Internet, da foro della libertà a Grande Fratello?
Ricordate quando scrissi che Obama avrebbe avuto il potere di spegnere internet? Ora arruva un’altra notizia, molto inquietante. Mentre noi italiani ci interroghiamo sul decreto intercettazioni, Obama pare intenzionato a dare all’Fbi il potere di intercettare Email e siti visitati di qualunque utente senza dover chiedere il permesso del giudice. Ufficialmente la norma riguarda sospetti terroristi, ma, giustamente, molte associazioni civili temono che questo potere venga usato indiscriminatamente, al punto che persino il New York Times ha criticato Obama, accusandolo di comportarsi come Bush.
E non è tutto. L’altro giorno il Wall Street Journal ha pubblicato un’inchiesta molto interessante e altrettanto inquietante, sulle società che, partendo da un semplice clic da un sul web società in grado di dire preferenze, gusti, residenza e stato sociale della persona di fronte al monitor. Come rileva Luca Salvioli, “l’anonimato su Internet è soltanto nel nome“.
Come funziona? Semplice. Poniamo che la compagnia X stipuli un contratto con una di queste società (il Wall Street Journal cita la Capital One) , ogni volta che un utente va sul sito della compagnia x, Capital One “fa una scansione immediata delle informazioni che passano dal computer alla pagine web: migliaia di righe di codice contenenti informazioni personali. Per alcuni clienti, non Capital One, è in grado di dire anche la storia di navigazione dell’utente“.
Spaventati? Io sì. Sebbene sia un fan della Rete, inizio a temere che Internet, da foro della libertà si stia trasformando in un Grande Fratello. Nell’indifferenzadi tutti o quasi.

In realtà si è già evidenziato il fenomeno del boicottaggio mediatico, per cui non sempre la libertà di opinione viene rispettata nemmeno da chi dovrebbe difenderla o è all’informazione italiana stessa? Per cui a discapito del popolo ci ritroviamo solo con la tv spazzatura? Che orrore!
Per cui molte volte i sistemi isis e telemaco fanno cilecca, e costano nell’istallazione, e se non funzionano la raccomandata non vale? E’ una forma di oscurantismo anche questa? Nessuna autentica con questi sistemi e più controllo l’ho già visto fare!
Finirà che ci metteranno un microcip nel culo…….ops scusi il turpiloqui…………….
Prima di parlare degli stati uniti, per il quale sono contraria a questo provvedimento, benchè ho ancora una grande fiducia nel presidente Obama, perchè sono sempre a favore delle libertà personali,e questa legge mi sembra ledere la costituzione ed Emerson, grande Emerson. Il 5 emendamento si, ed Emerson no? Sempre che la notizia sia vera………senza dubitare di lei…….posso dire con certezza che in italia esiste chi distrugge il diritto all’opinione, costantemente , insabbiamento magari di notizie importanti, camuffandole da persecuzioni telematiche. I malati che erano malati, non lo potevano dire e quant’altro, invece l’avevano detto…….. e così via…….Io sono una natura testarda lo ammetto ma finiamola…………….favoritismo e non meritocrazia? no.Quando in realtà era più urgente un provvedimento di allontanamento………………?Ma siamo uomini o caporali………? Gli uomini non sono burattini nelle mani di chi crede erroneamente di avere un briciolo di potere, o di essere più furbo….. ed io non sono a favore degli oscurantismi….
Noto con qualche ritardo la domanda di Dura Lex che chiede: –
“ Conta di più la libertà del singolo o la sicurezza del tanti? “
Non è difficile, basta sapere quanto valgono l’uno e i tanti .
Se l’uno vale di più si sacrificano i tanti, se valgono di più i tanti si sacrifica l’uno.
Es. Tra un ricco e cento poveri chi viene curato prima ? Facile no ?
Cara Marista, sono contento. E sono d’ accordo con lei. A risentirla presto. Con simpatia.
Per rispondere a Massimiliano, no non mi ha offesa nè lei nè nessuno. So perfettamente che se non ho studiato l’inglese, è stato per mia libera scelta, della quale non mi pento, nonostante qualche scomodità, ma so benissimo che è essenziale potendo , ne mondo di oggi, conoscerlo. Non per niente ho fatto in modo che i miei figli prima si districassero con tale linua e dopo si perfezionassero meglio possibile andando in loco. Quella che io ponevo era effettivamente una questione di regole di buona educazione, che non significa ovviamente bandire da un blog una lingua o addirittura ogni termine che l’ uso, giusto o meno lasciamolo dire ai linguisti, ha importato ormai nel comune linguaggio.
Quanto a Dante, non so se non capisce o finge di non capire:Vede io non ho veramente problemi se qualcuno scrive qui in Inghlese, un paio di volte ho chiesto di spiegarmi e gentilemente lo hanno fatto, in casa sono l’nica a non caprlo, mi basta chiedere ed ho una ottima traduzione all’impronta. vede Dante , c’è modo e modo di
fare qualunque cosa, anche quella di usare in un blog italiano l’inglese, ma lei non vuole capire e credo che sarebbe inutile tentere di spiegarle alcunchè. Non mi meraviglia la sua risposta , nemmeno un po’, la abbiamo solo conosciuta un po’ meglio, il che non guasta mai
Quello che dice Silvio è vero. Aggiungo che la libertà è un concetto astratto e siccome è tale, viene considerato con sfumature diverse da paese a paese. Ma sempre di libertà si tratta. Certo è che dove c’ è democrazia la libertà esiste ma sempre con delle regole da rispettare. Comunque spero che le regole che Obama vuole imporre, anche per prevenire atti di terrorismo, davvero non trasformino internet in un Grande Fratello di orwelliana memoria e di conseguenza gli Stati Uniti d’ America dalla patria della libertà e dei diritti civili in un paese timoroso di guardarsi allo specchio per scoprire poi di essere prigioniero di se stesso. A Silvio e a tutti quelli che partono auguro buone vacanze e spero di risentirli presto.
La libertà è come un prezioso diamante dalle molteplici sfaccettature.
Effettuandone il taglio brillante, possiamo individuarne almeno 57 faccette.
Una di esse è la sicurezza che, pertanto, è parte integrante della gemma (= Libertà) per cui, conseguentemente, non può esserne disgiunta.
Solo un baro e mentitore potrebbe proporci, al riguardo, l’aut-aut.
Nel corso dei secoli, innumerevoli sono state le definizioni date al concetto di libertà ma (a mio avviso) nessuna è stata veramente esaustiva tanto da essere incontestabilmente applicabile ai tempi in cui viviamo.
Ad esempio, per non pochi americani «La libertà è quanto sostenuto dal primo emendamento della Costituzione, protetto e difeso dalla canna di una Smith & Wesson custodita da ogni cittadino».
Concetto, questo, che non si attaglia di certo alle vigenti norme italiane (ed europee).
