla mattina, ti lasciano. E non tornano a Nord. Ma in realtà con meno senso civico ed una cultura che più differenete non si può. Ungheria, Romania, Tunisia, Cina. Quale cultura o senso civico hanno da spartire l’imprenditore padano e l’operaio cinese? Alla domanda “Cosa sarebbe il Nord senza i 50 mld. di E. di trasferimenti al Sud?” sottintesa nel lavoro di L. Ricolfi, non mi limito ad obiettare “Cosa sarebbe il Nord senza i 150 anni unitari?”. Ricolfi parte dal presupposto che ci siano due entità economiche e politiche non solo diverse ma anche separate e che, perchè l’una non sia la palla al piede dell’altra, occorrerebbe che, padroni in casa propria, ognuno si tenesse quello che produce. Chiedere all’imprenditoria del Nord come mai quello che guadagna in Padania lo porta in giro per il mondo e non lo reinveste là dove l’ha guadagnato, ci porterebbe in un quadro dimensionale troppo ampio, simile a quello delineato da Fausto. Ma sarà lecito chiedersi se quello che produce il Nord non dipende anche dalla mera esistenza del Sud? Separiamoci e diventiamo due entità diverse e separate. Economicamente ma anche politicamente. Nel caso, ciascuno stato dovrà prevedere una propria bilancia dei pagamenti. E quali possono essere i rimedi ad un rapporto che più squilibrato, a favore del Nord, non si potrebbe? Ora, io sono d’accordo, la politica dei trasferimenti è deleteria perchè riduce il senso di responsablità dei governanti. E ciò è valido anche in rapporto al trasferimento dei FAS di questa macchietta di Europa. Come principio, è giustissimo che ogni entità statuale reperisca in loco le risorse per il proprio funzionamento. Ma una cosa è se questo principio si realizza potenziando e delegando poteri e prerogative ad enti statuali, comuni, province, che esistono da sempre, altra è se se ne prevedono di nuovi, come le regioni, che, a ben vedere, sono creazioni recenti, arbitrarie ed artificiali. Se l’obiettivo è far nascere, crescere, implementare un senso civico e della comunità, il rimedio regioni, secondo me, è peggiore del male. Senza chiedrmi quanto sono costate/costano e quali vantaggi reali hanno prodotto, l’idea di un federalismo regionale, nei propositi dei massimi fautori, mira all’obiettivo di conservare i vantaggi derivanti dal’unità scaricandosi dei disagi e delle responsabiltà che ne conseguono. In pratica, un volto nuovo per un gioco politico vecchio. saluti
Personalmente non ho mai compreso la necessità di spiegare l’esistenza della Padania ricorrendo ad analisi storiche che possano in qualche modo giustificarla.
Qualunque entità geografica,giriduca ecc,può essere concepita a tavolino e costruita con il consenso adducendo degli argomenti che ne spieghino i vantaggi.
Nella fattispecie si parte da una omogeneità del senso civico ed economica attraverso la quale si vuole costituire un bastione in difesa delle mangerie storiche italiche a cui è impossibile porre rimedio…E TANTO BASTA.
Certo che voi “Taliani” siete ben strani!
Prima mandate un biondino e la sua bella con una schiera di balordi a “conquistare il tacco italico” , ne fate una colonia, poi vi lamentate di non riuscire a gestirlo e anzi che la colonia si è trasformata in tenia e vi sta consumando. Quindi chiedete ad altri di liberarvi della vostre conquiste.
Poi, per il post precedente, fate la prima guerra mondiale e pretendete come prezzo dei vostri “Valori di guerra” il Trentino-Alto Adige”, e per ottenerlo sottoscrivete accordi che ora vorreste rinnegare per eccessivo costo!
Ho l’impressioni che questi “padani” facciano sempre cose più grandi di loro; è pericoloso voler pilotare un aereo se non se ne conosce il modo!
Alla fine i deboli sono sempre quelli che si fanno sfruttare; ci sono anche i masochisti che se le vanno a cercare!
Iniziate a prendere atto dei vostri fallimenti!
Vorrei porre alcune domande ai vari “secessionisti”.
1) Io sono milanese, lombardo-veneto, padano, italiano, eurpeo, essere umano. Quale di questi aggettivi rappresenta meglio la mia identità? In quanto padano, sono assimilabile ad un piemontese o un ligure? E’ solo una questione geografica. Un essere umano è molo di più.
2) Cosa vorrebbe essere la Padania secondo voi? Uno stato amministrato in un certo modo, che potrebbe nascere in certe congiunture storiche ed economiche, oppure è una nazione, con tanto, di cultura propria e di valori condivisi da tutti i cittadini? In questo secondo caso, quali sarebbero questi valori? E in cosa si differenzierebbero dal resto d’Italia?
3) La Ligura, la Romagna, la Toscana e l’Umbria e le Marche sono in padania?
