“Il Legno Storto” ucciso dalle querele? Io non ci sto…
Tante volte su questo blog abbiamo parlato di libertà di opinione, soprattutto su internet, evidenziando il rischio che leggi troppo severe o provvedimenti sproporzionati possano intimidire o mettere a tacere voci libere e anticonformiste.
In questi giorni, proprio in Italia, i timori si sono materializzati. Il Legno Storto è una testata online di orientamento liberale che ospita post e articoli tratti sia dalla Rete che dai giornali. E’ un sito sbarazzino, ironico, talvolta polemico. Recentemente, però, sono usciti due pezzi in cui venivano criticati due magistrati famosi, dr. Luigi Palamara e il dr. Pier Camillo Davigo, i quali si sono risentiti. E sono cominicati guai. Guai seri.
Un grande giornale non si lascia spaventare dalle querele. E’ attrezzato per affrontare le spese giudiziarie e accantona fondi per eventuali risarcimenti. Ma testate online, che si basano sul volontariato o che comunque generano fatturati marginali, molto spesso non ce la fanno a reggere confronti giudiziari importanti. In tutta Europa sono frequenti i casi di blogger costretti al silenzio dopo aver ricevuto richieste di risarcimento da politici, aziende o, in genere, uomini potenti.
Le querele presentate dai due magistrati, alle quali se n’è aggiunta una del sindaco di Montalto di Castro, Salvatore Carai del Partito Democratico sono tali da mettere a repentaglio la sopravvivenza de Il Legno Storto. In questo articolo Antonio Passaniti e Marco Cavallotti spiegano la vicenda.
Leggete e giudicate.
La mia impressione è che le richieste dei due magistrati siano sproporzionate rispetto alle offese. Una richiesta di rettifica, anche energica, sarebbe stata più che sufficiente. Ma i magistrati hanno preferito querelare. E Il Legno Storto si trova con l’acqua alla gola.
In questi giorni ci sono state molte proteste contro il Ddl intercettazioni, alcune ideologiche, altre più mirate e, a mio giudizio condivisibili. La mia opinione è che limitare la pubblicazione delle intercettazioni prima di un processo sia giusto. In molti Paesi è vietato per tutelare la presunzione di innocenza. Tuttavia, a mio giudizio, il governo è andato oltre, introducendo provvedimenti troppo pesanti nei confronti della stampa e troppo severi per gli inquirenti che verrebbero privati, in molte indagini, di uno strumento d’indagine ovvio nell’era delle telecomunicazioni.
Ma l’informazione non si difende solo scendendo in piazza contro il Ddl e Berlusconi . Una testata è in pericolo. Io esprimo la solidarietà a “Il Legno Storto” e mi auguro che altri blogger si uniscano alla protesta, soprattutto di sinistra, a cui si presenta l’opportunità di dimostrare coerenza e onestà intellettuale. Ne saranno capaci?

ma che ci vuole, eccolo il link
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=29214
Caro Fox, infatti è meglio linkare anziché copiare articoli altrui. Questo è un articolo de Il legno Storto non de il Cuore del Mondo; proprio per evitare equivoci, può inviare il link per cortesia? Se Brandon, che cita a memoria, si sbaglia, rischiamo di finire nei guai lei, fox, ed io. Io mi prendo sempre le mie responsabilità, ma non vorrei prendermi, di sponda, anche quelle degli altri… Per cui sospendo il commento…
Stiamo parlando del Legno Storto, no? Allora gli faccio un gradito omaggio ripubblicando l’articolo che seguirà; lo so che a Marcello Foa non piace che vengano riportati pezzi forestieri senza il commento di chi posta ma lo rassicuro affermando che sono totalmente d’accordo con l’articolista Brandon:
“Il topolino con le corna “ Scritto da Brandon – mercoledì 07 luglio 2010
(in attesa di link MF)
Gentile Brigante,
M. Foa ha titolato:
“Il Legno Storto” ucciso dalle querele? Io non ci sto…”
Per come l’ho inteso io, proponeva una discussione.
Secondo me, il sito in questione non è morto per due ragioni.
Primo perchè è ancora aperto e funzionante.
Secondo perchè, se tutto dovesse andare male, non sarebbe stato ucciso ma si sarebbe suicidato.
Non mi faccia ripetere quello che, per ben 17 volte, ho espresso.
La libertà è il bene più prezioso ma, se in una società non finisce là dove inizia quella degli altri, siamo all’anarchia.
Non voterei l’attuale premier proprio perchè, con il suo fare, insegna agli italiani che si può, si può calpestare tutto e tutti in nome della libertà. Confonde libertà di pensiero e libertà di fare.
E’ chiaro il discorso?
Ora lei, riguardo “Il Legno Storto”, la può pensare come vuole.
Per me, la loro libertà di fare mira ad ad uccidere la libertà di fare, di esercitare il proprio lavoro a Luca Palamara e Piercamillo Davigo.
Chi siamo noi per dire chi ha torto e chi ragione?
Lei è convinto che hanno torto i querelanti. Per me, sbaglia. Per farle cambiare idea, più che dire quanto ho straripetuto non posso.
Io preferisco dare a quei ragazzi sprovveduti un contributo, per quanto piccolo, di idee che un contributo in denaro che li incoraggerebbe a proseguire su una strada sbagliata.
C5
A Caputo Giuseppe
Lei ha frainteso il mio commento; lo ha capito Francesco P, rispondendo a Marina ; sono un cittadino per bene ma non mi sento superiore a nessuno anzi sono inferiore a molti perché sono un povero disgraziato cassintegrato per colpa di datori di lavoro sciagurati e dilapidatori. Leggo gli articoli del Legno storto ma anche se non li leggessi sarei tra i primi a difendere il diritto dei giornalisti e del cittadino comune ad esprimere la loro opinione, contro il bavaglio che il potere inventa, questa volta sotto forma di querela e di richiesta di spropositato risarcimenti danni. Le ricordo infine che il nickname in internet è regola e non eccezione, al punto che molti genitori sono stati costretti ad acquistare appositi softwares per cancellare i dati sensibili sparsi dai loro sprovveduti figli nei social network. Ha mai sentito parlare di furto d’identità e di truffe da esso generate?
Gentile Chomsky5,
sarà la mia scarsa dimestichezza con l’italiano ma credevo di aver posto una domanda su un argomento preciso a cui chiedevo una risposta altrettanto specifica .
Comunque… mi sembrava di aver capito che il post dell Dott. Foa riguardasse le corsie preferenziali riservate alle cause per diffamazione intentate da querelanti facoltosi e/o potenti ( quali i mandarini in toga) , sovente dirette a tacitare chiunque osi criticarne l’operato, e alle richieste di risarcimento danni intenzionalmente e vergognosamente spropositate , tese a soverchiare in partenza la controparte o in virtù della insostenibilità dei costi del procedimento per il querelato o in virtù dell’immancabile e ostentata solidarietà e parzialità corporativa dell’organo giudicante .
Nel caso particolare è evidente che trattasi di una querela a scopo dissuasivo e dimostrativo , di tecnica terroristica , affinchè altri non si sognino di esprimere e pubblicare notizie e interpretazioni non gradite .
no, non ne saranno capaci.
vede, io sono un povero impiegato abbastanza rozzo e non ho nemmeno una laurea, quindi mi esprimo cosi’ cosi’.
la sinistra e’ divisa in due. quella dei radical chic alla borromeo, che dallo yacht reale esprime solidarieta’ ai poveri disgraziati che sbarcavano dall’africa sulle nostre coste (e con loro va tutta la sinistra non operaia) e quella dei poveri disgraziati.
per i primi fa lo stesso. anzi, meglio una testata potenzialmente rompipalle in meno sulla terra.
quindi non mi aspetto che la borromeo scriva una riga sul fatto per difendere quella testata (l’ha fatto?).
ai poveri disgraziati frega solo di berlusconi. e dagli e dagli e dagli. la produzione di uno spettacolo patetico su scala nazionale. l’ignoranza che ha generato questa nuova religione dell’anti. del resto chi non crede, crede a qualunque cosa, non e’ forse vero.
cos’e’ che farebbero questi? scrivere a favore di un giornale che, criticando i magistrati, osa toccare il braccio armato del popolo (qui ci sta bene una risatina)?
mi spiace. ma nessuno tocchera’ caino. quel giornale chiudera’ sommerso dai debiti.
pero’ lei, tramite il giornale qualcosa la puo’ fare.
chiami feltri e gli spieghi che occorre una campagna di fund raising a favore di questo piccolo giornale online.
allora vedremo se il “popolo della destra” (altra risatina), rispondera’. io 100 euro glieli darei. di piu’ veramente non posso.
andiamoci, in causa. anche loro dovranno sganciare.
Gentilissima Marina,
Alì Baba lo hanno preso.
Poi lo hanno messo alla gogna, esposto sulla pubblica piazza ed hanno chiamato il popolo ad inveire contro di lui.
Mentre tutta la gente era in piazza ad inveire (guai a chi stava a casa perché complice) i 40.000 ladroni rimasti hanno sfilato di tasca il portafoglio a tutti quanti!
Tantissimi saluti!
Fox: “siccome non ho nulla da dire………
Nell’era della comunicazione partecipare ai blog, ai social forum, è diventata attività con la quale i detentori del potere si trovano a dover fare i conti; vedi Cina.
I perbenisti ritengono disdicevole fare anche 4 “chiacchiere” su temi di attualità ma cedono al bisogno di stilare classifiche per sentirsi superiori badando bene di nascondersi dietro nickname fantasioso.
