Alla larga dai moralisti, spesso sono i primi peccatori. Fini ha fatto della questione morale e della legalità il suo vessillo, ma ora si trova in una situazione oggettivamente imbarazzante. Mi riferisco, ovviamente, alla vicenda della casa di Montecarlo.

Sono passati dieci giorni da quando il Giornale ha sollevato il caso che ha fatto emergere imbarazzanti coincidenze. Una casa a Montecarlo donata da una facoltosa signora romana ad Alleanza nazionale, che nel 2008 venne venduta a una misteriosa società anonima creata 40 giorni prima in un paradiso fiscale; venduta a un prezzo irrisorio: 300mila euro ovvero il valore di un trilocale in semiperiferia a Milano. Appartamento che ora è abitato dal “cognato” di Fini ovvero dal fratello della sua compagna.

Ebbene in questi dieci giorni Fini dapprima ha taciuto, poi ha querelato il Giornale, senza però entrare nel merito della vicenda. Sebbene persino il Fatto quotidiano di Travaglio & Co lo abbia sollecitato a dire a chi è stato venduto l’appartamento, Fini tace. Non spiega. E questo rafforza il sospetto che alla fine possa essere lui o qualcuno a lui vicino il beneficiario di quella vendita straordinariamente vantaggiosa. Intanto il Giornale va avanti, goccia a goccia, verificando i documenti.

La mia impressione è che Fini uscirà a pezzi da questa vicenda, che avrà importanti ripercussioni politiche.

Il progetto originario a cui lavorava da tempo prevedeva tra qualche anno un polo di centrodestra con Montezemolo, da costruire sulle macerie di un Pdl privo di Berlusconi. L’espulsione dal Pdl sta costringendo Fini a creare una variante tentando il terzo Polo con Casini e con Rutelli; una specie di nuova Dc. Ora però Fini rischia l’eliminazione, non come politico, appartiene a una razza che non affonda mai, ma come leader di riferimento di una coalizione più ampia e, in prospettiva, come presidente della Repubblica.

O sbaglio?