4) Dal dopo guerra, con il boom economico, l’industrializzazione e la globalizzazione, sono cambiati i mezzi di produzione e sostentamento in tutta l’Europa occidentale. Non soltanto sono cambiati: si sono omologati, pur con molte piccole o grosse differenze locali. Di “originale” resta ben poco: le ricette, qualche lingua o dialetto. Basta questo per definire una nazione o una cultura? Basta una sfilata popolare o una festa di paese diversa per tracciare un confine? diversa di quanto?
5) In veneto si mangiano le sarde in saor e il baccalà alla vicentina e non hanno le “u” e le “o” alla francese, in Lombardia la cotoletta alla milanese e polenta e osei. Perchè il confine dovrebbe essere più debole che fra Piemonte e Liguria, ad esempio?
6) Parlando di cultura, io mi sento euro-americano. Leggo libri (tradotti in italiano, non certo in milanese o in veneto) che vengono d’oltre oceano così come dalla Sicila. Idem per musica e film. Ha senso dire che Calvino e Buzzati sono padani? O avrebbero preferito definirsi italiani? O magari avrebbero voluto le loto opere tradotte e lette in tutte le lingue del mondo, perchè la Cultura con la C maiuscola parla all’uomo oltre i confini geografici? E Pirandello è siciliano o italiano? Sarà studiato nelle scuole padane? Sarà letteratura straniera?
7) Cosa accadrà alla letteratura italiana, unita nel corso di un millennio quando l’Italia era divisa? Resterà unica o si dividerà in “letteratura padana” (in che lingua sarà scritta, poi?) e “letteratura centro-meridionale”?
9) Non temete che un federalismo o una secessino mal gestiti potrebbero causare un forte flusso migratorio dal sud al nord della penisola italica? Quali conseguenze potrebbe avere tutto ciò?
Tutto questo per dire: un conto è amministrare uno stato. E già qui i problemi non mancano. Molto, molto, molto più difficile è forzare le culture di tanti popli più o meno grandi con lo scopo di creare un sentimento nazionale. Ci hanno provato in tanti, da Mussolini, a Stalin a Hitler e hanno ottenuto ciò che si meritavano: un misero fallimento.
esiste la padania ma nella realtà italiana esiste anche il sud, con la sua “flemmatica arte del vivere”….ma anch’esso coeso nelle virtù, usi e costumi …certo ben diversi da quelli del nord. le spinte economiche e produttive poi sono incomparabili con quelle delle altre regioni italiane…quindi se da un lato usi e costumi potrebbero garantire un’identità del popolo del sud, dall’altro la diversità li vede inermi alla ricerca della sopravvivenza; e così resterebbero le cose , federalismo si o no….una spinta verso la crescita economica e sociale può essere stimolata ma deve essere sostenuta dal sud stesso. aprendo le prime pagine di altro giornale oggi si torna a parlare del problema immondizia a palermo: non ha senso commentare guardando le foto pubblicate, ma ha senso sapere e vedere per non porsi più domande….
(http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_23/viaggio_nella_palermo_sommersa_dall_immondizia_felice_cavallaro_90f91dc0-7ea1-11df-b520-00144f02aabe.shtml)
Mi vengono brutti pensieri quando assisto a discussioni rivolte a dividere l’Italia mentre l’Europa unita diventa una realtà che nessuno può fermare; la Padania è una balla irrealizzabile che Bossi racconta agli elettori del nord per ingannarli e per conservare il potere che ha guadagnato. Bossi esiste perché la chiesa e la sinistra hanno venduto la loro anima al diavolo e perché Berlusconi gli ha dato troppa corda. Ho letto il commento di silvio – minuscolo- quanti silvio ci sono nel blog? Silvio – maiuscolo – non scrive e pensa come silvio- minuscolo -. A Umberto Cisotti: lei ha ammesso di essere un cittadino britannico; come si permette di mettere a tacere un cittadino ITALIANO che parla di cose italiane, anche se si è espresso male?
Caro Chomsky 5, ho maturato il mio giudizio sulle virtù civiche leggendo il saggio di Putnam e continuo a trovare riscontri oggettivi. Perché nel Sud ci sono pochissimi imprenditori? Perché, come ho già scritto, i talenti del Meridione emigrano e quando arrivano al nord brillano, dimostrando sovente un’intelligenza più brillante di quella dei “polentoni”? L’unica spiegazione non puô che essere sociale.Umberto Cisotti scrive che si conquista con le lacrime e il sangue, certo rispecchia la storia di ogni popolo, le sue tradizioni. E per rompere le tradizioni negative è necessario uno sforzo collettivo e condiviso che nel Sud ancora non vedo.
Certo ci sono state aziende del nord che hanno approfittato delle disfunzioni del sud; però si tratta di casi particolari. Potrei ribettare: perchö la Sanità al nord funziona (più o meno) e al sud non funzione affatto? Perchö al sud nessuno porta il casco e i vigili se ne infischiano? Ma non andremmo lontano con questo ping pong. Il mio ragionamento riguarda le dinamiche sociali e le ragioni di fondo…
Quanto al federalismo: io sono molto favorevole, a condizione che sia vero. la riforma approvata a livello quadro mi sembra un compromesso poco utile.