Il tema proposto da Foa è la querela contro Il Legno storto e credo che sia di stretta attualità atteso che si manifesta addirittura ritenendo in pericolo la libertà di stampa (delle intercettazioni).Palamara e Davigo con la querela attentano alla libertà di stampa o la favoriscono?
E’ giusto che magistrati chiedano giustizia fra di loro e non ad un organismo oltre che terzo, estraneo ad essi?
Può darsi che siano chiacchiere, ma almeno abbiamo un’opinione!
Egregio Brigante,
in gioventù, gli organizzatori del Carnevale Sanmichelese, una variante di quello classico, che si tiene a San Michele di Serino (AV), mi incaricavano di prepararne i testi per la parte conclusiva.
Il dialetto è, però, un mezzo di comunicazione che, su un quotidiano a tiratura nazionale, non è adatto.
Io, qui, parlo italiano. O almeno mi ci applico.
Nel caso di specie, lei dice che il corso della giustizia è troppo veloce? E lo è perchè i querelanti hanno degli “amici” dentro i tribunali?
E non è interesse comune arrivare quanto prima alla fine di questa vicenda penosa?
Lei mi potrà dire che, se hanno “interpretato la legge in favore degli “amici”", potranno ancora farlo per il prosieguo.
A parte il fatto che questa è una sua supposizione e, poi, la vicenda passerà in numerose mani, ma sono tutti “amici”? E quand’anche?
Alla fine dovranno stilare una sentenza motivata che gli eventulai soccombenti, o colpevoli, potranno impugnare. Poi, c’è la Corte Europea di Giustizia……
Costa?
Dipende perchè se la causa si vince, costerà al querelante.
Di più, nel caso specifico, non saprei che dire.
Se vogliamo andare oltre l’urgenza del caso specifico, da qualche parte ho letto che al querelante si può imporre di depositare, o impegnarsi a pagare, una somma uguale al risrcimento richiesto. Io andrei oltre ed estenderei l’eprit de la loi, lo spirito della legge, anche alle pene detentive.
Se i capi d’imputazione relativi al reato comportano una penadetentiva, essa va applicata a chi perde la causa. Anche al querelante.
saluti.
P.S. Benevento? Dove?
Egregio Chomsky5,
giacchè tu sei irpino ed io sannita tentiamo di parlare la stessa lingua :
se io nell’ambito del presente post esprimessi idee o riportassi circostanze che tu dovessi ritenere lesive e diffamanti della tua dignità personale e domani mattina ti recassi presso il Tribunale di Avellino a sporgere querela, pensi che vedresti fissata la prima udienza a 40 ( dicasi quaranta ) giorni di distanza dal deposito della medesima ????
E chi sei ??? Un Magistrato forse ???? Uno che lavora ( si fa per dire ) due giorni la settimana , NELLA COMPLETA IRRESPONSABILITA’ ED INSINDACABILITA’ , percependo a vita stipendi e prebende alla stregua di un Parlamentare , il quale , però , corre pur sempre lo spiacevole rischio di non essere rieletto ???? Forse uno di quei mandarini togati che possono impiegare anni a depositare una sentenza dopo che hanno impiegato anni ad emetterla ???
Vieni con me al Tribunale di Benevento , ti mostrerò chi sono i Magistrati attualmente in servizio , figli di Magistrato , nipote di Magistrato , cognato di Notaio , genero di Avvocato, moglie di Assessore , ………. ma forse non serve , puoi guardare anche in casa tua .
De Magistris docet.
Saluti.
Caro conterraneo , siamo tutti tolleranti , e per certi versi attratti , dalle opinioni eretiche e divergenti ,tuttavia ricordati che ca’ niuscuno è fessa …..
Riaggiornamento della classifica
“Siccome non ho nulla da dire – eccetto questa domanda: Alì Babà e i 40 ladroni dai vari colori li hanno acchiappati tutti oppure ne sono rimasti molti a piede libero?- mi dedico alla statistica della chiacchiera.
Ricompilo la classifica:
1) chomsky5 – 16 chiacch.+1=17 ( e la soluzione??)
2) caputo giuseppe – 5 chiacch.
3) Silvio – 5 chiacch
4) Marco Beltrame – 3 chiacch
5) Francesco P – 3 chiacch
6) Marcello Foa – 2 chiacch
6) Americo – 2 chiacch
7) Fausto – 2 chiacch
fedenrico – 2 chiacch
9) Roberto – 2 chiacch
I più silenziosi – tutti con una chiacchiera a testa – sono stati: Marista, Ambra Biagioni, fabio forno, Twitter, Rodolfo de Trent, Gian Franco, chris, Michael, bo.mario, Paolo V, fox. Fine della trasmissione.”
fox Scrive: July 6th, 2010 at 10:36 am
“Siccome non ho nulla da dire – eccetto questa domanda: Alì Babà e i 40 ladroni dai vari colori li hanno acchiappati tutti oppure ne sono rimasti molti a piede libero?- mi dedico alla statistica della chiacchiera. Compilo la classifica di questa discussione:
1) chomsky5 – 16 chiacch.
2) caputo giuseppe – 5 chiacch.
3) Silvio – 5 chiacch
4) Marco Beltrame – 3 chiacch
5) Francesco P – 3 chiacch
6) Marcello Foa – 2 chiacch
6) Americo – 2 chiacch
7) Fausto – 2 chiacch
fedenrico – 2 chiacch
9) Roberto – 2 chiacch
I più silenziosi – tutti con una chiacchiera a testa – sono stati: Marista, Ambra Biagioni, fabio forno, Twitter, Rodolfo de Trent, Gian Franco, chris, Michael, bo.mario, Paolo V, fox. Fine della trasmissione.”
Siccome non ho nulla da dire – eccetto questa domanda: Alì Babà e i 40 ladroni dai vari colori li hanno acchiappati tutti oppure ne sono rimasti molti a piede libero?- mi dedico alla statistica della chiacchiera. Compilo la classifica di questa discussione:
fedenrico – 2 chiacch
) comsky5 - 16 chiacch.
2) caputo giuseppe – 5 chiacch.
3) Silvio – 5 chiacch
4) Marco Beltrame – 3 chiacch
5) Francesco P – 3 chiacch
6) Marcello Foa – 2 chiacch
6) Americo – 2 chiacch
7) Fausto – 2 chiacch
9) Roberto – 2 chiacch
I più silenziosi – tutti con una chiacchiera a testa – sono stati: Marista, Ambra Biagioni, fabio forno, Twitter, Rodolfo de Trent, Gian Franco, chris, Michael, bo.mario, Paolo V, fox. Fine della trasmissione.
Francesco_P Scrive: July 3rd, 2010 at 11:00 pm
“…..uno dei primi provvedimenti veramente liberali presi dal Governo Berlusconi, il DDL intercettazioni.
Il disegno di legge, infatti, difende i cittadini dalle cosiddette intercettazzioni a strascico.”
E dai milioni di videocamere piazzate un pò ovunque chi lo difende?
Mi pare che, in altro post, lei abbia scritto che andava a Wimbledon. C’erano videocamere? Qui, da noi, in Italia gli stadi ne sono pieni.
Ci sono anche all’interno di negozi, scuole ed esercizi commerciali vari. Per non parlare dei videocitofoni.
Non è un grande occhio a strascico?
Lei che ne pensa?
saluti
Francesco_P Scrive: July 6th, 2010 at 12:16 am
Gentile Fausto, nel suo intervento del 5/7 8:34 am cita l’articolo sulle possibili conseguenze della bancarotta della BP.
——————————
Salve:
non si preoccupi, BP non fallira’, non certo per la faccenda della fuga di petrolio nel golfo. Ci sono segnali che il costo del petrolio salira’ proprio a causa della fuga stessa (e degli incidenti di stagione costituiti dall’arrivo degli uragani nel golfo del messico).
Lo stock BP probabilmente scendera’ ancora, ma una parte delle perdite verranno compensate dagli aumenti. BP, tra l’altro, essendo bene a conoscenza del fatto che il picco di produzione di petrolio e’ in arrivo (indipendentemente dall’incidente in Louisiana) ha cominciato a diversificare le sue attivita’ da parecchi anni. BP, come le altre “sorelle”, e’ molto attiva nelle energie alternative, solare, eolico, biomasse, etc… cioe’ mercati in forte crescita.
Per fare un esempio di un calo drastico del valore delle azioni di una societa’ simile, le azioni della Shell passarono da quasi 90$ a meno di 40$ nello spazio di 9 mesi, fra l’estate del 2008 e la primavera del 2009 (adesso e’ attorno ai 50$). E nessuno si sogno’ di ipotizzare un suo fallimento.
I costi della ricerca e sfruttamento di pozzi, soprattutto quelli in acque profonde, saliranno a causa dell’inevitabile introduzione di misure di controllo… il famoso “libero mercato” e’ notoriamente incapace di controllarsi da solo, e quindi il governo USA (e di altri paesi) dovra’ imporre dei controlli maggiori.
Lascio a Dante et al… i fustigatori dell’azione di controllo del governo, il compito di lanciare i loro strali in questa direzione.
Saluti,
Roberto
Gentile Fausto, nel suo intervento del 5/7 8:34 am cita l’articolo sulle possibili conseguenze della bancarotta della BP.
Ci sono due inquietanti prospettive. La prima è che BP fallisca per davvero, la seconda che inceve sia salvata come certe banche perché “too big to fail”.