Allora, dove sta la verità? A mio parere, la si ricerca separando la causa dagli effetti e liberandoci da ogni utopia e falso romanticismo.
Per me, la libertà si realizza dall’essere comproprietario della moneta-credito (e non moneta-debito, com’è attualmente) utilizzata dalla comunità di cui faccio parte, co-decisore circa la quantità di essa da coniare e da distribuire e controllore che a ciò si adempia.
Prefissata tale imprenscindibile “causa”, gli effetti verrebbero di conseguenza.
E sarebbero molto diversi da quelli tristemente noti ed abituali.
Chiudo. Auguro a tutti buone vacanze. A risentirci e rileggerci.
Dopo la parentesi galateo-linguistica, vogliamo tornare a bomba…?
Gia’ nel 1778 Beniamino Franklin diceva:
“Coloro disposti a sacrificare liberta’ per sicurezza, non si meritano nessuna delle due, e perderanno entrambe”.
Riallacciandomi al post di Dura Lex (August 8th, 2010 at 10:01 am):
“Conta di più la libertà del singolo o la sicurezza del tanti?”
Forse banale, forse provocatoria, ma sicuramente stimolante, la questione merita approfondimento.
Chi e’ il “singolo” e chi sono i “tanti”?
Il singolo non merita sicurezza?
E i tanti non meritano liberta’?
Caro Silvio, io non me la prendo per niente, anzi sono contento di potere interloquire con tutti voi. Rimango sempre della mia opinione. Nel senso che come ho scritoo nel mio secondo intervento, non è importante scrivere in italiano o in inglese o in altre lingue, l’ importante è scrivere. Poi, sono d’ accordo con lei che visto che siamo in Italia è più giusto scrivere in italiano, magari corretto se ciò è possibile. Il padrone di casa, Marcello Foa, parlava della libertà minacciata dai provvedimenti di Obama, e se la libertà viene minacciata anche su internet non è una bellissima cosa, credo che lei possa convenirne con me. Io auspico però delle regole, questo sì. Il resto è tutto relativo.
Caro SILVIO (August 10th, 2010 at 1:08 pm):
[…]
“Tradurre è tradire”, avverte una famosa traduttrice.
Perfettamente d’accordo.
Ad esempio, come si potrebbe tradurre:
”Dante Scrive: August 8th, 2010 at 6:09 pm
“Those willing to sacrifice freedom for safety deserve neither and will lose both”
(Benjamin Franklin, 1778)”
in maniera diretta, concisa, ed altrettanto efficace?
Questo “aspirante americano” vive qua da 30+ anni, ed avrei miseria a farlo.
Brava Sig.ra Marista (August 9th, 2010 at 11:39 pm): diretta ed esplicita.
Cosi’ risparmiamo entrambi tempo e fatica.
No, non si tratta di cafoneria; quella la si ignora e semplicemente si tira innanz; a meno che non creda di avere qualcosa da insegnarmi; nel qual caso, faccia un favore ad entrambi e risparmi pure tempo e fatica.
Capisco perfettamente il suo senso di irritazione mista a smarrimento e leggero sgomento di fronte ad una lingua sconosciuta.
Lo provo anch’io quando vado, per esempio, in Quebec.
Il francese l’ho studiato a scuola, e lo conosco abbastanza da non aver mai avuto problemi in Francia e altri paesi francofoni.
In Quebec invece riesco a capire solo a malapena, e so di francesi di Francia che, pure, si trovano persi col Quebequois.
Ma lasciamo da parte questa storia.
Non mi e’ chiaro il nocciolo delle sue aspettative.
Spero non pretenda che ogni postatore chieda preventivamente il permesso per usare un certo linguaggio specifico (lingua straniera, ma anche uno specifico linguaggio tecnico/scientifico, finanziario, etc) allo scopo di evitare “disagio intellettuale” ad altri frequentatori con conseguente shock culturale.
(Pardon, scossa).
(Pardon = scusi).
Spero si renda conto dell’assurdita’ di tale richiesta.
Se non sbaglio, abbiamo gia’ avuto scontri in passato e, se ricordo bene, sempre iniziati da lei.
Sta forse cercando di dirmi qualcosa?
Sta cercando di farmi capire che le sono antipatico?
Si accomodi pure, sono interamente affari suoi che non mi toccano minimamente.
E, sopratutto, si prepari ad ulteriori irritazioni, perche’ non ho nessuna intenzione di auto-limitarmi nell’uso della lingua piu’ opportuna solo perche’ una sparuta minoranza di frequentatori hanno deliberatamente deciso di rimanere ignoranti, o eccessivamente suscettibili.
Almeno finche’ questo blog si chiamera’ “Il Cuore del Mondo”, e/o finche’ il legittimo titolare stabilira’ altrimenti.
Con ossequi.
Massimiliano non se ne abbia a male se affermo che Marista ha ragione.
“Tradurre è tradire”, avverte una famosa traduttrice.
E lo è sia che a farlo siano i traduttori automatici (Reverso, Systran, ecc.) oppure la traduzione umana (su commissione o in “proprio” sulla base delle nozioni acquisite) ovvero la traduzione assistita su computers tramite softwares.
Non è facile per un traduttore professionista traspondere fedelmente pensieri e parole di una lingua in una lingua diversa.
Figurarsi per un dilettante proveniente da un corso accelerato ad hoc.
Circa i congiuntivi, si può chiudere un occhio se non altro perché rappresentano i modi del possibile, dell’ambiguità, dei sofismi e del compromesso.
E’ sugli indicativi che non bisognerebbe transigere.
Perché identificano il dettaglio ove si rivela “il diavolo” o “l’angelo” (metaforicamente parlando).
Gentile Marista, non è vero, io capisco quello che lei ha voluto dire. Ma non per questo ritengo sbagliato il mio modo di pensare. Ribadisco che in Internet ci debbano essere delle regole ma poche, concise e adatte al mondo virtuale. Detto questo mi fa piacere che quello che ha scritto abbia portato ad una bella discussione ma se l’ho offesa mi scuso. Ritengo anche che il bello dei blog, se sono uguali a questo, è di potere scrivere quello che si vuole e come si vuole. Quando parlavo, però, di errori di sintassi era un modo per fare notare che la nostra lingua italiana sta perdendo terreno rispetto a neologismi stranieri che ormai infarciscono i nostri ragionamenti di ogni giorno. Di professione sono infermiere professionale ma provo un senso di fastidio sentire storpiare l’ italiano. Esempio: si deve dire io ho un libro e non io c’ ho un libro. Ma esempi come questi ce ne sono a migliaia. Anche se intervenendo in una trasmissione di diversi anni fa su “Radio 24 il sole ventiquattrore” avendo fatto lo stesso esempio scritto sopra il Presidente dell’ Accademia della Crusca mi rispose che la forma con il “c’ ho” è universalmente accettata. Sarà. Personalmente preferisco le vecchie usanze. Detto questo non si preoccupi. Mi ha fatto piacere parlare con lei. Spero che continuiamo. In italiano naturalmente. Con simpatia.