Cosa succederebbe se il mondo intero scoprisse che il suo comportamento è manipolato attraverso il controllo sociale orientato a guidare la condotta collettiva con l’ideologia individualista?
E se scoprisse che l’essere umano non è altro che una merce vivente destinata a produrre profitto capitalista alle aziende e banche che depredano il pianeta diventato un rifiuto apocalittico che comincia, già, a esplodere da ogni parte?
Cosa succederebbe se si scoprisse che le catastrofi ecologiche non sono fenomeni naturali ma fatti emergenti (il riscaldamento globale) dell’irrazionalità demenziale di aziende transnazionali che controllano le risorse naturali ed i sistemi economici produttivi senza pianificazione, ed orientati solo al guadagno privato in tutto il pianeta?
Probabilmente, se si scoprisse la strategia giacente dietro la comunicazione “individualista”, Twitter,Facebook ed il resto dei social network soffrirebbero anche un Apocalisse: Al posto di servire l’”individualismo socializzato” si trasformerebbero in uno strumento incontrollabile della coscienza sociale su scala popolare.
E’ ciò che teme il “Grande Fratello”, quello che guida il mondo dagli schermi informatizzati a partire da una idea forte:
Rilassatevi, mettetevi comodi. Non c’è bisogno di pensare nè di trasformare nulla in funzione sociale, il “Grande Fratello” pensa e trasforma tutto per noi.
Almeno, fino a quando l’Apocalisse arriverà senza invito.
Cordialmente
@silvio Scrive: June 23rd, 2010 at 3:38 pm Mettere il Nord il contro il Sud é una vecchia tattica per continuare ad Imperare sul Popolo Italiano e non solo.
Sapete cosa succederebbe se la maggioranza planetaria smettesse di votare e di consumare prodotti superflui (il 70% dell’offerta della società di consumo capitalista) e consumasse solo quelli essenziali per la sopravvivenza?
Come primo effetto, le basi del consumismo di massa (la pietra angolare del funzionamento del profitto e dell’economia capitalista a livello mondiale) crollerebbero e il sistema collasserebbe per sovrapproduzione su scala globale scatenando un’ondata di disoccupazione e di conflitti sociali in tutto il pianeta.
Come secondo effetto, se la maggioranza smettesse di votare crollerebbero le istituzioni giuridiche e politiche del capitalismo che riesterebbero “delegittimate”, finendo con la “governabilità” e la “democrazia rappresentativa” del sistema capitalista su scala globale.
Cosa succederebbe se l’umanità scoprisse che vive in un “sistema” (economico, militare, politico e sociale) che controlla e depreda il mondo a partire della distruzione della capacità totalizzante del cervello umano?
Cosa succederebbe se la maggioranza scoprisse che “l’individualismo” è una strategia di dominio (dividere per governare) che il sistema usa per mantenere la maggioranza nell’ignoranza e paralizzare le lotte sociali collettive in contro se stesso?
Guardo la televisione e quindi esisto: Chi programma i contenuti e i valori che la televisione diffonde?
Uso internet ed esisto solo per i social network: Chi controlla e stabilisce le regole di gioco delle reti sociali?
Saluti FAUSTO
Il discorso di Fini è semplicemente mostruoso e negazionista. Infatti Fini NEGA l’esistenza di quasi il 40% del territorio italiano, il 46% della popolazione ed oltre il 55% del PIL. Per lo meno il Metternich nel 1847 scrisse che “L’Italia non è che un’espressione geografica”, dimostrando la conoscenza della gografia. Fini ignora anche questa! Persino ai tempi dell’antica Roma esisteva la Gallia Cisalpina, suddivisa in ulteriori regioni, che coincideva grosso modo con la Padania (ad esempio le terre popolate dai liguri non ne facevano parte). A chi mai in Europa passerebbe per la mente di negare l’esistenza della Caalogna o della Vallonia?
Quello di Fini è un discorso offensivo ed inaccettabile da parte della terza carica dello Stato. Dovrebbe dimettersi immediatamente.
La sua uscita è un discorso strumentale, volto a mettere in opposizione fra di loro Nord, Centro e Sud al solo scopo di frenare ogni velleità riformista e garantire la prosecuzione dello scandalo del clientelismo favorito dai traferimenti statali pilotati dalle direzioni dei partiti.
La gravità della sua affermazione è stata offuscata dall’imporvvida e stupida uscita di Bossi sulla nazionale italiana, la quale ha già mostrato i limiti del suo allenatore e dei suoi giocatori. In questo caso l’animale politico Bossi ha compiuto un “raccapricciante errore da principiante”.
I discorsi da affrontare dovrebbero semmai essere altri:
1) la Padania deve rimanere parte dell’Italia o deve diventare una nazione indipendente?