Sinceramente non saprei quale delle due prospettive sia la peggiore. Un eventuale salvatggio della BP costerebbe immense somme di debito pubblico, lascerebbe a carico del contribuente gli immensi danni della più scellerata trivellazione della storia e premierebbe i peggiori. Sarebbe anche un precedente pessimo perché tutte le compagnie pertrolifere si sentirebbero atotizzate a bypassare le più elementari regole di sicurezza perché tanto pagano gli scemi.
Anche se su tanti punti abbiamo visioni opposte del mondo, mi piacerebbe conoscere la sua opinione su quella gran facciata dietro a cui si cela un palazzo cadente che prende il nome di BP.
Tantissimi saluti
Non c’è niente di criptico, astruso o nascosto in quello che scrivo.
Bettino Craxi, quand’era ancora in vita, si poneva in modo tale da incorraggiare la venerazione nei suoi confronti.
Suite al Raphael!
L’erede di Turati, Salvemini, Labriola e Giacomo Matteotti in un hotel a 5 stelle!?!
Per forza che la spesa publica del finanziamento della politica non gli bastava.
Le tangenti le ha prese però non vale perchè il pm che l’ha fatto condannare era inviato dal Britannia.
E se fosse stato mandato dal diavolo o da Dio in persona?
Per me, Stefania e Bobo sono due buoni a nulla. Solo atout? Erano figli di un padre estremamente potente.
Senza di lui, non sarebbero niente. Eppure cs e cx, li portano al governo.
Cmq. sono io che chiedo a lei una tregua sul punto.
Riprendendo il tema.
Lo faccio in contesto e per difesa personale nei confronti di uomini politici dalle cui decisioni dipende la mia vita materiale, ma odio dare giudizi ed a Forum non ci verrei.
So di miei compaesani che ci sono stati
In particolare un mio figlioccio(cresima) che, al ritorno, per una settimana:”Mi hai visto in tv?”
Aveva chiesto agli amici di registrargli la puntata dove, dalle rare inquadrature sul pubblico, era ripreso un paio di volta. Mi disse che i viaggi erano organizzati da un’altra compaesana collegata, in un modo o nell’altro, a Mediaset. Naturalmente lungi da me il pensiero di indagare dove e fino a che punto ci sia un rapporto fra viaggi gratis ed urne elettorali.
Qualche puntata di forum, ogni tanto, la seguo. I giudizi ed i verdetti mi sembrano equilibrati.
Non so se Davigo accetterebbe di farsi giudicare da chi, in questo caso, è in palese conflitto di interessi.
Per giustificare il verdetto ci sarebbe solo un convincimento personale. Libero?
Mi auguro che la questione in oggetto si risolva prima di arrivare in tribunale ma colleghi di Davigo che dovessero giudicarne, lo farebbero sulla base di norme e leggi scritte.
Se anche lei è per l’elezione popolare dei magistrati, proponga la discussione.
la saluto
Chomsky: non un’anticipazione bensì un’opinione come le sue del resto anche se criptiche per quanto riguarda le questioni di fede.
Per tornare al tema, mi piacerebbe incontrarla a Forum per fare da giuria sulla faccenda del Legno storto.Lo share sarebbe superiore a porta a porta con Palamara e Davigo a rappresentare le proprie ragioni ad un pubblico anche di casalinghe piuttosto che a colleghi.
Che ne dice?
caputo giuseppe Scrive: July 5th, 2010 at 5:58 pm
“Ho detto che la verità su tangentopoli la apprenderanno i nostri figli o nipoti.”
Un’anticipazione?
Sa, più che dei moralisti, diffido dei preti. Non in quanto uomini e per la loro opera sociale ma in quanto credenti ed evangelizzatori.
Poi, lo sa anche lei, sono il miglior cattivo esempio per quanti sono dediti al culto della personalità.
Cordialità anche da parte mia.
Chomsky: c’è chi crede alle profezie maya e chi è scettico.
Ho detto che la verità su tangentopoli la apprenderanno i nostri figli o nipoti.C’è chi si accontenta delle verità processuali e chi rimane scettico.
Agganciandomi al post Zaccai, diffido sia dei moralisti, sia dei perbenisti; apprezzo i peccatori: sono umani.
Per tornare al tema sono convinto che ai magistrati dovrebbe essere inibita la possibilità di querela a meno che non venga creato un organismo popolare che giudichi la controversia.Addirittura mi starebbe bene anche Forum.
Con immutata cordialità.
Nello spirito esibito nel suo blog sul “Legno Storto” che é uno spirito decisamente liberale vorrei approffittare del suo liberalismo perché faccia presente al direttore del Giornale che nel blog del signor Tornielli si esercita una ferrea censura che mi ricorda quella descritta da Johann Gottfried Seume nel suo libro “Ein Spaziergang nach Siracusa”( L’Italia a Piedi) quando varcando le soglie di Roma gli furono confiscati tutti i libri all’indice. Le assicuro che nei miei spot non c’era un insulto, una parola indecorosa, c’erano solo concetti comuni tra spiriti libero-pensatori.
Querela non significa necessariamente guai, a meno che nn ci sia motvo di oltraggio e se questo “oltraggio” significhi “iniuria” nel senso latino. Sono propenso a pensare che i querelanti se ne dovranno andare con le tegole in testa ed i costi del processo.
Quello che é saggio fare é costituire una asoociazione simile alla ACLU americana oer affrontare legalmente finanziaramente i costi di questi processi adulterini.
@SILVIO,
A parte che, di spazio, ce n’è quanto si vuole e per tutti, ma è stato lei a contraddirsi.
Nella mia replica c’era una correzione, per me, doverosa riguardo S.Craxi/il Giornale/Zingales ed una replica a lei sul tema del post. Lei ha omesso la seconda ed ha ripreso la prima.
Riguardo a questa, lei mi viene a dire che le tangenti, come a tutte le persone per bene, le provocano il vomito e mi cita F. Cossiga come garante delle mazzette di Craxi.
Che c’è da garantire? Quale che ne sia il motivo, sono mazzette.
La contraddizione è nel suo discorso.
@ chomsky5 ( 5 luglio, ore 12:23)
A sua domanda, rispondo (ma, per favore, diamoci un taglio per dare spazio agli altri commentatori. Senza rancore, OK?)
«Mazzette e tangenti mi inducono un’insopportabile incontinenza “da vomito””. Da qualunque parte provengano. Sinistra, destra, centro, est, ovest, nord, sud, ecc».
Contraccambio cordialmente i suoi saluti.
@SILVIO
Mi pareva che avesse manifestato l’intenzione di rientrare nel tema principale. Mi sbagliavo.
Una domanda:
Lei, riguardo a mazzette e tangenti, come la pensa?
saluti
@ marista (5 luglio, ore 10:26)
Come al solito, ogni libero “pensatore” non può non essere d’accordo con marista: Che mi ricorda molto la “splendida” Ida Magli.
@ chomsky5 ( 5 luglio, ore 9:40)
Sulle vicende di fine XX secolo (compresa quella attinente a B. Craxi), detengo un archivio importante di files dei documenti originali provenienti dalle fonti più disparate, autorevoli e meno autorevoli. Su tutte spicca la testimonianza del Presidente emerito Francesco Cossiga che non mi pare si discosti molto dalle opinioni espresse da Vittorio Zingales su “Il legno storto”. Circa il resto, non voglio commentare. Tali vicende fanno ancora parte della cronaca e non della Storia. Ed anche perché (forse) il giudice “si è purtroppo fermato prima di arrivare a Dongo”. Ricambio i saluti.
@ Fausto (5 luglio, ore 8:34/ 8:59 am)
Ne ero perfettamente al corrente, caro Fausto. Ma non finisce qui. C’è dell’altro. Ad esempio, al meeting di Bilderberg 2010 ha partecipato anche Damla Gürel, in qualità di inviata del Presidente turco Abdullah Gül. Ciò detto, vogliamo scommettere che, se il partito Akp perderà alle elezioni del 2011, la Turchia verrà ammessa quale membro dell’Ue (opinione pubblica europea volente o nolente)? Ma c’è molto altro ancora. Avremo occasione di commentarlo. Se ce lo permetteranno.
@ dice Silvio: “Con tutto il rispetto per il lavoro dei giudici, sarebbe temerario considerare le loro sentenze come fonte di verità rivelata ai fini della ricostruzione autentica della Storia”
e a me pare una verità incontrovertibile, la storia non viene fatta dalle sentenze dei giudici. Se capita che le sentenze possano rispecchiere la verità dei fatti, capita anche che questo non accada o non accada al 100%.
La storia è un processo sempre aperto e gli storici, quelli seri, evitano per quanto possibile di piegare al storia alla concezione politica personale. Quindi le fonti saranno essenziali, intese come documenti. Un giudizio emesso da un uomo, che immancabilmente subisce l’influenza del suo stesso pensiero e del suo tempo, non è storia, necessita per diventare esso stesso fonte di altre fonti che ne confermino la validità, senza dimenticare che il Giudice è solo un uomo , un pubblico impiegato, un burocrate ormai sempre più, le sue verità non bastano a fare la storia, sarà necessario il conforto di documenti ai quali aggiungere se possiile sempre nuovi documenti. Ne avremo spezzoni di verità, che potrà sempre essere implementata, mutando , chiarendo, precisando, negando…
Errata, Corrige.
DI PIETRO è stato mandato dagli ayatollah della finanza che vogliono dominare il mondo rendendolo loro immagine e somiglianza. E, per adesso, son d’accordo con Fausto,ci stanno riuscendo benissimo.
Mi permetta di corregerla, SILVIO, la giustizia non scrive la Storia ma una parte di essa, sì!
