Svolta dirigista nella Ue. Ma tutti tacciono…
Lo scorso aprile segnalammo, in perfetta solitudine, i piani elaborati da Mario Monti, per conto dell’Unione europea, per spingere l’Europa sulla rotta dirgista. Poi scoppiò la crisi della Grecia e, sull’onda, i Ventisette annunciarono l’intenzione di inasprire i criteri di Maastricht. Poi, come al solito scese il silenzio, ma mentre i cittadini andavano in vacanza, l’Europa dell’establisment ha continuato a lavorare, nell’ombra. E ha deciso tutto, senza dibattito pubblico. E’ quel che si evince dall’intervista rilasciata sabato da Tremonti a Repubblica.
Come capita sovente, quell’intervista ha fatto rumore per i suoi riflessi di politica interna, ma non per i suoi contenuti, che invece sono esplosivi, come spiego in questo articolo.
Leggetelo, scoprirete che l’Italia si avvia a perdere un’ulteriore fetta di sovranità, in quanto le politiche finanziarie e, attenzione, anche quelle per lo sviluppo, saranno decise non più a Roma, ma a Bruxelles. Ogni anno da gennaio ad aprile si svolgerà una sessione di bilancio europea. Ogni Stato presenterà i suoi progetti, destinati a essere discussi collettivamente da tutti gli altri Stati e coordinati dalla Commissione europea.
Tremonti sostiene che ci sarà una pianificazione decennale (che ricorda sinistramente quella quinquiennale che ha affossato l’economia sovietica) e che dovrà essere coerente con la struttura del blocco europeo e prevalente rispetto alle visioni nazionali.
Che Bruxelles debba tenere d’occhio i nostri conti è comprensibile, d’altronde lo fa già. Ma perchè deve decidere la nostra politica industriale? Per quale ragione portoghesi, olandesi, polacchi e persino rumeni devono valutare la nostra competitività? In America la California non si sogna nemmeno di vagliare eventuali incentivi normativi e fiscali della Florida o del Wisconsin. Che senso ha imporre un orientamento comune a Stati che hanno vocazioni e identità industriali diverse?
Tremonti, che sembra aver rinnegato le idee del suo recente passato, esulta. Sostiene che è in corso «una fondamentale devoluzione di potere insieme “dal basso verso l’alto“ e “dal diviso all’unito“».
Dal basso? E chi l’ha deciso? Certo non il parlamento e l’opinione pubblica è stata volutamente tenuta all’oscuro.
La mia impressione è che l’establishment europeo abbia adottato la dottrina Monti e, secondo i tenebrosi meccanismi che regolano il vertice euroepo, stia tentando di imporre una rivoluzione eurocentrica, nonimalmente liberale, in realtà dirigista e lobbistica. Una rivoluzione non con il popolo, ma, ancora una volta, sopra il popolo.
O sbaglio?

[...] è quella e d’altronde lo stesso Tremonti, nell’intervista che poche settimane fa ho citato su questo blog, ha lasciato intendere che la decisione ormai è presa. L’Italia potrà limare [...]
Arriverà il giorno in cui li rimanderemo tutti a fare i braccianti questi “massoni mancati”…..stanno trasformando l’europa in una zona comunista, dove pochi privilegiati gioiranno a danno di molti e vedrete se con il tempo non ci butteranno dritti dritti nelle fauci dell’orso sovietico…..guardate un po’ per chi lavora oggi quel bell’esemplare di socialista di ex cancelliere tedesco Schröder….questi bellimbusti aspirano ad avere posti post-politica di questo tipo….lo ripeto pagare troppe tasse per questo sistema è dargli troppo potere, bisogna ridurre le aliquote fiscali e tenerli alla gogna…bisogna ridurre le aliquote fiscali per dare libertà a chi lavora veramente…..basta con queste sottospecie di feudalismi moderni…..è ora di smetterla e dovete capirlo che questi dannati si stanno buggerando del sistema…..basta. Basta ed è ora di capirla e farla finita con questi idioti….basta!
#Kovalsky#
Tutti saremmo per un’Europa politicamente forte che per esserlo , però, dovrebbe spezzare tutte le barriere nazionali e tutti i portati storici che ci hanno formato e che ci condizionano.
Allo stato dei fatti siamo come quel detto: “nec sine te nec tecum vivere possum ” .
Il fatto é che una unione di tal fatta dovrebbe trovare il consenso nell’animo più profondo dei popoli e non essere un espediente per vendere mercanzia alle proprie
condizioni.
Ritengo che noi europei tutti, siamo ancora molto lontani da un comune sentire non fosse altro che per le diverse esperienze storiche.
La tanto sbandierata larghezza di manica in materia di libertà civili dei Paesi atlantici- giusta o sbagliata che sia – deriva dalla sicurezza in cui il loro modo di vivere si é evoluto avendo il culo protetto da altri che hanno fatto loro da antemurale .
Proviamo a chiedere a un serbo o un rumeno o bulgaro se nei confronti dei Rom o dei musulmani, avendoli questi ultimi schiavizzati per secoli, se provano lo stesso afflato con cui il Parlamento Europeo ha voluto condannare la Francia ?
Infatti i Paesi economicamente più forti fanno pesare – come la spada di Brenno – le loro ragioni e le loro regole; d’altra parte ci sarebbe da stupirsi se non fosse così.
Allora, a noi cosa veramente conviene ?
Io non lo so e non mi permetto di azzardare risposte da economista o da sociologo da Bar .
Ma le mie budella che raramente sbaglaino, mi dicono che é ancora troppo presto per abbassare la guardia e le mutande !
Personalmente parlando non ho in stima, per le politiche economiche di tremonti, non ha una concezione alla roosvelt,per cui niente sviluppo per i giovani.In realtà, ciò che il ministro chiama pil, che aumenta non si sa come senza sviluppo industriale, e con la disoccupazione che avanza, non è altro che un insieme di fortunate coincidenze o di regioni che hanno incrementato il turismo?E chi lo sa? Ma seremo sempre così fortunati?
“O più esattamente, Francoforte. Che potrebbe aver già (presumibilmente) trasmesso i principi ispiratori”
A grandi linee concordo con Silvio, (e meglio dimenticare l’ottuso e opportunista Bifo) ma credo che nel momento in cui si aderi’ all’euro sostanzialmente si abdico’ alla politica monetaria e fiscale.
A questo punto o si ritorna indietro oppure si cerca di costruire una effettiva Europa Unita di cui non si dovrebbe avere tanta paura, qualora funzionasse e a definire le scelte non fosse solo una iperdilatata, costosissima, mediocre burocrazia irresponsabile.
E’ che la Germania non sembra essere molto d’accordo o mostra di averne una visione molto riduttiva.
Molte lamentele sono eccessive o pleonastiche, si rischia di perdere di vista che l’euro e’ stato gestito come un derivativo del dollaro, insomma una Europa Unita e politicamnte forte non la si e’ mai voluta e lo stare in mezzo al guado quando c’e’ crisi rischia solo come si vede di accentuare le sofferenze.
Grazie a MARISTA & MASSIMILIANO. se uno su mille ce la fa, tre su sessanta milioni possono farcela. Da molti anni chiedo alcune cose che, saranno complesse, ma sono il succo della democrazia partecipata. In sintesi, qui mi rivolgo a chi di dovere, chi dovrebbe prendere in mano il pallino e dare l’inizio ai giochi. Un Giornale di nome e di fatto, potrebbe prendere la palla al balzo e ri-raccontare la Storia d’Italia, Maestro docet. Non la Storia raccontata con paroloni gergali. La Storia raccontata con semplici parole, ma fatta con i NUMERI.
Proviamo a chiedere al cittadino (non al suddito) che significato hanno i termini: Debito Pubblico, Costo del Debito e sopratutto CHI lo ha “fatto”. Per CHI intendo NOMI, COGNOMI, PARTITI, ecc..dal 1948 ad oggi. Se una Nazione, non uno Stato, avrebbe iniziato nel 1948, non ci troveremmo in mezzo a questo ’48. Ci sono altri dubbi ? Bene. Non voglio farvi dormire stanotte. Parliamo di SOLVIBILITA’. Aiuto. Sono in grado di garantire il pregresso ed il presente: LO STATO, REGIONI, PROVINCE, COMUNI, CONSORZI VARIEGATI, INPS, INAIL, ECCETERA……..
A proposito di solvibilità: LE AZIENDE (tutte)sono in grado di garantire i propri dipendenti (stipendio, liquidazione, ecc…..) ed i propri fornitori sono garantiti del pagamento del fornito. ci sono artigiani che chiudono l’attività lavorativa per non aver ricevuto in tempo (non da usura)i propri dindini. Ora, chi mi dice, tu getti il sasso e nascondi la mano, rispondo: la risposta c’è. CERCHIAMOLA. ciao a tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.