@ massimiliano, certo ho riletto quello che ho scritto. zoppica ad esser buoni, ma appunto,un errore di sintassi o di grammatica non è poi sindacabile: ognuno scrive e parla come sa e come può. Ritengo invece sindacabile il comportamento poco corretto, di escludere scientemente alcuni dalla “discussione” e non sono solo io a ritenerlo scorretto, in altri blog è espressamente e categoricamente proibito, perchè quello che è poco educato fuori dal mondo virtuale, lo è poi anche quando viene riportato nel modo virtuale. Non sono credo io polemiche inutili, di cedimento in cedimento, stiamo andando verso un degrado preoccupante, poi non vi lamentate dei risultati infelici che ottenete con i figli.
Ma che perdo tempo a fare, lei non capirà così come i nostri aspiranti ammericani!! Alla fine ognuno raccoglie quel che semina, e si vede, basta guardarsi intorno
Ehi, come siete permalosi! Non vi ho offeso, vi ho soltanto chiesto la cortesia di scrivere in italiano; se la cosa non vi garba, fate come vi pare, come ho fatto io quando ho scelto di firmarmi fox. Fox era il nome di un pappagallo che ebbi in dono da bambino. Quel pappagallo era divertente ma dispettoso e furbo come una volpe; ho deciso di firmarmi così in suo onore.
Non ho capito la polemica sorta tra alcuni di noi sullo scrivere o meno in italiano. Internet, come ho già scritto ieri, è libertà tra cui anche quella di scrivere in altre lingue. Certo è vero che ci sono persone che non sanno neanche cosa sia la sintassi e che usano il congiuntivo proprio male, e dunque è meglio che studino la nostra bellissima lingua al posto di scrivere in inglese. Ma è una polemica assurda, meglio scrivere male o anche in altre lingue piuttosto di non poterlo fare per niente. Viva la libertà!!!!!!!!!!
@ Dante : sarò più diretta ed esplicita : è da cafoni usare una lingua che non tutti capiscono. e lo è due volte se lo si intenzionalmente .
Un blog è come una casa , il nostro ospite e padrone di casa è Foa . Parlare, o scrivere in questo caso, con ammiccamenti , sottointesi, usando termini che sapete bene che non tutti capiscono, non vi da tono , ma al massimo i vostri duetti possono fare venire in mente la vecchia canzone che recitava in napoletano: Tu vuoi fare l’americano, ma sei nato in italy..
Spero che ora abbia capito, sia mai un po’ di consapevolezza vi raggiungesse, non sarebbe male, ma certo il problema alla fin fine è tutto e solo vostro
Robert Gibbs:
[...]
presidente Bush, il presidente Cespuglio
Sicuro, e viveva nella Casa Bianca a “Lavando-tonnellata”…?
(Washing-ton)
E tu, vivi a San Francesco, a nord de Gli Angeli, a sud di Sacramento, di fronte a Terra delle Querce (Oakland) ?
Hahahaha… oggi sono
85 days and counting…
Sig.ra Marista: “gentleman”…??? Ecche’ vordi’?
A proposito di Franco, e’ molto che non si legge… tutto bene?
Mi mancano i suoi “Salutönen”
Ossequi.
Hehehehe Roberto e roberto… right on!
Anche il “diversamente occupato” Mr fox non disdegna di usare “blog” e “snob” nel suo post (oops, commento
)
Come la mettiamo, Mr fox… qual’e’ l’equivalente italiano di blog e snob…?
Hmmm… temo che tocchi a me il primo tentativo, eh?
Allora, cominciamo con “blog”: contrazione di “web-log”, dove:
web = rete, ragnatela
log = annotare, registrare
Dunque, [we]blog = retannotazione, ragnannotazione, reteregistrazione, ragnaregistrazione
Ohiohi, mi spinna la testa…
(Ora capisco perche’ l’inglese e’ cosi’ popolare
)
“Nel mezzo del postar su questo blog, mi ritrovai per una rete oscura, che la diretta link era caduta”
Mi sa che siamo messi male, senza riferimenti a nessuno.
Buona serata, sopratutto a Fox, che mi auguro non sia Buddy.
@ Fox Sono abbastanza anziana per aver dovuto frequentare i salotti.
Autentica tortura: ricordo che se fino ad una certo momento era d’obbligo conoscere il francese, rispondere alle susseguose signore che a tradimento infarcivano una frasetta in francese a tono o con un buon francese era una tortura alla quale capitava di doversi sottomettere, poi i fu un cambiamento, le signore fecero i primi viaggi con i consorti, li accompagnarono in america, inghilteraa, per lavoro, frequentarono corsi di inglese e i rari tè cui fui costretta ad andare furono infarciti di inglese o simil-inglese. ma non cambiò nulla: la noia mortale era la stessa, le poverette credevano di sparger valore aggiunto e mi invitavano a imparare l’inglese, ma a me non serviva e non l’ho fatto, io vivo bene lo stesso. Se mi servisse per lavoro.. ma raggiunti limiti di età mi liberano dalla seccatura . Credevo che gli italiani si fossero avvezzati a saper parlare l’inglese, deve essere una lingua ben difficile se la si ostenta tanto.
Onore al merito a Franco Parpaiola , non ha infarcito i suoi commenti di tedesco: un vero gentleman che si è sforzato di parlare italiano facendosi capire da tutti, come usava un tempo fra persone bene educate.. poi appunto sono arrivati i salotti del nuovo che avanzava , e ora a ben vedere nulla è cambiato..
fox Scrive: August 9th, 2010 at 8:04 am
Prego i signori postulatori – Dante, Americo e Roberto – di togliersi la maschera e di portarsi dietro un interprete di madre lingua italiana prima di postulare la beatificazione delle loro sante opinioni. Non ho capito un tubo di quello che hanno scritto e di quello che vogliono intendere; scendano dal piedistallo e diano segnali forti della loro sapienza se vogliono essere capiti da un cassintegrato come me derelitto e ignorante.
——————————-
Certo… tutto questo scritto da uno che si firma FOX…
Un po’ toast-face come si dice in inglese de noantri…
Saluti,
Robert
Sono d’accordo con Fox (Volpe) che bisognerebbe sforzarsi di scrivere in Italiano ed evitare di iniettare parole inglesi dappertutto come se non esistessero gli equivalenti vocaboli italiani.
Questo vale anche per gli “americani” come me e Dante, che, anche se forse facciamo un po’ piu’ di fatica con l’italiano dopo decenni oltreoceano, tuttavia, essendo ambedue originari della citta’ del Sommo Poeta, dovremmo cercare di sforzarci a diffondere la lingua italiana.
Quindi nel post di Foa l’internet o Web dovrebbero chiamarsi la Rete, l’email la Posta Elettronica (o Posta-E), e il presidente Bush, il presidente Cespuglio.