E non necessariamente in contrasto ad essa
Galilei accettò la condanna perchè il capo di imputazione era “eresia”.
E, storicamente, l’eresia ci sta tutta. La scienza di Galileo era in contrasto con la scienza divina.
E V. Maculano questo dimostrò. Galileo fu condannato e, siccome, era un grande, la accettò.
Poi sono il primo a dolermi che ciò sia avvenuto per mano di un regime teocratico al cui confronto l’Iran di Khamenei è una democrazia liberale.
La Storia questo dice.
Ora B. Craxi è stato condannato per mazzette, vil denaro.
La Storia non potrà non dirlo. E’ una parte della verità storica.
L’altra?
E’ stato mandato dagli ayatollah della finanza che vogliono dominare il mondo rendendolo loro immagine e somiglianza. E, per adesso, son d’accordo con Fausto,ci stanno riuscendo benissimo.
Ora il mondo che noi immaginiamo per noi, quale che esso sia, prevede la pratica delle mazzzette sottobanco?
Non è retorica, è una domanda reale.
Se resta senza risposta, non possiamo dare un giudizio storico perchè ogni giudizio, anche quello divino, si basa
è formulato su un’idea di società.
Poi, sul resto, quello che attiene al tema in discussione sono d’accordo.
Il web non va regolamentato, è una perdita di tempo e di risorse e, se lo si facesse, faremmo un ulteriore passo verso la fascistizzazione del paese.
Si possono sempre migliorare ma, a meno che non si pensi all’anarchia, le leggi che già ci sono bastano ed avanzano.
Poi, se vuole la mia idea sul “lavoro” dei 54 senatori del Pdl, le direi che devono pur giustificare il pane che mangiano.
La saluto
@SILVIO Scrive: July 4th, 2010 at 10:33 am
E noi siamo i complottisti?Non solo parole………
L’UNIONE EUROPEA MINACCIA UNA DITTATURA MILITARE
Di Heinz Dieterich
Jose Durao Barroso, ex Primo Ministro del Portogallo e attuale presidente della Commissione Europea ha messo in guardia i sindacati e i movimenti popolari in Europa che, se non accettano i pacchetti di austerità neoliberista possono essere installate dittature militari in Spagna, Grecia e Portogallo.
Barroso, è il direttore generale dell’esecutivo europeo, “Siamo sconvolti da una visione apocalittica del collasso delle democrazie in Europa a causa della sua situazione di debito”, afferma John Monks, segretario generale della Confederazione dei Sindacati Europei (ETUC). Il suo messaggio è stato tagliente: “se non si attuano pacchetti di misure di austerità, in questi paesi potrebbe scomparire la democrazia come la conosciamo oggi. Non vi è altra alternativa “.
La borghesia europea pone, in altre parole, un ultimatum al movimento operaio e popolare: pagate sommessamente i costi della crisi causato dal grande capitale, o ve lo facciamo pagare a vita con la via dello stivale militare. Nel linguaggio politico: se oppongono resistenza alla riduzione del tenore di vita passeremo dalla dittatura borghese passare la velata (democrazia rappresentativa) alla dittatura borghese aperta. BarbaraNoTav
saluti Fausto
@SILVIO Scrive: July 5th, 2010 at 8:12 am Mi associo siamo di fatto nel Medio Evo.Il web verra chiuso.Da molto tempo lo diciamo.Ma noi siamo dei visionari Silvio.Il limite del……
LA BANCAROTTA DELLA BP SARÀ PEGGIORE DEL FALLIMENTO DELLA LEHMAN BROTHERS. DI JIM SINCLAIR
http://www.oilprice.com
Cordialmente Fausto
Con tutto il rispetto per il lavoro dei giudici, sarebbe temerario considerare le loro sentenze come fonte di verità rivelata ai fini della ricostruzione autentica della Storia .
L’esempio più clamoroso (in tal senso) è dato dalla condanna di eresia pronunciata dall’inquisitore Vincenzo Maculano contro Galileo Galilei.
Parecchi altri esempi di cecità e/o strabismo giudiziari (con riabilitazione postuma dei “colpevoli”) potrebbero essere fatti a dimostrazione di quanto detto.
Ma non è questo l’argomento all’ordine del giorno.
L’attuale problema è un altro.
Mentre la scala delle priorità pone al primo posto la ricerca delle soluzioni condivise sul come reagire alla crisi economica in atto, la filiera del potere nazionale ed internazionale moltiplica azioni sincrone ed avvolgenti di restrizione degli spazi di libertà (di pensiero e di opinione) in internet, adducendo motivazioni più o meno “nobili”
Come han fatto recentemente 54 senatori del Pdl proponendo il ddl “Mano pesante contro chi istiga alla violenza utilizzando il Web”.
Il risultato sarà scontato: “ Ai veri violenti questo ddl (divenuto Legge dello Stato) farà un baffo, mentre per il cittadino perbene costituirà motivo di preoccupazione e di riduzione al silenzio”.
Ciò in quanto si è consapevoli che in Italia le leggi si applicano a discrezione interpretativa delle varie Corti di giustizia.
Termino, inviando i miei complimenti a Francesco_ P per il suo commento (5 luglio, ore 12:08 am)
#caputo giuseppe,
le bastano queste come fonti? O dobbbiamo richiedere copie autenticate ai casellari giudiziarii?
ROMA – Nell’ambito dei processi di Tangentopoli Bettino Craxi ha riportato due condanne definitive (Eni-Sai e Metropolitana Milanese) per un totale di dieci anni. Quattro processi (Enimont, Conto Protezione, All Iberian, Enel).
CONDANNE DEFINITIVE
Eni-Sai. Il 12 novembre 1996 la Cassazione ha confermato la sentenza d’Appello che aveva inflitto all’ex segretario socialista cinque anni e sei mesi di carcere.
Metropolitana Milanese. La seconda sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione, cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e quasi dieci miliardi di risarcimento alla MM pronunciata contro Craxi il 24 luglio 1998 dalla quarta sezione penale della Corte d’Appello di Milano. Il reato è di corruzione e illecito finanziamento dei partiti.
CONDANNE NON DEFINITIVE
Tangenti Enimont. Il processo è arrivato al secondo grado di giudizio. Il primo ottobre 1999 la prima sezione della corte d’Appello di Milano ha condannato l’ex presidente del Consiglio a tre anni e a una multa di 60 milioni. Craxi è accusato di aver ricevuto per il Psi undici miliardi di finanziamenti illeciti provenienti dalla maxitangente Enimont.
Conto Protezione. Il processo d’Appello è da rifare. Il 15 giugno 1999 la Cassazione ha deciso infatti l’annullamento con rinvio della sentenza di condanna a cinque anni e nove mesi, emessa il 7 giugno 1997 dai giudici della seconda corte d’appello di Milano. Le accuse erano di bancarotta fraudolenta e finaziamento illecito ai partiti per i sette milioni di dollari che nel 1981 finirono nelle casse del Psi, passando da quelle dell’Eni, attraverso il Banco Ambrosiano e il conto Protezione sulla banca svizzera Ubs.
Tangenti Enel. Anche questo processo è al primo grado di giudizio. L’ex segretario del Psi è stato condannato a cinque anni e 5 mesi il 22 gennaio 1999.
REATI PRESCRITTI
All Iberian. Craxi è stato condannato il 13 luglio 1998 dal tribunale di Milano a quattro anni di reclusione per finanziamento illecito ai partiti. Ma il 26 ottobre scorso la terza sezione della corte d’Appello di Milano ha dichiarato prescritto il reato. In questo processo la prescrizione ha riguardato anche Silvio Berlusconi, condannato in primo grado a due anni e quattro mesi e dieci miliardi di multa.
(La repubblica 19 gennaio 2000)
Cordialmente, la saluto
Il medioevo giudiziario prossimo venturo.
Provate ad immaginarvi come potrebbe esser questo tristissimo periodo in cui solo alcuni possono parlare, sparlare, calunniare, ordire trame, mentre tutti gli altri non possono nemmeno fiatare. Lasciateli fare e quel giorno arriverà in men che non si dica.
Pochi giorni fa si discuteva dei provvedimenti presi dal Senato USA per preservare la rete dagli attacchi informatici. Invece la minaccia vera arrivs da altre parti!
Saluti vivissimi
Pardon, un solidale saluto a tutti i servi della gleba!
Chomsky5: le fonti caro chomsky!
Craxi non parlò di mazzette ma del sistema di finanziamento della politica, tutta.Compreso anche i finaziamenti dall’estero.
Probabilmente i nostri figli o i nipoti tra qualche decennio apprenderanno la verità su tangentopoli: atto di giustizia o tentativo di golpe.
Ma, per rimanere al tema postato, al fine di salvaguardare la democrazia, occorre impedire ai magistrati di ricorrere alla loro giustizia.
Quale occasione migliore per far intervenire il popolo?
#caputo giuseppe,
Craxi accusò se stesso e l’intero arco dei partiti di aver preso mazzette.
Quindi?
Anche se stesso.
Perciò il teorema di S. Craxi cade.
In questo contesto, questo mi interessava. Punto
La saluto
Esilarante chomsky5 quando commenta la dichiarazione del
“esule di Hammamet”.Cosa voleva dire? L’appunto che si può muovere allo statista è di non aver capito che ormai parlava ad un’aula sorda e cieca nonchè pavida.Bell’esempio di democrazia aver abdicato il potere di rappresentanza ad un gruppo di impiegati costituitosi potere.
Sono passato su “il legno storto”.