2) se parte di un’Italia federale, la Padania dovrà costituire un’unica regione oppure essere amministrativamente organizzata in più regioni?
3) come deve essere riorganizzato uno Stato ottcentesco che non funziona più se non per alimentare un dispendioso universo di clientelismo?
Il negazionismo violento ed inaccettabile di Fini non serve a fare discorsi positivi e concreti che partono dalla realtà.
Saluti vivissmi
Stimato signor Foa le due Italie esistono fin dal tempò dei re franchi e si sono cristallizzate all’insatallarsi nel sud la monarchia assoluta, nel senso moderno della parola, di Federico II. Da allora le cittá del nord mostrarono una attivitá ed intrapendenza che le cittá del sud legare ai Longobardi ai Greci ed ai Normanni non poterono mostrare mai.
Si, la Padania esiste, e se vogliamo che il sud la emuli bisogna dargli la libertá di sviluppo autonoma senza ingerenze di una burocrazia centrale e corrotta, e, sopratutto, senza regali finanziari. Bisogna che il sud si abitui alla dua realtá di Pomigliano.
@M.Foa. E’ da un pò che, con piacere, la leggo ed, anche perchè risulta chiaro dal suo argomentare, ho creduto di capire qual era il nodo di fondo del post. Il maggiore o minore tasso di senso civico fra Nord e Sud. Dal che discende che il Nord è, irrimediabilmente, avanti ed il Sud, irrimediabilmente indietro. Corollario? Il Sud palla al piede del Nord. Lei ritiene che è la cultura, il senso civico che sono alla base del successo del Nord, laddove è proprio la cultura ed il basso tasso di senso civico che sono le vere ragioni del’insuccesso del Sud. Per quello che vale e per quello che so, sono un marxista convinto ed, in proposito, la penso in modo diamentralmente opposto. Secondo me, cultura e senso civico sono sovrastrutture dell’economia che, per parte sua, è l’elemento che struttura una società/comunità. In pratica, con le dovute eccezioni, a Nord si ha più senso civico perchè si è più ricchi; a Sud si ha meno senso civico perchè si è più poveri. D’altronde, se ci si guarda attorno, si possono trovare società con un alto reddito pro capite e scarso senso civico ma non società con basso reddito ed alto senso civico. In genere, la coppia normale è alto reddito ed alto senso civico. Per dirimere la questione, per appurarare, cioè, perchè si è più ricchi laddove si è più ricchi e perchè si è più poveri……, secondo me, dovrenmmo percorrere altre strade. Ho letto quasi tutti i contributi ed anche le sue repliche e mi è sembrato di cogliere un altro nodo di fondo. Vale la pena di continuare a pompare denaro in regioni in cui, senza che ci sia alcun miglioramento, spariscono. Appunto, spariscono. E si tratta di andare a vedere dove vanno a finire. Prendiamo la sanità. I fondi che la corruzione inghiotte, in genere, tramite esperti del settore, emigrano. E, tramite le vie infinite della finanza, li ritrovi nei paradisi o sui mercati finanziarii. Poi, dalle regioni del Sud, causa la carenza dei servizi, molti pazienti vanno a farsi curare nelle regioni del Nord. I buoni bilanci della sanità lombarda, per esempio, non sono anche frutto dei viaggi della salute campani o calabresi? E così, i fondi stanziati per il Sud non ritornano al Nord? Poi, esempio degli esempi dell’assistenzialismo nordista nei confronti del Sud. I fondi della Cassa del Mezzogiorno, vero? Che sono andati al Sud? O non è che sono serviti ad ingrassare tanta imprenditoria nordista? Lei, la storiella la conosce bene e gliela risparmio. Se ci sarà occasione le racconterò quella del terremoto dell’Irpinia. Ora, per evitare di scivolare ulteriormente nella sterile diatriba sul chi ha rubato a chi, ammetto che si possa anche dire basta, non ce la si fà più. E allora? Secessione. Se è così, mi dica lei. Ora, per finire, io odio Bossi. Ma non perchè vuole la secessione ma perchè sono trent’anni che, come dicono da me, “allucca e strebbeteja” (grida e strepita) e non la fa mai. La progettasse, almeno! Niente! E allora non ne deriva che la sua è solamente la versione lombarda del “chiagni e futte” siculo? No? Tremonti, l’anno scorso, all’inizio della crisi, era allegro e sorridente. ” Ci sono più fondi di quanti possiate immaginare”, testuale, disse. Erano i FAS. Con cui ci ha pagato le multe per le quote latte, la CIG in deroga, l’allungamento della CIG ordinaria, la rottamazione ed aiuti alle attività produttive qui e là e pure qualche porticciolo turistico sui laghi lombardi L. Ricolfi, quando fa conti, di questi ne tiene conto? D’altronde, non sarò io a lamentarmi. Meglio che i FAS vadano ai cassintegrati che alle ‘ndrine o a cosa nostra. Per finire, io non sono nè unitario, nè secessionista. L’unica cosa che mi auguro è l’uscita dall’equivoco. Con quel pastrocchio che chiamano federalismo, le cose si complicano ulteriormente. Secondo me. E secondo lei? saluti
E’ vero, non vi e’ stata forza trainante o esempio , e cio’ e’ strano, forse la malavita era ed e’ troppo inserita nel tessuto sociale per poter cambiare le cose e mi sembra pure dal di fuori che “Grecia capta ferum victorem coepit”. Spero di sbagliarmi. redo proprio che la politica sia la grande responsabile di tutto cio’ e forse sarebbe proprio la suddivisione che forse farebbe emergere per necessita’ la societa’ civile , ma come la democrazia non si puo’ imporre ma si conquista con le lacrime ed il sangue, cosi’ e’ lo stesso per la civilta’ come la intendiamo noi con la responsabilizzazione dei singoli e della collettivita’.