Quanti giorni mancano oggi, Dante, ottantotto?
Dante, non sono disoccupato ma cassintegrato per colpa di sperperoni di madre lingua inglese, perciò si figuri se ho voglia di imparare quella lingua; preferisco leggere il vocabolario dell’Accademia della Crusca per migliorare il mio incerto italiano. Comunque il blog di Marcello Foa è titolato “Il cuore del mondo” e non “The heart of the world” come mi ha tradotto Google. Non costa nulla scrivere nella nostra bellissima lingua a meno che non vogliamo comportarci come certi immigrati interni italiani che per fare gli snob si esprimono con accento lombardo quanto ritornano nella loro terra natìa, ignorando di fare la figura di squallide macchiette.
—–
Ho letto la replica di Diego Perna e da come si esprime e scrive ritengo che debba impiegare 24 ore su 24 ad arricchire il suo italiano col vocabolario dell’Accademia della Crusca, con la grammatica e la sintassi italiana.
Secondo me, sotto le spoglie del sig. Fox si cela Nosferatu. Però non sapevo che oltre a occuparsi di trasfusioni fosse anche medico . E nemmeno matematico. Il punto non è Fini, è tutto ciò che anche lei contribuisce a corrompere. Scajola, è certo che si è preso i soldi, ed è impensabile giustificarlo, lo capirebbe anche un deficiente ( che è più idiota del suo ottusangolo). Il fatto di essere nella lista dell’ECFR è un pò diverso, magari come lei dice riguarda tutto l’ordine mondiale che alcuni paladini dell’informazione e non solo combattono, anche ben retribuiti, ma è un pò più difficile da sostenere per conto e a difesa di cittadini ebeti e imbelli e col mal di stomaco, ci vogliono discorsi complicati che tanti elettori, non capirebbero perché troppo presi da veline e tette al vento. Buona serata e non le auguro nessun mal di stomaco, del resto lei è già abbastanza vaccinato.
fox Scrive: August 9th, 2010 at 8:04 am:
“Prego i signori postulatori – Dante, Americo e Roberto – di togliersi la maschera e di portarsi dietro un interprete di madre lingua italiana prima di postulare la beatificazione delle loro sante opinioni. Non ho capito un tubo di quello che hanno scritto e di quello che vogliono intendere; scendano dal piedistallo e diano segnali forti della loro sapienza se vogliono essere capiti da un cassintegrato come me derelitto e ignorante.”
Mi scuso col Sig fox.
Non immaginavo proprio che al giorno d’oggi l’inglese fosse una lingua rara.
Il mio suggerimento:
Vada su Google e scriva “Learn English” (“Imparare l’inglese”
Fra le dozzine di siti che appariranno, ne scelga uno qualsiasi che reciti “Learn English Online Free”, dove:
Learn = imparare
English = inglese
Online = in linea
Free = gratis
Il tempo ce l’ha, basta la voglia.
Io l’ho fatto, a suo tempo, e non ero disoccupato.
Gratificante.
Auguri di buon lavoro e buona fortuna.
Qualcuno ha il mal di pancia per come stanno trattando Fini e allora gli do questa pastiglia di buscopan per farglielo passare. Il Giornale ha sbagliato perché doveva titolare “Fini è peggio, molto peggio di Scajola” perché almeno Scajola non si attovaglia con i “mammasantissima” dell’ECFR, che pretendono di comandare in Europa incontrandosi segretamente ed infischiandosene della volontà polare. Se c’è qualche ottusangolo che non ci crede, lo rimando all’indirizzo http://www.ecfr.eu/content/council/ per verificare di persona.
Caro Foa, io non sono indifferente, anzi!!! Internet è la libertà che ci viene negata in altri campi, ma siccome la libertà senza regole è solo anarchia è giusto che di regole ce ne siano, quel tanto che basta per non creare problemi di sorta. E’ vero però che Obama forse sta esagerando. C’ è un modo per farglielo sapere? Se lei lo sa ce lo dica, altrimenti che si può fare?
Questo commento , se vuole, Lei ha anche la possibilità di toglierlo. Non è infatti nemmeno un commento e niente c’entra con il suo post, forse. Come fa uno come Lei che certo conosco appena tramite il blog o le sue partecipazioni a Prima Pagina a scrivere per il suo giornale? Viene da chiedersi se il modo di fare politica sia questo, mi piacerebbe sapere come in Italia e quando è iniziato tutto questo buttarsi fango in faccia, pur di far prevalere le proprie ipotesi e opinioni e servire un potere che non ha più faccia, l’ha persa già da tempo, forse non l’ha mai avuta. Non mi riferisco a Boffo nè ad altri, ma sono indignato perché anche gente onesta viene buttata in questa specie di tritacarne,come così non è mai stato, compresi i giornalisti che pare ci si divertano, a spararla più grossa che possono. Come si fa a titolare Fini come Scajola? Io una risposta l’avrei, la partita si gioca in alto, tutto il resto, la massa informe e idiota della stragande maggioranza dei cittadini conta meno di niente. L’importante che qualcuno riesca in ogni modo a portare avanti i propri meschini interessi, alla faccia della moralità.
Prego i signori postulatori – Dante, Americo e Roberto – di togliersi la maschera e di portarsi dietro un interprete di madre lingua italiana prima di postulare la beatificazione delle loro sante opinioni. Non ho capito un tubo di quello che hanno scritto e di quello che vogliono intendere; scendano dal piedistallo e diano segnali forti della loro sapienza se vogliono essere capiti da un cassintegrato come me derelitto e ignorante.
Acc… nella fretta mi sono dimenticato…
(Roberto, I don’t want to disappoint you, really…)
So here it is:
86 days and counting…
Stimato signor Foa, questo era stato tutto previsto, a parte le giustificazioni che solo distraggono l¡attenzione dal fatto principale non si dimentichi che Sinclair Lewis scrisse
una satira futurista “It can’t happen here”. Bene sta accadendo.
Ebbravo Roberto, campione di “Let your fingers do the walking”…
Ma sei sicuro che siano tutte di B Franklin…?
)
Sicuro che non ci sia un po’ di Yogy Berra…?
(Quick, leave this window and run to Wikipedia…
[...]
“Any fool can criticize, condemn and complain and most
fools do.”
Sounds like BHO’s “It’s all Bush’s fault boo-hoo-hoo”
[...]
“Being ignorant is not so much a shame, as being
unwilling to learn”
“For having lived long, I have experienced many
instances of being obliged, by better information or
fuller consideration, to change opinions, even on
important subjects, which I once thought right but
found to be otherwise”
Yep… sounds like me… did I ever tell you that I was once “de sinistra”…?
Then I learned and changed…
You should try it sometime, it’s refreshing…
[...]
“I conceive that the great part of the miseries of
mankind are brought upon them by false estimates they
have made of the value of things”
This sounds like BHO’s stimulus… cap-and-trade… health care…
[...]