Penavo di trovare sconcerto e costernazione.
Invece?
Attaché à la une, in prima pagina, c’è un articolo di P.Mancini.
Che se la tira con i magistrato o, almeno, con i magistrati querelanti?
No, ce l’ha con un giornalista.
Il solito M. Travaglio che, in questi giorni, da parte perfino della corazzata Corsera e del vicedirettore, ex comunista, E. Macaluso di attacchi ne sta ricevendo tanti.
Beh, dico; un pò di coerenza.
Avete richiesto al net solidarità per l’attacco dei “profesionisti della querela”, e, in contemporanea, che fate?
Attaccate un giornalista?
Quale ne è l’occasione?
Un attacco ai giudici da parte di M. Travaglio.
E voi perchè siete sotto pressione?
Non è a causa di magistrati che vi hanno querelato?
Io non lo frequento, quando voglio ridere, vado su Topolino on line.
Per chiudere, aggiungo che quanto ho scritto può anche essere il resoconto di un incubo.
Con i tempi che corrono, non si sa mai.
saluti
Toccare la casta si muore. Una volta erano sui fili della corrente ora sono personali. Ricapitoliamo, un certo politico da dei ladri a tutti e principalmente a B. In questo caso la casta non batte ciglio, li considera come dibattito politico. Mentre se si tocca loro diventa una offesa da punire. Gli italiani saranno così ungenui? spero di no. Sono andato in quel sito, ne ho visti di peggio. Se non ricorso male l’Unità offese B. e la querela gli sarebbe costata la chiusura del giornale, che fine ha fatto? Insabbiata? Complimenti alla casta, grande segno di democrazia e corretto svolgmento del compito. Un saluto.
Signor Marco Beltrame,
diciamo le stesse cose.A meno che lei non intenda altro che, dalle sue parole non mi è chiaro, la normativa attuale non va bene, bisogna cambiarla.
La mia proposta è applicare, qui che si può, la legge del taglione.
Se un giornalista è condannato, il risarcimento non può che essere un articolo di rettifica. Che abbia, però, lo stesso impatto mediatico della, chiamiamola, svista.
Se, per esempio, un quotidiano apre con: “Golpe mediatico giudiziario…” e la cosa finisce, senza che il/la giornalista ne chieda ragione, dopo l’eventuale condanna, stessa collocazione, stesso numero di righe, varie ed eventuali, “V. Feltri consiglia agli amici di stare vicino a S. Craxi come si fa con quelli che delirano”.
Per me, sarebbe un risarcimento più oneroso di quello pecuniario.
Per scontare l’eventuale pena, non ci dovrebbero essere difficoltà.
Anzi, il direttore si sentirebbe più giovane; ritornerebbe ai tempi in cui, con tanti altri giornalisti e politici, proponeva “Arrestateli tutti”.
D’altronde, implicitamente, non era anche questa la richiesta implicita nella memorabile filippica dell’esule di Hammamet in pieno Parlamento?
Con “…..alzi la mano chi” cosa intendeva? Chi deve andare in bagno?
Per non portarla per le lunghe, si cerchi di fare in modo che il premier desista dai suoi progetti di inasprimento delle pene pecuniarie (e non solo) per imboccare la via opposta.
Risarcimento mediatico commisurato al reato. Che altro?
Penso che, su questa base, ci si possa trovare d’accordo tutti.
saluti
……ecco un ulteriore motivo perchè i titoli accademici andrebbero ridimensionati nel loro valore: il titolo di Dr. nella maggior parte dei paesi occidentali e non , viene dato solo ai medici, il titolo di Prof, viene attribuito quasi ai cattedrattici universitari, e non , come in Italia anche ad un insegnante di scuola media inferiore , fattori questi che, generano spesso la commedia degli equivoci.Con questo voglio sottolineare che i personaggi querelanti di cui al presente post, sembrano essersi comportati in stile tipicamente italiano del “lei non sa chi sono io” e rammento loro che almeno una volta al giorno, come noi tanti comuni mortali (anche senza Dr.), anche loro si siedono sul “trono”(dove tutti siamo uguali, ) insieme alla pletora di Dr. e Dottorini dalle lauree inquietanti……che anche da imberbi inesperti hanno , nel caso specifico, un potere assolutamente sproporzionato alle loro capacità, solo per avere vinto un concorso pubblico.Ora che si mette mano per ridimensionare il loro spesso abusato potere ……..sparano senza ritegno.
Grazie a tutti, come sempre. Un punto sia chiaro: l’articolo di Zingales era sopra le righe, un conto è gridare genericamente al golpe giudiziario-mediatico (vedi la dichirazione di Stefania Craxi), un altro è circostanziare con nomi e cognomi. Però resta un articolo in sè poco originale, che riflette opinioni condivisibili o no, ma note da tempo e sulla quale il mondo politico si è diviso. Quel che mi colpisce è la sproporzione della reazione: era necessario querelare un sito piccolo? Davigo, peraltro, se non erro, è citato solo una volta di sfuggita. Mi ha sempre dato l’impressione di un magistrato serio, forte, il più autorevole tra quelli di Mani Pulite, e dunque la sua reazione mi ha stupito. Non bastava una richiesta di rettifica o di scuse ufficiali?
Anche la reazione Palamina mi è sembrata sproporzionata. Si è sentito davvero minacciato? Sono perplesso, molto perplesso…
Se si diffonde la paura delle querele, Internet verrà ridotto ben presto al silenzio. Per questo la battaglia de il Legno Storto è, a mio parere, giusta.
Le vicende di “Mani Pulite” illustrate da Vittorio Zingales in quel suo articolo del 21 giugno 2009, altro non sono che pura e semplice cronistoria; vicende conosciute e acclarate.
A una domanda di Lucia Esposito (“Libero”, 14 luglio 2007) su Gerardo D’Ambrosio, Stefania Craxi così risponde:
“Gerardo D’Ambrosio è stato al servizio di un golpe mediatico-giudiziario che ha sconvolto il panorama politico del Paese, ha devastato la mia famiglia e migliaia di altre famiglie, ha distrutto cinque partiti politici che hanno fatto grande l’Italia. Per questo servizio sporco al pool di Milano è stata pagata una mercede in virtù della quale il capo di quel pool, D’Ambrosio, adesso siede al Senato della Repubblica e Antonio Di Pietro, di questa Repubblica è uno dei ministri (…) E’ evidente che la magistratura vuole potere sul Parlamento, sulla classe politica”.
E’ una storia ormai conosciuta, che nessuna querela potrà mai nascondere.
Caro signor roberto, lei da’ un po’ troppa importanza alla mia persona, forse si sente colpito sul vivo? Per quanto mi riguarda lei e’ un troll, puro e semplice. Di certo per le sue quattro parole su Internet non la querelei, visto che dimostra notevoli difficolta’ ad accettare opinioni diverse dalla sua.
Sig. Chomsky, la querela non e’ la risposta ad un fatto certo, ma solo una risposta a qualcosa che il querelante ritiene offensivo per la sua persona. E’ poi il giudice a decidere al riguardo. Molto spesso pero’ viene usata come deterrente, visto che i querelati non possono/vogliono sostenere i tempi elefantiaci e i costi della nostra giustizia. Mi lamento perche’ la giustizia non e’ veloce con tutti, ma solo con taluni. Se io querelassi lei, per fare un esempio assurdo, tra 4-5 anni saremmo ancora qui a discuterne senza aver finito. Invece scommetto che in questi casi nel giro di un anno sara’ chiuso tutto. Malafede? Puo’ darsi. Ma e’ capitato fin troppo spesso di vedere i “paladini della liberta’” (o presunti tali) comportarsi nel modo opposto.
Gentilissimo Signor Marco Beltrame,
mi scusi, ma l’abuso di cosa? Una querela, che io sappia, è una risposta ad un fatto certo, preciso, e circostanziato. Tot fatti, tot querele. Se c’è un abuso di querele, non può che esserci un abuso di diffamazioni.
Presunte o reali, in partenza, non può che esserci il giudizio del querelante. Poi il pm verifica se quei fatti sono reali o frutto di vaneggiamenti tesi ad intimidire. Nel secondo caso, archivia; nel primo caso, procede.
E la decisione di procedere o archiviare, non spetta a lui ma al GIP. Che io sappia. Prima di arrivare in aula, entra in scena il GUP……
Non conosco il caso specifico nei particolari; non so neanche se si è solo in ambito civile o anche penale; non mi va di approfondirlo.
In questo rimpiango i vecchi tempi quando la giustizia faceva la giustizia e la politica faceva la politica. In questo mi ritengo weberiano, divisione dei compiti e del lavoro. Checché se ne dica, i magistrati non sono delinquenti. A mio giudizio, e come verificato nei fatti, spesso, sono proprio i delinquenti a definire tali i magistrati. E’ un fatto fisiologico. Istinto di difesa o conservazione.
Consiglierei a tanti giornalisti, per il loro bene, di smetterla di fare gli sparasentenze. In questo gruppo, non le sembrerà strano, ma io non ci metto anche M.Travaglio che alcuni definiscono giornalista da “mattinale delle procure” ed è soltanto un giornalista che si limita ad informare. Quando esprime opinioni le supporta con dati di fatto. Secondo me.
Poi, scusi, perchè si lamenta che il corso della giustizia sarà breve?
Io auguro a “il legno storto” che i tempi siano brevissimi così si tolgono il pensiero.