Grazie a tutti, apprezzo davvero questo dibattito e anche l’inusuale dissenso di Francesco C. La domanda cruciale è di Chomsky 5 e la risposta l’articolerei così:
esistono nel Meridione delle splendide realtà sociali di cui esser tutti orgogliosi, ma minoritarie, purtroppo. la realtà in alcune regioni – Sicilia. Campania, Calabria – è che la società civile nel suo insieme non è riuscita ad arginare l’influenza dei gruppi criminali e che sia prevalsa una certa rassegnazione civica, che finisce per bloccare le forze sane della società. Dunque alla lunga prevalgono inefficienza, sprechi, immobilismo sociale, clientelismo, scarso rispetto per il bene pubblico, evasione fiscale su larga scala, spreco delle risorse pubbliche.
Il nord Italia non è certo un modello di civismo, specialmente in raffronto ad altre realtà europee, ma gli standard medi sono più alti, come ha dimostrato lo splendido studio di Putnam. Il mio rammarico è che il nord sia stato incapace di trainare il sud verso livelli civici più elevati. C’è stato un notevole trasferimento di risorse, che però non ha generato una crescita sociale adeguata nel tessuto meridionale. Non a caso le giovani eccellenze del sud, per affermarsi davvero, si trasferiscono al nord o emigrano. Se restano appassiscono.
La regione intorno al Po, di certo, si può chiamare Padania. Perchè no? E, causa la vicinanza, l’omogeneità del territorio, negli abitanti, si può riconoscere, di sicuro, una cultura comune. Che nasce e si sviluppa dalle gioie e dai dolori che derivano dalla coesistenza con un grande fenomeno naturale che è il fiume Po. Nella storia umana, i grandi corsi d’acqua hanno avuto un peso enorme per lo sviluppo della civltà. Basti pensare al Nilo egiziano ed alla Mesopotamia. Per non parlare dell’Indo e del Gange, piuttosto che del Fiume Giallo o del Mississipi. Detto questo, arriviamo al problema. Che è rappresentato dal fatto che, dietro il riconoscimento del fatto storico e culturale, ci sono degli intenti strumentali. Qualcuno lo dice a mezza bocca, qualcuno apertis verbis, proprio perchè è diversa, la Padania dovrebbe staccarsi dal contesto politico Italia e costituirsi in Stato autonomo. D’altronde anche le sue scelte semantiche (area omogenea, amalgamata da valori civici e identitari condivisi….. Dunque parlare di Padania si può), veicolano questo problema. Sopratutto quando parla di “valori civici condivisi”. Dai padani, giusto? Mentre gli altri? Non hanno gli stessi valori civici? Ecco, secondo me, culture diverse possono coesistere ed anche identità diverse. Ma “valori civici” penso che no, non possano coesistere. Il problema è stabilire se i “valori civici” della Padania o del Nord siano diversi da quelli del Sud. saluti
Questa volta mi trovo a dissentire da te Marcello.
…) tolga più voti alla lega di quanti non ne porti.
Ho sempre pensato che la retorica padana e celta ( sing!
La gente li vota solo perchè ogni due per tre danno l’impressione di occuparsi di cose tangibili.
Storicamente non è mai esistita la padania nè un popolo padano ed anche attualmente vi è tanta differenza fra un Torinese ed un Milanese quanta ne sussiste fra un Romano ed un Messinese.
L’Italia dai tempi della Repubblica Romana prima e dell’impero poi è sempre stata patria di comuni,frazioni et familie….in ciò è la nostra forza e la nostra debolezza.
Ricordo ancora i tempi in cui andare a ballare a 40 km dalla propria cità significava rischiare una scazzottata con i “locali” in quanto stranieri.
La Lega non si illuda, nel malaugurato caso in cui ottenga ciò che dice di volere otterrebbe solo un micro stato destinato a sucessive divisioni in pochissimo tempo..
