Ne ho parlato l’altro giorno sul Giornale, ma credo sia giusto riproporre il tema anche sul blog. Riguarda lo strabismo della stampa europea, che una volta stabilito un “frame” ovvero una valutazione su un personaggio o su una situazione tende a ripeterlo nel tempo trasformandolo in una verità difficilmente modificabile. Con effetti paradossali.

La polemica sui rom ne è un esempio.  Sarkozy è finito nell’occhio del ciclone per aver espulso i gitani, la Germania lo ha attaccato ergendosi a paladina dei diritti umani. Ma è davvero così? Non proprio.

La verità è che la Germania, sui Rom, si comporta esattamente come la Francia. Anzi, diciamola tutto: peggio. Ma nessuno lo scrive. Il governo di Berlino, ad esempio, lo scorso 19 agosto ha deciso di espellere oltre diecimila Rom kosovari, fuggiti alla fine degli anni Novanta. Trattasi, ne più, né meno di deportazione forzata di ex profughi di guerra, tra cui molti bambini nati in Germania. Il Consiglio d’Europa ha protestato, ma blandamente: «I Paesi dell’Europa occidentale dovrebbero smettere di rinviare forzatamente i rom in Kosovo», ha affermato il responsabile dei Diritti Umani, Thomas Hammarberg. E la polemica è finita lì. Non sono state presentate mozioni scandalizzate all’Europarlamento, né condanne della Commissione europea. Il governo del Kosovo abbia dichiarato di «non disporre di risorse sufficienti per accoglierli tutti e gestire la loro integrazione», ma nessuno gli ha dato ascolto. Dunque la democraticissima cancelliere Merkel li allontana benché consapevole di condannarli a una vita di stenti e di privazioni. Insomma, se ne infischia.

Certo, il Kosovo non fa parte dell’Unione europea, contrariamente alla Romania, da cui proviene la maggior parte dei Rom espulusi dalla Francia; dunque legalmente Berlino, contrariamente a Parigi, non viola le direttive europee. E questo spiega tecnicamente il silenzio di Bruxelles. Ma moralmente non c’è differenza. Anche perché, tra l’altro, a ben vedere, la Germania espelle anche i Rom comunitari. L’incombenza non spetta al governo federale, ma ai singoli laender, che sono inflessibili.

Domanda: quanti di voi hanno letto articoli indignati contro la Merkel? Scommetto nessuno, nemmeno sulla stampa di sinistra. E la ragione è quella che ho esposto all’inizio dell’articolo: non c’è oggettività.

Ci sono leader politici che finiscono subito nel mirino e a cui non si perdona nulla, come Sarkozy; e altri che beneficiano molto spesso di una benevolissima disattenzione da parte delle più autorevoli testate europee, come la Merkel.

E lo stesso vale per tante altre notizie. Anche in Italia. L’importante è affibbiare un’etichetta, una valutazione, un giudizio, positivo o negativo a seconda delle convenienze. Poi il resto segue da sè:  il mondo verrà letto attraverso quel filtro, quelle lenti ovvero quel frame.

E’ così si creano le correnti di pensiero. O, se preferite, il conformismo.

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