#Silvio#
P.S.
Più che se parla, più ne viene fuori .
1) Mi pare che già a Nizza si ebbero delle serie avvisaglie di quanto sarebbe successo e alcuni Paesi si defilarono . Mi pare anche che in quella occasione abbia partecipato D’Alema.
2)Cosa sarebbe successo – a condizioni operative odierne – dell’iniziativa dell’Eni di partecipare pariteticamente al gasdotto Southstream in concorrenza al Northstream ?
3)Certo bisogna ster attenti a non farsi impallinare come tordi da situazioni come quella dei trasferimenti comunitari ai piani di sviluppo del Sud in assenza di progetti tecnici definiti e di schemi finanziari.
Per il resto: ” Adelante Pedro, con juicio , pero sin tener miedo a nadie !”
#Silvio#
Molte grazie per le sue precisazioni dove Lei ha – ahimé – perfettamente ragione .
Il Trattato di Lisbona é stato il punto di svolta ed é stato avallato proprio in quella temperie di cosiddetto ‘europeismo’ italiano che é fuga dalle responsabilità del domani, volontà di quieto vivere,timore di confrontarsi con Paesi più forti e minuetto da ‘Gran Ballo Excelsior’, quello spettacolo che celebrava la concordia delle Nazioni europee e andava in voga prima che la Guerra Mondiale del 1914 scoppiasse mettendo a nudo tutte le contraddizioni.
Ma resta il punto: che fare per limitare i danni ?
Ci sono spazi politici per farsi valere?
Devo dirLe che sono molto preoccupato e ancora di più sconcertato di come , passo dopo passo, senza discussioni che valutassero il dare/avere , siamo giunti a questo punto .
Resto della mia : da una parte vi é stato il mantenere l’opinione pubblica in uno stato di intossicazione propagandistica ma di sostanziale ignoranza ; poi, di avere privato il popolo della possibilità di ratifica attraverso il referendum ed infine di avere sempre ceduto – giustificando il tutto come un atto di pecorina responsabilità – ai voleri dei forti per paura di ingaggiare contrasti a duro contatto.
Abbiamo ancora, dove può essere usato, il diritto di veto .
La questione dei brevetti sarà la cartina di tornasole: se riusciremo ad imporre anche la lingua italiana come ufficiale , oppure se ci accontenteremo di qualche adattamento in peggio propagandandolo come un grande successo o se saremo pronti ad andare al veto.
Ricordo che non solo la Slovenia ma anche la Polonia, l’Austria ne hanno usato ed abusato.
Noi dobbiamo difenderci e non avere paura di apparire poco ‘simpatici’ !
Come ?
Deve essere la politica a dare queste risposte, con i suoi mezzi, con le sue pressioni e con le sue armi.
Quello che importa é il risultato !
Non dobbiamo diventare i lustrascarpe di nessuno altrimenti – in una prospettiva più o meno lontana – essendo il tempo e la forza delle cose la verifica di ogni verità, ogni alternativa diventa possibile , anche la peggiore .
Non dimentichiamoci della guerra di Secessione americana é mata dal contrasto tra il diritti degli Stati e la camicia di Nesso dell’Unione.
@Marcello Hanno ragione …..ma il dado é tratto
IL CINISMO EUROPEO PREPARA LA GRANDE REGRESSIONE
Le cose importanti sono quelle di cui parla Tremonti, perché l’attacco più distruttivo contro la società viene oggi dal gruppo dirigente europeo, dalle scelte criminali che la classe finanziaria sta imponendo a un ceto politico privo di qualsiasi autonomia. L’Europa ha smesso di sentirsi depositaria di una (sia pur sbiadita) civiltà sociale, o erede della civiltà umanistica. Basta con queste fantasie, dice con chiarezza il cinismo europeo contemporaneo, preparando la grande regressione. L’umanesimo che per cinque secoli ha guidato la civiltà europea, almeno in linea di principio, è oggi riconosciuto come un ostacolo al pieno dispiegamento dell’ipercapitalismo globale competitivo.
Il mondo è quello che è. E il compito degli schiavisti è frustare gli schiavi.
Fin che subiscono. (Franco Berardi Bifo)
Cordialmente Fausto
Gentile Colzani, grazie per la citazione del mio vecchio maestro Indro: leggendo pagine come queste si capisce la sua grandezza. Magari riprendo lo stralcio in un post…
Davvero molto interessanti le considerazioni di Silvio, grazie! la discussione, grazie anche a fox, colzani, adriano1, marista si è focalizzata sul concetto di sovranità. Ed è davvero questo il punto cruciale: la tolgono agli Stati, ma quella europea è una sovranità popolare? La risposta purtroppo è no. Sta nascendo un sistema che mantiene la facciata della democrazia ma è governato da élite che rispondono solo a loro stesse.
Egregio Adriano 1,
lei ha espresso riflessioni condivisibili ma ormai obsolete perché cozzano con la realtà dei fatti.
Prima del 10 maggio 2010, l’Italia conservava una frazione della sua sovranità perché il Trattato di Lisbona prevedeva che le competenze esclusive dell’Unione europea si limitassero ai seguenti settori: a) unione doganale – b) definizione delle regole di concorrenza necessarie al funzionamento del mercato interno – c) politica monetaria per gli Stati membri la cui moneta è l’euro – d) conservazione delle risorse biologiche del mare nel quadro della politica comune della pesca – e) politica commerciale comune – f) conclusione di accordi internazionali.
Per il resto, sussistevano le “competenze concorrenti” e le “azioni di sostegno, di coordinamento o di complemento” in base alle quali l’Italia (per il principio di sussidiarietà) poteva ancora legiferare (anche se in sinergia con l’Ue).
Dal 10 maggio, tutto è cambiato. La governance economica è interamente in mano all’Ue (a cui la BCE detta le linee guida).
Non a caso, la stampa “mainstream” parla di avvenuto passaggio da unione monetaria a quella economica.
Non ci sono santi che tengano. D’ora in poi, a governare l’economia italiana sarà Bruxelles.
O più esattamente, Francoforte. Che potrebbe aver già (presumibilmente) trasmesso i principi ispiratori dello “Stability and Convergence Program” e del “National Reform Program”.
Ai “sock puppets” nostrani è rimasto soltanto il compito di distrarre la platea, facendola divertire con le finte baruffe della politica-politicante.
@ sguattero
Ciao, io tono con te, ovvio, ma non sottovalutare l’EUROPA che misura piselli e banane, non giocaano lor signori e non giocava il Bolognese Prodi quando in Europa si occupava con grande attenzione a queste apparenti futili cose. Si preparava la strada alle multinazionali , rifornitrici naturali delle cooperative alimentari e si preparava la fossa per i piccoli produttori e le bottegucce , le multinazionali intanto correvano a brevettare sementi e quanto altro, dal prosciutto ai pomodori.. tutto loro, anche i prodotti tipici italiani, grande Prodi! Le cooperative sono il cuore ed il salvadanaio della sinistra, andranno mai costor contro le multinazionali? Al massimo due slogan ed un corteo guidato , tanto per tener buoni tutti , mentre si brevetta anche quello che è follia brevettare e si svende una nazione.
Foa, mi hanno appena segnalato un passo della Storia Di Roma del ’59 del suo Grande Maestro
http://www.cobraf.com/forum/immagini/R_253152_1.pdf
come la invidio
caro Silvio,
senza far polemica uno dei padri del NWO ha preso un concetto utopistico e lo ha reso scientifico, esperimentato attraverso due grandi rivoluzioni che a distanza di qualche decennio coinvolsero quasi mezzo globo, collaudato, si importa e si appiccica il marchio CE.
R.W. Emerson diceva che i “popoli vedono solo quello che sono preparati a vedere” e malauguratamente non c’è nessuno là in alto a prepararli a tale visione.
Io come lei voglio credere e sposo le rassicuranti parole di Wattles descrivere i cartelli, i monopoli ed i loro capitani come appartenenti alla preistoria dell’umanità.
cordialmente
Come si dice : “Res ad Triarios rediit” .
Siamo alla linea dei Triarii, al Piave, all’ultima difesa di una parvenza di autonomia nazionale.
Del resto , almeno per l’Italia, molte di queste sventure nascono dalla spocchia istituzionale e costituzionale di volere estromettere il popolo da ogni decisione in materia di politica estera, giustificando la procedura come una sicurezza a garanzia del regime parlamentare verso pericoli di tipo plebiscitario e bonapartista.
Si afferma quindi, che il processo di delega , attraverso il voto, sia probante della volontà popolare .
Così, poiché la ratifica dei Trattati di politica estera è prerogativa del Parlamento e quelli che riguardano l’Europa sono assimilati alla politica estera, ogni possibilità di incidere sulla loro operatività da parte del popolo è nulla.
