Alberto Sordi è morto da diversi anni, ma “il moralista” vive ancora. Ricordate il memorabile film con Alberto Sordi, Vittoria De Sica, Franca Valeri? Paolo Zaccai, il consigliere del Pdl ricoverato dopo un festino a base di coca e di sesso con i trans, ricorda il protagonista di quella pellicola.

Personalmente non me ne importa nulla dei gusti sessuali di un politico né di cosa faccia nella sua vita privata. Vuole andare con i trans? Ci vada. Ha l’amante? Affari suoi. Ma dei moralisti, quelli con il ditino alzato sempre pronti a fare la morale, ho sempre diffidato. Guardate il sito di Zaccai, leggete le sue biografie: scoprirete un missino convinto, un credente devoto, che si fa fotografare con il Papa e con la nipotina; un custode dei valori sani della società borghese e cattolica italiana. E invece…

Marrazzo era il moralista di sinistra, giunto al potere nei panni di censore televisivo; Zaccai il moralista di destra. Il primo ha negato l’evidenza, il secondo si è giustificato affermando di “essere stato incastrato” perché “voleva indagare sui trans“. Insomma, voleva conoscerli meglio, il tenerone, e magari riportarli sulla retta via. Come Scajola che non si è accorto che qualcuno ha donato 900mila euro per l’acquisto della sua casa romana.

Si trattasse di episodi isolati potremmo liquidarli con una risata: splendido argomento da pettegolezzo sotto l’ombrellone. Il problema è che, seguendo le cronache e i reportage televisivi di programmi come Report, si ha l’impressione che la politica attragga prevalentemente faccendieri e moralisti di questa risma.

La gente per bene se ne sta sta alla larga. E il Paese accelera così il suo declino. O sbaglio?