Durante “Prima pagina”, che sto conducendo sui Radio3 Rai, un ascoltatore mi ha chiesto di commentare il caso di Umberto Veronesi che, come noto, il ministro Prestigiacomo vorrebbe nominare alla presidenza dell’Agenzia per la sicurezza sul nucleare e che ha suscitato le ire del Pd.

In trasmissione ho espresso la mia perplessità per il comportamento del Pd, che confermo. In una democrazia matura non dovrebbe essere motivo di scandalo o di polemica politica se il governo sceglie un esponente dell’opposizione per ricoprire un incarico istituzionale. Purtroppo però in Italia continua a prevalere una logica faziosa e ottusa, secondo la quale non bisogna mai attraversare la linea rossa che separa i due schieramenti. E il Pd  ha chiaramente perso un’occasione per volare alto.

Rispetto a quanto affermato a “Prima pagina” devo però correggere la seconda parte del mio giudizio, che era sostanzialmente positivo sulla nomina di Veronesi, definito dalla Prestigiacomo una “figura autorevole e di indiscutibile esperienza”.

Veronesi è una personalità di spicco, la cui fama è meritata, però è un oncologo. Che c’entracon il nucleare? Lo scopo dell’Agenzia è quello di verificare che tutte le procedeure di sicurezza vengano rispettate, richiede competenze specifiche e grande esperienza, che Umberto Veronesi non ha. Inoltre, essendo nato nel 1925,  ha la bellezza di 84 anni, portati benissimo per carità, ma è davvero il caso di affidare a un uomo della sua età un incarico tanto delicato?

Io dico di no e non riesco a capire le ragioni della scelta della Prestigiacomo. Urge un altro candidato, altrettanto prestigioso, ma davvero competente. E, magari, un po’ più giovane. O sbaglio?