Anche lei è giornalista? Le offese che riceve sono pubbliche o private? Sul suo blog o per e mail? Nel secondo caso, secondo me, fa bene a cestinarle. Nel primo, è diverso. Non può accettare offese pubbliche che non corrispondano a fatti reali, ne va della sua credibiltà che, per un giornalista, è una dote essenziale.
Così come per i magistrati.
La saluto
Ho scritto tantissimo per questo giornale. Mi dispiace da morire. Ho letto gli articoli, sono duri, di critica, ma a mio parere sarebbe bastata una richiesta di rettifica (ove ce ne fosse stato bisogno). Mah…
Marco Beltrame Scrive: July 4th, 2010 at 12:24 pm
…
Io peraltro ricevo una discreta quantita’ di insulti, polemiche ecc. dirette alla mia persona ogni giorno di lavoro. Di certo non mi passa per la testa l’idea di querelare…
————————-
Salve Beltrame M:
lei (o era “L”?… nel qual caso mi scuso) deve avere una memoria un po’ selettiva… infatti lei non querela, chiede semplicemente al gestore del blog di bloccare i messaggi di quelli che dicono cose che non le vanno bene.
Saluti, e attento al trave.
Roberto
@Fabio Forno
Di esempi di magistrati che condannano altri magistrati ce ne sono tanti.
L. Palamara sovente ne fa menzione però, in televisione sopratutto, che è il mass media per eccellenza, una citazione e via! Se dovessi portarti gli elenchi dei magistrati condannati, dovrei fare una ricerca che, sinceramente, non mi sento di fare.
De Magistris, Metta.
Sono due esempi, i più recentemente attenzionati dalla stampa che io ricordi.
Del primo, certa stampa dice: è giusto; del secondo, è ingiusto.
E tuttavia rimangono due esempi che dimostrano che non basta essere magistrati per non essere condannati.
Da quello che vedo, gran parte degli italiani si son fatti l’idea che questo paese è in mano a poteri oscuri, forti, deviati, diabolici.
Fra di essi, in particolare, c’è “una piccola parte della magistratura” che perseguita l’attuale premier. Che, per parte sua, invece di denunciare come fa da quel dì, se è il governo del fare, dovrebbe passare dalle parole ai fatti.
Cioè? Presenti delle denunzie, come pure ha fatto ampiamente in passato, individui gli appartenenti a questa P2 giudiziaria e, almeno, capiremmo qlcs.
Per esempio, secondo me, SB avrebbe dovuto denunciare Mesiano. Ma con quali argomenti? Che fuma e veste strano? Perchè si sa che chi lo fa strano, è strano e non c’è da mettersi in simili mani?
Criteri simili, al limite, come si è discusso nel post precedente, possono valere in politica.
E tuttavia abbiamo che si può affidare il governo del paese a chi vanta una ventina di procedimenti giudiziari supportati da ben altri argomenti di sigarette e redingote.
Ma la maggioranza del paese lo ha votato.
E che vuol dire?
Che gli elettori hanno una conoscenza dei fatti più ampia ed estesa di “quella piccola parte della magistratura”?
Politicizzata?
E che vuol dire? Che li manda il KgB o il Britannia?
Del pool che, per la prima volta si occupò del cav., anche da dossiers raccolti, risulta che Borrelli era/è, più o meno, socialista; Colombo, un lib lab; Di Pietro un democristiano; Davigo addirittura missino? Di Greco non si sa niente; Di Ielo men che meno; di Bocassini che era rossa. Di capelli.
G. Lehner ci scrisse un pamphlet: “Attentato agli organi etc etc..”
Adesso è parlamentare PdL. Se non si fida neanche della “stragrande maggioranza di giudici onesti e capaci” quand’è che va all’ONU per denunziare il putsch dell’avviso di garanzia che era l’arma segreta, dei golpisti milanesi?
Tornando al tema, tu dici che un tribunale di magistrati non può giudicare, per palese “conflitto di interessi”, altri magistrati.
E quali sono questi interessi mafiosi se non le sentenze ed i giudizi di merito sulla base delle leggi vigenti? Che lasciano posto ad interpretazioni, è vero. Ma quanto ampi sono questi margini?
Ed è sicuro che vengono giocati sempre in favore dei colleghi magistrati?
A Palermo, la fresca sentenza su Dell’Utri non ha corrisposto alle richieste dei pm. Si scatenerà una lotta fra corleonesi e corleonesi di rito catanese?
Nei tribunali chi vogliamo metterci? G. Lehner? O addirittura Mr. “ghe pensi mi”?
O, come propone Rodolfo de Trent, li vogliamo eleggere?
Spesso i politici che hanno a che fare con la giustizia ricordano che, in fondo, un magistrato è solo uno che ha una laurea ed ha vinto un concorso.
Ti va bene un Trota, capo del CSM?
In fondo, di meriti, chi più di lui?
Ti saluto
Gentile Sig. Chomsky, vede, la questione non e’ che non si debba tutelare o meno da offese o similari, quanto all’abuso della querela da parte di una certa ristretta cerchia di persone. Se io querelassi lei, ad esempio, ci vorrebbero anni ed anni. Mentre invece, in questi casi, i tempi sono straordinariamente brevi. E non e’ la prima volta che simili personaggi querelano a destra e sinistra…
Io peraltro ricevo una discreta quantita’ di insulti, polemiche ecc. dirette alla mia persona ogni giorno di lavoro. Di certo non mi passa per la testa l’idea di querelare…
Mi è pervenuta (da un conoscente) una mail di protesta per il link di cui al precedente post, considerato non veritiero rispetto al tema proposto.
Domando scusa ma non è colpa mia se dailymail ha cambiato le carte in tavola dal 15 giugno ad oggi.
Il titolo dell’articolo è “Nightmare vision for Europe as EU chief warns ‘democracy could disappear’ in Greece, Spain and Portugal”, mentre il link aggiornato è
http://www.dailymail.co.uk/news/worldnews/article-1286480/EU-chief-warns-democracy-disappear-Greece-Spain-Portugal.html#ixzz0shzhNMGa
Ultima raccomandazione: “Attivare il traduttore automatico Google, ove lo si ritenga necessario”.
Mala tempora currunt. O, parafrasando Mao, «Grande è la confusione sotto il loro cielo, quindi tutto procede nel migliore dei modi».
C’è chi ci vuole liberi di pensare e di criticare ma per il resto (pancia compresa) «Ognuno per sé e Dio per tutti ».
C’è invece chi ci vuole proni al pensiero unico «Uno per tutti e tutti per uno ma Dio non c’entra. L’abbiamo sostituito noi ».
C’è infine chi ci vuole proni all’altro pensiero unico «Uno per tutti e tutti per uno in nome di Dio, che vede e provvede».
In tutto questo bailamme, non è facile raccapezzarsi . Sull’home page de’ “Il legno storto” troneggia la metafora di Kant «Da un legno storto come quello di cui è fatto l’uomo, non si può costruire nulla di perfettamente diritto».
Verrebbe la voglia di metterla in pratica , scegliendo di stare seduti “on the fence” con atavica rassegnazione. Ma non sarebbe giusto.
Meglio schierarsi. In difesa della libertà di pensiero e di opinione. Per quel che servirà e se servirà.
Perché ho l’impressione che le libertà individuali potrebbero essere sacrificate in nome del superiore “bene collettivo”.
Ho tratto tale impressione da una recente dichiarazione del presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso, pubblicata (e mai smentita) dal sito
http://www.dailymail.co.uk/news/worldnews/article-1286480/EU-chief-warns-democracy-disappear-Greece-Spain-Por
Chi vivrà, vedrà.
Marco Beltrame Scrive: July 4th, 2010 a
“Quanto al DDl, per quanto mi riguarda ritengo le punizioni nei confronti dei giornalisti un po’ eccessive, ma non e’ andando in piazza e strepitando come pazzi che si risolvono i problemi.
Inoltre, sig. Chomsky: non usi il “voi” o il “noi”. Ogni persona rappresenta solo se’ stessa, particolarmente in questo blog.”
Lei, di sicuro, ha letto di fretta lo scambio fra me e M.Foa.
La fretta ha imbrogliato le carte anche a me e, da ciò, è nato l’equivoco. Ampiamente chiarito e di ciò non ho bisogno di ricevere conferma dal titolare del blog che non vorrei annoiare con ulteriori espressioni di stima da parte mia.
Qualche mese fa, mi sono iscritto alla community de il Giornale per trovare occasioni di confronto.
La home page ne offre a josa ma mi è risultata poco funzionale. Dici la tua; devi aspettare il refresh per, poi, accorgerti che, magari, hai sprecato tempo. Poco agibile.
Per farla breve, qui tutto avviene in tempo reale; non so se ha avuto modo di leggere di scambi duri, giocati da opposti versanti e, però, racchiusi nei limiti della lealtà e del rispetto reciproco. A questo proposito, mi lasci mandare un saluto a Dante. Che, per un pò, ci ha lasciati, ma che ritornerà.
Non ha bisogno di ricordarmi che ognuno rappresenta a malapena sè stesso. Per farlo, però, ha bisogno di richiamarsi ad aree di riferimento culturale.
Sbagliando, avevo iscritto Foa a “il legno storto”.
Ripeto sono arcicontento che così non sia perchè, mettiamo caso l’affaire non si risolva altrimenti, a lui personalmente, che pregiudizio vuole che gliene venga?
Venendo al tema dei “querelanti di professione”, da quello che ho letto(l’articolo di Zingales), a mio avviso, la denuncia c’è tutta.