Il fatto stesso che la Lega abbia ottenuto dei successi rilevanti persino in Emilia-Romagna e nel Centro Italia (pensate che l’attuale legislatura è la prima in cui la Lega è entrata nel neo-eletto consiglio regionale della Toscana) dimostra che la Padania non solo esiste ma è pure più grande di quanto si pensi… e le “regioni rosse” stanno marcendo… pensate che nelle Marche il PD si è dovuto alleare con l’UDC per impedire la clamorosa vittoria di Berlusconi…
EGR. DOTT. FOA,
IO PENSO CHE, DA PRIMA DI ROMA IN GIU’, SARA’ ASSAI AUSPICABILE, PER CHI ABITA QUELLE TERRE, L’AUGURARSI CHE LA PADANIA CONTINUI AD ESISTERE — SE COSI’ NON FOSSE, DA DOVE USCIREBBERO I DENARI NECESSARI PER IL LORO MANTENIMENTO ??????????? LUNGA VITA A BOSSI, ALLA LEGA ED ALLE LORO PIU’ CHE LOGICHE IDEE !!!!!!!!!!!
CHIEDO SCUSA, MA NON RIESCO A VEDERE NULLA DI POSITIVO E PRATICO (SALVO LE OPERE D’ARTE E LA CUCINA) DAL CENTRO ITALIA IN GIU’ E COMUNQUE TALE DA GIUSTIFICARE IL COSTO DI QUELLE REGIONI PER IL NOSTRO NORD.
SPERIAMO CHE CIO’ CHE POTRA’ ACCADERE IN BELGIO POSSA VENIRE IMITATO !!!!!!!!!!!!!!
GRAZIE PER L’OSPITALITA’.
GFA
Sono d’accordo con quello che il Dottor Foa afferma e cioè che, prima o poi, il forzato trasferimento al Sud di ingenti somme prevenienti dal Nord creerà grossissimi problemi di cui la Lega potrebbe approfittare. Ed allora, avanti tutta con il federalismo fiscale in modo che gli sprechi delle singole Regioni, soprattutto al Sud, se li paghino chi li crea rispondendone direttamete ai cittadini. E’ stato detto che il federalismo fiscale non verrà attuato per l’opposizione dei politici del Sud. E’ possibilissimo. Allora necessita un’azione di governo più determinata e finalizzata che consenta all’attuale premier di superare certe difficoltà legate alla mancata o ritardata approvazione di alcuni provvedimenti di legge molto particolari (ed in questo la Lega potrebbe giocare un ruolo decisivo) per poi affrontare seriamente e definitivamente la quesstione “federalismo” (con i tempi dettati dalla crisi economica)
Salve.
La Padania come istituzione non esiste, questo è vero.
La Padania è e sempre esistita e sempre esisterà nelle Teste c di chi crede di potersi distinguere ed essere meglio e superiore degli altri.
Non importa dove, non importa in che parte di Mondo la dove si vuol differenziare tra a Gente o colore della pelle o di Nazionalità o Religione esiste la Padania.
Salutönen
Certo che si dovrebbe, ma…non si può….
Non si dimentichi che, al di là degli slogans più o meno provocatori che la connotano, la Lega (e la padania di fatto) nasce dall’irrisolta questione meridionale in cui(come già citato nel “topic”), anche nella sinistra, si riconosce l’assoluta gravità ed emergenza.
Ma, essendo alleata di Berlusconi, il “federalismo”, difficilmente la Lega lo vedrà realizzato!
Nel connubbio Bossi-Berlusconi, secondo me, la questione non troverà soluzione, e il federalismo non sarà realizzato perché incompatibile col sistema di potere meridionale (sprecone, parassitario(diononvoglia mafioso), da cui il governo riceve gran parte dei voti e sostegno.
Sono molto d’accordo con Silvio. Anche noi in UK ci siamo devoluti(si puo’ dire in Italiano?) non molti anni fa seguendo quanto gia’ la storia aveva creato, siamo 4 regni uniti ecco perche’ e’ sbagliato parlare di Inghilterra che e’ una parte del regno quando si intende Regno Unito.
Cio’ che crea una nazione, e lo si vede dai disastri della decolonizzazione in Africa,e’ il comune sentire , storia, tradizioni, lingua, costumi , usi mentalita’. Lo sapete che per pochi chilometri Milano e’ piu’ vicina a Stoccolma che a Palermo? Ora le suddivisioni create politicamente non hanno mai tenuto alla lunga, e appunto vediamo le lotte tribali in Africa fra Hutu e Tutsi etc. In una Europa ormai sempre piu’ unita legalmente con un ministro degli esteri unico ed un Presidente, che senso ha piu’ parlare di nazioni? Creazione ottocentesca a scopo politico e di espansione territoriale? capisco di piu’ le cosi’ dette macro regioni all’interno del calderone Europa, che in fondo fu il sogno di Le Monnet e di chi ne raccolse il sogno . Torniamo al discorso di giorni fa.
Da un post di un altro blog di questo sito:
“In “Geografia economica sociale dell’Italia” (1910), testo fondamentale di geografia di Angelo Mariani – il territorio italiano e’ distinto in due macroregioni:
- PADANIA – toponimo derivante dal fiume Padus, l’attuale Po;
- Appenninia.