“I didn’t fail the test, I just found 100 ways to do
it wrong”
Are you sure this is Franklin’s…?
)
Sounds more like Yogi’s… boh?
(It’s humorous anyway, I like it, sounds like BHO on November 3
[...]
“If passion drives you, let reason hold the reins”
The modern version goes like:
“If at 20 you’re not a liberal, you have no heart (passion).
If at 40 you’re not a conservative, you have no brain (reason).”
I think I already told you this one, but “Repetita juvant”
Who knows, maybe someday you’ll turn 40…?
Anyway… nice to hear from you, whatever you age
Ora aspetto di sentire da Eremo e Dura Lex, che giocano sull’ambiguita’ spinettante fra “IL singolo” e “I tanti”.
Signori miei, non esistono “Il singolo” e “I tanti”.
Esistono invece “I tanti singoli“… non sono forse questi che fanno “la collettivita’”, “il popolo”, etc…?
Ecche’ siamo, formiche…???
Dante Scrive: August 8th, 2010 at 6:09 pm
“Those willing to sacrifice freedom for safety deserve neither and will lose both”
(Benjamin Franklin, 1778)
Pienamente d’accordo.
——————–
Ciao Dante:
a proposito di B Franklin (grande scienziato e ottimo presidente, nonostante le sue vicissitudini personali… ma quelle van bene da tirar fuori solo quando si parla di Clinton, eh?…), io ho trovato queste, che mi hanno fatto venire in mente te… (scherzo, prendila bene, per favore, OK…)
“Any fool can criticize, condemn and complain and most
fools do.
“Being ignorant is not so much a shame, as being
unwilling to learn”
“For having lived long, I have experienced many
instances of being obliged, by better information or
fuller consideration, to change opinions, even on
important subjects, which I once thought right but
found to be otherwise”
“I conceive that the great part of the miseries of
mankind are brought upon them by false estimates they
have made of the value of things”
“I didn’t fail the test, I just found 100 ways to do
it wrong”
… and last but not least…
“If passion drives you, let reason hold the reins”
Peace,
Roberto
“Those willing to sacrifice freedom for safety deserve neither and will lose both”
(Benjamin Franklin, 1778)
Pienamente d’accordo.
Tutte ottime osservazioni, cari silvio, giuseppe marino, dante, fausto, gian, max, eremo, roberto e il sintetico dura lex. E’ davvero istruttivo dialogare con voi.
@SILVIO Scrive: August 8th, 2010 at 2:46 pm Giusto Silvio.
Il limite dell’Uomo sta in sé stesso.La realta ci svegliera dal sogno in qui viviamo.La tragedia sara epilogo della nostra civilta,senza né vinti né vincitori.
La Retorica non ascolta la Realta perché é accecata dall’Ego
cordialmente Fausto
«Il y a une femme dans toute les affaires. Aussitôt qu’on me fait un rapport, je dis: “Cherchez la femme” (= C’è una donna dietro ogni delitto. Appena mi portano un rapporto, io dico: “Cercate la donna (contesa tra l’assassino e la vittima)”».
Questa citazione (di A. Dumas) ha guidato tutti gli investigatori del ‘900, alle prese con delitti passionali.
Trasponendo il tutto nei mali della società contemporanea, affermo (parafrasando Dumas):
«C’è l’interesse economico dietro ogni delitto contro l’umanità povera ed indifesa.
Interesse reso possibile da regole economiche perverse nate e derivanti dall’aver posto come pilastro dell’Economia la SOVRANITA’ MONETARIA IN MANO AI PRIVATI.
Eventuali altre considerazioni son bubbole, cioè lo specchietto per le allodole fabbricato dai falchi per attirarle e divorarle».
“La domanda è molto semplice. Conta di più la libertà del singolo o la sicurezza del tanti?”
non c’e’ niente che possa togliere alla gente la paura, se ce l’ha. puoi fare tutto quello che vuoi, anche mettere una telecamera in ogni stanza. chi ha paura e’ in un tunnel e non ha piu’ legami concreti con la realta’.
gradirei pero’ che le email che mi scambio con gli amici rimanessero segrete, come quando parlo loro a quattro occhi.
internet con la privacy rende il mondo grande come un francobollo.
internet senza privacy ci costringera’ a cambiare stile di vita e riportera’ il pianeta alle sue dimensioni naturali.
e sarebbe uno spreco immane.
Dura Lex Scrive: August 8th, 2010 at 10:01 am La domanda è molto semplice. Conta di più la libertà del singolo o la sicurezza del tanti?
Perchè stabilire gerarchie inutili e fuorvianti?
In principio era il sasso. Ci si poteva spaccare le noci ed ammazzare il compagno con cui le raccoglievi; poi venne la lancia….la spada….. il cannone….. l’atomo….
Non scopro niente se dico che tutto può essere usato a fin di bene, alias per il bene della collettività, o a fini malvagi, e cioè per il mantenimento e l’accrescimento di interessi privati.
Secondo me, il problema posto da questo articolo non riguarda solo internet, o tutte le altre tecnologie similari, quanto piuttosto il controllodemocratico sugli stessi.
Per esempio, la Telecom di Tronchetti&Tavaroli,Ghioni o quant’altri fu trasformata in una sentina maleodorante di spie perchè, con la privatizzazione della stessa, venne allontanato il “pericolo” di un controllo pubblico e democratico.
Gli USA sono, di fatto, uno stato privato, oggi più che mai, eterodiretto dalle grandi lobbies del potere economico e finanziario.
B.Obama è giunto alla Casa Bianca in un momento altamente tragico e drammatico della storia americana.
Quando il NYT critica Obama “da sinistra”, dimentica, o deve dimenticare, che le misure di cui l’articolo di M. Foa tratta, sono contenute nel Patriot Act varato nell’era Bushjr.
Abolire o riformulare in chiave veramente democratica, cioè utile per l’intera popolazione statunitense, una legge così scellerata è una mission impossible visto e considerato che, per farlo, bisogna passare attraverso un Congresso dominato e monopolizzato da burattini, democratici o repubblicani, delle majors.
Questo è il dramma del meteco americano.
In soldoni, la libertà dei singoli e la sicurezza dei tanti, si possono realmente e pricuamente coniugare se internet&similia sono sottoposti ad un controllo pubblico e non servono interessi privati.
Con Obama, quella che a me sembra una battaglia titanica e con poche speranze di riuscita, è appena agli inizi.
Essereononessere
La domanda è molto semplice. Conta di più la libertà del singolo o la sicurezza del tanti?
Dante Scrive: August 7th, 2010 at 8:53 pm
Visto che mi trovo di passaggio su questo blog (e per tener fede al “polemico”
):
Ma quanto personale occorre per fare tutti questi controlli…?
Su una popolazione “N”, non e’ che finiremo con N/2 controllati, e N/2 controllori…?
