Jimmy Carter fu un presidente sfortunato, ma anche sprovveduto. Lasciò briglie sciolte ai suoi collaboratori, i quali erano di fatto liberi di parlare con i giornalisti e di esprimere le proprie opinioni, che spesso erano in contrasto o perlomeno diverse rispetto a quelle ufficiali della Casa Bianca. Una pacchia per i reporter che si risolse in un grave danno d’immagine per l’Amministrazione, che dava l’impressione di essere senza guida, scombinata, divisa.

Da allora ogni presidente, a cominciare da Reagan, impose una disciplina molto più severa e con il passare degli anni si è passati all’estremo opposto: un controllo troppo stretto, a tratti soffocante, oppressivo, con il conseguente trionfo dello spin.

Ora sembra di essere tornati all’epoca di Carter. Il grande comunicatore Barack Obama si sta dimostrando un pessimo gestore dei collaboratori.  Il leader carismatico, visto da vicino ha mostrato un altro volto rispetto al candidato che trionfò alle presidenziali: quello di un uomo indeciso, troppo prudente, condizionato dalle lobby, impreparato su molti dossier.

Proprio il generale McChrystal rimase allibito quando, convocato a Washington per una riunione strategica, si accorse che Obama non sapeva nemmeno chi fosse e il meeting si risolse in una sessione fotografica di dieci minuti, una cossidetta photo opportunity, durnate la quale Obama dimostrò di non sapere nulla di Afghanistan e di non essere nemmeno interessato all’argomento.

Da quell’episodio maturò un rancore sfogato con un giornalista. Fatto personale, qualcuno dirà. Può darsi, ma quando un uomo esperto come lui decide, consapevolmente, un passo del genere, significa che le gerarchie sono saltate, che la sfiducia dilaga e che il capo non si fa rispettare. Molti generali erano furiosi con Bush, ma nessuno osò un passo come quello di  McChrystal; idem, se non ricordo male, ai tempi di Clinton e di Bush padre e dello stesso Reagan.

Quello di McChrystal non è peraltro un caso isolato. Il direttore del budget Peter Orszag ha appena annunciato le dimissioni, Il chief of staff Emanuel Rahm vuole andarsene alla fine dell’estate, i collaboratori della sinistra liberal e quelli ecologisti non riconoscono più l’Obama di un tempo. Sono delusi, arrabbiati. e si sfogano con i giornalisti.

Insomma, Obama dà l’impressione di non controllare più i suoi uomini.  E di pagare un prezzo elevato per la sua inadeguatezza. Date un’occhiata ai sondaggi: sono impietosi. Solo una piccola minoranza degli americani ha ancora fiducia in lui…

Rischia di fare la stessa fine di Carter. O sbaglio?