Se la cosa poteva avere un suo ‘ubi consistam’ nel 1957, al Trattato di Roma e di pochi altri seguenti, con una unificazione europea ormai avviata e consolidata mi pare che i trattati europei si siano trovati da allora e in seguito in un territorio grigio che non è ancora di prerogativa interna e non è più del tutto di politica estera.
Ne deriva che la mancanza di intervento del popolo nella ratifica dei trattati attraverso referendum confermativi ha prodotto una assenza di discussione e sia pure anche di polemica elettorale ma il cui risultato sarebbe stato quello di fare conoscere al corpo elettorale la materia europea e renderlo attento sull’evoluzione, vantaggi e svantaggi di certe scelte .
Ma come spesso succede, da parte delle Istituzioni e da parte di quasi tutti i partiti politici, si è preferito mantenere una certa ignoranza che permetteva e permette un’ampia e incontrollata libertà di manovra.
Così, alla formazione di qualche nuovo trattato, vediamo che in non pochi Paesi di consolidata democrazia il popolo viene chiamato ad esprimere il suo gradimento attraverso il referendum mentre noi stiamo a guardare ottusi, spesso non comprendendo neppure lo sconcio che ci viene imposto .
Su questo humus velenoso si è sviluppato l’europeismo italiano dove da una lato, molta parte dell’opinione pubblica si dichiara sbracatamente ‘europea’ perché ritiene che l’integrazione sia un modo per uscire dal letame domestico, dall’altro vi sono continui atti di fede nell’Europa da parte dei politici e anatemi contro chi si permetta la minima critica.
Peccato però che molti di questi ‘europeisti’ dimostrino di esserlo – e le sinistre e i vecchi governi di centro-sinistra sono e erano maestri in questo – solo mettendosi proni davanti agli interessi degli Stati più forti e a “manger des couleuvres” dimostrando di gradire.
Quindi il Piano Monti rientra in un refrain stantio ma non per questo meno pericoloso !
Il presente Governo sta cercando di favorire gli interessi italiani con una maggiore determinazione dei governi già citati e in particolare di quella figura estemporanea di Prodi .
Pensiamo all’azione dell’ex ministro Zaia sull’agricoltura e anche , recentemente, la minaccia di porre il veto alla risoluzione sul brevetto europeo che esclude la lingua italiana come lingua ufficiale. Con quali danni per la nostra industria e per il nostro prestigio è facile comprendere .
Staremo a vedere, se ai buoni propositi , seguiranno coglioni di ferro.
Ma non basta , e il dirigismo in campo industriale, pur come si giri la frittata, è sempre l’imposizione del più forte su chi è più debole ma può dare seri fastidi di concorrenza : è un vestito che pare fatto apposta per l’Italia !
Io sono dell’opinione che valga sempre il vecchio detto :”chi pecora si fa, il lupo se lo mangia!”.
Perciò sarei favorevole a prese di posizione rigide e anche – se necessario – contrastanti con le Nazioni dirigenti ( lo zoccolo duro Carolingio e l’ UK! ) usando a piene mani il diritto di veto .
Con un’Europa sempre più spostata ad Est, anche i centri direzionali devono essere riequilibrati di conseguenza e l’Italia deve pretendere con forza la sua parte .
Non è un caso che Berlusconi sia inviso a certi Stati europei !
Il timore di posizioni di difesa dell’interesse italiano , lo fanno bersaglio privilegiato di ogni nefandezza in concerto con le opposizioni nostrane che , pur di colpirlo, affossano anche gli interessi italiani in Europa con ammiccamenti ancillari.
Tutto l’impianto nazionale verso l’Europa dovrebbe essere riconsiderato :
1) Che i partiti candidino in Europa i loro elementi migliori e più attivi e non i paraculi fannulloni, gli estimatori di foi-gras e i rifiuti delle politica domestica.
2) Che i deputati europei italiani siano scelti tra persone che siano al meglio delle loro forze fisiche e intellettuali , tra i 30/35 e i 50/55 ; che siano di solida preparazione sia nel loro ramo specifico che nella legislazione europea senza falle pericolose e senza timori reverenziali verso alcuno.
3) Che il loro operato venga continuamente sottoposto a verifica e chi non corrisponde alle aspettative venga sanzionato e non ricandidato né in Europa né in Italia.
4) Che infine tutti i trattati internazionali europei vengano sottoposti a referendum popolare confermativo.
Del resto questo è quanto hanno fatto Paesi come la Spagna; quando la Spagna è stata ammessa in Europa , una miriade di funzionari preparatissimi era già pronta a prendere il proprio posto e battagliare per l’interesse nazionale.
De Gaulle predicava l’Europa dei popoli.
Probabilmente lo faceva ‘ pour cause’ , per lasciare alla Francia libertà di manovra politica ma che in condizioni di incontestata superiorità politica avrebbe agito altrimenti.
Tuttavia, l’idea è sana !
Non possiamo essere schiavi dei burocrati del basso Reno che sono i ruffiani dei Paesi più potenti.
D’altra parte dobbiamo essere consci che chi ha le carte in mano vuole mantenere il suo vantaggio e imporre i propri binari!
Conclusione , dobbiamo agire sia politicamente sia con durezza istituzionale.
Non dobbiamo temere di mettere il veto a condizioni a noi pregiudizievoli; Paesi come la piccola ma determinata Slovenia non hanno avuto remore ad usarlo .
Altrimenti non solo saremo dei lacché in economia, ma avremo anche imposizioni sul comportamento a casa nostra e sulla difesa del nostro territorio , vedi la condanna della Francia da parte del Parlamento Europeo per la questione dei Rom!
No carini, a casa mia comando io !
Caro fox,
hai ragione e chiedo scusa. Provvedo a fartene una traduzione libera:
« Ogni mondo è un’illusione, ma all’interno dell’illusione, un altro mondo, un mondo migliore, sembra possibile.. Nel mondo materiale, quello che pensiamo è reale mentre il divario tra le varie ideologie ( ‘sinistra’ e ‘diritto’) è artificiale.. Questo divario serve per tenerci separati gli uni dagli altri e ci impedisce di vedere chiaramente che in realtà condividiamo interessi comuni e un nemico comune. Il modo migliore per prendere contatto con l’economia, la politica, la cultura e la società sarebbe quella di prendere atto che la nostra società è divisa in senso orizzontale: da un lato vi sono gli interessi dei pochi (l’elite), dall’altro quelli della gente comune (la many). L’elite ci vuole opprimere e sfruttare. In un certo senso, rappresenta il nostro nemico. E’ al lavoro per creare il Nuovo Ordine Mondiale totalitario. Tale governo mondiale è l’ultima cosa di cui la gente comune ha bisogno. Ha bisogno invece di una comunità libera e aperta con uguali diritti per tutti e un profondo rispetto per le numerose differenze che vi sono tra di noi. Vogliamo la libertà, piuttosto che la sicurezza. Vogliamo la verità, la dignità e la giustizia».
Fine della traduzione.
Ti saluto cordialmente
Per Silvio – Ho apprezzato i tuoi commenti meno l’ultimo che non ho capito perchè non conosco l’inglese. Puoi tradurlo per favore? Grazie
Caro Colzani.
Il concetto di sovranità federale europea non è un’ingenuità, è un’utopia.
Ma a me piacciono le utopie.
Illuminano di calda luce la mia fredda ed innata razionalità.
Come succede quando leggo questa riflessione:
«Any world is an illusion, but within illusion, another world, a better world, seems possible. In the material world, the one we think is real, the divide between the ‘left’ and ‘right’ is an artificial one. This divide serves to keep us separate from each other and prevents us from seeing clearly that we in fact have shared interests and a common enemy. A better way to approach economy, politics, culture and society would be to take note of the ways in which our societies are divided horizontally: the interests of the few (the elite) and the many (ordinary people). The elite wants to oppress and exploit the rest of us. In a material sense, they are our enemy.They are working to establish their totalitarian New World Order. World government is the last thing ordinary people need. We need free and open communities with equal rights for everyone and a profound respect for the many differences between us. We want freedom rather than security. We want truth, dignity and justice».
Cordialmente
Fiamnlmente qualcuno che parla chiaro. Resistiamo a questa Europa. Andiamo in montagna mangiando Nutella, Zucchine di diverse misure e così banane ecc. Ma, vi rendete conto che è tutto un manicomio? Che paghiamo un sacco di gente per fare schifezze simili? Ed ora non un pinco-pallo qualsiasi ma un Mario Monti, cioè un italiano, vuole con il beneplacito dei governi nazionali, burocratizzare ancora di più la nostra vita. Sguattero, sono con te!!!!!!!!!!!!!!
ciccioric, l’Europa è unita. Non è mai stata divisa!
