Il Financial Times è un autorevole giornale finanziario, ma anche la voce dell’establishment europeo. Sebben venda meno de Il Sole24Ore ha un’influenza enorme sulla Commissione europea e sui singoli governi, sia su vicende politiche che finanziarie. L’opinione del Ft conta moltissimo, come noto.

Ebbene, da qualche giorno si occupa insistentemente d’Italia. Alcuni articoli sono di cronac; altri, i più significativi, no. L’altro giorno, ad esempio, ha dedicato una lunga intervista a Luca Cordero di Montezomolo, benché non sia più né presidente di Confindustria né della Fiat. E’ quasi un ex (gli resta il titolo di presidente della Ferrari)  eppure il Financial Times sull’edizione di sabato gli ha dedicato mezza pagina con tanto di vignetta. Come mai? E’ il commiato di un grande manager? No, l’articolo serviva a dare visibilità a Cordero di Montezemolo e soprattutto a conferirgli autorevolezza internazionale. Nell’intervista Montezemolo afferma:

Voglio fare qualcosa di positivo per il futuro del mio Paese. Ciò non significa diventare leader di partito. Almeno per il momento”.

Ovvero: Luca è pronto a scende in pista al momento giusto E il Financial Times, dedicandogli ampio spazio, segnala che una certa Europa gradisce molto il suo impegno politico.

Ma il passo più significativo del Ft è il fondo apparso oggi e intitolato:  Berlusconi in acque pericolose.

L’editoriale, come sempre anonimo, inizia con queste parole: “Il mandato di Silvio Berlusconi si sta avvivinando alla fine“. Ricorda tutte le traversie degli ultimi anni dallo scandalo escort al lodo Alfano, passando per le intercettazioni. “Al centro delle difficoltà di Berlusconi c’è un fatto molto semplice: alcuni dei suoi principali alleati di governo stanno sfidando seriamente la sua leadership e in particolare Fini“, scrive il Ft.

Il capolavoro è nel finale:

La domanda chiave è se Fini colpirà questo autunno rivendicando la successione e mettendo da parte un uomo che avrà 75 anni alle prossime elezione del  2012. Molti sperano che Fini passi all’azione. L’Italia oggi dovrebbe augurarselo . Il suo esercito gioca un ruolo significativo nell’ambito della missione NATO in Afghanistan. La sua Banca centrale ha in Mario Draghi un governatore che è immensamente rispettato all’estero. L’Italia ha una delle più grandi economie dell’Europa Occidentale ed è una di quelle che sta uscendo dalla recessione. Con Berlusconi l’Italia continuerà a boxare in una categoria inferiore al  proprio peso. Con un nuovo leader potrebbe essere pronta per un nuovo inizio”.

Capito? Berlusconi politicamente è finito, Fini è colui che può portare il colpo del ko, Montezemolo è pronto a scendere in campo per rassicurare l’elettorato moderato scosso dall’uscita del Cav, l’Italia può sempre puntare su Draghi, uomo della rete di Goldman Sachs (ma questo il Ft ovviamente  non lo ricorda), “immensamente rispettato all’estero“. E se così sarà, il Paese otterrà a livello internazionale gli onori che oggi gli vengono negati.

Garantisce il Financial Times, naturalmente, il quale evidentemente sa, interpreta, manovra. E lancia i messaggi giusti promettendo addirittura di trasformare la finora bistrattata e indebitatissima Italia in una grande potenza.  

Lo spin è enorme e raffinatissimo. Basta saperlo leggere… In fondo, non è così che si gestisce il mondo? Ci provano e molto spesso ci riescono pure, i soliti ignoti…

O sbaglio?