——————————
Gia’ fatto, caro Dante. Germania dell’Est, 1945-1989.
Cheers,
Roberto
CHIARIMENTO SULL’ANONIMATO IN INTERNET
Solo il netizen sprovveduto può pensare di rimanere anonimo in internet.
Normalmente, il netizen viene subito identificato interrogando prima Worpress e poi i server WHOIS e DNS. Alla fine dell’indagine, si avranno l’indirizzo IP del computer, il nome/cognome/numero di telefono/indirizzo civico/città/Stato/ indirizzo e-mail della persona cui è intestato il dominio.
Per non parlare dei sistemi di identificazione più sofisticati in uso dalle forze dell’ordine.
E’ vero che esistono tools tipo Privoxy che garantiscono l’anonimato, ma lo fanno in sede di navigazione (anche se spesso vengono rifiutati dai providers) e non quando postiamo.
identificare l’indirizzo ip del “lettore” incriminato, cosa praticamente immediata su Worpress
ok. ora rispondo in modo serio.
il foro della liberta’ di internet e’ dovuto a liberta’ vera oppure e’ dovuto all’anonimato?
perche’ se e’ il forum delle liberta’ dovrei essere libero di scrivervi tutto cio’ che voglio con nome e cognome reali senza pagarne il dazio.
se invece devo nascondermi dietro le prime 4 lettere del mio nome, figuriamoci poi di scrivere il cognome, allora e’ solo un posto dove posso scrivere cio’ che voglio solo perche’ poi non dovro’ renderne personalmente conto a nessuno. ed e’ liberta’, questa?
peraltro non esiste un sistema in commercio che sia a prova di decrittazione, nonostante le campagne pubblicitarie di alcuni fornitori di sistemi di comunicazione quali skype e blackberry.
il resto, per chi non e’ completamente a secco di tecnologia, e’ uno scambio alla pari. quello che fa una finestra web sul mio computer non lo so. ma accetto il rischio e lo scambio per continuare a navigare.
cioe’ chiudo: il successo di internet e’ nell’anonimato?
e’ come il diavolo, allora, quando fa credere di non esistere.
@Marcello Foa Scrive: August 7th, 2010 at 8:29 am
Benvenuto nella realta caro Marcello,Spaventati? La realta non puo spaventare, ma accettata per quello che é, un capitano quando si avvicina una tempesta non si spaventa ma la affronta.La realta ci fa capire ll presente ,i sogni ci fanno ricordare la democrazia.Se noi siamo cinici, come é il Mercato?
Te lo dico io Marcello, Spietato e presto molto presto lo capiremo.Questo é il limite dell’uomo,e chi non conosce la storia sarà obbligato a riviverla (99%)
Cordialmente Fausto
Visto che mi trovo di passaggio su questo blog (e per tener fede al “polemico”
):
Ma quanto personale occorre per fare tutti questi controlli…?
Su una popolazione “N”, non e’ che finiremo con N/2 controllati, e N/2 controllori…?
Caro Foa, mea culpa. Mi era sfuggita la sua “rettifica”.
Deve sapere che non ho accesso a tutte le pagine del Giornale, solo alla sezione “blog”.
E su questa sezione non ho visto rettifiche.
Di cui peraltro mi fa piacere sentire, ristora la mia piena ammirazione nelle sue capacita’ professionali.
Lieto anche di sentire che trova divertenti i duetti con Robert Gibbs…
Parlando del quale, lieto di vederti ancora vivo e vegeto…
Ti aspettavo due gironi piu’ giu’, che e’ successo…?
Cat got your tongue? Too much Kool Aid?
CARI Amici,sapevate che Facebook è quasi per intero(di proprietà)di una organizzazione no-profit controllata dalla CIA?NO?Da oggi in poi fate attenzione a mettere i vostri dati sensibili su questi social network,perchè con la scusa di farci comunicare tra di noi ,controllano tutto e tutti in tutto il mondo,e se pensate che intere divisioni della CIA sono controllate da sua “maestà britannica”,il quadro Orwelliano è servito,non scandalizzatevi,per le INTELLIGHENZIE MONDIALI è normale routine,compreso il microchip RFID che fra breve impianteranno ad ogni neonato nel mondo capital-liberista in cui viviamo;suggerisco di abolire PARLAMENTI e GOVERNI STEGANOCRATICI(tanto non governano e non servono più a nessuno)in tutto il mondo,LASCIANDO GOVERNARE I “BANCHIERI DI DIO”,come si è autodefinito L’AD di GOLDMAN-SACHS,chè DIO ERA UN BANCHIERE?
Da tecnico di lungo corso: possiamo dimenticarci la privacy per come la intendevamo. Il solo uso dei social-net spalanca le porte all’accesso al privato e alle relazioni personali. Le informazioni sul singolo individuo hanno un enorme valore economico. Fossero solo gli organismi governativi… sarebbe già qualcosa. L’unico modo per difendersi è l’utilizzo delle reti crypted (tipo TOR) di cui prevedo un forte sviluppo anche nel settore privato. Dai troiani costruiti ad hoc, anche per un professionista nella security non è banale difendersi.
Grande Fratello? Personalmente: “no problem!”. Quando mi pongo davanti al computer, ricordo sempre a me stesso:
«Occhio! Mentre tu guardi il monitor, il computer guarda te e registra ogni tua mossa. Magari con la complicità di Google, che consideri amico perché nulla ti chiede in cambio dei suoi servigi».
Ho nulla da nascondere. E, se putacaso volessi farlo, so piazzare anch’io le “red herring”, che depisterebbero lo spione informatico (che non è più intelligente di un banale cane da caccia).
Applico il medesimo criterio nel maneggiare gli euro perché appresi che “Big Brother” è presente anche colà sotto forma di un chip elettronico chiamato RFID (= Radio Frequency Identification).
I problemi sorgono quando il nostro “Big Brother” vuole sorvegliare il mondo (militarizzando il cyberspazio) col nobile intento di ripulirlo, per estirparne il verminaio presente in esso.
Intento nobile? E se non lo fosse? Si sa che la strada che porta all’inferno è lastricata di buone intenzioni. Come si sa che quella strada ha portato Cina, Cuba, Iran, Egitto, India, Georgia, Kenya, Malesia, Russia e Turchia (tanto per fare alcuni esempi) sotto il controllo parziale o totale dei rispettivi “big brothers”, campioni più o meno insigni della manipolazione e della censura.
Ma ormai il dado è tratto. Gli Usa hanno creato il loro “US Cyber Command”, l’UK ha istituito una “Cyber Security Operation Center”, la Germania ha apprestato un suo “Big Brother Law”, l’Ue sta procedendo verso la creazione “dell’Agenzia per la gestione di grandi sistemi informatici “(come SISII, VIS ed EURODAC).
E BIS (= Bank for International Settlements ) ovvero il “Big Brother” per eccellenza?