Inoltre il toponimo “Padania” e’ correntemente utilizzato nei testi geografici e anche nell’Enciclopedia Treccani.”
Paolo da Lama vede bene: questo post è il naturale prosequio di quello precedente. Grazie a tutti, naturalmente, tranne che a Italiano, a cui ha già risposto umberto cisotti. Che senso ha mandare a quel paese tutti e perché Berlusconi dovrebbe stare attento? Argomentare, prego. E Corrado e jacktheleopard, che contestano la tesi leghista, lo fanno benissimo.
Ho l’impressione che sfoghi come quelli di italiano, unitamente ad altri, vedi i negozianti napoletani che annunciano il boicottaggio dei clienti padani, non fanno altro che fare il gioco di Bossi, dandogli pretesti per dire: ci mandate a quel Paese? Bene, vi accontentiamo subito…
Federico lancia una provocazione che non va presa alla leggera: gli Stati ottocenteschi hanno ancora senso? La mia impressione, come ho già scritto, è che la crisi economica farà emergere tensioni oggi latenti, in particolare al nord. il discorso,: ma perché dobbiamo continuare a trasferire 50 miliardi all’anno al sud? Diventerà di stretta attualità non appena le regioni del nord vedranno ridursi i loro attivi e saranno chiamate a tirare la cinghia, perlomeno nei conti pubblici.
A quel punto il richiamo leghista potrebbe diventare irresistibile…. Secondo me Bossi lavora su questo orizzonte.
Si parla spesso di confini recenti tracciati col righello.
l’inghilterra è stata uno di questi geometri della inciviltà e della insensibilità sociale quando liberava una colonia. Ed infatti gli stati, le comunità sono qualcosa che travalicano i segni su una mappa, sono molto
di più. Sono cultura e storia, sono qualità di vita e particolarità territoriali, sono obiettivi e voglia di
costruire, ecc…. tra padania e calabria, solo per dirne una, c’è un abisso. Se si volesse dividere l’italia si
dovrebbe distinguere per lo meno il nord, il centro, ed
il sud, ed ancora ci sarebbero diversità forti non considerate. Quindi Fini come al solito parla da BUROCRATE
ed il cervello lo tiene spento.
@Italiano, qui stiamo cercando di fare, nel limite del blog un discorso scientifico su un’affermazione di un politico. Lei puo’ dire ovviamente la sua pro o contro la tesi su esposta, ma fare affermazioni volgari o totalmente insulse sminuisce la sua personalita’ e basta. Se non ha nulla da dire pro o contro la domanda di Foa taccia. Lei da’ in tal modo la dimensione del suo intelletto e basta.
Gentile Dottor Foa, teoremi per la cui dimostrazione si ricorre al metodo del: “troviamo tutti i caratteri che dimostrino l’assunto iniziale”, nel caso specifico che la “Padania” non è un’invenzione ma una realtà, dicevo, teoremi di questo tipo sono tra i più semplici da soddisfare. Allo stesso modo, per dimostrare il contrario, si potrebbe trovare una serie di fattori differenziatori tali da smontare l’assunto iniziale. Vogliamo dimostrare che tutte le terre attraversate dal Danubio hanno un substrato comune tale da giustificare una ipotetica Nazione danubiana? detto fatto. Ci mettiamo al lavoro e troviamo tutti gli elementi giustificativi. Mi si perdonerà l’esempio limite che ho portato,ma è per dire che siamo nel campo della pura teoria. Tornando a noi, la “Padania” è una realtà sicuramente geografica, ha dei caratteri comuni molto estesi e diffusi, per cui possiamo anche parlarne e discuterne, ma da questo ad auspicare la realizzazione di una entità statuale fortemente autonoma, al limite, indipendente, come richiesto a gran voce in occasione di qualche adunanza leghista e periodicamente furbescamente adombrata a mo’di velata minaccia, beh! allora il discorso cambia ed assume caratteri NON PIU’ colloquiali.
@Marcello Marcello Foa Scrive: June 23rd, 2010 at 11:45 am
http://www.wikio.it/video/james-fox-on-the-bp-part-3506224
Saluti Fausto
Se l’Italia fosse un vero “Stato democratico”, e non la finta “Nazione” che è, già da tempo sarebbe stato indetto un referendum per decidere sulla sua unità o meno. Dopo le separazioni di Cecoslovachia, Yugoslavia, Urss e a breve Belgio, spero che arrivi finalmente anche il nostro momento!
E poi diciamocelo chiaramente… ha ancora senso parlare dei vecchi Stati unitari ottocenteschi all’interno dell’Unione Europea del ventunesimo secolo?
E BRAVO BERLUSCONI.. IL PADANO…DI RAZZA…RIFLETTI… O SARA’ LA TUA FINE
A TUTTI QUELLI CHE NON SI SENTONO ITALIANI …. VAFFA…
Egr. Foa,
questo suo post è la naturale prosecuzione del precedente.