Infatti è bene ricordare come i demiurghi dell’attuale divisa abbiano finanziato per secoli entrambi gli schieramenti in ogni singolo conflitto bellico, che quei nomi che ora si raccolgono sotto il cappello BCE amoreggiano tranquillamente nella BIS da oltre mezzo secolo anche quando in questa figuravano nomi noti delle alte gerarchie naziste. L’Europa era così unita che l’Inghilterra finanziava attraverso la Bis gli obici che avrebbero sventrato la City. Era così solidamente compatta che quando gli alleati bruciarono Dresden e rasarono a tappeto Berlino non una delle “cattedrali” di proprietà di questi Illuminati europeisti venne toccata.
E come non potremmo definirci uniti quando uniti stiamo pagando per i disastri causati in ogni singola regione da questi fuoriclasse dell’architettura monetaria? Siamo così uniti che sembriamo tante pecore libere di andare da un recinto all’altro e pronte a farci tosare dal pastore che ci ha concesso questa libertà.
Caro Silvio, credo che il concetto di sovranità nazionale è così svuotato anche nei confini regionali che, mi permetta, è un ingenuità proiettarlo su scala continentale. Crede forse che, per esempio, un Nigel Farage avrebbe mai avuto una chance di poter correre contro un VonRompuoy? No, avremmo trovato un G. Brown come gli statunitensi si trovarono McCain; é la solita grafica apparentemente dicotomica della vacca ed il macello e ad essere onesto preferisco una dittatura imposta ad una democraticamente…imposta.
cordialmente
COLPO DI STATO NELL’UE: LA BCE RESTA SOLA AL COMANDO – Post 3/3
Da quanto detto nei precedenti post, si evince che la politica di austerità della BCE non è negoziabile sia perché tesa a non generare inflazione (che intaccherebbe l’integrità dei colossali patrimoni di liquidità, in possesso di poche mani) sia perché resta il mezzo più idoneo per inviare al singolo (piccolo) contribuente il seguente messaggio:
«Devi lavorare sodo, guadagnare di meno, rinunciare al welfare e contribuire di più affinchè il governo che ti rappresenta sia in grado di pagare gli interessi sul debito derivante dalla moneta che i finanziatori privati gli hanno prestato. Questa è l’unica cosa che conta».
Eppure, nei casi di recessione, di alternative all’austerità ne esistono.
Cito come esempi o l’incremento dell’indebitamento o l’aumento dell’inflazione o il default statale o la trappola dell’indebitamento .
Ma la BCE è inflessibile. Dall’austerity non si torna indietro.
Ha voglia l’istituto McKinsey di ammonire che la strada è sbagliata.
Ha voglia di ricordare che (dagli anni ’30 ad oggi) le massicce riduzioni dei debiti hanno provocato nella maggior parte dei casi rallentamenti economici, fallimenti imprenditoriali e squilibri sociali.
La strada segnata rimane quella.
Ciò è la conseguenza di aver consegnato (senza colpo ferire) agli euro banchieri centrali la carota ed il bastone di comando.
Un’ultima considerazione sull’articolo di Marcello Foa. E’ razionale, lucido e fondato.
Ha un solo difetto: che è applicabile solo ad un’Europa i cui organi decisionali siano stati democraticamente eletti e legittimati dalla sovranità popolare ( a cui poi dovranno rispondere per il loro operato).
Cioè, ad un’Europa “che non c’è”.
GRAZIE A TUTTI, a quelli che FINALMENTE, parlano apertamente di SOVIETIZZAZIONE dell’Europa in atto. Ho voluto smettere di far la parte di Cassandra, ero stufo. Qualche anima buona e gentile (ingenua) che ancora non crede, suggerisco di leggere e studiare: Maastricht, Basilea e Basilea 2, Schengen e Lisbona. E sopratutto EURO. Il mondo dopo il 1945 ha adottato come moneta di riferimento il dollaro, che però, doveva fare riferimento all’oro, al petrolio ( un barile a 35 USD ), eccetera. I sovietizzanti hanno fatto la loro (ripeto LORO) moneta; volutamente non parificata al dollaro, con parametri risibili. al suo interno qualcuno (r. p.)ha deciso il cambio a sua immagine e somiglianza. Ed ora, qualcuno finalmente, afferma che l’Euro ha salvato l’Italia, ma ha rovinato gli italiani. Dulcis in fundo, noi tutti vogliamo questa Europa ? che decide la misura dei piselli (gli ortaggi) decide la curvatura della banana, decide la misura delle uova di quaglia (ma chi ha misurato il bùs della quaglia ?) ed infine decide che la nutella fa male. Per difendere la mia libertà di mangiare nutella quanto mi pare, sono pronto ad andare in montagna e combattere fino all’ultimo vasetto. Chi mi segue ? Un bacio a tutti.
Sono stupefatto, ma come persino negli Usa c’ è gente che combatte la svolta “statalista” di Obama e in Europa invece si permettono addirittura di appesantire la burocrazia che si avvinghia già a quella italiana (già pesante di suo)e che mette altri lacci non solo alla libertà d’ impresa ma anche e sopratutto alla libertà personale!!!! E’ incredibile. Questa non è l’ Europa che i Padri Fondatori sognavano. Questi non sono gli Stati Uniti d’ Europa che sognava Altiero Spinelli. Questa è solo un’ accozzaglia di stati che non riesce neanche a fermare il burocrate di turno. Forza Foa!! Continui ad informarci. Le Rivoluzioni, nascono così. Almeno quella americana dopo i fatti di Boston.
COLPO DI STATO NELL’UE: LA BCE RESTA SOLA AL COMANDO – Post 2/3
Che significa “la BCE si era resa “prestatore di ultima istanza ”?
Significa che la BCE si è assunta l’obbligo di finanziare (con, ad esempio, sconto dei titoli o anticipazioni) il sistema monetario e bancario, allorchè tutte le altre forme di credito siano indisponibili o chiuse.
Nella fattispecie in argomento, la BCE (ed il Sebc = Sistema europeo delle banche centrali) è obbligata a finanziare non solo i governi ma anche le banche degli Stati europei membri, dietro corrispettivo dei bonds nazionali o periferici, pubblici o privati.
In parole povere, si è dichiarata disponibile ad elargire euro freschi di zecca in cambio di obbligazioni o di altri titoli (compresi quelli “spazzatura”). Ciò in barba al Trattato di Maastricht, che ne fa espressamente divieto.
Dove sta la “fregatura” per gli incolpevoli cittadini europei? Facile a dirsi.
Nell’assioma “Da maggio 2010 in poi, la governance economica dell’Ue spetterà alla BCE, che ne detterà le linee guida, attaccando l’asino al carro prescelto dagli invisibili padroni del vapore. E le sovranità nazionali? Un rimasuglio del ‘900”.
Si è pertanto verificato il paradosso dei paradossi: Per colpa dei governi nazionali prima e degli squali finanziari e banchieri poi, ogni cittadino europeo ha perso la propria sovranità e legittimità.
Ora ci attende la politica d’austerità, che gli zelanti “sock puppets” stanno già facendo applicare, a partire dai conti pubblici.
Si mormora che per uno Stato con un deficit eccessivo (=sopra il 60%) non basterà più riportare il disavanzo sotto la soglia del 3%.
Al riguardo, è vano ricordare che quel debito è frutto di una rapina (della sovranità monetaria nazionale da parte dei banchieri privati ) nonché delle conseguenze indotte dalla moneta-debito.
Ciò che conta è che la BCE chiuderà il rubinetto dei finanziamenti allo Stato che sgarrerà.
Personalmente mi sento molto piu’ rassicurato dalla (eventuale)supervisione europea piuttosto che lasciar “mano libera” ai nostri provinciali politicanti….Ma poi la vogliamo o no l’Europa unita? Tutta qui la questione
COLPO DI STATO NELL’UE: LA BCE RESTA SOLA AL COMANDO – Post 1/3
Che io sappia, il primo a parlare di “financial coup d’etat” fu (il 2 luglio 2010) Marshall Auerback nel suo scritto dal titolo «The ECB is the New ‘United States of Europe’» (ECB sta per European Central Bank).
Perché parlò così? Ne ricostruisco brevemente la vicenda.
Il tutto partì dallo stato di insolvenza della Grecia, il cui debito sovrano aveva superato i 310 milioni di euro (al 31 marzo 2010). Quel Paese era ormai in default ed il contagio rischiava di estendersi agli altri stati dell’Unione europea denominati sprezzantemente (dagli anglosassoni) PIGS.
La BCE (sollecitata da un gran numero di banchieri europei) decise allora di correre ai ripari, prestabilendo:
1) un piano di salvataggio della Grecia, predisposto in sinergia con l’Ue e col FMI (11 aprile-2 maggio 2010).