Parrebbe che sia intenzionata ad eliminare la moneta negli scambi tra i comuni ed anonimi mortali. Al suo posto, subentrerebbe una carta di credito personale ricaricabile.
Ai buoni e disciplinati verrà ricaricata. Ai cattivi e sovversivi verrà ritirata.
Grazie Roberto Goretti, certo che i vostri duetti sono proprio divertenti…
Caro Alessandro, non sono un esperto di informatica né di tecniche di intercettazione ma ho l’impressione che lei non parli a vanvera. Purtroppo, purtroppo, purtroppo….
Meravigliati? e se vi dicessi che da molti anni i big dell’amministrazione, a cominciare dal presidente, hanno dei case per ascoltare in tempo reale le conversazioni di chi vogliono al mondo, ci credereste? Conversazioni peraltro tradotte brillantissimamente da tutte le lingue (e spesso dialetti) da programmi nuovissimi installati sul medesimo case?
Ci credereste se vi dicessi che la nsa, e altre agenzie di …’sicurezza’ (e sempre, se lo vogliono, il presidente e gli altri big…)sono in grado di agganciare un qualunque pc al mondo attraverso la rete e poi, identificato l’ip statico, continuarne a monitorare l’attività in tempo reale ANCHE SE IL PC NON E’ COLLEGATO?
E se vi dicessi che complessi computer delle menzionate agenzie effettuano triangolazioni tra numeri di telefono e traffico telefonico mondiali per scoprire quali altri numeri sono in contatto con una certa utenza e scoprire per esempio tutte le altre utenze usate da quella persona anche se a lui non intestate, ci credereste?
Saluti
Caro Foa, “non ti curar di Dante ma guarda e passa.”
Si sa che Dante e’ polemico per natura, per questo l’hanno esiliato da Firenze. Ogni settimana bisogna metterlo un post o due contro Obama o Clinton, se no va’n crisi d’astinenza e deve bere enormi quantita’ di the freddo per disintossicarsi. Per questo va a quei Tea Parties, mica per altro.
Grazie a tutti, non sapevo foste così cinici…. Io non sono ingenuo, cari Gianmarko, Marista, Giuseppe Boanccorsi e da sempre sospetto di internet come di un’immensa banca dati, per questo, ad esempio, non ho siti personali, come Facebook, ma solo professionali, alla luce del sole. Ma queste due notizie rappresentano, a mio giudizio, un’accelerazione inquietante, anche perché passano quasi inosservate. Diventano legge o consuetudine senza un’adeguata reazione dell’opnione pubblica proprio da quel popolo della Rete di cui di solito si vanta la libertà. Ho l’impressione che il processo di omologazione sia in fase molto avanzata… ahimè.
Cara Sal, non si tratta di avere o no qualcosa da nascondere, ma di rispettare la privacy e l’intimità di ognuno di noi; avanti di questo passo le metteranno una telecamera nel soggiorno, una nel bagno e una nella stanza da letto nel timore che un terrorista, nascosto in un armadio, possa assaltarla a sua insaputa… Io voglio libertà, rispetto, privacy: i valori di un vero liberale.
Caro Dante, ma che le succede, cerca sempre la polemica? Alla Clinton ho dedicato due articoli sul Giornale, ma non ho ritenuto opportuno riprendere l’argomento sul blog. Quanto ai dieci milioni, corressi subito il mio post ammettendo l’errore. Quanti lo fanno?
scusate per errore ho postato due volte. Abbiate pazienza non fatelo sapere al grande fratello se no mi manda la cartella di pagamento per il canone rai che non pago da anni (paga mio figlio che ha l’abbonamento a Sky)
Sarebbe interessante chiede al moderatore perchè lui ne sarebbe spaventato.
E’ solo retorica perchè a ben guardare il problema della privacy è solo una questione di timidezza pensando che gli altri siano diversi da noi e che dobbiamo necessariamente nascondere agli altri alcuni particolari della nostra vita, gusti, esprienze, il desiderio di essere ricchi o di volersi travestire.
Questo timore, è frutto di una educazione cattolica che ha impresso nelle giovani menti il concetto di peccato che vorremo nascondere e “confessarlo” solo al prete nel segreto. Se per esempio dicessi che il “peccato non esiste” e neanche la vergogna, cambierebbe anche la prospettiva della prìvacy, sapendo che in un mondo veramente libero non marcato dal pregiudizio tutti possono fare ogni cosa che non sia di danno al vicino.
Perchè si dovrebbe invocare la privacy o vergognarsi sapendo che qualcuno sa se sto facendo sesso o se sono al bagno ? Non lo fanno tutti ? O è solo una questione di vergogna legata alle dimensioni per cui alcuni fanno sesso sotto le lenzuola con la luce spenta e si vergognano perfino di farsi vedere nudo dal partner ?
Personalmente se si sapesse che leggo i quotidiani on line o che faccio i bonifici via internet o che scrivo ti amo alla fidanzata sul blog e che vorrei spogliarla, o che ho qualche mutanda bucata, non me ne fregherebbe nulla. Forse sono coloro che non volendo far sapere di avere 450 milioni nascoti all’estero che hanno qualche problema, ma quelli certamente non fanno i bonifici on line.
Sono d’accordo in linea di massima con giammarko. In fondo internet costituisce solo un perfezionamento del sempre esistito grande fratello. i cui risultati sono sempre stati affidati soprattutto alla fortuna. hanno in passato rovinato gente con informsaative sbagliate, rovinano oggi e glielo do per certo, gente in base a file contenuti nel computer che non privano un tubo, ma viene comodo così, poveraccio chi ci incappa: trova un muro, certuni pur di non ammettere di aver sbagliato, lasciano condannare un innocente, pratica chiusa positivamente e si va avanti alla grande.
D’altra parte è logico che i governanti usino le nuove tecniche per esplicare una funzione essenziale: il controllo sui cittadini. Funzione che nessuno stato ha mai omesso di svolgere. Sarebbe ben strano che non lo facessero, loro problema è se mai come impedire a noi di controllare il potere, chiamiamolo così, lasciando libertà. Le leggi sulla privacy e la loro applicazione sono una evidenza : Se tu utente chiedi una spiegazione logica e documentata su quelli che a te sembrano per lo meno errori se non soprusi ( che avvengono spesso), ti viene opposta la legge sulla privacy, in base alla quale non ti forniscono nemmeno i dati che riguardano la tua posizione, ma lorsignori dal canto loro hanno diritto di rovesciarti come un pedalino, e fin qui poco male, ma anche di “dedurre” e “decidere”, secondo l’uzzolo dell’addetto e secondo la linea del momento utile a fare cassa o a chiudere pratiche manco lette.
Quando capitano cose simili, e capitano da decenni, possiamo e dobbiamo aspettarci di tutto, quindi giusto e normale che gli Italiani se ne infischino alla grande, altrimenti dovrebbero, per come siamo messi, afferrare mazze chiodate ed imparare ad usarle al meglio.