Cosa farebbe lei se io, senza spiegare perchè, senza nessuna giustificazione fattuale, le dessi del ladro e del farabutto? O, peggio ancora, del serial killer a mezzo provvedimenti giudiziarii come era solito fare V. Sgarbi nei confronti della famigerata procura di Milano ed, in particolare, la cricca di mani pulite?
Ricorda Sgarbi quotidiani? Con “il legno storto”, suppergiù siamo là. Sempre secondo me.
Sul ddl, in linea di massima, ognuno di noi, intendendo per noi i singoli partecipanti al blog, è d’accordo. Poco, molto, il ddl non va.
Quali sono, secondo lei, gli strumenti per far recedere
il governo? Il premier è più determinato che mai. Non dico che si fa ma cosa si suggerisce di fare a chi è direttamente toccato dalle misure previste?
Sperando di essermi spiegato in modo chiaro, la saluto.
EGR. DOTT. FOA,
PURTROPPO, L’ITALIA E’ UN PAESE DOVE LA “CASTA” DEI MAGISTRATI E, PARTICOLARMENTE, QUELLA PARTE ASSAI RILEVANTE CHE, SFORTUNATAMENTE PER GLI ITALIANI STESSI, SI E’ MESSA IN TESTA DI CONQUISTARE IL POTERE, STA FACENDO DI TUTTO PER RAGGIUNGERE QUESTO OBIETTIVO — COSTI QUEL CHE COSTI.
HANNO DICHIARATO GUERRA, DA QUANDO E’ SCESO IN POLITICA, ALL’ATTUALE PREMIER E SPESO SOLDI DEI CONTRIBUENTI PER TUTTI I PROCESSI CONTRO DI LUI(FINITI POI IN …… BOLLE DI SAPONE) MA PROSEGUONO IMPERTERRITI NEL LORO ODIO E PERSECUZIONE VERSO UNA PERSONA CHE HA FATTO SI’ CHE GLI ITALIANI STESSERO MEGLIO DI PRIMA, AVESSERO UNA MIGLIORE CONSIDERAZIONE INTERNAZIONALE E, SOPRATTUTTO, NON FINISSERO IN BRACCIO AI COMUNISTI RISCHIANDO DI RITROVARSI COME I PAESI DELL’EST EUROPEO CHE TALE TRAGEDIA HANNO VISSUTO PER PARECCHI ANNI.
QUEST’ULTIMO FATTO, I GIUDICI NON LO HANNO MAI PERDONATO AL PREMIER E PER TALE RAGIONE TALE PERSECUZIONE CONTINUA…………. .
CONSEGUENZA PRIMA: CHI IN ITALIA CREDE PIU’ IN UNA GIUSTIZIA EQUA ????????? LE POCHE MOSCHE BIANCHE ……. SE ESISTONO ???????!!!!!!!!!!
IL MINISTRO ALFANO STA CERCANDO DI CONTRASTARE QUESTE TOGHE ROSSE MA, PURTROPPO, NON SI TRATTA DI UNA ARMATA “BRANCALEONE” BENSI’ DI PERSONE ISTRUITE CHE MOSTRANO UNA CAPACITA’ DI AGGREGAZIONE DEGNA DELLA MIGLIORE SCUOLA SOVIETICA …. PARTITO COMUNISTA DOCET …..!!!!!!
IL CITTADINO NORMALE (E PERBENE) NON CONTA PIU’ NULLA O QUASI E, SOPRATTUTTO, SI SENTE DI ESSERE SOGGETTO AGLI UMORI DI QUESTE PERSONE CHE ASSAI SPESSO GIUDICANO SOLO IN BASE ALLE LORO “SINISTRE” CONVINZIONI POLITICHE E NON IN BASE AD UNA LEGGE EQUA IN GRADO DI FORNIRE DELLE GARANZIE AI CITTADINI.
IL CASO DELLA TESTATA “IL LEGNO STORTO” NE COSTITUISCE UNA LAMPANTE DIMOSTRAZIONE !!!!!!!!!!
INOLTRE, AI CLANDESTINI, AGLI IMMIGRATI, ALLE MINORANZE ETNICHE, AGLI ZINGARI Etc. …….. SONO GARANTITI TUTTI I DIRITTI, ASSAI SPESSO ANCHE QUELLI NON GIUSTI, E NON SI TRATTA DI UN CASO FORTUITO BENSI’ DEL RISULTATO DI UNA LOGICA DETTATA DAI COMUNISTI CHE VEDONO IN QUESTE ULTIME PERSONE L’UNICO SERBATOIO A LORO RIMASTO NEL QUALE ESSI CALCOLANO DI ATTINGERE I LORO VOTI IN FUTURO.
I COMUNISTI, CHE OGGI SI SONO AUTODEFINITI “PARTITO DEMOCRATICO” ……. (MI VIENE PROPRIO DA RIDERE …….) SANNO BENISSIMO CHE GLI ITALIANI NON LI VOTERANNO PIU’ E, SOLO PER MANTENERSI LE LORO BEN RETRIBUITE POLTRONE, DICONO DI APPOGGIARE QUESTE MINORANZE ETNICHE PER MOTIVI UMANITARI NON BEN DEFINITI …….. .
FORSE, SONO STATE ANCHE DETTATE DA TALI MOTIVI UMANITARI LE MANIFESTAZIONI DI GENOVA PER QUEL VECCHIO G8 ED LE CONSEGUENTI DEVASTAZIONI PROCURATE A QUESTA BELLA CITTA’ ED TUTTE LE ALTRE CHE HANNO SEGUITO IN VARIE ALTRE CITTA’ DEL MONDO DA PARTE DEI DA LORO FORAGGIATI “BLACK BLOKS” !!!!!!!!!!
MA A CHI CREDONO DI DARLA A BERE QUESTI IMBROGLIONI SENZA IDEALI E MOSSI SOLAMENTE DA SETE DI POTERE, COMUNQUE VENGA !!!!!!!!!!!!!!
IO PENSO E SONO CONVINTO CHE IL COMUNISMO POSSA ESSERE DEFINITO “IL MALE ASSOLUTO” CHE DAL SECOLO SCORSO AFFLIGGE IL MONDO ED ANDRA’ ELIMINATO COME UN VELENO LETALE — HITLER E’ DEFINITO GIUSTAMENTE UNO DEI PEGGIORI CRIMINALI AVUTI NEL MONDO, PER I MILIONI DI EBREI E DI ALTRE PERSONE DA LUI ELIMINATE; PECCATO CHE, INVARIABILMENTE, CI SI DIMENTICHI I MORTI CAUSATI O MEGLIO ELIMINATI, DAI VARI STALIN, MAO AND COMPANY CHE SONO STATI ALMENO DI VENTI VOLTE SUPERIORI, SE NON DI PIU’ !!!!!!!
DI QUESTE TRAGEDIE SE NE PARLA POCO O NIENTE PERCHE’ IL CANCRO COMUNISTA E’ STATO BEN ABILMENTE INFILTRATO IN SCRITTORI E GIORNALISTI ASSERVITI ALLA LORO PERVERSA DOTTRINA !!!!!!!!!!!! E SI SA, L’ASINO VA “SEMPRE” LEGATO DOVE VUOLE IL …… PADRONE !!!!!!!!
SI PARLA DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA ITALIANA DA TEMPO, MA IO SONO CONVINTO CHE SARA’ UNA BATTAGLIA DURISSIMA PERCHE’ IL CONTRASTO E CAMBIAMENTO DI QUESTO VERO “MOSTRO” GIUDIZIARIO, CREATO PERALTRO DA QUELLA MAGISTRATURA ROSSA, POTRA’ ESSERE, AUGURIAMOCELO, ABBATTUTO UN GIORNO MA, SARA’ ASSAI DIFFICILE E CERTAMENTE FRUTTO DI UNA LUNGA BATTAGLIA.
VIVENDO IN UN PAESE ESTERO “PERBENE OLTRECHE’ GIUSTO” NEL QUALE SI PUO’ ANCORA AVERE FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI, MI RENDO CONTO DI QUALE DIFFERENZA VI SIA CON L’ITALIA E QUESTO MI FA COMMISERARE CHI IN QUESTO PAESE, DOVE PERALTRO SONO NATO, STIA OGGI CONTINUANDO A VIVERE.
OGNI VOLTA CHE PENSO A QUESTO, SONO PERVASO DA UNA GRANDE TRISTEZZA.
GRAZIE PER L’OSPITALITA’.
G.F.A.
I poteri della oligarchia italiana, Politica – Giustizia – Informazione – Religione, si stanno sempre più scontrando mettendo a nudo molte delle loro criticità e incongruità.
Della 4 entità la più debole, perché la più logora e inquinata, è la politica, ormai sotto attacco continuo.
La più ingiusta, è la Giustizia, perché autoreferenziale, autogiudicante e “ omissis, pro bono mio”!
L’informazione troppo partigiana e protesa al meretricio informativo.
La Religione, omissis per non ferire sensibilità già troppo sfruttate .
Nel merito: ritengo giusto che un magistrato, essendo soprattutto un uomo e un cittadino, oltre che uno stipendiato dello Stato possa, qualora creda di aver subito un torto, poter ricorrere alla “Giustizia”.
La stortura, enorme, è che a giudicare non può essere un membro della sua famiglia, ma, per forza di cose, deve essere un potere contrapposto: il popolo!
Qualora risultasse poi infondata l’accusa rivolta al querelato, il querelante, essendo di mestiere garante della Giustizia, dovrebbe essere sollevato dalla carica per conclamata incompetenza!
