Tante volte su questo blog abbiamo parlato di libertà di opinione, soprattutto su internet, evidenziando il rischio che leggi troppo severe o provvedimenti sproporzionati possano intimidire o mettere a tacere voci libere e anticonformiste.

In questi giorni, proprio in Italia, i timori si sono materializzati. Il Legno Storto è una testata online di orientamento liberale che ospita post e articoli tratti sia dalla Rete che dai giornali. E’ un sito sbarazzino, ironico, talvolta polemico. Recentemente, però, sono usciti due pezzi in cui venivano criticati due magistrati famosi, dr. Luigi Palamara e il dr. Pier Camillo Davigo, i quali si sono risentiti. E sono cominicati guai. Guai seri.

Un grande giornale non si lascia spaventare dalle querele. E’ attrezzato per affrontare le spese giudiziarie e accantona fondi per eventuali risarcimenti. Ma testate online, che si basano sul volontariato o che comunque generano fatturati marginali, molto spesso non ce la fanno a reggere confronti giudiziari importanti. In tutta Europa sono frequenti i casi di blogger costretti al silenzio dopo aver ricevuto richieste di risarcimento da politici, aziende o, in genere, uomini potenti.

Le querele presentate dai due magistrati, alle quali se n’è aggiunta una del sindaco di Montalto di Castro, Salvatore Carai del Partito Democratico sono tali da mettere a repentaglio la sopravvivenza de Il Legno Storto. In questo articolo Antonio Passaniti e Marco Cavallotti spiegano la vicenda.

Leggete e giudicate.

La mia impressione è che le richieste dei due magistrati siano sproporzionate rispetto alle offese. Una richiesta di rettifica, anche energica, sarebbe stata più che sufficiente. Ma i magistrati hanno preferito querelare. E Il Legno Storto si trova con l’acqua alla gola.

In questi giorni ci sono state molte proteste contro il Ddl intercettazioni, alcune ideologiche, altre più mirate e, a mio giudizio condivisibili. La mia opinione è che limitare la pubblicazione delle intercettazioni prima di un processo sia giusto. In molti Paesi è vietato per tutelare la presunzione di innocenza. Tuttavia, a mio giudizio, il governo è andato oltre, introducendo provvedimenti troppo pesanti nei confronti della stampa e troppo severi per gli inquirenti che verrebbero privati, in molte indagini, di uno strumento d’indagine ovvio nell’era delle telecomunicazioni. 

Ma l’informazione non si difende solo scendendo in piazza contro il Ddl e Berlusconi . Una testata è in pericolo. Io esprimo la solidarietà a “Il Legno Storto” e mi auguro che altri blogger si uniscano alla protesta, soprattutto di sinistra, a cui si presenta l’opportunità  di dimostrare coerenza e onestà intellettuale. Ne saranno capaci?