2) un piano di difesa dell’euro dagli attacchi della speculazione finanziaria internazionale, predisposto in sinergia con l’Uem (Unione monetaria europea, composta da 16 Paesi membri) ed il FMI, varato tra il 7 ed il 10 maggio 2010.
Tirando le somme, furono prefissati 750 miliardi di euro (60 della Commissione europea, 440 dagli Stati membri, 250 dal Fmi) per garantire (secondo la versione ufficiale) “un miglioramento dei conti pubblici” e per realizzare “le riforme strutturali per la crescita e la competitività”.
Come reagì Wall Street (sede della speculazione mondiale assieme a Londra) all’annuncio del mega-salvataggio europeo? Si mise in lutto per disperazione?
Neanche per idea! Alzò trionfante i calici per brindare allo scampato pericolo.
Il motivo è semplice da spiegare: la BCE si era resa “prestatore di ultima istanza” dei crediti inesigibili e dei titoli tossici acquistati dal sistema bancario europeo a Wall Street e Londra, consentendo agli squali finanziari mondiali di salvare “la ghirba” e di continuare indisturbati a predare (sfuggendo magari alla prigione).
Fulgido esempio (questo) di “socializzazione delle perdite” che verranno ripianate dagli incolpevoli cittadini italiani ed europei, a cui la BCE imporrà incontrastata (e senza alcuna legittimazione democratica) la sua politica di austerità, cioè di “lacrime e sangue”.
Come illustrerò meglio al prossimo post.
Ma la devoluzione non doveva essere dall’alto verso il basso?Comunque è stato sempre chiaro che l’europa unita ha nulla a che fare con la sovranità popolare.Non si fanno referendum e,quando si fanno,si rifanno,fino a che i conti di lorsignori non tornano.E’ eurabia,venduti come carne da macello,per gli interessi economici delle lobbies.Non è un caso che gli industriali siano a favore dell’ingresso della Turchia.A loro cosa importa della identità o altre sciocchezze del genere.Un posto in prima fila lo avranno sempre,magari con l’amante velata.
Scusate, ho fatto un errore di battitura.
La data della Natività della Beata Vergine Maria è ovviamente l’8 settembre.
Maurizio d’Orlando
Ringrazio di cuore “Fox” per la preghiera a Dio Onnipotente di regalare al dott. Foa, ad altri ed a me una lunga vita. Per di più noto che è stata fatta il giorno ( settembre, data della Natività della Beata Vergine Maria e quindi se ci sarà la Sua intercessione penso proprio che sarà accolta. Grazie di cuore, dunque.
Posso però fare una battuta tra il serio ed il faceto ?
Siamo davvero sicuri che una lunga vita sotto una soffocante dittatura eurocratica sia proprio auspicabile?
A me pare l’auspicio di un martirio! Ovviamente, come cristiano, accetto il martirio e lo considero effettivamente una benedizione.
Se la grazia di una lunga vita sarà accolta, spero che qualcuno preghi per me e per gli altri di avere la forza di sostenere il martirio.
Grazie al dott. Foa ed a tutti.
Maurizio d’Orlando
Ribadisco la mia idea di “democrazia partecipata” ( naturalmente in forma indiretta, ma non con delega in bianco) che vede il popolo consapevole decisore degli avvenimenti e attento valutatore dell’operato del politico eletto (non nominato, altrimenti ha poco senso anche il concetto di federalismo).
Reputo, in sintonia con Marcello e con altri interventi, che il Trattato di Lisbona, ma in generale buona parte della procedure attuate a livello UE siano molto poco trasparenti (anche per colpa dei giornalisti) e molto poco controllabili (per colpa dei politici e dei burocrati) dagli elettori “sovrani”.
Detto questo mi inoltro in un’analisi delle due correnti di pensiero che in questa fase epocale al pari di due faglie si incontrano e si scontrano creando terremoti che colpiscono in forma trasversale.
Da un lato il modello “americano “, perché incarnato al meglio dall’America, incentrato sull’individualismo e sulla capacità del singolo di auto-emanciparsi riassumibile nel detto “O nuoti, o anneghi”. Dove regna un fiducia incrollabile nel mercato che automaticamente riesce ad attivare quei meccanismi di riequilibrio. Un modello in cui il must è creare ricchezza a prescindere, perché la ricchezza da sicurezza, la sicurezza rende liberi. Nel caso specifico americano tutto questo è bilanciato da una serie di iniziative della società civile (il c.d. terzo settore – sempre meno funzionante) che a suo tempo colpì anche Tocqueville. Qui il valore dello Stato-Nazione è ancora sacro e inviolabile, un pò meno saldo, oggi, lo spirito di sacrificio necessario per raggiungere quel diritto alle felicità non negabile a nessuno.
Dall’altro lato un modello ibrido in evoluzione “europeo” (qualcuno sprezzantemente definisce sovietico) che a tutt’oggi non ha una sua forma definita, dove più che altrove si pensa ad una società connessa, coordinata, attenta ad uno sviluppo sostenibile. In questo modello il mercato non è ritenuto sempre capace di auto-riequilibrarsi, c’è bisogno di regole ed interventi, per esempio di re-distribuzione della ricchezza attraverso politiche fiscali equilibratrici, ritenendo che il modello polarizzato (quello per intenderci senza la classe media, pochi super ricchi e tanti poveri) sia molto più lento nel produrre ricchezza di opportunità da distribuire. Qui il valore dello Stato-Nazione perde sempre più smalto a favore di una società multi-culturale, internazionalizzata, locale capace di rapportarsi con il modello globale, che a esiste a prescindere, pur mantenendo orgogliosamente la propria identità e cultura. I poveri non sono ritenuti tali per cause imputabili solo a loro, e la povertà viene combattuta con investimenti nel welfare (dati 2002 spesa 26% in Europa, spesa 11% in USA) .
Naturalmente con le importanti differenze fra i diversi Stati dell’Unione.
Per quanto mi riguarda sono contro il dirigismo in qualunque forma si esprima, è indispensabile che il politico nel rispetto del principio di sussidarietà , coadiuvato dal tecnico, prenda la responsabilità delle azioni, ma non grido allo scandalo per una pianificazione o quantomeno un orientamento .
Ritengo il coordinamento un modello di pensiero e di azione importante e necessario, sia all’interno del nostro Paese che all’esterno ( si pensi solo per esempio alle migliaia di zone industriali in comuni limitrofi, o come nell’ultima moda impianti eolici o solari nei punti più impensabili dovuti a pianificazioni non coordinate e spesso improvvisate) e non lesivo delle libertà, anzi, all’interno di regole certe e definite la libertà può forse essere vissuta al meglio.
Ritengo la pianificazione, meglio l’orientamento, meno evocativo e meno stringente, un buon viatico per conoscere la meta e valutare i risultati, a condizione, indispensabile, che si lasci spazio anzi si diano quelle opportunità che oggi sono molto sacrificate a favore di un modello di fatto castale e burocratico, alle iniziative private e alla libera creativa di ogni singolo individuo ( fonte primaria del progresso).
Certo bisognerà capire quale sarà il significato che verrà dato a “ Documenti destinati ad essere discussi collettivamente da tutti gli altri Stati e coordinati dalla Commissione Europea” soprattutto fin dove si spinge il “ruolo di coordinamento” della Commissione (non eletta) e che potere di veto possono avere gli altri Stati.
Cosa realmente si pensa di immettere nelle scatole ora vuote di SCP (Stability and Convergence Program ) ed NRP (National Reform Program).
Personalmente penso che l’attuale modernità con la sua disoccupazione strutturale e non ciclica, con il suo tendere col suo percorso storico simile ma mai uguale a nessun periodo precedente, col suo essere globale, con la sua tendenza coadiuvata dalle conquiste tecnologiche alla polarizzazione della società, richieda uno sforzo comune per comprendere e un sforzo di umiltà per trovare le soluzioni più adatte, a navigare in un mare nuovo con mappe obsolete.
Cordialmente Cosimo Quarta
In Russia da tempo parlano della UE come della nuova URSS…ricordo tempo fa una intervista su la7 ad uno scrittore russo che diceva chiaro e tondo che la UE si stava trasformando, grazie all’inettitudine delle classi politiche in un regime di tipo sovietico, ma senza l’ideologia comunista.
Una Euro-Soviet, una Euro-Oligarchia, una nuova Eurocrazia. Il destino di una europa senza nessuna radice morale potrebbe essere solo una di queste o peggio, potrebbe essere una nuova guerra di potere e militare. Se la sua costituzione parla di tutto ma senza nessun principio morale, quale morale può avere l’Europa? I popoli europei hanno una radice morale nel cristianesimo ma i loro rappresentanti hanno rinnegato tutto e nessuno ha protestato. Invano il papa ha invocato le radici cristiane per l’Europa. Ormai è tardi e la nuova europa (in minuscolo appositamente) è fatta.