La querela non mi stupisce, dato che i personaggi citati non sono nuovi a querelare a destra e sinistra quando compaiono articoli non graditi (alla faccia della liberta’ di opinione da loro tanto strombazzata…).
Quanto al DDl, per quanto mi riguarda ritengo le punizioni nei confronti dei giornalisti un po’ eccessive, ma non e’ andando in piazza e strepitando come pazzi che si risolvono i problemi.
Inoltre, sig. Chomsky: non usi il “voi” o il “noi”. Ogni persona rappresenta solo se’ stessa, particolarmente in questo blog.
[...] Il Blog di Marcello Foa » Blog Archive » "Il Legno Storto" ucciso dalle querele? Io non … blog.ilgiornale.it/foa/2010/07/03/il-legno-storto-ucciso-dalle-querele-io-protesto/ – view page – cached Blogger de ilGiornale.it, un filo diretto con i giornalisti del quotidiano online per parlare e confrontarsi su Chiesa, Estero, Notizie quotidiane, Economia, Spettacolo, Golf Tweets about this link [...]
Fedenrico ha pienamente ragione quando parla degli “intoccabili”.
I signori che querelano Il legno storto per farlo tacere sono gli stessi che scendono in piazza contro uno dei primi provvedimenti veramente liberali presi dal Governo Berlusconi, il DDL intercettazioni.
Il disegno di legge, infatti, difende i cittadini dalle cosiddette intercettazioni a strascico (cose da Iran, mica da democrazia) e pone dei limiti alla possibilità di montare campagne scandalistiche basate su scampoli d’informazione accuratamente fatti uscire dalle Procure.
Non riesco a capacitarmi come molti commentatori, anche preparati ed attenti osservatori, non abbiano compreso che il montare di calunnie e campagne scandalistiche, spesso basate sul nulla o sull’equivoco, siano il SEME DELLA DITTATURA. Peraltro l’arma della querela, lo sappiamo fin dai tempi di D’Aleme-Forattini, se ben usata nel verso giusto permette di cancellare la libertà di pensiero, di critica e d’informazione.
Il pericolo viene proprio dalla casta degli intoccabili: quelli che vogliono dirigere il gioco mediatico, annullando ogni dissenso e generando campagne per colpire gli avversari o solo chi non aderisce al sistema.
Il DDL intercettazioni non toglie nulla alla libertà di stampa. Impedisce che la stampa diventi lo strumento di lotte di potere attraverso campagne non basate sui fatti, bensì su illazioni e frasi enucleate dal contesto. Ma quella che deve essere difesa è la libertà di opinione e di parola, non la possibilità solo per alcuni di organizzare campagne calunniatorie per aizzare contro il nemico politico di turno con fini tutt’altro che puri.
Saluti
P.S. Invito tutti a riflettere ed a cercare la verità a prescindere dall’opinione comune o quella che ci si vuole imporre come opinione comune. Molte cose cambieranno aspetto. Ci si accorge che prima si guardava attraverso un vetro curvo e smerigliato che non permetteva di intuire la reale forma degli oggetti.
Caro M. Foa, ero di fretta e la breve nota che ho letto non mi ha chiarito la faccenda. Che, credo, sarà lunga da chiarire.
Ho cominciato a leggere un articolo di Zingales e mi sono messo le mani nei capelli. A parer mio, ci sono gli estremi per configurare il reato di propalazione di notizie false e tendenziose.
Quando mai c’è stata una rivoluzione giudiziaria in questo paese?
Possiamo ritenere che Di Pietro abbia avuto ordini dallo yacht Britannia di mettere in carcere Craxi. Ma che sia espressa sotto forma di opinione.
Ribadisco, per me, il reato d’opinione dev’essere abolito.
Ma non la diffamazione a mezzo stampa.
Nel pezzo di Zingales non c’era niente da rettificare, a parer mia, era meglio non fosse stato pubblicato.
E non perchè sono illiberale, ma perchè, con le normi vigenti, il reato di diffamazione a mezzo stamapa, esiste.
Se lo si vuol cancellare, il far west mediatico non farà che aumentare.
Marco Travaglio, di scuola montanelliana come lei, ed il cui sito frequento, è stato condannato perchè di F. Confalonieri aveva scritto: “Non so come, la mattina, guardandosi allo specchio, resista alla voglia di sputarsi in faccia”
” Io non so” è chiaramente un’opnione.
“C’è stata una rivoluzione: è un fatto oggettivo.
Poi, mi auguro, che la cosa si risolva. A maggior ragione se i gestori di un sito sono dei ragazzi squattrinati.
Però, ‘sta storia di dire che Di Pietro(quando poi era De Pascale) è responsabile della morte di Cagliari, come per anni ha fatto Sgarbi è bene che finisca.
Sono contento di essermi sbagliato riguardo la sua relazione con il sito. Il che non fa che confermarmi nella stima che già le ho manifestato proprio in ragione della sua liberalità ed onestà.
Aspettando lo sviluppo del dibattito, la saluto
La vicenda c’entra poco con il decreto intercettazioni (ma anche su questo dirò una parola). Si tratta di una reazione eccessiva, indispettita e rancorosa nei confronti di coloro che hanno espresso opinioni non gradite.
Considerare semplici querelanti e presunti parti offese dei magistrati è tecnicamente corretto, ma altrettanto ipocrita.
Si tratta di atti intimidatori e vendicativi, posti in essere da alti funzionari dello Stato, forse più attenti alla propria immagine che alle loro funzioni.
Tale visibilità e la conseguente necessità di difenderla è di per sé una grave anomalia. Anomalia alla quale siamo ormai avezzi; almeno dalla copertina di un noto settimanale che ritraeva Borrelli a cavallo. Foto che è la sintesi della considerazione che di sé stessi hanno molti magistrati.
Curioso che alcuni giornalisti e non, quando scrivono dei loro odiati bersagli, possano impunemente appellare le vittime dei loro strali con epiteti di ogni tipo. Dal “banana” a “testa d’asfalto”, ecc. Quando salgono sul pulpito rappresentano la bocca della verità, in tribunale si difendono invece appellandosi al diritto di satira.
Molti di quelli che sono andati in piazza contro il ddl intercettazioni, in tempi non troppo lontani, combattevano contro lo Stato di Polizia. Oggi il loro slogan è: “intercettateci tutti”.
Patetici.
Ho letto i tre articoli e la lettera de “Il Legno Storto”.
La notizia non mi ha “shockato” perché so in quale Paese vivo.
La vicenda dimostra ciò che molti già sanno, ossia che la nostra democrazia è puramente formale.
Il Potere reale è negli “Intoccabili”.
Non mi sembra equo che gli operatori di giustizia possano ricorrere alla giustizia; “cane non morde cane”
Con l’arretrato di lavoro che hanno e lamentano, perdono tempo su questioni risibili.
Mancino dove sei?
Stiamo sempre a leccarci le ferite incapaci di procurarne.
Dobbiamo reclamare il CSP – consiglio superiore del popolo – che detta così sembra una cosa comunista mentre invece dovrebbe monitorare il lavoro dei magistrati che esercitano la giustizia in nome del popolo.
Chomsky5: il primo problema è che quando un magistrato querela per diffamazione, poi si viene giudicati da altri magistrati su questioni che devono essere interpretate. Ti lascio immaginare con che stato d’animo, da querelato, uno possa andare in tribunale e sperare in un giudizio equilibrato.
Ma la cosa peggiore è che il decreto sulle intercettazioni non può essere tirato in ballo per questo problema. Anch’io come Foa penso che introduca pericolose limitazioni per la stampa, perché per me una notizia una volta che esiste va data. Il problema semmai è garantire i diritti fondamentali (compresa la libertà di espressione, spesso minacciata da querele troppo facili) come spiega benissimo Ostellino in questo articolo: http://www.corriere.it/editoriali/10_giugno_29/editoriale-ostellino-liberta-scomode_f275c2fc-833c-11df-aec8-00144f02aabe.shtml
Grazie.
Grazie, caro Chomsky5. Non dubitavo della sua onestà intellettuale. da parte mia due precisazioni. La prima: io non sono un collaboratore de Il Legno Storto, ma è il Legno Storto che riprende alcuni dei miei articoli e dei miei post su questo blog.
Riguardo la manifestazione di ieri, le rivolgo una domanda: voi chi? Io sono un giornalista di scuola montanelliana e di formazione liberale, ma da sempre fuori dagli schemi, dalle cordate e dalle affiliazioni politiche. Mi sforzo di essere un pensatore libero e per questo c’è un prezzo…
“Ma l’informazione non si difende solo scendendo in piazza contro il Ddl e Berlusconi”.
Non solo, d’accordo; ma anche, e sopratutto.
Non conosco il caso citato, tuttavia, i querelanti hanno sporto querela non perchè magistrati ma perchè parte offesa.
Che lo siano o meno non sta ai querelanti stabilirlo.
C’è un iter ben preciso. Che, sono d’acordo con lei, Foa, una piccola testata o un piccolo sito non può reggere. Ci vogliono avvocati, giorni in tribunale….
Ma non è una novità ed “il legno storto” non è il primo e, a maggior ragione dopo l’approvazione del ddl intercettazioni, non sarà l’unico.
Chi ha il potere di cambiare le cose?
In che direzone le sta cambiando?
Ho fatto un salto sul sito. Nella homepage, c’è la foto di M. Taradash; della redazione fanno parte firme note fra cui anche la sua, dott. Foa.
Ieri si manifestava contro un peggioramento di questo stato di cose. Non lo so e non è un’accusa, ma vi chiedo: quanti di voi erano in piazza, ieri?
saluti