Il mio intervento di ieri contiene già una parziale risposta al suo nuovo quesito.
Ribadisco che l’Italia avrebbe necessità come il sangue nel corpo umano della divisione in tre MacroRegioni: Nord Centro e Sud.
Per questioni di omogeneità coinvolgente la realtà industriale e commerciale, le tradizioni, i modi di vita, i ritmi delle popolazioni e finanche il clima. Si, il clima, perchè sono convinto, ad esempio, che se il Sud sfruttasse appieno la sua vocazione e si sfruttassero al massimo le risorse per la trasformazione del territorio da un’economia mista ad un’economia prettamente turistico-agricola non ci sarebbero Caraibi o Maldive che tengano. Invece ci dobbiamo occupare di Pomigliano.
Tre MacroRegioni, dicevo, unite in uno Stato Italiano che interviene direttamente in poche materie tra cui la Sicurezza Nazionale e l’Istruzione, ad esempio. Tutto il resto in delega.
Quindi, caro Foa, certamente si può e si deve parlare di Padania come area geografica omogenea, così come si può parlare di Centro (oppure vogliamo chiamarlo Nuova Etruria?) o di Sud (e qui come lo potremmo chiamare? Stati del Sud, Mezzogiorno?).
Insomma, non è l’etimologia che conta e tanto meno le sterili rivalità di campanile.
Ciò che conta è la realizzazione dell’unica vera grande riforma che rimetterebbe in piedi un Paese dissestato e superindebitato.
Un appunto finale per ciò che riguarda il sig. Fini, ben poco onorevole. Ancora una volta dimostra la sua anima di politico fine a se stesso, ormai lontano dai tempi, attaccato al capello nell’uovo per polemiche desertiche.
D’altronde un pò lo capisco: deve difendere il suo elettorato di impiegati pubblici delle regioni meridionali.
Che andasse a lavorare per proporre idee al Paese, che desse una mano concreta per la realizzazione di uno Stato nuovo, efficace e sburocratizzato.
Dall’alto della prestigiosa carica istituzionale che sta ricoprendo potrebbe veramente dare un sostegno fondamentale. Invece continua a perdersi nella politica di basso quartiere.
Ma forse è chiedere troppo. Forse sono cose che non ha mai fatto e che probabilmente non è in grado di fare.
Cordialmente.
Parlarne si può ma c’è molto da discutere sui come e i perchè.
L’idea di Padania come nazione con un’identità nasce dalla politica. Non mi risulta infatti che nei tempi moderni questa presunta identità sia particolarmente sentita. Anzi, vivendo a Milano, ho più volte sentito definire i veneti “terroni del nord”, cosa che non mi ha mai fatto particolarmente piacere essendo io di origine veneta.
Il punto è: questa “coscienza” esiste davvero nei “padani” oppure è soltanto una questione di biechi interessi? E non entro nel merito di una questione che non ritengo secondaria: in un’ipotetica secessione, la classe politica leghista sarebbe in grado di gestire una nazione creata dal nulla mantenendo ciò che promette? Non appaiono molto professionali…
Fra le mille, un’altra perplessità: perchè la Lega crea stereotipi negativi e imbarazzanti per creare questa coscienza? Ad esempio, dove sono le nostre presunte radici celtiche? Solo Irlandesi, Scozzesi, Gallesi e Bretoni mantengono radici celtiche ancora vive nella loro cultura e nella lingua. L’ampolina con l’acqua del Po e tutto il resto sono soltanto patacche.
Un’altra cosa che non mi torna: Milano è (o meglio, era, secondo le tradizioni), la città con il “coeur in man”, con il cuore in mano. Perchè fomentare il disprezzo per le culture diverse, specialmente quelle degli immigrati, fino al razzismo? Che senso a proteggere con tanta veemenza una cultura che, a quanto sostengono, dovrebbe essere ancora viva e vibrante? Forse, dopo l’industrializzazione, il consumismo e la globalizzazione, questa millantata cultura popolare ha bisogno di qualcuno con un gran vocone per non scomparire.
Da un punto di vista etnografico direi di si. Le tribu’ che popolarono prima e dopo la Gallia cisalpina, e che successivamente al crollo dell’Impero romano vi si istallarono erano comunque tribu’ germaniche. Molto diverse dalle invasioni Arabe che invasero il sud. Anche i caratteri somatici sono diversi se si prendono gli aborigeni della valle rispetto agli altri italiani. Anche da un punto di vista religioso, nel Nord si svilupparono le varie differenti declinazioni cristiane, Valdesi, Albigesi, Calvinisti etc. Nel complesso direi che, si’ vi e’ una identita’ del Nord rispetto a quella del centro ed a quella del Sud. Ritengo che i veri Italiani, discendenti dei popoli che fondarono Roma e dintorni, siano quelli centrali, che sia per la loro posizione geografica e sia perche’ parte dello stato Vaticano sono rimasti isolati dalle invasioni da Nord e da Sud.