Ribadisco la mia idea di “democrazia partecipata” ( naturalmente in forma indiretta, ma non con delega in bianco) che vede il popolo consapevole decisore degli avvenimenti e attento valutatore dell’operato del politico eletto (non nominato, altrimenti ha poco senso anche il concetto di federalismo).
Reputo, in sintonia con Marcello e con altri interventi, che il Trattato di Lisbona, ma in generale buona parte della procedure attuate a livello UE siano molto poco trasparenti (anche per colpa dei giornalisti) e molto poco controllabili (per colpa dei politici e dei burocrati) dagli elettori “sovrani”.
Detto questo mi inoltro in un’analisi delle due correnti di pensiero che in questa fase epocale al pari di due faglie si incontrano e si scontrano creando terremoti che colpiscono in forma trasversale.
Da un lato il modello “americano “, perché incarnato al meglio dall’America, incentrato sull’individualismo e sulla capacità del singolo di auto-emanciparsi riassumibile nel detto “O nuoti, o anneghi”. Dove regna un fiducia incrollabile nel mercato che automaticamente riesce ad attivare quei meccanismi di riequilibrio. Un modello in cui il must è creare ricchezza a prescindere, perché la ricchezza da sicurezza, la sicurezza rende liberi. Nel caso specifico americano tutto questo è bilanciato da una serie di iniziative della società civile (il c.d. terzo settore – sempre meno funzionante) che a suo tempo colpì anche Tocqueville. Qui il valore dello Stato-Nazione è ancora sacro e inviolabile, un pò meno saldo, oggi, lo spirito di sacrificio necessario per raggiungere quel diritto alle felicità non negabile a nessuno.
Dall’altro lato un modello ibrido in evoluzione “europeo” (qualcuno sprezzantemente definisce sovietico) che a tutt’oggi non ha una sua forma definita, dove più che altrove si pensa ad una società connessa, coordinata, attenta ad uno sviluppo sostenibile. In questo modello il mercato non è ritenuto sempre capace di auto-riequilibrarsi, c’è bisogno di regole ed interventi, per esempio di re-distribuzione della ricchezza attraverso politiche fiscali equilibratrici, ritenendo che il modello polarizzato (quello per intenderci senza la classe media, pochi super ricchi e tanti poveri) sia molto più lento nel produrre ricchezza di opportunità da distribuire. Qui il valore dello Stato-Nazione perde sempre più smalto a favore di una società multi-culturale, internazionalizzata, locale capace di rapportarsi con il modello globale, che a esiste a prescindere, pur mantenendo orgogliosamente la propria identità e cultura. I poveri non sono ritenuti tali per cause imputabili solo a loro, e la povertà viene combattuta con investimenti nel welfare (dati 2002 spesa 26% in Europa, spesa 11% in USA) .
Naturalmente con le importanti differenze fra i diversi Stati dell’Unione.
Per quanto mi riguarda sono contro il dirigismo in qualunque forma si esprima, è indispensabile che il politico nel rispetto del principio di sussidarietà , coadiuvato dal tecnico, prenda la responsabilità delle azioni, ma non grido allo scandalo per una pianificazione o quantomeno un orientamento .
Ritengo il coordinamento un modello di pensiero e di azione importante e necessario, sia all’interno del nostro Paese che all’esterno ( si pensi solo per esempio alle migliaia di zone industriali in comuni limitrofi, o come nell’ultima moda impianti eolici o solari nei punti più impensabili dovuti a pianificazioni non coordinate e spesso improvvisate) e non lesivo delle libertà, anzi, all’interno di regole certe e definite la libertà può forse essere vissuta al meglio.
Ritengo la pianificazione, meglio l’orientamento, meno evocativo e meno stringente, un buon viatico per conoscere la meta e valutare i risultati, a condizione, indispensabile, che si lasci spazio anzi si diano quelle opportunità che oggi sono molto sacrificate a favore di un modello di fatto castale e burocratico, alle iniziative private e alla libera creativa di ogni singolo individuo ( fonte primaria del progresso).
Certo bisognerà capire quale sarà il significato che verrà dato a “ Documenti destinati ad essere discussi collettivamente da tutti gli altri Stati e coordinati dalla Commissione Europea” soprattutto fin dove si spinge il “ruolo di coordinamento” della Commissione (non eletta) e che potere di veto possono avere gli altri Stati.
Cosa realmente si pensa di immettere nelle scatole ora vuote di SCP (Stability and Convergence Program ) ed NRP (National Reform Program).
Personalmente penso che l’attuale modernità con la sua disoccupazione strutturale e non ciclica, con il suo tendere nel suo percorso storico simile ma mai uguale a nessun periodo precedente, col suo essere globale, con la sua tendenza coadiuvata dalle conquiste tecnologiche alla polarizzazione della società, richieda uno sforzo comune per comprendere e un sforzo di umiltà e di impegno per trovare le soluzioni più adatte, a navigare in un mare nuovo con mappe obsolete.
Cordialmente Cosimo Quarta
@Paolo Mazzarri: Condivido in toto. Una Europa delle Burocrazie, delle Lobby, in cui il popolo non conta niente, in cui le decisioni vengono prese dall’alto ed imposte, in cui aleggia la reimmissine della pena di morte, che ci chiede di abbassare penne e livello di vita mentre chi è in cima alla piramide si arricchisce sempre più.. e andrà sempre peggio, l’appetito vien mangiando dicono. Fox ha paura’ Anche io e mi pento amaramente di aver messo al mondo dei figli che si troveranno male, anche perchè non a questo, non per questo li abbiamo educati: soccomberanno probabilmente e se va bene saranno sfruttati a vita da gente senza qualità. Mi sento colpevole perchè non ho saputo o voluto capire, eppure ne ho avuto la opportunità, pensandoci bene, anche se non sarebbe stato facile capire fino a che punto sarebbero arrivati, sembrava davvero fantascienza ed invece…
@fox Scrive: settembre 8th, 2010 at 1:33 pm Eppur si muove……..
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3323
Sì devo dare atto, e volentieri, a Paolo Mazzarri che da tempo denuncia i rischi di una sovietizzazione dell’Unione europea. Non ci credevo però certi sintomi sono davvero preoccupanti. Gentili Gianpaolo e Brigante sul ruolo e sui limiti della stampa ho già risposto in parte nel mio ultimo commento. E’ un tema affascinante e cruciale che meriterebbe una lunga analisi; di certo certi meccanismi non sono casuali. Intendiamoci: non tanto perché i giornalisti prendono ordini. sarebbe troppo semplice e squallido su questa scala, il trucco sta nel capire le logiche dell’informazione e girarle a proprio vantaggio per condizionare non un giornale ma l’insieme dei media. Ringrazio Iris, bruno e ricambio l’invocazione divina: Oh Dio misericordioso metti una mano anche sulla testa di fox!
Chi ci libererà della tirannia dei burocrati di Bruxelles che non rispondono a nessuno delle loro malefatte? chi avrà il coraggio dI dIre BASTA!!!!! a quella gente che ci considera sudditi e non cittadini? … la rivoluzione americana è iniziata così, ma forse non lo sanno … Boston è distane da Bruxelles
Caro Foa,
interessante l’intervista apparsa su Il Sole 24ore ad «un uomo che conta» del Bilderberg:
Intervista a Padoa-Schioppa: «Tremonti è sulla stessa linea di Prodi»
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-09-02/intervista-padoaschioppa-crescita-limite-211617.shtml#continue
Interessante, ovviamente, per l’affermazione dell’esistenza di una continuità tra la linea di Tremonti e quella di Prodi…
Altro segnale che la Lega dovrebbe tenere ben presente…
-Preghiera di una povera volpe tremante e smarrita-
Dio onnipotente regala una lunga vita a – in ordine di apparizione- :
Marcello Foa, DamyEku, Alberto, Maurizio d’Orlando, marialaura, smar, Fausto, Silvio, colzani, Gianpaolo, gianmarco, Paolo Mazzarri, iris, Brigante. Già che ci sei, fai altrettanto con aldo e Paolo de Lama anche se qualche riserva ce l’ho. Fratelli di sventura, tenete duro e non dimenticatevi di una povera volpe spelacchiata e cioè me, fox. Vi saluto affettuosamente
Mi permetto di segnalare nuovamente , al pari di altri bloggers , l’atteggiamento quantomeno ondivago di Tremonti … da critico della globalizzazione a sacerdote delle poliche euro-comuniste ( chiedo venia , euro-comunitarie …..) le cause sono ignote , certo oramai è completamente omologato ai suoi precursori ( Amato , Dini , Padoa Schioppa , Prodi …) …..non a caso è un Bilgerberger ….