Non è però modo civile e sano di comportarsi, ed infatti ancora resistiamo ed esercitiamo la nobile arte della pazienza o quella meno nobile e salva-coronarie della indifferenza .
Caro Foa, Gianmarco ha ragione. Gli Stati Unoti D’America criricarono la Russia Bolscevica per il modo che Stalin
imnterferiva, controllava e reagiva mentre oggi anche loro si mettono sullo stesso tracciato. Questo e’ puro terrorismo. Vorrei trascrivere qui uno stralcio di un mio articolo pubblicato prima dell’avvento Obama, sulla definizione che FBI da’ ai terrorismi.
DEFINIZIONI AMERICANE (Nella lingua madre).
1).Terrorism proper is thus the systematic use of violence to generate fear, and thereby to achieve political goals, when direct military victory is not possible.
2).Some definitions treat all acts of terrorism, regardless of their political motivations, as simple criminal activity. For example, in the United States the standard definition used by the Federal Bureau of Investigation (FBI) describes terrorism as “the unlawful use of force and violence against persons or property to intimidate or coerce a government, the civilian population, or any segment thereof, in furtherance of political or social objectives.”
3).The degree to which it relies on fear distinguishes terrorism from both conventional and guerrilla warfare……… Although conventional military forces invariably engage in psychological warfare against the enemy, their principal means of victory is strength of arms. This has led some social scientists to refer to guerrilla warfare as the “weapon of the weak” and terrorism as the “weapon of the weakest.”
Traduzione libera dello scrivente:
1).Il terrorismo propriamente detto e’ l’uso sistematico della violenza con lo scopo di impaurire (o indurre panico) per reggiungere obiettivi politici, allorquando non sia possibile raggiungerli con azioni militari (azioni belliche normali). “Come furono definite dai trattati di Ginevra.” (Nota dello scrivente).
2).Alcune definizioni sul terrorismo considerano tutti gli atti terroristici (presi) al di fuori di ogni motivazione politica, e come tali essi vengono giudicati come semplici atti criminali. Per esempio, negli Stati Uniti, la definizione standard usata dal FBI (Dipartimento Federale per le Investigazioni), descrive il terrorismo come “l’uso, fuori legge della forza e della violenza contro le persone e le proprieta’ con il fine di intimidire e colpire senza scrupoli sia un governo che la popolazione civile allo scopo di raggiungere un obbiettivo.
3).La distinzione fra terrorismo perpretrato da azioni belliche tradizionali e quelle azioni perpretate dalle azioni di gueriglieri, (rivoluzionari o partigiani politici) viene fatta valutando il tenore del panico prodotto, e quantunque le forze armate convenzionali spesso usino anchesse metodi psicologici contro i nemici, il loro principale obiettivo rimane pero’ quello di vincere con la forza delle armi (convenzionali????).
Tutto cio’ ha portato adefinire le azioni guerigliere, come “Le armi dei deboli”, mentre le azioni terroristiche vengono penalizzate, considerandole come “Le armi dei piu’deboli”.
Non ci vuole molto per capire che gli USA, non riuscendo con l”FBI, si lasciano andare e pensano di ricorrere alle armi “dei piu’ deboli. L’appoggio alla filosofia Macchiavellica, gia’ applicata a Hiroscima e Nagasaki nel pieno del suo significato, non fa’ che dimostrare la
strenua posizione degl’USA nel contesto politico globale.
Tra l’Iraq,l’Afganistan e l’offerta al mondo del fatto compiuto sulla rifondazione di Israele dopo 1800 anni, sono oggi i maggiori responsabili dell’instabilita’ politico-economica mondiale. Non considero queste informazioni e commenti incontestabili, o per lo meno discutibili se in essi sussiste un approccio valido e la disposizione libera da filosofie partigiane.
Grazie per avermi letto.
Have a good day.
pinogeo84
una volta ho collegato uno sniffer alla rete aziendale senza chiedere permesso. cercavo il proxy aziendale per navigare senza pagare, agli albori. lo spostavano praticamente tutti i giorni, questi benedetti figlioli.
impressionante sapere che c’e’ gente che non gliene frega niente del porno ma che e’ realmente appassionata di automobili. giorni e giorni a guardare siti di auto.
era appena uscita la corrado, mi ricordo.
quanto a obama… per me gli ritoccano tutte le immagini per cancellare i fili che lo muovono.
Caro Foa, mi associo a Gianmarko.
Guardi che una certa dose di cinismo non sempre guasta…
Si e’ indignato per gli 11 milioni dei Clinton per un immobile che sicuramente vale fino all’ultimo penny, ma non una parola sul matrimonio della figlia, celebrato l’altro giorno, il cui costo non si conosce, ma pare oscilli fra 2 e 5 milioni…?
Mah…
caro Foa, a volte lei mi stupisce, ma e’ veramente cosi’ ingenuo?
i governi sono anni che rovistano a piene mani nella rete alla ricerca di informazioni sui cittadini. internet ha fornito a qualunque governo quello che per gente come ceausescu, beria o ulbricht era solo un sogno ad occhi aperti. e quasi del tutto gratuitamente, visto che providers e compagnie telefoniche sono costrette per legge a permettere di installare apparecchiature per spiare gli utenti.
poi avrebbe dovuto (ma non ha) notare il flusso continuo e indisturbato (e ignorato dai media) di leggi che permettono a polizia e investigatori poteri di spiare chiunque, in barba alle tanto sbandierate leggi sulla privacy. ma lo sa cosa fa la polizia per prima cosa in qualunque investigazione? sequestra i suoi computer e in un colpo solo si impossessa di tutta la sua vita privata e pubblica, spesso creandole un enorme danno professionale, visto che oggi tutti lavoriamo coi computers, e spesso usando i dati trovati per accusarla di altri reati totalmente diversi. se solo ha seguito i fatti di Garlasco, dove gli investigatori tentano di cucire un’abito di colpevolezza usando tutto quello che riescono a trovare in PC e tabulati telefonici, dovrebbe avere un chiaro esempio di come funzionano le cose.
che poi Obama sarebbe diventato paladino dei diritti e protettore della privacy della gente era follia pura.
pare perfino che i governi finanzino e commissionino ad aziende private la creazione di trojans e virus in grado di infettare i computers e permettere di spiarne il traffico. senza poi contare tutte le varie aziende e agenzie governative che spiano costantemente gli utilizzatori di programmi P2P.
Caro Foa, se si guardera’ intorno e vorra’ informarsi da qualche vero esperto del settore, le verra’ la pelle d’oca. amenoche non stia veramente fingendo sorpresa.
posso anche darle un consiglio del tutto gratuito e molto saggio, frutto di esperienza personale. se ha dei computers se ne liberi. avere un computer a casa oggi e’ come avere avuto gatti neri, galli e stregonerie varie nel medio evo.