Di certo le sovranità nazionali ( e popolari ) sono già state ridotte ad un feticcio , essendo state svuotate di signifato e di contenuto . Di fatto uno sparuto , non legittimato e illuminato cenacolo di tecnocrati , composto da membri non eletti ma eslusivamente cooptati , influenza e determina la vita di milioni di persone .
Tutto ciò nel silenzio degli organi e degli operatori dell’ informazione ufficialmente indipendenti (sic !) ,soloni autocelebrativi ed autoreferenti iscritti a libro paga dei padroni del vapore …..
Dott.Foa , personalmente concordo con le Sue convinzioni , espresse in precedenti post , in cui ravvisa nelle recenti prese di posizione di Fini una chiaro patrocinio degli Illuminati di Bruxelles…….
Egregio dottor Foa, ho molto apprezzato il suo fondo che sottoscrivo totalmente. Mi sono piaciuti gli interventi degli altri frequentatori del blog tra i quali segnalo quelli dell’indignato M d’Orlando, dei sinceri Fausto e Silvio e dell’implacabile Colzani, sperando di non aver fatto un torto ad alcuno se non ne ho citato altri.Non mi stupisco sui pochi interventi finora inviati in quanto che ritengo che sia la quiete apparente che precede la tempesta.Molti si stanno ancora mordendo le mani per avere creduto ai politici; però chi come me è a contatto col pubblico conosce la delusione e la rabbia di vari strati dell’opinione pubblica. I politici che vivono nei palazzi non ne sono invece al corrente e si illudono che tutto possa continuare come prima.Non è vero e se ne accorgeranno presto. Con stima
Caro Marcello,
ricordo di aver scritto, in un commento ad un suo post di qualche tempo fa, che l’Unione Europea è l’Unione Sovietica del ventunesimo secolo. I fatti mi stanno dando ragione.
Sicuramente questa trasformazione è favorita da personaggi che hanno interesse a creare e poi occupare posizioni di potere che siano il più possibile lontane dai cittadini (se non sono neppure elettive tanto meglio), ma credo che ci sia anche un interesse da parte di Francia e Germania, le quali puntano a sfruttare le istituzioni europee per schiacciare gli altri paesi, a cominciare dall’Italia. La similitudine con l’Unione Sovietica è perfetta: anche in quel caso un paese grande, la Russia, soggiogava e soprattutto depredava tutti gli altri.
Non mi spiego il silenzio generale (salvo poche lodevoli eccezioni come questo blog e i suoi articoli sul giornale) su questi fatti e sui rischi che i cittadini europei corrono. Se i politici e i giornalisti pensano di avere qualcosa da guadagnare facendo finta di niente si sbagliano di grosso. Saranno in pochissimi a guadagnarci, e non saranno loro.
Un saluto.
tutto cio’ e’ (non charamente) scritto nel trattato di Lisbona, che altro non e’ che la costituzione europea sotto falso nome.
http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Lisbona
Di fatto col trattato di lisbona, ratificato ovunque senza alcun consenso popolare, TUTTO il potere passa nelle mani della commissione europea, un organismo burocratico non eletto.
solo laddove la EU non ha ancora legiferato rimangono frammenti di sovranita’ nazionale, ma e’ solo questione di tempo prima che la EU legiferi su tutto.
ecco spiegato anche perche’ i governi nazionali ormai scrivano norme e leggi su aspetti minimali e irrilevanti della vita di tutti i giorni, visto che sulle questioni importanti e’ Bruxelles a decidere.
mi chiedo a questo punto che senso abbia continuare questa farsa delle elezioni e dei governi nazionali, che costano un occhio della testa e non hanno alcun potere.
i governi che hanno ratificato il trattato di bruxelles senza sottoporre la decisione al popolo sovrano, o che ne hanno ignorato la decisione come nel caso delle nazioni dove i referendum hanno bocciato il tratatto, dovrebbero essere processati e condannati per alto tradimento.
certo che la stampa si accorga solo oggi di tutto cio’ e’ un po’ deludente. o forse lo sapevano e hanno taciuto, d’altro canto si sa per chi tifa la stampa in generale.
purtroppo ormai tutto cio’ e’ legge ed e’ futile ed inutile scandalizzarsi. e questo e’ solo l’inizio. la lista dei settori dove la EU ha ormai totale sovranita’ e’ lunga.
http://en.wikipedia.org/wiki/Treaty_of_Lisbon
vedere alla sezione “defined policy areas”
prossimamente su questi schermi: la tassa europea.
la domanda, caro Foa, in realta’ dovrebbe essere la seguente: dove cavolo era la stampa mentre nei corridoi di Bruxelles si studiava e si metteva in pratica, totalmente alla luce del sole, questo massiccio colpo di stato?
quella stampa che si va da decenni spacciando come difensore dei diritti del popolo, ma che in realta’ e’ stata complice di questo complotto?
Già, caro Maurizio d’Orlando, le vie del web sono imperscrutabili. Quando ho scritto questo post immaginavo che avrebbe suscitato molte reazioni e invece il dibattito langue. E’ vero che molti commenti sono stati postati direttamente a commento dell’articolo e ringrazio Colzani per la segnalazione; però non sento le corde vibrare… Forse anche questo è sintomatico di come l’opinione pubblica regisca o forse di come sia indotta a reagire. Fausto e Silvio ricordano il disinteresse con cui è stato approvato il Trattato di Lisbona: giustissimo. ma quello schema ormai è consolidato. Monti nel fondo sul Corriere rimprovera all’opinione pubblica di non parlare del Patto, in realtà l’establishment non fa nulla per informare e se lo fa la comunicazione è così tecnica, astrusa e noiosa da scoraggiare anche le persone più colte a seguire questi temi. E l’élite può governare nell’opacità. Aldo, Paolo Da Lama e Gianpaolo evocano il ruolo di Tremonti e hanno perfettamente ragione: quali sono le sue intenzioni? Che partita sta giocando? E’ così furbo da infinocchiare la Lega? Non ho risposte certe, ma crescenti dubbi. Cari maria laura e alberto, l’unica soluzione è aprire la mente al popolo, che, come spiegano Colzani, Silvio e altri, non è consapevole.
Quanto al Bilderberg, diciamo che tutti i membri del club sono internazionalisti e convinti sostenitori di questa Europa.
Carissimo Marcello Foa,
grazie, veramente grazie per questo suo intervento. Mi ritrovo pienamente con quanto scrive Maurizio d’Orlando e con Silvio quando parla del “trappolone” del 2008…
Certo è che il Tremonti, che sale spesso in Vaticano, lascia abbastanza perplessi per le molteplici angolazioni del suo pensiero… specialmente quando viene veicolato dai “signori” di Repubblica!
Bossi con i suoi farebbero bene a tenerne conto…
ps
Foa, il suo articolo rimbomba anche su mercato libero
http://mercatoliberonews.blogspot.com/
è la sovranità persa per mano di un gruppo di eurosauri che infastidisce? a piccoli passi, seguendo un filo rosso ben delineato (tra le altre cose manifestato nei convegni Bild’erg), incessantemente il grande papà della finanza ha scolpito e demolito le nostre vite, già con l’introduzione dell’€ avremmo dovuto alzare i capi invece di metabolizzare l’erotica fiaba dell’Europa unita. Che dire poi, come ricorda il sig. D’Orlando, delle ratificazioni della Costituzione d’Europa? Proprio mentre ci scandalizzavamo della standardizzazione della curvatura degli ortaggi. Oggi come possiamo indignarci se questi illuminati decideranno del nostro sviluppo quando il fuoco è sul dissidente Fini piuttosto che l’euroislamizzazione? Su questa testata via dell’ottima Magli e Lei, il vuoto!
Il progetto è affascinante e ha rapito il cuore di milioni già dai tempi dell’Illuminismo ed oggi vediamo prendere forma quelle geometrie che Brzezinski disegnava già 20 anni fa per lo studente Monti.
Tremonti invece, da “Tragedy and Hope” ha tenuto buona solo la “(…)Speranza”.
L’Europa è pronta a dissolversi. Ma prima, il piano di rientro.
cordialmente
THE ILLUSION OF FREE CHOICE:LEFT & RIGHT > SLAUGHTER HOUSE
Come volevasi dimostrare.
Il trappolone scatta tra il 23 ed il 31 luglio 2008, mentre lo sventurato (e gonzo) popolo-bue italico si toglie le braghe per arrostire al sole ed ubriacarsi di mare.
Quatti quatti, 837 parlamentari su 837 (286 senatori e 551 deputati scelti dagli oligarchi dei partiti politici) approvano unanimi la ratifica del Trattato di Lisbona (=Legge 130 del 2 agosto 2008).
Buona parte della stampa ”mainstream” non è da meno in fatto di unanimità e mette “sotto coperta” la notizia (che avrebbe meritato paginoni a lenzuolate).
Il perché di tanta omertà (a fronte di una decisione epocale, presa in semiclandestinità e senza informare il Paese) discende da due motivi:
1)La scelta deliberata del non confronto con l’opinione pubblica, che avrebbe potuto (alla fin fine) avvertire il sentore di “un vero e proprio golpe”;
2)Il catastrofico scenario che si andava delineando per effetto del “laissez-faire” senza limiti concesso dal mercato globale agli squali finanziari delle banche d’affari.
Riassumo (ad oggi) tale scenario in concetti-flash: “Elevati tassi di crescita…soldi facili… inflazione dell’offerta di moneta fiat …inflazione delle materie prime e dei beni durevoli…BOLLA… inversione dei tassi di crescita…loro appiattimento… loro aumento e nuova inversione…ritiro di liquidità… timori di stagflazione… ulteriori correzioni … il crollo della domanda …CRASH…… deflazione”.
Bruttissima bestia la deflazione. Quasi indomabile, se non “dopo tanti morti e feriti” (metaforici).
I quali dovrebbero appartenere alle schiere di “chi ha rotto il vaso”, che è tenuto (di norma) a pagare il giusto risarcimento per i danni provocati (ed a tenere per sé i cocci).
E’ successo davvero così? Macchè!!
Ancora una volta sono state “socializzate le perdite”, dopo averne privatizzato gli utili.
Amorale della (indecente) favola italica ed europea:
«I ladri di Pisa (che di giorno fan finta di litigare e poi di notte si ritrovan tutti insieme a rubare) han colpito di nuovo. Costringendo – fra trippole e trappole – il popolo-bue boccalone a fare il guadagno di Pottino (che bruciava gli asciugamani per rivendere la cenere)».
Ora saran “cavolacci” amari per tutti. Anche per chi ritiene di essere secondo solo a Dio.
Perché la massiccia e brutale riduzione del debito non è mai stata una buona medicina.
Ha sempre causato altri default ed alta inflazione. E conflitti sociali elevatissimi.
@Marcello Giusto…
“E chi l’ha deciso? Certo non il parlamento e l’opinione pubblica è stata volutamente tenuta all’oscuro.”
Lo ha deciso il parlamento quando ha votato il Trattamento di Lisbona(Con il voto favorevole del Parlamento italiano, si allunga la lista dei paesi che …. 08/05/2008 )
Ne abbiamo parlato in aprile con Silvio e altri….Piu volte abbiamo sottollineato che le sovranita Nazionali non esistono piu.
Sono stati i Media a non parlare di queste cose tempo……
Cordialmente Fausto
Già sapevo che l’approvazione incondizionata di un trattato che nessuno conosce come il trattato di Lisbona avrebbe condotto l’Europa a questi punti. Ma tralasciando l’Italia e il suo popolo bue, come mai inglesi, francesi e tedeschi non si ribellano? Dove è finito il loro orgoglio nazionalistico? Anche la loro stampa li tiene all’oscuro? Non è che il Bilderberg c’entri qualcosa e sia questo il disegno per impadronirsi dell’Europa e del mondo?
e noi popolo bue cosa possiamo fare……
una rivoluzione…..?
contro chi….?
con il sangue di chi…..?
c’è una via d’uscita…….?
Caro dott. Foa,
Sono meravigliato e davvero non poco che al Suo articolo siano giunte così poche adesioni.
Quello che è stato deciso a Bruxelles è a dir poco un colpo di Stato. In realtà è di più, è la dichiarazione di fine della democrazia in Europa, un evento di cui ne parleranno i libri di storia. Mettere i bilanci degli Stati di un intero continente sotto la tutela di un organismo non eletto significa che in realtà le elezioni, i parlamenti e tutto il resto delle istituzioni “democratiche” e “repubblicane” non contano alcunché .
Andiamo verso un direttorio, abbandoniamo secoli di “sovranità popolare” e non solo non ci sono barricate, non solo nessuno scende in piazza, ma sembra che la cosa non interessi a nessuno. Certo la “sovranità popolare” sempre stato più che altro un contenitore di molta facciata e minore contenuto. Qualcosa però, per quanto poco, contava ancora. Ora in questa epoca di cosiddetta super libertà non ci lasciano nemmeno più le apparenze. Eppure ci fanno credere che a decidere è sempre e solo il popolo. Sei tu, consumatore, che sovrano scegli. Sei tu, telespettatore che, grazie al televoto, decidi anche nelle vicende più insignificanti e banali. Su quello che davvero conta, la nostra indipendenza nazionale, decide una Commissione composta da chissà chi ed in base a chissà quali criteri. Ci siamo mai chiesti qual è la percentuale degli europei che sa chi sono i commissari europei ? L’Europa è di fatto uno Stato ormai federale e gli europei non lo sanno. Ha già una sua Costituzione vigente e scrupolosamente applicata, ma i popoli europei la ignorano, anche perché, forse, non è stata fatta perché fosse conosciuta. Infatti è stata ideata ed imposta ai popoli del continente ad uso e consumo esclusivo di chi ne è al corrente e ne conosce i meccanismi. Referendum farsa (laddove proprio necessario) o la semplice lettura ed approvazione per acclamazione sono stati sufficienti per soggiogare trecento e è più milioni di persone. Non ho parole.
Mi chiedo però su quali principi di legittimità si fonderà il potere di questo direttorio continentale. Certo non potrà dire di fondarsi sui principi della democrazia e della sovranità popolare perché c’è un limite a tutto, anche al ridicolo. Dopo la fine del Sacro Romano Impero, erede ancora di Costantino e cioè della romanità imperiale coniugata con il cristianesimo, dopo la “Nazione una e indivisibile” della Rivoluzione Francese, dopo l’autodeterminazione dei popoli degli Stati risorgimentali, che cosa ci viene ora dato, l’Europa che non compare, l’Europa delle lobby, l’Europa delle logge più o meno segrete, l’Europa della laicità intesa come negazione di qualsiasi principio forte ? Se è così, è l’Europa del pensiero debole, l’Europa del nichilismo e del nulla e nel nulla presto finirà.
Grazie dott. Foa per la Sua testimonianza, purtroppo solitaria.
Maurizio d’Orlando
L’unico motivo per il quale gli italiani sono stati europeisti convinti era l’idea di togliere potere alla nostra classe politica. L’esperienza ci ha insegnato che dobbiamo avere ancora meno fiducia nella eurocrazia burocratica e lobbysta (sempre anti italiana). Questa notizia è tristissima. Soluzioni?
L’Unione Europea mal sopporta quei leader politici che,come Berlusconi,seguono la dinamica economica e non quella politica.
In buona sostanza un Prodi qualsiasi inseguiva i consenso della stampa e di certi economisti non del tutto indipendenti, mente Berlusconi precede la dinamica dell’economia e conseguentemente anticipa il mercato,che poi è il vero “padrone” dell’economia.
Monti è nato burocrate e come tale è asservito al consenso del politico padrone;Tremonti è un burocrate di “fantasia” che disorienta il mercato ed il padrone.Teniamoci Tremonti,teniamoci Berlusconi.Prima di loro l’Italia mandava sederi a scaldare le altrui poltrone.
Salve tutti!? Foa,sono più o meno 2e anni e mezzo che scrivo nel suo blog,non poteva dirlo prima, che la k le dava fastidio? Purtroppo,quando uso il pc è che sono al lavoro,quindi x la fretta mme scappa la k ahahahahahhah.Foa,non le sembra di esser troppo fiscale?Meno male non è al posto di Tremonti ahahahahah.Ci vediamo gente.
Egr. Foa,
che il buon Tremonti esulti non è una sorpresa. Almeno per me.
Ogni buon socialista che si rispetti non può che gioire per manovre siffatte.
D’altronde la nostra Europa è nata e sarà ancora per molto tempo condita con ricette socialiste. Nacque con la maggioranza di Premier socialisti e di cultura dirigista.
A questo punto mi chiedo: tra la ricerca di Federalismi regionali e la costruzione di un Europa sovietica, quale potrà essere il nesso?
Per ciò che riguarda l’evoluzione dirigista e quindi socialista che si prospetta, questa mattina Barroso ha già dato un ulteriore segnale confermativo: insisterà nella proposta di una tassa sulla Finanza. Perfetto, ciò che ci vuole per lo sviluppo…
Se non ricordo male poco tempo fa uno dei pochi a contrastare questa tassa inutile e stupida fu un certo Berlusconi. Tremonti tacque.
Forse sapeva già.
Cordialmente.